Appennino Camerte
L'Appennino Camerte - 25 febbraio 2023
del
25 Feb 2023
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18 febbraio 2023 - n.6
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20 Feb 2023
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11 febbraio 2023 - n.5
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20 Feb 2023
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4 febbraio 2023 - n.4
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20 Feb 2023
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28 gennaio 2023 - n.3
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29 Gen 2023
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21 gennaio 2023 - n.2
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24 Gen 2023
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15 Gen 2023
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24 dicembre 2022 - n.48
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27 Dic 2022
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19 Dic 2022
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10 dicembre 2022 - n.46
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09 Dic 2022
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3 dicembre 2022 - n.45
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29 Nov 2022
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23 Nov 2022
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L'Appennino camerte - 19 novembre 2022 - n.43
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L'Appennino camerte - 12 novembre 2022 - n.42
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L'Appennino camerte - 29 ottobre 2022 - n.40
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25 Ott 2022
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L'Appennino camerte - 22 ottobre 2022 - n.39
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05 Ott 2022
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L'Appennino camerte - 1 ottobre 2022 - n.36
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27 Set 2022
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La proposta di legge dell'onorevole Emanuele Lodolini (Pd) di “tagliare” i piccoli comuni, rendendo obbligatoria la fusione degli enti con popolazione al di sotto dei 5mila abitanti continua a far discutere, mettendo in “fibrillazione” soprattutto gli amministratori dei territori interessati. Un “taglio” che andrebbe ad interessare il territorio dei cosiddetti 5 comuni (Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Serrapetrona) e sul quale, come riferito nel numero del 12 febbraio, hanno espresso la propria opinione anche i primi cittadini. Sull'argomento pronto l'intervento di Giampiero Feliciotti, presidente dell'Unione Montana dei Monti Azzurri, che attacca: “la politica ormai da anni sta dimostrando di non avere progetti di governace territoriale e non riesce nemmeno ad avere un coordinamento tra quello che enuncia e quello che realmente fa. Risalgono ormai al 1980 – ricorda Feliciotti – i primi incontri politici per la fusione dei comuni e credo di essere stato – insieme a Fedro Buscalferri – uno degli avanguardisti della proposta. Fummo additati da molti come bravi e moderni, ma nonostante il superamento degli steccati politici non arrivammo oltre la costituzione di un consorzio che chiamammo Con.Turi.Sport. Attraverso questo strumento creammo gli impianti di canoa-canottaggio a Caccamo, il consorzio dei vigili urbani e tante altre iniziative, ma non siamo mai riusciti a creare un unico comune come voleva il legislatore. Oggi si annuncia una fusione obbligatoria che, se si realizzasse effettivamente, troverebbe impreparato l’apparato e comporterebbe un aumento della spesa.
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