Notizie di cronaca nelle Marche
Giovedì, 22 Maggio 2025 11:45
Pedemontana, a Camerino reperti archeologici lungo il percorso
Reperti di un villaggio vecchio di quasi tremila anni. Questo è quanto scoperto dalle indagini archeologiche della Soprintendenza a Camerino, lungo il cantiere della Pedemontana delle Marche. Lo ha fatto sapere proprio l’organo per la tutela del paesaggio e dei beni culturali. Gli scavi archeologici, portati avanti nei mesi scorsi dalla Kora srl, hanno evidenziato tracce di interesse archeologico distribuite lungo tutto il tracciato dell’arteria, destinata a collegare Fabriano e Muccia nel più ampio progetto della Quadrilatero Marche-Umbria. I rinvenimenti più consistenti sono proprio nell’area di Camerino.
A destare particolare interesse nel corso degli scavi è stato il sito rinvenuto nella zona del fosso Palente, nel territorio comunale della città ducale. Tra i numerosi rinvenimenti, in questa zona sono emersi «elementi che possono essere ricondotti all’attività umana - spiegano dalla Soprintendenza ABAP per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata -. Al termine dell’indagine archeologica sono stati individuati elementi riferibili a un abitato dell’età del ferro, costituito da capanne databili in un periodo compreso tra il VII e il VI secolo avanti Cristo. Si tratta della porzione di un abitato che ricade nel sedime dell’asse stradale in fase di realizzazione - proseguono -. Lo scavo ha riportato in superficie le tracce di fondazione di due grandi capanne e di una terza più piccola. Le dimensioni sono di 35 metri per sei e di 38 per sette, mentre quella minore è di circa 90 metri quadrati (15 per sei). Le strutture sono disposte una di fianco all’altra, con orientamento nordovest-sudest. Oltre alle capanne sono state trovate delle buche di palo che presentano allineamenti tra loro e si ipotizza possano essere riferibili a strutture accessorie con funzioni diversificate. Nei punti in cui l’erosione di superficie è risultata più intensa - concludono - sono venute in luce le tracce di un fossato anulare di 13 metri di diametro, riferibile ad una struttura funeraria a circolo, del quale però si è conservato solamente un minimo spessore del riempimento ed è andata persa la sepoltura che presumibilmente vi era associata. Lo stesso sito ha restituito anche fasi successive di frequentazione databili ad età romana».
A destare particolare interesse nel corso degli scavi è stato il sito rinvenuto nella zona del fosso Palente, nel territorio comunale della città ducale. Tra i numerosi rinvenimenti, in questa zona sono emersi «elementi che possono essere ricondotti all’attività umana - spiegano dalla Soprintendenza ABAP per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata -. Al termine dell’indagine archeologica sono stati individuati elementi riferibili a un abitato dell’età del ferro, costituito da capanne databili in un periodo compreso tra il VII e il VI secolo avanti Cristo. Si tratta della porzione di un abitato che ricade nel sedime dell’asse stradale in fase di realizzazione - proseguono -. Lo scavo ha riportato in superficie le tracce di fondazione di due grandi capanne e di una terza più piccola. Le dimensioni sono di 35 metri per sei e di 38 per sette, mentre quella minore è di circa 90 metri quadrati (15 per sei). Le strutture sono disposte una di fianco all’altra, con orientamento nordovest-sudest. Oltre alle capanne sono state trovate delle buche di palo che presentano allineamenti tra loro e si ipotizza possano essere riferibili a strutture accessorie con funzioni diversificate. Nei punti in cui l’erosione di superficie è risultata più intensa - concludono - sono venute in luce le tracce di un fossato anulare di 13 metri di diametro, riferibile ad una struttura funeraria a circolo, del quale però si è conservato solamente un minimo spessore del riempimento ed è andata persa la sepoltura che presumibilmente vi era associata. Lo stesso sito ha restituito anche fasi successive di frequentazione databili ad età romana».
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Cronaca
Mercoledì, 21 Maggio 2025 12:08
Detenzione e spaccio di stupefacenti, 50enne arrestato a Loro Piceno
I Carabinieri della Stazione di Loro Piceno hanno arrestato un uomo di 50 anni, già noto alle forze dell’ordine, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata.
L’uomo dovrà scontare una pena residua di 1 anno, 4 mesi e 14 giorni di reclusione per plurimi reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, commessi nella provincia di Macerata nel periodo compreso tra il 2015 e il 2021.
Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa di Reclusione di Fermo, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’uomo dovrà scontare una pena residua di 1 anno, 4 mesi e 14 giorni di reclusione per plurimi reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, commessi nella provincia di Macerata nel periodo compreso tra il 2015 e il 2021.
Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa di Reclusione di Fermo, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
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Cronaca
Lunedì, 19 Maggio 2025 11:24
Schianto all'incrocio per Parolito, tragedia evitata per un soffio
Incidente stradale sabato pomeriggio lungo la S.P. 127 "San Severino Marche - Tolentino", all'altezza dell'incrocio per la frazione di Parolito, subito dopo il bar Casette di via San Michele.
Il sinistro ha coinvolto una Volkswagen Polo, guidata da un giovane neopatentato del posto, un pullman di studenti che stava rientrando a Tolentino e una Fiat Punto.
Per cause ancora in corso di accertamento da parte della Polizia Locale, prontamente intervenuta per effettuare i rilievi di rito, la Volkswagen Polo si è scontrata con l'autobus della società Contram. Il conducente del mezzo pesante ha compiuto manovre disperate per evitare l'impatto, riuscendo a fermare la corsa del pullman che è stato colpito dalla Polo prima che terminasse la propria corsa a margine della carreggiata.
Solo la prontezza di riflessi e la manovra d'emergenza dell'autista del mezzo che trasportava alcuni ragazzi hanno scongiurato un potenziale frontale dalle conseguenze ben più gravi per i conducenti delle due autovetture, entrambi neopatentati del luogo, che sono rimasti praticamente illesi, riportando solo un grandissimo spavento.
Le autorità competenti stanno proseguendo con le indagini per chiarire la dinamica esatta del sinistro.
Il sinistro ha coinvolto una Volkswagen Polo, guidata da un giovane neopatentato del posto, un pullman di studenti che stava rientrando a Tolentino e una Fiat Punto.
Per cause ancora in corso di accertamento da parte della Polizia Locale, prontamente intervenuta per effettuare i rilievi di rito, la Volkswagen Polo si è scontrata con l'autobus della società Contram. Il conducente del mezzo pesante ha compiuto manovre disperate per evitare l'impatto, riuscendo a fermare la corsa del pullman che è stato colpito dalla Polo prima che terminasse la propria corsa a margine della carreggiata.
Solo la prontezza di riflessi e la manovra d'emergenza dell'autista del mezzo che trasportava alcuni ragazzi hanno scongiurato un potenziale frontale dalle conseguenze ben più gravi per i conducenti delle due autovetture, entrambi neopatentati del luogo, che sono rimasti praticamente illesi, riportando solo un grandissimo spavento.
Le autorità competenti stanno proseguendo con le indagini per chiarire la dinamica esatta del sinistro.
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Cronaca
Giovedì, 15 Maggio 2025 14:33
Reati contro il patrimonio, tunisino arrestato dai carabinieri
I Carabinieri della Stazione di San Severino Marche hanno arrestato un 30enne tunisino, residente a Fabriano, in regola con il permesso di soggiorno, a seguito dell’esecuzione dell’ordinanza di sospensione della misura alternativa dell’affidamento in prova, emessa dall’ufficio di Sorveglianza di Macerata.
L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la casa di reclusione di Fermo dove dovrà scontare 2 anni, 6 mesi e 2 giorni di reclusione per plurimi reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti.
L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la casa di reclusione di Fermo dove dovrà scontare 2 anni, 6 mesi e 2 giorni di reclusione per plurimi reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti.
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Cronaca
Giovedì, 15 Maggio 2025 08:49
Camerino entra nel vivo della 44ma Corsa alla spada
Con l’incursione nelle scuole di Camerino, l’intitolazione del largo a Emma Magini e con l’immensa tavolata di giovani festanti sotto le stelle ha preso il via ieri sera la 44° edizione della rievocazione storica Corsa alla Spada e Palio di Camerino. Dodici giorni di appuntamenti per tutti i gusti e per tutte le età.


Oggi pomeriggio alle ore 17:30 nella Sezione Archivio di Stato di Camerino in via Viviano Venanzi è previsto l’appuntamento “Del danzare cortese et altre cose” conversazione e intervento di danza rinascimentale a cura di Chiara Gelmetti, con la partecipazione dell'associazione WunderKammer Orchestra Divisione Danza WKO-ADA di Pesaro e delle Soavi Allegrezze dei da Varano.
In serata animazione nelle taverne con il gruppo Sturm Und Drunk di Sarnano e alle 22:00 nei palazzi di piazza Umberto I proiezione di “Storie di luce” videomapping per Camerino, un inno visivo al territorio, alla memoria e all’identità. Le facciate storiche della città diventano superfici sensibili, attraversate da un flusso di immagini, geometrie luminose e decostruzioni visive che ne reinterpretano l’anima profonda. Un omaggio potente e delicato a Camerino, a cura di PlayMarche.
Domani, venerdì 16 maggio, alle ore 16:00 alla Rocca del Borgia le ginnaste dell’ASD Promo Sport Camerino sono le protagoniste di “I giochi di una volta” la ritmica per divertimento, mentre in serata è previsto alle ore 21:15 nell’Accademia della musica “Viaggio Musicale in Europa”, concerto dell’Orchestra di Chitarre delle Marche, direttore M° Silvio Catalini. Nelle taverne animazione con “Tilopa e il contorno del Diavolo” de I giullari del Diavolo

Sabato 17 maggio 2025 alle ore 18:00 nel Quartiere delle Associazioni ci sarà la presentazione degli atleti e delle atlete della 44° edizione e verrà svelata la spada, quest’anno offerta dal supermercato Il Paniere e realizzata dalla bottega dei fabbri Reversi di Muccia.
La sera si svolgerà la suggestiva cerimonia dell’Offerta dei ceri e accensione del falò, uno degli eventi più seguiti dalla popolazione perché unisce il folclore alla profonda venerazione del santo patrono Venanzio. Ospiti il Torneo delle Guaite con Tamburini i Lupi di Visso.
La novità di questa edizione è che al termine della cerimonia il Terziero di Muralto ha organizzato le festa concerto in piazza Umberto I “ConUnDeca” solo musica italiana.


Oggi pomeriggio alle ore 17:30 nella Sezione Archivio di Stato di Camerino in via Viviano Venanzi è previsto l’appuntamento “Del danzare cortese et altre cose” conversazione e intervento di danza rinascimentale a cura di Chiara Gelmetti, con la partecipazione dell'associazione WunderKammer Orchestra Divisione Danza WKO-ADA di Pesaro e delle Soavi Allegrezze dei da Varano.
In serata animazione nelle taverne con il gruppo Sturm Und Drunk di Sarnano e alle 22:00 nei palazzi di piazza Umberto I proiezione di “Storie di luce” videomapping per Camerino, un inno visivo al territorio, alla memoria e all’identità. Le facciate storiche della città diventano superfici sensibili, attraversate da un flusso di immagini, geometrie luminose e decostruzioni visive che ne reinterpretano l’anima profonda. Un omaggio potente e delicato a Camerino, a cura di PlayMarche.
Domani, venerdì 16 maggio, alle ore 16:00 alla Rocca del Borgia le ginnaste dell’ASD Promo Sport Camerino sono le protagoniste di “I giochi di una volta” la ritmica per divertimento, mentre in serata è previsto alle ore 21:15 nell’Accademia della musica “Viaggio Musicale in Europa”, concerto dell’Orchestra di Chitarre delle Marche, direttore M° Silvio Catalini. Nelle taverne animazione con “Tilopa e il contorno del Diavolo” de I giullari del Diavolo

Sabato 17 maggio 2025 alle ore 18:00 nel Quartiere delle Associazioni ci sarà la presentazione degli atleti e delle atlete della 44° edizione e verrà svelata la spada, quest’anno offerta dal supermercato Il Paniere e realizzata dalla bottega dei fabbri Reversi di Muccia.
La sera si svolgerà la suggestiva cerimonia dell’Offerta dei ceri e accensione del falò, uno degli eventi più seguiti dalla popolazione perché unisce il folclore alla profonda venerazione del santo patrono Venanzio. Ospiti il Torneo delle Guaite con Tamburini i Lupi di Visso.
La novità di questa edizione è che al termine della cerimonia il Terziero di Muralto ha organizzato le festa concerto in piazza Umberto I “ConUnDeca” solo musica italiana.
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Cronaca
Mercoledì, 14 Maggio 2025 13:07
Lutto nell'Arcidiocesi, muore don Salvatore Sicignano. Perdiamo una figura carismatica
Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche in lutto per la morte di don Salvatore Sicignano. Aveva 59 anni. Dopo aver vissuto molti anni in missione, prima in Albania e quindi a Panama, era tornato in Italia tre anni fa. Qui ha ricoperto il ruolo di coordinatore dell’unità pastorale di Belforte del Chienti, Caldarola e Cessapalombo. Grande il suo impegno per i poveri e i rifugiati, in particolar modo quelli provenienti dall’Ucraina, e la sua vicinanza alle comunità e ai giovani affidate alla sua cura pastorale. Era anche legale rappresentante della Orac srl, società editrice de L’Appennino camerte e di Radio C1 inBlu. Si è spento nella notte, all’ospedale regionale di Torrette ad Ancona, dove era ricoverato da circa tre mesi. Lascia due fratelli, Stefano e Lino.
In molti lo hanno ricordato con commozione e affetto. Queste le commosse parole dell’Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, Francesco Massara. «Con grande dolore annuncio che questa notte, all’1 e 45, è salito in cielo don Salvatore - l’annuncio dato dal pastore -. Dopo una vita di servizio alla Chiesa e di sofferenza nella malattia, il Signore lo ha accolto tra le sue braccia. Preghiamo per lui e sicuramente dal paradiso lui pregherà per ognuno di noi».
Il rito funebre sarà celebrato domenica 18 maggio, alle ore 16, nella chiesa di Sant'Eustachio di Belforte del Chienti, dove sarà allestita la camera ardente (orario visite: sabato dalla 9 alle 19.30 e domenica dalle 9). La salma sarà poi tumulata nel cimitero di Fiuminata.
Don SALVATORE SICIGNANO
08/01/1966-14/05/2025
Con grande dolore e sconcerto, S. E. Mons. Francesco Massara comunica la morte del Rev. Don Salvatore Sicignano avvenuta intorno all’1:45 di oggi, 14 maggio 2025, festa di San Mattia apostolo.
Don Salvatore è deceduto nel nosocomio regionale “Torrette” di Ancona dove si trovava ricoverato dalla fine di marzo. Da subito, la situazione era apparsa preoccupante e non era stato possibile iniziare terapie risolutive; per questo, le condizioni di don Salvatore sono gradualmente peggiorate fino a farlo entrare in un sonno profondo che, questa notte, si è concluso con il decesso.
Don Salvatore Sicignano era nato a Roma l’8 gennaio 1966, da una famiglia originaria di Fiuminata (MC). Ordinato presbitero il 6 agosto 2011 nella Diocesi di Colón Kuna-Yala, nella Repubblica di Panama, nel 2021 don Salvatore ha fatto richiesta di tornare in questa Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche per svolgere il suo servizio pastorale come sacerdote fidei donum.
Egli si è sempre mostrato generoso e disponibile, capace di tessere relazioni fraterne con gli altri sacerdoti e con i tanti fedeli che ha incontrato. Gli sono stati affidati diversi incarichi pastorali tra i quali le Parrocchie di Belforte del Chienti, Caldarola, con la frazione di Pievefavera, e Cessapalombo. A Belforte, oltre a seguire la parrocchia, si è amorevolmente preso cura dell’ex parroco ormai in pensione, Mons. Giuseppe Scuppa, occupandosi di lui con attenzione e spirito di fraterna condivisione. Egli era inoltre presidente dell’ORAC srl - la società che gestisce la radio RC1 e il settimanale diocesano - e membro dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero e del Consiglio Presbiterale Diocesano.
Dopo un lungo discernimento, don Salvatore ha scelto di tornare nella sua terra di origine e il 1° febbraio 2025 è stato incardinato in questa Arcidiocesi.
Purtroppo, la malattia non gli ha lasciato il tempo per continuare ad esprimere tutte le sue potenzialità pastorali fortemente influenzate dalla lunga esperienza missionaria a Panama e dalla disponibilità del suo cuore umile e generoso.
La sua prematura scomparsa lascia un grande senso di perdita tra i sacerdoti e tutti coloro che lo hanno incontrato. Una perdita mitigata dalla speranza cristiana e dalla certezza che don Salvatore è già nell’abbraccio del Padre misericordioso per ricevere la ricompensa promessa ai servi fedeli.
In molti lo hanno ricordato con commozione e affetto. Queste le commosse parole dell’Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, Francesco Massara. «Con grande dolore annuncio che questa notte, all’1 e 45, è salito in cielo don Salvatore - l’annuncio dato dal pastore -. Dopo una vita di servizio alla Chiesa e di sofferenza nella malattia, il Signore lo ha accolto tra le sue braccia. Preghiamo per lui e sicuramente dal paradiso lui pregherà per ognuno di noi».
Il rito funebre sarà celebrato domenica 18 maggio, alle ore 16, nella chiesa di Sant'Eustachio di Belforte del Chienti, dove sarà allestita la camera ardente (orario visite: sabato dalla 9 alle 19.30 e domenica dalle 9). La salma sarà poi tumulata nel cimitero di Fiuminata.
Don SALVATORE SICIGNANO
08/01/1966-14/05/2025
Con grande dolore e sconcerto, S. E. Mons. Francesco Massara comunica la morte del Rev. Don Salvatore Sicignano avvenuta intorno all’1:45 di oggi, 14 maggio 2025, festa di San Mattia apostolo.
Don Salvatore è deceduto nel nosocomio regionale “Torrette” di Ancona dove si trovava ricoverato dalla fine di marzo. Da subito, la situazione era apparsa preoccupante e non era stato possibile iniziare terapie risolutive; per questo, le condizioni di don Salvatore sono gradualmente peggiorate fino a farlo entrare in un sonno profondo che, questa notte, si è concluso con il decesso.
Don Salvatore Sicignano era nato a Roma l’8 gennaio 1966, da una famiglia originaria di Fiuminata (MC). Ordinato presbitero il 6 agosto 2011 nella Diocesi di Colón Kuna-Yala, nella Repubblica di Panama, nel 2021 don Salvatore ha fatto richiesta di tornare in questa Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche per svolgere il suo servizio pastorale come sacerdote fidei donum.
Egli si è sempre mostrato generoso e disponibile, capace di tessere relazioni fraterne con gli altri sacerdoti e con i tanti fedeli che ha incontrato. Gli sono stati affidati diversi incarichi pastorali tra i quali le Parrocchie di Belforte del Chienti, Caldarola, con la frazione di Pievefavera, e Cessapalombo. A Belforte, oltre a seguire la parrocchia, si è amorevolmente preso cura dell’ex parroco ormai in pensione, Mons. Giuseppe Scuppa, occupandosi di lui con attenzione e spirito di fraterna condivisione. Egli era inoltre presidente dell’ORAC srl - la società che gestisce la radio RC1 e il settimanale diocesano - e membro dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero e del Consiglio Presbiterale Diocesano.
Dopo un lungo discernimento, don Salvatore ha scelto di tornare nella sua terra di origine e il 1° febbraio 2025 è stato incardinato in questa Arcidiocesi.
Purtroppo, la malattia non gli ha lasciato il tempo per continuare ad esprimere tutte le sue potenzialità pastorali fortemente influenzate dalla lunga esperienza missionaria a Panama e dalla disponibilità del suo cuore umile e generoso.
La sua prematura scomparsa lascia un grande senso di perdita tra i sacerdoti e tutti coloro che lo hanno incontrato. Una perdita mitigata dalla speranza cristiana e dalla certezza che don Salvatore è già nell’abbraccio del Padre misericordioso per ricevere la ricompensa promessa ai servi fedeli.
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Lunedì, 12 Maggio 2025 16:10
Minaccia con un coltello il datore di lavoro, arrestato operaio rumeno
I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Camerino, hanno arrestato un 30enne romeno per esistenza a pubblico ufficiale, minaccia aggravata e porto abusivo di arma.
L’uomo, operaio in una ditta impegnata nella ricostruzione post sisma, stava minacciando con un coltello il proprio datore di lavoro, un 56enne anche lui di nazionalità rumena.
I militari, intervenuti nel centro cittadino, hanno cercato di dissuadere l’aggressore che ha però tentato di aggredirli, ma è stato prontamente disarmato e arrestato.
L’uomo, operaio in una ditta impegnata nella ricostruzione post sisma, stava minacciando con un coltello il proprio datore di lavoro, un 56enne anche lui di nazionalità rumena.
I militari, intervenuti nel centro cittadino, hanno cercato di dissuadere l’aggressore che ha però tentato di aggredirli, ma è stato prontamente disarmato e arrestato.
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Sabato, 10 Maggio 2025 13:37
Al via la riparazione del Castello di Lanciano, finanziamento di 11 milioni di euro
“Ho appreso con grande gioia per la comunità di Castelraimondo la notizia del decreto di concessione di 11,17 milioni di euro per la riportare al pieno splendore il Castello di Lanciano, uno dei gioielli del territorio dell’Appennino centrale marchigiano”. A dirlo il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, commentando il decreto firmato oggi dall’Usr Marche al termine di un grande lavoro di sinergia con i tecnici incaricati della progettazione dell’opera.
L’intervento ricade nell’ambito della ricostruzione privata: il Castello è infatti di proprietà della Fondazione di Religione Maria Sofia Giustiniani Bandini Ma.So.Gi.Ba, dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche. I lavori riguarderanno l’intero complesso, costituito da sette unità strutturali, e includeranno anche il muro di cinta che delimita la corte esterna. Il sisma del 2016 aveva provocato gravi danni all’intero edificio, comprese le decorazioni pittoriche storiche. Il progetto prevede un articolato lavoro di ripristino strutturale e il completo recupero delle finiture e delle decorazioni, con un livello di miglioramento sismico molto elevato.
“Voglio ricordare che il Castello ospita anche il Museo Giustiniani Bandini, chiuso dal sisma insieme al resto del complesso, il quale grazie a questo intervento sarà non solo ripristinato ma anche rinnovato, con l’eliminazione delle barriere architettoniche per renderlo più accessibile e inclusivo – aggiunge Castelli –. La ricostruzione, per come l’abbiamo da sempre intesa con il Presidente Francesco Acquaroli e con i sindaci, e ringrazio in particolare per l’occasione il sindaco di Castelraimondo Patrizio Leonelli, si conferma ancora una volta uno strumento fondamentale per tutelare l’identità di un territorio, apportando al tempo stesso quelle innovazioni di cui una comunità ha bisogno per guardare al futuro. Va inoltre elogiato il grande lavoro svolto dalla Fondazione e dal Presidente Luigi Tapanelli e dall’Arcivescovo Francesco Massara. Questa è davvero un’opera frutto di una filiera che cammina insieme nella stessa direzione”.
L’Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche Francesco Massara dichiara: “Accanto alla ricostruzione materiale degli edifici di culto, è essenziale proseguire nel percorso di riparazione che passa anche attraverso la tutela dei beni storici e architettonici. La Chiesa continua a essere un punto di riferimento, non solo spirituale, ma anche identitario, per comunità che trovano nelle proprie radici la forza per guardare al futuro. Un sentito ringraziamento va al Commissario Guido Castelli e all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione per l’impegno costante e la preziosa sinergia”.
L’intervento ricade nell’ambito della ricostruzione privata: il Castello è infatti di proprietà della Fondazione di Religione Maria Sofia Giustiniani Bandini Ma.So.Gi.Ba, dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche. I lavori riguarderanno l’intero complesso, costituito da sette unità strutturali, e includeranno anche il muro di cinta che delimita la corte esterna. Il sisma del 2016 aveva provocato gravi danni all’intero edificio, comprese le decorazioni pittoriche storiche. Il progetto prevede un articolato lavoro di ripristino strutturale e il completo recupero delle finiture e delle decorazioni, con un livello di miglioramento sismico molto elevato.
“Voglio ricordare che il Castello ospita anche il Museo Giustiniani Bandini, chiuso dal sisma insieme al resto del complesso, il quale grazie a questo intervento sarà non solo ripristinato ma anche rinnovato, con l’eliminazione delle barriere architettoniche per renderlo più accessibile e inclusivo – aggiunge Castelli –. La ricostruzione, per come l’abbiamo da sempre intesa con il Presidente Francesco Acquaroli e con i sindaci, e ringrazio in particolare per l’occasione il sindaco di Castelraimondo Patrizio Leonelli, si conferma ancora una volta uno strumento fondamentale per tutelare l’identità di un territorio, apportando al tempo stesso quelle innovazioni di cui una comunità ha bisogno per guardare al futuro. Va inoltre elogiato il grande lavoro svolto dalla Fondazione e dal Presidente Luigi Tapanelli e dall’Arcivescovo Francesco Massara. Questa è davvero un’opera frutto di una filiera che cammina insieme nella stessa direzione”.
L’Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche Francesco Massara dichiara: “Accanto alla ricostruzione materiale degli edifici di culto, è essenziale proseguire nel percorso di riparazione che passa anche attraverso la tutela dei beni storici e architettonici. La Chiesa continua a essere un punto di riferimento, non solo spirituale, ma anche identitario, per comunità che trovano nelle proprie radici la forza per guardare al futuro. Un sentito ringraziamento va al Commissario Guido Castelli e all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione per l’impegno costante e la preziosa sinergia”.
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Sabato, 10 Maggio 2025 08:23
Ventidue comuni in rete per il progetto "Le vie dei da Varano"
È stato presentato ufficialmente, il progetto turistico “Le Vie dei da Varano”, che coinvolge Camerino (in qualità di capofila) e altri 21 Comuni dell’antico territorio dei da Varano e tutti rientranti nel cratere sismico. L'obiettivo è di dare vita ad una nuova grande destinazione turistica nel cuore delle Marche, fatta di cammini, sentieri, itinerari in bicicletta alla scoperta di rocche, torri, castelli e borghi storici, luoghi d’interesse naturalistico, religioso e artistico.
“Le Vie dei da Varano” è un progetto ambizioso, che punta sul turismo lento e sostenibile, in un’ottica di valorizzazione e promozione di un vasto territorio, da scoprire nella sua storia, arte, tradizioni, sapori e natura.
Un invito a conoscere e riscoprire il passato che vive ancora nelle pietre, nelle piazze, nei paesaggi.
“Grazie ai 22 Sindaci uniti per un progetto che nasce dalle nostre radici – ha dichiarato il sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli – Dal Comune più grande al più piccolo sono tutti pienamente coinvolti; ognuno di noi nel suo territorio si sta impegnando molto sugli aspetti del turismo ed è fondamentale fare rete tutti insieme.Grazie a Stefano Mosciatti per l’ideazione di questo progetto nell’ambito del concorso di idee lanciato dal presidente del Consiglio Comunale, Cesare Pierdominici. Un particolare ringraziamento alla Regione Marche per il contributo economico e al vice presidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui, per il sostegno. Già presentato alla BIT di Milano, il progetto è curato dall’assessore al Turismo Silvia Piscini e gode del supporto della Regione Marche, che ha riconosciuto il valore di questa rete di promozione territoriale sostenendo l'iniziativa con un contribuito economico triennale dal 2024 al 2026 di 45 mila euro; la parte restante di circa 50 mila euro è a carico dei Comuni per un importo complessivo del progetto di circa 95 mila euro. L’obiettivo è creare un circuito integrato di percorsi, eventi e servizi che rendano viva e attrattiva questa terra unica”.
Oltre a Camerino, fanno parte della rete i Comuni di Belforte del Chienti, Bolognola, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Castelraimondo, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Esanatoglia, Fiastra, Fiuminata, Gagliole, Montecavallo, Muccia, Pieve Torina, Pioraco, Sefro, Serrapetrona, Serravalle di Chienti, Ussita, Valfornace e Visso.
Presentato anche il sito web del progetto www.leviedeidavarano.it che è in fase di ulteriore sviluppo e realizzato da Task, che sarà integrato con tutti i percorsi e gli itinerari.
Inoltre, è stato realizzato un brand dedicato che, riprendendo lo stemma storico della Signoria da Varano, guarda al futuro in un’ottica di dinamicità, identità e attrattività richiamando i colori del ducato e della natura.

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“Le Vie dei da Varano” è un progetto ambizioso, che punta sul turismo lento e sostenibile, in un’ottica di valorizzazione e promozione di un vasto territorio, da scoprire nella sua storia, arte, tradizioni, sapori e natura.
Un invito a conoscere e riscoprire il passato che vive ancora nelle pietre, nelle piazze, nei paesaggi.
“Grazie ai 22 Sindaci uniti per un progetto che nasce dalle nostre radici – ha dichiarato il sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli – Dal Comune più grande al più piccolo sono tutti pienamente coinvolti; ognuno di noi nel suo territorio si sta impegnando molto sugli aspetti del turismo ed è fondamentale fare rete tutti insieme.Grazie a Stefano Mosciatti per l’ideazione di questo progetto nell’ambito del concorso di idee lanciato dal presidente del Consiglio Comunale, Cesare Pierdominici. Un particolare ringraziamento alla Regione Marche per il contributo economico e al vice presidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui, per il sostegno. Già presentato alla BIT di Milano, il progetto è curato dall’assessore al Turismo Silvia Piscini e gode del supporto della Regione Marche, che ha riconosciuto il valore di questa rete di promozione territoriale sostenendo l'iniziativa con un contribuito economico triennale dal 2024 al 2026 di 45 mila euro; la parte restante di circa 50 mila euro è a carico dei Comuni per un importo complessivo del progetto di circa 95 mila euro. L’obiettivo è creare un circuito integrato di percorsi, eventi e servizi che rendano viva e attrattiva questa terra unica”.
Oltre a Camerino, fanno parte della rete i Comuni di Belforte del Chienti, Bolognola, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Castelraimondo, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Esanatoglia, Fiastra, Fiuminata, Gagliole, Montecavallo, Muccia, Pieve Torina, Pioraco, Sefro, Serrapetrona, Serravalle di Chienti, Ussita, Valfornace e Visso.
Presentato anche il sito web del progetto www.leviedeidavarano.it che è in fase di ulteriore sviluppo e realizzato da Task, che sarà integrato con tutti i percorsi e gli itinerari.
Inoltre, è stato realizzato un brand dedicato che, riprendendo lo stemma storico della Signoria da Varano, guarda al futuro in un’ottica di dinamicità, identità e attrattività richiamando i colori del ducato e della natura.

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Venerdì, 09 Maggio 2025 11:46
Nata in Perù, vive a San Severino una parente di Papa Leone XIV
Ha lo stesso cognome del nuovo Papa Leone XIV e una consanguneità che risale al bisnonno paterno. Carmen Cecilia Cristina Prevost Navea, classe 1961, nata a Mirtaflores, nella provincia di Lima in Perù, dal 2015 vive a San Severino Marche dove si è sposata con Massimo Massi, imprenditore settempedano che per tanti anni ha vissuto nella città fondata da Francisco Pizarro.
“E’ uno della mia famiglia, un pastore dal cuore peruviano” ripete Carmen al telefono con la stessa emozione che ha accompagnato la manifestazione di giubilo che il suo popolo ha manifestato vedendo sua eminenza Robert Prevost affacciarsi dal bancone su piazza San Pietro ieri sera.
“Non ci conosciamo direttamente siamo consanguinei per parte del mio bisnonno – dice la signora Carmen che accosta al nome del Pontefice quello del suo “bisabuelo”, e aggiunge – Ho tentato di andare a trovarlo a Lima anni fa ma le coincidenze me lo hanno impedito purtroppo. Nell’albero genealogico che conservo in Perù, quello della mia famiglia, c’è anche lui. La sua nomina al soglio pontificio è stata una sorpresa grandissima per me e per i miei cari”.
Il quotidiano Peru21 ha aperto la prima pagina titolando: “Prevost, un pastore dal cuore peruviano”, per sottolineare proprio le origini del Santo Padre che ha trascorso gran parte della sua carriera nel Paese come missionario e come vescovo di Chiclayo, dove si è guadagnato il rispetto per la sua capacità di gettare ponti tra settori ecclesiastici divisi, ottenendo anche la cittadinanza peruviana.
“L’Italia ormai è il mio Paese ma in Perù ho le mie origini – prosegue Carmen – Per un lungo periodo ho fatto sei mesi là e sei mesi qua poi ho deciso di trasferirmi definitivamente a San Severino Marche”.
Molto religiosa, la signora Prevost fa parte della confraternita della Santissima Vergine Addolorata. Le consorelle, appena appresa la notizia della nomina di Papa Leone XIV si sono precipitate ad avvertire il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, per condividere l’emozione di avere nel loro gruppo di preghiera una nipote del nuovo Pontefice.
“E’ uno della mia famiglia, un pastore dal cuore peruviano” ripete Carmen al telefono con la stessa emozione che ha accompagnato la manifestazione di giubilo che il suo popolo ha manifestato vedendo sua eminenza Robert Prevost affacciarsi dal bancone su piazza San Pietro ieri sera.
“Non ci conosciamo direttamente siamo consanguinei per parte del mio bisnonno – dice la signora Carmen che accosta al nome del Pontefice quello del suo “bisabuelo”, e aggiunge – Ho tentato di andare a trovarlo a Lima anni fa ma le coincidenze me lo hanno impedito purtroppo. Nell’albero genealogico che conservo in Perù, quello della mia famiglia, c’è anche lui. La sua nomina al soglio pontificio è stata una sorpresa grandissima per me e per i miei cari”.
Il quotidiano Peru21 ha aperto la prima pagina titolando: “Prevost, un pastore dal cuore peruviano”, per sottolineare proprio le origini del Santo Padre che ha trascorso gran parte della sua carriera nel Paese come missionario e come vescovo di Chiclayo, dove si è guadagnato il rispetto per la sua capacità di gettare ponti tra settori ecclesiastici divisi, ottenendo anche la cittadinanza peruviana.
“L’Italia ormai è il mio Paese ma in Perù ho le mie origini – prosegue Carmen – Per un lungo periodo ho fatto sei mesi là e sei mesi qua poi ho deciso di trasferirmi definitivamente a San Severino Marche”.
Molto religiosa, la signora Prevost fa parte della confraternita della Santissima Vergine Addolorata. Le consorelle, appena appresa la notizia della nomina di Papa Leone XIV si sono precipitate ad avvertire il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, per condividere l’emozione di avere nel loro gruppo di preghiera una nipote del nuovo Pontefice.
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Cronaca
