
A Fabriano, nel rispetto delle prescrizioni anti-covid e limitative della capienza, consistente è stata la partecipazione nella Cattedrale di San Venanzio dove, preceduta in piazza dai saluti del sindaco di Fabriano e delle autorità ha avuto luogo la solenne concelebrazione eucaristica che lo stesso Massara ha presieduto insieme ai confratelli vescovi delle Marche e numerosi sacerdoti della diocesi.

. Presenti al toccante momento oltre ai sindaci di Fabriano e Matelica anche I colleghi di Camerino e San Severino Marche Sandro Sborgia e Rosà Piermattei, il governatore Luca Ceriscioli, il Questore Pignataro il Rettore di Unicam Claudio Prttinari e tante altre autorità. Sgorgate dal cuore le parole dirette attraverso le quali il vescovo ha voluto condividere la gioia di un momento significativo per la sua persona e per la storia dell ’intera comunità.

Non casuale la data scelta per l’ingresso in diocesi, sottolineata dalla ricorrenza liturgica della Natività di Maria e festa della Madonna del Buon Gesù, co-patrona della città di Fabriano, alla quale la comunità si è sempre votata nei momenti più difficili. Una coincidenza provvidenziale ed impegnativa: così l’ha definita il nuovo vescovo che, prendendo spunto dal Vangelo del giorno, ha inteso sottolineare come Dio agisca con amore e sollecitudine nella storia di ognuno, fatta di fragilità, fatiche e miseria, “Ci è chiesto di imparare a pensare la nostra vita come esperienza attraverso la quale il Signore Gesù ha diritto di soggiorno nella storia. Oggi, come quel giorno a Giuseppe, anche a me viene affidata una nuova sposa, la Chiesa di Fabriano”. E nella consapevolezza dell’impegno che gli è richiesto, Mons. Massara si è detto pronto ad affrontare questo servizio con grande lealtà e disponibilità. Un impegno che “mi chiama ad avere uno sguardo di predilezione per gli ultimi e per ogni povertà, senza nascondere i problemi sotto il tappeto e senza temere di vivere il contatto con una realtà nella quale occorrerà fasciare ferite, farsi carico, prendersi cura e spendersi senza riserve. La volontà di Dio mi interpella operando, per quanto e come possibile, a realizzare una Chiesa sinodale, in ascolto dello Spirito Santo e dei segni dei tempi”. Da queste premesse , la volontà di essere un pastore pienamente immerso nelle vicende della comunità “Pastore e guida capace di condividere con la sua gente non semplicemente una residenza sociale, ma le gioie e le speranze, le angosce e le consolazioni di chi il Signore ha posto al mio fianco”. E nel giorno del compleanno di Maria, la cui missione si è concentrata su Gesù per offrirlo agli altri in maniera spassionata e generosa, preoccupandosi che fosse accolto dall’umanità e dentro la storia, l’invito ad essere comunità che collabora e cammina insieme “La solennità di Maria ci aiuti a comprendere più in profondità il senso e la bellezza del nostro essere un popolo di discepoli di Gesù. A Lei, ancora una volta, con dedizione filiale affidiamo la nostra città di Fabriano e tutta la comunità diocesana; a Lei ho affidato fin dall’inizio il mio ministero episcopale scegliendo il motto “Mater mea, fiducia mea”, e ancora oggi, in modo particolare, a Lei affido il mio ministero di pastore in questa chiesa particolare; perché con il suo esempio e la sua materna intercessione possa guidare questa comunità sulla strada della fede e della carità pastorale”. Parole di devota gratitudine , il vescovo ha volute rivolgere al santo Padre per la fiducia accordata nel chiedergli di assumere la cura pastorale di una seconda Diocesi. “A lui va il mio personale ringraziamento e per lui si innalza la nostra preghiera. Nonostante le vigenti norme sanitarie, ho voluto celebrare questa solenne liturgia con tutti voi per significare che sono qui per voi e con voi, come vostro vescovo al servizio della Chiesa che si trova in questa porzione di terra marchigiana”. Non poteva mancare il saluto ai suoi predecessori, Mons. Giancarlo Vecerrica e Mons. Stefano Russo. Parole di affetto e gratitudine hanno raggiunto i numerosi sacerdoti, religiosi e religiose, rappresentanti delle aggregazioni laicali e delle varie realtà diocesane. Collaborare insieme per crescere, ascolto e solidarietà sono le parole d'ordine del vescovo la cui volontà è quella di essere vicino ai poveri, alle famiglie, agli operai che hanno perso il lavoro e a tutti quelli che attraversano un momento critico della loro vita. Dialogo sempre aperto e collaborativo con le istituzioni,così come con le autorità civili e militari con le quali il nuovo vescovo ha già stretto forti relazioni in funzione del bene comune.
