Appennino Camerte

L'Appennino Camerte - 25 febbraio 2023
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Di Pietro: 'Maggior sostegno all'agricoltura'

Venerdì, 28 Ottobre 2011 02:00 | Letto 2485 volte   Clicca per ascolare il testo Di Pietro: 'Maggior sostegno all'agricoltura' Riuscitissimo lincontro con il leader dellItalia Antonio Di Pietro. Due ore abbondanti per parlare di agricoltura a 360 gradi, dalla situazione di crisi in cui versa il settore, fino ai rimedi più adeguati e alle scelte che bisognerebbe intraprendere. Il castello della Rancia di Tolentino era pieno di occhi attenti. Ad organizzare levento, il Gruppo Consiliare Regionale IdV, il partito IdV e l'ANPA (Associazione nazionale produttori agricoli), una nuova sigla sindacale del mondo agricolo con la quale sono state discusse le criticità e le prospettive di un mondo importante, anzi fondamentale, per la nostra economia regione. “Lagricoltura è considerata la cenerentola delle scelte governative – ha detto lon. Antonio Di Pietro - ma quando lItalia dei Valori andrà al Governo ci assumeremo la responsabilità di gestire lagricoltura, perché se non stai dentro le stanze dei bottoni puoi fare ben poco”. Il leader dellItalia dei Valori ha ricordato la drammatica situazione in cui versa questo settore ricordando che si presta pochissima attenzione alle 250 mila   aziende agricole che hanno chiuso negli ultimi tempi e aggiungendo che anche lui è un agricoltore, ma “posso permettermelo perché faccio il parlamentare, mio padre invece ci ha fatto grandi tre figli con la terra, ora questo non è più possibile. O si interviene, o lagricoltura è destinata a scomparire. Questo Governo ha fallito, come quelli di centro sinistra sul tema dellagricoltura”. E allora ecco le proposte di Antonio Di Pietro e dellItalia dei Valori: “considerando che a primavera si andrà a votare per necessità, oggi dobbiamo dire agli elettori cosa vogliamo fare. Se vado al governo, prima di tutto voglio eliminare gli enti inutili, i cui consigli di amministrazione servono solo a dare una poltrona ai trombati della politica ed è necessario fare un progetto energetico nazionale, che oggi manca, in cui stabilire le ripartizioni per territorio e le quantità per regione. Ambiente e territorio vanno difesi e serve rispondere alla sfida della competitività che impone la globalizzazione. Sono necessari nuovi meccanismi di finanziamento che seguano criteri di attualità e bontà dei progetti e non solo di capacità economica. Insomma, possiamo fare meglio di chi ci ha preceduto”. Oltre allon. Di Pietro è intervenuto anche Furio Camillo Venarucci, presidente nazionale Anpa per il quale “è necessario ridare dignità agli imprenditori agricoli per linteresse dellintero Paese, ma che ormai ci vorrebbe Padre Pio per rimettere a posto lagricoltura italiana perché a noi agricoltori può salvarci solo un miracolo”. Secondo Venarucci ormai “sono rimasti solo i capelli bianchi a occuparsi di agricoltura e a procurare a tutti noi cibo di qualità. In tutto questo né la politica né le associazioni di rappresentanza hanno tutelato i nostri interessi che sono anche gli interessi della nazione. Servono urgentemente politiche agricole serie e la pulizia da tutto ciò che non serve, come i consorzi di bonifica e tutte quelle strutture che danno solo poltrone e in questo Di Pietro potrà aiutarci”. Il convegno ha dato la possibilità agli agricoltori di intervenire ed esporre problemi e preoccupazioni. Sono intervenuti anche lon. David Favìa, coordinatore regionale Idv secondo cui “bisognerebbe aiutare la categoria agendo intanto sulla tassazione inusuale per un settore che invece chiede miglior accesso al credito”, Paola Giorgi, vicepresidente Assemblea legislativa Marche che “si farà promotrice anche in Regione di azioni forti e concrete per gli agricoltori marchigiani”, lassessore provinciale Giovanni Torresi, Vania Longhi, IdV Tolentino, Renata Rogo, responsabile nazionale Dipartimento agricoltura, Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU e il professor Antonio Argenti, che insegna economia dello sviluppo in Svezia. Questultimo ha sottolineato “limportanza dei progetti di sviluppo per crescere” e “il suo essere stupito dalle lamentele di chi è al governo per il documento Pac 2014-2020, visto che girava già dal 2006 e si poteva intervenire prima per le modifiche”.  

Riuscitissimo l'incontro con il leader dell'Italia Antonio Di Pietro. Due ore abbondanti per parlare di agricoltura a 360 gradi, dalla situazione di crisi in cui versa il settore, fino ai rimedi più adeguati e alle scelte che bisognerebbe intraprendere. Il castello della Rancia di Tolentino era pieno di occhi attenti. Ad organizzare l'evento, il Gruppo Consiliare Regionale IdV, il partito IdV e l'ANPA (Associazione nazionale produttori agricoli), una nuova sigla sindacale del mondo agricolo con la quale sono state discusse le criticità e le prospettive di un mondo importante, anzi fondamentale, per la nostra economia regione. “L'agricoltura è considerata la cenerentola delle scelte governative – ha detto l'on. Antonio Di Pietro - ma quando l'Italia dei Valori andrà al Governo ci assumeremo la responsabilità di gestire l'agricoltura, perché se non stai dentro le stanze dei bottoni puoi fare ben poco”. Il leader dell'Italia dei Valori ha ricordato la drammatica situazione in cui versa questo settore ricordando che si presta pochissima attenzione alle 250 mila   aziende agricole che hanno chiuso negli ultimi tempi e aggiungendo che anche lui è un agricoltore, ma “posso permettermelo perché faccio il parlamentare, mio padre invece ci ha fatto grandi tre figli con la terra, ora questo non è più possibile. O si interviene, o l'agricoltura è destinata a scomparire. Questo Governo ha fallito, come quelli di centro sinistra sul tema dell'agricoltura”. E allora ecco le proposte di Antonio Di Pietro e dell'Italia dei Valori: “considerando che a primavera si andrà a votare per necessità, oggi dobbiamo dire agli elettori cosa vogliamo fare. Se vado al governo, prima di tutto voglio eliminare gli enti inutili, i cui consigli di amministrazione servono solo a dare una poltrona ai trombati della politica ed è necessario fare un progetto energetico nazionale, che oggi manca, in cui stabilire le ripartizioni per territorio e le quantità per regione. Ambiente e territorio vanno difesi e serve rispondere alla sfida della competitività che impone la globalizzazione. Sono necessari nuovi meccanismi di finanziamento che seguano criteri di attualità e bontà dei progetti e non solo di capacità economica. Insomma, possiamo fare meglio di chi ci ha preceduto”. Oltre all'on. Di Pietro è intervenuto anche Furio Camillo Venarucci, presidente nazionale Anpa per il quale “è necessario ridare dignità agli imprenditori agricoli per l'interesse dell'intero Paese, ma che ormai ci vorrebbe Padre Pio per rimettere a posto l'agricoltura italiana perché a noi agricoltori può salvarci solo un miracolo”. Secondo Venarucci ormai “sono rimasti solo i capelli bianchi a occuparsi di agricoltura e a procurare a tutti noi cibo di qualità. In tutto questo né la politica né le associazioni di rappresentanza hanno tutelato i nostri interessi che sono anche gli interessi della nazione. Servono urgentemente politiche agricole serie e la pulizia da tutto ciò che non serve, come i consorzi di bonifica e tutte quelle strutture che danno solo poltrone e in questo Di Pietro potrà aiutarci”. Il convegno ha dato la possibilità agli agricoltori di intervenire ed esporre problemi e preoccupazioni. Sono intervenuti anche l'on. David Favìa, coordinatore regionale Idv secondo cui “bisognerebbe aiutare la categoria agendo intanto sulla tassazione inusuale per un settore che invece chiede miglior accesso al credito”, Paola Giorgi, vicepresidente Assemblea legislativa Marche che “si farà promotrice anche in Regione di azioni forti e concrete per gli agricoltori marchigiani”, l'assessore provinciale Giovanni Torresi, Vania Longhi, IdV Tolentino, Renata Rogo, responsabile nazionale Dipartimento agricoltura, Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU e il professor Antonio Argenti, che insegna economia dello sviluppo in Svezia. Quest'ultimo ha sottolineato “l'importanza dei progetti di sviluppo per crescere” e “il suo essere stupito dalle lamentele di chi è al governo per il documento Pac 2014-2020, visto che girava già dal 2006 e si poteva intervenire prima per le modifiche”.
 

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