I Bambini recitano e si innamorano di Francesco !!
‘' FRANCESCO …AMICO MIO ‘'è il titolo dello spettacolo andato in scena al Teatro di Caldarola; protagonisti non ‘' i soliti attori famosi'', ma tutti gli alunni dalla scuola elementare.
Oltre 100 ragazzi, dai 6 agli 11 anni, si sono cimentati con successo, sul palcoscenico del Teatro Comunale, in un' esibizione che ha strappato applausi. In platea le autorità: il primo cittadino Fabio Lambertucci, il suo vice e assessore alla cultura Mauro Capenti, nella doppia veste di genitore e rappresentante istituzionale, il parroco don Mariano Blanchi e un ospite speciale, l'Arcivescovo di Camerino- San Severino Marche, Francesco Giovanni Brugnaro ( nella foto con i bambini,al termine della serata), che al momento del suo ingresso è stato accolto con un calorosissimo applauso. Il teatro era gremito e l'applauso è stato spontaneo; la presenza del vescovo non era prevista, ma il prelato ha voluto fare una sorpresa al parroco e vicario diocesano Blanchi ed anche agli alunni, alle insegnanti e al dirigente scolastico Sergio Piccioni.
Francesco Amico mio, cantando sulle note del maestro Diego Guardati, ballando le coreografie della maestra Alessandra Spurio e recitando sul copione , interamente ispirato alla vita di San Francesco, e riadattato della maestra Ivana Miconi, che lo ha riscritto interamente con il solo scopo di far coinvolgere le diverse culture. Infatti bambini cristiani e musulmani hanno cantato, danzato e recitato un solo messaggio, umile e semplice: il messaggio di Chiara e Francesco e soprattutto imparare e comprendere il significato dell'amore, della carità che Dio ci ha dato.
Una bambina ha scritto… ‘' La maestra Ivana Miconi voleva farci capire, e con noi bambini c'è riuscita, il significato dell'insegnamento di Francesco.
Abbiamo lavorato insieme noi bambini cristiani e mussulmani, con gioia, consapevoli che con l'amore, l'umiltà, l'amicizia, le diversità si possono superare. Questa è la vera integrazione.
Ma anche i nostri genitori, i nostri nonni si sono commossi per il lavoro svolto e per il messaggio che ci è stato dato in custodia; nel teatro infatti si respirava aria di fratellanza.
Al termine dello spettacolo il dirigente scolastico Sergio Piccioni ha voluto ringraziare tutti i bambini: ‘' Bravi, bravissimi… ‘' ha detto. Poi ha continuato, riprendendo alcune frasi pronunciate alcuni giorni prima dall'arcivescovo Brugnaro, parole significative nei confronti della scuola, dei ragazzi e delle insegnanti: '' la nostra è una società disorientata, i diritti sono illimitati, la contrazione dei doveri è sempre più forte, fino ad arrivare al paradosso che qualche bambino possa dire, tutti diritti, nessun dovere… ‘' e il dirigente ha aggiunto un consiglio ai genitori, ‘' per raggiungere degli obiettivi, qualche volta dobbiamo dire dei No.., ringraziamenti anche per tutte le insegnanti, sono state professionali, ma ancora di più, hanno speso molte ore del loro tempo per un progetto come lo spettacolo andato in scena, Sergio Piccioni ha affermato un concetto fondamentale: la scuola non è solo ‘' bullismo'' , la scuola è soprattutto impegno e serietà, lavoro e ragazzi formati…
Ha concluso il suo intervento con una poesia di un bambino, che partecipando alle prove prima della recita, si è immedesimato in Gesù, scrivendo una poesia che ha consegnato al preside incontrato lungo il corridoio della scuola….
‘'.. Ascolta, ho uno sguardo triste e perduto, mi chiamo Gesù e sono in cielo salito.
Proprio lassù, in mezzo al blu provo amarezza .. ho tanta tristezza.
Mi sento come un sole pieno d'amore, ma sono confuso i miei figli si uccidono
e mi hanno deluso, mi sento distrutto, con gioia ho donato un regno incantato
che nessuno ha apprezzato, ho nel mondo distribuito profumi, farfalle e fiori per riempire di letizia i vostri cuori.
Pensavo che tra voi non ci fosse rivalità, ma solo tanta bontà, lealtà e generosità
Ora che il mondo sta per crollare, una speranza vi voglio donare,
seguendo l'esempio di Francesco vi potete salvare…
Succesivamente, su invito del dirigente scolastico, è intervenuto l'Arcivescovo Brugnaro, che, rivolgendosi ai ragazzi, ha detto: ‘' Voi avete cantato una parola: Alleluia! Sapete cosa vuol dire?”. Dopo qualche secondo di silenzio, è il vescovo stesso a spiegare il termine. Alleluia vuol dire “lodate Dio”! Avete detto questa sera, cari bambini, lodate Dio. Mi rivolgo agli insegnanti: cari insegnanti , mi commuove una cosa, non badate al riconoscimento, educare l'intelligenza, educare il cuore, anche quando c'è fatica, avete anche voi le vostre famiglie , le vostre preoccupazioni, fate un' opera infinita, anche quando la società alle volte non riconosce l'opera che compite.
Vi ricordo solo che un grande pensatore che si chiamava Wittgenstein, fondatore della filosofia del linguaggio, quando si è trattato, alla bellezza di 72 anni, di lasciare l'università ha detto che avrebbe voluto insegnare nella scuola elementare perché li si pongono le basi della formazione intellettuale.
Mi rivolgo ai genitori, forse tutti siete stati colpiti , anche i nonni, dalla bellezza, dall'innocenza, dall'ingenuita; io mi domandavo: ma che cosa sarà fra 10 anni, avrete ugualmente la capacità di commuovervi difronte a loro?
Credo che questi ragazzi, ha continuato il vescovo, vi chiedano: ' Dedicateci tempo, dedicateci tempo, non danaro, tempo! Insegnateci a divertirci, insegnateci ad amare la vita, non la vita astratta, ma la vita concreta, questa vita'.
E' stata letta questa bella poesia, credo che l'insegnamento del Vangelo e l'insegnamento della chiesa sia questo: bisogna amare la vita concreta, questa dei figli, dedicarsi a loro, sacrificare un pochino delle tante cose che ci distraggono per dedicarci alla loro esistenza, al loro affetto, quella che oggi è ingenuita, innocenza, deve diventare responsabilità e libertà. Questa è la fatica.
L'innocenza non è bella perché è bella, ma è bella perché nasconde, domani, la capacità di diventare liberi.
L'innocenza commuove, ma è senza responsabilità; domani possiamo in parte perdere l'innocenza, ma non possiamo mai perdere la responsabilità e la libertà.
Credo che questi ragazzi fra 10 anni ci diranno grazie … se ci avete insegnato queste cose.
Io sono vescovo, prete. La chiesa e il Vangelo come abbiamo sentito da quel bambino, hanno una sola malinconia… che questi ragazzi non diventino capaci di essere contenti, di godere, di imparare a lavorare, di amarsi, di pensare alla loro famiglia, di pensare al loro futuro e al nostro futuro con un cuore pieno di gioia.
Un grande pensatore diceva che quello che deve stupirci al mondo è la capacità di stupirci, di meravigliarci. Questa sera ci siamo meravigliati per quello che hanno fatto. Chiediamo al buon Dio, cari genitori, che li continuiamo a mantenere nella meraviglia, scoprire la meraviglia di diventare adulti, capaci di dire si alle responsabilità, no al male, a qualsiasi forma di male e a prendersi l'impegno di mantenere questi nostri paesi, questa nostra Italia in una condizione non solo di libertà, ma di quella pace, operosità, rispetto di tutti quei valori di cui è necessario avere il cuore riempito perché la vita diventi amabile.
Io mi sono commosso sentendo le parole di quel bambino che ha detto che Gesù è triste; qualche volta Dio è triste, è triste non tanto perché gli uomini non credono a Lui, quanto perché gli uomini non si fidano degli uomini…. E quando non ci si fida degli uomini allora il lupo diventa un nemico. Ma non è il lupo nemico, è l'uomo che diventa lupo all altro uomo e quando si diventa lupi all altro uomo la vita diventa invivibile, insopportabile in famiglia nei rapporti coniugali, nei rapporti filiali nei rapporti parentali nella società.
Credo che allora il nostro impegno in queste occasioni è quello di gioire, di essere contenti, di far capire ai nostri figli che la vita è si gioia, perché ci dedichiamo a loro, perché vogliamo che crescano nella loro libertà, ma è anche impegno, impegno a dedicarsi agli altri.
Ringrazio il dirigente, il sindaco e anche don Mariano per questo invito e grazie a voi ragazzi, siete stati bravi… (applauso…..) anche perché questo spettacolo è il frutto di mesi di lavoro, ringraziamo il maestro Diego e tutti gli altri…
Bambini, chiedete ai genitori di moltiplicare il tempo per divertirci così, va bene! Ci vuole tanta fatica, ma ci vuole tanto poco per divertirsi bene, perche la vita è un divertimento. Vi siete divertiti? E i genitori si sono divertiti? Ecco bisogna dire allora che la vita è un divertimento bello, gioioso e ci rende ancora più contenti di stare al mondo… Grazie.
Primo consiglio provinciale dei ragazzi
L'incentivazione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, la promozione della pace fra i popoli, la riduzione dell'inquinamento, la sistemazione delle aree verdi e la realizzazione di un villaggio studio. Sono stati questi gli argomenti trattati in una seduta “speciale” che si è svolta nell'aula del Consiglio provinciale di Macerata. “Speciale” perché a discuterne non sono stati i consiglieri – anche se diversi di loro erano presenti – bensì gli studenti delle scuole del Maceratese che, a chiusura dell'anno scolastico, hanno preso parte alla prima seduta del Consiglio provinciale dei Ragazzi convocato dall'assessore provinciale ai Diritti dei Bambini e all'Istruzione superiore, Clara Maccari, e presieduto da Benedetta Natali dell'istituto di istruzione superiore “Filelfo” di Tolentino, assistita da Michele Pieroni, coordinatore della Consulta provinciale giovanile. In tutto una quarantina gli alunni presenti nell'Aula consiliare in rappresentanza dei Comuni dove è già presente un “Consiglio junior” e degli istituti coinvolti nell'iniziativa: il comprensivo “Monti” di Pollenza, i circoli didattici “F.lli Cervi” e “Via Panfilo” di Macerata, l'istituto comprensivo “Grandi” e l'istituto “Filelfo” di Tolentino, il Liceo classico e l'istituto comprensivo “Leopardi” di Recanati, gli istituti comprensivi di Colmurano, “Mestica” di Macerata, “Giovanni XXIII” di Mogliano e “Tacchi Venturi” di San Severino Marche.
La seduta è stata aperta da un breve intervento del presidente della Provincia di Macerata, Giulio Silenzi, ed è stata poi seguita dal presidente del Consiglio, Silvano Ramadori e dal suo vice, Umberto Marcucci, dagli assessori provinciali Clara Maccari, Carlo Migliorelli, Alessandra Boscolo, dai consiglieri Maggini, Giulietti, Cruciali, Attardo e Manzi e dall'assessore all'Ambiente del Comune di Tolentino, Alessandro Bruni.
Nella foto, gli alunni del Consiglio provinciale dei ragazzi, riuniti nella sala consiliare della Provincia con i loro insegnanti e gli amministratori provinciali
Inaugurati a Pioraco i nuovi campi di bocce!
Grazie all'aiuto della Provincia di Macerata gli appassionati di bocce di Pioraco potranno praticare il loro sport preferito in due campi completamente rimessi a nuovo. L'inaugurazione delle strutture è avvenuta in occasione della festa del Patrono della cittadina della carta, San Vittorino. Alla cerimonia hanno preso parte, fra gli altri, l'assessore provinciale Daniele Salvi, il sindaco, Giovanni Torresi, il presidente della bocciofila locale, Romano Liberati, il parroco, don Cherubino Ferretti. L'intervento è consistito nel rifacimento della pavimentazione e nella risistemazione della recinzione esterna.
“Per i piorachesi è stata una vera e propria festa – sottolinea il sindaco Torresi – Grazie alla Provincia i due campi da bocce sono tornati nuovi. Ringrazio per questo il presidente Silenzi e la giunta provinciale. E' bello vedere che le istituzioni si ricordino dei piccoli Comuni che spesso hanno poche risorse a disposizione e non riescono ad effettuare opere che sono comunque importanti per la comunità locale”.
La sistemazione delle strutture è stata realizzata grazie ad un contributo di 10mila euro elargito dalla Provincia nell'ambito di un progetto più generale che riguarda la realizzazione, o l'adeguamento, di impianti sportivi di base in altri 37 Comuni del Maceratese al di sotto dei cinquemila abitanti, di cui 26 con meno di duemila residenti. Complessivamente l'investimento sfiora i due milioni di euro, di cui un milione e trecentomila destinato proprio ai centri più piccoli.
“L'importanza di ripristinare le strutture dei piccoli Comuni è fondamentale per aiutare le persone, anche quelle un po' più avanti negli anni, nella socializzazione e nella pratica di sport come, ad esempio, le bocce – ricorda il presidente Giulio Silenzi – Questo intervento di cofinanziamento va in questa direzione. Siamo felici di aver potuto riconsegnare ai piorachesi i due campi da bocce completamente rinnovati”.
Nella foto: l'assessore Salvi e il sindaco Torresi all'inaugurazione dei campi da bocce
Suore incatenate a San Pietro, gesto clamoroso....
Queste le loro dichiarazioni alle agenzie di stampa, poi loro stesse hanno rilasciato dichiarazioni alle radio e alle televisioni.
Adesso, interviene la Diocesi di Camerino - San Severino Marche con un comunicato ufficiale dell'Arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro.
A proposito del gesto compiuto in Piazza Pio XII da due ex-religiose legittimamente dimesse nel gennaio 2007 dal Monastero delle Carmelitane scalze di Camerino, il sottoscritto ordinario nota quanto segue.
La vicenda ebbe inizio nel 2005. Il caso è stato sottoposto al discernimento di tutti gli Organismi interessati sia del Carmelo sia della Sede Apostolica.
Successivamente sono stati aperti due procedimenti, tutt'ora in corso, presso
A nome dell'Arcidiocesi e mio personale, e per conto della Comunità del Monastero, partecipo la mia evangelica comprensione per ogni sofferenza e presto l'attenzione dovuta alle esigenze di giustizia.
Tuttavia il rispetto dovuto alla Magistratura ci obbliga ad evitare ogni indebita pressione, ma ci autorizza comunque a ricordare che oltre alle esigenze delle ex-religiose interessate, esistono anche i diritti primari d'una intera Comunità religiosa da troppo tempo costretta alla sofferenza e privata della necessaria serenità.
E' opinione di questo Ordinario che la delicatezza del caso deve suggerire a tutti una maggiore fiducia nella legittima Autorità della Chiesa e un'attenzione più completa alla complessità della vicenda.
+Francesco Giovanni Brugnaro,
Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche
30° Pellegrinaggio Macerata - Loreto
30° Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto
Diamo comunicazione dei messaggi di S.S. Benedetto XVI e
del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano,
con viva preghiera di diffusione e di pubblicazione.
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Nota informativa di servizio:
Un servizio di bus/navetta presterà servizio gratuito a Macerata, sabato 7 giugno, dalla Stazione FFSS allo Stadio Helvia Recina dalle ore 15,30 alle 21,30, con fermate presso c.so Cairoli, Rampa Zara ed ex-Standa.
A Loreto, domenica 8 giugno, dal parcheggio Eurhope-Bagaloni al IV livello, ci saranno pullman a disposizione dei pellegrini che vorranno tornare a Macerata.
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COMUNICATO STAMPA N. 10
Messaggio del S. Padre Benedetto XVI
al Vescovo di Macerata
S.E.R. Mons. Claudio Giuliodori
Occasione trentesima edizione Pellegrinaggio a Piedi da Macerata at Santa Casa Loreto Sommo Pontefice desidera assicurare spirituale presenza at provvida manifestazione promossa dal movimento di Comunione e Liberazione unitamente a diocesi Macerata prelatura Loreto et altre associazioni ecclesiali e rivolge cordiale saluto a partecipanti chiamati a riflettere sul tema “Il vero protagonista della storia è il mendicante”. Sua Santità auspica che quanti prenderanno parte at così significativa esperienza di preghiera, che ripropone in modo originale un gesto profondamente sentito dal popolo cristiano, possano fare gioiosa esperienza di Cristo Via Verità e Vita, sperimentando materna intercessione Maria Madre di Speranza. Con tali voti Santo Padre invoca su Vostra Eccellenza presuli sacerdoti et pellegrini tutti copiose grazie celesti et invia speciale Benedizione Apostolica.
Cardinale Tarcisio Bertone
Segretario di Stato di Sua Santità
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Messaggio del Presidente della Repubblica
alla Prof.ssa Paola Olivelli
Presidente del Comitato Pellegrinaggio a Loreto
Gentile Professoressa,
la ringrazio, a nome del Presidente della Repubblica, per il cortese invito alla XXX edizione del Pellegrinaggio Macerata-Loreto, dal tema “Il vero protagonista della storia è il mendicante”, in programma il 7 e l'8 giugno prossimi. (...)
Il Presidente Napolitano esprime apprezzamento per la manifestazione, che ogni anno coinvolge migliaia di persone, in particolare giovani provenienti da diversi paesi, accomunati dalla condivisione dei valori della pace, della giustizia, della solidarietà e della libertà religiosa.
Il Capo dello Stato invia a lei e a quelli che prenderanno parte all'iniziativa un cordiale saluto, cui unisco il mio personale.
Donato Marra
Segretario Generale del Presidente della Repubblica
La provincia di Macerata ricorda Paolo Borsellino
Il giudice Paolo Borsellino, assassinato dalla mafia nel 1992, è “un eroe del nostro tempo e di lui, come di tutti gli eroi, rimane la testimonianza preziosa dell'impegno per il bene degli altri”; egli è stato “un uomo con un grande senso dello Stato, di un'alta dirittura morale e con un profondo ideale di giustizia”. Questi due ritratti del giudice Borsellino, tratteggiati dal prefetto di Macerata, Vittorio Piscitelli, e dal consigliere regionale Francesco Comi, spiegano il significato dell'iniziativa che la presidenza del Consiglio provinciale di Macerata e la presidenza del Consiglio regionale delle Marche hanno organizzato per celebrare i 60 anni della Costituzione italiana. La presentazione, nella sala consiliare della Provincia di Macerata, del “quaderno” che il Consiglio regionale delle Marche ha dedicato a scritti inediti del giudice Paolo Borsellino, è stata infatti il miglior modo per celebrare i veri valori della Carta costituzionale. Il volume si intitola “Giustizia e verità” e, come ha sottolineato il consigliere regionale Comi, intervenuto in rappresentanza del presidente Bucciarelli, “queste due parole raffigurano anche gli ideali cui si è ispirata l'opera del magistrato Borsellino. Esse rappresentano inoltre l'“orizzonte” che ogni individuo deve avere di fronte”.
L'incontro si è aperto con il saluto del presidente del Consiglio provinciale, Silvano Ramadori, il quale, presentando l'iniziativa, ha ricordato come al giudice Paolo Borsellino sia stata conferita la medaglia d'oro al valore civile “a riconoscimento dello zelo e dell'eroica determinazione del suo duro lavoro di investigatore”.
“Il ricordo di Borsellino è il modo migliore per celebrare i sessant'anni della nostra Costituzione – ha detto il sindaco di Macerata, Giorgio Meschini – Egli ha dedicato tutta la vita per l'affermazione dei principi di uguaglianza di ogni uomo di fronte alla legge per la parità dei diritti e dei doveri di tutti”. Ai numerosi studenti della scuola media “Dante Alighieri” di Macerata, presenti nella sala del Consiglio (loro quando avvenne la strage di via D'Amelio non erano ancora nati), ha rivolto il suo intervento anche Anna Petrozzi, caporedattore della rivista “Antimafia 2000”, la quale ha parlato dell'opera svolta dal magistrato antimafia e di cosa abbia significato la lotta alla mafia negli anni in cui Borsellino operò in Sicilia. A seguire è intervenuto l'assessore provinciale Daniele Salvi il quale, ricordando il periodo storico degli anni più duri della lotta alla mafia, ha sottolineato come “la figura di Paolo Borsellino, così come quella di Giovanni Falcone, abbia lasciato un grande esempio nella società civile e nelle istituzioni. Esempio che ancora oggi tutti sentiamo”. In chiusura è intervenuto il presidente della Provincia di Macerata, Giulio Silenzi: “Non dobbiamo abbassare la guardia – ha detto Silenzi, aggiungendo – La maggioranza degli italiani non si rassegna; anzi, continua ad essere mossa da un profondo spirito di giustizia e di avversione ad ogni forma di criminalità organizzata”.
Nella foto, il tavolo dei relatori con al centro il prefetto Piscitelli
Una nuova cultura del trasporto pubblico...
Una nuova cultura del trasporto pubblico, per liberare le nostre città dall'inquinamento che ha superato i livelli di emergenza in tutti i centri con più di diecimila abitanti e per affrontare i problemi posti dall'impennata dei prezzi del carburante che impedisce, di fatto, a molti cittadini, l'accesso alla mobilità. È la filosofia che guiderà il nuovo Piano regionale dei trasporti che sarà pronto entro i primi mesi del 2009. Tra le priorità del provvedimento - nel nome della sicurezza, dell'efficienza e della compatibilità ambientale ed economica - il completamento del sistema dei nodi di interscambio, l'integrazione modale (diverse tipologie di trasporto coordinate tra loro, in modo che l'utente abbia la percezione di viaggiare su un unico mezzo), l'integrazione tariffaria (introduzione di un sistema unico tariffario regionale) e il sistema di bigliettazione elettronica, in via di sperimentazione nel bacino di Ancona. Di questo si è parlato nel corso del convegno: “Verso il nuovo Piano dei trasporti”, organizzato dalla Regione al Teatro Rossini di Pesaro, al quale hanno partecipato numerosi amministratori locali e rappresentanti delle aziende di trasporto. “L'ultimo appuntamento in tema di Trasporto pubblico locale (Tpl) risale al novembre 2006 - ha esordito l'assessore regionale ai Trasporti,
Battista Camilla da Varano, 550° della nascita
Nella giornata diocesana della gioventù del 15 marzo 2008 il vescovo Francesco Giovanni Brugnaro ha aperto l'anno giubilare per il 550° anniversario della nascita della beata Battista Camilla da Varano. Nella sala, ora adibita a cappella a motivo dei lavori in corso nella chiesa del monastero, il 2 giugno è stata celebrata la memoria liturgica della beata Battista Camilla con particolare solennità nel quadro dell'anno giubilare con due conferenze, una di mons. Sandro Corradini, promotore generale della fede nella congregazione vaticana delle cause dei Santi, e l'altra del padre francescano, Silvano Bracci, vice postulatore della causa della beata. Il postulatore p. Luca de Rosa, non ha potuto essere presente.
Camilla era nata, infatti, il 9 aprile 1458, primogenita illegittima del principe Giulio Cesare da Varano con la nobildonna Cecchina di mastro Giacomo. Non ci si meravigli di questo perché il principe, sebbene avesse pomposamente sposato, a vent'anni, la dodicenne Giovanna, figlia di Sigismondo Malatesta, signore di Rimini, ebbe ben cinque figli illegittimi prima dei tre legittimi. Tuttavia la sua giovane sposa si prese cura degli uni e degli altri con ammirevole carità cristiana. La data di nascita viene fornita dalla stessa Camilla; per quella del decesso bisogna ricorrere alla Cronica del Lili, al 31 maggio 1524.
Molte sono le fonti, che affiancano la storia della beata. Anzitutto gli olivetani, il cui fondatore è riconoscibile nell'affresco del pittore folignate Corraduccio, che fa da sfondo alla sala, l'uomo che indica vistosamente con la mano destra il Crocifisso. E' olivetano il tanto atteso padre spirituale: Antonio “Hispanus”, confessore di Camilla e propagatore dei suoi primi scritti. Anche gli oratoriani di s. Filippo Neri si incrociano con la storia della beata. E quasi come l'eco in una valle alpina, giungono a noi personaggi e fatti lontani nel tempo. Il trattatello dei Dolori mentali di Gesù nella sua passione giunge nelle mani del cardinale Federico Borromeo, s. Filippo Neri, s. Alfonso Maria de' Liguori, lo Scupoli nel suo Combattimento spirituale, ma coinvolge anche il cardinal Giovanni Enrico Newman (1801-1890), anche lui prossimo alla canonizzazione. Un suo scritto parallelo sui dolori mentali corre parallelo alla beata, tanto da ipotizzarne una diretta conoscenza. In questo ultimi tempi, a gettito continuo, fervono edizioni critiche di alcune Opere spirituali della Battista, partendo da quella dell'indimenticabile don Giacomo Boccanera nel 1958, fino a quella del p. Gattucci: Da segnalare contributi specifici e attente presentazioni della figura come La cicala di Dio di mons. mons. Eraldo Pittori con il suo stile brioso ma profondo.
Fu un'estate d'odio quella che nel 1502 travolse la signoria dei Da Varano a Camerino, la sua famiglia e portò alla rovina Camerino. Il 1 maggio 1501 il papa aveva scomunicato Giulio Cesare, padre della beata, privando lui e tutti i Varano dei diritti sulla signoria.
Giulio Cesare fu definito da Roma “figlio d'iniquità”. Questi decise di battersi insieme ai tre figli Annibale, Venanzo e Pirro, dopo aver spedito a Venezia il piccolo Giovanni Maria con la madre e a Fermo la figlia suor Camilla Battista, riparata poi presso la duchessa di Atri. Camerino assediata da Valentino Borgia, i Varano caddero prigionieri e furono trucidati: il padre, nella fortezza di Pergola, i figli, nel torrione di Cattolica. Sorprende il fiorire di studi ed approfondimenti in Italia e all'estero
Sempre mons. Corradini ha indicato
Il vice postulatore per la canonizzazione della beata Battista ha invitato tutti e meditare gli scritti della beata come maestra di spirito. I frati olivetani dopo la morte della beata ne divulgano la spiritualità con il libro Piccola vita di Antonio da Segovia. Suor Battista sentiva di corrispondere a Dio con molta umiltà, quando diceva che se Gesù le avesse fatto vedere il volto non avrebbe retto perché “ il suo cuor se liquefìa”.
Ha aggiornato il pubblico sui passi ulteriori che ci separano dalla canonizzazione della beata. Infatti, si è in attesa del riconoscimento di un miracolo sia dal punto di vista medico come di quello teologico avvenuto nel 1891 ed esaminato nel processo diocesano. In quello anno avvenne che una bambina affetta da rachitismo si alzasse in piedi improvvisamente dopo tre giorni di triduo di preghiera. La bambina non solo si alzò, ma percorse con la mamma addirittura un chilometro e mezzo a piedi. Si è concluso che la beata in queste celebrazioni centenarie ottenga la grazia di un risveglio vocazionale nell'ordine francescano e nella nostra diocesi.
Il vescovo ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica in sala, presso l'urna della beata Battista. All'omelia ha esortato tutti a far festa per la vita e la fede di una donna geniale per santità. Ha sottolineato lo stupore per la familiarità della beata con le sacre scritture in un momento storico cruciale per la cristianità a motivo delle stesse scritture. In quel periodo, infatti, Lutero stava consumando la ribellione alla Chiesa cattolica in nome della bibbia. La beata Camilla fissò lo sguardo sempre verso Dio e, pur nel contrasto che provò inizialmente per le attrattive di questo mondo assicuratele dalle particolari condizione di agio della sua famiglia principesca, pian piano seppe valutare il tutto “come spazzatura di fronte alla sublimità della conoscenza del Cristo” (Ef 3, 8).
Il vescovo ha posto delle domande alla beata Battista ed ha cercato di interpretare le risposte che lei stessa avrebbe dato.
Hai lavorato più tu o Cristo in te? Il “siate perfetti” evangelico equivale ad “accogliete” l'opera di Dio.
Chi ti ha illuminato? S. Francesco, ma lui si commoveva per i dolori fisici, mentre la beata Battista per quelli mentali. La scrittura le ha insegnato a comprendere i suoi dolori mentali. La beata ha anticipato di molti secoli tutte le indagini psicologiche sul Cristo sofferente conosciute ai giorni nostri.
Che dici a noi oggi? Comprendere il genio femminile all'interno della Chiesa. Come l'apostolo Paolo dimentico del passato proteso al futuro, guardiamo al domani. Scoprire il bisogno dei giovani di oggi non con la paura del tremebondo Anania, ma con il coraggio e la franchezza di chi anela alla vita perfetta ed ama la vita.
L'indulgenza plenaria è stata concessa dal vescovo a quanti hanno partecipato alla festa in onore della beata Battista Camilla da Varano.
Vincenzo Finocchio
Giornata delle Marche, festa a Tolentino
Il Palasport “G. Chierici” di Tolentino ha ospitato la “Giornata delle Marche”, una vera e propria festa regionale dedicata alle scuole e organizzata con lo scopo di riflettere ed approfondire i valori umani, etici e culturali legati al significato della stessa “Giornata delle Marche” e valorizzare quindi la storia e l'identità della regione, in una prospettiva globale di apertura nel mondo.
Nel corso della manifestazione sono stati resi noti anche i nomi delle scuole vincitori dei diversi concorsi banditi per l'occasione, nell'ambito di un accordo tra Regione Marche e Ufficio Scolastico regionale per il progetto “Le Marche una regione laboratorio”.
Oltre al Presidente Gian Mario Spacca ed a molte altre autorità, sono intervenuti anche il Sindaco di Tolentino Luciano Ruffini e l'Assessore all'Istruzione del Comune di Tolentino Alessandro Bruni.
Il Sindaco, nel salutare tutti gli intervenuti, si è detto felice di ospitare, per la seconda volta, una così importante manifestazione promossa dalla Regione e che coinvolge il mondo della scuola su temi di particolare importanza come l'identità marchigiana e che consente, oltre a importanti momenti di riflessione, di avviare un nuovo progetto educativo e formativo strettamente connesso alle nostre radici, culturali e storiche.
Lavori al Duomo antico di San Severino M.
Dopo quasi tre anni di stop, riprendono con il mese di giugno i lavori di restauro e miglioramento sismico della chiesa e della torre campanaria del Duomo antico al Castello di San Severino. L'associazione temporanea d'impresa “Servizi integrati e Tecnogroup” de L'Aquila ha firmato infatti in Comune l'atto per la riapertura del cantiere: il termine contrattuale porta la data del 29 maggio e la ditta ora ha tempo fino al 31 gennaio 2009 per completare l'opera. L'intervento, finanziato con i fondi della ricostruzione post terremoto, prevede un investimento complessivo di circa 400 mila euro. “Rispettando gli impegni assunti – sottolinea con soddisfazione il sindaco Cesare Martini – la ripresa dei lavori cade proprio alla vigilia della festa del patrono (8 giugno; ndr) e rappresenta il ‘regalo' più bello dell'Amministrazione comunale alla città. Il Duomo antico del Castello è il monumento-simbolo di San Severino e con il 2009 tornerà a essere il fiore all'occhiello del suo ricco patrimonio storico-artistico e monumentale”.
