Registra un totale di 5315 adesioni la campagna di raccolta firme per la difesa dei servizi e, della piena funzionalità dell'ospedale Santa Maria della Pietà. Appena conclusa, l’iniziativa era stata lanciata in concomitanza alla costituzione del comitato “Salviamo l'ospedale di Camerino” lo scorso mese di settembre.
Per raggiungere un vasto numero di adesioni alla richiesta del ripristino di tutti i servizi che c’erano prima della trasformazione in presidio Covid della struttura,m I moduli di raccolta hanno raggiunto i vari esercizi commerciali dei 23 comuni di riferimento. E a conferma di quanto la questione sia sentita, risposta c’è stata.
“Non siamo in grado di localizzare il numero delle firme sui vari territori comunali, in quanto la gestione autonoma dei moduli è stata affidata a dei volontari - afferma il presidente del Comitato Angiolo Napolioni - comunque un risultato di 5315 firme ritengo sia più che soddisfacente e ci legittimi a proseguire ancora nella nostra azione di tutela e difesa del nosocomio camerte, seppure qualche spiraglio incoraggiante si sia visto. Il reparto di ortopedia infatti ha un nuovo ‘primario ed ha ripreso la sua piena operatività. Il grosso ma è rappresentato dal fatto che adesso anche la nostra azione come comitato sarà condizionata purtroppo dall'inasprirsi della situazione pandemica e dai contagi covid che purtroppo stanno riprendendo. Di conseguenza grava l'incognita che l'ospedale di Camerino possa essere destinato a qualche isolamento Covid. Questo pertanto non è dato sapere e - aggiunge Napolioni -, oltre a ciò c'è anche il fatto che la sanità regionale e nazionale lamentano grossissime carenze sia di personale medico che paramedico. Per cui, teniamo sicuramente fermo il nostro obiettivo e nel frattempo, ci riserviamo di comunicare a tutte le popolazioni interessate quali saranno le iniziative per sfruttare questo vasto consenso di pubblico che è stato registrato intorno alla nostra intenzione di cercare di salvare l'ospedale di Camerino. Una chiusura perlomeno appare essere scongiurata; seppure di carattere verbale, almeno sono state date delle garanzie alle quali indubbiamente si è fatto seguito qualche concorso. Ciò non toglie che l'ospedale sia tuttora in alto mare e sia ancora lontano dalla piena operatività - conclude Angiolo Napolioni -. Siamo dunque fiduciosi, ma sempre vigili".  


Carla Campetella  
Oltre cento persone hanno risposto all'appello, lanciato dal camerte Angiolo Napolioni promotore di Salviamo l'ospedale Santa Maria della pietà di Camerino  presenziando all'assemblea costitutiva del Comitato tenutasi nei giardini della Rocca borgesca.
Alla riunione, nel corso della quale è stata ribadita l'esigenza di unirsi insieme per far sentire la voce di un territorio di fronte al depauperamento della struttura sanitaria, sono intervenuti i sindaci di Montecavallo Pietro Cecoli, di Muccia Mario Baroni, di Fiastra Sauro Scaficchia e l'ex primo cittadino di Serrvalle di Chienti Venanzo Ronchetti.
Nel tornare a sensibilizzare la popolazione su quella che è stata nel tempo la condizione di eccellenza dell'ospedale, passando alla situazione attuale e a quella che potrebbe essere per il futuro, l'incontro ha anche rappresentato la prima occasione per attivare la raccolta firme a salvaguardia della sanità  di tutto il territorio servito dal nosocomio di Camerino comprendente ben 23 comuni. A tranquillizzare la popolazione non sono infatti bastate le recenti rassicurazioni dei vertici regionali sull'assunzione di infermieri e sul concorso bandito per il primario di ortopedia. Chiarezza e fatti concreti tali da rappresentare una garanzia per il futuro è quanto si augurano il promotore e i tanti sostenitori del gruppo social, determinato oggi ad essere più incisivo attraverso la costituzione di un vero e proprio organismo regolamentato da statuto
Napolioni ha quindi ripercorso gli ultimi due anni della struttura, dalla prima fase di emergenza pandemica sfociata nella riconversione in Covid Hospital, alla seconda fase in cui l'attività stava riprendendo e"ci sono stati anche atti di generosità da parte di enti e di privati che hanno dotato la struttura di strumentazioni e attrezzature d'avanguardia- ha evidenziato Napolioni-. Oggi va dunque tenuto in considerazione anche il fatto che mancano operatori che facciano funzionare queste attrezzature diagnostiche e comunque di prim'ordine come lo è la stessa struttura ospedaliera, unico nosocomio totalmente antisismico nella Regione Marche che non può essere ridimensionato nei suoi servizi e ridotto ad un maxi prontosoccorso, in un'area oltretutto colpita dal sisma dove sta partendo la ricostruzione e dove è presente un'antica Università.  Il Comitato è dunque essenziale perché di fronte al silenzio assordante che regna intorno, non c'era altro mezzo". 
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Libero, spontaneo e apartitico: queste le caratteristiche dell'organismo del quale sono state presentate le parti integranti dello statuto costitutivo e, la finalità prioritaria che è quella di chiedere che l'ospedale Santa Maria della Pietà torni alle condizioni di servizio e funzionalità ante-Covid .
"Ad oggi, nonostante i segnali, scontiamo ancora una situazione di poca chiarezza. Il Piano sanitario regionale è in corso di preparazione, proprio per questo, dobbiamo  far sentire forte la nostra voce che non deve venire dalla politica che potrebbe raccogliere in maniera non esaustiva le istanze della popolazione- ha detto Napolioni- . Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione e deve essere  garantita l'accessibilità a tutti a prescindere dal colore politico e attraverso adeguate strutture. La costituzione di un comitato è dunque una necessità per unirci insieme e poterci dedicare maggiormente alla raccolta di firme e ottenere conseguente credito dagli interlocutori regionali".
Ruolo del Comitato è quello di mettere in atto tutte le possibili azioni legali volte a scongiurare la chiusura da parte della Regione Marche dell'ospedale di Camerino e il suo ripristino alle condizioni operative ante-covid, in essere al 1 gennaio 2019."Ci riconosciamo inoltre  come punto di riferimento per i cittadini che vogliano presentare  proposte per migliorare la sanità pubblica" - ha aggiunto Napolioni-.
Inizialmente il consiglio direttivo avrebbe dovuto essere composto dai sindaci di tutti i comuni che gravitano sul nosocomio camerte; l'assenza evidente di molti primi cittadini ha tuttavia portato ad un direttivo costituito di persone che hanno dimostrato particolare sensibilità su tutta la problematica. Presidente protempore è lo stesso Angiolo Napolioni, affiancato dai sindaci  Sauro Scaficchia, Mario Baroni e Pietro Cecoli, dall'ex sindaco Venanzo Ronchetti e da Ottavio Bottoni, Luisella Tamagnini, Emanuela Di Stefano, Oriana Ciuffetti e Mimmi Macchiati  
Diversi i sindaci e i cittadini che hanno ritirato i moduli per incentivare la raccolta firme nei propri comuni di provenienza. Testimone che per Castelraimondo, è stato raccolto dall'ex manager Costantino Mariani, candidato in lizza alle prossime elezioni con la lista civica " Castelraimondo insieme",  il cui programma prevede espressamente la difesa dei presidi sanitari del comune e quella dell'ospedale di Camerino. " La mia - ha detto Mariani - è una dichiarazione impegnativa, indipendentemente dall'esito che avranno le elezioni".
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Molto applaudito l'intervento della dottoressa Luisella Tamagnini. In pensione dal 2015, per 6 anni responsabile del reparto di cardiologia dell'ospedale di Camerino dove ha lavorato per 40 anni. la dottoressa Tamagnini ha ricordato che il declino del nosocomio camerte ha avuto inizio molto prima del 2019:  "Per la cardiologia in particolare, da sempre abbiamo dovuto combattere e soffrire per poter avere e mantenere il personale dovuto. Molto difficile è stato portare avanti un discorso di qualità e di presenza e, questo risale a diversi anni fa, a partire dal 1990 allorché fu fondata e messa in funzione la Terapia Intensiva Cardiologica Utic, che le necessità del territorio imponevano. Ottenere questo traguardo è stata una dura lotta ma, mi duole dirlo, forse la cittadinanza di Camerino non ha mai voluto approfondirne e apprezzarne l'importanza. Eppure in cardiologia non c'erano liste d'attesa, ed era facile poter parlare con un medico che ti seguiva nonostante si trattasse di attività pubblica e non privata. Purtroppo debbo dire che questo tentativo di sminuire e di dare poco peso all'attività della Cardiologia di Camerino c'è sempre stato; il tracollo è poi avvenuto nel 2010 con l'istituzione del CUP che, a noi che eravamo in numero ridotto, non ha dato la possibilità di poter svolgere un servizio ambulatoriale con una certa regolarità nei diversi giorni della settimana. Avevamo chiesto di poterla gestire noi stessi ma non ci è stato permesso, nonostante avessimo dimostrato che nel giro di sei mesi avevamo completamente azzerato  le liste d'attesa. Le difficoltà dunque erano nate da tempo, perché da tempo si minavano le fondamenta dell'ospedale di Camerino e soprattutto del reparto di Cardiologia".  
Analisi pienamente condivisa dal sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia, il quale ha tuttavia sottolineato che il passato non va rivangato ma deve servire da maestro per andare avanti e guardare più in là: "Non dico che dobbiamo dimenticare, bensì tendere a migliorare quello che è stato". E ricordando l'incontro al Lanciano Forum che ha visto i reggenti della sanità regionale illustrare di una sanità che sarebbe stata portata ai massimi livelli anche attraverso il Piano sanitario da presentarsi  a gennaio 2021 coinvolgendo tutti i sindaci del territorio, ha aggiunto "siamo arrivati alla fine di settembre e non si è visto alcun Piano e il benché minimo coinvolgimento dei sindaci. Eppure ho ancora fiducia - ha concluso Scaficchia- ; il 90 per cento di chi attualmente ci amministra, ha vinto le elezioni proprio sulla sanità che era un capitolo che non andava. Per cui andiamo avanti. Dobbiamo difendere questo territorio e mi auguro che la nascita di questo comitato significhi anche un maggiore ascolto dell'intero territorio che fa riferimento a questa indispensabile struttura, che non è solo l’ospedale di Camerino ma ospedale di tutto il territorio".
A chiusura dell'assemblea, numerose sono state le firme raccolte dal neonato Comitato"Salviamo l'ospedale di Camerino".  
c.c.

Dopo la nascita del gruppo pubblico che, sul tema del mantenimento e della salvaguardia della struttura ospedaliera di Camerino ad inizio 2021 mobilitò oltre 5300 adesioni, i cittadini sono decisi a non allentare la presa e mirano ora ad essere più incisivi. Da una pagina social ideata e amministrata dal camerte Angiolo Napolioni che registra tanti quotidiani contatti e commenti, si passa ora alla volontà di istituire un comitato che avrà la stessa denominazione del gruppo: “Salviamo l’Ospedale di Camerino”.
L’assemblea costituente è prevista sabato 25 settembre alle ore 10 nella piazzale superiore della Rocca borgesca.
“Abbiamo concretizzato quello che era l’intento iniziale – afferma Angiolo Napolioni, convinto promotore di tutta l’operazione-; stiamo dunque cercando di portare avanti questa strenua difesa dell'ospedale di Camerino con la costituzione del comitato al quale invitiamo a partecipare tutti i cittadini del comprensorio che gravitano su questa struttura sanitaria fondamentale e invitiamo a venire all’incontro i sindaci di tutti i 23 comuni interessati. Vorremmo raccogliere delle firme su uno statuto che chiede che l'ospedale di Camerino venga ripristinato alle condizioni ante covid - spiega Napolioni -, quelle cioè sussistenti al primo gennaio 2019. Infatti, malgrado le garanzie verbali dei rappresentanti della Regione Marche, non abbiamo visto finora fatti concreti e tangibili di una volontà in questo senso, nonostante più volte sia stata ribadita dall’ente regionale attraverso comunicati stampa apparsi su testate giornalistiche. Si parla di assunzioni di 15 infermieri ma non si specifica bene come, dove e quando. Lo stesso dicasi per i primari. Si parla di ripristinare l’ospedale di Camerino in tutti quei servizi che ha sempre svolto, ma onestamente di fatti concreti finora non se ne sono visti. La realtà è quella di una struttura ospedaliera in situazione di grave stallo. Puntiamo quindi a richiedere alla Regione un atto deliberativo che riservi al nosocomio della città ducale un trattamento ad hoc, che nel piano sanitario regionale gli riconosca un ruolo particolare di struttura emergenziale che opera in un contesto di ricostruzione e a servizio di un vasto entroterra colpito dal sisma. Speriamo pertanto che la nostra iniziativa possa trovare ascolto e porte aperte in regione, perché, come già ribadito in altre occasioni - conclude Angiolo Napolioni- una struttura d'eccellenza come l’ ospedale di Camerino è prioritaria per la ricostruzione e il rilancio del territorio e per la sopravvivenza di chi ci vive attualmente”.

Carla Campetella
Resta alta l’attenzione sulle sorti della struttura ospedaliera della città ducale che ha motivato la stessa  mobilitazione social e la costituzione del gruppo "Salviamo l’ospedale di Camerino", nato diversi mesi fa e subito arrivato a migliaia di iscritti. È infatti trascorso più di un mese dalla mancata risposta della sanità regionale, a porre rimedio alla più volte denunciata carenza di personale medico nella struttura, di riferimento sanitario per l'intero entroterra montano.
“La situazione è congelata se non addirittura peggiorata - spiega il fondatore del gruppo Angiolo Napolioni -. La regione Marche ha infatti attivato la mobilità di medici solamente per gli ospedali di Civitanova e di Macerata, escludendo a priori Camerino. Non si vedono dunque all’orizzonte fatti nuovi che ci facciano ben sperare circa il futuro dell’ospedale camerte, anche perché, consapevoli  di essere in presenza in quel periodo di un aumento dei casi di Covid 19, noi siamo stati sensibili nei confronti della regione Marche e non abbiamo spinto sull'acceleratore; adesso che i numeri stanno però certamente calando e che le vaccinazioni stanno procedendo in maniera abbastanza spedita, auspichiamo, e, questo non è solo un auspicio– precisa Napolioni- in quanto sarà anche una volontà operativa, che la regione riaffronti e si faccia carico delle proprie responsabilità in ordine a quelle che sono state delle dichiarazioni rilasciate un mese e mezzo fa circa. Che seguano fatti dunque rispetto a ciò che è stato pubblicamente detto e cioè di riportare l'ospedale di Camerino a come era prima del covid, anche perchè, è tutto fermo. Non ci nascondiamo dietro ad un dito: i politici regionali dicono una cosa - sottolinea-  mentre i funzionari della Regione ne dicono una diversa.
Che si mettano d'accordo in quanto la direttrice del comparto Asur della Regione dichiara che verrà tutto ripristinato come prima ma i fatti ci dimostrano invece tutto il contrario. E noi non siamo onestamente e sinceramente più disposti a tollerare questa situazione, anche perché sta ripartendo la ricostruzione e iniziano a vedersi all’opera i cantieri, l’università auspica che si ritorni sempre più in presenza con le lezioni; nel contempo si parla di rilancio e di sviluppo per questo territorio ma nei fatti e soprattutto per quanto concerne l’ospedale di Camerino, questa volontà non la si dimostra concretamente. La realtà è che si fa di tutto per ignorare il problema della sanità e dell'assistenza sanitaria nella fascia Montana e nel territorio colpito dal terremoto e questa è davvero una cosa paradossale. Non vorrei che dietro vi fossero delle piccole vendette personali. Qui bisogna che ognuno si assuma le proprie responsabilità e operi nell'interesse esclusivo dei propri rappresentati e dei propri amministrati, cosa che non sta succedendo. Chiaro dunque che la nostra attenzione oggi è ancora più alta di prima e - conclude Napolioni- con il diminuire dell'emergenza, torneremo sicuramente ad insistere, a premere il piede sull’acceleratore e, se non verremo ascoltati quanto prima dagli organismi regionali, abbiamo l’intenzione di lanciare una sottoscrizione concreta appoggiandoci presso gli uffici delle anagrafi dei comuni che aderiranno alla nostra iniziativa e, chiunque vorrà potrà sottoscrivere questa petizione a sostegno del ripristino anticovid del nostro ospedale che, ribadisco, non è l'ospedale di Camerino, ma è avamposto sanitario emergenziale a servizio del territorio di tutta la montagna e della fascia pedemontana. Quindi, detto con la lingua di strada, non ci prendessero per i fondelli”.

c.c.

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