“Senza la Marina Militare non saremmo stati in grado di affrontare e risolvere la grave condizione che si è venuta a creare all'interno della Casa di riposo di Cingoli. Ora ho chiesto alla Protezione Civile nazionale un altro medico militare per garantire il cambio dei turni e anche questa richiesta è stata soddisfatta”. Dopo giorni di difficoltà, il sindaco Michele Vittori, di Cingoli, può iniziare a respirare. Sì, perché il focolaio di Coronavirus che si è creato all’interno della casa di riposo ha tenuto la comunità e non solo col fiato sospeso. Il timore era che i contagi si propagassero anche all’esterno della struttura con conseguenze catastrofiche. Tra l’altro la città ha pianto anche la scomparsa di uno dei medici di medicina generale, il dottor Foltrani, proprio a causa della malattia e quindi il sindaco si è trovato costretto a chiedere l’intervento dei medici militari. Questi ultimi, in totale due, sono stati inviati dalla Marina Militare. A dare man forte al dottor Ippoliti anche due infermieri. “Abbiamo anche chiesto un altro medico militare alla Protezione Civile - fa sapere Vittori - per garantire il cambio dei turni di servizio al primo Ufficiale medico arrivato nella scorsa settimana e al medico di medicina generale dottor. Ippoliti. E la notizia positiva è che anche questa richiesta è stata soddisfatta. In questo modo la Casa di riposo di Cingoli che si è trasformata in una vera e propria corsia di un Ospedale per acuti da Covid-19 potrà godere dell'assistenza di 2 ufficiali medici con 4 infermieri che si aggiungono a 1 medico di famiglia e a 1 altra infermiera della ditta appaltatrice del servizio”. Ma c’è un ‘però’. Mancano ancora dispositivi di protezione individuale, un problema comune a molte strutture: “Siamo ancora alla disperata ricerca di materiale per la protezione (mascherine, camici, calzari e altro) in quanto né l'Asur né la Protezione civile sono stati in grado di fornirlo. Fino ad oggi siamo stati in grado di provvedere da soli - aggiunge - ma siamo agli sgoccioli delle dotazioni recuperate da donazioni private, e quindi chiediamo al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla Protezione civile nazionale e Regionale e al Presidente della regione, Luca Ceriscioli di volerceli inviare al più presto”. Vittori ringrazia dal profondo del cuore la Marina Militare che ha permesso ai propri ufficiali di intervenire, elogiando il forte senso di responsabilità e di difesa della Nazione: “I nostri militari che tanto lustro forniscono all'Italia nelle missioni di Pace e nella NATO, anche in questo caso, hanno dimostrato un attaccamento alla difesa dei valori della Patria non comuni perché con i nostri ospiti, tutti infettati dal Corona virus, il rischio di contrarre la malattia è piuttosto incombente. Non solo per questo - ha concluso - sento forte il dovere di ringraziare il capitano di vascello Nesca, medico capo del Comando della Marina Militare di Ancona, per i consigli e la preziosa vicinanza che ha dimostrato a tutta la nostra comunità”.

g.g.
Buone notizie arrivano da Sarnano dove negli ultimi giorni era stato motivo di apprensione il contagio del medico condotto Sauro Bruè.
Il primo cittadino, Luca Piergentili, che aveva annunciato di aver effettuato i tamponi a tutti gli ospiti della casa di riposo e al personale che era stato più a contatto con Bruè, questa mattina comunica l'esito degli esami, tirando un sospiro di sollievo. "Fortunatamente - dice - sia i degenti sia la parte del personale che era stata più a contatto con il dottore: in particolare 50 degenti e 22 dipendenti, hanno avuto il tampone negativo".
Non si fermano qui, comunque, gli accertamenti da parte del Comune di Sarnano: "Sono previsti ulteriori 16 tamponi - ha proseguito - per gli altri dipendenti della casa di riposo che, compatibilmente con gli impegni dell'Asur, saranno eseguiti nei prossimi giorni".
Intanto Sauro Bruè resta ricoverato all'ospedale di Civitanova e le sue condizioni sembrerebbero stabili.

GS
Il caso di positività al Coronavirus del dottor Sauro Bruè, medico di Sarnano, ha fatto discutere per via del suo incarico nella casa di riposo della città. Ma a tranquillizzare è il primo cittadino, Luca Piergentili, che dice: "Attualmente abbiamo tre pazienti della casa di riposo in isolamento - spiega - . Uno è colui che è stato visitato dal dottor Bruè, altri due hanno presentato febbre e tosse ma fortunatamente oggi stanno migliorando, quindi ci auguriamo che non siano stati contagiati".
La struttura ha comuque preso tutte le precauzioni del caso: "In collaborazione con l'Asur e con il presidente Luca Ceriscioli - conclude Piergentili - abbiamo effettuato il tampone su tutti gli ospiti e su tutti gli operatori. Attendiamo l'esito e confidiamo di avere una situazione chiara già domani".

GS
Un messaggio per i familiari dei 96 ospiti della Casa di riposo “Porcelli” di Tolentino è stato lanciato attraverso un video dal personale ASP Civica Assistenza nel periodo in cui gli anziani, causa emergenza Covid 19, non possono ricevere neppure la visita dei loro cari. L’indicazione, data dal direttore Simone Ricci, è stata subito accolta dal personale dipendente al grido di “Io ci sono”. Così tutto il personale si è fatto fotografare con la mascherina in volto e il cartello con la suddetta scritta, pubblicando il video sui canali social per rassicurare coloro che hanno i loro anziani ospitati nella casa di riposo che il lavoro del personale continua normalmente e che i propri cari continuano ad essere assistiti e curati. Un messaggio di incoraggiamento e di speranza anche per gli stessi anziani che vengono messi in contatto con le rispettive famiglie dal personale attraverso un Ipad con cui effettuare video chiamate e sentirsi meno soli in questo drammatico momento.

f.u.

VIDEO DISPONIBILE SOTTO 

E' arrivato alla cronaca nazionale il caso di Cingoli e del focolaio di Coronavirus all'interno della casa di riposo che ha già fatto registrare le prime due vittime
"Una delle 40 ospiti della casa di riposo, pensionata, è stata portata a Torrette per una visita - racconta il vicesindaco Filippo Saltamartini - è tornata col virus ed ha infettato altri pazienti. questo è avvenuto all'inizio della scorsa settimana. Abbiamo chiesto all'Asur di fare i tamponi a tutti gli ospiti ma non li ha effettuati e quindi, quando abbiamo scoperto che 5 casi erano positivi era già troppo tardi perché anche tutti gli altri ospiti erano stati contagiati". Una situazione peggiorata anche dall'assenza di un ospedale pienamente operativo visto che da giugno è ancora oggi, marzo 2020, a 'servizio dimezzato'. La scusante, all'epoca, era la necessità di mandare il personale in ferie. L'estate è finita ma la situazione non è mai stata ripristinata, nonostante le tante richieste del sindaco Michele Vittori e le manifestazioni. "La questione è degenerata - torna a dire Saltamartini - e le persone della casa di riposo fino a oggi sono state senza l'assistenza sanitaria necessaria. Non ci sono medici, solo visite di alcuni medici di famiglia, ma soprattutto, hanno continuato a lasciare il personale che lavora nella struttura senza i dispositivi di sicurezza personale. L'Asur in tutto ciò risponde sostanzialmente di avere altri problemi e quindi abbiamo dovuto fare ricorso alla stampa nazionale perché abbiamo bisogno di un intervento efficace. Siamo in una situazione veramente disperata". Sono stati chiesti medici militari e l'invio di presìdi necessari al personale della casa di riposo al fine di evitare che il virus possa propagarsi anche fuori. E per fortuna che si è parlato del caso di Cingoli perché questa mattina "ci hanno comunicato che sono stati inviati degli infermieri e gli ospiti della casa di riposo sono stati visitati da un medico di famiglia ma continuiamo a ripetere che se fossero intervenuti prima e avessero portato i primi cinque malati in ospedale, non saremmo arrivati a questo punto e poi sono assolutamente necessari i dispositivi di protezione altrimenti rischiamo che l'epidemia colpisca anche fuori e questo non è assolutamente consentito". Saltamartini non dimentica la lotta fatta per l'ospedale, sulla quale molti hanno creduto ma altrettanti non lo hanno fatto: "Forse oggi questi cittadini potranno capire quanto sia importante avere un ospedale funzionante nel proprio territorio. Credo che ci servirà per comprendere quanto valga la pena difendere la sanità che è il presupposto per poter vivere in questo caso".
Si dice preoccupato il sindaco Vittori che parla di una "situazione drammatica, un vero e proprio incubo. La casa di riposo è gestita da un'azienda pubblica che si avvale della collaborazione di una cooperativa. I casi positivi accertati sono 33. Quello che mi preoccupa di più è il personale che si sta occupando in questi giorni dei malati senza le protezioni adeguate. Temo che possano infettarsi tutti e che ci sia un diffondersi della malattia su tutto il territorio". Vittori chiede a gran voce ciò che realmente spetterebbe di diritto a ogni operatore che si appresta alla cura di un malato di Coronavirus e, a tal proposito, ha presentato anche una diffida: "La casa di riposo ora va considerata come un ospedale, c'è bisogno di un intervento concreto dell'Asur perché la situazione così non è accettabile. Se l'azienda sanitaria regionale non è in grado di gestire la situazione con del personale, che ci mandino dei medici militari e i dispositivi di sicurezza. Chiedo risposte quindi anche al capo della protezione civile". L'emergenza Coronavirus va a sommarsi a quella del sisma. Cingoli aveva, ed ha tuttora, molte questioni irrisolte o in itinere e quindi le preoccupazioni per Vittori ora si sono sommate e sono aumentate: "Sono preoccupato soprattutto perché questa crisi coinvolge delle persone che sono come dei miei nonni se vogliamo. Sono le persone più fragili e dobbiamo proteggerle e dar loro le cure che meritano. Sono anche pieno di energia per affrontare questa crisi, fa parte del ruolo che ricopro, che mi viene dalla vicinanza che ricevo da parte dei miei concittadini".

g.g.
Dopo l'ordinanza regionale anche i Comuni corrono ai ripari. A San Severino, l'invito dell’azienda pubblica dei servizi alla persona è di limitare le visite agli anziani ospiti della Casa di riposo “Lazzarelli” di San Severino Marche. La direzione, nei giorni scorsi, aveva già affisso cartelli che vietano invece categoricamente l’ingresso a tutti i soggetti che siano stati in visita, nelle ultime settimane, nelle zone più a rischio Covid-19.

“Abbiamo alzato il livello di guardia in una struttura che ospita soggetti anziani e fragili, i più colpiti da questa emergenza - sottolinea la presidente della struttura, Teresa Traversa -  Ai familiari dei nostri ospiti abbiamo chiesto di limitare un po’ le visite trovando subito grande comprensione visto il momento che tutti stiamo vivendo. Le nostre limitazioni e i nostri inviti sono un po’ più decisi per le persone che vengono da fuori e che non hanno magari un legame diretto con i nostri ospiti, è il caso di amici o conoscenti. A loro chiediamo proprio di evitare prudenzialmente l’ingresso in struttura fino a data da destinarsi. All’interno, comunque, le attività per i nostri ospiti si svolgono con la più assoluta normalità e senza disagi o disservizi di sorta”.

Intanto, nei vari piani del grande stabile che accoglie in tutto una novantina di persone, sono stati sistemati appositi dispenser in gel per la pulizia delle mani mentre i carrelli del personale di servizio e delle pulizie sono stati tutti dotati di specifici disinfettanti per superfici.

Anche ai fornitori esterni è stato raccomandato un percorso per evitare il contatto diretto con gli ospiti e con gran parte del personale che è stato invitato ad applicare le misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria e invitato, qualora si ravvisino i primi sintomi di tosse o raffreddore, a restare a casa.

Il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, tramite la presidenza e la direzione della struttura ha fatto sentire la vicinanza delle istituzioni agli ospiti della Casa di riposo in queste stesse ore cercando di tranquillizzarli.

GS

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