Via libera al suicidio assistito per "Mario" (nome di fantasia per tutelare la privacy del paziente, ndr), il quarantatreenne pesarese paralizzato dal collo in giù a seguito di un incidente stradale avvenuto undici anni fa. Lo ha stabilito nella giornata di ieri il Comitato etico delle Marche, chiamato a deliberare sull’esistenza delle condizioni sancite dalla Corte Costituzionale per farne richiesta.

Una battaglia, quella dell’ex autotrasportatore, che va avanti dall’agosto del 2020, quando partì la richiesta all’Asur per verificare se le sue condizioni fossero in linea con la legge. Due diffide e un esposto in procura all’Asur più tardi (l’azienda sanitaria regionale aveva negato la richiesta, ndr) è arrivato il parere favorevole del tribunale di Ancona, che ha imposto la verifica dei requisiti dopo averla, inizialmente e in linea con l’Asur, respinta. Siamo al giugno di quest’anno, poi le ultime, culminate con il parere del Comitato.

La discussione è arrivata anche sui banchi della Chiesa, che in giornata ha diramato un comunicato dalle diverse diocesi regionali. I vescovi, congiuntamente, hanno parlato di vicinanza e preghiera “per chi è nella sofferenza di ogni malattia o sta affrontando situazioni di dolore e di sofferenza – si legge nella loro nota –. Ci rammarichiamo che ci sia chi nella sofferenza ritiene di rinunciare alla vita, scelta che non possiamo mai condividere. Vi esortiamo a non perdere mai la speranza anche nella malattia e nei momenti più dolorosi, ricorrendo a tutti i mezzi che la medicina mette a disposizione per lenire il dolore. Riteniamo che la scelta di darsi la morte non sia mai giustificabile e che compito di solidarietà sociale sia creare le condizioni affinché questo non avvenga mai, senza lasciare nessuno nella solitudine della sua malattia. La vita è un bene ricevuto che va sempre difeso e tutelato”.

l.c.
Ha fatto tappa a San Severino la campagna di ascolto avviata dall’assessore regionale alla sanità, Filippo Saltamartini, propedeutica alla stesura della bozza del nuovo piano sanitario. Con lui, anche il vicepresidente del consiglio regionale, Gianluca Pasqui e i consiglieri regionali Elena Leonardi e Renzo Marinelli. Presenti anche il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, l’arcivescovo della diocesi di Camerino-San Severino, Francesco Massara insieme ad altri sindaci, associazioni e comitati.

Prima di comunicare alcune importanti novità per la struttura del Bartolomeo Eustachio, Saltamartini ha fatto il punto della situazione per ciò che concerne i servizi offerti dal nosocomio. “A San Severino - ha ricordato - ci sono 78 posti letto ripartiti tra medicina generale, lungodegenza e chirurgia generale. Poi ci sono alcuni reparti specialistici, come l’oculistica che copre anche Macerata e Civitanova. La notizia positiva che vi comunico oggi è che attualmente ci sono 4 medici e sta partendo un avviso per assumerne altri due. Un altro reparto importante è l’oncologia. La dottoressa Ferretti ha in arretrato 294 giorni di ferie che deve sfruttare e andrà in pensione il 1 maggio 2022. La sua missione non può essere allungata ma abbiamo assunto in tutta la Regione 15 oncologi e lei, quindi, sarà sostituita. Inoltre, per aumentare il servizio, sono state avviate trattative per portare a San Severino l’istituto oncologico”.

Saltamartini ha anche ricordato l’Hospice e i vari servizi ambulatoriali ponendo infine l’accento sull’emergenza relativa alla carenza dei medici di base. Problema ancora più accentuato nelle aree interne, ecco perché c’è già una proposta di legge regionale firmata da Pasqui che dovrà essere discussa in commissione sanità, per prevedere dei benefit relativamente ai servizi, da dedicare ai medici che da fuori vengono nel territorio dell’entroterra a svolgere la propria professione.

È intervenuto anche monsignor Massara ricordando che “la ricostruzione fisica dopo il sisma va accompagnata da una ricostruzione sociale. Sono confortanti le notizie che ha portato l’assessore e sono assolutamente d’accordo con l’idea di trovare incentivi per attrarre nuovi professionisti. È importante che negli ospedali si offrano prestazioni di base, ma devono esserci anche delle specialistiche che possano diventare di attrazione per la regione e non solo. Maggiori servizi significa maggiori opportunità per questo territorio”.

Gaia Gennaretti
"Che tipo di ricostruzione vogliamo fare? Dove vogliamo andare? Vogliamo fare solo una ricostruzione strutturale, o vogliamo ricostruire il terrritorio nella sua interezza?" Questi gli interrogativi che hanno introdotto l'intervento di Mons. Francesco Massara a conclusione del convegno nazionale Anci di ieri a Camerino, occasione di un bilancio tra i 130 sindaci del cratere sulle cose che funzionano e sugli ostacoli che ancora si frappongono alla partenza spedita della ricostruzione.

"Non basta ricostruire solo le case - è tornato a ripetere l'Arcivescovo Massara -. Se la ricostruzione strutturale non viene accompagnata da un sostegno alle attività produttive e da una ricostruzione del tessuto sociale rischiamo di vederne il fallimento. Avremo solo case e chiese vuote che nessuno vivrà. E questi aspetti debbono pertanto essere portati avanti insieme - ha sollecitato -, altrimenti rischiamo di curare un unico aspetto della ricostruzione e questo territorio intanto rischia di morire. La verità è che ogni giorno la nostra gente non ne può più. Non ne può più di aspettare. Il Commissario Legnini ci ha dato sicuramente gli strumenti per poter vedere finalmente la ricostruzione ma io - ha evidenziato Massara - credo che sia già ingolfata in partenza. Il Commissario più di fornirci tutte le ordinanze che vogliamo, altro non può fare, ma poi ci ritroviamo a fare i conti con i progettisti che non fanno i progetti, la Sovrintendenza che non ci dà le risposte, l'USR sommerso di pratiche, le ditte che non si trovano, il caro prezzi dei materiali e le macerie che non si sa dove portare. Ed è così che tutta una serie di problematiche e tutte le ordinanze che il Commissario ha fatto finiscono nel collo di un imbuto". 

Parole realistiche quelle del presule, quotidianamente a contatto con i tanti Comuni dell'arcidiocesi e con una moltitudine di persone alle prese con una situazione di sofferenza che si protrae purtoppo da 5 anni. Da qui la proposta di una cabina di regia che coordini il tutto, perchè "procedere per risoluzione di problemi di settore, non approderebbe ai risultati sperati. Risolveremmo altrimenti un solo problema, ingolfandoci su tutto il resto e non riuscendo a dare quelle risposte che ognuno di noi deve dare, perchè la storia la facciamo noi tutti insieme".

Incisiva la chiusura, nel puntualizzare che "la prima ricostruzione è quella sociale - ha detto Massara -. I dati assolutamente negativi di 24 suicidi in 4 anni e dell'aumento esponenziale nel consumo di farmaci ansiolitici parlano da soli. Ognuno di noi è responsabile anche del nostro futuro. Questo non è un territorio spettrale ma i nostri ragazzi hanno necessità di vedere riconosciuto il diritto ad avere una prospettiva in queste zone. Ai sindaci, che ringrazio per il loro lavoro prezioso, insieme alle infrastrutture e ai servizi, chiedo di fare dei centri di aggregazione perchè i nostri ragazzi hanno bisogno di punti d'incontro. La ricostruzione la facciamo ricostruendo la persona".

Carla Campetella
Sotto il sole caldo di fine giugno, piazza Cavour di Camerino ha abbracciato 250 motociclette con oltre 400 motociclisti in partenza per la seconda edizione della “Mille Curve Camerino – Ascoli Piceno”.

Rombo di motori ed occhi alzati per vedere le ferite del sisma: “Quello che abbiamo visto i primi tempi solo in tv – commentano alcuni partecipanti arrivati da tutta Italia – ora lo vediamo di persona e ci rendiamo conto di quanto tempo sia passato”.

Poi c’è chi nota la gru spuntare dietro al palazzo arcivescovile e, rispetto allo scorso anno, quando la città ducale è stata punto di arrivo della gara partita da Urbino, si rincuora e si sente di evidenziare come la speranza di un futuro di rinascita non debba spegnersi.

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Ma a ricordare che la speranza, in questi posti, è considerata il motore della ripartenza, è soprattutto l’arcivescovo Francesco Massara che, sotto gli occhi stupiti dei partecipanti e gli applausi di chi comprende che la fede debba essere concretamente tra la gente, dopo la benedizione delle moto e dei partecipanti, è salito in sella alla due ruote del sindaco Sandro Sborgia ed insieme a lui parteciperà alla gara.

Un viaggio attraverso il cratere che si snoderà nell'Appennino tra le Marche e l’Abruzzo per arrivare ad Ascoli Piceno, la città delle cento torri.

“È un modo per incontrare tanti motociclisti – dice Francesco Massara ai microfoni di Radio C1…inBlu - perché in fondo la vita è anche una corsa in moto. È un modo per trascorrere del tempo con gli amanti delle due ruote e fare qualcosa di diverso che, solitamente, un vescovo non fa”.



L’arcivescovo ha fatto, con i partecipanti, la preghiera del motociclista ed ha donato ad ognuno di loro un Tau, simbolo francescano di questa terra.

“Sarà un viaggio bellissimo – commenta il sindaco Sandro Sborgia - , una manifestazione bella ed emozionante. Questa gara riempie la città di vita, rumori, colori e permette a tanti amanti del viaggio di conoscere la nostra terra. Obiettivo – ammette sorridendo – è arrivare al traguardo”.

I partecipanti sono arrivati a Camerino ieri pomeriggio ed hanno alloggiato nelle strutture della zona, dimostrando come la manifestazione sia anche un segnale importante anche a livello economico per il territorio.

Dopo la partenza saranno chiamati a ritrovarsi, in orari prestabiliti, in diverse tappe prima di quella finale ad Ascoli. Ognuno è libero di scegliere il percorso da seguire, l’importante è essere presenti ad ogni fermata: chi realizza in tempo il percorso con più curve otterrà un maggior numero di voti.

GS

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“Una festa di unità e di pace. Questa tradizionale cerimonia assume oggi un rinnovato significato: Camerino è ancora qui, è ancora viva e lo sarà per sempre”. Con queste parole il sindaco di Camerino, Sandro Sborgia, ha concluso il discorso di apertura dei riti in onore di San Venanzio. Nelle vesti del Podestà di Camerino, Sborgia ha celebrato il primo atto delle feste in onore del Patrono della città, l’Offerta dei Ceri.

La Corsa alla Spada e il Palio sono tra le prime rievocazioni storiche del centro Italia a ripartire dopo il Covid nel 2021 e, in occasione della loro apertura, è intervenuto anche l’arcivescovo Francesco Massara: “L'omaggio della Consegna dei Ceri, nella vigilia della festa del nostro Santo Patrono Venanzio, è da sempre un momento suggestivo e molto importante per la nostra comunità di Camerino, perché apre ufficialmente i giorni di festa – ha detto l'arcivescovo –. Anche quest'anno, a motivo del perdurare della situazione pandemica, vivremo il solenne rito senza il consueto e vivace folclore, ma conservando ugualmente il suo profondo valore evocativo. Così forse, riducendo all'essenziale l'evento esteriore, potremo maggiormente godere del suo aspetto più intimo e autentico”. Nella piazza della basilica di San Venanzio, lunedì sera, i trenta atleti che parteciperanno alla Corsa hanno quindi acceso il tradizionale “focaraccio”.

Tradizione, ma anche innovazione: quest’anno l’associazione della Corsa, presieduta da Stefania Scuri, ha promosso il corto “Un nuovo sole”, che racconta il ruolo di Elisabetta Malatesta nel ritorno della Signoria dei Da Varano a Camerino. Nella serata di ieri invece un webinar sugli esordi della rievocazione storica, nata 40 anni fa, insieme ai “fondatori”. Angelo Raponi, firmatario dell'atto costitutivo del Comitato, ha commentato: “Vorremmo trarre motivo di stimolo e di rivitalizzazione della nostra città e che i camerinesi finalmente si svegliassero un po' dal torpore, soprattutto nelle manifestazioni esterne, che rivivessero un po' il senso comunitario e fossero stimolati da questo avvenimento”.

l.c.
Il Pomarancio è tornato a casa. Dopo 210 anni, il capolavoro del pittore Cristoforo Roncalli ,“La Beata Vergine Maria col Bambino e i Santi Rocco e Severino”, orna di nuovo, da oggi, la chiesa di San Rocco a San Severino, luogo che l’aveva ospitato fino al 1811.

Fu durante i lavori di ristrutturazione della chiesa, dopo il terremoto del 1997, che Giampiero Calcaterra, architetto di Tolentino, venne a conoscenza dell’opera. La cornice originale era ancora a San Severino, mentre la tela era finita a Osnago, nel milanese. In molti hanno lavorato a questo ritorno, che oggi è diventato realtà. Un percorso voluto dal Comune, insieme all’Arcidiocesi, alla Soprintendenza delle Marche e alla Pinacoteca di Brera che si chiude dopo quasi 25 anni.

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All’arrivo della tela, riconsegnata dalla Pinacoteca di Brera, moltissime autorità, tra cui anche l’Arcivescovo Francesco Massara e il Cardinale Edoardo Menichelli. Il sindaco della città di San Severino, Rosa Piermattei, ha commentato l’evento con grande soddisfazione, ringraziando tutte le parti che hanno contribuito al ritorno dell'opera: “Il Comune, insieme all’Arcidiocesi, alla Soprintendenza delle Marche e alla Pinacoteca di Brera, ha lavorato per anni permettendo così che si realizzasse il sogno di riavere la tela nel luogo che originariamente la ospitava: si riempie un vuoto che sentivamo dal lontano 1811, da quando le truppe napoleoniche privarono la nostra comunità di questo capolavoro di inestimabile valore. Una vera meraviglia dell’arte torna in città per arricchire il nostro patrimonio artistico e culturale. Vorrei ringraziare il dottor Giuseppe Moretti, l’architetto Giampiero Calcaterra e tutti coloro abbiano contribuito a far sì che la tela tornasse a casa”.

l.c.
Continua ad essere il fulcro della sinergia tra territori l'arcivescovo Francesco Massara che ha messo in contatto l'Ordine di Malta con la casa di riposo di Camerino per la donazione dei farmaci raccolti grazie ad una iniziativa di beneficenza.

Questa mattina, in diocesi, è avvenuta la consegna a cui hanno partecipato, oltre a Massara, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia, il cappellano dell'Ordine di Malta Marche Nord don Andrea Simone ed il presidente della casa di riposo Sante Elisei.

"Abbiamo voluto fare una raccolta in tutte le Marche del Nord - dice don Andrea Simone - e abbiamo voluto donare il raccolto ad alcuni vescovi locali. A Camerino, l'arcivescovo ci ha indicato la casa di riposo della città ducale che beneficerà di questa raccolta dal valore di 5mila euro di farmaci.
L'Ordine è ospedaliero e da quasi mille anni ha sempre sostenuto i malati: dai pellegrini ricoverati a Gerulasemme fino alle emergenze di questo periodo. Consegnare farmaci rispecchia la nostra vocazione di ospedalieri a sostegno dei poveri e degli utilimi, tutto sotto lo spirito cristiano".

Un gesto accolto con gratitudine da parte del presidente della casa di riposo, Sante Elisei: "Questo è stato un anno difficile, - spiega - abbiamo dovuto lottare per proteggere i nostri ospiti, abbiamo sofferto il distacco dai parenti, abbiamo dovuto chiudere le visite, ma abbiamo ricevuto forza da questi gesti di generosità che ci danno la forza per insistere, andare avanti e tenere duro".

Gli fa eco il primo cittadino Sandro Sborgia: "Una bella sinergia - dice - , un segnale forte di collaborazione e di integrazione tra le varie realtà del territorio. Sono iniziative che vanno nella direzione di aiuto a chi è più fragile. Il fatto di aver recuperato questi farmaci, che spesso hanno un costo elevato e vengono devoluti a chi ne ha bisogno, contribuisce a fare una persona migliore ognuno di noi. Sono gesti significativi che non costano molto, solo un po' di attenzione e solidarietà".

"Un bel gesto per Natale - la riflessione dell'arcivescovo Francesco Massara - verso gli anziani ospiti della casa di riposo. Ogni gesto di solidarietà è un momento di comunione tra territori. Il mio ringrazio va all'Ordine di Malta e a tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta.

GS


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Il sisma prima e il Covid ora rischiano di essere la causa di nuove forme di povertà: per questo il coordinatore degli Ambiti Sociali Territoriali 16, 17 e 18, Valerio Valeriani, i Presidenti delle Unioni Montane dei Monti Azzurri, Giampiero Feliciotti, e Potenza Esino Musone, Matteo Cicconi, e l’Arcivescovo Francesco Massara si sono incontrati in mattinata con i rappresentanti delle Caritas territoriali, dando vita a un tavolo che sappia condividere e concordare misure di contrasto a un problema che è già realtà.

I dati del 54° Rapporto annuale del Censis, uniti alle evidenze emerse nei tre Ambiti Sociali, impongono una stretta collaborazione tra istituzioni per garantire interventi che sappiano salvaguardare situazioni di vulnerabilità e che sappiano scongiurare il rischio di esclusione sociale delle fasce più deboli della popolazione.

I servizi sociali dei tre Ambiti hanno condiviso la metodologia sperimentata nel Tavolo della Povertà e nell’Emporio Solidale come modello di intervento virtuoso di coinvolgimento ed empowerment delle persone e delle famiglie vulnerabili per promuovere la piena condivisione dei progetti di sostegno e inserimento sociale.

Incrociare le informazioni: questo è stato l’imperativo condiviso da tutti i partecipanti all’incontro. Monitorare le condizioni più a rischio e prevenire gli effetti della doppia emergenza sia sul piano economico che sociale. Rafforzare l’offerta di opportunità di reinserimento sociale e lavorativo sia attraverso gli strumenti dei tre Ambiti Sociali sia attraverso quelli forniti dalle Caritas territoriali.

Un appuntamento che potrà diventare una costante occasione di confronto e collaborazione, anche alla luce della progettazione attiva nell’Ufficio Interambito “Europa”, che mira a realizzare una sempre più stretta e proficua collaborazione tra i tre Ambiti Sociali e i soggetti pubblici, privati e del terzo tettore attivi nel territorio.

Red.

Ricostruzione non significa soltanto recuperare i luoghi distrutti dal sisma, ma anche saper trovare nuove strade. È quello che è successo a Frontignano: dopo essere rimasto senza una chiesa, il comune di Ussita ha scoperto una piccola chiesa che per anni era stata rifugio per i pastori. Dopo un sopralluogo del’Arcivescovo Massara, che ha fatto luce sulle origine di quella costruzione tra gli alberi, il Comune ha deciso di restituirla alla comunità. La sindaca Silvia Bernardini ne ha parlato ai microfoni di Radio C1 inBlu: “Il terremoto ci ha portato via quasi tutto, ma ci ha fatto scoprire delle cose nuove, che possono diventare simboli per il nostro territorio e restituirci un po’ di normalità. L’Arcivescovo Massara ci ha aiutato in questo e ha aderito al nostro progetto di riqualificare questa chiesetta in un posto davvero stupendo in mezzo al verde. La Curia investirà in quello che potrà essere un simbolo per la nostra comunità: sarebbe la prima chiesa a essere ricostruita qui e diventerebbe il nostro luogo di culto insieme alla struttura che ci è stata donata da Papa Francesco. Io credo che sia importante al netto della nostra fede: per noi ussitani significa ricominciare dal poco che ci è rimasto”.

Red.
Terminerà a breve il suo incarico Iolanda Rolli che dal 23 luglio 2018 era stata nominata Prefetto della provincia di Macerata, permanendo nell'incarico di Commissario straordinario di Governo per l'area del comune di Manfredonia.
La Rolli, infatti, nata a Roma e laureata in Giurisprudenza all'Università La Sapienza della capitale, sarà trasferita a Reggio Emilia.
Commentando la notizia del suo trasferimento l'arcivescovo Francesco Massara dice: "La ringrazio a nome dell'intera diocesi per l'impegno profuso negli ultimi due anni in favore dell'intero territorio. Ha dimostrato attenzione e competenza, soprattutto in una zona gravemente colpita dal sisma. A lei facciamo i migliori auguri per il nuovo compito che la attende. Rimarrà per sempre nei nostri cuori".

GS
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