Una intera comunità vicina ai lavoratori della ex Jp di Fabriano, oggi Indelfab, per i quali la proprietà ha annunciato che entro metà dicembre licenzierà in massa i suoi lavoratori, se non interverranno nuove positive notizie.

Dopo l'intervento dell'arcivescovo Massara, ora anche una nota da parte della Consulta delle Aggregazioni laicali della diocesi di Fabriano-Matelica che esordisce con le parole di Papa francesco: “….per uscire migliori da questa crisi, dobbiamo farlo insieme….Dobbiamo farlo insieme, tutti quanti, nella solidarietà” .

"Come Consulta del laicato cattolico - scrivono - ci sentiamo fortemente solidali con i lavoratori della Indelfab di Fabriano (ex JP Industries) in estrema difficoltà.

Vogliamo chiedere a tutti coloro che possono cambiare questa situazione di trovare una soluzione duratura a questa crisi, facendo leva sulla responsabilità politica e sociale e sull’etica d’impresa.

Tra le cause della crisi - aggiungono - vi sarebbero l’irrigidimento del sistema bancario nell’erogazione dei fondi, la contrazione del mercato degli elettrodomestici e il congelamento degli ordini, causa pandemia da Coronavirus.

Da parte delle istituzioni ci si aspetta allora di esplorare tutti i percorsi possibili e praticabili, rispettosi dei diritti del lavoro e della dignità umana, che sono scritti nel cuore dell’uomo ma anche nella nostra Carta Costituzionale.

Il lavoro è un diritto e un dovere riconosciuto dalla nostra Costituzione. 

Si tratta dunque di rispettare la dignità dei lavoratori e di tener conto del contenuto etico dell’occupazione, che non può mai essere sostituito da sussidi temporanei i quali, sebbene necessari, non favoriscono il pieno sviluppo della persona umana.

Gli imprenditori devono poter continuare ad essere aiutati dallo Stato e dall’Europa, quei soggetti economici innovativi che per loro natura assumono dei rischi. Essi, attraverso le loro capacità, come lo spirito di iniziativa ed il coraggio, possono far sì che l’impresa incida in maniera significativa sullo sviluppo economico e sociale di un determinato territorio.

L’impresa non è soltanto un capitale in grado di produrre un profitto, dei macchinari che danno lavoro a delle persone o un servizio di beni ai consumatori, è soprattutto una comunità di persone".

L'appello della Consulta, dunque, è a tutti gli 'uomini di buona volontà': "E’ auspicabile - concludono - che, in questo nostro territorio, coloro che hanno risorse e capacità imprenditoriali e sono dotati di spirito di solidarietà e buona volontà collaborino insieme per improntare nuove attività lavorative, che siano in grado di far risorgere un distretto industriale ed una città che sarebbero altrimenti destinati ad una lenta ma continua decrescita infelice".

GS

 


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