“Se non dovessero istituire la quarta classe, ci rivolgeremo al Tar Marche”, dichiarano dall'Associazione di volontariato La Scuola Siamo Noi costituita da genitori di studenti frequentanti l'Istituto comprensivo Marco Polo di Fabriano, attiva nel territorio dal 2013 e fautrice di supporto alle attività scolastiche.

Sono 75 le iscrizioni alla Media, ma solo tre classi autorizzate dal Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regione Marche Marco Ugo Filisetti, nonostante la dirigente scolastica, Aurelia Brita, ne avesse fatto partire la richiesta per 4. “Così facendo avremo 25 alunni suddivisi in tre sezioni, a nostro giudizio delle vere e proprie classi pollaio non tenendo in conto i bisogni di apprendimento degli alunni, le situazioni di disabilità e la peculiare situazione del territorio del Comune di Fabriano. Le tre classi autorizzatenon permetteranno una didattica sicura anche a seguito delle precauzioni Covid-19 che saranno approntate. Non si tiene conto, dei bambini diversamente abili e delle loro esigenze, difficili da seguire in classi così composte e ciò in aperta violazione dell'art. 5 del DPR 81/2009”, visto che sono due i bambini, suddivisi in altrettante classi, che avranno bisogno di un insegnamento di sostegno.

I genitori sono pronti a rivolgersi al Tar Marche. “Ci faremo portavoce, nelle sedi opportune e con i supporti giuridici necessari, affinché tale scelta scellerata venga riconsiderata, avendo allo scopo già incaricato uno studio legale affinché predisponga gli atti necessari per l'impugnazione del provvedimento dell'Ufficio Scolastico Regionale. Verranno esaminate tutte le possibilità legislative possibili. Facciamo appello a tutte le famiglie interessate e a coloro che hanno a cuore l'istituzione scolastica, il nostro territorio così già tanto martoriato e il diritto degli studenti con disabilità di essere prossimi anche con raccolta fondi a supporto spese che l'Associazione dovrà sostenere per il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale i cui termini sono stringenti. Auspichiamo che l'Ufficio Regionale e il Ministero per l'Istruzione sapranno riconsiderare le determinazioni assunte”, concludono.

Anche il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, si è attivato inviando una nota Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale Marche Marco Ugo Filisetti. “L’indicazione della possibilità di attivazione di sole 3 prime classi significa dover mettere insieme 30 studenti in due classi oppure rinunciare al tempo pieno mettendo in difficoltà non solo la Dirigente, ma soprattutto le famiglie che hanno optato per una scelta consci degli impegni e delle esigenze dell’organizzazione familiare”. Ben 16 famiglie, infatti, avevano optato per la possibilità del tempo prolungato con fine delle lezioni il venerdì alle 14. Possibilità, ora, a rischio.

“In un momento così delicato ragionare solo sui freddi numeri e tenendo in considerazione solo i costi è assolutamente sbagliato. La Regione deve collaborare con i Dirigenti e i comuni che stanno lavorando con grosse difficoltà per garantire la massima sicurezza nelle scuole in vista della riapertura di settembre. Deve soprattutto comprendere – conclude Santarelli - le esigenze delle famiglie che scelgono il tempo prolungato per necessità”.

GS



Presunti tagli di docenti e sovraffollamento delle classi per l’anno scolastico 2020/ 2021. L’Ufficio scolastico regionale delle Marche risponde alle polemiche delle ultime settimane riferite ad  alcuni articoli riportati dalla stampa nei giorni scorsi e, in particolare alle dichiarazioni rilasciate da alcuni esponenti sindacali.
Nella nota  viene precisato che
il Ministero dell’Istruzione ogni anno assegna agli Uffici Scolastici Regionali, e tra questi a quello per le Marche, un determinato numero di posti docente in ragione dell’andamento del numero degli studenti, sulla base del quale gli stessi USR istituiscono le classi secondo i criteri disposti dalle norme dello Stato.

Per l’anno scolastico 2020/21-
spiega la direzione dell'UsR-  nelle Marche si registra una riduzione complessiva di circa 4.000 alunni iscritti (dall’infanzia alla secondaria di II grado, compresa la previsione di circa 1.200 alunni iscritti per i cosi serali) rispetto ai 208.330 alunni frequentanti nell’anno in corso. Ciononostante per il prossimo anno il numero dei docenti assegnato alla Marche dal Ministero è rimasto pressoché invariato rispetto allo scorso anno (17.219 docenti rispetto ai 17.260 attuali). Pertanto nelle Marche si registra un incremento del numero dei docenti rispetto agli alunni e non un taglio, come riportato dalla stampa sulla base di quanto riferito dai citati rappresentanti sindacali.

Grazie a tale disponibilità il direttore generale dell’USR con decreto n. 530 del 29 maggio scorso, ha provveduto ad istituire per il prossimo anno scolastico un numero di classi (10.005) sostanzialmente uguale rispetto allo scorso anno (10.053), nonostante la consistente diminuzione di alunni, con conseguente riduzione del numero medio di alunni per classe. Le classi sono state istituite secondo le obbligatorie prescrizioni disposte dalla norma dello Stato (DPR 81/2009), mentre non è noto l’algoritmo genericamente citato negli articoli di stampa, che sarebbe stato utilizzato per la definizione delle classi.  

Nel decreto, pubblicato e consultabile sul sito web dell’USR, sono riportati il numero di alunni e classi per ciascun anno di corso e per ciascuna sede scolastica, suddivisi per infanzia, primaria e secondarie di I e II grado e, per queste ultime, per ciascuna tipologia (professionale, tecnico, liceale) ed indirizzo (classico, scientifico, artistico, etc.). Dall’analisi dello stesso decreto si riscontra che la media di alunni per classe è di circa 20, pari alla media nazionale. Tra le oltre 10.000 classi istituite non risultano classi con un numero di alunni in eccesso rispetto a quanto stabilito dagli ordinamenti e quindi sovraffollate e tantomeno con numero di alunni pari o superiore a 30.

I rappresentanti sindacali citati- continua la nota dell'Uffcio Stampa- con le loro affermazioni hanno probabilmente fatto erroneamente riferimento, nonostante gli incontri informativi del 3 e 15 aprile e del 22 maggio avuti con l’USR, non agli alunni iscritti, ma alle domande di iscrizione che in specifici casi possono essere maggiori rispetto alla disponibilità di posti definiti dalla programmazione dell’offerta formativa, articolata nei relativi piani di ciascuna scuola. Questi sono infatti predisposti, come previsto dalla L.107/2015, prima dell’apertura delle iscrizioni, in ragione dei bisogni formativi espressi dal contesto locale e nel limite delle risorse disponibili e non in ragione delle domande di iscrizione che si presume di ricevere.
L’ alunno e la famiglia orientano la propria domanda di iscrizione, declinata in più opzioni, attesa l’offerta formativa di ciascuna scuola ed in considerazione della vocazione dello stesso alunno. Può pertanto essere che la prima opzione sia espressa in un numero maggiore rispetto all’offerta specifica della singola scuola, fermo restando che la complessiva offerta proposta dalla stessa scuola, unitamente alle altre di pari grado, garantisce a tutti il diritto allo studio.


Naturalmente- conclude il comunicato dell'Usr-  sono assolutamente legittimi gli auspici espressi da taluni rappresentanti politici volti ad incrementare gli standard dell’offerta formativa, ma, ovviamente, tali auspicii debbono essere accompagnati dal contestuale incremento delle risorse necessarie a concretizzarli, attraverso l’adozione delle relative norme (con indicazione ai cittadini delle modalità per la loro copertura) da parte dei competenti organi a cui appartengono i medesimi rappresentanti politici. Norme alle quali poi gli Uffici obbligatoriamente si attengono nell’esercizio delle proprie funzioni “per il pubblico bene”, secondo il dettato costituzionale: “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione”.


c.c.
Le Segreterie Regionali dei sindacati della scuola, consapevoli dell’emergenza sanitaria COVID-19 che coinvolge il Paese, sono impegnate a dare supporto a tutto il personale scolastico di ogni ordine e grado, anche allo scopo di favorire il ritorno alla normale frequenza degli studenti nelle classi. A tal fine non manca neppure una forte critica rivolta all?Ufficio Scolastico Regionale attraverso una nota ufficiale congiunta.
“Non possiamo tacere i diversi casi, ripetutamente segnalati, di estemporanee convocazioni di collegi docenti, di riunioni di staff, incontri di formazione in presenza, collegiali e collettivi in genere, in quanto non rispondono alle norme generali di attenzione e di prevenzione contenute nel D.P.C.M. dell’1 marzo 2020 e nell’Ordinanza del Presidente della Giunta regionale delle Marche n. 3 del 3 marzo 2020  né contribuiscono a una corretta prevenzione della diffusione del contagio.  In questa situazione di emergenza, in cui stiamo sperimentando quotidianamente, eventi imprevisti e imprevedibili, sottolineiamo come tutto il personale scolastico, ognuno per quanto di sua competenza, sia impegnato a  garantire costantemente l’organizzazione e l’ordinario funzionamento generale e amministrativo della scuola e ad assicurare occasioni e possibilità di apprendimento e di studio ai propri alunni, anche con strumentazioni non sempre adeguate rispetto alle necessità.
 
Per tali motivi le Segreterie regionali FLC-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal speravano che l’Ufficio scolastico Regionale diramasse indicazioni o linee guida per agevolare il compito delle scuole e dei Dirigenti Scolastici onde evitare disagi organizzativi e gestionali e contribuire a realizzare, come previsto dalle ordinanze citate, una compiuta azione di prevenzione e di contenimento. Ciò non è avvenuto e per questo si è stati costretti ad inviare una segnalazione ai Prefetti e al Gores della Regione Marche. In un momento come questo pensiamo sia necessario che l’ Amministrazione e le parti sociali dialoghino e trovino soluzioni condivise per salvaguardare la funzionalità del sistema senza mettere in pericolo la salute dei cittadini e dei lavoratori.

Malgrado la nostra disponibilità in questa regione ciò non è avvenuto. L’Ufficio Scolastico Regionale nella persona del Direttore Generale, non ha ritenuto opportuno coinvolgere in alcun modo, né tanto meno convocare le scriventi organizzazioni, che dall’inizio della stato di emergenza si sono trovate a dover inviare continue segnalazioni e richieste di chiarimento in merito all’operato dell’Amministrazione. Le risposte, se ci sono state, sono state tardive, burocratiche e chiuse ad ogni istanza dei lavoratori della scuola, rappresentati dalle organizzazioni sindacati. Pensiamo che per affrontare questa brutta situazione, che sta destabilizzando il nostro paese in termini sanitari, economici e sociali, servano coesione e condivisione. Il nostro agire e le nostre azioni sono e saranno guidate dal senso di responsabilità verso le comunità nelle quali operiamo. Speriamo prevalga il buon senso”.
All'Università di Camerino, conclusa con grande successo e con la partecipazione di oltre 150 tra studenti  e docenti anche da fuori regione, la seconda edizione del convegno Comunicare la Matematica.  Promosso dalla sezione di Matematica della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam . l'evento  si è svolto nell'arco di tre giornate caratterizzate da convegni, seminari, spettacoli, laboratori, che hanno rappresentato una importante occasione per discutere su come comunicare al meglio la matematica ad un pubblico più ampio possibile e con l’obiettivo di avvicinare i giovani alle scienze  e stimolarli a scoprire tutto il bello della ricerca scientifica.
ComunicaMat

Passo importante della giornata dii apertura,  la firma del protocollo d'intesa tra  il Rettore Unicam Claudio Pettinari ed il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Marco Ugo Filisetti.
L'accordo siglato è rivolto a tutte le scuole superiori con l’obiettivo di sviluppare le competenze matematiche promuovendo  una innovazione nella sua didattica e in quella delle discipline affini; all’interno del protocollo, particolare attenzione è dedicata al Liceo Matematico, progetto promosso da Unicam e che coinvolge cinque licei scientifici delle Marche.
Firma Protocollo Unicam usr


“Troppo spesso la matematica – sottolinea la prof.ssa Sonia L’Innocente, docente della sezione di Matematica e coordinatrice del progetto – è vista come una disciplina arida, fredda, a enorme distanza dalla vita quotidiana, nonché quasi contrapposta forzatamente ad altri domini della cultura, quali il mondo umanistico. Questo atteggiamento, oltre che sbagliato, è pericoloso: in un'epoca in cui l'innovazione, il progresso tecnologico e in definitiva il benessere di una società dipendono in modo decisivo dalla cultura matematica che tale società sa esprimere, quindi un’idea non corretta indebolirebbe questo sistema conoscenza, ragionamento, innovazione, progresso, società.

Il protocollo con l’Ufficio Scolastico Regionale, che in Italia vede solo altri due esempi, avviati dall’Università di Torino con l’Ufficio Scolastico del Piemonte e le tre Università romane con l’Ufficio Scolastico del Lazio, consentirà di promuovere in modo unitario e compatto attività per lo sviluppo delle competenze matematiche degli studenti inseriti nel sistema d’istruzione della Regione Marche, in particolare la promozione di interventi formativi rivolti ai docenti di matematica delle scuole del primo e secondo ciclo della Regione. L’Ateneo camerte metterà a disposizione le proprie risorse professionali mentre l’Ufficio Scolastico regionale predisporrà un piano di formazione per i docenti di matematica e discipline affini.

Per la progettazione e la realizzazione di tutte le iniziative e delle attività formative sarà costituito un apposito gruppo di lavoro Unicam-Usr, con il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche aderenti al progetto.
cc
Nessun motivo di allarme docenti per l’avvio del prossimo anno scolastico. L’Ufficio scolastico regionale per le Marche rassicura le famiglie e gli alunni delle scuole della regione rispetto ai dati circolati che vedevano la mancanza di insegnanti nella regione.


“I posti dell’organico di diritto delle Marche attualmente coperti da personale docente di ruolo della scuola sono oltre il 91%, pari a 18.940 su un totale di 20.725 – si legge nella nota dell’ufficio scolastico regionale - .

La rimanente quota, determinata in particolare dal personale, che come tutti gli anni, andrà in pensione a decorrere dal 31 agosto sarà coperta con le nuove nomine a tempo indeterminato, per il numero comunicato dal Ministero, che saranno perfezionate entro agosto, e con gli incarichi di supplenza, che saranno assegnati con le procedure e i tempi previsti dalla norma, sinora rispettati. Il tuttoin modo da assicurare la presenza a scuola, entro l’inizio delle lezioni, di tutto il personale necessario al regolare avvio dell’anno scolastico”.

Poi una precisazione sulla situazione dei dirigenti scolastici: “Dopo che il Consiglio di Stato ha sospeso la sentenza di annullamento del concorso del TAR, nei prossimi giorni si avvierà la procedura di assegnazione delle sedi ai vincitori (80 per le Marche), al termine della quale pressoché tutte le 218 scuole marchigiane normodimensionate disporranno, dal prossimo 1 settembre, di un proprio dirigente scolastico titolare. Per le 19 scuole marchigiane sottodimensionate, che non sono state accorpate per disposizione regionale e quindi non possono per legge avere un proprio dirigente titolare, si provvederà entro l’1 settembre, come di consueto, all’attribuzione di un incarico di reggenza annuale”.

GS

"Si ripristino le classi e si mantengano gli organici del personale docente e Ata". Il sindaco di San Severino Rosa Piermattei fa seguito all'appello lanciato dall'assessore regionale all'istruzione Loretta Bravi e alle richieste rivolte dal primo cittadino al direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Marco Ugo Filisetti.

"Non possiamo - dice Piermattei - ogni anno arrivare a settembre con i dubbi su classi e organici tanto più ora che c’è una norma a tutela delle zone colpite dal sisma”. La questione del sottodimensionamento degli organici e delle classi riguarda sia il comprensivo Tacchi Venturi, dove al momento non è stato accolto il mantenimento della quinta sezione, la primaria Luzio, per la quale è stata chiesta l'attivazione di tre sezioni a tempo pieno ma ne sono state assegnate solo due, e infine l'Itts Divini, per il quale si chiede la sesta sezione come lo scorso anno che però fin ora è stata rifiutata. A farne le spese sarebbero studenti, ai quali in alcuni casi (come per le medie) verrebbe tolta la possibilità di studiare lo spagnolo come seconda lingua straniera, e insegnanti che sarebbero costretti a trasferirsi in altri istituti o che nel peggiore dei casi perderebbero il lavoro.

“A queste richieste - torna a dire - non si può dire di no come non si può dire di no alla richiesta di personale Ata. Nelle zone del sisma poi andrebbero stabilizzati docenti e tecnici perché le situazioni di precariato si vanno ad aggiungere alla precarietà delle scuole. Posso assicurare che il mondo della scuola ha garantito realmente un lavoro straordinario in questo periodo di emergenza sopperendo alla carenza di aule e spazi e rispondendo a doppi turni e criticità legate al sovraffollamento. A due anni dal terremoto però, dobbiamo necessariamente tornare alla normalità e garantire ai nostri studenti le migliori condizioni. Come Amministrazione ci siamo impegnati a ricostruire gli edifici, stiamo per portare a termine il cantiere per la realizzazione di una nuova scuola e ne abbiamo avviati altri altrettanto importanti. Adesso - conlcude - chi deve prendere decisioni lo faccia dando certezze a un territorio, compreso quello settempedano, che non può attendere oltre”.

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