Il TAR delle Marche, con propria sentenza, ha respinto il ricorso proposto dall'Unione Montana dei Monti Azzurri stabilendo che la procedura avviata dal Comune di Sarnano per la copertura di un posto di assistente sociale è legittima.

La vicenda ha avuto origine nel marzo scorso, quando il comune di Sarnano ha approvato gli atti amministrativi con cui si avviava la procedura per la copertura di un posto vacante, nel proprio organico, di un assistente sociale 1 a tempo indeterminato e parziale al 50%. Contro tali atti l'Unione Montana aveva proposto ricorso, affermando che il Comune avesse violato lo Statuto dell’Unione Montana che prevede il conferimento all’Unione della progettazione e gestione dei servizi sociali, nonché della convenzione approvata dal Consiglio Comunale di Sarnano con delibera n. 47/2015, a detta dell'Unione ancora valida ed efficace.

Il tribunale amministrativo ha invece accolto integralmente le motivazioni rese dal Comune di Sarnano, confermando la piena legittimità dell'operato dell'Amministrazione Comunale, che aveva avviato la procedura per la copertura del posto di assistente sociale debitamente dopo che era scaduta la convenzione stipulata con l'Unione Montana nel 2015.


La sentenza del TAR Marche ha, così, messo un punto su una vicenda che ha visto, fatto più unico che raro nell'intero panorama nazionale, una Unione Montana agire giudizialmente contro un suo comune associato.

Un contenzioso che ha rischiato di compromettere i rapporti istituzionali tra le parti e che, con un po' di buon senso, avrebbe potuto sicuramente essere evitato.

f.u.
"E che pensieri immensi, Che dolci sogni mi spirò la vista Di quel lontano mar, quei monti azzurri, Che di qua scopro, e che varcare un giorno Io mi pensava, arcani mondi, arcana Felicità fingendo al viver mio!"

Così Giacomo Leopardi descrisse ne Le Ricordanze la bellezza dei Monti Sibillini definendoli poeticamente  Monti Azzurri, gli stessi che da qualche giorno vengono svelati al grande pubblico  anche dalle immagini di uno spot in una intensa campagna pubblicitaria di quattro settimane sulle reti Mediaset. Un vero e proprio invito dell’Unione Montana Monti Azzurri a visitare e a conoscere le bellezze naturali dei Monti Azzurri e dei suoi borghi veri e propri tesori dei Sibillini.

“La nuova campagna di comunicazione sulle reti Mediaset è un invito rivolto a tutti coloro che vogliono passare momenti unici di relax, nella grande e variegata bellezza  delle nostre montagne e  dei nostri borghi, gioielli di arte e di storia – ha dichiarato il presidente dell’Unione Montana Monti Azzurri Giampiero Feliciotti - rientra tra le iniziative di marketing territoriale studiate e pianificate  dall’Unione per la valorizzazione e la promozione dell’intero  territorio;  è un nostro preciso obiettivo valorizzare i borghi della  rete per proporre un’offerta turistica globale ed integrata ad un ampio pubblico di visitatori e turisti”.

L’Unione Montana Monti Azzurri raduna quindici tra i più belli e suggestivi borghi storici delle Marche che offrono una vera esperienza immersiva tra la natura l’arte la cultura e le eccellenze enogastronomiche e sono: Belforte del Chienti Caldarola, Camporotondo, Cessapalombo, Colmurano, Gualdo, Loro Piceno, Monte San Martino, Penna San Giovanni, Ripe San Ginesio, San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Sarnano, Serrapetrona e Tolentino.

i tre protagonisti dello spot Alessandro Carfagna Martina Mereu Matteo Paletta e 1

In pochi secondi il brand video fa rivivere  le emozioni del magico  tempo sospeso che si assapora in questi territori con le scritte dei borghi più grandi, Sarnano San Ginesio e Tolentino  e le immagini di passeggiate in mountain bike in alta montagna,  con immersioni rigenerative nelle cascate di Sarnano e nelle perle d’arte e di cultura come il  celebre Polittico di Carlo e Vittore Crivelli di Monte San Martino, la più alta testimonianza della pittura del Trecento nelle Marche e i meravigliosi affreschi del Cappellone della Basilica di San Nicola di Tolentino con  il claim che recita “Monti Azzurri infinite emozioni nei borghi storici delle Marche”.

“I nostri borghi le nostre montagne sono una vera sorgente di benessere grazie al potere rigenerativo  della natura, delle  terme e della cultura che offrono al turista un’esperienza  coinvolgente ed unica – ha affermato il sindaco di Sarnano Luca Piergentili -   Con la forza sinergica della rete dei quindici  comuni dell’Unione Montana Monti Azzurri possiamo rilanciare il turismo nel territorio ed essere sempre più competitivi sul mercato con un’ampia offerta che valorizza di volta in volta le eccellenze di ogni area.”

Tra i protagonisti dello spot che hanno prestato la loro immagine per il filmato realizzato con Mediaset dall’agenzia Format Communication di Cristina Tilio con la regia di Gabrio Marinelli, la guida di mountain bike Matteo Petetta della TeoProjectSport, la bellissima  Martina Mereu e l’istruttore di calisthenics Alessandro Carfagna.

Il brand video, questo il nome tecnico dello spot pubblicitario dei Monti Azzurri, va in onda per quattro settimane sulle reti Mediaset a rotazione su Canale 5 nelle news della mattina, uno dei programmi più seguiti durante la colazione degli italiani in quanto offre in poco tempo  tutte le informazioni  utili della giornata come le notizie del TG5, il segnale orario, la situazione del  traffico e il meteo e poi  su Tgcom 24  e  su Rete 4 nella trasmissione del meteo delle 12,30 e delle 19,40.
Una scommessa imprenditoriale sulle potenzialità dell’entroterra maceratese. Nasce Area 51 e mezzo, una visione illuminata di Massimiliano Vecchioni che ha deciso di impegnare tempo, risorse e conoscenze per creare un ambizioso progetto volto a dare il giusto ruolo al bacino artificiale del lago di Caccamo.

Un affascinante bacino artificiale su cui i 5 comuni di Caldarola, Serrapetrona, Belforte del Chienti, Camporotondo e Cessapalombo, sotto l’egida dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, si sono sempre spese per tenere alto il livello qualitativo dell’offerta turistica.

L’idea di Massimiliano ha permesso al territorio di fare un salto di qualità. Presso l’Area 51 e mezzo infatti sarà possibile praticare Wakeboard e Wakesurf, due discipline riconosciute dalla Federazione Italiana Sci nautico e Wakeboard (FISW). Il bacino di Caccamo è, infatti, l’unico lago nelle Marche dove si può praticare surf trainati da una barca e secondo del centro Italia dopo Rieti dove l’anno prossimo si disputeranno i Mondiali. Non solo sport, ma anche relax nell'Area 51 e
mezzo.


surf

Oltre agli amministratori dei 5 Comuni bagnati dal lago, uno su tutti Giovanni Ciarlantini di Caldarola, anche l’Unione Montana dei Monti Azzurri ha da subito creduto nel progetto, con il presidente Giampiero Feliciotti che si è fatto portavoce nella fase preliminare tra Massimiliano Vecchioni e l’Enel, proprietaria del lago. Moltissime le rassicurazioni che l’Ente ha giustamente richiesto sul fronte ambientale, soprattutto legate all’uso della barca all’interno del lago. 

area feliciotti

“Un momento di grande soddisfazione dopo due anni di trattative – così il presidente dell’Unione Montana Feliciotti – Così, confrontandoci con gli amministratori dei 5 comuni interessati, abbiamo emanato un bando progettuale per questa Area 51 e mezzo che oggi vede la luce e che è destinata a crescere per offrire maggiori servizi al turista”.

area ciarlantini di tomassi

Una scommessa vinta per l’amministrazione comunale di Caldarola, sul cui territorio l’Area sorge, come precisa il consigliere Giovanni Ciarlantini. “La volontà era quella di veder realizzata per l’inizio della stagione estiva un’attività che potesse attrarre turisti. Non vogliamo, però, fermarci qui, ma dare maggior valore sia al lago che all’intero territorio”.

“Intendiamo realizzare un progetto di territorio non ragionando come singoli comuni, ma come territorio comune e questa Area 51 e mezzo ne è il primo esempio - fa eco il vice sindaco Giorgio Di Tomassi - Tra l’altro posso anticipare che in quest’ottica che abbiamo presentato un progetto per il Contratto Istituzionale di Sviluppo che prevede la realizzazione a Caldarola di un tratto di bretella che sarà il primo tratto della Pedemontana delle Marche. Credo che per favorire lo sviluppo della nostra zona l’unione faccia veramente la forza”.

area pinzi vita

“Intorno al nostro lago sta nascendo qualcosa di molto bello – a parlare il sindaco di Serrapetrona Silvia Pinzi – Da sempre c’è stato l’interesse per uno sviluppo anche turistico di un lago che nasce, lo ricordo, come lago per la produzione di energia idroelettrica. Stiamo lavorando in sinergia, come comuni appartenenti all’ex ConTuRiSport, scegliendo di rimanere uniti proprio per aprirci a diverse iniziative sul territorio”.

“Sebbene Belforte non sia propriamente toccato dalle sponde del lago anche per noi, come per tutto il territorio, è una giornata di festa – dichiara il primo cittadino belfortese Alessio Vita – Una struttura fantastica da cui, sono certo, anche il nostro comune trarrà beneficio”.

area vecchioni

Una visione, forse non compresa a pieno, quella dell’imprenditore Massimiliano Vecchioni. “Anche Cristoforo Colombo, che tutti credevano visionario, ha reso la terra rotonda – dichiara – Questa volta credo che abbiamo raggiunto un obiettivo che molti non si aspettavano. Abbiamo voluto portare in questo lago qualcosa che va oltre…”

f.u. - m.s.
Polizia Locale dei Monti Azzurri in festa per celebrare il terzo anniversario dalla costituzione del gruppo che conta ormai l'adesione di oltre 20 comuni nelle 3 province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo.

Domenica 4 luglio, nella piazza Vittorio Emanuele di Caldarola, la festa, cui parteciparenno i sindaci dei comuni aderenti e le autorità civili e militari della provincie, si aprirà, dopo il saluto del presidente dell'Unione Montana Giampiero Feliciotti, del vice presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati Riccardo Augusto Marchetti, dell'onorevole Tullio Patassini, con la relazione tecnica del comandante del corpo, con le conclusioni affidate al Sottosegretario del Ministero dell'Interno Nicola Molteni. 

"Dopo tre anni festeggiamo questo corpo formato da 30 agenti che sono stati formati e che, in ottica di vigilanza soprattutto notturna sul territorio, compiono anche esercitazioni di tiro al poligono - commenta il presidente dell'Unione Montana Monti Azzurri Giampiero Feliciotti - Sarà un momento particolare per un'organizzazione che dimostra quotidianamente la sua preparazione nei servizi svolti sul territorio. Sarà anche l'occasione per un momento istituzionale che mostri come nell'entroterra sia presente un corpo moderno, tecnicamente e professionalmente preparato, che offre un sostegno ai piccoli comuni, ma che ha bisogno anche di finanziamenti ulteriori per poter continuare a crescere".

f.u. 
Una squadra coesa per mettere sul piatto dell’offerta turistica la succosa opportunità di quello che sarebbe il più grande comprensorio sciistico del Centro Italia, una specialità 4 stagioni. È quanto proposto dall’onorevole della Lega Tullio Patassini ai comuni di Amandola, Bolognola, Fiastra, Sarnano, Castelsantangelo sul Nera, Ussita e ad istituzioni e imprenditori del territorio. Obiettivo: rilanciare con azioni concrete l’economia della montagna terremotata.

“La montagna è una risorsa fondamentale delle Marche per le sue caratteristiche particolarmente affini ai trend del turismo dell’esperienza: dobbiamo pensare in grande ed agire all’unisono per fare di questo tesoro un volano economico cogliendole opportunità che l’immediato futuro ci riserva – ha spiegato Patassini nel corso dell’incontro che si è tenuto domenica 6 giugno a San Ginesio presso la sede dell’Unione Montana, partner operativo del progetto – La tutela dell’ambiente non può prescindere dalla sopravvivenza delle comunità che ne sono il presidio: razionalizzando logiche di campanile e posizioni ambientaliste radicali, come già è stato fatto altrove, potremo finalmente passare dalle parole ai fatti. Lavolontà non manca: la collaborazione fattiva dell’Unione Montana Monti Azzurri, capofila e che esprime l’impegno diretto del presidente Feliciotti nello sviluppo del progetto nonché l’apprezzamento del progetto da parte di Camera di Commercio e associazioni di categoria sono segnali significativi”.

Nel corso del suo intervento Patassini ha ricordato come la Lega abbia espresso anche a livello legislativo la sua azione per il territorio: la norma per la proroga del fine vita degli impianti di risalita e la revisione dei parametri per destinare il Fondo per la Montagna anche alle imprese dei comprensori sciistici, ai maestri di sci e agli esercenti di impianti di risalita marchigianisono solo due degli interventi attuati.

“Dopo aver espresso come Lega l’impegno per la montagna ferita dal terremoto e fiaccata da due stagioni completamente compromesse dal covid, ora è il momento di favorire la progettualità e lo sviluppo – ha concluso Patassini – Noi siamo pronti a fare la nostra parte perché idee, potenzialità e volontà del territorio si fondano al meglio per guardare ad un futuro più sereno”.

f.u.
Anche i Comuni dell’Unione Montana dei Monti Azzurri rientrano nello studio contenuto nel Quaderno 32 “Granda & Smart - Esperienze smart in provincia di Cuneo”, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, che ha prodotto la prima mappatura del livello di Smartness raggiunto, nel 2016, dai 250 Comuni della Provincia, sulla base di una griglia di 64 indicatori ripartiti su 10 ambiti, scelti tra quelli più utilizzati per valutare le Smart City.

“L’Unione – dice il presidente Giampiero Feliciotti - ha firmato nel 2011 il patto dei sindaci e ha portato avanti le previsioni che nel piano erano state inserite. A questo punto, anche in virtù di quelli che sono gli sviluppi tecnico-amministrativi e politici, siamo stati scelti come territorio per essere esaminato dal punto di vista Smart”.

L’aggettivo SMART = intelligente, brillante, applicato alle città a partire dagli anno ’90,  si è nel tempo modificato ed evoluto delineando infine un luogo in cui viene messo in campo un insieme di politiche e azioni strategiche volte a ottimizzare e innovare i servizi pubblici e a creare un nuovo sistema di relazioni tra la dotazione infrastrutturale materiale (capitale fisico) e quella immateriale, resi possibili dall’implementazione delle nuove tecnologie.

Indicando alla fine, in ultima istanza, una direzione di sviluppo in grado di rispondere alle sfide attuali attraverso approcci e politiche innovative.

In quest’accezione, il concetto si allarga fino a comprendere villaggi, territori e gruppi di personeed evidenziando la stretta correlazione tra la dimensione della città e delle infrastrutture fisiche, che ne regolano il funzionamento, con quella della comunità dei singoli cittadini e delle aggregazioni sociali che la popolano, abbracciando anche le sfide e le esigenze dei contesti extraurbani.

Grazie all’evoluzione del concetto di smart city, dunque, la smartness è diventata sempre più un indicatore della capacità di adattamento e sopravvivenza di un’entità complessa, attraverso l’“intelligenza” che riesce a mettere in gioco a tutti i livelli, in questa epoca di transizione. Inoltre, inglobando la qualità di vita e l’offerta di prodotti e servizi, permette di valutare un insieme di elementi fondamentali per competere a livello europeo e internazionale con gli altri territori.

“Individuare il posizionamento dei diversi comuni dei Monti Azzurri rispetto agli indicatori della smartness – scrive l’ente in una nota - non è quindi un esercizio fine a se stesso, ma consente di comprendere meglio i punti di forza e di debolezza del territorio, delineando un quadro di riferimento utile a orientare possibili strategie di intervento alle varie scale.

Considerando che molti degli indicatori utilizzati per l’analisi corrispondono a elementi che favoriscono sia il mantenimento degli abitanti nei territori che le condizioni minime che permettono di attrarre nuovi residenti e imprese, ricostruire il futuro dei Monti Azzurri con l’attenzione alla suo livello di Smartness è una scelta strategicamente importante.

Inoltre, i Monti Azzurri non partono da zero – spiega - , ma possono valorizzare le qualità ambientali e di comunità, che costituiscono un capitale che le città maggiori non posseggono e non riusciranno in molti casi a raggiungere.

Utilizzare quindi questo punto di vista permette di promuovere con maggior efficacia il territorio non solo e non tanto a scopo turistico, anche se i nuovi turisti apprezzano particolarmente l’integrazione delle qualità ambientali con le infrastrutture e i servizi reali e virtuali, ma soprattutto verso nuove imprese e famiglie”.

GS
Ai ragazzi del Coser “Monti Azzurri” di Loro Piceno è stato somministrato il vaccino anti-Covid 19.
Un momento tanto atteso dai 14 ragazzi, dalle loro famiglie e dall’équipe del Centro socio educativo e riabilitativo dell’Unione Montana Monti Azzurri, gestito dalla cooperativa sociale Pars onlus.

“Siamo contenti per i nostri ragazzi, finalmente hanno ottenuto la vaccinazione - dice il presidente Giampiero Feliciotti - Sono soggetti fragili e sono sempre nei nostri pensieri e nei nostri cuori. Bisogna dare loro la tranquillità e la sicurezza”.

“Sono stati mesi difficili e oggi vediamo la luce - dichiara con commozione la referente Pars, Deborah Rommozzi -. Significa vedere la possibilità di tornare a una vita normale e allentare il terrore che viviamo da un anno. Oggi abbiamo raggiunto un traguardo: il vaccino anti-Covid per i nostri ragazzi con disabilità. E’ stato somministrato il Pfizer ai 10 residenti in struttura e ai 4 ragazzi del diurno e a tutti gli operatori Pars. I nostri ospiti hanno affrontato con serenità questa nuova sfida”.

Il personale medico dell’Asur, incaricato di somministrare il vaccino, si è recato personalmente al centro dove questi ragazzi si sentono più al sicuro, come a casa.

“Non ci sono stati effetti collaterali, tutto è andato bene. Ringraziamo per la professionalità e la sensibilità che il personale medico ha dimostrato, ringraziamo il  dottore Andrea Savorelli, anche nostro medico di base del Centro, insieme all’infermiere Paride Carducci - conclude la Rommozzi -. Il richiamo per i ragazzi che si sono sottoposti al vaccino è previsto per il 29 aprile con la somministrazione della seconda dose”.
E’ un tipo eclettico Michele Serafini, figlio di Maurizio che di eclettismo ne ha pure lui da vendere! Michele ha 32 anni, tra le sue numerose passioni c’è l’amore per la natura che lo vede coinvolto in progetti da lui stesso ideati e portati avanti grazie all’aiuto di altre persone motivate dal suo stesso entusiasmo.

E’ un ragazzo molto attivo che riesce ad avviare e realizzare progetti culturali ed ambientali poi, quando le cose funzionano e cominciano ad andare e quando arriva un po’ di gente, Michele va in altri posti a portare nuova vita. L’ultimo progetto che lo vede coinvolto è una nuova realtà associativa da lui stesso fondata e a cui partecipano alcuni compagni di viaggio. Siamo a Serrapetrona nel Bosco di Mambrica, dove esiste un rifugio realizzato dalla Forestale nel 1972.

“Abbiamo aperto l’associazione “Bosco di Mambrica” che racchiude varie personalità del territorio, per la cura, la manutenzione e la promozione. Ci sono guide escursionistiche, aziende agricole, storici, tutti interessati a rimettere in ordine, mantenere, fare un lavoro di cura, manutenzione ma anche di promozione e valorizzazione di queste zone. Insieme a Giampiero Feliciotti, Presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, abbiamo sviluppato questo progetto per il recupero del comprensorio del Monte D’Aria e del Monte Letegge. Abbiamo presentato una domanda di contributo al GAL Sibilla che è stata finanziata e attraverso il progetto ma principalmente attraverso le nostre stesse energie, ci siamo messi a disposizione per recuperare la struttura demaniale abbandonata del Rifugio di Manfrica. Abbiamo fatto i primi lavori di manutenzione. Vorremmo che questo rifugio possa diventare un punto di incontro ma anche un punto di sosta per i pellegrini che dalla Via Lauretana fino agli altri cammini che riguardano la regione Marche si trovano a passare di qua.”

Oltre al Rifugio il gruppo ha in gestione anche 16 ettari di bosco. “Ci piacerebbe in qualche modo creare una didattica forestale che vada a coinvolgere sia bambini che adulti nell'apprendimento di antichi mestieri e anche di modalità nuove di vivere il bosco e tutte le economie che lo circondano.” Michele ha le idee chiare. Vorrebbe far vedere ad esempio ai più piccoli come un tempo si faceva la legna, raccontare ai grandi delle esperienze positive delle comunanze agrarie, poi vorrebbe mettere in circolo idee che possano contribuire a rivitalizzare le piccole economie del territorio, portate avanti da realtà imprenditoriali e professionisti che amano l’entroterra e che hanno deciso di restarci e di viverci bene.

“Vorremmo creare qui anche un pernotto abbastanza snello, tende, un paio di letti a castello dentro al rifugio per  dare la possibilità a tutti di pernottare un con un minimo di  quota associativa, in modo tale da rendere questa struttura socialmente utile anche per chi poi vuole farsi 3-4 giorni di cammino nelle Marche al di là delle grandi strategie per le aree interne che riguardano principalmente a volte in maniera un po' casuale un turismo di alta classe, un turismo elitario. Vorremmo invece aprire una struttura che non vada in quella direzione, che serva a chi vuole farsi veramente un giro nella natura delle Marche, quella che merita davvero.”

In mezzo al bosco c’è una strada, percorso della Via Lauretana frequentata in passato dai pellegrini ed oggi da camminatori e bikers. Michele vive da due anni in un posto poco distante dal Rifugio. “Qui ci venivo a funghi. Mi piaceva molto. Il bosco c’è, il tramonto pure, la possibilità la sera di mettersi davanti casa con una bevanda a guardare il tramonto, per me vale qualsiasi cosa succeda durante le ore precedenti.”

Prima dei saluti chiedo a Michele quanto ci crede a questo progetto. “Per la prima volta in vita mia ho messo una guaina su un tetto. Se non ci credevo non mi trovavo sul tetto a metter la guaina.”

Barbara Olmai
Altri Approfondimenti in uscita oggi su "L'Appennino Camerte" e nel podcast scaricabile nella pagina della rubrica "#primalepersone"

http://www.appenninocamerte.info/podcast/itemlist/category/121-primalepersone


Presentato a Tolentino, presenti gli assessori alle politiche sociali Francesco Pio Colosi e alla cultura istruzione Silvia Tatò, il presidente dell’Unione Montana Monti Azzurri Giampiero Feliciotti e il cooordinatore del progetto Riccardo Pallotta, il concorso “Io sogno”, elaborato dall’Ambito territoriale sociale 16 in collaborazione con l’Assessorato alle politiche giovanili del comune di Tolentino, Informagiovani, Cooperativa Koinonia e Associazione Parsifal. Un progetto che si avvale del cofinanziamento della Regione Marche e del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile universale.

Ormai da alcuni mesi l’iniziativa, rivolta ai ragazzi tra i 17 e i 19 anni, è partita e in diversi hanno già aderito. L’IIS Filelfo con il preside Donato Romano e l’Ipsia con la sua dirigente Ida Cimmino sono gli istituti che hanno partecipato al progetto e si stanno organizzando con i loro insegnati per presentare idee e proposte, sia individuali che di gruppi di ragazzi, con i primi elaborati che stanno arrivando sull’app Mappi16, lo strumento sul quale verranno caricati. Oltre agli istituti c’è stata una forte coesione e partecipazione da parte di diversi negozianti della città che si sono resi disponibile nel promuovere il progetto e dove i vincitori potranno spendere i loro voucher.

Attraverso l’applicazione digitale Mappi 16 i giovani residenti di Tolentino potranno scegliere un luogo da rigenerare o raccontare. L’idea è quella di condividere fotografie, riprese, registrazioni, documenti che riescano a disegnare le città. Con Mappi16 potranno così condividere una foto, un video o un disegno che prenderanno posto nella mappa della città. Il vincitore potrà realizzare la sua idea accompagnato da un professionista del settore così da apprendere e trasferire conoscenze operative e gestendo un budget di circa 6 mila euro.

f.u.



"Occuparci dell'orto è stato un aiuto fondamentale durante la quarantena".
Giulia Taborro racconta così l'esperienza del laboratorio terapeutico e dell’amicizia al Centro socio educativo e riabilitativo “Monti Azzurri” a Loro Piceno,
dell’Unione Montana Monti Azzurri e gestito dalla cooperativa sociale Pars onlus.

Gli operatori Pars, insieme ad alcuni volontari, hanno dato vita ad uno spazio dedicato all’orto per gli ospiti del Centro, per incoraggiare il lavoro di gruppo e la consapevolezza di compiere azioni con risultati tangibili, come il consumo di ortaggi e di frutta o la raccolta dei fiori personalmente coltivati.
Insieme hanno riscoperto l’arte del coltivare e il prendersi cura delle piante, la cooperazione, lo stare insieme all’aria aperta.

“Abbiamo pensato di realizzare un orto per impiegare al meglio il tempo sospeso - spiega Giulia Taborro - , nella seconda parte del lockdown per Covid-19. In sicurezza, con le dovute misure adottate per il contrasto e la diffusione del virus, abbiamo dato vita all’orto. Il prendersi cura, la manualità, l’uso di attrezzature semplici, il toccare la terra, odorare gli aromi, guardare i colori e le forme, ha molteplici risvolti positivi e terapeutici nei nostri ospiti. Ad avviare il lavoro è stata la generosità di due volontari che si trovano vicino la struttura: Giorgio e Michele Grasselli che hanno preparato il terreno, mentre le piantine ci sono state regalate da don Emanuele Grasselli. I nostri ospiti collaborano alla cura delle piante e c’è anche chi ha la responsabilità di controllarlo tutti i giorni e vedere di cosa ha bisogno”.
Un luogo dove rinascere, quindi, dove i giovani hanno ritrovato il piacere di coltivare e seguire tutte le fasi della crescita delle piante. Un posto dove migliora l’umore, il benessere psicofisico, dove stare insieme in tranquillità. Un’esperienza ricca di emozioni positive.

GS

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