Notizie religiose nelle Marche
Lunedì, 27 Settembre 2021 12:17
Quattro giovani rispondono alla chiamata di Dio. Ieri a San Venanzio l'ammissione agli ordini sacri
La diocesi di Camerino-San Severino in festa per l’ammissione agli ordini sacri del diaconato e presbiteriato di quattro giovani.
Francesco Marcatili, di San Severino, Marco Capri di Pian di Pieca (entrambi per l’arcidiocesi di Camerino-San Severino), e Fredy Joel Lara Ramirez ed Eduardo Rony Caal Xol, provenienti da Guatemala e Ecuador (per l’arcidiocesi di Fabriano-Matelica), hanno detto il loro “sì” a Dio domenica nella cattedrale di San Venanzio.
Si tratta di un rito molto importante nel cammino vocazionale di un uomo con il quale il suo desiderio di avviare un percorso verso la vita consacrata viene formalmente accolto dalla comunità.
Gaia Gennaretti
Di seguito la gallery fotografica:




Francesco Marcatili, di San Severino, Marco Capri di Pian di Pieca (entrambi per l’arcidiocesi di Camerino-San Severino), e Fredy Joel Lara Ramirez ed Eduardo Rony Caal Xol, provenienti da Guatemala e Ecuador (per l’arcidiocesi di Fabriano-Matelica), hanno detto il loro “sì” a Dio domenica nella cattedrale di San Venanzio.
Si tratta di un rito molto importante nel cammino vocazionale di un uomo con il quale il suo desiderio di avviare un percorso verso la vita consacrata viene formalmente accolto dalla comunità.
Gaia Gennaretti
Di seguito la gallery fotografica:




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Diocesi
Domenica, 19 Settembre 2021 17:25
La diocesi accoglie tre famiglie afghane. Massara: "Possano avere la gioia che gli è stata negata"
“Noi siamo stati aiutati nel momento del bisogno. Ora tocca a noi”. Così l’arcivescovo Francesco Massara commenta l’accoglienza, da parte della diocesi, di tre famiglie afghane.
Come sta avvenendo per diversi Comuni che hanno dato la disponibilità alla prefettura di ospitare le famiglie bisognose che arrivano dall’Afganistan, anche la diocesi di Camerino si è mossa per alleviare il dolore e le sofferenze di coloro che stanno vivendo il dramma della guerra.
Una delle tre famiglie è già arrivata nelle Marche, mentre le altre due arriveranno nei prossimi giorni.
“L’arcivescovo ha dato la disponibilità, rispondendo alla richiesta delle prefetture, di accogliere queste famiglie - dice don Aldo Buonaiuto che si occuperà della gestione del programma di accoglienza - . Come sappiamo avevano bisogno di una risposta immediata e l’arcivescovo non si è tirato indietro, anzi ha pensato di dare una risposta attraverso alcune case dell’istituto di sostentamento del clero per cercare di dare a queste famiglie una prima accoglienza.
Saranno accolte nel nostro territorio - dice - ma continueranno a far capo alla prefettura, coordinati a livello nazionale. Seguiranno un percorso di integrazione, dove i bambini andranno a scuola e per gli adulti si cercherà un lavoro, così che possano riprendere una vita normale, serena e felice”.
Ma all’impegno della diocesi si è unita una vera e propria gara di solidarietà: “Il ringraziamento - dice Buonaiuto - va alla solidarietà del territorio e di tutti coloro che hanno voluto contribuire, anche con piccoli gesti, per far sì, in pochissimo tempo, di arredare e mettere insieme le strutture. Il nostro ringraziamento va a tutte le persone che hanno concretamente aiutato la grande rete del volontariato cattolico, dell’associazionismo, dei laici che hanno ognuno contribuito a sostenere ed aiutare anche nella preparazione dell’accoglienza. È stato un bell’attestato di un popolo solidale, che ha compreso il dramma di queste persone e si è prodigato per dare il proprio contributo”.
L’intero territorio ha così risposto all’invito dell’arcivescovo di aprire le porte del proprio cuore: “La nostra terra ha sofferto il dramma del terremoto - dice Francesco Massara - , mentre queste famiglie hanno vissuto quello della guerra. Come noi abbiamo ricevuto tanta solidarietà in quei momenti e continuiamo a riceverla ancora oggi, ora spetta a noi aprire il nostro cuore e le nostre case per accogliere chi ha bisogno di aiuto e far risplendere nei loro occhi il sorriso che la guerra ha seppellito.
La nostra terra sarà per loro un luogo di speranza, dove respirare la bellezza della libertà. A questi nostri fratelli e sorelle do il benvenuto: le nostre case sono aperte per voi e i nostri cuori lo sono ancor di più. Possa risplendere sui vostri volti la gioia che vi è stata negata nella vostra terra”.
GS
Come sta avvenendo per diversi Comuni che hanno dato la disponibilità alla prefettura di ospitare le famiglie bisognose che arrivano dall’Afganistan, anche la diocesi di Camerino si è mossa per alleviare il dolore e le sofferenze di coloro che stanno vivendo il dramma della guerra.
Una delle tre famiglie è già arrivata nelle Marche, mentre le altre due arriveranno nei prossimi giorni.
“L’arcivescovo ha dato la disponibilità, rispondendo alla richiesta delle prefetture, di accogliere queste famiglie - dice don Aldo Buonaiuto che si occuperà della gestione del programma di accoglienza - . Come sappiamo avevano bisogno di una risposta immediata e l’arcivescovo non si è tirato indietro, anzi ha pensato di dare una risposta attraverso alcune case dell’istituto di sostentamento del clero per cercare di dare a queste famiglie una prima accoglienza.
Saranno accolte nel nostro territorio - dice - ma continueranno a far capo alla prefettura, coordinati a livello nazionale. Seguiranno un percorso di integrazione, dove i bambini andranno a scuola e per gli adulti si cercherà un lavoro, così che possano riprendere una vita normale, serena e felice”.
Ma all’impegno della diocesi si è unita una vera e propria gara di solidarietà: “Il ringraziamento - dice Buonaiuto - va alla solidarietà del territorio e di tutti coloro che hanno voluto contribuire, anche con piccoli gesti, per far sì, in pochissimo tempo, di arredare e mettere insieme le strutture. Il nostro ringraziamento va a tutte le persone che hanno concretamente aiutato la grande rete del volontariato cattolico, dell’associazionismo, dei laici che hanno ognuno contribuito a sostenere ed aiutare anche nella preparazione dell’accoglienza. È stato un bell’attestato di un popolo solidale, che ha compreso il dramma di queste persone e si è prodigato per dare il proprio contributo”.
L’intero territorio ha così risposto all’invito dell’arcivescovo di aprire le porte del proprio cuore: “La nostra terra ha sofferto il dramma del terremoto - dice Francesco Massara - , mentre queste famiglie hanno vissuto quello della guerra. Come noi abbiamo ricevuto tanta solidarietà in quei momenti e continuiamo a riceverla ancora oggi, ora spetta a noi aprire il nostro cuore e le nostre case per accogliere chi ha bisogno di aiuto e far risplendere nei loro occhi il sorriso che la guerra ha seppellito.
La nostra terra sarà per loro un luogo di speranza, dove respirare la bellezza della libertà. A questi nostri fratelli e sorelle do il benvenuto: le nostre case sono aperte per voi e i nostri cuori lo sono ancor di più. Possa risplendere sui vostri volti la gioia che vi è stata negata nella vostra terra”.
GS
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Diocesi