Nuove norme per la celebrazione dei funerali a seguito del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri accolto dalla Conferenza Episcopale Italiana che, in conformità alla normativa sanitaria di contenimento del Coronavirus, ha specificato le misure da osservare nel dare l’ultimo saluti ai propri congiunti. Così la partecipazione alle esequie è limitata ai parenti stretti del defunto, massimo di 15, che dovranno sempre mantenere le distanze di sicurezza indossando la mascherina e, possibilmente, i guanti. Resta fermo il divieto di partecipazione al rito per coloro che abbiamo una temperatura corporea superiore ai 37,5 °C, presentino altri sintomi influenzali o abbiano avuto contatto con persone positive nei giorni precedenti. Inoltre, in caso di celebrazione delle esequie con la messa, al momento della distribuzione della Comunione dovranno essere evitati gli spostamenti e sarà il celebrante, munito mascherina, a recarsi ai posti dove i fedeli che vorranno ricevere l’Eucaristia attenderanno in piedi. Al termine del rito non sono consentiti cortei e assembramenti e il luogo della celebrazione, la chiesa, sarà regolarmente igienizzata e areata. “Queste procedure – dichiara l’arcivescovo Francesco Massara – sono già state comunicate ai sacerdoti e rese note ai fedeli mediante avviso affisso alle porte delle chiese. Ritengo sia una forma per essere più vicini alle persone nel momento tragico della morte di un proprio caro, nella speranza che a breve si possano riaprire le chiese, con tutte le accortezza necessarie, per le celebrazioni comunitarie sempre nel massimo rispetto e tutela della salute”.

f.u.

Cambiano le norme per l’organizzazione di manifestazioni e eventi di pubblico spettacolo. In questi giorni il Ministero dell’Interno ha diramato nuove direttive sulle misure di sicurezza in caso di eventi pubblici. Allentata la morsa che era derivata dalla circolare dello scorso anno che fece seguito ai fatti di Torino. Si tratta di un intervento di semplificazione tanto atteso che riconosce centralità 

all’amministrazione comunale e al sindaco per garantire adeguati standard di sicurezza nell’organizzazione di eventi senza eccessi di burocrazia.

C’è un punto in particolare che rappresenta la chiave di volta, vale a dire la competenza nella valutazione delle pubbliche manifestazioni. 

La vecchia circolare stabiliva che la Prefettura vagliasse i piani presentati dalle organizzazioni. Ora questo toccherà ai comuni: gli uffici municipali dovranno raccogliere tutta la documentazione, valutare e rilasciare l’eventuale nulla osta.

Solo in caso di grandi eventi, i Comuni potranno richiedere l’intervento della Prefettura e chiedere che sia il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a valutare il da farsi e, eventualmente, mettere in campo misure più restrittive per garantire maggior sicurezza.

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