Finirà all’esame del Tribunale Amministrativo regionale del Lazio la nuova ordinanza 670 sul Cas contributo di autonoma sistemazione. Alla Rocca Borgesca di Camerino, si è svolta una partecipata assemblea pubblica, organizzata dal comitato “La Terra trema Noi no”.Nel corso dell'incontro,  il pool di avvocati che affianca l’associazione e ha preparato il ricorso, ha spiegato i motivi per cui la modifica dello scorso maggio, arrivata in piena emergenza Covid, sia penalizzante nei confronti di alcuni terremotati rispetto ad altri,creando “una inaccettabile disparità di trattamento”. Con gli interventi del presidente del comitato Diego Camillozzi e gli avvocati Federico Valori, Marco Massei,e Pietro Chiucchiuini presente anche  l'avvocato Giulia Garofalo, vi hanno preso parte numerosi cittadini decisi a far valere i loro diritti contro quanto dispone l’ordinanza.
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Chi prima del novembre 2019 ( data di entrata in vigore di una seconda ordinanza rispetto a quella emanata dopo il sisma 2016) ha comprato casa nei comuni di residenza in quelli limitrofi o in un comune da dove stava percependo il Cas , perde il diritto al contributo. Chi invece ha acquistato casa dopo l’uscita della seconda ordinanza ( 614 del novembre 2019) sempre nei comuni suddetti, continuerà ad ottenere per 36 mesi un contributo forfettario. Considerata la grave disparità temporale e territoriale  che si viene a creare nei confronti di alcuni cittadini, il comitato “ La terra trema noi no” spera ora anche in un intervento politico. La normativa sta creando confusione negli stessi comuni che, in attesa di chiarimenti e spiegazioni, hanno in via cautelare sospeso le erogazioni del Cas. Il problema è che facendo affidamento sulla normativa, diversi cittadini con casa inagibile, considerati i tempi lunghi della ricostruzione delle loro case, avevano deciso di acquistarne un’altra utilizzando il Cas per pagare il mutuo. L’interpretazione retroattiva della nuova normativa va dunque a colpire illegittimamente persone già duramente provate. L'impugnativa riguarda appunto il principio contenuto nella norma che genera il discrimine territoriale e temporale. Il pool di avvocati appoggia in questo senso l'azione dell'associazione che ha organizzato l'assemblea per coinvolgere quante più persone interessate alla problematica.  E' intervenuta anche l'avvocato Tina Maria Fusari, il cui figlio ha impugnato al Tar l'ordinanza precedente n. 614 del novembre 2019 e che, conosciuta l'iniziativa del Comitato, ha voluto unire la sua voce.
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Nell'introdurre l'incontro,  l'avvocato Federico Valori  ha parlato di ingiustizia per due elementi: " in primo luogo -ha detto- dal 2016 la cittadinanza è stata edotta che le condizioni per l'erogazione del Cas fossero chiare ed inequivocabili, stabilendo che finchè non si fosse tornati a casa si sarebbe avuto il diritto al contributo di autonoma sistemazione.  Ciascuna persona che non ha più potuto utilizzare per vivere la propria casa danneggiata,  ha potuto godere del contributo di autonoma sistemazione. Chiaro che nessuno di noi è così ingenuo dal pensare che il contributo non possa rimodularsi nel corso degli anni  ma giammai si sarebbe potuta immaginare una radicale eliminazione del contributo. E il contegno tenuto dalla pubblica amministrazione è importante nel determinare le scelte dei cittadini: in tanti hanno fatto affidamento su quel provvedimento e sono stati incentivati ad acquistare una casa, salvo poi ripensandoci e in modo francamente ambiguo revocare il beneficio .Si è dunque contraddetto l'affidamento che si era generato , ottenendo questo risultato attraverso una interpretazione retroattiva di un concetto che sembrava scolpito nel marmo, salvo invece farlo  scomparire". Altra evidente disparità, secondo il legale, la scelta del tutto arbitraria che può spiegarsi solo con un ragionamento di mera cassa deficitaria: mancando i soldi si è cercato in sostanza questo stratagemma. "Chi ha comprato fin qui, via il contributo; chi compra da oggi in poi ne resta beneficiario. "Si crea così una disparità tra cittadini in un'emergenza per loro doppia e, proprio in questa situazione di post Covid, si introduce una distinzione tra cittadini, inducendo i disgraziati ad una rivalità tra di loro  - ha continuato l'avvocato Valori- . Attenzione, perchè quello che è accaduto prima, può accadere anche dopo". Il legale ha parlato di legislazione emergenziale caratterizzata dal dato evidente dell'arbitrarietà, senza il perseguimento di alcuna logica: questa è una illegittimità amministrativa. Non si può adottare un discrimine e una distinzione tra situazioni del tutto analoghe, se non v'è una giustificazione nella logica del provvedimento". Valori ha ricordato che la logica del provvedimento dal 2016 è stata quella di ripopolare le zone terremotate, aiutare i cittadini a sopportare la  mancanza della propria casa e dare una speranza di ricostruzione.  "La colpa è di utilizzare il CAS per acquistare una casa! Un gioco sporco nel dividere dunque i disgraziati, che è politico ma anche giuridico, in quanto parte dalla constatazione che distinzioni illogiche non possono essere tollerate dall'ordinamento giuridico. A questo principio di affidamento rafforzato nel tempo, si è aggiunta la violazione del principio di equo trattamento per aver introdotto delle discriminanti che non trovano alcuna giustificazione e- ha sottolineato- veramente odiosa è la criminalizzazione di chi ha utilizzato il giusto contributo che gli veniva dallo Stato per acquistare una casa, come se questo fosse un orribile e colpevole privilegio . Tutto questo è grave ed introduce una grave frattura nella comunità e che difficilmente potrà essere rammendata. Sta a noi farlo. E se vogliamo fare di un'azione giudiziaria anche un'azione politica, occorre avere il sostegno del maggior numero di cittadini e possibilmente anche di chi si trovi nella condizione di essere privilegiato, perché è l'unità della comunità quello che consentirà un giorno di tornare a vivere la città ".
Lo staff di legali verrà dunque incaricato dall'associazione "La Terra Trema Noi no"ad affrontare  il giudizio con la qualità delle proprie competenze. Il ricorso verrà presentato dal comitato nella sua qualità di ente esponenziale; se il giudizio avrà esito positivo dunque se ne gioverebbero tutti; numerose sono già state in sede di incontro le adesioni di sostegno alla battaglia, divenendo soci sostenitori dell'associazione.   
 La parola è passata poi al collega Pietro Chiucchiuini che ha spiegato in dettaglio le problematiche. in relazione ai discrimini temporale e territoriale introdotti dall'ordinanza 670. " Il discrimine temporale è dato dal fatto di essere trattati diversamente rispetto a chi ha agito dopo l'entrata in vigore dell'ordinanza 614 del novembre 2019 o in data siccessiva; ulteriore  discrimine territoriale il fatto che il Cas andrebbe perso da coloro che hanno acquistato una casa nel comune dove già hanno usufruito o stanno usufruendo di sistemazione alberghiera e, in base ad una interpretazione che non è stata ancora confermata, anche dove il nucleo familiare avrebbe soggiornato temporaneamente. Il che significa che se ho acquistato casa a Civitanova dove sono stato ospite in una struttura alberghiera perdo il Cas; non lo perdo se ho acquiistato casa a Porto Sant'Elpidio. Si aggiungono poi come discriminatorie tutte le situazioni legate ai trasferimenti fuori regione e fuori cratere e già discriminati con la precedente ordinanza 614 che andava a togliere il Cas". Molteplici dunque le situazioni e, l'impugnativa nonchè il lavoro degli avvocati, avrà ora ad oggetto i principi generali che vanno a regolare l'ordinanza 670 . L'avvocato Marco Massei ha rimarcato dell'ingiustizia in sé di un'ordinanza che agisce retroattivamente, colpendo dei cittadini che hanno fatto legittimo affidamento su delle disposizioni in vigore fino a quel momento. " Non è possibile che domani quel diritto mi venga cancellato da un'altra norma: è questa una barbarie giuridica che crea un'ingiustizia. Impugneremo dunque questi criteri di illegittimità evidenziati".  Gli avvocati si mettono quindi a disposizione per iniziare a dare da qui, anche risposte per il futuro. L'invito è ad aderire al percorso intrapreso dall'associazione.
" La cultura della legislazione emergenziale è quella della arbitrarietà e dovremo abituarci a reagire a nuovi provvedimenti arbitrari - è tornato a dire  Valori-. La verità è che in un momento di particolare difficoltà e di così grave scollamento delle comunità anche a livello nazionale, si coglie l'occasione di trattarci come i 'polli di Renzo'e tutto questo ha una potenzialità nefasta. Per cui, questa non è solo un'azione giudiziaria, non è l'oscuro lavoro di un avvocato, ma deve essere il moto di dignità di una comunità". 
C.C.    

Tre avvocati in prima linea per sostenere i terremotati percettori del Cas a far valere i loro diritti contro le norme che sono state modificate in corso d’opera. Molti perderanno il diritto a godere di questo contributo ma l’associazione La Terra Trema Noi No non ci sta. Sono già oltre una 30ina i soggetti che faranno ricorso e sabato mattina, alle 10:30 nella sala consiliare di Camerino (locali Contram), si terrà un’assemblea informativa.

“Faremo ricorso al Tar Lazio perché si tratta di una cosa che travalica i confini regionali - spiegato l’avvocato Federico Valori -. Siamo stati contattati dall’associazione per far valere le buone ragioni dei cittadini che hanno subito un duplice discrimine, di natura geografica e temporale, che non trova alcuna giustificazione logica. Con l’assemblea di sabato chiameremo i cittadini a sostenere questa azione che naturalmente, per far da pungolo alla politica, deve avere un seguito importante”.

Insieme a Valori sono stati coinvolti anche gli avvocati Marco Massei, Pietro Chiucchiuini e Iacopo Bartolomei.

Questa azione - precisa Massei - riguarderà tanti soggetti. Abbiamo notato che ci sono profonde ingiustizie, c’è un'illegittimità del provvedimento e anche un’ingiustizia sia dal punto di vista geografico che, ancor più grave, anche dal punto di vista di retroattività della norma. Ci sono persone che vengono danneggiate, persone che si vedono calpestati i diritti su cui potevano fare affidamento. Nella loro autonomia hanno fatto delle scelte confidando nella percezione di questo contributo importante nel bilancio familiare, che ad un certo punto viene negato quando prima, in base ad una normativa, era stato concesso. Bisogna fare in modo che i diritti acquisiti in precedenza vengano salvati”.

Insomma un errore ritenuto grave quello commesso dal dipartimento della Protezione Civile che ha emanato l’ordinanza “incriminata”, la 670 che, anche secondo Chiucchiuini, a distanza di 4 anni, va a creare due tipi di discriminazione: temporale e territoriale: “Dopo 4 anni dal sisma, chi ha comprato casa prima del novembre 2019 non percepirà più il CAS, e questo è il discrimine temporale; quello territoriale è dato dal fatto che questa ordinanza va a stabilire che chi ha acquistato la casa nel territorio comunale dove aveva la residenza o in uno limitrofo o in altro comune dove ha percepito il CAS, perderà il contributo. Tutto questo non trova logica né ragione”.

A chiudere, il presidente dell’associazione La Terra Trema Noi No, Camillozzi, più volte al centro di azioni volte alla tutela dei diritti dei terremotati: “Siamo ancora qui, in piena doppia emergenza per difendere i nostri diritti che vengono di nuovo calpestati. Faremo battaglia, ricorreremo al Tar e invitiamo tutte le persone interessate di intervenire all’assemblea di sabato”.

Gaia Gennaretti
Sono pronti a fare battaglia, e hanno già dato mandato all'avvocato Marco Massei, i membri dell’associazione La Terra Trema Noi No. Al centro dell’azione legale che stanno organizzando ci sono soprattutto le modifiche del Cas. Ad aver aderito sono già una trentina di terremotati ma chi lo volesse può ancora unirsi inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Abbiamo già una trentina di contatti - spiega il presidente dell’associazione, Diego Camillozzi - e quasi ognuno di loro ha una situazione differente benché il comune denominatore, che li farà trovare in difficoltà, sia il cambio delle regole sulla percezione del Cas, il contributo per l’autonoma sistemazione. Le persone sulla base di questo denaro può aver fatto delle scelte di vita. In base all’ordinanza 614 la Protezione Civile ha raccolto le pratiche per rimodulare il contributo poi con l’ordinanza 670 sono state apportate ulteriori modifiche”.

Con l’ordinanza 614, il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha disposto che le famiglie che percepivano il Cas presentassero una dichiarazione, sulla base di un fac-simile, riguardante tutti i componenti del nucleo e sottoscritta dai medesimi con la quale attestavano di “aver provveduto o essere nei termini per provvedere, alla presentazione del progetto di ricostruzione presso l’ufficio ricostruzione competente, o di non essere proprietari in data anteriore agli eventi sismici di un immobile idoneo all’uso per il nucleo familiare e che non sia stato già locato in forza di contratto o concesso in comodato d’uso regolarmente registrati ad una data anteriore agli eventi sismici, ubicato nel medesimo comune, oppure in un comune confinante, di non aver fatto rientro nell’abitazione danneggiata dal sisma, di essere proprietari o titolari di diritti reali su immobili con danno B o C, ivi rientrati dopo la realizzazione dei lavori di temporanea messa in sicurezza e di non poter risiedere nell’abitazione principale, abituale e continuativa nel periodo di esecuzione dei lavori di riparazione definitiva, di non aver trasferito la residenza o il domicilio al di fuori dal territorio regionale, di non aver trovato altra sistemazione avente carattere di stabilità o di non essere assegnatari di un alloggio di servizio messo a disposizione dall’amministrazione di appartenenza”.

L’ordinanza 670 modificava ulteriormente, in corsa quindi, i precedenti articoli con alcuni piccoli ma sostanziali cambiamenti: “Sono state modificate le carte in tavola anche a seguito della presentazione della modulistica - sottolinea ancora Camillozzi - e ci sembra assurdo che ad esempio ci sia una differenza tra chi ha deciso di comprare una nuova casa subito dopo il sisma e chi invece ha deciso di farlo a seguito della modifica della normativa. I primi non hanno diritto a nulla mentre i secondi hanno diritto a 36 mensilità di Cas. È anticostituzionale e non paritaria”. Ci sono infatti casi di persone che hanno dovuto acquistare una nuova casa a causa della moria di abitazioni da poter affittare o per altre valide motivazioni, anche prima che la Protezione Civile stabilisse un contributo di 36 mensilità per fare questo, ma a questi soggetti non spetterà nulla mentre chi lo farà d’ora in avanti potrà godere di un importante sostegno: “Questa è forse la cosa più assurda, anche perché ci sono persone che hanno acceso un mutuo facendo affidamento sul Cas e non è giusto toglierlo. Chi ha scelto la formula del Cas peraltro è andato in qualche modo incontro allo Stato. Ha evitato la costruzione di Sae, e tutti sappiamo quanto sono costate e quanto ci hanno messo per alloggiare quante persone? Neanche 4mila persone su 28mila della provincia di Macerata. Chiediamo quindi che una volta per tutte accelerino sulla ricostruzione e ci facciano rientrare in casa e poi che nel frattempo si mantengano i diritti acquisiti a seguito del sisma e si pensi anche ai giovani. Altrimenti potremmo pensare che ci sia un piano per spopolare l’entroterra. Ricordiamoci poi che ad oggi la fine dello stato di emergenza decadrà il 31 dicembre - conclude - e bisogna valutare se non sia il caso di prorogarlo ulteriormente”.

L’avvocato Marco Massei, di San Severino, ha ricevuto mandato per avviare l’azione legale congiunta e si stanno analizzando i vari casi, le varie situazioni e gli aspetti legali che comunque saranno illustrati in una conferenza stampa che sarà organizzata nei prossimi giorni.
"Le problematiche sono molteplici - spiega Massei - riguardano i percettori di Cas, i proprietari di seconde case che hanno acquistato l'immobile prima del novembre, gli sfollati che risiedono nelle strutture ricettive e anche i molti altri soggetti che hanno percepito i contributi fino a maggio e che oggi corrono il rischio, per via di una ordinanza interpretata retroattivamente, di dover restituire delle somme. Io sto predisponendo delle diffide con cui si chiede di rivedere il problema contestando le richieste che ci sono state, da un lato, e chiedendo di continuare nell'erogazione dei contributi,dall'altro, nei confronti di soggetti che hanno già avuto una disgrazia infinita nel perdere la propria casa. Su questo aspetto - prosegue - vorremmo anche sensibilizzare la Regione e chiedere un incontro con la Protezione Civile. Non si può andare a modificare una ordinanza in maniera peggiorativa se le persone hanno riposto fiducia in questa e hanno anche progettato la loro vita in base a questa. Non si possono calpestare i diritti così".

Gaia Gennaretti

Partirà già sabato mattina la sanificazione delle Sae dell'entroterra. E' il progetto che hanno deciso di mettere in campo  la Cooperativa di comunità Cam-On di Camerino e  l'associazione "La terra trema noi no". Il nuovissimo servizio, si prefigge di arrecare un aiuto alle numerosissime famiglie che vivono nelle Soluzioni abitative d'Emergenza, nel rendere più salubre e più sicura dal punto di vista sanitario, la vita all'interno di quelle che di fatto, stanno diventando residenze sempre più stabili.

" La cooperativa Cam-On- spiega il presidente Sante Elisei- aveva già fatto un investimento per l'acquisto di un'apposita attrezzatura da utilizzare allo scopo. Si è dunque   pensato che potesse essere adatta anche per un trattamento di sanificazione anti- covid delle 'casette', restituendo una maggiore sicurezza agli abitanti. L'esigenza nasce anche dalle ripetute segnalazioni che si sono avute, riguardanti muffe, marciume e funghi riscontrate nelle Sae - continua Elisei- ; le prime chiamate di cittadini sono infatti riferite proprio a queste criticità che purtroppo continuano a verificarsi. Abbiamo delle richieste da Muccia, Valfornace e Pieve Torina e stiamo organizzando una sorta di calendario di interventi  che saranno completamente gratuti, in quanto i costi verranno ad essere interamente coperti dall'associazione "La terra trema noi no". 

Per richiedere la sanificazione gratuita delle Sae, occorrerà prenotarsi in anticipo inviando un Sms o un messaggio WhatsApp al numero 3312233904, indicando solo il nome, cognome, Comune, Località e numero della Sae, in maniera tale da organizzare il tutto. L'esecuzione del trattamento richiederà  pochi minuti, senza comportare grossi disagi ai residenti.

"Abbiamo messo insieme le forze - dichiara il presidente dell'associazione dei terremotati Diego Camillozzi -. E' una collaborazione che nel nostro piccolo ci consente di essere d'aiuto a delle comunità che in questo periodo stanno vivendo una doppia problematica: da un lato la salubrità non propriamente eccelsa dell'aria che si respira all'interno delle casette, dall'altro, l'esigenza di garantire una maggiore sicurezza sanitaria  dato il periodo di pandemia che si sta attraversando.  La disinfezione sarà utile dunque sotto entrambi i profili. Ci mettiamo a disposizione di tutti gli abitanti delle Sae dell'entroterra, finanziando questa operazione che ci vede protagonisti in sinergia con la cooperativa Cam On che si è dotata di questa tecnologia avanzata. Inizieremo gà sabato mattina dal comprensorio di Muccia, Pieve Torina e Valfornace e poi continueremo a muoverci negli altri villaggi Sae dell'entroterra maceratese. Non si tratta di un trattamento invadente e non richiederà spostamenti di mobilia. La sanificazione sarà veloce e, in una ventina di minuti, gli abitanti potranno rientrare nelle loro casette".

Carla Campetella

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