L’accusa di omissione di atti d’ufficio rivolta dai sindaci di Castelsantangelo sul Nera, Monte Cavallo e Valfornace all’Unione Montana di Camerino viene respinta al mittente dal presidente dell’ente Alessandro Gentilucci, la cui risposta non si è fatta attendere.

“A rispondere – dichiara Gentilucci – saranno in primo luogo i sindaci che sono stati tirati in ballo dopo aver salvato un ente che gli stessi sindaci che oggi scrivono avevano deciso di affossare e che il territorio della Marca Montana di Camerino non dovesse avere più una sovrastruttura. I sindaci che oggi protestano decisero di non entrare nell’Unione Montana perché vi erano troppi debiti e tutta una serie di criticità. Quando poi, nell’emergenza terremoto, li ho richiamati sono andati in ordine sparso”.

Smentisce anche sulla mancata risposta alle richieste dei 3 primi cittadini Alessandro Gentilucci. “Gli atti sono pubblici, così come le risposte fornite – conclude – Alla ricezione della richiesta di ingresso come ente abbiamo risposto indicando le modalità di ingresso. Questa la dimostrazione che non siamo ostativi verso nessuno”.

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“Omissione di atti d’ufficio” gridano all’unisono i sindaci dei comuni di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, Valfornace, Massimo Citracca, e Monte Cavallo, Pietro Cecoli, puntando il dito contro l’Unione Montana di Camerino. I 3 comuni, infatti, hanno chiesto di aderire all’Unione, ma da oltre 18 mesi ancora non hanno ricevuto alcun riscontro né di mancato accoglimento, né di qualsiasi altra motivazione, nonostante i numerosi solleciti. Le diffide sono state inviate anche al governatore Ceriscioli, all’assessore Sciapichetti e per conoscenza al Prefetto di Macerata con la descrizione, nel dettaglio e con documentazione allegata, del le ragioni e dei fatti che si sono susseguiti nel tempo e delle illegittimità verificatesi e ad oggi non ancora rimosse.

“Strano ma vero, ad oggi ancora nessuna risposta – dichiarano sgomenti i 3 sindaci - Siamo certi che le massime istituzioni regionali stiano valutando come intervenire a questo censurabile, illegittimo e incomprensibile comportamento di un Ente Pubblico sovracomunale che avrebbe dovuto chiedere ai comuni che non aderirono alla trasformazione da Comunità Montana a Unione Montana di entrare, se non altro per le ragioni post sisma e per dimostrare una compattezza politica di un’area che di tutto ha bisogno, meno di essere oggetto di divisioni perché danneggiano un intero territorio. Si nascondono meschinamente le vere ragioni di questo insolito “non fare” non prendendo atto che ormai tutti conoscono le vere ragioni: quelle della democrazia rappresentativa che se non conviene si osteggia in tutti i modi! E’ altresì incontrovertibile e sotto gli occhi di tutti la totale assenza di qualsiasi iniziativa dell’Unione Montana Marca di Camerino per il territorio.
Le altre due Unioni Montane di San Severino e San Ginesio, hanno attivato e concretizzato importanti progetti e servizi dimostrando ampiamente un ruolo di Ente sovracomunale che supporta e integra i Comuni aderenti con significativi risultati. Si approfitta per ringraziare il Sindaco del Comune di Camerino che ha comunque coordinato egregiamente importanti incontri sulla ricostruzione post sisma, sulla sanità e sui servizi coinvolgendo tutti i Comuni del nostro comprensorio cercando di sopperire al disagio che arreca la mancata partecipazione di tutti. Qualcuno dimentica che si deve essere sempre al servizio delle Istituzioni e mai al contrario!”.

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“La via del ritorno – documentario su Nemi, “zona rossa”. Un cortometraggio girato da Federico Fabrizi, studente di arti cinematografiche, che narra, grazie alla collaborazione dei residenti che hanno voluto portare la loro testimonianza, la situazione attuale di Nemi, la più popolosa frazione del comune di Valfornace, che dopo il sisma si è quasi svuotata, con gli abitanti che vivono tutti nella provvisorietà delle Sae. Così il paese sopra il colle appare transennato e vuoto, quasi come non esistesse più. Una denuncia di come a 4 anni dal sisma nel cratere sia ancora tutto fermo, mentre come detto da una delle voci narranti “qui muore una cultura” e si spezzano i legami. “Un bel documentario – lo ritiene il sindaco di Valfornace Massimo Citracca – per ricordare le nostra bella frazione di Nemi con le case inagibili dopo il terremoto. Sono anche io originario di Nemi e vedendo questi luoghi abbandonati non posso non provare profonda tristezza.

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C’è una zona rossa, siamo in attesa di una perimetrazione, ma i fondi che ci sono stati assegnati dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione sono insufficienti e non riusciamo a trovare tecnici disposti a portare avanti questo percorso. A breve attendiamo anche la visita del commissario Legnini al quale esporremo il problema per fare in modo che anche in questi luoghi possa partire la ricostruzione privata”.

Maggiori approfondimenti li troverete sul settimanale L'Appennino camerte

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Semplificazioni nelle procedure della ricostruzione, una nuova viabilità e il piano dell’emergenza nel primo consiglio comunale che si è svolto a Valfornace dopo la chiusura determinata dall’emergenza Covid. “Finalmente siamo riusciti ad approvare la variante alle norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore, riuscendo soprattutto ad eliminare i Piani Attuativi e di recupero per gli edifici delle ex frazioni di Pievebovigliana. Con questo riusciamo anche a garantire la demolizione e la ricostruzione per gli edifici gravemente danneggiati dal sisma. Un aspetto fondamentale per poter accelerare la ricostruzione”. Aggiornato, inoltre, il Piano Triennale delle opere pubbliche, che prevede tra l’altro la realizzazione della viabilità alternativa in località Fiano per un importo complessivo di 108.255,00 euro già finanziato dalla Protezione Civile. “Un intervento – prosegue il primo cittadino - che doveva essere effettuato già all’indomani della crisi sismica iniziata nell’agosto 2016, così come nell’analogo lavoro fatto in località Nemi, ma che si è finalmente concretizzato solo oggi”. Infine il consiglio comunale ha redatto il Piano di Emergenza Comunale di Protezione Civile, sintetizzando i precedenti piani vigenti nei territori degli ex comuni di Pievebovigliana e Fiordimonte ed adeguandolo alle attuali disposizioni.

f.u.
Tardiva, insignificante e dal tono pre elettorale. Così sei sindaci dei comuni terremotati dell’entroterra maceratese, definiscono la riunione convocata dal Presidente Anci Marche Mangialardi a Roma, motivo per cui, hanno deciso di non parteciparvi. Mancata concertazione preventiva, mancata considerazione delle loro istanze mai seguite da fatti concreti, situazione di stallo inaccettabile, hanno spinto i primi cittadini di Caldarola, Castelsantangelo sul Nera, Monte Cavallo, MucciaSerravalle di Chienti e Valfornace a disertare l’incontro.
" Un'iniziativa del genere- afferma Luca Giuseppetti sindaco di Caldarola- avrebbe dovuto prima essere meglio condivisa tra tutti insieme all'Anci. In secondo luogo ne abbiamo fatte talmente tante di riunioni che ormai le parole non servono più. Ci servono solo i fatti perchè dobbiamo andare avanti. Ci serve serietà e concretezza. altrimenti, sono anni che diciamo sempre le stesse cose e tutto fa pensare che non vi sia alcuna volontà di venirci incontro. Nessuno si interessa più dei nostri territori e le attenzioni vengono rivolte altrove. Lo Stato ha lasciatio in standby  4 regioni che ormai conoscono solo una situazione di lentezza assurda. Tante parole ma la sostanza ancora non si è vista. I sindaci sono quelli che ci mettono sempre la faccia e che mai si tirano indietro ma, è ora di finirla. Le chiacchiere e le riunioni a Roma non servono. Serve concretezza".
A oltre tre anni dal sisma, di fronte alla totale assenza di una reale percezione dei danni subiti, la misura è talmente colma che se non si registrerà  una significativa e tempestiva inversione normativa, i primi cittadini dei sei comuni, dicono di non poter escludere iniziative eclatanti che potrebbero portare anche a rimettere il mandato e consegnare le fasce tricolori al Presidente del Consiglio.
" Non è da una riunione al Pio Sodalizio dei Piceni che si risolvono le problematiche e oltretutto -dichiara il sindaco di Montecavallo Pietro Cecoli-, in vista delle prossime elezioni regionali, l'incontro appare una strumentalizzazione per il tornaconto di qualcuno. Spero che non sia così, ma l'impressione è lampante. Viviamo tutti una situazione di stallo insopportabile- aggiunge Cecoli-. Un terremoto di queste proporzioni i cui danni ricadono su un territorio vastissimo, non può essere gestito con leggi ordinarie nè con la nomina di un Commissario calato dall'alto: la politica deve fare il suo lavoro e il territorio deve fare il suo. E' sui territori che insistono le problematiche e i sindaci debbono essere parte attiva, non delle figure esautorate già il giorno dopo il dramma". 
A poco niente sono servite le audizioni dei sindaci nelle Commissioni Parlamentari di Camera e Senato prima delle trasformazioni in Legge del Decreto, nè i  testi di revisioni elaborati dalla stessa ANCI, dalle Regioni e dai Sindaci.
" Andare a Roma per ripetere sempre le stesse cose mi è sembrato inutile- dice Mario Baroni, sindaco di Muccia- sarebbe stato più opportuno convocare la riunione sui nostri territori dove ci sono i danni e i problemi. Le nostre amnministrazioni hanno il problema del personale aggiuntivo della ricostruzione che raggiunti i tre anni dobbiamo licenziare; è un problema che segnaliamo da tempo e che non ha avuto ancora risposta e riguarda tutti i comuni del cratere. Sono tre anni che chiediamo modifiche per accelerare la ricostruzione, lo stesso Conte ha ascoltato e letto le nostre esigenze. A cosa serve ripetere, sempre le stesse cose se nessuno ci ascolta". 

" Non ne possiamo più- rincalza Mauro Falcucci, primo cittadino di Castelsantangelo - Non vogliamo più essere correi di quello che non funziona. Tutti ci dicono che abbiamo ragione e nessuno ci aiuta. Tutti ci dicono non vi lasceremo soli e di fatto tutti ci abbandonano. La misura è davvero colma e personalmente non voglio più essere correo della fine della Montagna e della non ricostruzione. Qui è tutto a terra, non c'è più niente e allora, o qualcuno ci dà delle risposte serie, pratiche e concrete che oramai tutti sanno quali sono e, se veramente c'è questa volontà si facciano le norme, altrimenti, ci si dica chiaramente che la volontà era quella di buttare via un mare di soldi e che in montagna non ci potremo rimanere. Ce ne faremo una ragione come quando si è colpiti da una malattia purtroppo incurabile. Non possiamo più attendere e, se questa è la fine- conclude Falcucci- personalmente arriverò alla estrema ratio di rimettere il mandato. Non voglio partecipare alla morte della mia montagna, del mio paese e della mia comunità".

Il sindaco di Valfornace, Massimo Citracca, risponde agli attacchi del consigliere Sandro Luciani in merito ad alcune scelte amministrative che l'ex sindaco di Pievebovigliana non condivide.
"Nonostante il perdurare delle difficoltà burocratiche - esordisce Citracca - , che stanno rallentando la ricostruzione pubblica in tutti i comuni del cratere, sono stati compiuti investimenti e sono state realizzate opere pubbliche da parte dell’attuale amministrazione comunale grazie alla generosità dei privati, che hanno proposto al Comune di Valfornace di realizzare a proprie spese alcune opere. Ad esempio, il centro di aggregazione polifunzionale dell’area Sae di Fiordimonte o il parco giochi realizzato in un’area Sae di Pievebovigliana, che verrà aperto al pubblico nel prossimo mese di febbraio, così come il presidio della Croce Rossa Italiana con annesso centro polifunzionale sono le nuove opere pubbliche che non risultano di certo presenti negli atti dell’ente attraverso delibere di approvazione di tali progetti da parte della Giunta precedente".

Il primo cittadino reputa "di cattivo gusto la rivendicazione da parte del consigliere Luciani una qualsiasi velleità di intestazione di meriti, soprattutto nella situazione drammatica per la comunità a seguito del sisma: mentre ritiene di dover ringraziare anzitutto chi si è fatto promotore delle donazioni e dei progetti, unici veri artefici di azioni concrete di solidarietà.

Poiché è naturale infatti - dice - che ogni amministrazione debba cercare di portare a compimento opere iniziate anche dalle precedenti, sia per senso di responsabilità che per non dilapidare risorse pubbliche. Anche l’amministrazione Citracca ad esempio - prosegue - , si è trovata ad inaugurare opere partite dalle precedenti scelte amministrative, anche senza condividerne la ratio. Come ad esempio l’inaugurazione dell’area commerciale che la precedente amministrazione ha blindato in un sito che risulta inopportuno in quanto slegato dal centro abitato, penalizzando così oltre ai cittadini anche gli stessi esercenti.

Già in passato lo stesso Luciani - aggiunge Citracca - si è appropriato indebitamente della paternità di opere o iniziative promosse dall’attuale amministrazione, come ad esempio in occasione del primo festival dei Mieli Novelli, quando venne smentito dallo stesso presidente del consorzio apistico, anch’egli chiamato in causa".

Il sindaco di Valfornace precisa inoltre che "il servizio idrico è stato affidato all’Assm di Tolentino, come peraltro più volte detto in passato, in quanto è la stessa normativa che vieta ai comuni la gestione diretta. Gli utenti inoltre non hanno avuto alcun aggravio di costi in quanto, come tutti sanno, la fatturazione del servizio acquedotto e fognatura è stata sospesa in conseguenza degli eventi sismici e comunque la eventuale futura ripresa dei pagamenti garantirà per un lungo periodo l’applicazione delle tariffe in vigore al momento della cessione del servizio. È pertanto evidente l’intenzione di Luciani di mirare esclusivamente a diffondere falsi allarmismi tra la popolazione, che non ha certo bisogno, in questo momento storico, di essere angosciata da falsi problemi.

L’Amministrazione Citracca - continua - , insieme ad altri otto comuni, ha ottenuto dal Gal Sibilla un finanziamento complessivo di circa 1 milione e 400mila euro per la realizzazione di una pista ciclabile lungo le sponde del lago di Polverina e ciò contraddice con quanto erroneamente affermato da Luciani, secondo il quale mancherebbero progetti legati al settore ciclabile".
Poi il chiarimento sulla approvazione del bilancio: "Nel mese di dicembre 2019 il Consiglio Comunale - dice Citracca - , per la prima volta nella sua storia, ha approvato il bilancio di previsione per gli anni 2020-2022 prevedendo nuove agevolazioni per i cittadini tra le quali l’abbassamento del buono pasto scolastico ad un euro e il riconoscimento di uno sconto nella tariffazione del servizio rifiuti, la cui fatturazione riprenderà da quest’anno. Queste misure sono state rese possibili dai maggiori trasferimenti dovuti alla fusione. Occorre altresì far notare che il consigliere Luciani, unico assente alla discussione delle delibere di approvazione del bilancio e giunto in consiglio comunale con un notevole ritardo e in coincidenza con il momento delle votazioni finali, non ha dimostrato alcun interesse nel sostenere le proprie posizioni, le quali peraltro sono state rese note soltanto mediante gli organi di stampa.

La nuova Amministrazione comunale ha provveduto a rinnovare il parco dei mezzi, i quali sono stati in parte donati da privati ed in parte acquistati con fondi propri. Non è al riguardo assolutamente pertinente il tono della polemica di Luciani, in quanto risulta evidente che solo la ricostruzione degli edifici comunali inagibili assicurerà il ricovero ai pochi automezzi che attualmente sono parcheggiati non al chiuso.

Non risulta da alcuna parte - conclude facendo riferimento all'accusa di "battere la fiacca" - che il Comune di Valfornace viaggi ad una velocità diversa dagli altri comuni del cratere. Del resto saranno sempre i cittadini che, al termine del mandato, potranno giudicare - tiene a precisare Citracca - con il proprio voto l’operato dell’attuale Amministrazione, così come hanno fatto nelle elezioni del 2017, in occasione delle quali da Luciani non sono stati illustrati i progetti che lo stesso ancora oggi sostiene di avere avviato e che, forse, proprio non esistevano”.

GS




 
"L'amministrazione batte la fiacca". Commenta così Sandro Luciani, ex sindaco di Pievebovigliana ed attualmente capogruppo di minoranza di Valfornace, il comportamento dell'attuale amministrazione comunale, accusando il primo cittadino di non nominare mai l'impegno della precedente guida.

"Chiedo al sindaco di Valfornace, Massimo Citracca, di venire a spiegare in un dibattito pubblico in tv quello che ha fatto in questi due primi anni e mezzo di mandato per il paese, se ha problemi può portarsi assessori e fiancheggiatori".
Esordisce Sandro Luciani prima di attaccare l'amministrazione punto su punto: "In occasione di alcune inaugurazioni, a cui sono stato presente - precisa - , sarebbe bastato accennare a chi ha ideato e portato avanti progetti come il centro polifunzionale donato da Amma Italia e messo a Piane Campi la struttura che sarà donata dalla Croce Rossa Italiana di Lucca. È iniziato tutto durante la mia amministrazione - spiega - , sono progetti che ho caldeggiato e portato avanti. Prima di tagliare i nastri, Citracca avrebbe fatto bene ad accennarlo, lui non si dovrebbe vantare di ciò che non ha ideato. Sul Pil si trova già a metà dell'opera, si parla la lingua delle due ruote, perché - chiede Luciani - l'amministrazione non ha mai portato avanti progetti legati al settore ciclabile, in un contesto di fondovalle dove si intrecciano la via Lauretana e la via Francescana? Nell'ultimo consiglio, in quaranta minuti, hanno approvato il bilancio di previsione che meritava una seduta a parte. Avevo chiesto di abbassare l'Imu delle seconde case per chi è originario del paese, mi è stato risposto che chi ha la casa inagibile comunque non può venire. Con i maggiori fondi disponibili grazie alla fusione dei due comuni di Pievebovigliana e Fiordimonte, si potrebbe abbassare la pressione fiscale - propone l'ex sindaco di Pievebovigliana - . Il sindaco dovrà spiegare anche perché ha affidato il servizio idrico all'Assm, per cui si prevede un forte aumento dei costi a carico dei cittadini. Questa società non risponde al governo dell'acqua della montagna. Piuttosto il sindaco renda conto di quanto elargisce alle famiglie, semplicemente per un buono pasto alla mensa scolastica. Nemmeno si è riusciti a ricollocare i mezzi comunali, perché con la fusione dei due comuni e l'acquisto di mezzi nuovi, il loro numero è salito. Perché - domanda - non c'è un luogo dove metterli? Come mai i centri vicini riescono a fare tutto e a Valfornace non si riesce a fare niente? Alcuni comuni corrono, altri segnano il passo, altri ancora battono la fiacca - conclude - , portando avanti progetti approntati dalla precedente amministrazione".

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Radio C1 inBlu è felice di rendere disponibile anche sul suo sito Super Sciame Dance - Pievebovigliana 2018, l'audio documentario da ballare di Studiovuoto andato in onda il 14, 15, e 16 dicembre del 2018 sulle nostre frequenze. 

Super Sciame Dance - Pievebovigliana 2018 è parte di  s.c.i.a.m.e. (spazio costruito insieme aperto a molteplici esperienze), progetto partecipativo portato avanti dalle associazioni La città bambina (Firenze) e Les Friches (Macerata) cui hanno preso parte gli abitanti di Pievebovigliana, i bambini e le maestre della scuola elementare del paese, e nell’ultima fase i gruppi della rete S.L.U.R.P. (Spazi Ludici Urbani a Responsabilità Partecipata): Cantieri Comuni (Roma), Lemur (Bcn), Todo (Sicilia), i nomadi Senza Studio e Studiovuoto,  e il Giardino del Guasto (Bologna).

 

di:  Valeria Muledda / Studiovuoto

con: Silvana Belfiori, Alvaro Caramanti, Nicola Cecola, Massimo Citracca, Vincenzo Conforti, Telma Chessa, Annarita Citracca, Sandro Luciani, Alan Mazzoni, Pietro Paganelli, Adele Ramadori, gli abitanti di Pievebovigliana, i bambini e le maestre della scuola elementare di Pievebovigliana, i partecipanti parte della rete S.L.U.R.P. , e Lea.

 

Lo sciame sa quando è il tempo. lo sciame si prepara. lo sciame lascia, cerca, decide, sceglie. trova un nuovo spazio. lo sciame fa spazio. lo sciame ricomincia. lo sciame è la base. un gruppo di persone è più della somma dei suoi singoli elementi. sciamare. vivere. insieme. fare il miele. rifondare sé stessi insieme agli altri. rifondarsi comunità.

E’ il 2016. Il terremoto è tornato dopo vent’anni ed ha sconvolto le vite degli abitanti delle zone colpite. A Pievebovigliana gli abitanti hanno lasciato il loro paese e le loro case per lungo tempo, da poco molti di loro sono tornati, a ricominciare una vita nel luogo in cui hanno sempre vissuto. Come le api hanno sciamato, come le api si sono aiutati, come le api di questo tempo difficile per la Terra hanno avuto problemi che sovrastano le possibilità di ognuno. Piano piano ritrovano il ritmo dell’abitare, lo sguardo, l’azione, e la visione, perché la comunità insieme possa sentire la sua forza ed il miele prezioso di cui da sempre è capace. Ispirati dalle api il 6 di ottobre del 2018 come loro hanno danzato insieme in una bella festa, accogliendo la proposta di artisti e associazioni che negli ultimi due anni hanno fatto con loro un pezzo di strada. Super Sciame Dance - Pievebovigliana 2018 è la playlist della festa di questo nuovo alveare in costruzione, un audio documentario da ballare che esplora il farsi del nuovo dialogo tra spazio, comunità, e territorio a Pievebovigliana.

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Nella prima settimana di ottobre del 2018 si conclude collettivamente il progetto s.c.i.a.m.e. (spazio costruito insieme aperto a molteplici esperienze), percorso partecipativo per la trasformazione in autocostruzione del cortile della nuova scuola elementare prefabbricata portato avanti dalle associazioni La città bambina (Firenze) e Les Friches (Macerata) cui hanno preso parte gli abitanti di Pievebovigliana, i bambini e le maestre della scuola elementare del paese, e nell’ultima fase i gruppi della rete S.L.U.R.P. (Spazi Ludici Urbani a Responsabilità Partecipata): Cantieri Comuni (Roma), Lemur (Bcn), Todo (Sicilia), i nomadi Senza Studio e Studiovuoto,  e il Giardino del Guasto (Bologna).

Super Sciame Dance- Pievebovigliana 2018 è un audio documentario da ballare di Valeria Muledda / Studiovuoto che nasce con la festa danza collettiva proposta da Studiovuoto per la conclusione del progetto. Si tratta di un’indagine documentaria dell’abitare che si fa azione collettiva, danza come arte pubblica che diventa festa liberatoria dell’urbano e della storia che scriviamo negli spazi in cui viviamo.

Le api ispirano l’azione danzante di Super Sciame Dance per le loro modalità comunitarie, il loro linguaggio, le loro danze legate al nutrimento collettivo, la loro “intelligenza di sciame”, la loro realtà sonora. Danzare è abitare, danzare insieme è abitare insieme. Super Sciame Dance è la danza delle api umane che celebrano e gioiscono la propria comunità in creazione. E’ ronzare forte l’alveare per sentire il gusto di un’altra vita urbana.

Super Sciame Dance è parte di SCIAME (2017, in progress, Studiovuoto)processo nomade di partecipazione e creazione condivisa con al centro le api, la comunità alveare e la comunità umana, il territorio; è un percorso in cui il modo di vivere delle api ispira il processo stesso, le sue pratiche condivise, le relazioni, lo spazio che ne emerge. SCIAME inizia il suo viaggio nel 2017 in Catalogna, a Barcellona, prosegue nel delta del fiume Ebro e a El Perelló, il villaggio del miele, e a Pievebovigliana, in Italia, nel 2018.

Grazie a tutti gli abitanti di Pievebovigliana, al Comune e all’amministrazione, alla Pro loco di Pievebovigliana, alle associazioni La città bambina e Les Friches, ad Alan e Bruno Mazzoni.

 

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