Si avvicinano i fine settimana clou a Castelluccio di Norcia: come ogni anno la natura è pronta a stupire i visitatori dell’entroterra e, per preservare lo spettacolo dalle insidie del traffico incontrollato tipico dell’inizio dell’estate, i tre Comuni di Castelsantangelo sul Nera, Arquata del Tronto e Norcia, insieme al Parco nazionale dei Monti Sibillini hanno siglato un accordo per contingentare gli accessi e le soste selvagge in auto e camper nei sabati e nelle domeniche.

Un vero e proprio “green deal”, nato dall’esigenza di coniugare le opportunità economiche e turistiche per l’area e gli aspetti ambientali dell’ecosistema. Il piano ha visto i tre Comuni e l'ente Parco al lavoro sin dallo scorso marzo. L’accordo stabilisce le modalità di accesso dalle tre “porte” verso le Piane di Castelluccio per i tre fine settimana del 25 e 26 giugno, 2 e 3, 9 e 10 luglio. Durante questi weekend centrali della fioritura sarà vietato da Norcia il passaggio di autovetture e camper, mentre sarà consentito libero accesso ai mezzi a due ruote, ai bus turistici e alle autovetture di residenti, dimoranti, esercenti, soggetti non deambulanti o di coloro comunque in possesso di idonea autorizzazione.

Per quanto riguarda Castelsantangelo sul Nera e Arquata del Tronto, durante i tre fine settimana di chiusura sarà consentito il solo transito con autovetture (no ai camper) a tutti coloro abbiano la necessità di andare da Castelsantangelo sul Nera verso Arquata del Tronto o viceversa. Questo con l’assoluto divieto di sosta e fermata. In particolare, da Castelsantangelo sul Nera si potrà procedere in direzione Arquata del Tronto attraverso la strada provinciale, mentre da Arquata del Tronto in direzione Castelsantangelo sul Nera il transito verrà deviato dalla provinciale sulla strada “Delle Cavalle” (le deviazioni saranno comunque segnalate sul posto). Pertanto, per coloro che durante i tre fine settimana di chiusura vorranno raggiungere Castelluccio con autovetture e camper l’unico modo previsto per tutte e tre le porte di ingresso alle Piane sarà quella di lasciare il proprio mezzo in uno dei parcheggi resi disponibili, per poi raggiungere Castelluccio grazie alle navette, a piedi o in bici.

«Per poter usufruire di questo sistema di parcheggi di prossimità e servizio navette – fanno sapere gli enti – è indispensabile prenotare il posto autovettura/camper presso uno di tali parcheggi e, in base alla numerosità dei passeggeri, i relativi posti navetta. La prenotazione dovrà essere effettuata tramite il portale Parchi Aperti (www.parchiaperti.it). Al momento della prenotazione, il servizio di bigliettazione elettronica consentirà di effettuare il pagamento, sia del parcheggio che della navetta».

Nei giorni feriali sarà invece consentito il libero accesso a tutti i mezzi e da tutte e tre le porte di ingresso, fermo rimanendo comunque il divieto di sosta sui prati.
La Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha visitato ieri pomeriggio il centro storico di Visso dove ha potuto verificare sul campo lo stato della ricostruzione post sisma.
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L'incontro con i sindaci del territorio e le tante autorità presenti si è poi svolto nella sede del Parco Nazionale dei Monti Sibillini: "è un onore, per l'ente Parco, aver potuto accogliere la seconda carica dello Stato" ha sottolineato il presidente, Andrea Spaterna, "ed è importante che sia stata proprio la nostra nuova sede, lo spazio fisico che ha dato voce alle diverse realtà dell'area, in primis i sindaci, favorendo un dialogo istituzionale di tale livello. Il ruolo del Parco è anche questo, fungere da elemento di raccordo tra attori che, pur con competenze differenti, hanno un medesimo obiettivo: lavorare ad una ricostruzione necessaria, consapevole, sostenibile. Il Presidente del Senato ha potuto constatare la compattezza di un fronte unito dove sindaci, regione, parco, università rappresentano una comunità viva che non vuole e non può rinunciare a immaginare un futuro per queste terre e per chi le vive. Noi, come Parco, continueremo a fare la nostra parte e a dare il nostro contributo".
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Esprime soddisfazione il sindaco di Visso, Maurizio Spiganti, dopo la seduta del consiglio comunale di qualche giorno fa in cui è stata approvata la concessione in comodato d’uso gratuito dell’area comunale in via dei Cappuccini, a favore del demanio. Questo provvedimento consentirà la costruzione della nuova Caserma del Reparto Carabinieri Forestali del Parco Nazionale dei Monti Sibillini nel

Comune di Visso per la quale l’ordinanza 27 del 14 ottobre 2021 stanzia 4 milioni e 500mila euro. L'intervento si aggiunge a quello di demolizione e ricostruzione della Caserma dei Carabinieri già finanziato dal commissario straordinario per la ricostruzione e in corso di progettazione.

Ma le belle notizie per Visso non finiscono qui. È infatti degli ultimi giorni la notizia dell'approvazione del Programma triennale dei lavori pubblici in cui è inserito anche il progetto di ricostruzione della sede dei Vigili del Fuoco per un importo di 3milioni e 800mila euro nel triennio 2022-2024.

“La concessione in comodato d’uso gratuito dell’area per i Carabinieri Forestali avrà una durata di 99 anni e, una volta pronto il progetto, partiranno i lavori. La sede distaccata dei Vigili del Fuoco invece - spiega Spiganti - sarà ricostruita nella sua attuale sede e concederemo un’altra porzione di terreno perché verrà più grande”.

L’amministrazione ha anche incontrato l’Agenzia del Demanio per affrontare un’altra delicata questione, relativa alla sede della Croce Rossa attualmente

ubicata nell'area oggetto di ampliamento del distaccamento dei Vigili del Fuoco, e che necessita di una struttura più adeguata e funzionale. “Le problematiche maggiori riguardano il reperimento dei fondi per la costruzione e l'ubicazione della nuova sede. Siamo comunque soddisfatti, per i risultati ottenuti, frutto di una intensa attività iniziata con l'amministrazione presieduta da Giuliano Pazzaglini e proseguita con quella attuale. Sono risultati per nulla scontati dato che inizialmente si prevedeva lo spostamento dei Carabinieri Forestali dei Monti Sibillini in un altro Comune. Ciò significa garantire il mantenimento di servizi di pubblica utilità per la popolazione di Visso e per tutti gli abitanti del comprensorio, ponendo attenzione

alla difesa di posti di lavoro e alla stabilizzazione di nuove famiglie sul territorio. Si va avanti decisi”.

Gaia Gennaretti
Inaugurata a Visso la nuova sede temporanea del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. 
Al taglio del nastro ha presenziato la sottosegretario del Ministero della Transizione Ecologica Ilaria Fontana insieme a tante altre autorità locali, regionali e nazionali.

“Abbiamo scelto una data simbolo: il 30 ottobre di cinque anni fa la devastazione del sisma ha rischiato di annientare questo territorio. Ne è seguito un periodo buio, difficile, ma grazie alla resilienza delle genti che lo abitano, al senso di appartenenza, al grandissimo lavoro svolto dalle istituzioni, in primis i sindaci, che hanno saputo prendere per mano le loro comunità, oggi siamo qui a inaugurare ufficialmente la nuova sede del Parco, con la convinzione che possa contribuire in modo significativo alla rigenerazione sociale ed economica del territorio”.
Ad aprire gli interventi è stato Andrea Spaterna, presidente dell’Ente Parco, che, dopo i saluti e i ringraziamenti, estesi al Prefetto di Macerata, al Questore e ai rappresentanti delle forze dell’ordine, delle Università e delle associazioni ambientaliste e di categoria presenti, ha ripercorso l’iter che ha portato il Parco a ritrovare un proprio spazio operativo, temporaneo, “costruito con criteri di ingegneria ambientale e di efficienza energetica, e che ha ridato dignità lavorativa ai dipendenti dell’ente, per lungo tempo divisi in sedi provvisorie, tra Visso, Foligno e Tolentino. Sono certo che la realizzazione di questa nuova sede possa rappresentare un segnale di speranza per tutto il territorio del Parco quale simbolo di una ricostruzione che è partita e che sta procedendo”.
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A fare gli onori di casa il sindaco di Visso, Gian Luigi Spiganti Maurizi. A seguire, ha preso la parola il Commissario Straordinario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, il quale ha sottolineato come la collaborazione tra le diverse autorità di governo sul territorio, centrale, regionale e locale, rappresenti un esempio virtuoso di “governo multilivello,  in cui s’incunea la funzione di un’istituzione di radicamento territoriale ma di rango statale come il Parco, e dove le decisioni vengono assunte in modo condiviso, senza dissensi, con una cooperazione costante e con l’obiettivo di una ricostruzione sostenibile”.
Per la Protezione Civile è poi intervenuto l’ingegner Nazzareno Santilli ricordando il “significato strategico del Parco per il territorio, anzitutto per l’attività di tutela delle risorse naturali che oggi, in condizioni di cambiamento climatico ed eventi estremi, acquista una forte valenza di prevenzione dei rischi”.
Si sono susseguiti altri interventi: il rettore dell’Università di Camerino, Claudio Pettinari, l’assessore della Regione Umbria, Enrico Melesecche, gli assessori della Regione Marche, Guido Castelli e Stefano Aguzzi, il vicepresidente del Parco, Alessandro Gentilucci, il presidente della Comunità del Parco, Michele Franchi, il Comandante della Regione Carabinieri Forestali Marche, Gianpiero Andreatta.
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In chiusura le parole del sottosegretario Ilaria  Fontana: 
“Per me è un onore essere qui, in questa giornata particolare in cui, con l’inaugurazione della nuova sede diamo un messaggio di essenzialità e di speranza. Il Parco deve essere al centro del percorso di ricostruzione in un momento in cui affrontiamo una crisi climatica che, proprio nei parchi, nelle foreste, nei boschi può trovare un argine. La transizione ecologica - ha detto- è la capacità di rispondere a queste sfide facendo perno sulla capacità di rete, sul lavoro di squadra delle istituzioni, sulle tante risorse a disposizione che dovremo saper utilizzare, perché oggi più che mai ambiente e lavoro devono andare insieme: lo dobbiamo alle generazioni che verranno”.
c.c.
Il Parco dei Monti Sibillini  sin dalla sua nascita, si è sempre preoccupato di favorire un equilibrio armonico tra natura e uomo. È chiaro che, a volte, questo equilibrio rischia di incrinarsi. Ed è per ciò che, per quanto di sua competenza, l’ente ha sempre cercato di mettere in campo tutte le azioni possibili per ovviare a situazioni di contrasto. Principale strumento è l'indennizzo dei danni provocati dalla fauna selvatica, anche alla zootecnia, ma ne sono esempio anche i contributi concessi per le recinzioni elettrificate a difesa degli animali da allevamento.

I recenti attacchi al bestiame al pascolo nella valle del Fargno sono stati subito affrontati a livello istituzionale con un incontro con il sindaco di Bolognola, Cristina Gentili, e con la società proprietaria del bestiame coinvolta nell’incidente, che ha comportato la perdita di due vitelli.

“Il Parco - ha dichiarato il presidente dell’ente, Andrea Spaterna - attiverà fototrappole per cercare di identificare il branco di lupi ritenuto autore dell’attacco. Non escludiamo di catturarne un esemplare per dotarlo di radiocollare satellitare per poi rilasciarlo per studiarne i movimenti ed approntare strategie di prevenzione. Di certo dobbiamo salvaguardare la legittima pretesa degli allevatori affinché non si ripetano o, almeno, si limitino al massimo gli attacchi al bestiame, prevedendo forme di ristoro efficaci; d’altra parte, dobbiamo considerare che il lupo è animale simbolo del Parco, nel quale svolge un ruolo ecologico fondamentale dal punto di vista faunistico ed è anche predatore dei cinghiali che rappresentano un problema forse più serio dei lupi per l’economia del territorio”
Si è ufficialmente insediata, nella veste di nuovo direttore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la dottoressa Maria Laura Talamè, già funzionaria dell'ente da oltre 20 anni. Maria Laura Talamè succede a Carlo Bifulco e resterà in carica per 5 anni.

"Una nomina ministeriale che va nella direzione della continuità, visto che nell'ultimo anno la dottoressa ha rivestito, peraltro egregiamente, il medesimo ruolo come facente funzione, forte anche della sua lunga esperienza lavorativa all'interno del Parco e della sua eccellente conoscenza del territorio" ha sottolineato il presidente dell'ente, Andrea Spaterna.

Laureata in biologia, con master di II livello in amministrazione e turismo, la Talamè gestirà una struttura che impiega ad oggi una ventina di dipendenti e diversi collaboratori e che ha, da poco, trasferito i suoi uffici in una nuova sede, seppur temporanea, sempre nel comune di Visso.

"È una responsabilità importante quella che ci siamo presi come amministratori e che affidiamo alla dottoressa Talamè in un momento cruciale per il territorio in cui si gioca la grande sfida della ricostruzione - ha dichiarato il vicepresidente dell'ente, Alessandro Gentilucci, durante un incontro con i dipendenti - Siamo certi che saprà assolvere il suo ruolo nel migliore dei modi". 


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f.u.
Confrontarsi sulle problematiche della pianificazione e gestione delle aree naturali protette nell’ottica di conciliare fruizione e conservazione della natura con le attività di ricostruzione post-sisma e con la gestione dei flussi turistici anche a seguito della crisi pandemica.

Questo lo scopo dell’incontro degli studenti del Master di II livello di Unicam “Aree interne: Strategie per la prevenzione, riduzione del rischio e rigenerazione post disastro naturale”, guidati dal professor Massimo Sargolini, con il presidente del Parco nazionale dei Monti Sibillini Andrea Spaterna e il direttore Maria Laura Talamè.

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Il presidente Spaterna, dopo una breve presentazione del Parco, ha illustrato agli studenti il ruolo dell’ente Parco nell’opera di rigenerazione post sisma del territorio, sottolineando come la chiave stia soprattutto nel dialogo costante con le varie realtà amministrative e associative che lo animano. Ciò ha portato, ad esempio, ad ottenere importanti finanziamenti da parte del Ministero dell’Ambiente per progetti finalizzati alla mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, nonché al rinnovo dell’adesione alla Carta Europea del Turismo Sostenibile per il quinquennio 2019 – 2023, con un piano di azioni strategiche consistente in 99 progetti, frutto di concertazione tra diversi attori a cominciare dai comuni.

Il rilancio del territorio passa inevitabilmente per il Parco “che deve avere – dichiara Spaterna - la capacità di dialogare, tessere alleanze, fungere da elemento di raccordo tra diverse esigenze, mettendo a disposizione le proprie competenze nei vari ambiti, valorizzando il suo ruolo precipuo che è quello di salvaguardare la natura. Se questo territorio è quel che è, così ricco di bellezze e tradizioni – ha concluso il presidente – lo si deve al fatto che uomo e ambiente hanno saputo convivere per millenni, raggiungendo un equilibrio che va rafforzato e rigenerato”.

f.u.

Senso di appartenenza e motivazione al viaggio. Sono queste le basi da cui riparte la seconda edizione di “Appennino Foto Festival. Luce della rinascita” che dal 17 al 25 luglio prossimi animerà i borghi dei Cinque Comuni (Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona).

Il calendario è stato presentato questa mattina dai tre fondatori del gruppo organizzatore Photonica 3: Marco Gratani, Stefano Ciocchetti e Sergio Paparoni (assente il quarto fondatore Roberto Verolini ndr).


Si tratta, infatti, di un progetto ideato e fortemente voluto dal gruppo belfortese di appassionati  di fotografia, grazie al sostegno dell’Unione Montana dei Monti Azzurri ed alla collaborazione della Regione Marche, del Parco Nazionale dei Sibillini e dei Cinque Comuni.

Quest’anno, infatti, diversamente dall’edizione del 2019, è stata inserita Caldarola all’interno di un circuito che vede protagonisti i territori interessanti da una ricostruzione che, seppur abbia preso il via, ha bisogno di valorizzare la bellezza incontaminata che la caratterizza.

“Photonica 3 nasce 12 anni fa - dice il presidente Gratani - dalla passione di quattro amici per la fotografia naturalistica e la voglia di far conoscere ed esportare la bellezza dei nostri territori. Negli anni il gruppo è cresciuto e si è affermato con eventi e mostre. In questo 2021 siamo rimasti in bilico fino a poco tempo fa per il Covid: non sapevamo se sarebbe stato possibile organizzare questa manifestazione, ma ci siamo riusciti e possiamo vantare di avere la presenza di nomi internazionali”. 


Il marketing territoriale che il festival vuole sostenere ha già il riscontro fattivo di chi, in vista della manifestazione, ha deciso di tornare sui Sibillini per quell’evento che tanto hanno apprezzato due anni fa e che ora conciliano con qualche giorno di vacanza: “Solo per la partecipazione al primo evento - conclude Gratani - sono state già prenotate circa 60 camere in tutto il territorio”.


A spiegare l’apertura e la prima parte di appuntamenti previsti dal festival è stato poi  Sergio Paparoni: “Si comincia sabato 17 luglio alle ore 18,30 nella piazza principale di Belforte del Chienti con il taglio del nastro della seconda edizione del Festival che sarà affidato ad una madrina d’eccezione come Licia Colò. Amata conduttrice televisiva, autrice televisiva, scrittrice e blogger italiana, la Colò è nota al grande pubblico come presentatrice di programmi di viaggi tra cui Alle falde del Kilimangiaro e per la sua attività di divulgazione scientifica. È autrice di vari libri che raccontano della vita degli animali e delle sue esperienze in giro per il mondo. Alle 21,15 nella stessa location inaugurale, è in programma la Premiazione della XV Edizione del Concorso Internazionale di Fotografia Naturalistica Asferico, rivista quadrimestrale di fotografia naturalista edita dall’Afni, Associazione Fotografi Naturalisti Italiani. Sul palco, insieme alla giornalista Barbara Olmai, che condurrà anche quest’anno tutti gli eventi, Emanuele Biggi, naturalista, curatore di svariate mostre scientifiche e conduttore della trasmissione GEO su Rai3.  Domenica 18 luglio alle ore 10,00 a Belforte del Chienti ci sarà l’inaugurazione della mostra di Asferico, in cui l’Afni esporrà le 84 Foto finaliste del XV Concorso Internazionale di Fotografia Naturalistica Asferico 2021. Al taglio del nastro prenderà parte un ospite d’eccezione come Stefano Unterthiner, autore di nove libri fotografici, Stefano è stato il primo italiano nella storia della fotografia moderna a lavorare su incarico del National Geographic. Le sue immagini sono pubblicate ed esposte in tutto il mondo e regolarmente premiate al Wildlife Photographer of the Year. Alle 21,15 ritroveremo Stefano Unterthiner in piazzetta a Belforte per presentare “Una vita selvaggia”, in cui porterà il pubblico a conoscere le sue avventure da fotografo naturalista in giro per il mondo.  Lunedì 19 luglio alle ore 21,15 a Caldarola, il filosofo e performer teatrale Cesare Catà, presenta “Cercasi Silvia disperatamente”, spettacolo in cui propone un Giacomo Leopardi diverso da quello conosciuto sui libri di scuola, un ragazzo ribelle e geniale”.


Ha proseguito Stefano Ciocchetti: “Giovedì 22 luglio sempre in serata, AFF prosegue il suo viaggio a Serrapetrona con “Paesaggi bestiali”, il libro con cui Marco Colombo, naturalista e fotografo, ci condurrà in un affascinante viaggio alla scoperta della biodiversità italiana.  Venerdì 23 luglio alle 21,15, a Camporotondo di Fiastrone, i tre fotografi Bruno d’Amicis, Luciano Gaudenzio, Maurizio Biancarelli raccontano il loro entusiasmante viaggio attraverso le montagne italiane alla ricerca del SUBLIME grazie a “Un paese mille paesaggi, l’Italia de l’altro versante”. Sabato 24 luglio l’Afni propone una uscita Fotografica di Paesaggio alle Lame Rosse nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, con i Soci della Sezione Marche. In serata a Cessapalombo, il fotografo professionista specializzato in tematiche ambientali e fotografia di paesaggio e montagna Fabiano Ventura e il giornalista Stefano Ardito, una delle voci più autorevoli in Italia in materia di montagna, alpinismo, di sviluppo turistico sostenibile e di conservazione della natura, propongono “Sulle tracce dei ghiacciai” Exploring the past for a sustainable future, un progetto fotografico-scientifico che coniuga comparazione fotografica e ricerca scientifica al fine di divulgare gli effetti dei cambiamenti climatici grazie all’osservazione delle variazioni delle masse glaciali negli ultimi 150 anni. Domenica 25 luglio, ultima giornata del Festival, alle ore 17,00 al Giardino delle farfalle di Cessapalombo, sono previsti laboratori didattici per grandi e piccini insieme ai gestori Fabiana e Patrizio, per divertirsi e imparare il rispetto della natura e degli esseri che la popolano. In serata l’Appennino Foto Festival chiude con un incontro sicuramente di alto livello come tutti quelli inseriti in questa seconda edizione e che non mancherà di richiamare un folto pubblico. Alle 21,15 a Belforte del Chienti il critico d’arte più popolare d’Italia, Vittorio Sgarbi, presenta L’arte nella fotografia naturalistica”.

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Non si sa ancora se il festival si trasformerà in un evento annuale o biennale, ma la certezza è la volontà di farlo diventare un appuntamento noto a livello nazionale ed internazionale, legato a a questi territori.

“Siamo partiti da Cessapalombo - dice il presidente dell’Unione Montana, Giampiero Feliciotti - e abbiamo portato avanti questo progetto anche quando non c’erano i finanziamenti per farlo. Ora è il momento che questo marchio venga supportato economicamente dalle istituzioni ed affidato nella gestione a chi ha la passione e le conoscenze per farlo. 

Si tratta di una operazione che, a mio avviso, vale almeno 50mila euro l’annodi investimento affinché le famiglie scelgano questi territori per le ferie e trovino questo appuntamento. 

Quest’anno - aggiunge - sono stati coinvolti i Cinque Comuni perché ho sempre lottato per l’identificazione di un territorio che lavori unito e si identifichi per questo”.


Gli hanno fatto eco gli amministratori presenti: Giovanni Ciarlantini, Massimiliano Micucci, Michele Borri, Giammario Ottavi nel ribadire che la sensibilizzazione fatta attraverso le foto sarà un volano anche per i cittadini, affinché possano conoscere meglio la terra in cui vivono.

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“Questo festival - ha detto il presidente del Parco, Andrea Spaterna - potrà contribuire, implementare ed aumentare la cultura del rispetto e dell’attenzione nei confronti della natura e dell’ambiente. Il mio grazie va a questa associazione ed anche all’Occhio nascosto dei Sibillini con cui collaborano, anche perchè le loro immagini hanno contribuito alla realizzazione del nostro calendario del Parco”.

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Il calendario è stato presentato al Giardino delle Farfalle di Cessapalombo, i cui proprietari, Patrizio Guglini e Fabiana Tassoni hanno colto l’occasione per ricordare che dal 16 al 18 luglio prossimi la loro realtà compirà 10 anni: “Per noi questo festival è stato già un grande piatto dove sono stati messi insieme tanti prodotti. Ha reso possibile illuminare tanti paesi danneggiati dal sisma e mi auguro che la loro passione si possa trasformare in economia per tutti e che molti altri, come noi, decidano di investire in questi territori”.




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Firmato un protocollo di collaborazione tra Parco Nazionale dei Monti Sibillini e Club Alpino Italiano. L’accordo prevede una collaborazione triennale al fine di promuovere e diffondere la cultura dell’ambiente, valorizzare i sentieri e favorire una frequentazione responsabile delle Terre Alte
Studio, conoscenza del territorio, educazione dei cittadini sono i presupposti essenziali per un’attenta e consapevole fruizione dei Sibillini, preziosi quanto fragili, tanto più dopo il sisma del 2016. Con una accessibilità degli ambienti naturali e dei comuni del Parco non ancora recuperata al 100%, con il rischio dell’impoverimento demografico e delle difficoltà innescate dal dissesto idrogeologico, la necessità di attuare strategie di rilancio del territorio montano si fa sempre più forte. Da qui la decisione di stipulare un protocollo di collaborazione tra il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, rappresentato dal presidente Andrea Spaterna, e il CAI, rappresentato dal presidente generale Vincenzo Torti che ha delegato il coordinamento delle attività ai presidenti regionali del CAI di Marche e Umbria. 
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L’intesa ha durata triennale, a partire dal 23 marzo 2021. Durante questo periodo i due enti si impegneranno per la tutela e lo sviluppo sostenibile del territorio in ordine a iniziative, manifestazioni o raduni sui temi dell’escursionismo, dell’arrampicata, dell’alpinismo giovanile e della ricerca scientifico-naturalistica. In particolare, oltre a visite, soggiorni e corsi per un avvicinamento rispettoso e consapevole alla montagna, rivolti anche alle scolaresche, si lavorerà alla predisposizione di un catasto dei sentieri e alla redazione di carte specifiche. Particolare attenzione sarà dedicata al Sentiero Italia e a tutti quei percorsi di più giorni, così come si punterà ad una razionalizzazione della segnaletica: sarà adottata, infatti, solo quella nazionale del CAI. Il protocollo prevede inoltre un monitoraggio dei rifugi e dei ricoveri esistenti nel territorio del Parco, al fine di garantirne un’adeguata e consapevole frequentazione. Altro punto fondamentale la “ricognizione dei segni dell’uomo in ambiente”, come capanne pastorali, casolari, mulini e quant’altro aiuti a comprendere lo stretto legame tra presenza antropica e caratteristiche del territorio. Non ultima, la collaborazione per il coordinamento dell’attività speleologica di altri enti, quali, ad esempio, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
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“Una collaborazione importante, quella sancita da questo documento, e che si svilupperà per i prossimi tre anni, anche in un modo più articolato rispetto al precedente accordo-quadro siglato sempre con il CAI nel marzo 1999 -ha dichiarato il presidente Spaterna-. Stiamo concentrando i nostri sforzi nel cercare di trasmettere ai fruitori dell’area protetta la consapevolezza che muoversi sul territorio del Parco impone rispetto e attenzione e con l’aiuto del CAI riuscire in questo intento sarà sicuramente più agevole. È una cultura della montagna quella che dobbiamo provare a trasmettere, soprattutto alle nuove generazioni, perché acquisiscano consapevolezza della straordinaria ricchezza che questa rappresenta in termini di bellezza paesaggistica e biodiversità”.

c.c.

“Qui secondo me c’è ciò di cui l'uomo ha bisogno. A volte essere tanti è dispersivo e non ci soffermiamo mai ad andare un po' oltre il volto di una persona.” Federico Morandi è di Pistoia e mantiene ancora il bell’accento toscano. Sua moglie di Vercelli. Negli anni, tra studio e lavoro, hanno girato un po’ l’Italia. Poi 11 anni fa Federico vince il concorso da veterinario al Parco Nazionale dei Monti Sibillini e per 8 anni torna a casa tutti i fine settimana, fino a novembre 2020, quando con sua moglie decide di trasferirsi a Visso. Vivono con i loro due bimbi in una Sae, mentre aspettano la piccola che nascerà tra poco. Sarà una vissana.

“E’ buffo perché tutte le volte con mia moglie ci si guarda e si dice: abbiamo tre figlioli nati in posti differenti!” Una scelta importante e in controtendenza, in un territorio che soffre di spopolamento da decenni, soprattutto dopo il sisma, quando in tanti hanno deciso di andarsene per trovare migliori condizioni in luoghi “più facili” in cui vivere. Federico ha conosciuto e vissuto questi territori prima che il sisma li cambiasse. “La ripartenza ci auguriamo possa arrivare quanto prima ma i tempi sono lunghi, li vediamo. È un mondo che vorrebbe tornare a come era prima, però secondo me dobbiamo fare anche i conti con la realtà e considerare che ci potremmo tornare pensando di percorrere strade diverse da quelle che percorrevamo prima e non necessariamente è detto che siano peggiori. Questo vuol dire anche cercare di vedere quello che è essenziale, quindi cercare di ricostruire noi per primi, i rapporti interpersonali, la socialità. Secondo me occorre fare i primi passi l'uno verso l'altro.

Federico oggi, grazie anche al carattere spigliato di sua moglie, ha molti amici a Visso. Come sempre non è stato facile ambientarsi e farsi accogliere da una nuova comunità ma nel tempo ci sta riuscendo. Il suo lavoro al Parco oscilla tra la parte pratica e quella più burocratica. Federico è stato anche un ricercatore e conosce i tempi e il sistema. Ci siamo incontrati fuori dai cancelli del “Centro Faunistico il Cervo” a Castelsantangelo sul Nera, purtroppo ancora chiuso in attesa dei lavori post terremoto. Lì vengono ricoverati gli animali feriti o con problemi. Federico ci si reca spesso e si occupa anche di Merlino, il lupo che anni fa è stato preso e curato da Massimo Dell’Orso, collaboratore del Parco, scomparso mentre aspettava di rientrare nel suo paese.

Chiedo a Federico cosa si augura per queste zone e per i cittadini che le vivono. “Di poter apprezzare quello che hanno, quello da cui sono arrivati, perché le persone vivono in un contesto che ha una storia eccezionale che non ha niente da invidiare ad altre aree. Con una sensibilità che viene da lontano, con una storia di grandi Santi e di persone che sono riuscite ad andare al di là del contesto del presente, di quello che vivevano. Per cui non credo che ci sarà difficoltà ad andare lontano se siamo veramente coscienti di questo.”

Barbara Olmai

Altri approfondimenti su "L'Appennino Camerte" in uscita domani e nella rubrica radiofonica #primalepersone da ascoltare a questo link
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