Approvato dalla Provincia di Macerata per un investimento di 800 mila euro, il progetto definitivo riguardante i lavori di adeguamento sismico e completamento dell’Aula magna del Polo Scolastico dei Lice e ITCG Antinori di Camerino in  Via Madonna delle Carceri. 
I lavori, finanziati con risorse europee (Por Fesr) legate al terremoto e fondi del Ministero dell'istruzione, dell’Università e della ricerca e fondi della ricostruzione, permetteranno l'ultimazione dell’edificio destinato all’Aula magna - auditorium, realizzato secondi i criteri dell’efficientamento energetico e della prevenzione sismica;  l’illuminazione naturale degli ambienti, assicurerà alle persone presenti il massimo del comfort visivo. 

Si tratta di un ulteriore intervento che segue quello approvato tre settimane fa e riguardante nello specifico l’adeguamento sismico dell’edificio che ospita la palestra e la realizzazione di una seconda palestra attraverso la copertura del campetto esterno, per un investimento di 940 mila euro.
Il terzo stralcio completerà la programmazione dei lavori che, complessivamente, avranno un importo di 4 milioni e 410 mila euro.
Intanto sono stati appaltati già due lavori da 900 mila euro, i cui cantieri si stanno attivando in questi giorni.

“Tutti questi interventi- ha detto il presidente Antonio Pettinari-  sono necessari per il completamento del polo scolastico di Camerino, dove attualmente si trovano tutti gli istituti superiori cittadini, eccetto il Professionale.
Il campus inaugurato nel 2013 non era stato completato a causa della mancanza di risorse, che  erano state impegnate per sistemare i lavori non eseguiti correttamente dalla ditta appaltatrice. Una vicenda che aveva portato alla risoluzione del contratto, finita in Tribunale e giudicata con sentenza favorevole alla Provincia. Con tali opere, il comprensorio di Camerino avrà una scuola ancora più efficiente e sicura e si realizza un importante spazio che l’Amministrazione provinciale intende mettere a disposizione non solo alla comunità scolastica, ma pure all’intera città e all’Università”.

C.C.
"Dopo 35 anni di esperienza nel mondo teatrale, ho sentito l'esigenza di creare una sinergia particolare, scegliendo di interpretare un testo, che potesse essere utile a dare un respiro in più della semplice performance su un palcoscenico". Così Ambra Angiolini, nell'aula magna del Polo scolastico di Camerino gremita di studenti, ha inteso dare il la al vivace dialogo che ha puntato la riflessione sull'attualissimo tema del bullismo che richiama alla responsabilità di tutti, nessuno escluso.
Un tema centrale alla piece " Il nodo" che, nell'ambito della stagione teatrale camerte organizzata dall'amministrazione comunale in collaborazione con Amat, andrà in scena in serata all'Auditorium Benedetto XIII 
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Presenti il dirigente Francesco Rosati, la vice sindaco Lucia Jajani l'assessore alla cultura Giovanna Sartori e Daniela Rimei di Amat, l'attrice Ambra Angiolini ha insistito perchè prendessero la parola i ragazzi. Un modo per comprendere meglio i destinatari privilegiati della trasposizione scenica di un testo, duro nei contenuti e che invita a riflettere, soprattutto sulle conseguenze di questo tipo di comportamenti violenti,intenzionali, oppressivi e vessatori che possono incidere sia sulla sfera fisica che psicologica. 
"Anche il teatro è un buon mezzo per sfogarsi e insieme, trovare la chiave per arginare problematiche purtroppo sempre più attuali". Con grande leggerezza ed empatia, Ambra Angiolini è riuscita a creare il clima ideale per la discussione, attraversando opinioni, storie personali, pensieri talvolta difficili e tutti collegati a quel 'nodo' di un filo virulento, che dapprima accalappia e poi stringe insieme, l'ignoranza del carnefice di turno, la vulnerabilità della vittima prescelta e il silenzio di chi osserva. Tante le riflessioni che si sono aperte, di fronte ad una platea di studenti molto reattiva e partecipante. Un'opportunità per portare la voce dei giovani nell'ambiente teatrale, creando le condizioni per scoprirlo, come luogo che racconta anche di loro.
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" Da Camerino, come dalla città di Siena dove è avvenuto il primo incontro con le scuole- ha detto Ambra Angiolini- porto via la sensazione che c'è sempre qualcosa di meglio di quello che raccontiamo dei ragazzi e che, dobbiamo riuscire a far percepire come cosa dominante rispetto alle altre cose. Da quel che ho potuto notare questa mattina, ho più di una certezza che l'incontro sia riuscito a trasferire un messaggio positivo, se non altro, l'opportunità di ricercare una modalità alla quale aggrapparsi quando i giovanissimi avranno di fronte o sentiranno di episodi di bullismo. Sono certa che un pensiero in più lo faranno, non tanto grazie a me che sono stata in mezzo a loro, bensì grazie a quello che loro si sono detti con la scusa della leggerezza che in fondo c'è stata, nel dare un'accezione positiva ad un contesto così serio, per cui, vado via da qui sicuramente rincuorata". Quanto alla scelta di un testo così complesso, l'attrice ha spiegato del tentativo di portare a teatro uno spettacolo di nutrimento. " Mi interessava esplorare un ambiente nel quale i genitori hanno difficoltà ad entrare". Condita da battute scherzose, tutta la chiacchierata amichevole ha portato alla luce di una piaga che si insinua a tutti i livelli della società, motivando a ricercare quelle  azioni di contrasto che talvolta non riescono a trovare una spinta decisiva. Le riflessioni di Amin, Anisa, Matteo, Rebecca, Robinson, Sergio e Vesel, un positivo piccolo passo per fare emergere una voce più forte sul silenzio che isola e fagocita un dramma, spesso lasciato incompreso e incontrastato.   
Carla Campetella 

*** approfondimento nel prossimo numero di Appennino Camerte
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Centocinquanta ragazzi delle classi terze dei Licei di Camerino, hanno partecipato ad un interessante momento di confronto con l'arcivescovo Francesco Massara. Aperto dai saluti del dirigente Francesco Rosati, l'incontro tenutosi nell'aula magna del Polo Scolastico provinciale, si è subito trasformato in un costruttivo dibattito, innescato dall'arcivescovo nel relazionarsi con gli studenti sulle tematiche più attuali del mondo giovanile. Un'occasione di crescita e di scambio, dalla quale sono venuti spunti di riflessione relativi anche ad alcuni degli argomenti che hanno pesato con tutta la loro drammaticità, sugli ultimi giorni.

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Sollecitata da mons. Massara, non è mancata una riflessione sul tragico episodio della discoteca di Corinaldo e i risvolti che inducono a ragionare sui valori che la società attuale sta trasmettendo. Il confronto ha dunque scavato nel concetto di divertimento, nel modo di relazionarsi con gli altri e con la stessa complessità della modernità, in una società la cui evoluzione è talmente rapida che talvolta, non consente di metabolizzarne appieno i progressi. Tante le riflessioni imposte dal modello attuale del rapportarsi con la realtà dell'oggi, condizionata da mode e stili di vita, di fronte ai quali, mons. Massara ha invitato i giovani ad usare la propria testa, a saper dire anche un no , scavalcando delle scelte che potrebbero essere dettate unicamente dall'omologazione. Il discorso è caduto sull'uso e abuso di alcool, sul fumo di cannabis, sempre più frequente nei giovanissimi, sui pericoli dell'isolamento indotto dai social, che rischiano di far perdere il dialogo vero tra le persone. " Sono le occasioni di confronto che fanno crescere nella vita"- ha detto  l'arcivescovo-.

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Dapprima titubanti, i liceali si sono subito sentiti a proprio agio, intervenendo attivamente al dibattito con le loro opinioni e motivazioni; dal canto suo, mons. Massara ha posto l'accento sull'importanza  di non tenersi le cose dentro ma cercare sempre e il più possibile il dialogo, stimolando i ragazzi a riempire di positivo il proprio tempo, donandone anche a favore di chi ha bisogno. "Sembrano parole grandi, ma il saper donare una parte del proprio tempo a chi ci sta accanto anche in famiglia, è fare volontariato, come lo è donare un sorriso. Forme più forti di volontariato - ha aggiunto-possono essere quelle di andare a svolgere anche un servizio a favore della comunità che soffre, aiutando gli anziani di una casa di riposo o, andando a servire i pasti in una mensa Caritas. La realtà è piena di situazioni difficili che, se non si vedono con i propri occhi, non si possono comprendere: queste, sono le esperienze positive che aiutano a crescere, come lo è il divertimento sano". Due ore fraterne, trascorse insieme, a riflettere sulle parole della vita, attraversando i temi della responsabilità, della consapevolezza, del rispetto delle regole del vivere quotidiano che non può prescindere dai punti di riferimento rappresentati dalla famiglia, dalla scuola e dalle stesse istituzioni che dovrebbero aiutarci ad essere dei buoni cittadini. Numerosi i messagi e gli stimoli su cui meditare, racchiusi nell'intera mattinata, conclusa dagli auguri dell'arcivescovo ai ragazzi e alle loro famiglie: "Se vi viene proposto di fare l'esperienza di volontariato, fatelo, non potrà che arricchirvi.- ha concluso Massara-  Divertitevi, sognate, fate esperienze alte che vi facciano essere grandi donne e grandi uomini".    

Carla Campetella

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