Grido di allarme per i cittadini terremotati “costretti” a vivere nelle Sae: “mancano i fondi per la manutenzione”.

Una segnalazione sulla quale, però, interviene l’assessore regionale alla ricostruzione Guido Castelli. “Molto presto arriveranno fondi per 2 milioni e 300 mila euro, destinati nel prossimo biennio proprio ai lavori di manutenzione delle strutture temporanee - dichiara Castelli dopo le garanzie ricevute dal Dipartimento nazionale di Protezione civile - La Regione Marche, infatti, come parte dell’accordo con l’ERAP Marche, conoscendo la situazione segnalata dalla stessa ERAP il 10 novembre, si è mossa per tempo e già alla fine di novembre ( il 29), evidenziando le necessità e i fabbisogni, ha inoltrato una formale richiesta di risorse al Dipartimento della Protezione Civile. Ben venga quindi la costante attenzione da parte delle “antenne sul territorio” – ha concluso Castelli - e di chi vive sulla propria pelle le situazioni di disagio perché le segnalazioni di problemi  sono sempre uno stimolo per la pubblica amministrazione a migliorare, ma possiamo dire che stavolta la burocrazia è stata più veloce delle denunce di carenze.
Nell’ultimo anno 1.821 persone sono rientrate a casa, sono aumentate del 36% le pratiche presentate, di oltre l’80% quelle decretate e del 63,1% quelle concluse. Sono alcuni dei numeri presentati oggi dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e dall’assessore alla Ricostruzione Guido Castelli nel corso di una conferenza stampa per fare il punto della situazione a cinque anni dal sisma.

“I numeri – ha sottolineato il presidente Acquaroli - certificano un cambio di passo dei tempi della Ricostruzione post sisma dall’insediamento, nell’ottobre scorso, della nuova giunta, ma questo non è assolutamente sufficiente e dobbiamo moltiplicare gli sforzi nel contesto di una filiera istituzionale forte e concentrata sugli stessi obiettivi. Dopo oltre 5 anni ci sono delle aspettative altissime perchè ancora è enorme (oltre 16mila) il numero delle persone che non sono tornate a casa e dei cittadini che hanno abbandonato il centro del cratere sismico. Altrettanto enorme ed inaccettabile è il gap infrastrutturale. Diciamo che nell’ultimo anno abbiamo allargato il collo di bottiglia della burocrazia: ci sono stati interventi anche legislativi che finalmente consentono poteri straordinari, le ordinanze del commissario Legnini che hanno messo un po’ di ordine ad un sistema normativo assolutamente fermo. Nonostante ciò dobbiamo lavorare di più e meglio, affinchè si possano non solo ricostruire quanto prima le abitazioni, le scuole e restituire alle comunità le infrastrutture pubbliche materiali e immateriali necessarie, ma si possa anche tornare a programmare uno sviluppo economico, occupazionale e restituire dinamicità a territori che hanno un altissimo potenziale: dal punto di vista agricolo, artigianale, culturale turistico, enogastronomico. Un potenziale – ha detto ancora Acquaroli - che va assolutamente colto per tenere qui i giovani e fermare lo spopolamento delle aree interne. Abbiamo messo in campo delle sinergie con il Ministero per i Cis, con il commissario per il Pnrr ricostruzione e delle opportunità per le scuole. Siamo riusciti con un impegno fortissimo a far destinare 100 milioni di euro per la progettazione delle infrastrutture viarie, fondamentali per togliere questi territori dall'isolamento. Ma sono risorse che da sole non bastano ed è essenziale un maggior coinvolgimento delle Regioni sulla loro destinazione. Per questo abbiamo lanciato un appello al presidente della Repubblica Mattarella e al presidente del Consiglio Draghi che si sono sempre dimostrati sensibili al tema della Ricostruzione".

Quattro le richieste più importanti indirizzate al governo centrale: la  proroga del Superbonus 110% per le pratiche del sisma fino alla fine dello stato di emergenza; il nuovo prezzario sisma, la proroga del credito d’imposta per le imprese, un maggiore coinvolgimento nel PNRR.

“Stiamo rafforzando l’Ufficio speciale della Ricostruzione e integrando l’organico con 20 tecnici amministrativi per velocizzare e potenziare le procedure di gara – ha proseguito l’assessore Castelli –. I dati dimostrano che siamo sulla giusta strada, ma ci sono molte variabili da tenere in considerazione a partire dalla carenza di imprese edili e relativa manodopera per cui pensiamo di organizzare corsi di formazione, all’aumento dei prezzi delle materie prime dopo la pandemia. Per quanto riguarda invece le 4.220 tonnellate di macerie, con l’aiuto dello Stato, vorremmo semplificare le norme per usare gli aggregati riciclati per il tombamento delle cave in ossequio al principio di economia circolare e creare piazzole di stazionamento appositamente autorizzate per il deposito”.

Sul fronte delle risorse Castelli ha ricordato l’approvazione del CIS Sisma che finanzia progetti di rigenerazione socioeconomica dei territori colpiti dal terremoto per 100 milioni di euro e il Piano scuole proposto al commissario Legnini:52 scuole marchigiane nelle aree colpite dal sisma saranno finanziate ex novo con circa 141 mln euro. Altri 65 interventi sono pronti a ricevere un adeguamento dei fondi, passando così dagli iniziali 275 mln euro ad oltre 333 mln euro. I 100 milioni del PNRR Sisma invece serviranno principalmente per completare entro il 2023 la Pedemontana Fabriano – Muccia, per l’Intervalliva  Tolentino – San Severino Marche  e per la Salaria (dopo la nomina del Commissario straordinario Anas riattivati i lavori per la galleria del Trisungo).




In arrivo un miliardo e 780 milioni di euro per ricostruire e rivitalizzare le aree colpite dai terremoti nel Centro Italia.

Nelle Marche, oltre 100 milioni di euro dei fondi complessivi per diverse voci di spesa (che saranno ripartiti tra le Regioni in base alla percentuale dei danni subiti nel corso dei due eventi, ndr), saranno impiegati per liberare le aree del cratere dall’isolamento infrastrutturale.

“Il Pacchetto Sisma doveva essere approvato entro oggi – ha spiegato l’assessore alla Ricostruzione Guido Castelli che insieme al presidente della Regione Francesco Acquaroli ha partecipato alla riunione in videoconferenza – Con senso di responsabilità abbiamo dato il nostro assenso, ma non prima di aver chiesto diverse correzioni, in particolare quelle dirette a sostenere la grande viabilità. Riteniamo essenziale per il nostro cratere poter disporre di collegamenti viari che consentano di uscire da quella prigionia infrastrutturale che da sempre affligge queste zone verso nord e verso sud.  Siamo riusciti ad ottenere a questo scopo oltre 100 milioni di euro per realizzare collegamenti trasversali alla SS77 della Val di Chienti, l’arteria di penetrazione nell’area marchigiana del sisma ’16, che connettano il territorio facilitando scambi e servizi a rete, fondamentali per la rigenerazione sociale ed economica delle aree interne”.

In particolare 6 milioni saranno destinati per la progettazione e 30 milioni per realizzazione di un primo stralcio esecutivo del collegamento Caldarola – Sarnano, 4 milioni per la progettazione e 20 milioni per la realizzazione di un primo stralcio esecutivo del collegamento Sarnano – Amandola, 6 milioni per la progettazione e 30 milioni per la realizzazione di un primo stralcio esecutivo del collegamento Amandola – Servigliano

f.u.


“Una vera e propria task force che operi per la ricostruzione di Visso”. E’ quanto dichiarato dall’assessore regionale alla ricostruzione Guido Castelli a margine del sopralluogo che ha visto impegnati, in particolare nella piazza principale e nelle zone circostanti, il direttore dell’Usr delle Marche Stefano Babini e i dirigenti dell’Usr Andrea Crocioni e Marco Trovarelli.

Sotto esame la situazione del comune tra i più colpiti dalle scosse di terremoto del 2016, che hanno causato l’inagibilità pressoché totale dell’intero centro storico. Secondo le relazioni dei tecnici, infatti, la percentuale di edifici inagibili è pari al 94,75% dell’esistente

L’ordinanza 26 prevede che l’Usr si occupi della demolizione e dello smontaggio di alcuni edifici, della creazione di aree per il deposito delle macerie, della cantierizzazione di alcune opere e dello spostamento provvisorio delle linee elettriche.

Tra le azioni per cui l’Ufficio Ricostruzione è stato designato come soggetto attuatore, previste dalla specifica ordinanza commissariale, vi sono quindi la realizzazione delle linee elettriche provvisorie delle frazioni limitrofe di Borgo San Giovanni e Villa Sant’Antonio (importo previsionale di spesa, 756.500 euro); inoltre, la viabilità provvisoria di cantiere, la creazione di aree di stoccaggio e le occupazioni temporanee di suolo privato nel capoluogo Visso (649.000 euro).

Saranno competenza della Regione Marche, invece, le demolizioni e la messa in sicurezza degli edifici pericolanti di Visso, Borgo San Giovanni e Villa Sant’Antonio.

«Dal sopralluogo è emersa una situazione estremamente complessa – ha spiegato il direttore dell’Usr Babini -.  In sostanza si è visto che il sisma ha danneggiato nuovamente in maniera grave gli edifici su cui si era già intervenuto in occasione dei precedenti terremoti, su tutti quello del 1997, quindi la cosa importante è quella di non riutilizzare quelle stesse tecniche ma di cercare qualcosa di risolutivo. È molto importante che ci sia unità di vedute su questo aspetto, bisogna che proprietari siano disponibili a valutare anche tipologie di intervento da mettere in atto utilizzando tecnologie non tradizionali - conclude Babini - Fondamentale pure  che enti ed organismi collaborino con l’obiettivo di raggiungere questo nodale risultato: non si possono più adottare vie di mezzo ma è necessario pensare e poi mettere in pratica soluzioni definitive».

Ben 52 scuole marchigiane nelle aree colpite dal sisma saranno finanziate ex novo con circa 141 milioni di euro. A queste si aggiungono altri 65 interventi pronti a ricevere un adeguamento dei fondi, passando così dagli iniziali 275.500.000 milioni ad oltre 333 milioni, per risorse che ammontano complessivamente a circa 474 milioni di euro.

La partita sul rilancio delle scuole lesionate dal sisma è, dunque, alle strette finali. A breve, infatti, uscirà la terza e ultima ordinanza commissariale sul tema, che viaggerà su due linee. Finanziare le scuole del cratere rimaste fuori dai primi due stanziamenti e, in parallelo, adeguare i fondi a quelle che ne hanno giù fruito ma che non riescono a coprire tutte le spese.

«Per questo motivo, dopo aver portato a termine la ricognizione dello stato di attuazione delle progettazioni in corso e la prima fase di censimento - spiega l’assessore regionale alla Ricostruzione, Guido Castelli - la Regione Marche proporrà al commissario Legnini l’approvazione di un Nuovo Programma di Edilizia Scolastica».

Dunque, alla base ci sono l’approvazione del Nuovo Programma di Edilizia Scolastica e quella del Piano di rifinanziamento degli interventi di Edilizia Scolastica.

Ad essere interessati saranno, tra gli altri, i comuni di Apiro, Belforte del Chienti, Bolognola, Castelraimondo, Esanatoglia, Fiastra, Loro Piceno, Matelica, San Severino Marche, Serravalle di Chienti, Tolentino, Treia, Urbisaglia, Ussita, Valfornace, Visso.

f.u
Visita a Matelica nell’impianto produttivo della “Antonio Merloni” del Commissario Straordinario Giovanni Legnini, accompagnato dall’assessore regionale Guido Castelli, dal direttore dell’Usr Stefano Babini, dal dirigente Daniela Del Bello e dal sindaco della città Massimo Baldini. Una realtà storica che, dopo il terremoto, ha rischiato di chiudere i battenti a causa dei gravi danni, riportati, in particolare, da uno dei capannoni produttivi.   

La sua ricostruzione rappresenta un’iniezione di fiducia per tutto il cratere, un modello di ripartenza, 17.000 metri quadrati per oltre 200 lavoratori e una “burocrazia” che funziona: è così che un’azienda rinasce e ricostruisce, in quello che è uno dei cantieri più grandi del post sisma.

Tante difficoltà, che oggi sembrano un lontano ricordo grazie a un lavoro sinergico che coinvolge diverse e decisive componenti, tra cui la Regione, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e l’imprenditore Paolo Sparvoli, che ha rilevato l’azienda nel momento più duro e che ha illustrato i passi avanti fatti verso la piena operatività del sito, dove si produce anche serbatoi gpl e bombole per il gas.

matelica

«Siamo davanti al più grande intervento di ricostruzione su un immobile produttivo enorme, che dà lavoro a più di 200 persone - spiega l’assessore regionale alla ricostruzione Guido Castelli -Sappiamo che negli ultimi mesi è stato possibile imprimere un’accelerazione grazie all’Usr, capace di gestire con estrema flessibilità tutte le innumerevoli difficoltà amministrative, che sembravano inizialmente insormontabili. Si tratta dell’ennesima prova di come la ricostruzione sia partita, proprio perché la Regione, di intesa con l’Unità commissariale, ha saputo affrontare la situazione con un nuovo piglio ed una rinnovata interpretazione delle cose, diretta non tanto a garantire adempimenti quanto l’efficacia e il raggiungimento degli obiettivi».

«Data la dimensione e l’importanza della “Merloni” sul territorio, c’è stata sin da subito sinergia tra la parte più burocratica e amministrativa dell’Usr e le necessità della ditta – continua la dirigente Del Bello - Sono stati coniugati tutti gli interventi, dalla delocalizzazione temporanea (con un contributo di circa 1,5 milioni di euro) per consentire di non arrestare la produzione, fino all’intervento di ricostruzione, che peserà circa 22 milioni di euro. Il tutto si è inserito in un contesto di crisi della ditta di appartenenza, risolta maniera positiva tanto da avere evitato il conseguente fallimento proprio grazie alla collaborazione di tutto l’Usr. A tal proposito devo ringraziare la squadra dei collaboratori, che ci ha messo impegno e cuore, insieme alla “Merloni” e ai suoi tecnici che hanno avuto sempre interesse a dare continuità ad un’azienda che porta effetti benefici sul territorio e sulle famiglie che hanno proseguito ogni giorno ad esserci e lavorare: ci hanno creduto e lo abbiamo fatto anche noi».

f.u.
E’ l’assessore alla Ricostruzione e al Bilancio Guido Castelli il rappresentante scelto dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni-Province-Comuni nell’ambito della Cabina di regia per il rilancio turistico, culturale ed economico dei territori colpiti dal sisma.

La Cabina di regia, istituita nel 2019, ha il compito di definire il programma di sviluppo volto ad assicurare, nell’ambito dei territori colpiti dagli eventi sismici, effetti positivi di lungo periodo attraverso la valorizzazione delle risorse territoriali, produttive e professionali endogene, le ricadute occupazionali dirette e indirette nonché l’incremento dell’offerta di beni e servizi connessi al benessere dei cittadini.

“La ricostruzione fisica dei nostri borghi – afferma Castelli – non ha senso se non è abbinata al rilancio economico e sociale del territorio. Essere presenti nella Cabina di regia è dunque particolarmente importante perché ci consente di presidiare tutti gli aspetti connessi alla ricostruzione”.

f.u.
Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, insieme all’assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli, ha incontrato, nella cornice del teatro Lauro Rossi di Macerata, i sindaci del cratere per proseguire l’azione di coinvolgimento dei territori e consentire l’attuazione di interventi per lo sviluppo socio-economico delle aree della regione, in particolare di quelle colpite dal sisma.  

Il Contratto istituzionale di sviluppo - ha sottolineato Acquaroli in apertura dell’incontro– è una delle prime opportunità che ci si pone davanti ed è un primo strumento di rilancio complessivo del nostro territorio colpito dal sisma. Occorre fare una scelta, dare risposte singole e immediate oppure iniziare a individuare una visione complessiva per il rilancio del nostro territorio. Io credo in questa seconda ipotesi, credo in una visione che riesca a superare i singoli campanilismi per creare valore aggiunto, e credo nei sindaci quali protagonisti del percorso della ricostruzione. Per questo ritengo possa essere utile istituire una cabina di regia locale che si riunisca costantemente, guidata dalla Regione, con i sindaci. Coinvolgendo in questa sfida nella sfida, quella della ricostruzione non solo fisica ma anche sociale ed economica, anche i corpi intermedi come le associazioni di categoria, gli ordini professionali, per fissare gli obiettivi primati strategici e lavorare insieme per perseguirli”.  

Sulla stessa scia Castelli nel rimarcare che la “scelta di coinvolgere i sindaci è di fondamentale importanza perché siamo di fronte a una valutazione da dare al Contratto istituzionale di sviluppo che prevede oltre ai 100 mln di euro stanziati per le quattro regioni interessate dal sisma del 2016 anche altri 60 mln di euro provenienti dalla contabilità speciale della struttura Commissariale e probabilmente altri 50 mln di euro potrebbero provenire dai risparmi dell’Ufficio di presidenza della Camera dei Deputati”. 

Il Contratto istituzionale di sviluppo, istituito dal ministero del Sud e della coesione, prevede una Cabina di coordinamento per la realizzazione di progetti e interventi rivolti all’ambiente, cultura, turismo, trasporti, riqualificazione urbana e infrastrutture. Appare di fondamentale importanza che l’intervento del Contratto istituzionale possa agire come forma di investimento e di sostegno per rafforzare le condizioni dello sviluppo economico, tenendo in considerazione la matrice di fondo delle vocazioni produttive, di attrattività turistica e delle risorse naturali e culturali presenti.






Un'ulteriore opportunità per le piccole e medie imprese già presenti nei comuni terremotati la firma da parte del Commissario Straordinario alla Ricostruzione Giovanni Legnini del Decreto 159 del 13 aprile che approva la modulistica relativa alla presentazione di nuove domande per agevolazioni destinate alle imprese colpite dal sisma del 2016.

“È un’ulteriore linfa per il rilancio socio-economico del cratere che conferma, ancora una volta, l’attenzione del Commissario Legnini a dare pronte risposte alle imprese terremotate”, il commento dell'assessore regionale Guido Castelli.

In particolare, si tratta di finanziamenti a tasso zero per investimenti di micro, piccole e medie imprese già presenti nei comuni terremotati sulla base delle misure previste dall’articolo 24 del Dl 189/2016. I finanziamenti, rimborsabili in dieci anni con un periodo di 3 anni di preammortamento, saranno a copertura del 100% degli investimenti fino ad un massimo di 30mila Euro e attingeranno all’incremento di 300 milioni di Euro previsto per il 2021 dall’articolo 57 del Decreto Agosto (Dl 104/2020) per il Fondo per le emergenze nazionali. A gestire i fondi sarà Invitalia, in base alla convenzione dello scorso gennaio con il Mise e lo stesso Commissario.


“Una misura importante per sostenere il ripristino e il riavvio di quelle attività economiche che hanno contribuito a creare negli anni il tessuto produttivo delle zone oggi terremotate e per le quali il sisma si è abbattuto come un ‘cigno nero’, dopo la crisi del 2009, mettendo a repentaglio intere filiere” sono le parole dell’Assessore Castelli. “La collaborazione tra Invitalia, Ministero e Commissario, unita alla sempre più esigenza di operare in deroga attraverso decreti e ordinanze commissariali, sta consentendo e consente di intervenire in maniera diretta e veloce per aiutare la ripresa socio-economica delle zone terremotate” aggiunge.

“Ho sempre pensato – conclude Castelli – che bisogna percorrere un doppio binario per il rilancio delle zone colpite dal sisma, capace di abbinare due tipi di ricostruzione: quella materiale e fisica, pubblica e privata, e quella immateriale ma strutturale relativa al tessuto produttivo locale. Senza casa e senza lavoro il Cratere non riparte”.  



Il Decreto commissariale ha fissato come termine iniziale per la presentazione delle domande il 14 giugno 2021 (ore 10), mentre il relativo Avviso verrà pubblicato a giorni dalla Regione sul proprio sito istituzionale.
Riapertura degli impianti sciistici nelle regioni in zona gialla dopo il lungo lokdown, con il rispetto da parte dei gestori delle linee guida emanate dal Comitato Tecnico Scientifico arricchite da alcune integrazioni. Questo l'argomento discusso dalla Conferenza delle Regioni cui ha partecipato per le Marche l'assessore Guido Castelli.

“Abbiamo licenziato alcune integrazioni a un documento preparato dal CTS per le linee guida in materia di impianti scioviari, che sono state poi approvate – dichiara Castelli – La posizione prevalente è che possano essere riaperti gli impianti sciistici delle regioni che sono in zona gialla con l’impegno dei vari gestori a rispettare le linee guida. Quindi, invece che un differimento sine dine dell’apertura, sembra profilarsi questo meccanismo dinamico: si scia dove si è in zona gialla e dove gli impianti rispettano le linee guida”. Continua l’assessore: “C’è una grande esigenza, il sistema dei comprensori sciistici marchigiani è messo alle strette da questa situazione, gli Appennini reclamano un’attenzione particolare, quindi chiediamo con forza che si possa valutare come appropriata questa proposta delle Regioni di cui la Regione Marche è stata protagonista”.

f.u.

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