Telefoni e tv: Tapanelli e Felicioli valutano di ricorrere alla Procura

Giovedì, 26 Marzo 2020 13:30 | Letto 1738 volte   Clicca per ascolare il testo Telefoni e tv: Tapanelli e Felicioli valutano di ricorrere alla Procura La definisco una interruzione di pubblico servizio. Addirittura, il sindaco Vincenzo Felicioli la definisce una truffa. I piccoli comuni, come Sefro, Fiuminata ma anche Pioraco, non solo devono combattere come tutti per la ricostruzione post sisma, per l’emergenza virus e, in questi giorni, anche con la neve. No, da loro, non c’è nemmeno la garanzia di poter fare una telefonata, in talune zone dei territori comunali la linea non c’è, tantomeno internet, e la televisione non sempre funziona.  Il problema per la verità esiste da diversi anni ma i sindaci Pietro Tapanelli e Vincenzo Felicioli, che fanno da portavoce anche a quello di Pioraco, Matteo Cicconi, non sono più disposti a tollerare: “Le nostre comunità sono piccole - dice Tapanelli - ma meritano rispetto al pari di quelle più grandi. I telefoni e almeno i servizi della Rai, che è la tv di Stato, devono essere garantiti a tutti in egual modo. Se funziona un giorno sì e sei giorni no, è chiaro che non va bene. Equivale ad una mancata erogazione del servizio stesso. Le attività produttive che insistono sul territorio hanno necessità di avere collegamenti telefonici e internet e devono essere tutelate perché altrimenti vanno in difficoltà anche le poche attività che ci sono sul territorio. Non siamo più disposti a tollerare questa situazione e siamo pronti a portare le nostre proteste in tutte le sedi, anche quelle dell’autorità giudiziaria”. Felicioli sottolinea l’inaccettabilità, da parte della Rai, di non porre rimedio alla situazione, anche in considerazione che sul territorio ci sono molti anziani che non sono in grado di usare tecnologie alternative o che non hanno disponibilità economiche: “Devo dire che nell’ultimo mese non abbiamo avuto grossi problemi ma di media, il problema si pone almeno 5 volte all’anno.A mio parere è una truffa perché paghiamo un canone ma non riceviamo i servizi per cui abbiamo pagato.  A proposito della telefonia - aggiunge - per 24 ore questo paese, in piena emergenza neve e Covid, la linea Vodafone non ha funzionato e questo si sta ripetendo in maniera importante. Da quando mi sono insediato, è già la terza volta che la linea non funziona. Non ci sono segnalazioni per altri gestori al momento, ma tenere questi paesi piccoli senza collegamenti telefonici è grave. Inoltre, più di metà del mio territorio, che conta 23 frazioni, non è servito affatto dalla telefonia mobile, quindi neanche da internet”. inoltre, Felicioli torna anche a parlare del problema delle Poste Italiane, in relazione all’ufficio del comune di Fiuminata, aperto solo tre giorni a settimana: “Le ordinanze del Governo danno indicazioni precise sui servizi che sono essenziali e che devono rimanere attivi. Tra questi, l’informazione e le Poste. Eppure qua, con una popolazione anziana come la nostra, questi servizi non vengano comunque erogati. Faccio un appello a Poste Italiane, ribadendo il concetto che siamo molto arrabbiati e delusi ma che combatteremo. Chiedo che venga attivato un servizio giornaliero, magari per sole tre ore (tre ore a Fiuminata e tre ore a Pioraco) perché un impiegato può fare la breve distanza tra questi due comuni. Non è possibile - conclude - trovare file davanti agli uffici postali, in questi giorni”.g.g.
La definisco una interruzione di pubblico servizio. Addirittura, il sindaco Vincenzo Felicioli la definisce una truffa. I piccoli comuni, come Sefro, Fiuminata ma anche Pioraco, non solo devono combattere come tutti per la ricostruzione post sisma, per l’emergenza virus e, in questi giorni, anche con la neve. No, da loro, non c’è nemmeno la garanzia di poter fare una telefonata, in talune zone dei territori comunali la linea non c’è, tantomeno internet, e la televisione non sempre funziona. 

Il problema per la verità esiste da diversi anni ma i sindaci Pietro Tapanelli e Vincenzo Felicioli, che fanno da portavoce anche a quello di Pioraco, Matteo Cicconi, non sono più disposti a tollerare: “Le nostre comunità sono piccole - dice Tapanelli - ma meritano rispetto al pari di quelle più grandi. I telefoni e almeno i servizi della Rai, che è la tv di Stato, devono essere garantiti a tutti in egual modo. Se funziona un giorno sì e sei giorni no, è chiaro che non va bene. Equivale ad una mancata erogazione del servizio stesso. Le attività produttive che insistono sul territorio hanno necessità di avere collegamenti telefonici e internet e devono essere tutelate perché altrimenti vanno in difficoltà anche le poche attività che ci sono sul territorio. Non siamo più disposti a tollerare questa situazione e siamo pronti a portare le nostre proteste in tutte le sedi, anche quelle dell’autorità giudiziaria”.

Felicioli sottolinea l’inaccettabilità, da parte della Rai, di non porre rimedio alla situazione, anche in considerazione che sul territorio ci sono molti anziani che non sono in grado di usare tecnologie alternative o che non hanno disponibilità economiche: “Devo dire che nell’ultimo mese non abbiamo avuto grossi problemi ma di media, il problema si pone almeno 5 volte all’anno.A mio parere è una truffa perché paghiamo un canone ma non riceviamo i servizi per cui abbiamo pagato.  A proposito della telefonia - aggiunge - per 24 ore questo paese, in piena emergenza neve e Covid, la linea Vodafone non ha funzionato e questo si sta ripetendo in maniera importante. Da quando mi sono insediato, è già la terza volta che la linea non funziona. Non ci sono segnalazioni per altri gestori al momento, ma tenere questi paesi piccoli senza collegamenti telefonici è grave. Inoltre, più di metà del mio territorio, che conta 23 frazioni, non è servito affatto dalla telefonia mobile, quindi neanche da internet”. inoltre, Felicioli torna anche a parlare del problema delle Poste Italiane, in relazione all’ufficio del comune di Fiuminata, aperto solo tre giorni a settimana: “Le ordinanze del Governo danno indicazioni precise sui servizi che sono essenziali e che devono rimanere attivi. Tra questi, l’informazione e le Poste. Eppure qua, con una popolazione anziana come la nostra, questi servizi non vengano comunque erogati. Faccio un appello a Poste Italiane, ribadendo il concetto che siamo molto arrabbiati e delusi ma che combatteremo. Chiedo che venga attivato un servizio giornaliero, magari per sole tre ore (tre ore a Fiuminata e tre ore a Pioraco) perché un impiegato può fare la breve distanza tra questi due comuni. Non è possibile - conclude - trovare file davanti agli uffici postali, in questi giorni”.
g.g.


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