Camerino, premiati i "fieri guerrieri". Anche i sindaci, il rettore e il vescovo Massara

Martedì, 07 Settembre 2021 21:49 | Letto 869 volte   Clicca per ascolare il testo Camerino, premiati i "fieri guerrieri". Anche i sindaci, il rettore e il vescovo Massara Fieri guerrieri. Come i Bronzi di Riace per la Calabria e come chi, per Camerino e l’entroterra maceratese, ‘combatte con la penna’, fa suonare la registrazione delle campane delle chiese inagibili, apre varchi dopo il sisma per far arrivare i soccorsi e resta sui territori distrutti dalle scosse perché qui c’è ancora la bellezza. Così, quella che in tanti chiamano, da cinque anni, resilienza, dalla Calabria è stata ribattezzata come tenacia e forza propria dei combattenti. Ed è per questo che si è svolta a Villa Fornari di Camerino la ventesima edizione del Premio internazionale Bronzi di Riace che ha avuto come sponsor ufficiale la Svila di Visso. A premiare i ‘combattenti’ delle Marche sono stati i presidenti del Premio, Giuseppe Tripodi e Giuseppe Viceconte. “Ce l’abbiamo fatta - ha detto il primo - . Venti anni in cui sono stati riconosciuti fieri guerrieri che, con forza e caparbietà, hanno dato lustro alla propria terra. Nel tempo abbiamo premiato più di 230 guerrieri e sono loro che ci danno questa grande energia per far sì che il premio migliori anno dopo anno”. Gli ha fatto eco Giuseppe Viceconte, presidente onorario: “La location non è stata scelta a caso. Abbiamo voluto evidenziare la rinascita dal Covid e dal sisma”. A premiare i sindaci dei Comuni più colpiti dal sisma è stata Patrizia Gaggiotti, della Svila che ha chiamato sul palco Sandro Sborgia di Camerino, Gianluigi Spiganti Maurizi di Visso, Mauro Falcucci di Castelsantangelo sul Nera, Mario Baroni di Muccia, Massimo Baldini si Matelica. “Un plauso al loro impegno civile e sociale - ha detto - di voler fortemente far ripartire un territorio martoriato dalle scosse del sisma. Con professionalità ed estrema sensibilità, dal punto di vista umano e culturale, hanno sostenuto i cittadini e contribuito alla salvaguardia del patrimonio artistico e culturale delle loro terre”. “A nome della città- ha detto il sindaco di Camerino, Sandro Sborgia - ringrazio gli organizzatori del Premio e il presidente. Io vorrei dedicare questo premio a tutte le persone che sono lontane dai riflettori, lavorano nel silenzio ogni giorno e fanno la loro parte affinché questo paese cresca e queso territorio rinasca. Con onestà e correttezza fanno sì che questi nostri luoghi possano conservare i valori per i quali noi siamo conosciti e apprezzati nel mondo”. Premiati anche coloro che sono stati definiti dal sindaco Sandro Sborgia le due colonne della città: l’arcivescovo Francesco Massara e il rettore Unicam Claudio Pettinari. Un premio che ha un doppio valore per l’arcivescovo di origini calabresi: “Sono emozionato - ha detto - perchè ricevo un premio calabrese a un calabrese che sta nelle marche. Un premio che dedico a tutti i terremotati. Anche Reggio Calabria è stata distrutta dal sisma tanti anni fa e un calabrese come me si ritrova, per quello che posso, a dare una mano nella ricostruzione delle anime, dei cuori, delle menti e delle chiese. Camerino è stata una scelta importante per dare questo premio: c’è già un gemellaggio in corso, tra Camerino e Reggio Calabria che aveva già contribuito a restaurare la Nuvola di Santa Maria in Via. Poi è stata la volta di chi, nelle terre del sisma e durante il sisma non si è arreso, ma anzi ha messo a disposizione il proprio saper fare per continuare a sperare. È il caso di Valerio Franconi di Visso, maestro e giornalista, storico corrispondente de L’Appennino Camerte “fulgido esempio - si legge nella motivazione - di come la cultura, la storia e la tradizione di un paese possono essere trasmesse con passione a tutti, raggiungendo gli appassionati, i curiosi e i più piccoli”. Franconi ha dedicato il premio “a tutti coloro che sono rimasti in questo territorio, agli amministratori, ai miei concittadini, al parroco don Gilberto che non ci ha mai abbandonato e per farci sentire meno soli ha addirittura trovato la registrazione delle campane della collegiata di Visso e le fa risuonare ogni giorno, commuovendoci ogni volta”.Combatte con la penna, come ha detto lei stessa, unaltra giornalista premiata: Donatella Pazzelli. Utilizzo la penna per accarezzare, per raccontare, a volte anche quello che non va, perché questo territorio va difeso, così come tutto il nostro Paese. Patrizia Gaggiotti si è commossa nel premiare Daniele Carlini, imprenditore edile che “la notte della scossa si è adoperato per aprire un varco con una pala meccanica sulla strada statale e permettere ai soccorsi di intervenire a Visso”. Ma in quei giorni c’è stato anche chi, come i dipendenti della Svila, pur essendo sfollato, ha lavorato affinché in tre sole settimane ripartisse la produzione della propria azienda. E per questo è stato premiato Mauro Enrico Parretti, direttore della Svila”. Poi c’è chi è stato vicine a queste terre sin da subito e continua ad esserlo ancora oggi, come la Fondazione Andrea Bocelli. A ritirare il premio, sia per Abf che per l’artista successivamente premiato anche per le sue doti canore, è stata Flavia Ionni della fondazione. Ma ci sono anche la famiglia Bottacchiari, titolare di Villa Fornari; l’architetto Piero Luigi Carcerano e il professore ordinario dell’università di Urbino, Massimo Ciambotti. Il consigliere delegato della Svila, Maurizio Crea; il presidente dell’associazione di solidarietà Antonello Crucitti e Giovanni Firera; il generale dei carabinieri Alessandro Gentili e Gemma Gesualdi, presidente dell’associazione calabresi nel mondo. Esempio di resilienza e tenacia la famiglia Maccari della Pasta di Camerino, Tommaso Rossi della Nerea, gli eredi Rossi Silvio di Sefro, e Diego della Valle il cui premio è stato ritirato dal sindaco Sandro Sborgia. Tanti altri i premiati, ancora dalla Calabria e da altre zone d’Italia: l’editore Pietro Graus, il critico d’arte Pasquale Lettieri, il manager finanziario Angelo Marciano, il manager Sergio Palma, la presidente nazionale Aido, Flavia Petrin, l’imprenditore Giampiero Sanseverino, lo scrittore Mario Vicino, il giornalista Fulvio Fulvi e l’artista marchigiano Nazareno Rocchetti.Giulia Sancricca
Fieri guerrieri. Come i Bronzi di Riace per la Calabria e come chi, per Camerino e l’entroterra maceratese, ‘combatte con la penna’, fa suonare la registrazione delle campane delle chiese inagibili, apre varchi dopo il sisma per far arrivare i soccorsi e resta sui territori distrutti dalle scosse perché qui c’è ancora la bellezza.

Così, quella che in tanti chiamano, da cinque anni, resilienza, dalla Calabria è stata ribattezzata come tenacia e forza propria dei combattenti. Ed è per questo che si è svolta a Villa Fornari di Camerino la ventesima edizione del Premio internazionale Bronzi di Riace che ha avuto come sponsor ufficiale la Svila di Visso.

A premiare i ‘combattenti’ delle Marche sono stati i presidenti del Premio, Giuseppe Tripodi e Giuseppe Viceconte.

“Ce l’abbiamo fatta - ha detto il primo - . Venti anni in cui sono stati riconosciuti fieri guerrieri che, con forza e caparbietà, hanno dato lustro alla propria terra. Nel tempo abbiamo premiato più di 230 guerrieri e sono loro che ci danno questa grande energia per far sì che il premio migliori anno dopo anno”. Gli ha fatto eco Giuseppe Viceconte, presidente onorario: “La location non è stata scelta a caso. Abbiamo voluto evidenziare la rinascita dal Covid e dal sisma”.

A premiare i sindaci dei Comuni più colpiti dal sisma è stata Patrizia Gaggiotti, della Svila che ha chiamato sul palco Sandro Sborgia di Camerino, Gianluigi Spiganti Maurizi di Visso, Mauro Falcucci di Castelsantangelo sul Nera, Mario Baroni di Muccia, Massimo Baldini si Matelica.

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“Un plauso al loro impegno civile e sociale - ha detto - di voler fortemente far ripartire un territorio martoriato dalle scosse del sisma. Con professionalità ed estrema sensibilità, dal punto di vista umano e culturale, hanno sostenuto i cittadini e contribuito alla salvaguardia del patrimonio artistico e culturale delle loro terre”.

“A nome della città- ha detto il sindaco di Camerino, Sandro Sborgia - ringrazio gli organizzatori del Premio e il presidente. Io vorrei dedicare questo premio a tutte le persone che sono lontane dai riflettori, lavorano nel silenzio ogni giorno e fanno la loro parte affinché questo paese cresca e queso territorio rinasca. Con onestà e correttezza fanno sì che questi nostri luoghi possano conservare i valori per i quali noi siamo conosciti e apprezzati nel mondo”.

Premiati anche coloro che sono stati definiti dal sindaco Sandro Sborgia le due colonne della città: l’arcivescovo Francesco Massara e il rettore Unicam Claudio Pettinari.

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Un premio che ha un doppio valore per l’arcivescovo di origini calabresi: “Sono emozionato - ha detto - perchè ricevo un premio calabrese a un calabrese che sta nelle marche. Un premio che dedico a tutti i terremotati. Anche Reggio Calabria è stata distrutta dal sisma tanti anni fa e un calabrese come me si ritrova, per quello che posso, a dare una mano nella ricostruzione delle anime, dei cuori, delle menti e delle chiese. Camerino è stata una scelta importante per dare questo premio: c’è già un gemellaggio in corso, tra Camerino e Reggio Calabria che aveva già contribuito a restaurare la Nuvola di Santa Maria in Via".

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Poi è stata la volta di chi, nelle terre del sisma e durante il sisma non si è arreso, ma anzi ha messo a disposizione il proprio saper fare per continuare a sperare.

È il caso di Valerio Franconi di Visso, maestro e giornalista, storico corrispondente de L’Appennino Camerte “fulgido esempio - si legge nella motivazione - di come la cultura, la storia e la tradizione di un paese possono essere trasmesse con passione a tutti, raggiungendo gli appassionati, i curiosi e i più piccoli”. Franconi ha dedicato il premio “a tutti coloro che sono rimasti in questo territorio, agli amministratori, ai miei concittadini, al parroco don Gilberto che non ci ha mai abbandonato e per farci sentire meno soli ha addirittura trovato la registrazione delle campane della collegiata di Visso e le fa risuonare ogni giorno, commuovendoci ogni volta”.
Combatte con la penna, come ha detto lei stessa, un'altra giornalista premiata: Donatella Pazzelli. "Utilizzo la penna per accarezzare, per raccontare, a volte anche quello che non va, perché questo territorio va difeso, così come tutto il nostro Paese".

Patrizia Gaggiotti si è commossa nel premiare Daniele Carlini, imprenditore edile che “la notte della scossa si è adoperato per aprire un varco con una pala meccanica sulla strada statale e permettere ai soccorsi di intervenire a Visso”.

Ma in quei giorni c’è stato anche chi, come i dipendenti della Svila, pur essendo sfollato, ha lavorato affinché in tre sole settimane ripartisse la produzione della propria azienda.

E per questo è stato premiato Mauro Enrico Parretti, direttore della Svila”.

Poi c’è chi è stato vicine a queste terre sin da subito e continua ad esserlo ancora oggi, come la Fondazione Andrea Bocelli. A ritirare il premio, sia per Abf che per l’artista successivamente premiato anche per le sue doti canore, è stata Flavia Ionni della fondazione.

Ma ci sono anche la famiglia Bottacchiari, titolare di Villa Fornari; l’architetto Piero Luigi Carcerano e il professore ordinario dell’università di Urbino, Massimo Ciambotti. Il consigliere delegato della Svila, Maurizio Crea; il presidente dell’associazione di solidarietà Antonello Crucitti e Giovanni Firera; il generale dei carabinieri Alessandro Gentili e Gemma Gesualdi, presidente dell’associazione calabresi nel mondo. Esempio di resilienza e tenacia la famiglia Maccari della Pasta di Camerino, Tommaso Rossi della Nerea, gli eredi Rossi Silvio di Sefro, e Diego della Valle il cui premio è stato ritirato dal sindaco Sandro Sborgia.

Tanti altri i premiati, ancora dalla Calabria e da altre zone d’Italia: l’editore Pietro Graus, il critico d’arte Pasquale Lettieri, il manager finanziario Angelo Marciano, il manager Sergio Palma, la presidente nazionale Aido, Flavia Petrin, l’imprenditore Giampiero Sanseverino, lo scrittore Mario Vicino, il giornalista Fulvio Fulvi e l’artista marchigiano Nazareno Rocchetti.

Giulia Sancricca

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