Accorpamenti scolastici, Fabbroni: «Delusi dalla Regione»

Venerdì, 23 Maggio 2025 12:38 | Letto 874 volte   Clicca per ascolare il testo Accorpamenti scolastici, Fabbroni: «Delusi dalla Regione» Senza mezzi termini il sindaco di Caldarola sull’accorpamento tra le scuole “De Magistris” e “Frau-Leopardi”. È senza dubbio il tema del momento la battaglia di Giuseppe Fabbroni, primo cittadino di Caldarola, per evitare l’unione delle direzioni scolastiche dell’istituto comprensivo del suo paese con quella dell’omnicomprensivo Frau-Leopardi di Sarnano. Dall’altra parte della contesa c’è la Regione Marche, che a gennaio scorso ha annunciato l’accorpamento, definendolo «inevitabile». I successivi tavoli di confronto, favoriti anche dall’Unione Montana e richiesti dai sindaci, non hanno portato a un incontro tra le posizioni e si è arrivati al ricorso al Tar per chiedere una sospensiva, poi arrivata. Il tribunale amministrativo regionale ha imposto un riesame alla Regione. Fabbroni intanto continua a chiedere un occhio di riguardo «visto che parliamo di un dimensionamento della rete scolastica che taglia le autonomie di istituti in un’area terremotata» e continua dunque a portare avanti le istanze del suo territorio.Ad aver fatto storcere il naso al sindaco caldarolese, nelle fasi che si sono succedute fino a oggi, sono stati «il comportamento e le dichiarazioni dell’assessore regionale all’istruzione, Chiara Biondi. Siamo profondamente delusi – spiega Fabbroni –. Ma siamo delusi anche dalla documentazione integrativa presentata al Tar dalla Regione Marche, poiché si continua ad andare avanti senza ravvedimenti rispetto a un dimensionamento della rete scolastica che taglia le autonomie degli istituti in un’area montana e terremotata, per di più senza preavviso, come avvenuto a dicembre scorso. Una decisione che mette in seria difficoltà la nostra realtà territoriale, incidendo negativamente sullaccessibilità ai servizi per le famiglie e sulla qualità del servizio scolastico».Il sindaco evidenzia poi come «la Regione non si fermi neppure davanti alla decisione del Tar, che ha accolto la richiesta di sospensiva rispetto alla Dgr 2052/2024, bloccando di fatto lefficacia dell’accorpamento, in attesa della decisione definitiva che sarà pronunciata a luglio (il 10, ndr)». Il primo cittadino di Caldarola sostiene dunque che si tratti di una «logica punitiva perseguita dalla Regione nei confronti delle aree interne e montane. L’ente - critica - sembra non avere alcun interesse ad ascoltare le ragioni dei Comuni, delle Province, dei sindacati, degli istituti interessati e delle famiglie: tutti contrari alle decisioni regionali».Una precisazione anche rispetto all’incontro che si è svolto la scorsa settimana tra Regione e amministrazioni dei Comuni interessati dagli accorpamenti: «È stata una riunione online - precisa Fabbroni -, convocata frettolosamente, solo per illustrare il documento regionale a cura dei tecnici. Non c’è stato alcun intervento da parte dellassessore regionale e quindi il confronto non ha avuto alcun significato politico-amministrativo. È chiaro - conclude - che anche anche in quella occasione, noi sindaci abbiamo ribadito fortemente le posizioni di contrarietà al provvedimento, ma senza ricevere ancora una volta alcun riscontro».
Senza mezzi termini il sindaco di Caldarola sull’accorpamento tra le scuole “De Magistris” e “Frau-Leopardi”. È senza dubbio il tema del momento la battaglia di Giuseppe Fabbroni, primo cittadino di Caldarola, per evitare l’unione delle direzioni scolastiche dell’istituto comprensivo del suo paese con quella dell’omnicomprensivo Frau-Leopardi di Sarnano. Dall’altra parte della contesa c’è la Regione Marche, che a gennaio scorso ha annunciato l’accorpamento, definendolo «inevitabile». I successivi tavoli di confronto, favoriti anche dall’Unione Montana e richiesti dai sindaci, non hanno portato a un incontro tra le posizioni e si è arrivati al ricorso al Tar per chiedere una sospensiva, poi arrivata. Il tribunale amministrativo regionale ha imposto un riesame alla Regione. Fabbroni intanto continua a chiedere un occhio di riguardo «visto che parliamo di un dimensionamento della rete scolastica che taglia le autonomie di istituti in un’area terremotata» e continua dunque a portare avanti le istanze del suo territorio.


Ad aver fatto storcere il naso al sindaco caldarolese, nelle fasi che si sono succedute fino a oggi, sono stati «il comportamento e le dichiarazioni dell’assessore regionale all’istruzione, Chiara Biondi. Siamo profondamente delusi – spiega Fabbroni –. Ma siamo delusi anche dalla documentazione integrativa presentata al Tar dalla Regione Marche, poiché si continua ad andare avanti senza ravvedimenti rispetto a un dimensionamento della rete scolastica che taglia le autonomie degli istituti in un’area montana e terremotata, per di più senza preavviso, come avvenuto a dicembre scorso. Una decisione che mette in seria difficoltà la nostra realtà territoriale, incidendo negativamente sull'accessibilità ai servizi per le famiglie e sulla qualità del servizio scolastico».


Il sindaco evidenzia poi come «la Regione non si fermi neppure davanti alla decisione del Tar, che ha accolto la richiesta di sospensiva rispetto alla Dgr 2052/2024, bloccando di fatto l'efficacia dell’accorpamento, in attesa della decisione definitiva che sarà pronunciata a luglio (il 10, ndr)». Il primo cittadino di Caldarola sostiene dunque che si tratti di una «logica punitiva perseguita dalla Regione nei confronti delle aree interne e montane. L’ente - critica - sembra non avere alcun interesse ad ascoltare le ragioni dei Comuni, delle Province, dei sindacati, degli istituti interessati e delle famiglie: tutti contrari alle decisioni regionali».


Una precisazione anche rispetto all’incontro che si è svolto la scorsa settimana tra Regione e amministrazioni dei Comuni interessati dagli accorpamenti: «È stata una riunione online - precisa Fabbroni -, convocata frettolosamente, solo per illustrare il documento regionale a cura dei tecnici. Non c’è stato alcun intervento da parte dell'assessore regionale e quindi il confronto non ha avuto alcun significato politico-amministrativo. È chiaro - conclude - che anche anche in quella occasione, noi sindaci abbiamo ribadito fortemente le posizioni di contrarietà al provvedimento, ma senza ricevere ancora una volta alcun riscontro».




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