Corsi di formazione mai svolti e crediti d’imposta fittizi per oltre 720 mila euro. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Macerata, che ha denunciato tre imprenditori e un consulente fiscale per una maxi frode ai danni dello Stato.
L’indagine è nata da un controllo su un’azienda del distretto calzaturiero. Da lì i finanzieri hanno ricostruito un sistema illecito, basato su falsi contratti, fatture e documentazione inventata, per simulare corsi di formazione per i dipendenti.
In realtà quei corsi non sono mai esistiti. L’impresa, grazie ai falsi crediti maturati, ha azzerato debiti fiscali reali, generando un danno erariale ingente. A confermare il raggiro, anche l’analisi dei file aziendali svolta da investigatori esperti in informatica.
Nella frode è coinvolta anche una seconda impresa romana, mentre il consulente fiscale – a conoscenza dell’operazione – avrebbe consigliato di sfruttare il bonus formazione per ottenere vantaggi fiscali.
I soggetti sono accusati di utilizzo di fatture false e indebita compensazione. Le imprese sono state segnalate anche per responsabilità amministrativa.
Una delle società ha già iniziato a restituire il dovuto all’Erario, versando circa 600.000 euro tramite il ravvedimento operoso.
L’operazione rientra in un più ampio piano della Guardia di Finanza per contrastare le frodi su bonus e crediti d’imposta, soprattutto se legati ai fondi del PNRR, a tutela della spesa pubblica e della legalità.
Corsi per dipendenti falsi, truffa da 720mila euro
Venerdì, 30 Maggio 2025 12:21 | Letto 852 volte Clicca per ascolare il testo Corsi per dipendenti falsi, truffa da 720mila euro Corsi di formazione mai svolti e crediti d’imposta fittizi per oltre 720 mila euro. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Macerata, che ha denunciato tre imprenditori e un consulente fiscale per una maxi frode ai danni dello Stato.L’indagine è nata da un controllo su un’azienda del distretto calzaturiero. Da lì i finanzieri hanno ricostruito un sistema illecito, basato su falsi contratti, fatture e documentazione inventata, per simulare corsi di formazione per i dipendenti.In realtà quei corsi non sono mai esistiti. L’impresa, grazie ai falsi crediti maturati, ha azzerato debiti fiscali reali, generando un danno erariale ingente. A confermare il raggiro, anche l’analisi dei file aziendali svolta da investigatori esperti in informatica.Nella frode è coinvolta anche una seconda impresa romana, mentre il consulente fiscale – a conoscenza dell’operazione – avrebbe consigliato di sfruttare il bonus formazione per ottenere vantaggi fiscali.I soggetti sono accusati di utilizzo di fatture false e indebita compensazione. Le imprese sono state segnalate anche per responsabilità amministrativa.Una delle società ha già iniziato a restituire il dovuto all’Erario, versando circa 600.000 euro tramite il ravvedimento operoso.L’operazione rientra in un più ampio piano della Guardia di Finanza per contrastare le frodi su bonus e crediti d’imposta, soprattutto se legati ai fondi del PNRR, a tutela della spesa pubblica e della legalità.
Corsi di formazione mai svolti e crediti d’imposta fittizi per oltre 720 mila euro. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Macerata, che ha denunciato tre imprenditori e un consulente fiscale per una maxi frode ai danni dello Stato.
L’indagine è nata da un controllo su un’azienda del distretto calzaturiero. Da lì i finanzieri hanno ricostruito un sistema illecito, basato su falsi contratti, fatture e documentazione inventata, per simulare corsi di formazione per i dipendenti.
In realtà quei corsi non sono mai esistiti. L’impresa, grazie ai falsi crediti maturati, ha azzerato debiti fiscali reali, generando un danno erariale ingente. A confermare il raggiro, anche l’analisi dei file aziendali svolta da investigatori esperti in informatica.
Nella frode è coinvolta anche una seconda impresa romana, mentre il consulente fiscale – a conoscenza dell’operazione – avrebbe consigliato di sfruttare il bonus formazione per ottenere vantaggi fiscali.
I soggetti sono accusati di utilizzo di fatture false e indebita compensazione. Le imprese sono state segnalate anche per responsabilità amministrativa.
Una delle società ha già iniziato a restituire il dovuto all’Erario, versando circa 600.000 euro tramite il ravvedimento operoso.
L’operazione rientra in un più ampio piano della Guardia di Finanza per contrastare le frodi su bonus e crediti d’imposta, soprattutto se legati ai fondi del PNRR, a tutela della spesa pubblica e della legalità.
L’indagine è nata da un controllo su un’azienda del distretto calzaturiero. Da lì i finanzieri hanno ricostruito un sistema illecito, basato su falsi contratti, fatture e documentazione inventata, per simulare corsi di formazione per i dipendenti.
In realtà quei corsi non sono mai esistiti. L’impresa, grazie ai falsi crediti maturati, ha azzerato debiti fiscali reali, generando un danno erariale ingente. A confermare il raggiro, anche l’analisi dei file aziendali svolta da investigatori esperti in informatica.
Nella frode è coinvolta anche una seconda impresa romana, mentre il consulente fiscale – a conoscenza dell’operazione – avrebbe consigliato di sfruttare il bonus formazione per ottenere vantaggi fiscali.
I soggetti sono accusati di utilizzo di fatture false e indebita compensazione. Le imprese sono state segnalate anche per responsabilità amministrativa.
Una delle società ha già iniziato a restituire il dovuto all’Erario, versando circa 600.000 euro tramite il ravvedimento operoso.
L’operazione rientra in un più ampio piano della Guardia di Finanza per contrastare le frodi su bonus e crediti d’imposta, soprattutto se legati ai fondi del PNRR, a tutela della spesa pubblica e della legalità.
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Cronaca
