Apparecchiatura elettronica per sostenere gli esami per la patente, denunciata

Lunedì, 22 Settembre 2025 15:01 | Letto 529 volte   Clicca per ascolare il testo Apparecchiatura elettronica per sostenere gli esami per la patente, denunciata Una donna di 50 anni, di origine bengalese è stata denunciata dagli agenti della questura di Macerata per aver sostenuto in maniera fraudolenta gli esami per conseguire la patente di guida. Gli agenti sono intervenuti presso l’ufficio della Motorizzazione Civile dove si stavano svolgendo gli esami su segnalazione di una funzionaria per approfondire i sospetti destati da una candidata. Poco prima infatti la donna aveva sostenuto la prova d’esame senza quasi mai guardare lo schermo del computer in quanto, con atteggiamento sospetto, teneva lo sguardo rivolto verso il basso dove, con ogni probabilità, nascondeva uno smartphone con l’indicazione delle risposte. All’arrivo dei poliziotti la signora, che aveva risposto correttamente a tutte le domande d’esame ma che, sollecitata dalla Funzionaria, non era stata in grado di leggere gli stessi quesiti ha consegnato spontaneamente una sofisticata apparecchiatura che, occultata sotto gli indumenti, le consentiva di ricevere le risposte esatte da una persona ignota. Accompagnata in Questura per ulteriori accertamenti e sottoposta a perquisizione personale le è stato rinvenuto addosso un ulteriore dispositivo elettronico utile, insieme all’altro, a permetterle di sostenere l’esame mediante l’aiuto di una persona che da remoto le suggeriva tutte le risposte e la somma di 3000 Euro in contanti necessari, presumibilmente, per pagare i fornitori di questo illecito servizio.
Una donna di 50 anni, di origine bengalese è stata denunciata dagli agenti della questura di Macerata per aver sostenuto in maniera fraudolenta gli esami per conseguire la patente di guida.

Gli agenti sono intervenuti presso l’ufficio della Motorizzazione Civile dove si stavano svolgendo gli esami su segnalazione di una funzionaria per approfondire i sospetti destati da una candidata.

Poco prima infatti la donna aveva sostenuto la prova d’esame senza quasi mai guardare lo schermo del computer in quanto, con atteggiamento sospetto, teneva lo sguardo rivolto verso il basso dove, con ogni probabilità, nascondeva uno smartphone con l’indicazione delle risposte.

All’arrivo dei poliziotti la signora, che aveva risposto correttamente a tutte le domande d’esame ma che, sollecitata dalla Funzionaria, non era stata in grado di leggere gli stessi quesiti ha consegnato spontaneamente una sofisticata apparecchiatura che, occultata sotto gli indumenti, le consentiva di ricevere le risposte esatte da una persona ignota. Accompagnata in Questura per ulteriori accertamenti e sottoposta a perquisizione personale le è stato rinvenuto addosso un ulteriore dispositivo elettronico utile, insieme all’altro, a permetterle di sostenere l’esame mediante l’aiuto di una persona che da remoto le suggeriva tutte le risposte e la somma di 3000 Euro in contanti necessari, presumibilmente, per pagare i fornitori di questo illecito servizio.

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