Pioraco ricorda Luigi Casoni, l'incisore dei volti sulle banconote .

Lunedì, 27 Giugno 2016 20:24 | Letto 2895 volte   Clicca per ascolare il testo Pioraco ricorda Luigi Casoni, l'incisore dei volti sulle banconote . All’età di 96 anni è morto a Pioraco l’incisore Luigi Casoni. Una vita dedicata a disegnare volti stampati sulle banconote. Da Alessandro Volta a Maria Montessori, sue le creazioni in filigrana rigorosamente firmate, impresse sulle banconote della lira. Una grande passione e un lavoro certosino portato avanti per oltre quarant’anni, Luigi Casoni si era avvicinato a questo mondo grazie al maestro piorachese Cirotti; poi alle Cartiere Miliani di Fabriano i suoi primi lavori e la sua crescita professionale che non era passata inosservata: un incarico prestigioso gli era stato offerto da una delle più quotate cartiere di Parigi ma lui, così attaccato all’Italia, aveva rifiutato per accettare in seguito la proposta della Banca dItalia. Viveva a Roma ma era sempre rimasto legato alla quiete e alla tranquillità della sua Pioraco e dell’abitazione dove amava trascorrere ore serene. Boston-  Crane & Company, Luigi Casoni mostra uno dei suoi capolavori   “ Lo conoscevo da moti anni- ricorda l’ex sindaco di Pioraco Giovanni Torresi-; in paese veniva benevolmente soprannominato ’scarpe lucide’ per la cura e la pulizia delle sue calzature. Ho avuto modo di incontrarlo più volte- aggiunge Torresi- anche per la trattativa di acquisto della casa dove è vissuto negli ultimi anni”. Una persona che nonostante l’età non aveva perso il suo smalto – conclude l’ex sindaco- molto disponibile. Un grande artista che, probabilmente, non ha ricevuto dalla comunità quanto avrebbe meritato”. Ne ha un nitido, positivo ricordo, anche uno dei suoi numerosi pronipoti, l’avvocato Alessandro Casoni: “Siamo una grandissima famiglia, e i miei bellissimi ricordi sono condivisi da tutti noi della seconda generazione e i nostri sono sentimenti di grande affetto. Sposato e da un paio d’anni rimasto vedovo, Luigi Casoni non ha avuto figli ma attorno a lui c’è stato comunque un grandissimo stuolo di nipoti – ricorda ancora Alessandro - perché come famiglia siamo sempre stati molto legati. Affascinante ascoltare i racconti della sua particolarissima professione- aggiunge il pronipote- sin da bambino ho potuto trascorrere tanto del mio tempo vicino a lui. Posso dire che lo zio ha sempre dedicato unattenzione immensa al suo lavoro anche grazie al puntiglio con il quale ha costantemente affrontato la sua arte. Del resto in quel lavoro, precisione e pignoleria erano comunque qualcosa di dovuto”. Un’arte che ha prodotto una serie di successi, anche riconosciuti come tali dallallora governatore della Banca dItalia Carlo Azeglio Ciampi, il quale, al momento del congedo, volle dedicargli un bellissimo encomio. “ Per la verità – afferma Alessandro Casoni- lo aveva anche fotocopiato per i suoi fratelli, e così anche mio nonno ne conservava una copia. Sono documenti di famiglia che custodiamo in casa, quindi, è veramente un ricordo forte che condividiamo. Lui voleva molto bene a tutti noi nipoti; ci raccontava continuamente la serie di esperienze che erano iniziate da giovanissimo Figlio di una famiglia di Pioraco molto modesta (con diversi parenti, come mio nonno, che lavorarono nel mondo della carta) sin da subito si era capito che avrebbe riversato sulla carta la sua vena artistica. I suoi inizi con il grande maestro Serafino Cirotti di Pioraco per approdare alle Cartiere Miliani dove lavorò per molti anni. In seguito la strepitosa offerta della più importante cartiera di Parigi ma lui preferì ritornare in Italia e accettare laltra offerta prestigiosa di Banca d’Italia in via Nazionale. Una scelta- diceva lui – non solo dettata da un prestigio nazionale ma anche dalla vicinanza con Pioraco. Nei fine settimana non ha mai perso occasione per ritornare in paese a trovare i suoi parenti, ecco perché è stato sempre un punto di riferimento per tutti noi; una persona cara della quale andiamo orgogliosi”. E anche il passaggio dalla lira all’euro è stato significativo per lui: “Ricordo perfettamente le discussioni di quel momento- continua Alessandro Casoni-; lui aveva un concetto molto preciso e riteneva che la lira fosse una vera e propria opera darte e non solo rispetto alla filigrana. Ogni banconota (anche la parte a colori) era unopera darte, e maggiore era la precisione la dovizia di particolari nel tratteggiare i personaggi che la ornavano, maggiore proporzionalmente anche il suo livello di sicurezza. Leuro ha un altro tipo di produzione; ormai si è arrivati ad unaltissima tecnologia grafica. Lì invece cera la mano dellincisore che lavorava con il bulino, una sorta di bisturi con il quale si scavava la cera fino a formare il volto. Con un procedimento particolare e con la galvanoplastica, veniva fuori poi una matrice e, da lì, uscivano tutte le filigrane. Era un procedimento difficoltoso e infatti lui diceva sempre: Mi sono finiti gli occhi a fare questo lavoro perché era un lavoro minuzioso e di estrema attenzione.

All’età di 96 anni è morto a Pioraco l’incisore Luigi Casoni. Una vita dedicata a disegnare volti stampati sulle banconote. Da Alessandro Volta a Maria Montessori, sue le creazioni in filigrana rigorosamente firmate, impresse sulle banconote della lira.

Una grande passione e un lavoro certosino portato avanti per oltre quarant’anni, Luigi Casoni si era avvicinato a questo mondo grazie al maestro piorachese Cirotti; poi alle Cartiere Miliani di Fabriano i suoi primi lavori e la sua crescita professionale che non era passata inosservata: un incarico prestigioso gli era stato offerto da una delle più quotate cartiere di Parigi ma lui, così attaccato all’Italia, aveva rifiutato per accettare in seguito la proposta della Banca d'Italia. Viveva a Roma ma era sempre rimasto legato alla quiete e alla tranquillità della sua Pioraco e dell’abitazione dove amava trascorrere ore serene.

Casoni Boston

Boston-  Crane & Company, Luigi Casoni mostra uno dei suoi capolavori

 

“ Lo conoscevo da moti anni- ricorda l’ex sindaco di Pioraco Giovanni Torresi-; in paese veniva benevolmente soprannominato ’scarpe lucide’ per la cura e la pulizia delle sue calzature. Ho avuto modo di incontrarlo più volte- aggiunge Torresi- anche per la trattativa di acquisto della casa dove è vissuto negli ultimi anni”. Una persona che nonostante l’età non aveva perso il suo smalto – conclude l’ex sindaco- molto disponibile. Un grande artista che, probabilmente, non ha ricevuto dalla comunità quanto avrebbe meritato”. Ne ha un nitido, positivo ricordo, anche uno dei suoi numerosi pronipoti, l’avvocato Alessandro Casoni: “Siamo una grandissima famiglia, e i miei bellissimi ricordi sono condivisi da tutti noi della seconda generazione e i nostri sono sentimenti di grande affetto. Sposato e da un paio d’anni rimasto vedovo, Luigi Casoni non ha avuto figli ma attorno a lui c’è stato comunque un grandissimo stuolo di nipoti – ricorda ancora Alessandro - perché come famiglia siamo sempre stati molto legati. Affascinante ascoltare i racconti della sua particolarissima professione- aggiunge il pronipote- sin da bambino ho potuto trascorrere tanto del mio tempo vicino a lui. Posso dire che lo zio ha sempre dedicato un'attenzione immensa al suo lavoro anche grazie al puntiglio con il quale ha costantemente affrontato la sua arte. Del resto in quel lavoro, precisione e pignoleria erano comunque qualcosa di dovuto”. Un’arte che ha prodotto una serie di successi, anche riconosciuti come tali dall'allora governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi, il quale, al momento del congedo, volle dedicargli un bellissimo encomio.

“ Per la verità – afferma Alessandro Casoni- lo aveva anche fotocopiato per i suoi fratelli, e così anche mio nonno ne conservava una copia. Sono documenti di famiglia che custodiamo in casa, quindi, è veramente un ricordo forte che condividiamo. Lui voleva molto bene a tutti noi nipoti; ci raccontava continuamente la serie di esperienze che erano iniziate da giovanissimo Figlio di una famiglia di Pioraco molto modesta (con diversi parenti, come mio nonno, che lavorarono nel mondo della carta) sin da subito si era capito che avrebbe riversato sulla carta la sua vena artistica. I suoi inizi con il grande maestro Serafino Cirotti di Pioraco per approdare alle Cartiere Miliani dove lavorò per molti anni. In seguito la strepitosa offerta della più importante cartiera di Parigi ma lui preferì ritornare in Italia e accettare l'altra offerta prestigiosa di Banca d’Italia in via Nazionale. Una scelta- diceva lui – non solo dettata da un prestigio nazionale ma anche dalla vicinanza con Pioraco. Nei fine settimana non ha mai perso occasione per ritornare in paese a trovare i suoi parenti, ecco perché è stato sempre un punto di riferimento per tutti noi; una persona cara della quale andiamo orgogliosi”. E anche il passaggio dalla lira all’euro è stato significativo per lui: “Ricordo perfettamente le discussioni di quel momento- continua Alessandro Casoni-; lui aveva un concetto molto preciso e riteneva che la lira fosse una vera e propria opera d'arte e non solo rispetto alla filigrana. Ogni banconota (anche la parte a colori) era un'opera d'arte, e maggiore era la precisione la dovizia di particolari nel tratteggiare i personaggi che la ornavano, maggiore proporzionalmente anche il suo livello di sicurezza. L'euro ha un altro tipo di produzione; ormai si è arrivati ad un'altissima tecnologia grafica. Lì invece c'era la mano dell'incisore che lavorava con il bulino, una sorta di bisturi con il quale si scavava la cera fino a formare il volto. Con un procedimento particolare e con la galvanoplastica, veniva fuori poi una matrice e, da lì, uscivano tutte le filigrane. Era un procedimento difficoltoso e infatti lui diceva sempre: "Mi sono finiti gli occhi a fare questo lavoro" perché era un lavoro minuzioso e di estrema attenzione.

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