Teatri di San Severino: in scena Giulio Scarpati

Lunedì, 28 Gennaio 2019 14:14 | Letto 315 volte   Clicca per ascolare il testo Teatri di San Severino: in scena Giulio Scarpati Il grande teatro di prosa torna in scena al Feronia di San Severino dove domani alle 20,45,Giulio Scarpati e Valeria Solarino, insieme a Blas Roca Rey,Anna Ferraioli, Matteo Cirillo, Federica Zacchia, Mauro Lamanna e Matteo Cecchiportano in scena “Il Misantropo”di Molière, per la regiadi Nora Venturini. Lo spettacolo viene presentato dai Teatri di Sanseverino in esclusiva regionale con il Teatro dell’Aquila di Fermo che ha ospitato il debutto in prima nazionale. “Il Misantropo è la storia di un uomo che vuole avere un incontro decisivo con la donna che ama eche, alla fine di un’intera giornata, non ci è ancora riuscito. Le parole con cui Louis Jouvetriassumeva il capolavoro di Molière, quando le ho lette per la prima volta, mi hanno fattosorridere, interpretandole come una battuta ironica del grande uomo di teatro. In realtà - spiega la regista, Nora Venturini - colgono un elemento spesso messo in ombra a favore del tema politico dell’uomo onesto esincero in lotta contro la corruzione e l’ipocrisia della società. L’aspetto privato, in questocapolavoro che si muove sempre in equilibrio tra commedia e tragedia, è altrettantoimportante dal punto di vista teatrale, di quello sociale, perché ne evidenzia il fattoreumano e, dalla corte del Re Sole, lo porta dritto a noi.Nella sua urgenza di parlare con Célimène, che gli sfugge ed evita il confronto, nel suobisogno di chiarirsi, di fare piazza pulita di ogni ambiguità, Alceste è un personaggioestremamente moderno. È un uomo che in modo vagamente masochista si ostina ad amarela donna sbagliata, quella che è il suo opposto in tutto, nello stile di vita, nella visioneetica, nel senso dell’amicizia e dei rapporti sociali. E lo stesso vale per Célimène neiconfronti di Alceste, quando dichiara di preferirlo agli altri pretendenti. È proprio la lorodifferenza la molla che li spinge uno verso l’altra: signora dei salotti lei, mondanamenteattorniata dalla sua corte, intellettuale duro e puro lui, rigido negli scontri filosofici conl’amico Filinte, così assoluto da apparire eroico e, nello stesso tempo, ridicolo. Attorno aloro, a raccontarci il mondo che Alceste detesta e Célimène padroneggia, un carosello diprototipi umani, parodie attualissime dei vizi e dei difetti dell’alta società.Se Alceste è “nostro contemporaneo” nella sua indignazione impotente e donchisciottescacontro la falsità e la corruzione, sono “nostri contemporanei”, tragici e comici insieme,anche Alceste e Célimène come coppia sentimentalmente impossibile: non si capiscono masi amano, si sfuggono ma si cercano, si detestano ma si desiderano. Sono un uomo e unadonna di oggi, con torti e ragioni equamente distribuiti, protervi nel non cedere allerichieste dell’altro, non disposti a rinunciare alle proprie scelte di vita, in perenne conflittotra loro. Nei loro difetti possiamo a turno ritrovarci e riconoscerci; e ne ridiamo,guardandoci allo specchio. Due protagonisti di una commedia amara in cui non è previstol’happy end”.  Nei prossimi giorni i Teatri di Sanseverino presenteranno altre novità di rilievo, già inserite nel rinnovato cartellone dal direttore artistico, Francesco Rapaccioni. Sabato 2 febbraioalle 21, sempre il Feronia e ad ingresso gratuito, ospiterà il concerto di Ambrogio Sparagna mentre domenica 3, a palazzo dei Governatori, con ingresso gratuito a partire dalle 17, la rassegna “Incontri con l’Autore” propone la presentazione del romanzo di Carla Maria Russo “L’acquaiola”, edito da Piemme. Giovedì 7, sempre a palazzo Governatori ma alle 21, la stessa rassegna degli “Incontri con l’Autore” vedrà protagonista la scrittrice Mariolina Venezia, autrice di “Rione Serra venerdì” edito da Einaudi. Infine domenica 10, alle 17 al Museo Archeologico, altra novità con: “Verba et Soni. Dolci rime et note antique”, viaggio nella letteratura e nella musica medioevale con Roberto Gatta e Stefano Savi.

Il grande teatro di prosa torna in scena al Feronia di San Severino dove domani alle 20,45,Giulio Scarpati e Valeria Solarino, insieme a Blas Roca Rey,Anna Ferraioli, Matteo Cirillo, Federica Zacchia, Mauro Lamanna e Matteo Cecchiportano in scena “Il Misantropo”di Molière, per la regiadi Nora Venturini.

Lo spettacolo viene presentato dai Teatri di Sanseverino in esclusiva regionale con il Teatro dell’Aquila di Fermo che ha ospitato il debutto in prima nazionale.

Il Misantropo è la storia di un uomo che vuole avere un incontro decisivo con la donna che ama eche, alla fine di un’intera giornata, non ci è ancora riuscito. Le parole con cui Louis Jouvetriassumeva il capolavoro di Molière, quando le ho lette per la prima volta, mi hanno fattosorridere, interpretandole come una battuta ironica del grande uomo di teatro. In realtà - spiega la regista, Nora Venturini - colgono un elemento spesso messo in ombra a favore del tema politico dell’uomo onesto esincero in lotta contro la corruzione e l’ipocrisia della società. L’aspetto privato, in questocapolavoro che si muove sempre in equilibrio tra commedia e tragedia, è altrettantoimportante dal punto di vista teatrale, di quello sociale, perché ne evidenzia il fattoreumano e, dalla corte del Re Sole, lo porta dritto a noi.Nella sua urgenza di parlare con Célimène, che gli sfugge ed evita il confronto, nel suobisogno di chiarirsi, di fare piazza pulita di ogni ambiguità, Alceste è un personaggioestremamente moderno. È un uomo che in modo vagamente masochista si ostina ad amarela donna sbagliata, quella che è il suo opposto in tutto, nello stile di vita, nella visioneetica, nel senso dell’amicizia e dei rapporti sociali. E lo stesso vale per Célimène neiconfronti di Alceste, quando dichiara di preferirlo agli altri pretendenti. È proprio la lorodifferenza la molla che li spinge uno verso l’altra: signora dei salotti lei, mondanamenteattorniata dalla sua corte, intellettuale duro e puro lui, rigido negli scontri filosofici conl’amico Filinte, così assoluto da apparire eroico e, nello stesso tempo, ridicolo. Attorno aloro, a raccontarci il mondo che Alceste detesta e Célimène padroneggia, un carosello diprototipi umani, parodie attualissime dei vizi e dei difetti dell’alta società.Se Alceste è “nostro contemporaneo” nella sua indignazione impotente e donchisciottescacontro la falsità e la corruzione, sono “nostri contemporanei”, tragici e comici insieme,anche Alceste e Célimène come coppia sentimentalmente impossibile: non si capiscono masi amano, si sfuggono ma si cercano, si detestano ma si desiderano. Sono un uomo e unadonna di oggi, con torti e ragioni equamente distribuiti, protervi nel non cedere allerichieste dell’altro, non disposti a rinunciare alle proprie scelte di vita, in perenne conflittotra loro. Nei loro difetti possiamo a turno ritrovarci e riconoscerci; e ne ridiamo,guardandoci allo specchio. Due protagonisti di una commedia amara in cui non è previstol’happy end

Nei prossimi giorni i Teatri di Sanseverino presenteranno altre novità di rilievo, già inserite nel rinnovato cartellone dal direttore artistico, Francesco Rapaccioni.

Sabato 2 febbraioalle 21, sempre il Feronia e ad ingresso gratuito, ospiterà il concerto di Ambrogio Sparagna mentre domenica 3, a palazzo dei Governatori, con ingresso gratuito a partire dalle 17, la rassegna “Incontri con l’Autore” propone la presentazione del romanzo di Carla Maria Russo L’acquaiola”, edito da Piemme. Giovedì 7, sempre a palazzo Governatori ma alle 21, la stessa rassegna degli “Incontri con l’Autore” vedrà protagonista la scrittrice Mariolina Venezia, autrice di “Rione Serra venerdì” edito da Einaudi. Infine domenica 10, alle 17 al Museo Archeologico, altra novità con: “Verba et Soni. Dolci rime et note antique”, viaggio nella letteratura e nella musica medioevale con Roberto Gatta e Stefano Savi.

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