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Operazione Shelter: quattro arresti per spaccio. Volume d’affari di 40mila euro

scritto Lunedì, 15 Aprile 2019

Operazione Shelter, quattro arresti

Quattro arresti, uno in carcere. Questo è l’esito dell’operazione dei Carabinieri della Compagnia di Macerata portata a termine questa mattina. Il giovane finito in carcere è un 25enne conosciuto alle cronache giudiziarie, gli altri sono un 23enne ed un 20enne di origini straniere. Il quarto è sottoposto a obbligo di dimora a carico se si tratta di un ventunenne di origini straniere.

Tutti e quattro sono residenti a Cingoli.

Tutto inizia nella notte del 9 ottobre del 2018 quando due soggetti, in tuta da lavoro, guanti, mi Fisto e occhiali da sole sono entrati all’interno di una sala slot a cingoli e, oscurando le telecamere, hanno fatto scattare il sensore che ha così attivato l’allarme chiama andato in fumo l’azione delittuosa tutto inizia nella notte del 9 ottobre del 2018 quando due soggetti, in tuta da lavoro, guanti, passamontagna e occhiali da sole sono entrati all’interno di una sala slot a cingoli e, oscurando le telecamere, hanno fatto scattare il sensore che ha così attivato l’allarme che ha mandato in fumo l’azione delittuosa. Nella stessa mattina i carabinieri della locale stazione hanno appreso della presenza in zona periferica e boschiva di un borsone di colore rosso nascosto con all’interno sbagliato materiale da scasso e abbigliamento tipico da Diabolik. La borsa era quasi asciutta nonostante l’umidità, segno che era stata posizionata li da poco. Così la domanda che i carabinieri si sono posti è stata se qualcuno si sarebbe premurato di tornare a prendere il borsone prima o poi. Così sono state piazzate delle telecamere ed effettivamente con il favore della sera, il 9 ottobre due soggetti a bordo di una Citroen C3 si sono a girati svariati minuti alla ricerca disperata di qualcosa che, certamente, era il borsone. Evidentemente stupiti dal fatto che non era più lì, i soggetti sono tornati per una nuova ricerca il giorno successivo. Questa volta si sono presentati in tre ed è stato possibile anche rilevare la targa dell’auto. Uno era proprio il giovane di 25 anni oggi arrestato insieme ad altri due del luogo, tutti noti alle forze dell’ordine. Una volta acquisite le immagini delle telecamere dove era stato perpetrato il tentativo di furto, i carabinieri si sono resi conto che c’era un collegamento tra l’evento ed il borsone ritrovato: combaciavano alcuni particolari come l’abbigliamento che indossavano i malfattori è quello rinvenuto all’interno. Era verosimile quindi che i giovani immortalati nel bosco fossero proprio coloro che avevano tentato il furto. Così militari hanno voluto approfondire chiesto uno screening delle conversazioni telefoniche dei soggetti immortalati. Ne è scaturito uno scenario che apriva panorami su possibili traffici di stupefacenti. La conferma di ciò era che il giovane di 25 anni fosse già sospettato di essere molto vicino al mondo delle droghe. Una volta raccolti tutti gli elementi per avviare l’inchiesta, i militari hanno chiesto e ottenuto di monitorare con attività tecniche la vita del soggetto principale e di altri. 

I ragazzi oggi colpiti da ordinanza di custodia Sono risultati essere figure primarie nelle illecite movimentazioni di stupefacenti E hanno dimostrato di essere molto scaltri. Le loro comunicazioni erano molto critiche e limitate. Questo costretto gli investigatori a modificare gli assetti delle indagini, concentrandosi sulla polizia giudiziaria di vecchio stampo fatta di pedinamenti e osservazioni nonché sfruttando le capacità informatiche di militari più giovani che hanno navigato sulle piattaforme social dove avvenivano le comunicazioni. La scelta sia dimostrata vincente in quanto sono stati acquisiti elementi importanti di conversazioni che non lasciavano dubbi sulle fiorenti attività di spaccio di stupefacente, in particolare cocaina, hashish e marijuana. 

Già a dicembre del 2018 è stato possibile raccogliere i primi frutti dell’indagine sequestrando in quattro circostanze diverse 30 g complessivamente di hashish e 10 g di cocaina. 

I carabinieri hanno scoperto che le cessioni o gli accordi avvenivano in una pensilina della città vicino ai bagni pubblici, luogo poco illuminato e vicino alle scuole. Per circa sei mesi i militari hanno tenuto d’occhio i quattro soggetti ed è emerso che il 25enne aveva un ruolo predominante e si serviva di due “galoppini”, i ragazzi di 23 e 20 anni, per rifornire la piazza di stupefacenti. Il 20enne spesso lavorava in proprio avvalendosi della complicità del 21enne. 

Il 23enne È stato colpito da ordinanza non solo per aver ceduto stupefacente ma anche per tentata estorsione nei confronti di un cliente che non aveva pagato la fornitura di droga. Nel corso dell’esecuzione dell’ordinanza cautelare lo stesso 23enne È stato trovato con una dose di eroina. In totale nel corso dell’inchiesta sono stati sequestrati 15 g di cocaina, 40 g di hashish, e 15 g di marijuana. Sono state ricostruite circa 500 cessioni per un ammontare di non meno di 40mila euro.

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Tutto inizia nella notte del 9 ottobre del 2018 quando due soggetti, in tuta da lavoro, guanti, mi Fisto e occhiali da sole sono entrati all’interno di una sala slot a cingoli e, oscurando le telecamere, hanno fatto scattare il sensore che ha così attivato l’allarme chiama andato in fumo l’azione delittuosa tutto inizia nella notte del 9 ottobre del 2018 quando due soggetti, in tuta da lavoro, guanti, passamontagna e occhiali da sole sono entrati all’interno di una sala slot a cingoli e, oscurando le telecamere, hanno fatto scattare il sensore che ha così attivato l’allarme che ha mandato in fumo l’azione delittuosa. Nella stessa mattina i carabinieri della locale stazione hanno appreso della presenza in zona periferica e boschiva di un borsone di colore rosso nascosto con all’interno sbagliato materiale da scasso e abbigliamento tipico da Diabolik. La borsa era quasi asciutta nonostante l’umidità, segno che era stata posizionata li da poco. Così la domanda che i carabinieri si sono posti è stata se qualcuno si sarebbe premurato di tornare a prendere il borsone prima o poi. Così sono state piazzate delle telecamere ed effettivamente con il favore della sera, il 9 ottobre due soggetti a bordo di una Citroen C3 si sono a girati svariati minuti alla ricerca disperata di qualcosa che, certamente, era il borsone. Evidentemente stupiti dal fatto che non era più lì, i soggetti sono tornati per una nuova ricerca il giorno successivo. Questa volta si sono presentati in tre ed è stato possibile anche rilevare la targa dell’auto. Uno era proprio il giovane di 25 anni oggi arrestato insieme ad altri due del luogo, tutti noti alle forze dell’ordine. Una volta acquisite le immagini delle telecamere dove era stato perpetrato il tentativo di furto, i carabinieri si sono resi conto che c’era un collegamento tra l’evento ed il borsone ritrovato: combaciavano alcuni particolari come l’abbigliamento che indossavano i malfattori è quello rinvenuto all’interno. Era verosimile quindi che i giovani immortalati nel bosco fossero proprio coloro che avevano tentato il furto. Così militari hanno voluto approfondire chiesto uno screening delle conversazioni telefoniche dei soggetti immortalati. Ne è scaturito uno scenario che apriva panorami su possibili traffici di stupefacenti. La conferma di ciò era che il giovane di 25 anni fosse già sospettato di essere molto vicino al mondo delle droghe. Una volta raccolti tutti gli elementi per avviare l’inchiesta, i militari hanno chiesto e ottenuto di monitorare con attività tecniche la vita del soggetto principale e di altri.  I ragazzi oggi colpiti da ordinanza di custodia Sono risultati essere figure primarie nelle illecite movimentazioni di stupefacenti E hanno dimostrato di essere molto scaltri. Le loro comunicazioni erano molto critiche e limitate. Questo costretto gli investigatori a modificare gli assetti delle indagini, concentrandosi sulla polizia giudiziaria di vecchio stampo fatta di pedinamenti e osservazioni nonché sfruttando le capacità informatiche di militari più giovani che hanno navigato sulle piattaforme social dove avvenivano le comunicazioni. La scelta sia dimostrata vincente in quanto sono stati acquisiti elementi importanti di conversazioni che non lasciavano dubbi sulle fiorenti attività di spaccio di stupefacente, in particolare cocaina, hashish e marijuana.  Già a dicembre del 2018 è stato possibile raccogliere i primi frutti dell’indagine sequestrando in quattro circostanze diverse 30 g complessivamente di hashish e 10 g di cocaina.  I carabinieri hanno scoperto che le cessioni o gli accordi avvenivano in una pensilina della città vicino ai bagni pubblici, luogo poco illuminato e vicino alle scuole. Per circa sei mesi i militari hanno tenuto d’occhio i quattro soggetti ed è emerso che il 25enne aveva un ruolo predominante e si serviva di due “galoppini”, i ragazzi di 23 e 20 anni, per rifornire la piazza di stupefacenti. Il 20enne spesso lavorava in proprio avvalendosi della complicità del 21enne.  Il 23enne È stato colpito da ordinanza non solo per aver ceduto stupefacente ma anche per tentata estorsione nei confronti di un cliente che non aveva pagato la fornitura di droga. Nel corso dell’esecuzione dell’ordinanza cautelare lo stesso 23enne È stato trovato con una dose di eroina. In totale nel corso dell’inchiesta sono stati sequestrati 15 g di cocaina, 40 g di hashish, e 15 g di marijuana. Sono state ricostruite circa 500 cessioni per un ammontare di non meno di 40mila euro.

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