Alessandro Gentilucci: "Se non si farà squadra una rondine non farà primavera"

scritto Giovedì, 11 Luglio 2019
Non fa che ripeterlo da ormai due anni e mezzo ma evidentemente fin ora è rimasto inascoltato. Di recente il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci è stato nominato all'interno della rinnovata assise del coordinamento dei piccoli comuni di Anci Marche ed ha rinnovato l'invito affinché i piccoli comuni della montagna uniscano le fore per essere ascoltati dal Governo centrale ma anche da quello regionale, anch'esso spesso sordo.
"I piccoli comuni - afferma - hanno la necessità di contare di più perché sono moltissimi, perché rappresentano la stragrande maggioranza del territorio italiano pur avendo pochi numeri. Nelle aree interne ci sono solo 10 milioni di abitanti ma in funzione del territorio, rappresentiamo oltre i due terzi. Stiamo manutenendo questa pletora di territori e dobbiamo essere costantemente rappresentati e dobbiamo poter portare le nostre istanze all'interno dei tavoli di governo".
L'impegno che si dovrebbe portare avanti, secondo Gentilucci, è quello quindi di provare a far pesare di più il governo locale sulle scelte nazionali, "cosa che, per quanto mi riguarda, soprattutto nella fase post sisma, ho sempre cercato di fare. Solo che Roma è lontana, e spesso è lontana anche Ancona. Unendo però le voci, sarà possibile aumentare il volume e farsi sentire”.
Dopo il sisma, non è una novità che il rischio sia proprio quello di perdere una parte dell'Appennino Centrale con la dispersione delle forze causata da un sistema burocratico che non sta facendo ripartire la ricostruzione. La battaglia che Gentilucci porta avanti da tempo è quella di combattere il rischio desertificazione dei piccoli centri dell’entroterra maceratese, resi ancor più vulnerabili proprio dal terremoto: “Pieve Torina fortunatamente non corre il rischio desertificazione e al momento è anche un faro della ricostruzione. Detto ciò, sono consapevole, da presidente di un territorio, che se non si fa squadra tutti insieme, una rondine non farà certamente primavera. Bisogna incentivare le imprese esistenti attraverso bandi specifici che creino opportunità di lavoro e sostegno alle imprese. Insieme a questo tipo di peculiarità - aggiunge - che deve essere promossa dalla Regione, deve essere attivata una procedura di ricostruzione funzionale a questi territori. Lancio anche delle idee, ad esempio, costruire per le zone interne, un ufficio ricostruzione che si occupi di pratiche dedicate. Sto portando avanti questa idea che ho già trasmesso ad alcuni sindaci. Serve una sorta di priorità in quello che è un territorio distrutti. Quando si è uguali in una distruzione diversa noi ci rimettiamo - conclude - e il rischio desertificazione diventa una realtà".
G.G.

  Clicca per ascolare il testo Alessandro Gentilucci: "Se non si farà squadra una rondine non farà primavera" scritto Giovedì, 11 Luglio 2019 Non fa che ripeterlo da ormai due anni e mezzo ma evidentemente fin ora è rimasto inascoltato. Di recente il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci è stato nominato allinterno della rinnovata assise del coordinamento dei piccoli comuni di Anci Marche ed ha rinnovato linvito affinché i piccoli comuni della montagna uniscano le fore per essere ascoltati dal Governo centrale ma anche da quello regionale, anchesso spesso sordo.I piccoli comuni - afferma - hanno la necessità di contare di più perché sono moltissimi, perché rappresentano la stragrande maggioranza del territorio italiano pur avendo pochi numeri. Nelle aree interne ci sono solo 10 milioni di abitanti ma in funzione del territorio, rappresentiamo oltre i due terzi. Stiamo manutenendo questa pletora di territori e dobbiamo essere costantemente rappresentati e dobbiamo poter portare le nostre istanze allinterno dei tavoli di governo.Limpegno che si dovrebbe portare avanti, secondo Gentilucci, è quello quindi di provare a far pesare di più il governo locale sulle scelte nazionali, cosa che, per quanto mi riguarda, soprattutto nella fase post sisma, ho sempre cercato di fare. Solo che Roma è lontana, e spesso è lontana anche Ancona. Unendo però le voci, sarà possibile aumentare il volume e farsi sentire”. Dopo il sisma, non è una novità che il rischio sia proprio quello di perdere una parte dellAppennino Centrale con la dispersione delle forze causata da un sistema burocratico che non sta facendo ripartire la ricostruzione. La battaglia che Gentilucci porta avanti da tempo è quella di combattere il rischio desertificazione dei piccoli centri dell’entroterra maceratese, resi ancor più vulnerabili proprio dal terremoto: “Pieve Torina fortunatamente non corre il rischio desertificazione e al momento è anche un faro della ricostruzione. Detto ciò, sono consapevole, da presidente di un territorio, che se non si fa squadra tutti insieme, una rondine non farà certamente primavera. Bisogna incentivare le imprese esistenti attraverso bandi specifici che creino opportunità di lavoro e sostegno alle imprese. Insieme a questo tipo di peculiarità - aggiunge - che deve essere promossa dalla Regione, deve essere attivata una procedura di ricostruzione funzionale a questi territori. Lancio anche delle idee, ad esempio, costruire per le zone interne, un ufficio ricostruzione che si occupi di pratiche dedicate. Sto portando avanti questa idea che ho già trasmesso ad alcuni sindaci. Serve una sorta di priorità in quello che è un territorio distrutti. Quando si è uguali in una distruzione diversa noi ci rimettiamo - conclude - e il rischio desertificazione diventa una realtà.G.G.

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