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Sefro. La chiesa di San Tossano di Agolla "Opera di Pace delle Marche"

Sabato, 07 Settembre 2019 09:51 | Letto 162 volte   Clicca per ascolare il testo Sefro. La chiesa di San Tossano di Agolla "Opera di Pace delle Marche" Aperta a Sefro dalla suggestiva cerimonia di riconoscimento come “Opera di Pace delle Marche” della chiesa di San Tossano di Agolla, la settima edizione di “Se vuoi la pace prepara la pace”, manifestazione organizzata dallUniversità per la Pace, con il sostegno del Consiglio regionale. L’iniziativa ha quest’anno deciso di focalizzare lattenzione su territori feriti del maceratese e del fermano, scegliendo i comuni di Sefro e Amandola come luoghi simbolo del sisma. Toccante e significativa la cerimonia nella frazione di Agolla alla quale sono intervenuti Mario Busti - Presidente Università per la Pace, Stefania Penna - assessore di Sefro, Maria Giannatiempo Lopez – già funzionario Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici delle Marche. Le indagini frutto della ricerca condotta dalla studiosa dell’arte hanno condotto ad enucleare l’ipotesi che la Chiesa di San Tossano di Agolla, ospiti la più antica immagine di San Francesco realizzata su affresco nel territorio marchigiano. Questa la motivazione che ha spinto a tributarle il riconoscimento come “Opera di pace delle Marche”. L’ex chiesa parrocchiale di Agolla risale alla fine del XIII secolo e quel dipinto raffigurante in origine la Crocifissione con alcune figure di santi ai lati della Croce, sarebbe stato realizzato presumibilmente tra i sessanta e i cento anni dopo la morte di San Francesco, avvenuta nel 1226.  I riscontri con altri dipinti del tardo Duecento e il confronto con analoghe raffigurazioni di san Francesco presenti nellentroterra maceratese, hanno portato la professoressa Giannatiempo a sostenere la sua tesi. In aggiunta anche il fatto storico legato al francescanesimo nell’Appennino marchigiano per il quale avrebbe avuto un ruolo il Beato Bernardo di Quintavalle, primo seguace del santo ritiratosi  per alcuni anni in eremitaggio sui monti di Sefro e che avrebbe diffuso  la venerazione del poverello d’Assisi tra la popolazione e ispirato  la sua raffigurazione nell’affresco realizzato all’interno della chiesetta di Agolla.Durante la cerimonia è stata anche scoperta la targa che attesta il riconoscimento della chiesa come “Opera di Pace delle Marche”.Dopo Sefro la manifestazione proseguirà nel pomeriggio ad Amandola. Qui all’Auditorium “Vittorio Virgili”, in programma un incontro pubblico su “Leconomia del bene e del Male” nel corso del quale verrà presentato il progetto pluriennale “Non tremare...non temere”. Sempre ad Amandola in serata, piazza Risorgimento sarà il palcoscenico dello spettacolo teatrale “Il racconto del poema dei monti naviganti”, con Roberta Biagiarelli e Sandro Fabiani, tratto dal libro “La leggenda dei monti naviganti” di Paolo Rumiz. Domenica 8 settembre la giornata si aprirà con una passeggiata curata dal Cai di Amandola. Nel pomeriggio, a partire alle 16.30, ancora un incontro pubblico nellauditorium “Vittorio Virgili” Protagonisti Asmae Dachan e Amedeo Ricucci con “Cronache dal fronte: parole e immagini”.  Secondo il Presidente dellUniversità per la Pace, Mario Busti, il terremoto può essere visto come un paradigma esistenziale più ampio: “ Se la terra trema, allo stesso modo lumanità trema in balia di ben altri scossoni, le guerre, il terrorismo, le migrazioni, le crisi finanziarie e politiche”. (Nella foto la prof. Maria Gianna tiempo Lopez e ai lati Davide Guidi coordinatore università per la Pace e il presidente Mario Busti) Largomento sarà approfondito con foto ed interviste nella prossima edizione de LAppennino Canerte.cc
Sefro. La chiesa di San Tossano di Agolla "Opera di Pace delle Marche"

Aperta a Sefro dalla suggestiva cerimonia di riconoscimento come “Opera di Pace delle Marche” della chiesa di San Tossano di Agolla, la settima edizione di “Se vuoi la pace prepara la pace”, manifestazione organizzata dall'Università per la Pace, con il sostegno del Consiglio regionale.
L’iniziativa ha quest’anno deciso di focalizzare l'attenzione su territori feriti del maceratese e del fermano, scegliendo i comuni di Sefro e Amandola come luoghi simbolo del sisma.
Toccante e significativa la cerimonia nella frazione di Agolla alla quale sono intervenuti Mario Busti - Presidente Università per la Pace, Stefania Penna - assessore di Sefro, Maria Giannatiempo Lopez – già funzionario Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici delle Marche.
Le indagini frutto della ricerca condotta dalla studiosa dell’arte hanno condotto ad enucleare l’ipotesi che la Chiesa di San Tossano di Agolla, ospiti la più antica immagine di San Francesco realizzata su affresco nel territorio marchigiano. Questa la motivazione che ha spinto a tributarle il riconoscimento come “Opera di pace delle Marche”. L’ex chiesa parrocchiale di Agolla risale alla fine del XIII secolo e quel dipinto raffigurante in origine la Crocifissione con alcune figure di santi ai lati della Croce, sarebbe stato realizzato presumibilmente tra i sessanta e i cento anni dopo la morte di San Francesco, avvenuta nel 1226.  I riscontri con altri dipinti del tardo Duecento e il confronto con analoghe raffigurazioni di san Francesco presenti nell'entroterra maceratese, hanno portato la professoressa Giannatiempo a sostenere la sua tesi. In aggiunta anche il fatto storico legato al francescanesimo nell’Appennino marchigiano per il quale avrebbe avuto un ruolo il Beato Bernardo di Quintavalle, primo seguace del santo ritiratosi  per alcuni anni in eremitaggio sui monti di Sefro e che avrebbe diffuso  la venerazione del poverello d’Assisi tra la popolazione e ispirato  la sua raffigurazione nell’affresco realizzato all’interno della chiesetta di Agolla.
Durante la cerimonia è stata anche scoperta la targa che attesta il riconoscimento della chiesa come “Opera di Pace delle Marche”.

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Dopo Sefro la manifestazione proseguirà nel pomeriggio ad Amandola. Qui all’Auditorium “Vittorio Virgili”, in programma un incontro pubblico su “L'economia del bene e del Male” nel corso del quale verrà presentato il progetto pluriennale “Non tremare...non temere”. Sempre ad Amandola in serata, piazza Risorgimento sarà il palcoscenico dello spettacolo teatrale “Il racconto del poema dei monti naviganti”, con Roberta Biagiarelli e Sandro Fabiani, tratto dal libro “La leggenda dei monti naviganti” di Paolo Rumiz. Domenica 8 settembre la giornata si aprirà con una passeggiata curata dal Cai di Amandola. Nel pomeriggio, a partire alle 16.30, ancora un incontro pubblico nell'auditorium “Vittorio Virgili” Protagonisti Asmae Dachan e Amedeo Ricucci con “Cronache dal fronte: parole e immagini”. 
Secondo il Presidente dell'Università per la Pace, Mario Busti, il terremoto può essere visto come un paradigma esistenziale più ampio: “ Se la terra trema, allo stesso modo l'umanità trema in balia di ben altri scossoni, le guerre, il terrorismo, le migrazioni, le crisi finanziarie e politiche”.

(Nella foto la prof. Maria Gianna tiempo Lopez e ai lati Davide Guidi coordinatore università per la Pace e il presidente Mario Busti)


L'argomento sarà approfondito con foto ed interviste nella prossima edizione de L'Appennino Canerte.
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