Notizie di cronaca nelle Marche
Due uomini di 37 e 18 anni, residenti nelle province di Napoli e Caserta, sono stati denunciati dai Carabinieri della Stazione di Castelraimondo, in collaborazione con i colleghi di Jesi, per tentata truffa aggravata ai danni di un’anziana di 86 anni. L’episodio è avvenuto ieri a Jesi, quando la donna ha ricevuto una telefonata da un uomo che, spacciandosi per maresciallo dei Carabinieri, le ha chiesto 3.000 euro in contanti e gioielli per “liberare” la figlia, che sarebbe stata coinvolta in un grave incidente e trattenuta in caserma. L’anziana, tuttavia, non si è lasciata ingannare e, intuendo la truffa, ha chiamato subito il 112. Poco dopo, i due falsi militari si sono presentati alla sua porta, ma la pronta segnalazione ha costretto i malviventi a darsi alla fuga a bordo di un’auto.
Le indagini avviate immediatamente dai Carabinieri, con l’analisi delle immagini di videosorveglianza e la raccolta di testimonianze, hanno consentito di individuare il veicolo sospetto. L’auto è stata intercettata dai militari di Castelraimondo, che hanno notato come il passeggero tentasse di disfarsi di un telefono cellulare, lanciandolo dal finestrino. Il dispositivo è stato recuperato e, al suo interno, è stato trovato l’indirizzo esatto della vittima, elemento che ha permesso di consolidare le responsabilità dei due truffatori. I Carabinieri hanno quindi denunciato entrambi all’Autorità Giudiziaria per tentata truffa aggravata e hanno richiesto per loro l’emissione del “foglio di via obbligatorio”, provvedimento adottato dalla Questura di Macerata.
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Nessun accordo definitivo, ma l’intesa sembra ormai a portata di mano. A tre settimane dalla vittoria elettorale di Francesco Acquaroli nelle Marche, il centrodestra lavora senza sosta per chiudere la partita sul nuovo esecutivo regionale. Dopo una lunga serie di incontri tra Ancona e Roma, la fumata resta grigia: servirà ancora qualche ora di confronto tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega per definire la squadra di governo.

Il nodo più intricato resta tutto interno al Carroccio, dove tre nomi — Enrico Rossi, Andrea Maria Antonini e Renzo Marinelli — si contendono due posti in giunta e una serie di deleghe di peso, a partire da quelle economiche e dalla vicepresidenza del Consiglio regionale.

Proprio la posizione di Marinelli è al centro delle ultime trattative. Originario di Castelraimondo, dove è stato consigliere comunale e poi sindaco, Marinelli ha maturato un profilo istituzionale solido e radicato sul territorio. Eletto in Consiglio regionale nella legislatura appena conclusa, ha confermato il proprio seggio anche nelle recenti elezioni di settembre, consolidando il suo ruolo di punto di riferimento per l’area maceratese. Secondo quanto trapela dai vertici di maggioranza, il governatore Acquaroli vedrebbe in lui una figura capace di coniugare esperienza amministrativa e pragmatismo, qualità che lo rendono tra i più accreditati per un ingresso nell’esecutivo. In queste ore il suo nome circola con insistenza per un incarico da sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, con possibile delega al bilancio, che il presidente potrebbe temporaneamente mantenere per sé.

Una soluzione-ponte che aprirebbe la strada a una futura nomina ad assessore quando, nella primavera del 2026, l’esecutivo dovrebbe passare da sei a otto componenti.
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Oltre dodici milioni di euro sottratti al fisco da tre società del distretto calzaturiero di Civitanova Marche. Questo l’esito dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Macerata, che ha scoperto un vasto sistema di evasione fiscale nel cuore di uno dei settori produttivi più importanti della regione.

Le verifiche, svolte dai militari della Compagnia di Civitanova Marche, hanno riguardato tre società di capitali amministrate da cittadini pakistani e attive nella produzione di calzature, che avrebbero omesso di dichiarare redditi e imposte dovute per diversi anni d’imposta. Attraverso l’incrocio di dati contabili, bilanci e informazioni provenienti dalle banche dati del Corpo, le Fiamme Gialle hanno accertato numerose irregolarità: mancata istituzione e conservazione delle scritture contabili, deduzione di costi non inerenti all’attività e omissione delle dichiarazioni fiscali obbligatorie.

La ricostruzione complessiva ha permesso di quantificare in oltre 12 milioni di euro le somme sottratte tra redditi non dichiarati, IVA e IRAP non versate. Durante le indagini è emerso inoltre che, nel 2023, due delle società coinvolte avrebbero indebitamente compensato debiti tributari utilizzando falsi crediti d’imposta per attività di formazione mai svolte, per un importo complessivo di 137 mila euro, in parte finanziati con fondi del PNRR. Le violazioni sono state segnalate all’Autorità giudiziaria, con ipotesi di reato che vanno dall’omessa dichiarazione all’occultamento di documenti contabili, fino all’indebita compensazione e al mancato versamento dell’IVA. Gli indagati - specifica la nota diffusa dalle Fiamme Gialle - restano comunque presunti innocenti fino a eventuale condanna definitiva.




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Nuova caserma dei Vigili del Fuoco e nuova sede della Croce Rossa Italiana. Giornata di svolta per il futuro di Visso. Ieri, infatti, la firma del protocollo di intesa che dà ufficialmente il via alla realizzazione delle due strutture. Il documento è stato sottoscritto dal Comune, dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco, dall’Agenzia del Demanio, dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Marche e dal Comitato CRI di Visso, alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco e del Commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.

Le due strutture sorgeranno in località “Il Piano”, lungo via Roma, su aree contigue, una di proprietà comunale e una privata, con l’obiettivo di rafforzare la rete dei servizi di soccorso nell’Alto Nera, uno dei territori più colpiti dal sisma del 2016. Il progetto prevede un investimento complessivo di 6,5 milioni di euro: 5,5 milioni per la caserma, finanziati dal Ministero dell’Interno nell’ambito del Programma triennale 2024-2026 per le infrastrutture del Corpo Nazionale, e un milione per la sede CRI, proveniente dal Programma straordinario di rigenerazione urbana post-sisma tramite l’ordinanza 137 del Commissario Guido Castelli. Il Comune curerà la variante urbanistica e la cessione dei terreni per la caserma, concedendo inoltre in comodato gratuito l’edificio destinato alla Croce Rossa. I Vigili del Fuoco gestiranno l’acquisizione dell’area privata e affideranno all’Agenzia del Demanio il ruolo di stazione appaltante, mentre l’USR Marche sarà soggetto attuatore per la sede CRI. Il cronoprogramma prevede il completamento entro due anni dall’approvazione urbanistica. Il documento prevede anche la possibilità di realizzare una rotatoria per migliorare la viabilità locale e l’accesso alle strutture. L’intesa resterà valida per cinque anni, prorogabile fino al termine dei lavori, con un tavolo tecnico permanente per garantire il coordinamento tra le parti.

L’iniziativa è stata salutata come un passo concreto nel percorso di rinascita del borgo appenninico, con un impatto non solo infrastrutturale ma anche simbolico. «Non è solo una promessa, ma una certezza: Visso tornerà a essere ciò che era, un luogo sicuro e vivo» ha dichiarato il sindaco Rosella Sensi. Per il Commissario Castelli, la firma «rappresenta un segno tangibile della presenza dello Stato e della cooperazione tra enti», mentre il Sottosegretario Prisco ha sottolineato «il valore strategico dell’intervento per la sicurezza delle aree interne».
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Si sono finti carabinieri per estorcere 10.000 euro a una donna di 71 anni: due giovani napoletani, di 24 e 20 anni, sono stati denunciati per truffa aggravata dai militari della Stazione di Matelica. L’inganno è stato scoperto grazie a un’attenta indagine partita dalla denuncia della vittima.

La truffa è scattata pochi giorni fa, quando la signora ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è presentato come "maresciallo dei Carabinieri". Con tono allarmato, l’uomo le ha detto che la figlia aveva investito una bambina e che per evitare il carcere servivano subito 2.000 euro.

Colta di sorpresa e preda del panico, l’anziana ha seguito le istruzioni del finto maresciallo. Poco dopo, un complice si è presentato alla porta della donna e ha ritirato una somma ben più alta: circa 10.000 euro, tra contanti e gioielli.

Solo in seguito, contattando la figlia, la donna ha capito di essere stata raggirata e si è rivolta ai veri carabinieri. Le indagini, condotte con l’ausilio delle telecamere di sorveglianza della zona, hanno permesso di identificare i due responsabili.

Ora i giovani sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. L’Arma dei Carabinieri invita i cittadini, in particolare gli anziani, a diffidare di richieste di denaro sospette e a segnalare subito casi analoghi.
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Cordoglio e lacrime a San Severino Marche per la morte del cardinale Edoardo Menichelli, scomparso questa mattina. Aveva compiuto 86 anni lo scorso 14 ottobre. Da qualche mese lottava contro una malattia. Originario di Serripola, frazione settempedana, era rimasto orfano da giovanissimo. Ha frequentato le medie e il ginnasio nella sua città natale, per poi approfondire gli studi in filosofia e teologia al Pontificio Seminario Regionale Pio XI di Fano. Ha quindi frequentato la Pontificia Università Lateranense a Roma, dove ha conseguito una licenza in teologia pastorale. Ordinato presbitero dal vescovo Longinotti nel 1965 per l’allora diocesi di San Severino Marche, ha svolto diversi incarichi pastorali nella parrocchia di San Giuseppe, dedicandosi inoltre all’insegnamento della religione nelle scuole statali di Roma. La nomina ad arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto è del 1994. Dieci anni dopo papa Giovanni Paolo lo trasferisce alla diocesi di Ancona-Osimo. La creazione a cardinale è invece del 2015 per mano di papa Francesco.
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Controlli rafforzati nei cantieri della ricostruzione a San Severino Marche: la Polizia Locale, in collaborazione con Carabinieri e Ufficio Anagrafe, ha scoperto irregolarità nell’ospitalità di cittadini extracomunitari e violazioni delle norme edilizie. Le sanzioni superano i 10mila euro.

Negli ultimi giorni, il Comando di Polizia Locale ha intensificato verifiche nei principali cantieri del centro urbano. Oltre al rispetto delle normative edilizie, l’attenzione si è concentrata sulla regolarità del personale impiegato, in particolare lavoratori stranieri.

L’operazione ha portato all’identificazione di diverse persone e alla scoperta di situazioni di ospitalità irregolare. Cinque proprietari di immobili – tra cui tre residenti, un’impresa edile romana e un cittadino egiziano – sono stati sanzionati per mancata comunicazione di ospitalità, obbligo previsto dal Testo Unico sull’Immigrazione. Le multe hanno raggiunto i 5mila euro.

Sul fronte della sicurezza urbana, sono state elevate sei sanzioni per occupazione abusiva di suolo pubblico (5.200 euro totali) e due per mancata esposizione del cartello di cantiere. In un caso, è stato necessario l’intervento urgente di una pattuglia per fermare un’impresa che aveva bloccato la viabilità senza autorizzazione.

Soddisfazione da parte dell’assessore alla Sicurezza, Jacopo Orlandani: “Legalità e sicurezza vanno di pari passo, soprattutto nei luoghi della ricostruzione. L’azione sinergica delle forze dell’ordine è fondamentale per garantire trasparenza e rispetto delle regole”.
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Dopo le positive esperienze vissute nelle due precedenti edizioni, prende il via la terza edizione del progetto “Territori Forti e fluidi. Giornate itineranti per scoprire e vivere il territorio”. Una aggregazione di comuni con quello di Ussita capofila, Castelsantangelo sul Nera, Monte Cavallo, Serrapetrona, Valfornace e Visso propone un ricco programma che favorisce la destagionalizzazione, per far vivere la montagna e l’entroterra maceratese, interessati dalla ricostruzione post sisma, anche nei mesi autunnali. Tra le novità di questa edizione è che ci saranno due tranche: la prima dedicata al cammino con sei tappe, una per ogni comune della rete; la seconda dedicata a eventi e laboratori prevista, sempre nei sei comuni, tra novembre e dicembre.

Saranno giornate per tutta la famiglia, con percorsi naturalistici al mattino adatti a tutti e pieni di eventi multidisciplinari ed esperienziali coinvolgenti e gratuiti, grazie all’impegno dei diversi soggetti coinvolti, al fine di promuovere la frequentazione dei luoghi. Primo evento domenica 19 ottobre con “Percorsi DiVini, che ha visto il comune di Serrapetrona  protagonista di una intensa mattinata con la Geo-passeggiata dalla Chiesa Madonna della Neve fino alla “Buca del terremoto con i referenti di SIGEA, Società Italiana di Geologia Ambientale Sezione Marche, Riccardo Teloni, Geologo, Promotore Progetto Geositi nelle Aree Interne, Presidente SIGEA Marche ed Elisa Pelliccioni, Biologa, Esperta di Valorizzazione Risorse Naturali Aree Interne (UNICAM), Segretaria SIGEA Marche. Insieme a loro  Ruben Marucci, Guida Ambientale Escursionistica. Le incursioni poetiche sono state curate dall’attrice Elena Fioretti.

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Due interventi, due sequestri e tre persone identificate. Nei giorni 13 e 15 ottobre la Polizia di Stato di Macerata ha effettuato controlli mirati sul territorio che hanno portato al sequestro di un coltello a serramanico e di alcune dosi di hashish. Una persona è stata denunciata, due segnalate alla Prefettura.

Il primo episodio si è verificato venerdì 13 ottobre, intorno alle 16:20, nei giardini pubblici di via Isonzo. Una pattuglia è intervenuta dopo la segnalazione di una lite tra giovani. Sul posto, gli agenti hanno identificato tre persone. Tra queste, un 30enne italiano residente a Corridonia, già noto alle forze dell’ordine.

Durante il controllo, l’uomo ha dichiarato di possedere droga. La perquisizione personale ha confermato: addosso aveva una piccola quantità di hashish e un coltello a serramanico lungo 18,5 cm. Privo di documenti, è stato accompagnato in Questura per l’identificazione. È stato denunciato per porto abusivo di oggetti atti ad offendere e segnalato alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti.

Il secondo intervento è avvenuto due giorni dopo, la sera del 15 ottobre, verso le 21:00, lungo viale Trieste. Una volante ha notato un ragazzo seduto vicino a una rastrelliera per biciclette che, alla vista della polizia, ha gettato a terra un sacchetto. Fermato e identificato, è risultato essere un 21enne tunisino, regolarmente presente sul territorio italiano.

Nel sacchetto gli agenti hanno trovato due involucri di hashish. Poiché non c’erano indizi di spaccio, anche lui è stato segnalato alla Prefettura per uso personale di stupefacenti. La sostanza è stata sequestrata per gli accertamenti della Polizia Scientifica.
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Un sequestro da oltre 850mila euro, due società nel mirino, un noto stabilimento balneare finito sotto sequestro e quattro persone denunciate. È questo il bilancio dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Macerata, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica.
Al centro dell’indagine c’è l’utilizzo illecito di un finanziamento pubblico da 500mila euro, ottenuto da una società del settore abbigliamento grazie agli aiuti statali, ma impiegato per l’acquisto di uno stabilimento balneare e ristorante, in violazione delle finalità del fondo.


Fatture false e fondi distratti: come funzionava il sistema

L’inchiesta ha ricostruito un articolato meccanismo di frode, basato sull’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riferite alla compravendita fittizia di tessuti e materie prime. Questo sistema serviva sia a giustificare le movimentazioni di denaro tra le due aziende coinvolte, sia a evadere le imposte.

Un ruolo determinante sarebbe stato svolto anche da un commercialista che, secondo le indagini, avrebbe messo le sue competenze al servizio del sistema fraudolento, facilitando il riciclaggio dei proventi illeciti.

Cosa è stato sequestrato

Il decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura, ha colpito: il noto stabilimento balneare/ristorante acquistato con i fondi pubblici; le quote societarie; i conti correnti e altre forme di deposito riferibili agli indagati e alle società.
Il locale è stato affidato a un amministratore giudiziario per garantirne la gestione e la conservazione fino a conclusione del procedimento penale.

Le accuse e i reati contestati

Sono quattro le persone fisiche denunciate, accusate a vario titolo di: malversazione di erogazioni pubbliche, emissione e utilizzo di fatture false, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori.
Le due società coinvolte dovranno rispondere anche per responsabilità amministrativa da reato, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 231/2001.

Inoltre, è stata inviata una segnalazione alla Corte dei Conti – Procura Regionale delle Marche – per un danno erariale di circa 400mila euro.

 

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