Notizie di cronaca nelle Marche
Martedì, 01 Aprile 2008 02:00

I giovani ricordano Giovanni Paolo II

In occasione della ricorrenza del terzo anno dalla sua morte, il Centro Giovanile “Giovanni Paolo II” di Montorso di Loreto organizza per il 2 aprile 2008, alle 21,00, organizza una serata di preghiera in memoria del grande papa polacco.
Il Centro Giovanile di Motorso è dedicato a Papa Woytila proprio per ricordare il forte legame instauratosi tra quel Pontefice, i giovani e il Santuario della Santa Casa di Loreto. Nel settembre del 1995 Loreto fu teatro di un grande incontro europeo dei giovani con Giovanni Paolo II: “Eurhope”. Negli anni della guerra nella ex-Yugoslavia quell'evento ha indicato una tappa nel cammino di costruzione della Casa comune europea, un cammino irreversibile, nella pace e nella concordia tra i popoli. In quella occasione giunsero a Loreto più di 400.000 persone per ascoltare la voce della Chiesa che li invitava a prepararsi al grande Giubileo del 2000. Nella conca di Montorso, Giovanni Paolo II rivolse ai giovani queste parole: « … Loreto, cittadella di Maria, in questi giorni assume il volto di capitale spirituale dei giovani d'Europa. Il Santuario della Santa Casa si trova oggi come al “centro” di questo continente antico e nuovo da voi chiamato “Eurhope”: Europa-speranza. Loreto è così diventato il Santuario della speranza. (…) Da Loreto questa sera abbiamo compiuto un singolare pellegrinaggio dall'Atlantico agli Urali, in ogni angolo del Continente, dovunque si trovano giovani in cerca di una “casa comune”. A tutti dico: ecco la vostra Casa, la Casa di Cristo e di Maria, la Casa di Dio e dell'uomo!» (Giovanni Paolo II, Montorso, 9 settembre 1995)
Il Centro di Montorso è stato inaugurato ufficialmente l'8 dicembre 2000 alla presenza del Card. Giovanni Battista Re (che ha portato con sé una lettera autografa del Santo Padre) e di Mons. Giuseppe Betori, Segretario generale della CEI, Mons. Angelo Comastri, Arcivescovo-Delegato Pontificio per il Santuario della Santa Casa

Vito Punzi
Pubblicato in Altro
Giovedì, 27 Marzo 2008 01:00

A San Severino centro per malati di autismo

E' stato inaugurato a San Severino il Centro di residenzialità breve per bambini e adulti affetti da autismo, il primo in provincia di Macerata. La struttura è inserita all'interno del ristrutturato e ampliato Centro socio-educativo riabilitativo diurno per disabili, “Il girasole”, in un'ala dell'edificio che ospita la casa di riposo “Lazzarelli” in viale Eustachio. Alla festa inaugurale sono intervenuti, fra gli altri, gli assessori ai Servizi sociali della Regione, Marco Amagliani, e della Provincia, Alessandro Savi, il presidente della Comunità montana, Gianluca Chiappa, il sindaco Cesare Martini, l'assessore comunale Sergio Giorgetti, il responsabile dell'Ambito sociale, Valerio Valeriani, e la coordinatrice del Centro, Emanuela Eutizi.

L'intervento, legato al progetto regionale “L'autismo nelle Marche”, è stato finanziato dalla Provincia di Macerata (per un importo di 44 mila euro) ed è stato seguito dai tecnici della Comunità montana delle alte valli del Potenza ed Esino.

L'immobile è stato messo a disposizione dal Comune che, grazie alla collaborazione con l'Asur, ha trasferito in altra sede il Centro di igiene mentale, liberando così spazi per “Il girasole” e per l'assistenza specifica a persone affette da autismo.

Complessivamente i locali si sviluppano su una superficie di circa 150 metri quadrati, fra stanze per la breve residenza, area riservata al personale, aule per l'attività-giorno, mensa e servizi, cui si aggiunge un ampio cortile interno.

I nuovi arredi sono stati donati da aziende come la Lube di Treia (cui si deve l'intera cucina), la Novavetro di San Severino, la Poltrona Frau di Tolentino e l'impresa Luciano Cesaretti. In tutto gli ospiti de “Il girasole” sono 15, provenienti da diversi Comuni del territorio comunitario. Gli operatori in servizio sono 9 e fanno capo alla cooperativa Cooss Marche che, presente all'inaugurazione con il vice presidente Andrea Scocchera, ha parimenti contribuito all'acquisto delle attrezzature. Il Centro è aperto 48 settimane all'anno, tutti i giorni dal lunedì al venerdì, e si avvale anche di un proprio pulmino per il servizio di trasporto quotidiano dei suoi ospiti.

 

 

Nella foto il momento del taglio del nastro con Amagliani, Martini e Giorgetti assieme alla coordinatrice del Centro, Eutizi (a sinistra);
Pubblicato in Altro

Martedì 25 marzo, in prima serata sul TG2, la Rai è torna ad occuparsi di Caldarola e del suo nuovo ed interessante evento espositivo, ed ancora una volta grazie a Vittorio Sgarbi che ha dimostrato con slancio e generosa passione il suo grande attaccamento a questa terra.

Durante il servizio, protrattosi oltre tre minuti, il noto critico ha illustrato, con particolare maestria, la bellezza ed il fascino delle opere, presenti nei meravigliosi ambienti del Palazzo dei Cardinali Pallotta, accomunate dalla caratteristica di essere inedite e mai esposte al grande pubblico. Un ennesimo risultato vincente della precedente rassegna, dedicata al pittore Simone De Magistris ed al Manierismo italiano, che ha prodotto un vivo laboratorio di studi e ricerche dagli esiti scientifici qualificati ed impensabili.

A premiare l'iniziativa, che già dai primi giorni sta ottenendo un buon successo con circa un migliaio di visitatori, nonostante l'impervia stagione, la bellezza dei luoghi, l'attento recupero del patrimonio storico, particolarmente apprezzato da Sgarbi, ed i genuini sapori di una eccellente enogastronomia. 

Il Sindaco di Caldarola, Fabio Lambertucci, entusiasta per aver occupato uno spazio così importante nel TG2 di prima serata, esprime tutta la sua riconoscenza all'amico Vittorio Sgarbi: “ Ancora una volta ha dimostrato la sua disarmante generosità, un' inesauribile passione per l'arte, l'amore per Caldarola e per le Marche che attraverso la sua grande dote di comunicatore riesce a trasmettere a quanti hanno la fortuna di ascoltarlo. Solo conoscendolo a fondo è possibile apprezzare le sue  qualità di uomo sensibile, attento e magnanimo. Il nostro Comune non saprà mai come sdebitarsi, almeno spero voglia accettare la cittadinanza onoraria, il più alto riconoscimento che la municipalità possa concedere ed in questo caso con immensa gratitudine.”     

 

Pubblicato in Altro
All'ingresso del carcere c'è una scritta incisa su pietra in un angolo del corridoio che conduce all'atrio d'ingresso e recita cosi: “Ognuno perdona secondo la propria capacità d'amare”. Mons. Armando Trasarti, vescovo di Fano, ha celebrato la sua prima S. Messa di Pasqua con i detenuti della casa circondariale di Fossombrone. «Ho detto che sarei venuto ogni Natale e Pasqua qui con voi – ha esordito all'inizio della S. Messa Mons. Trasarti – ma da qui alle prossime festività natalizie sarei contento di potervi incontrare proprio mentre la maggior parte delle persone, d'estate, partono per le ferie. Con il vostro cappellano don Guido mi farò aiutare per fissare anche quest'ulteriore appuntamento tanto atteso e gradito con tutti voi». Nel giorno di Pasqua il Vescovo ha toccato i punti salienti del Triduo Pasquale appena celebrato, partendo proprio dalla figura di Giuda iscariota meditata il Venerdì Santo. «Giuda non è peggiore di Pietro e vorrei – ha detto il Vescovo ai detenuti – che ripensassimo a questa figura con più affetto. Non dimentichiamoci, cari fratelli qui in carcere, che il primo a chiedere di essere ricordato in Paradiso è stato proprio un ladrone ed assieme a lui un centurione. È proprio vero: sotto la Croce nessuno è fuori posto e a me, sacerdote e vescovo, non è dato mai di dire: per te non c'è posto». I detenuti hanno accolto con calore e affetto la persona e le parole del Vescovo, forti anche della visita di numerosi familiari che hanno fatto richiesta di poter incontrare i loro congiunti in occasione delle festività pasquali. Ma la cattiveria, purtroppo, ha la memoria viva e anche in carcere giungono notizie di morte con l'uccisione di un figlio di un detenuto proprio nella giornata di ieri, nel sud Italia. Compito non facile, quello per il cappellano don Guido Spadoni, nel dare la triste notizia al detenuto, ricordandolo in modo particolare nella S. Messa. «Voi siete la mia cattedrale – ha proseguito Mons. Trasarti nell'omelia – e non mi sento affatto a disagio qui con voi, parimenti come se mi trovassi nella cattedrale di Fano e la sua solennità. Da padre penso ai vostri figli, genitori, famiglie. Tutti abbiamo bisogno di qualcosa che sia diverso dalla terra e la Pasqua ci chiede di guardare al cielo». Quale augurio, pertanto, portare ai detenuti nel giorno di Pasqua? «Tu non puoi dire buona Pasqua se non ti sei impegnato prima a ripulire il marciume che ci portiamo dentro – ha evidenziato il Vescovo –. Anche voi come Pietro avete pianto tanto per un tradimento e per il male commesso, ma nessuno di voi è così povero da non avere niente da dare. Come Vescovo ho bisogno anche di voi per poter capire la mia vita. Io non posso aprirvi queste porte e spezzare queste sbarre – ha concluso Mons. Trasarti – ma posso dirvi che Cristo è risorto anche per voi e per ciascuno personalmente. Anche da una finestra del carcere si può intravedere la luce di Cristo e della sua misericordia». Mons. Trasarti ha concelebrato assieme al cappellano don Guido Spadoni e al diacono Fabio Bilancioni che, all'interno del carcere, svolge servizio di recupero degli anni scolastici.


Pubblicato in Diocesi

Dal 2 al 4 maggio torna a Tolentino la rievocazione storica della Battaglia di Tolentino promossa dall'Associazione Tolentino 815 in stretta sinergia con il Comune di Tolentino, Assessorato alla Cultura. Il nutrito programma dell'edizione 2008 è stato presentato nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il Sindaco di Tolentino Luciano Ruffini, l'Assessore alla Cultura Massimo Marco Seri e il Presidente di Tolentino 815 Paolo Scisciani. Dopo gli anni intermedi, la rievocazione storica delle fasi salienti della battaglia combattuta il 2 e 3 maggio 1815 tra l'esercito di Giacchino Murat, Re di Napoli e quello austriaco del Barone Federico Bianchi e considerata da vari storici come la prima battaglia per l'Indipendenza Italiana, torna al Castello della Rancia in grande stile con un nutrito programma di incontri, mostre, conferenze, presentazioni di libri e film e soprattutto torna con una importante partecipazione di rievocatori provenienti da tutta Europa che, per due giorni, ricostruiranno in maniera fedele, accampamenti, movimenti di truppe e cavalleria, vita militare e fasi degli scontri. Grande attesa anche per le nuove movimentazioni che saranno presentate dal gruppo storico tolentinate “2° Cavalleggeri”.

Con questa importante manifestazione, sempre più apprezzata a livello europeo e che richiama il pubblico delle grandi occasioni, Tolentino torna crocevia della Storia Nazionale: inizio e fine dell'epoca franco-italica, tra il declino del potere temporale pontificio (Trattato di Tolentino, firmato il 19 febbraio 1797 tra Napoleone Bonaparte ed i rappresentanti dei Papa Pio VI) e le origine del Risorgimento (Battaglia di Tolentino).

 

Questo il programma dettagliato dell'edizione 2008 della Rievocazione Storica Tolentino 815.

Venerdi 2 maggio, Ore 17.00, Castello della Rancia,  presentazione libro “Gioacchino Murat, Re di Napoli – L'Ultimo Anno del Regno” (tomo quarto) di M. H. Weil, traduzione dal francese. Ore 18.00, Castello della Rancia, inaugurazione Mostra “Dal Trattato alla Battaglia, Decreti, Carte e Manoscritti”, a cura di Antonio Volpini. Ore 21.00, Castello della Rancia, Proiezione Film “Fuoco su di Me”, regia Lamberto Lambertini (con Omar Sharif, M. Varrese, S. Kulkarni) e presentazione Libro “Fuoco su di me; quante storie per un film”  a cura dall'editore Mario Savonardo.

Sabato 3 maggio, Ore 9.30,  Visita Guidata alle Sale Napoleoniche di Palazzo Parisani Bezzi, dove il 19 febbraio 1797 fu firmato il Trattato di Tolentino tra Napoleone Bonaparte ed i rappresentanti di papa Pio VI e nel maggio 1815 vi prese alloggio il Barone Federico Bianchi, comandante dell'esercito austriaco. Mostra “Costumi del Dipartimento del Musone” tratti dai 22 Figurini dipinti da Filippo Spada nel 1811, per il censimento generale del Regno Italico, di cui le Marche facevano parte, relativi ai comuni che corrispondono alla attuale provincia di Macerata. Alle ore 10.00, all'Auditorium San Giacomo, Convegno di studi promosso dal Comitato Bicentenario Murattiano “Bicentenario del Regno Murattiano 1808-2008”, con il patrocinio del “Comitato Nazionale per il Bicentenario del Decennio Francese 1806-2006”, moderatore il prof. Gilberto Piccinini, presidente Deputazione di Storia Patria per le Marche. Questi gli argomenti ed i relatori previsti nel programma dei lavori: "Il Regno di Napoli nel sistema dell'Impero napoleonico" prof. Enrico Spagnesi , ordinario di Storia del Diritto Università di Pisa;

"Lo Statuto del 1808 del Regno di Napoli e gli Statuti del Regno d'Italia" dott. Marco Baratto, Le Souvenir Napoleonien, Delgazione Nord Italia; "I difficili rapporti tra l'Intendente napoleonico e i comuni del Regno di Napoli" prof. Maria Sofia Corciulo, Direttore Dipartimento Studi Politici Università La Sapienza di Roma; "L'esercito napoletano e la campagna per l'indipendenza italiana" prof. Virgilio Ilari, ordinario di Storia delle Istituzioni militari Università Cattolica di Milano.

Ore 13.00, al Castello della Rancia, Rancio del soldato ed alle ore 15.00, visita dell'accampamento Storico. Alle ore 16.00, al Castello della Rancia, Rievocazione Storica della Battaglia di Tolentino, primo giorno. Ore 17.30, al Castello della Rancia, Cerimonia ufficiale Incontro delle Delegazioni italiane di Le Souvenir Napoléonien, Società Francese di Storia Napoleonica, alla presenza di S.A.R. il Principe Murat; Gemellaggio tra Associazione Tolentino 815 e Associazione Murat di Pizzo, e tra I.I.S. “Filelfo” di Tolentino e Liceo Classico “Genovesi” di Napoli.

Ore 20.30 Banchetto del Re, menù storico tratto da “Il Cuoco Maceratese” di Antonio Nebbia, pubblicato nel 1792 (solo su prenotazione). Ore 22.00 Gran Galà Reale, balli storici in costume, Castello della Rancia.

Domenica 4 maggio Ore 9.30 visita guidata ai Luoghi della Battaglia, ritrovo Castello della Rancia (Castello della Rancia, Monumento di Rotondo, Casone, Ossario di Salcito, ex-chiesetta della Cisterna, Ossario di Cantagallo, Torrione San Catervo, Palazzo Parisani Bezzi). Utilizzo della Pianta dei Luoghi della Battaglia, dei cartelli e segnaletica stradale istallata.

Ore 11.00  Rievocazione Storica Trattato di Tolentino e Parata Gruppi Storici, nel centro storico di Tolentino. Ore 12.00 Onore ai Caduti al Monumento contrada Rotondo. Ore 13.00 Rancio del soldato, Castello della Rancia. Ore 15.00, al Castello della Rancia, Rievocazione Storica della Battaglia di Tolentino, secondo giorno.

 

Pubblicato in Altro
“Ringraziamo il Vescovo di Ascoli Piceno per un gesto di grande significato, che testimonia come la Diocesi sia accanto alle imprese agricole di questa provincia anche nei momenti di difficoltà”. E' il commento del direttore di Coldiretti Ascoli-Fermo, Anacleto Malara, dopo che Monsignor Silvano Montevecchi si è recato in un allevamento del territorio per benedire gli Agnelli della Marca, gli agnelli certificati prodotti nelle Marche. Il Vescovo è stato accolto nell'impresa zootecnica di Antonio Ricciotti, il presidente provinciale dell'Apa, Associazione provinciale allevatori, che qualche giorno fa aveva denunciato la concorrenza sleale a danno delle aziende picene operata dall'arrivo di agnelli provenienti dall'Est, pronti per essere venduti come nostrani. “Sua Eccellenza ha sottolineato come il mestiere di allevatore sia uno dei più antichi – ha spiegato Ricciotti - e di come contribuisca con la sua opera costante a curare il territorio ed assicurare ai cittadini produzioni sane e di qualità”. Coldiretti Ascoli-Fermo rinnova a tale proposito l'invito ai cittadini consumatori a scegliere carne marchigiana. “L'Agnello della Marca, promosso da Bovinmarche e Ovinmarche, assicura una completa tracciabilità dal campo alla tavola – aggiunge il presidente dell'Apa – e garantisce un livello qualitativo sicuramente più alto rispetto alla carne importata dall'estero”. Tra l'altro il marchio che identifica la carne ovina ha un logo e una serie numerica che permette di identificare l'animale e l'allevamento da cui proviene. L'etichetta è realizzata in amido di mais e incollata con una speciale colla anch'essa di mais. In questo modo, potrà essere tranquillamente cotta assieme alla carne senza alcun problema. Oltre a ciò, il fatto che non può essere staccata se non rompendola dà una ulteriore garanzia, rendendo pressoché impossibile che qualcuno la possa poi riutilizzare su carne non tracciata.
Pubblicato in Altro

Mercoledì 19 marzo presso il Museo del Santuario di San Nicola di Tolentino è stata inaugurata XIV STAZIONE, mostra d'arte sacra contemporanea promossa e organizzata dall'Associazione Culturale Cometa in collaborazione con la Comunità Agostiniana e con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Tolentino.

XIV STAZIONE nasce con l'intento di ri-esplorare le opere antiche raccolte all'interno delle sale del Museo del Santuario attraverso un percorso nuovo, seguendo il tema della Deposizione di Cristo, ultima ipotetica tappa della Via Crucis.

Gli artisti, Rachele Biaggi, Sandra Carassi, Marco Grazioli e Alessia Porfiri, si sono interrogati sull'assenza di Dio, momento, cruciale per l'uomo, che segue la morte di Cristo e con le loro opere hanno trasposto in materia il loro intimo sentimento, personale ma anche umanamente universale, di fronte a tale evento.

Il percorso preposto, allestito nell'androne dell'ingresso e con installazioni scultoree negli altri spazi espositivi, stabilisce un'unione tra le opere moderne ad altre antiche presenti nel Museo come la “Deposizione” di Marchisiano di Giorgio, in nome di un evento che accomuna l'uomo di ieri e di oggi e che ci invita ancora a condividere il fardello di quel corpo sciolto dall'uomo sceso dal legno con i personaggi che nel testo biblico lo circondano e ad arte gli rendono omaggio con doviziosa cura ed amorevolezza.

La mostra, che viene inaugurata in occasione della Settimana Santa, resterà aperta fino al 4 maggio, tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 alle 19, ingresso libero, snodandosi quasi fino alla Pentecoste, come una conferma rigogliosa e crescente della Resurrezione nella vita quotidiana dell'uomo.

Una comunione di idee, esperienze, presenze, quale quella che ha unito l'Associazione Cometa e gli artisti, si istaura all'interno del Museo, dove più espressioni di umanità, arte e fede si incrociano in una sola memoria. Una breve sosta, vitale e intensa, una stazione a cui soffermarsi per interrogarsi e sentirsi partecipi di uno stesso bisogno di andare oltre la fragilità umana.

Pubblicato in Altro
Mercoledì, 19 Marzo 2008 01:00

Aldo Moro, il ricordo di mons. Brugnaro...

Stavo iniziando gli esami all'Università con il collega di Filosofia Teoretica.

Fui chiamato dalla segreteria particolare del Sindaco con urgenza, ma non risposi pensando che mi volessero fare gli auguri per il mio compleanno.

Poi scoppiò la notizia! Trascorsi in Municipio la mattinata; fu convocato straordinariamente il consiglio ed ebbi l'incarico di parlare a nome della Giunta, come nel pomeriggio in piazza.

Sono stati giorni traumatici: da Aldo Moro, che conobbi personalmente per il tramite del senatore Luigi Gui e di Maria Fida (figlia), avevo tratto luce e forza per comprendere che era necessario allargare le basi della nostra democrazia, attraverso il dialogo, animato dalla persuasione di comprendere l'altro senza mai perdere la fecondità dei grandi valori del cattolicesimo popolare e democratico.

Di lui leggevo tutto; compresi, dal suo stile di vita e dal rigore del suo modo di pensare, come per servire il bene comune sia necessario attingere alla fede evangelica, alla silenziosa preghiera, all'esperienza dei grandi educatori, vescovi sacerdoti e laici, che ebbe la nostra Italia.

Speravo che le ragioni della vita di un uomo, di ogni uomo! soprattutto se buono, potesse bloccare la mente dei brigatisti e rendere più coraggiosa, nell'aver cura di Moro, la schiera dei responsabili pubblici. Alla sua morte…pregai per la sua adorata famiglia, ma mi convinsi che Aldo Moro è il Tommaso Moro dei nostri giorni.

Da lui viene ancora un metodo per lavorare a favore del cambiamento nella giustizia e nella verità; soprattutto, ne avremmo necessità perché nella mediocrità di oggi si rischia di perdere la speranza e di non saperla donare a tutti. Ci aiuti dall'Alto insieme a Paolo VI.

+Francesco Giovanni, arcivescovo.

Pubblicato in Altro

Don Tonino Lasconi, scrittore, giornalista, parroco a Fabriano, è stato nominato assistente ecclesiastico dell'Ucsi delle Marche. L'annuncio è stato dato dalla Conferenza Episcopale marchigiana. Soddisfazione è stata espressa dal Presidente dell'Ucsi Marche, Vincenzo Varagona, secondo cui questa nomina è un riconoscimento da parte dei vescovi del lavoro che l'Ucsi Marche svolge ormai da qualche anno a servizio della Chiesa marchigiana, nel campo delle comunicazioni sociali. E' inoltre la prima volta, nella storia recente dell'Ucsi marchigiana, che all'associazione viene riconosciuto un assistente ecclesiastico.

“E' per noi un privilegio, afferma Varagona, la scelta di don Tonino, per anni direttore di uno dei più prestigiosi periodici diocesani, “L'Azione” di Fabriano.

Di don Tonino abbiamo avuto modo di apprezzare in tanti anni la capacità di raggiungere il pubblico dei ragazzi con messaggi diretti e coinvolgenti sui principali temi della vita di fede”.

Uno degli impegni più recenti per don Tonino è stato quello di “mediare” per il grande pubblico il Direttorio “Comunione e missione”, anche in questo caso con un volume, “Predicatelo con i media”.

“Ora, conclude Varagona, don Tonino è atteso a una scommessa, individuabile nella natura stessa dell'impegno dell'Ucsi Marche: cercare di essere efficace cerniera fra un mondo, quella della professione giornalistica e un altro, quello della comunicazione ecclesiale, che un tempo erano nettamente distinti, ma che oggi, grazie a una maggiore sensibilità acquisita dalla Chiesa e a un accurato lavoro di formazione, sono sempre più contigui e tendenti a sovrapporsi”.

Pubblicato in Diocesi

Più di duecento ragazzi e ragazze, provenienti dalle quattro province marchigiane, hanno partecipato a San Severino alla fase regionale dei campionati studenteschi di scacchi. La manifestazione, curata dall'associazione locale “La torre Smeducci” e patrocinata dal Comune, si è svolta a palazzo Servanzi Confidati. A livello di risultati le scuole maceratesi hanno ben figurato. Nella categoria Juniores maschile ha vinto il titolo regionale il Liceo scientifico “Varano” di Camerino con la squadra formata da Edoardo Gianfelici, Marco Pelagalli, Simone Sabbatucci, Filippo Santarelli e Matteo Marsili. Lo stesso istituto ha primeggiato anche nella categoria Allievi femminile con la formazione composta da Martina Antonini, Elisa Marcelli, Alessandra Cambriani e Ludovica Ciattaglia. In evidenza anche il Liceo scientifico “Filelfo” di Tolentino che ha conquistato il titolo nella categoria Juniores femminile con Alice Dorici, Marta Di Franco, Lucia Morina e Nicoletta Raggi. Per quanto riguarda le scuole di San Severino il migliore risultato l'ha ottenuto l'Itis “Divini” con un terzo posto nella categoria Juniores maschile, mentre buoni piazzamenti sono giunti per il Circolo “Luzio” (4° posto fra i più piccoli) e per il Comprensivo “Tacchi Venturi” (4° e 5° posto, maschile e femminile, fra i “Cadetti”). Alla cerimonia di premiazione sono intervenuti, fra gli altri, gli assessori comunali allo Sport, Gianpiero Pelagalli, e all'Istruzione, Alessandra Aronne.

 

Pubblicato in Altro

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax 0737.633180
Cellulare: 335.5367709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione dal 1921
Piazza Cavour, 8
62032 Camerino (MC)

Tel - Fax: 0737.633180
Cell: 335.5367709

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Trasparenza

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo