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La differenza di avere i contagi in un piccolo paese o in una grande città sta soprattutto nel fatto che i cittadini dei piccoli centri si conoscono tutti e, per molti, poter sapere di chi si tratta, significa avere maggiore attenzione alla diffusione del virus.
Un tema che nell'ultimo periodo ha infuocato soprattutto il dibattito sui social network, ancora di più dopo i contagi emersi a Belforte del Chienti e Camporotondo di Fiastrone, paesi che non contano certo gli abitanti di una grande città e che sono molto legati a Caldarola, Serrapetrona e Cessapalombo, tanto da diventare insieme I Cinque Comuni.
Un unico territorio, dunque, dove il sospetto e la "caccia all'untore" si sono fatti più insistenti e che davvero pongono l'opinione pubblica davanti ad un quesito: "Perchè non uscire allo scoperto e proclamarsi contagiato?".
Un tema che tocca da vicino anche Visso, con il primo contagio, ed insieme Ussita e Castelsantangelo sul Nera, dove, anche se ancora non sono stati registrati i contagi, la preoccupazione è comunque molta.
A ribadirla è il sindaco Mauro Falcucci: "Siamo un'unica raltà - dice - , le poche attività commerciali che esistono sono integrate: per la farmacia o la frutta bisogna arrivare a Visso, così come per il pane. Ussita, Visso e Castelsantangelo sono da sempre un'unica realtà. Ognuno di noi, laddove vedesse oggi di avere una linea di febbre o un colpo di tosse, oltre ad avvertire chi di dovere, dovrebbe essere veloce nel dirlo a tutte le persone che recentemente ha incontrato. Fare una ricognizione. Solo così, stando attenti, proattivi e rispettosi l'uno dell'altro potremmo riuscire a contenere il virus.
Visto che siamo pochi e che siamo comunque già in difficoltà, potremmo aiutarci a non farlo arrivare da noi.
Bisogna che tutti comprendano che se si viene colpiti dal virus non è una colpa. Rendiamolo noto perchè poi a sua volta ognuno possa stare attento".

GS
Svegliarsi circondati dalla coltre bianca, in un periodo come questo, potrebbe far pensare "Cos'altro ancora ci dobbiamo aspettare?".
È vero però che la tranquillità che infondono i fiocchi durante il viaggio verso la terra è innegabile e non è detto che, nel momento in cui la maggior parte delle persono sono a casa, la quarantena ci possa far riscoprire anche la bellezza della neve.
Quello che per molti cittadini diventava un problema quando ci si doveva recare a lavoro, oggi potrebbe far riscoprire la propria magia. Una sensazione che però ricade nella tristezza quando si pensa che, ancora una volta, sotto quella coltre bianca, ci sono le terre ferite, le case distrutte e i terremotati che aspettano. Aspettano in quelle casette colorate dove nell'inverno del 2017 la neve che cadeva faceva ancora rumore: risuonava la notizia dei fiocchi che ricoprivano le SAE. Oggi sono silenziosi anche quelli, vicino ad un mostro che fa più chiasso e più paura, ma che si teme riesca a rendere silenziosa anche la ricostruzione.

Giulia Sancricca

Di seguito le foto scattate dai nostri lettori


Sotto Fiastra foto di Roberta Blanchi

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Sotto Ussita foto di Mirko Carota

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Sotto Muccia foto di Alessandro Loreti

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Sotto foto di Venanzina Capuzi di Visso innevata scattate dalla sua casa ristrutturata dopo il sisma

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Sotto le foto di Silvia Salustri di Sarnano - zona San Casciano

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La madonnina innevata..

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Foto sotto di Castelsantangelo sul Nera di Piero Blanchi 
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Nel periodo di piena emergenza sanitaria, con tutta la nazione zona protetta e con la decisione di convertire l’ospedale di Camerino in presidio dedicato alla cura di pazienti affetti da Coronavirus, la macchina sanitaria della regione e dell’Area Vasta 3 ha provveduto anche alla riorganizzazione dei servizi sull’intero territorio montano. Così è stata data anche una risposta al problema sollevato dagli amministratori di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, zone alle prese con le criticità del post terremoto, della mancanza del servizio medico per le rispettive comunità. “Per queste comunità che sono prive del medico di base – le parole del direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni – metteremo a disposizione un giorno alla settimana il servizio di guardia medica, così da garantire anche in queste piccole comunità un presidio sanitario”. Una comunicazione che il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci ha accolto con soddisfazione.

“Viene così garantito un diritto dei nostri cittadini venuto meno dopo che il nostro medico ha vinto la selezione in un altro comune – le parole del primo cittadino – In verità è stato fatto un bando in scadenza il prossimo 20 marzo per dare la copertura della presenza di un medico di base nel nostro comune e nel frattempo accogliamo con favore questa decisione. A tutela dei miei cittadini, però, formalizzerò una richiesta per capire se in caso di urgenze i tempi del soccorso vengono garantiti visto che, dopo la riconversione dell’ospedale di Camerino, le urgenze saranno dirottate a Macerata. Quale massima autorità sanitaria vorrei sapere se sono state poste in essere tutte le misure minime essenziali per garantire la vita delle persone anche nei casi di urgenza”.
Presidi e servizi sanitari anche per la comunità di Visso, come conferma il sindaco Gianluigi Spiganti Maurizi. "Al momento ci hanno garantito la presenza di un'automedica e il servizio prelievi e analisi del sangue una volta alla settimana - dichiara il sindaco - E già qualcosa di importe per la nostra comunità, dal momento che il servizio prelievi all'ospedale di Camerino è al momento sospeso. E' chiaro che in una situazione di emergenza è già qualcosa anche se spero che la situazione torni presto alla normalità anche per le popolazioni del nostro territorio".

F.U.
Un'azione unitaria ed efficace per risolvere il problema della mancata distribuzione dei giornali nei comuni terremotati dell'entroterra. E' quanto si prefiggono di raggiungere i comuni di Ussita, Visso, Castelsantangelo sul Nera nei cui territori il servizio di fornitura di giornali è di fatto sospeso dalla data del sisma 2016. 
 Il rischio paventato dall'agenzia di distribuzione "Adriatica Press", è che il servizio di distribuzione di quotidiani e riviste non possa essere più assicurato anche per rivendite di giornali di altri comuni, quali Belforte del Chienti, Caldarola, Fiastra, Muccia, Pieve Torina, Serrapetrona, Serravalle di Chienti e Valfornace. Allo scopo di valutare azioni congiunte per scongiurare tale pericolo, una riunione è stata organizzata nella sala consiliare di Visso  per martedì prossimo  alle ore 16.30.
" Considerato il rischio che anche altre realtà, attualmente non interessate, debbano dover sopportare- spiega la vicesindaco di Visso Patrizia Serfaustini- abbiamo ritenuto opportuno incontrare i rispettivi primi cittadini per decidere insieme il da farsi. Vedremo insieme come poter risolvere questo problema che limita ingiustamente il diritto ad essere informati dei nostri cittadini. Una questione che nei nostri borghi perdura da troppo tempo e che, nonostante più tentativi e più azioni,  non ha finora trovato soluzione. Di strade ne abbiamo percorse tante coinvolgendo tutte le istituzioni, dalla Regione al Governo centrale.- conclude Patrizia Serfaustini- . Nel corso di questo incontro congiunto, ci auguriamo di riuscire a trovare tutti insieme un'ulteriore,speriamo efficace, via d'uscita".
c.c. 


Potrebbero arrivare buone notizie per i terremotati che, dopo aver perso la propria abitazione avevano spostato il domicilio fuori regione in attesa della ricostruzione.
A loro, infatti, l'ordinanza 614/2019 per il riconoscimento del Cas aveva riservato una doccia fredda: dal momento che avevano cambiato regione non avrebbero avuto più diritto al contributo di autonoma sistemazione.
A lanciare il grido d'allarme, tra gli altri, erano stati Maria Cristina Belmonte e suo marito Antonio Cristiani, rispettivamente 73 e 76 anni, che da Castelsantangelo sul Nera si erano trasferiti nel Lazio, vicino ai figli, ed erano preoccupati per l'applicazione della nuova ordinanza. Come loro tanti altri concittadini.
Ma è notizia di queste ore che "Il capo dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli - spiega in una nota il vice presidente del Consiglio regionale delle Marche Piero Celani - ha comunicato alle Regioni che si sta predisponendo una rettifica all'ordinanza per il riconoscimento del CAS anche a soggetti che abbiano trasferito la propria dimora in un Comune limitrofo ma al di fuori del territorio regionale".
Pronta la soddisfazione del primo cittadino di Castelsantangelo, Mauro Falcucci, da cui è partita la richiesta di modifica: "Noi avevamo già mostrato le nostre perplessità durante le riunioni precedenti alla pubblicazione dell'ordinanza. Dopo che è stata emanata abbiamo contattato Angelo Borrelli della Portezione Civile per dimostrare come fosse paradossale che chi aveva spostato temporaneamente il proprio domicilio oltre i confini regionali, pur mantenendo la residenza nei nostri paesi, non avesse più diritto al CAS.
Dopo aver trattato la questione con la Protezione Civile regionale - ha concluso - è partita la richiesta e apprezziamo che sia stata accolta".

GS



Buone notizie per la strada Provinciale Pian Perduto che collega Castelsantangelo a  Castelluccio.
La prossima settimana riprenderanno i lavori di sistemazione della strada provinciale Pian Perduto sospesi nei mesi scorsi.
La riapertura del cantiere è stata formalizzata dall’ANAS mercoledi scorso. "La Provincia - si legge in una nota del presidente Antonio Pettinari - , pur dando atto dell’impegno dell’ANAS ha evidenziato che i ritardi registrati nella riapertura di alcune strade a tutt’oggi ancora interrotte, specie nelle aree montane più colpite, stanno producendo gravissime  conseguenze per l’intero territorio.
Infatti i collegamenti  rappresentano le condizioni primarie per la ricostruzione e ancora di piu per la ripresa di quelle comunità. 

strada pian perduto lavori

All’incontro, oltre al presidente della Provincia, accompagnato dal dirigente dell’Ufficio Tecnico Alessandro Mecozzi, erano presenti il capo Compartimento Testaguzza, il RUP Nocera, nonchè il direttore dei lavori Morbidoni.

strada pian perduto panoramica

La Provincia ha preso atto della volontà sia dell’ANAS che dell’impresa di procedere  fin da subito all’esecuzione dei lavori per il completamento dell’opera ed ha ribadito che il tempo delle promesse e delle buone intenzioni e ampiamente scaduto".

GS 




Hanno percepito il Contributo di Autonoma Sistemazione fino ad oggi, ma il nuovo decreto prevede che gli venga tolto per via del loro trasferimento nel Lazio, nonostante la residenza resti a Castelsantangelo sul Nera.
Quella di Maria Cristina Belmonte e di suo marito Antonio Cristiani, rispettivamente 73 e 76 anni, è l'ennesima storia del sisma che sa di rabbia e contraddizione.
E' la storia di una coppia di anziani che fino al 2016 ha vissuto nella propria casa di Castelsantangelo sul Nera e che dopo la distruzione causata dal sisma è stata costretta a trovarsi un'altra sistemazione. Una scelta che allo Stato è andata bene, fino al nuovo decreto, che oggi rimescola le carte in tavola e trascina nella disperazione Maria Cristina e Antonio.
"Dopo la scossa del 24 agosto - racconta la 73enne con la voce commossa - , pur di rimanere nella nostra terra, avevamo trovato una casa in affitto a Visso, spostandoci dalla nostra abitazione di Castelsantangelo sul Nera, che dovrà essere demolita e per la quale sono quattro anni che attendiamo la chiamata per l'abbattimento.
Dopo il dramma di ottobre 2016, invece, abbiamo deciso di non sistemarci negli alberghi, né di richiedere una Sae, (anche perchè nel periodo dell'emergenza erano le istituzioni stesse a spingerci di fare richiesta per il Cas così da pesare di meno sulle casse dello Stato rispetto a chi aveva bisogno delle case in legno) e, vista la nostra età, abbiamo deciso di avvicinarci a nostro figlio che vive nel Lazio. Una scelta che avrebbe comunque previsto il Contributo di Autonoma Sistemazione, ma che ci ha permesso anche di stare vicini ai nostri figli".

Casa distrutta a Castelsantangelo

Ora la doccia gelata del nuovo decreto che ridefinisce i requisiti per il diritto del CAS: "Dal momento che non siamo rimasti nella regione dove avevamo la residenza - prosegue Maria Cristina - il nuovo decreto prevede che il CAS non ci spetti più. Non capisco con quale criterio sia stata fatta questa scelta - denuncia la donna - anche perchè siamo comunque rimasti in una regione, il Lazio, che rientra in quelle del cratere. Addirittura ci viene detto che per continuare a prendere il Contributo potremmo acquistare una nuova casa, ma sempre nelle Marche. Come possiamo - si chiede - alla nostra età, scegliere di acquistare una casa? Sarebbe stata una decisione condivisibile - aggiunge - se avessimo avuto l'obbligo di tornare nel nostro paese con l'obiettivo di ripopolare quei centri ormai vuoti. Ma che senso ha chiederci di tornare in qualsiasi luogo della regione?".
La coppia si è rivolta anche ad un legale per cercare di sbrogliare la matassa di una burocrazia senza fine: "Ci è stato detto che è possibile fare ricorso al Tar - spiega - ma oltre ad avere costi elevati, la questione avrebbe tempi lunghissimi che non avrebbero senso per due persone della nostra età. Noi siamo due pensionati - conclude il suo grido accorato Maria Cristina - , percepiamo la pensione minima. Abbiamo cercato di sistemarci al meglio senza pesare su nessuno e questa è la risposta che abbiamo ricevuto dallo Stato".
La storia di Maria Cristina e suo marito è la stessa di altri otto cittadini di Castelsantangelo sul Nera. Storie di chi, oltre a veder crollare la propria casa, hanno visto cadere anche quelle poche certezze messe in campo da coloro che, non sapendo ancora come uscire fuori dal problema della ricostruzione, si contraddicono pensando di risparmiare sulle spalle dei cittadini.

Giulia Sancricca


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La casa di Maria Cristina Belmonte a Castelsantangelo sul Nera

"Sono stata presa in giro, i miei cittadini sono stati presi in giro. Ho confidato nella politica, e l’amarezza più grande è stato scoprire questo tradimento di nascosto, alle 23:40 del 31 dicembre 2019. Siamo arrivati ad aiutarci tra sindaci perché oggi è capitato a San Severino, ma domani potrà succedere anche agli altri. Non ci fermeremo fino al ritiro della determina 742 e finché non sarà ridata dignità ad un territorio già provato dal sisma e dalle tante difficoltà che lo caratterizzano". Con queste parole del sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, si potrebbe sintetizzare quanto emerso ieri sera al consiglio comunale urgente che si è svolto al Cinema Teatro Italia. Presenti tantissimi primi cittadini della provincia ma non solo, della montagna ma anche della costa. E fra questi, qualcuno lo ha detto: "Finalmente". Finalmente i sindaci hanno capito che è l'unione a fare la forza, che da soli non si va da nessuna parte perché in politica sono i numeri che contano specie in questo delicato momento in cui si avvicinano le elezioni regionali. La sanità è materia regionale, anche se l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, a cui sono stati riservati fischi e parole di malumore, ha affermato che "ci sono norme nazionali che dobbiamo rispettare altrimenti ci tagliano le risorse e ci commissariano. Non si può dare colpa alla Regione". Però esistono degli emendamenti alle norme nazionali e delle peculiarità per le zone montane in cui i parametri nazionali e le leggi fanno delle eccezioni. Sta di fatto che tutti i primi cittadini presenti (ma moltissimi altri non hanno potuto partecipare alla serata pur aderendo alla 'protesta' democratica messa in atto dalla Piermattei) hanno fortemente e fermamente criticato non solo la determina 742 che colpisce l'ospedale di San Severino, ma anche il piano sanitario regionale che passerà in consiglio regionale il 4 febbraio, definito "vuoto, inconsistente" e soprattutto, come ha ricordato il vicesindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, "privo dell'approvazione della Conferenza dei Sindaci che sarebbe prevista per legge"
Anche il direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, è stato fortemente criticato, in special modo dall'ex sindaco Manlio Rossi (tanto che il presidente del consiglio Sandro Granata ha dovuto richiedere l'intervento degli agenti della polizia locale per placare gli animi). Ha elencato tutti gli investimenti fatti fin ora a San Severino e non solo, i servizi attivati e affermato che "nulla cambia se una unità è definita semplice dipartimentale o solo semplice. Il modello organizzativo non ha nulla a che fare con i servizi e le prestazioni. La qualità la fa il medico, non il “grado” e su San Severino abbiamo investito circa 3milioni e 517mila euro". Però si è detta del tutto insoddisfatta il sindaco Piermattei che, in conclusione, ha ribattutto: "Non siamo mica stupidi, conosciamo la differenza fra unità semplice dipartimentale e unità semplice. Ci dovete dire qual è il futuro del nostro ospedale senza prenderci in giro, siamo stati colpiti dal sisma quindi vogliamo i servizi per un territorio già martoriato e soprattutto non mi fermerò finché la 742 non sarà annullata". 
I Comuni che hanno aderito all'iniziativa del sindaco Piermattei sono: Apiro, Belforte, Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo, Castelraimondo, Castelsantangelo Sul Nera, Cessapalombo, Cingoli, Civitanova, Esanatoglia, Fiuminata, Fiastra, Gagliole, Matelica, Montecavallo, Muccia, Pieve Torina, Pioraco, Poggio San Vicino, Pollenza, Sefro, Sarnano, Serrapetrona, Serravalle del Chienti, Tolentino, Treia, Ussita, Valfornace, Visso, Fabriano, Arcevia, Genga, Frontone, Mergo, Sassoferrato, Serra San Quirico, Cupramontana, Pergola, Cagli.

(Sul prossimo numero di Appennino Camerte, in edicola giovedì, è previsto un servizio di approfondimento)

g.g. 


 




I sindaci dei Comuni di Caldarola, Castelsantangelo sul Nera, Monte Cavallo, Muccia, Serravalle di Chienti e Valfornace, non parteciperanno alla riunione convocata dal Sindaco Maurizio Mangialardi Presidente Anci Marche e prevista per domani a Roma presso il Pio Sodalizio dei Piceni.
In un comunicato stampa a loro firma, precisano che non parteciperanno alla riunione "in quanto la ritengono tardiva, insignificante e dal tono pre elettorale.
Tardiva perché iniziative collettive andavano fatte molto prima e anziché essere convocate a mezzo e-mail dovevano essere preventivamente concertate con incontri “veri” tra tutti i Sindaci coinvolti.
Insignificante - prosegue la nota- perché ANCI Nazionale e Regionale, le Regioni e alcuni Sindaci sono stati auditi dalle Commissioni Parlamentari di Camera e Senato prima delle trasformazioni in Legge dei Decreti e fiumi di inchiostro in testi di revisioni elaborati dalla stessa ANCI, dalle Regioni e dai Sindaci sono rimasti totalmente inascoltati.

Le popolazioni terremotate - scrivono i sindaci- si sentono completamente dimenticate e offese per le promesse ricevute che sono rimaste totalmente disattese anche dopo la visita del Presidente Conte a Castelsantangelo sul Nera.

Il perdurare di questa situazione di stallo - conclude il comunicato - non può più essere sopportata e comporterà, se non si registrerà una significativa e tempestiva inversione normativa, iniziative forti che potrebbero anche sfociare con la consegna delle fasce tricolori al Presidente del Consiglio perché i Sindaci non vogliono essere correi della totale incapacità della politica per le oggettive insufficienti misure approvate per la ricostruzione con il conseguente abbandono della montagna da parte della popolazione".
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La rinascita di Castelsantangelo sul Nera parte da un approccio multidisciplinare costruito insieme a professionisti di alto profilo scientifico. 
Nel piccolo comune del Parco dei Sibillini, questa mattina è stato presentato il gruppo di progetttazione che si occuperà della Pianificazione attuativa connessa agli interventi di ricostruzione del centro storico e dei nuclei urbani danneggiati dagli eventi sismici verificatisi a partire dal 24 aogosto 2016. Contestualmente è avvenuta anche la stipula del Protocollo d'intesa tra ammnistrazione comunale ed enti sovracomunali,documento che ha la finalità di supportare e condividere pereventivamente l'attività di pianificazione attuativa. Il protocollo è stato siglato tra il Comune di Castelsantangelo, la Regione Marche, l'Ufficio Speciale per la Ricostruzione, la Provincia di Macerata, l'Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio delle Marche.  
Presenti alla confererenza stampa Stefano Boeri, Alberto Prestininzi e Raffaele Gerometta, tra le figure di altissima professionalità del settore, operanti all'interno del gruppo vincitore della gara di progettazione che annovera anche l'ingegnere Franco Braga e il prof. Alberto Prestininzi. 
All'incontro che getta le basi per il futuro di uno dei comuni più catastroficamente colpiti attraverso un modello di ricostruzione interdisciplinare costruito integrando più figure e con il coinvolgimento della popolazione, sono intervenuti il sindaco Mauro Falcucci, l'assessore regionale Angelo Sciapichetti in rappresentanza del presidente Ceriscioli assente per impegni istituzionali, il segretario generale della Provincia di Macerata Silvano Marchegiani, la Soprintendente delle Marche Marta Mazza, il Presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini Andrea Spaterna, il geologo Matteo Carrozzone  delegato del l Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione Piero Farabollini, il Direttore dell'Ufficio Speciale per la ricostruzione Cesare Spuri.
Subito il sindaco Mauro Falcucci ha sottolineato come in appena 4 mesi la sinergia tra la S.U.A.M, Stazione Unica Appaltante Regione Marche e il comune di Castelsantangelo, a seguito della gara aperta europea, abbia portato all'individuazione del gruppo di progettazione al quale l'ente affiderà l'attività di Pianificazione Attuativa legata agli interventi di Ricostruzione nel centro storico del paese e ai nuclei urbani maggiormente colpiti, L'affidamento dei servizi tecnici di architettura e ingegneria e dei servizi per la Pianificazione Attuativa, riguarda 9 perimetrazioni (una nel capoluogo, le altre nelle frazioni). Importante il raggruppamento di professionisti, che se ne occuperà, facente capo alla Soc. Coop. Mate, Capogruppo/Mandataria e che vede la partecipazione dell'arch. Stefano Boeri.
Del raggruppamento fanno parte appunto "Mate Soc. Cooperativa" dell'architettoi Raffaele Gerometta, Stefano Boeri Architetti srl, Pro.ge. 77 srl dell'ingegnere Franco Braga,  Nhazca srl, del prof. Alberto Prestininzi, D.R.E. Am. Italia Soc. Cooperativa Dott. Antonio Montemurro.
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" Non potevamo non immaginare la presenza di queste autorevoli eccellenze per la nostra pianificazione, della quale siamo soddisfatti in quanto è un tassello in più che ci stiamo guadagnando da soli- ha detto il sindaco Falcucci - Poter disporre di queste attenzioni, significa avere una speranza più certa di quella che abbiamo vissuto fino ad oggi". 
Fin da subito l'amministrazione comunale si è posto l'obiettivo di coniugare differenti competenze nel campo della pianificazione territoriale urbanistica, in maniera tale da puntare su una ricostruzione complessiva dei borghi sicura, veloce e soprattutto mirata alla riattivazione del tessuto sociale. Alla base della definizione, ripensamento , riorganizzazione e rigenerazione urbana del territorio comunale, come spiegato da Falcucci, sono l'innovazione sociale, la partecipazione dei cittadini e l'approccio multidisciplinare. La rimodulazione del disegno strategico da associare alla ricostruzione e alla rinascita del territorio, non può prescindere dai processi di ascolto, confronto e condivisione. Ecco perchè i cittadini saranno parte attiva della ricostruzione del loro territorio  che è prima di tutto ricostruzione di una comunità.  
La stipula del 'Protocollo d'intesa'  serve a supportare e condividere preventivamente tra tutti i soggetti coinvolti, l'attività di Pianificazione Attuativa degli interventi di ricostruzione che riguardano l'intero territorio comunale 
I professionisti incaricati avranno dunque il compito di redigere il DDR, Documento Direttore per la Ricostruzione, che sarà appunto elaborato in base alla raccolta e armonizzazione degli indirizzi provenienti dagli enti sovracomunali, raccolti nelle Linee guida. Obiettivo dell'ammnistrazione comunale è quello di arrivare alla Conferenza Permanente con delle scelte programmate, pianificate e preventivamente condivise nei vari tavoli di lavoro, tra tutti gli enti preposti.
Il protocollo d'intesa siglato, ha per obiettivi di governare in tempi brevi il processo di ricostruzione tenendo conto delle vocazioni del terrtiorio comunale di Castelsantangelo ma rafforzandone il ruolo all'interno di un ampio comprensorio. Altro aspettto importante, capire le priorità e potenzialità specifiche del territorio e del vasto comprensorio in modo da avere un quadro d'insieme di ciò che il sisma ha distrutto non solo materialemente ma anche socialmente, culturalmente ed economicamente.
Altro obiettivo del protocollo d'intesa quello della valutazione delle criticità pregresse per trasformarle in occasioni e potenzialità, per una ricostruzione non meramente riferita alle singole case ma al complesso delle funzioni urbane, sociali ed economiche del territorio. Puntare poi ad una ricostruzione che possa rappresentare un'opportunità di ripensamento totale del territorio, in luogo di una riproposizione della situazione antecedente al sisma che oltretutto, date le modifiche  permanenti che il terremoto ha comportato, è difficilmente realizzabile. Infine, considerare tutto il territorio coinvolto come un unicum e cioè come un arcipelago di centri urbani accomunati e da sempre legati da tanti aspetti, in maniera tale da produrre un risultato efficace e non la somma di azioni di ricostruzione indipendenti e incoerenti tra loro.  

cc
 


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