La Messa di Mezzanotte del prossimo Natale sarà celebrata "in un orario vespertino compreso tra le 18.00 e le 19.30" nelle chiese della diocesi di Camerino - San Severino Marche.

Così ha stabilito l'arcivescovo Francesco Massara tenendo conto delle restrizioni imposte per il contenimento del contagio (in particolare, il divieto di circolazione dopo le ore 22,00) e del comunicato del Consiglio permanente straordinario della Cei del 1 dicembre nel quale si dispone come «sarà necessario prevedere l’inizio e la durata della celebrazione in un orario compatibile con il cosiddetto “coprifuoco”».

"Vista la particolare situazione sanitaria tuttora in corso e la necessità di attuare scelte responsabili a tutela del bene comune e della salute pubblica così scrive nel decreto inviato ai sacerdoti monsignor Massara - Vi rimando alle indicazioni liturgico – sacramentali contenute ai n. 33 e 34 delle Norme Generali per l’Ordinamento dell’Anno Liturgicoe del Calendario riportate nel Messale Romano: «il Tempo di Natale inizia con i Primi Vespri del Natale del Signore e termina la domenica dopo l’Epifania (…)» e «La Messa della Vigilia di Natale si celebra alla sera del 24 dicembre o prima o dopo i Primi Vespri».

Pertanto, lasciandoci guidare dalla prudenza e dal buon senso e volendo garantire a tutte le comunità la possibilità di celebrare il Natale in condizioni di sicurezza e serenità, stabilisco che la Messa di Mezzanotte in tutta la diocesi venga celebrata in un orario vespertino compreso tra le 18 e le 19.30.

Ricordo che, nel linguaggio simbolico proprio della liturgia, la notte ha inizio con i vespri intorno alle 18,00 e coincide con il calare del sole. Questo ad evidenziare che il dato importante per la celebrazione della notte non è un orario preciso, ma il fatto che si celebri quando è buio in modo da far risaltare maggiormente il senso simbolico della festa e la gioia luminosa per l’evento della nascita di Gesù nella storia del mondo. La particolarità di questo Natale sarà proprio quello di poterlo vivere in maniera più raccolta, intima ed orante, trasformando il limite di questo tempo in occasione propizia per riscoprirne il senso più autentico e profondo", conclude l'arcivescovo.


f.u.
Si è svolto a Castelraimondo il primo incontro dei responsabili degli uffici di pastorale delle diocesi di Camerino - Sanseverino Marche e Fabriano - Matelica, diocesi che, unite nella persona del vescovo con mons. Francesco Massara che il prossimo 8 martedì prenderà possesso della nuova sede, iniziano a camminare insieme.

"Un incontro proficuo - lo ha definito il vicario dell'arcidiocesi di Camerino - San Severino mons. Mariano Blanchi - E' stata l'occasione per conoscersi tra responsabili degli uffici di pastorale, di fare comunione e scambiarci alcune idee. Occasione anche di progettazione in questo periodo difficile sui temi della catechesi, della carità, sviluppando anche altri temi importanti". 

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Un primo incontro che rappresenta anche un punto di partenza per una pastorale comune nelle due diocesi.

"Abbiamo vissuto un momento in cui si è preso coscienza della necessità di lavorare insieme - conclude mons. Blanchi - affontnado i problemi, diversi ma anche simili, che ci sono nelle due diocesi".

f.u.
L'Arcivescovo Francesco Massara, ha nominato don Marco Gentilucci "parroco unico" delle tre parrocchie di San Venanzio, chiesa Cattedrale e Santa Maria in Via. 
L'annuncio è stato dato da Mons. Massara al termine della solenne liturgia da lui presieduta in occasione della Festività del Patrono di Camerino San Venanzio Martire.
"Un annuncio che darà continuità a quello che don Marco sta già facendo come guida della parrocchia di San Venanzio, ma che sicuramente darà un'impostazione nuova alla pastorale di questa città e  anche delle conseguenze dal punto di vista sociale - ha esordito Mons. Massara-. E' la chiesa che continua ad andare avanti".
L'Arcivescovo ha spiegato che a motivare la decisione, condivisa con tutti i sacerdoti e scaturita da attenta riflessione, è stata la profonda trasformazione che le  parrocchie  hanno subito a causa del sisma e l'età sempre più avanzata dei sacerdoti che finora le hanno amministrate.  Proprio nel giorno della festa del patrono e affidando la scelta alla sua protezione, Mons. Francesco Massara ha portato a conoscenza dei fedeli, le dimissioni di don Franco Gregori da parroco della chiesa Cattedrale a motivo dell'età raggiunta e la richiesta di don Mariano Ascenzo Blanchi di essere sollevato dall'incarico di parroco di Santa Maria in Via a causa dei sopraggiunti impegni in diocesi e delle sue condizioni di salute.
" E' necessario pensare al futuro, proponendo un cammino sempre più unitario di tutta la nostra Chiesa. Credo che in questo senso- ha continuato il Vescovo- la città di Camerino possa essere da esempio per un rinnovamento; sentiti e ascoltati i miei esperti collaboratori e non avendo la disponibilità di altri sacerdoti, per il bene di questa città e per il bene della Chiesa, ho ritenuto opportuno nominare don Marco Gentilucci come unico parroco e legale rappresentante delle parrocchie di Camerino che giuridicamente e amministrativamente rimarranno autonome. Don Marco sarà pienamente responsabile della gestione pastorale, giuridica e amministrativa delle tre parrocchie con l'aiuto di don Franco, di don Mariano e don Giancarlo Pesciotti e, con la collaborazione del diacono Ippolito Antonini".
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Dopo l'applauso gioioso della comunità dei fedeli,  l'Arcivescovo ha proseguito il suo discorso esprimendo la consapevolezza della novità che per la città di Camerino rappresenta l'unione delle tre unità pastorali, vista come  via necessaria per la cura pastorale delle parrocchie della diocesi nel prossimo futuro:  
"Sono certo che accoglierete questa mia decisione con disponibilità e fiducia e che collaborerete con il parroco e i sacerdoti. Se lavoreremo assieme e in collaborazione, sicuramente potremo offrire tanto di bello alle nostre comunità". Quindi la richiesta di pregare lo Spirito Santo affinchè guidi la chiesa verso l'unità, invocando l'intercessione della Vergine Santissima Santa Maria in Via e dei Santi patroni Venanzio e Ansovino. 
"E' una scelta necessaria per il bene di questa città- ha aggiunto Mons. Massara- e sono certo che tutti i sacerdoti, nonostante la loro età, sapranno collaborare con don Marco e, come hanno sempre fatto, anche con il Vescovo. A volte si possono avere anche delle divergenze ma ci siamo costantemente confrontati perchè il bene è quello della comunità tutta. Non siamo noi i padroni delle nostre chiese, ma è la comunità che cammina insieme ai suoi sacerdoti ; don Marco avrà tanto impegno ma gli chiedo di collaborare perchè la collaborazione ci aiuta a crescere. Guai a chi si ferma. Soli non si va da nessuna parte e, don Marco rappresenterà in questa città un punto di riferimento; questa stessa scelta potrà proporsi da modello innovativo. Una scelta di coraggio ma ho la certezza che sia stata illuminata dalla Madonna di Santa Maria in Via, da San Venanzio e da Sant'Ansovino. Sono certo che il nuovo parroco collaborerà con le autorità, con l'università e con le istituzioni cittadine, affinchè questo cammino comune verso il bene della città, possa aiutare ognuno di noi. Per don Marco è una responsabilità grande ma sono certo che la porterà bene perchè non sarà solo ma sarà accompagnato da ognuno di noi,dalla nostra preghiera, dalla vicinanza della nostra amicizia fraterna". 
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Affidate ad uno scritto, le parole attraverso le quali il parroco unico ha accolto con emozione la notizia dell'incarico: 
"Sarò vostro parroco, non per mia aspirazione ma perchè il Vescovo Francesco mi ha chiamato a questo compito e a questo servizio - ha affermato don Marco Gentilucci -. Accolgo questa missione con una certa trepidazione, sia perchè conosco i miei limiti, sia perchè, come comunità cristiana, stiamo attraversando un tempo difficile. Prima la ferita del terremoto, ancora aperta, ed ora questa emergenza sanitaria. Un tempo che ci ha chiesto di guardare a ciò che è essenziale.
Sono mosso dal desiderio di amare e seguire la comunità di Camerino, con la speranza che insieme potremo continuare l'opera che Dio ci affida. Oggi siamo chiamati a percorrere una via unica, superando la distanza e a volte anche qualche diffidenza, per costruire il futuro e anche per prendere coscienza di una realtà profondamente mutata negli ultimi anni. Penso alla crisi della Chiesa, ai tanti sacerdoti che sono in cielo e permettetemi di ricordare don Luigi, don Ferdinando e don Quinto, ai quali sono particolarmente legato e, insieme a loro, quanti con grandissima fede sono accanto a me e portano avanti il loro ministero nonostante l'età  e gli acciacchi.
Le vostre aspettative sono tante e anche diverse- ha proseguito don Marco - e mi chiedo continuamente: sarò in grado di rispondere ?
Trovo coraggio nell'aver constatato che dove non arriviamo con i nostri limiti inizia l'aiuto del Signore
che ha disposto i tempi e modi della mia presenza tra voi e per voi. Sarà Lui che porterà nutrimento secondo la sua volontà all'opera richiestami e, dove lo strumento è carente, sarà proprio Lui a provvedere. Scoprire la Sua volontà, riaprirsi ad una via di libertà che ci permetta di vedere il bello e il buono che c'è intorno a noi. Ho voluto anche simboleggiare graficamente questo nuovo percorso con il logo di questa unità pastorale; le tre chiese parrocchiali, Cattedrale, San Venanzio, Santa Maria in Via unite da un cerchio,che vuole essere un abbraccio e che indica chiaramente la via da seguire. Sono consapevole che non sarà facile e che ci vorrà tempo, ma già da ora confido nella vostra disponibilità di aiuto, per poter svolgere il mio servizio di parroco insieme a voi e far crescere sempre più questa nostra amata comunità. Aiutiamoci, impegnamoci a diventare dei discepoli di Cristo, scoprendo la bellezza e la sicurezza di averLo davanti a noi".
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Il neo parroco unico, ha poi annunciato che nei prossimi mesi presenterà le iniziative  e gli strumenti che verranno adottati per la nuova 'unità pastorale' invitando, secondo le indicazioni del Vescovo, a sapersi spendere per il bene di tutti. Infine, ha ringraziato i sacerdoti che con passione e autentica dedizione hanno servito le parrocchie in questi lugnhi anni, alcuni anche per decenni, e che oggi continuano ad aiutarlo e sostenerlo con una presenza importante, anche e soprattutto quale costante esempio di come si ama e si serve il Signore.
" Mi sostengano la nostra Santa Maria in via, Sant'Ansovino e San Venanzio che oggi celebriamo- ha concluso don Marco- Mi affido poi alla vostra preghiera e, umanamente, anche alla vostra simpatia, perchè possa aiutarmi a iniziare a portare questo mio servizio nella serenità. Pregate per me, come io prego per ciascuno di voi". 

C.C.     
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Il quadro realizzato dall'Associazione Maestri Infioratori di Castelraimondo in occasione della solenne riapertura della Basilica di San Venanzio avvenuta lo scorso 15 dicembre, ha trovato collocazione in una apposita nicchia all'interno della stessa chiesa. Nel bellissimo quadro fiorito, una citazione dell'opera del Crivelli che raffigura il giovane Martire che tiene in mano la città. L'opera che racchiude tutta l'arte che i Maestri Infioratori hanno raggiunto in tanti anni di passione ed esperienza, farà bella mostra di sè in occasione degli imminenti eventi della vigilia di Preghiera con l'Offerta dei Ceri e della festa del protettore di Camerino  che ricorre lunedì 18 maggio.
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"Lo realizzammo proprio per quell'occasione grandiosa della riapertura della Basilica dopo il suo meraviglioso recupero - afferma Erasmo Rovelli, rappresentante dell'Associazione di Castelraimondo- La nostra cittadina fa parte della Diocesi di Camerino- San Severino Marche e San Venanzio è anche il nostro protettore, da qui il motivo di offrire la nostra opera alla chiesa camerte. Il quadro è realizzato con fiori freschi e fiori secchi e- aggiunge Rovelli- secondo le intenzioni del parroco don Marco Gentilucci sembra che rimarrà stabilmente all'interno della Basilica. Con tutta probabilità quindi, quella che è la  sistemazione provvisoria approntata in questi giorni, diverrà collocazione definitiva. Il lavoro è stato davvero molto lungo, certosino e fatto di tanta pazienza, ma alla fine, molto soddisfacente e ci riempie di gioia sapere che potrà avere una collocazione permanente. La cosa che ci ha fatto più piacere- conclude Erasmo Rovelli- è il fatto che tutti i cittadini abbiano espresso il loro aprezzamento per la nostra realizzazione. Questa è sicuramente la soddisfazione più grande che ripaga tutto il nostro impegno".
C.C.
A Camerino la bellissima Basilica di San Venanzio si appresta ad ospitare il tradizionale rito dell' Offerta dei ceri del 17 maggio e il giorno dopo la riapertura delle chiese di tutta Italia, nell’eccezionale combinazione con la Festa del Patrono della città.
I colori dei terzieri di Muralto, Mezzo e Sossanta, hanno già riempito i lati opposti della navata centrale della chiesa, addobbata come di consueto per ospitare il suggestivo momento della preghiera di affidamento della vigilia che, data l’emergenza sanitaria del Covid -19, quest’anno dovrà svolgersi in una forma inedita, costretta dalle misure di distanziamento. Nessun Corteo storico per le vie della città, percorse per 38 anni da fiaccole e tamburi, gentili dame e nobili messeri, tutti diretti verso la basilica nel rendere omaggio al Santo, in un preludio di grande festa.
L’associazione Corsa alla Spada ha dovuto sconvolgere un programma consolidato, ma la volontà ferrea è stata orientata a preservare la forte simbologia del gesto che, anche se in diversa modalità, potrà essere vissuto. Lo ha comunicato la presidente Stefania Scuri, annunciando che da casa, attraverso la diretta TV (Canale 12 del DT)  oppure tramite Diretta Facebook o dal sito di EtvMarche, sarà possibile assistere alla Preghiera di affidamento al Santo Patrono Venanzio. Come ogni anno, durante la preghiera, presieduta da S.E Francesco Massara, verranno offerti i ceri, prezioso dono al venerato Santo da parte dell’intera comunità. A partire dal 19 Maggio inoltre, chi vorrà potrà lasciare la propria lanterna in Cripta, così da poter far visita al Santo e riprenderla dopo la reposizione della statua. “La sera del 17 Maggio- ricorda Stefania Scuri- per sentirci comunque tutti uniti, accendiamo le lanterne nelle nostre case, esponendole all’esterno o sul davanzale della finestra, come gesto di unione e di condivisione. Le circostanze, purtroppo, ci impongono di rimanere distanziati e, a differenza di quanto eravamo abituati a fare, di vivere questo momento nelle nostre abitazioni e non tutti insieme nella Piazza di San Venanzio. Sarà però un’occasione per riscoprire l’essenzialità e la bellezza di un rito, oggi ancora più che mai, attuale”.

Atmosfera di grande attesa per la ricorrenza della festività di San Venanzio del 18 maggio che, dopo la lunga pausa imposta dall’emergenza sanitaria, coincide proprio con la riapertura dei luoghi di culto e la possibilità per i fedeli di partecipare alla Santa Messa.
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“Quest’anno abbiamo una doppia occasione da festeggiare- dice il parroco di San Venanzio don Marco Gentilucci-. La sospensione delle messe, ha rappresentato un atto di grande responsabilità da parte della Chiesa ma anche una grande rinuncia da parte di tutti i fedeli e, per noi di Camerino e per l’intera popolazione della Arcdiocesi, riprendere la celebrazione della messa in occasione della Festa del Santo Patrono, è un momento di gioia importante. Dunque, seguendo tutte le indicazioni affinché sia un giorno in sicurezza, ci stiamo preparando per riprendere un’esperienza di fede importantissima. L’ingresso in basilica sarà contingentato. Per mantenere le giuste distanze e consentire un accesso sicuro alle vie di fuga e a tutti gli ingressi- spiega don Marco- si è stabilita la presenza in chiesa di un massimo di 180 fedeli. Di certo poi entrando in basilica i fedeli dovranno seguire tutte le altre normative dell’obbligo della mascherina,  igienizzazione delle mani utilizzando gli appositi dispenser posizionati all’ingresso,mentre la distribuzione della comunione avverrà esclusivamente nelle mani.
Per venire comunque incontro a quanti non potranno parteciparvi per difficoltà di spostamenti o per timori personali- conclude il parroco- continueremo la trasmissione delle messe in streaming. Questo avverrà sicuramente per la messa principale delle 11.30 presieduta dall’arcivescovo Massara”. 
Per seguire la celebrazione basterà collegarsi alle pagine Facebook dell’Unità Pastorale di Camerino e dell’Appennino Camerte.  
C.C,.
Se n'è andato all'età di 98 anni don Luigi Angeloni, il sacerdote più anziano dell'arcidiocesi di Camerino-San Severino. A strapparlo dall'affetto dei suoi cari è stato il Coronavirus. Era ricoverato al Covid Hospital di Civitanova. Già parroco di Parolito, è la terza vittima settempedana di questo dramma. Da tempo le sue condizioni di salute non erano buone ma fino a pochi giorni fa era rimasto in casa dove era accudito. Poi le sue condizioni si sono aggravate ed è stato necessario il trasferimento in ospedale. 

“Partecipiamo a questo grave lutto che è tornato a colpire la nostra comunità - sottolinea il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei - Esprimo vicinanza alla famiglia e alla comunità religiosa cittadina”.
g.g.



La benedizione delle Palme non poteva mancare per tutto il territorio e per il Covid Hospital di Camerino, sicuramente uno dei luoghi dove oggi più che mai c'è bisogno di pace e di speranza.
Una domenica che, seppur nella sua tristezza, rimarrà nella memoria di molti per come è stata vissuta. La santa messa celebrata dall'arcivescovo Francesco Massara, trasmessa in diretta Facebook, ha raggiunto i cuori di una comunità lontana ma unita.
Ed è l'unione che l'arcivescovo e il sindaco di Camerino Sandro Sborgia hanno voluto tenere in alto tra i valori di questa Pasqua.
"Vi auguro una Santa Settimana in cui, anche se siete nella vostre case, possiate dare il meglio di voi stessi - ha detto Massara - . date il vostro cuore ai vostri figli, ai vostri anziani, con un pensiero per coloro che lavorano per gli ammalati".

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Proprio con gli operatori sanitari del Covid Hospital della città ducale, l'arcivescovo ha voluto fare un'altra benedizione delle palme. La sua visita all'esterno della struttura sanitaria, insieme al primo cittadino, è stata un messaggio di vicinanza e speranza a chi ogni giorno, con umiltà e fatica, lavora per debellare il mostro del virus.



"Che questa Pasqua vi dia la forza di andare avanti per i sacrifici che state facendo - ha detto l'arcivescovo ad una rappresentanza di operatori sanitari, ai quali ha chiesto di portare ai loro colleghi il suo saluto - . Tornerò domenica prossima per portarvi l'acqua santa. Sono con voi".
Anche a loro ha annunciato l'idea di una processione, fatta in solitaria, il venerdì santo, dalla basilica di San Venanzio alla cattedrale di piazza Cavour "per portare - ha spiegato Massara - la croce che racchiude tutte le sofferenze, gli ammalati, coloro che hanno perso la vita, le vostre preoccupazioni. Perchè il Signore cammina con noi, ci sta vicino, ma dobbiamo essere certi che dopo questa sofferenza ci sarà la resurrezione".


Un messaggio di speranza anche quello del primo cittadino: "È una Pasqua diversa - ha detto Sborgia ai microfoni di RadioC1...inBlu - ma non per questo meno sentita, anzi, forse è nei momenti di difficoltà che le ricorrenze come questa devono farci capire che facciamo parte di una comunità, quella comunità che nelle avversità della vita si ritorva unita. Ne usciremo più forti di prima, ma occore resistere - ha ribadito - , occorre andare avanti ed essere rigorosi nel restare a casa, con la consapevolezza che tutto questo finirà, ma ci attende una ultima scalata che supereremo solo stringendo i denti".

GS

sindaco palme

vescovo ospedale















Un tonfo al cuore per tutti, sentire il suono delle campane della Basilica dopo tre anni di silenzio.  E’ stato come sentire  il suono della vita che al peso dà nuova forma. A lungo atteso, quel canto familiare ha annunciato il ritorno della bellezza e del senso di comunità. Emozione, palpabile entusiasmo e autentica commozione si sono elevate dalla immensa folla che ha varcato la soglia della chiesa di San Venanzio.
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Uno squarcio improvviso di luce  ha illuminato il volto di un intero territorio che al patrono di Camerino San Venanzio Martire e protettore dalle cadute, ha affidato la speranza di riuscire a rialzarsi. Quel culto che ha attraversato i secoli, ne esce oggi ancora più rafforzato. Dall’alto in basso, fino a scrutare ogni angolo, gli sguardi si sono aperti con stupore sulla bellezza luminosa di quegli spazi, come gli animi delle persone anch’essi feriti, disordinati e sofferenti e, nel giro di pochi mesi, riportati al massimo splendore. Una gioia incontenibile ha fatto da cornice alla celebrazione della prima messa in una Basilica ancora più bella, riconsegnata alla città grazie al magnanimo gesto della fondazione Arvedi- Buschini di Cremona.
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Emozionante l’intera liturgia presieduta dal Nunzio apostolico in Italia monsignor Emil Paul Tscherrig che ha concelebrato insieme all'arcivescovo  Massara, a Mons. Brugnaro e al vescovo di Cremona Antonio Napolioni."Una grande gioia pervade il nostro animo mentre siamo qui riuniti per aprire al culto questa chiesa con la celebrazione del sacrificio del Signore"-ha detto il Nunzio salutando l'assemblea, prima dell'apertura della porta. Gratitudine e infinita riconoscenza nelle parole dell"arcivescovo Francesco Massara, rivolte ai donatori agli ingegneri, all'architetto, alle ditte e maestranze coinvolte nel progetto, nonchè  al parroco che ha seguito instancabilmente ogni movimento. "Questo territorio conosce bene il valore di questa Chiesa che viene restituita". Il vescovo ha in particolare sottolineato il fatto che la riconsegna, sia avvenuta nella terza domenica d'avvento il cui tema centrale è quello della gioia, con l'invito alla comunità a rallegrarsi. " La grande emozione vissuta oggi da tutta la comunità di Camerino, resa possibile da chi crede nella provvidenza a tal punto da diventare provvidenza per gli altri- ha sottolineato Mons.Massara- faccia risuonare nel nostro cuore il forte richiamo a rendere sempre più leggibile, eloquente e vigorosa la testimonianza della Chiesa fatta da quelle 'pietre vive'  che siamo noi, Popolo di Dio, peccatori salvati". L'arcivescovo ha rivolto un ringraziamento sentito al Cavaliere Giovanni Arvedi e alla sua consorte Luciana Adele Buschini " perchè con generosità, coraggio, lungimiranza e determinazione, hanno vestito i panni del 'buon samaritano' donando tutto il necessario per realizzare questo meraviglioso progetto di rinascita che oggi possiamo ammirare in tutto il suo splendore".
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Il Nunzio apostolico si è fatto portavoce del cordiale saluto del Santo Padre, invitando tutti ad includerlo nella preghiera nell'occasione della solennità della riapertura della Basilica. " Questa occasione però non può farci dimenticare ciò che rimane ancora da fare a Camerino e in tutta la regione, per riparare gli ingenti danni morali e materiali causati dai terremoti del passato - ha detto Mons. Tscherig- Cari  fratelli e care sorelle, la riapertura di questa Basilica rappresenta un forte segno di speranza, ci dice che la vita dell’uomo  è sempre più forte della distruzione e della morte. San Venanzio iIl vostro santo patrono e tutti i martiri della chiesa, sono testimoni di questa verità".  
Un omaggio di particolare bellezza il meraviglioso quadro fiorito a piedi dell’altare che i maestri infioratori di Castelraimondo hanno voluto dedicare alla solenne riapertura. Un esempio di vera maestria nel raffigurare il particolare del Polittico di San Domenico, dipinto da Carlo Crivelli nel 1482. Una testimonianza di bella amicizia e di unione che lega alla devozione per il santo, molto sentita su tutto il territorio.
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Segno di storia e di rinascita, poter tornare a fruire di un bene che racchiude i ricordi di tante persone; questo si è letto nelle mute lacrime di chi in quella chiesa ha celebrato le nozze, ha battezzato i propri figli o ha partecipato al rito funebre di un proprio caro. La chiesa come la propria famiglia; la chiesa come la propria 'casa' ritrovata, oggi piena di amici e parenti arrivati da lontano per vivere insieme una festa indimenticabile.
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Esaltati dalla cerimonia religiosa, senso e dimensione del dono, hanno trovato nuova evidenza nel toccante conferimento della cittadinanza onoraria e nella consegna delle chiavi di Camerino ai coniugi Luciana Buschini e Giovanni Arvedi. Alla generosità della Fondazione che porta i loro nomi, si deve la "rinascita" della chiesa e di una comunità. Ne ha rimarcato il profondo valore il sindaco di Camerino Sandro Sborgia, leggendo con commozione la motivazione del riconoscimento. Un sorprendente atto d'amore che racchiude attenzione, cura, fatica e tempo. Un dono che incorporerà per sempre il bene relazionale da cui è nato, insieme alla perfetta sintonia con chi si è incamminato per realizzarlo. 
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***Nel prossimo numero,L' Appennino Camerte riserverà  un inserto speciale alla riapertura della Basilica di San Venanzio
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Festa grande a Ripe San Ginesio. Una cerimonia solenne e carica di emozione ha siglato la riapertura della chiesa di San Michele Arcangelo. Una piazza gremita ha atteso il taglio del nastro davanti al sagrato. Immensa la gioia di tutti, a cominciare dal sindaco Paolo Teodori. Presenza speciale quella dell'arcivescovo Francesco Massara che ha presieduto la solenne messa, animata dal coro e partecipata dalle confraternite del paese. Alla cerimonia hanno preso parte le autorità militari e civili, l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, il presidente dell'Unione Montana Monti Azzurri Giampiero Feliciotti, sindaci e rappresentanze dei comuni di San Ginesio, Sarnano, Colmurano, Camporotondo di Fiastrone. 
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"Uno dei momenti più belli che una comunità possa vivere è la restituzione di luoghi come questo"- ha detto mons. Massara, durante la messa che ha celebrato l'Immacolata Vergine Maria. "Questo luogo fa parte della vostra vita. La chiesa rappresenta l'identità di una comunità; potervi rientrare dopo tanto tempo è motivo di gioia per ognuno". A commento del Vangelo del giorno e nel cogliere la similitudine con l'annuncio dell'angelo ascoltato dalla Madonna, ha invitato tutti i presenti a sentire la pace e rallegrarsi nei cuori  "La vera gioia viene dal Signore, pensate alla gioia che la Vergine ha sentito nel suo cuore seppure turbato. Noi stessi nelle nostre vite proviamo turbamenti ma come il Signore ha detto alla Madonna, non dobbiamo temere. La certezza che Dio è con noi ogni giorno, deve essere dentro di noi".

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In occasione della riapertura dell'edificio appena restaurato, l'arcivescovo  ha voluto affidare all'intercessione della Madonna tutte le famiglie del paese, affinchè varcando quella soglia, possano trovare la pace di Dio. "Ma uscendo da quella porta, dobbiamo imparare ad amare e a condividere l'amore anche in famiglia. Spesso anche nell'intimità delle case o nei luoghi di lavoro- ha detto Mons. Massara-  capita che ci incrociamo ma non ci incontriamo. La prima chiesa è quella che possiamo vivere dentro la famiglia imparando ad incontrarci nelle piccole cose e ad ascoltarci; proviamo a riscoprire attraverso la Madonna la preghiera dell'ascolto. Che nelle vostre case possa nascere questa piccola chiesa domestica, da vivere attraverso l'ascolto e il perdono. Natale deve essere occasione per ritrovare la pace. Facciamo piccoli gesti concreti attraverso i quali ricostruire la bellezza di essere chiesa e di essere cristiani, riscoprendo anche piccole parole, come il dire grazie". Con l'avvicinarsi della luce del Natale, ancora un pensiero rivolto alle famiglie: "Al Natale spesso si abbinano tanti regali, ma il regalo più grande  che i genitori possono fare ai propri figli, è il tempo. Che i figli possano godere del vostro tempo e possano essere destinatari di tutto il bello che una famiglia può donare".
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Emozione nelle parole di saluto e ringraziamento rivolte a tutti i presenti dal primo cittadino Paolo Teodori che in primo luogo, hanno raggiunto il parroco don Ottaviano Tordini per sottolineare che la restituzione della chiesa è da interpretarsi come un regalo di Natale dedicato a lui. "Ricorderemo questa emozione per tutta la vita - ha detto il sindaco-  Riaprire un luogo sacro, oltre al significato religioso racchiude tanto altro: per piccole comunità come la nostra, la chiesa è un luogo di ritrovo, un segnale importante perché ci fa capire che le popolazioni non si disperdono, che restano e non mollano. E il segnale è ancora più forte per i nostri giovani, affinchè da questi luoghi possano trovare un futuro.  Il territorio cambierà se alla ricostruzione degli edifici si accompagnerà quella della comunità, se si potranno  favorire le occasioni di lavoro e turismo. Alla politica chiedo che si faccia il possibile perché alle case si accompagni uno sviluppo". Visibilmente commosso il parroco di San Michele Arcangelo che, con il cuore in mano, ha ringraziato  tutte le persone che si sono prodigate con impegno per rendere ancora più luminosa e accogliente la riapertura solenne.
Terminata la cerimonia religiosa, la festa è continuata nella piazza e lungo le vie del bellissimo borgo, pieno di luci, forte di una nuova speranza.
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Si avvicina a grandi passi la data di domenica 16 giugno e cresce, in maniera esponenziale, l’attesa per la visita di papa Francesco a Camerino. Una popolazione ferita dal terremoto e stremata per la lunga attesa di una ricostruzione che stenta a decollare attende carica di speranza Francesco, vedendo in lui la figura del buon pastore che viene a portare sollievo alla comunità della diocesi camerte – settempedana. Da tempo al lavoro la macchina organizzativa predisposta dall’arcivescovo Francesco Massara, di concerto con le competenti autorità, ha definito i dettagli per raggiungere Camerino e i luoghi della città ducale che il papa visiterà. L’elicottero con a bordo il Santo Padre atterrerà alle 8.45 agli impianti sportivi de Le Calvie, quindi il papa proseguirà verso l’area Sae “Le Cortine” dove incontrerà alcune famiglie che alloggiano presso le strutture abitative emergenziali. Successivamente il pontefice raggiungerà piazza Cavour dove, dopo aver sostato in preghiera all’interno della Cattedrale, toccando con mano le ferite inferte dal sisma, incontrerà i sindaci dei comuni della diocesi per poi presiedere, alle 10.30, nella piazza, cuore della zona rossa, la celebrazione eucaristica e la recita dell’Angelus, recandosi poi al Centro Comunità di San Paolo dove pranzerà insieme ai sacerdoti. La visita si concluderà con l’incontro, particolarmente significativo, con i bambini della Prima Comunione, che, indossando la veste bianca, saluteranno il pontefice insieme a familiari e catechisti presso il Centro Universitario Sportivo de Le Calvie, da dove l’elicottero papale decollerà alla volta del Vaticano.

Di seguito il Comunicato Stampa ufficiale:

COMUNICATO STAMPA

Papa Francesco visita l’Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche (MC)

Domenica, 16 giugno 2019

ACCESSI GRATUITI

I fedeli che intendono partecipare alla celebrazione presieduta da Papa Francesco in piazza Cavour NON devono richiedere PASS. L’accesso alla piazza è libero e gratuito. È necessario presentarsi presso il check-point predisposto in Via Madonna delle Carceri, zona Sottocorte Village, dalle ore 6,00 alle ore 8,30. La zona adiacente a piazza Cavour sarà dotata di metal detector.

I disabili accreditati attraverso il gruppo diocesano dell’U.N.I.T.A.L.S.I. dovranno raggiungere la piazza entro le ore 8,30.

PARCHEGGI

- Per le Autorità: nei pressi dell’ex parcheggio meccanizzato (Via Emilio Betti);

- Per i Sacerdoti, i disabili accreditati e i Dipendenti della Curia: Curia arcivescovile (Via Macario Muzio). I disabili saranno trasferiti in piazza Cavour, con appositi mezzi, tramite il servizio messo a disposizione dalla Croce Rossa Italiana.

- Per i pullman: parcheggio del Rettorato UNICAM (Via A. D’Accorso).

- Per le auto: zona Torre del Parco; zona Ospedale Civile di Camerino; zona Vallicelle.

Tutti i parcheggi saranno gratuiti. Inoltre, sarà attivo un servizio gratuito di navette della CON.TRAM che, dalle varie aree di parcheggio, trasferiranno i fedeli presso il check-point in Via Madonna delle Carceri, zona Sottocorte Village.

VIE DI ACCESSO A PIAZZA CAVOUR

- Per i fedeli: Via Madonna delle Carceri, zona Sottocorte Village;

- Per i Sacerdoti, le Autorità, i disabili e gli altri accreditati: Via Emilio Betti.

Presentandosi ai parcheggi dalle ore 6,00 alle ore 8,30, sarà possibile usufruire del servizio navetta gratuito che la CON.TRAM mette a disposizione e che effettuerà il trasferimento presso il check-point.

DIVIETI

È assolutamente fatto divieto di portare con sé oggetti metallici e bottiglie di vetro. È possibile utilizzare SOLO bottiglie di plastica.

PASS

Sono stati predisposti PASS soltanto per le seguenti categorie di persone:

Disabili, Sacerdoti, Religiose, Autorità, Addetti alla Stampa, Membri del Coro, Dipendenti della Curia, Addetti al servizio liturgico (offertorio e lettori), Volontari (servizio alle S.A.E., nel Centro di Comunità S. Paolo, nel Centro Universitario Sportivo e in Piazza Cavour).

Saranno disponibili dei PASS per i pullman così da garantire un accesso facilitato ai parcheggi.

RITIRO DEI PASS

Le persone accreditate potranno richiedere i PASS presso la Segreteria generale della Curia presentando copia di un documento d’identità in corso di validità (NON la patente). I PASS per i pullman potranno essere richiesti in Segreteria.

I PASS potranno essere ritirati presso la Curia arcivescovile (Camerino, Via Macario Muzio, 8) da martedì 4 a lunedì 10 giugno (sabato e domenica esclusi), dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 15,00 alle ore 17,00.

SAE IN LOC. CORTINE

Papa Francesco, subito dopo l’atterraggio e prima della celebrazione eucaristica in piazza Cavour, incontrerà le famiglie alloggiate presso le SAE in Loc. Cortine. Analogamente a quanto disposto per l’accesso in piazza Cavour, NON sono stati predisposi PASS per i fedeli che si troveranno in quel luogo.

BAMBINI DI PRIMA COMUNIONE

I Bambini che quest’anno hanno ricevuto o riceveranno la Prima Comunione, insieme ai loro Genitori e ai catechisti, potranno salutare il Santo Padre, prima della sua partenza, presso il Centro Universitario Sportivo. Dovranno portare con sé il pranzo al sacco (sono ammesse solo bottiglie in plastica).

I Vicari Foranei provvederanno ad organizzare i pullman che, muniti dell’apposito PASS, potranno raggiungere il parcheggio presso la Piscina Comunale in Loc. Le Calvie dalle ore 9,30 alle ore 10,30. I Bambini porteranno con sé la veste bianca e, in attesa di accogliere il Santo Padre, saranno intrattenuti dai giovani dell’Azione Cattolica.

PER RAGGIUNGERE CAMERINO

- Per chi proviene da SUD: Serravalle di Chienti (SP 17), la Sfercia (SP Varanese), Muccia (SP 256).

- Per chi proviene da NORD: Castelraimondo (SP 256).

MAXI-SCHERMI

Chi non troverà posto in piazza Cavour, potrà seguire l’incontro con il Santo Padre e la S. Messa attraverso i quattro MAXI-SCHERMI allestiti lungo il percorso compiuto dal Papa:

- Palazzetto Comunale (Loc. Le Calvie): solo per gli accreditati

- Parcheggio dell’Università (Via Madonna delle Carceri)

- Zona Sottocorte Village (Via Madonna delle Carceri)

- Piazzale presso la Geostruttura (Via Madonna delle Carceri)

E-mail e recapito telefonico dedicati alle richieste di informazioni ed aggiornamenti:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -Tel. 0737.630 400 int. 205

Tutte le informazioni sono pubblicate sul sito diocesano http://www.arcidiocesicamerino.it/ a cui si rimanda per tutti gli aggiornamenti.

L’Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche comunica che l’accesso a p.zza Cavour è libero e gratuito! NESSUNO (né laico, né sacerdote, né religioso/a) È AUTORIZZATO A RICHIEDERE DENARO IN VISTA DEGLI EVENTI RIGUARDANTI LA VISITA DEL PONTEFICE ALLA NOSTRA DIOCESI. Nel caso si riscontrino episodi di questo tipo, si richiede di segnalarli prontamente alle forze dell’ordine.

Camerino, 20 maggio 2019

____________________________

Responsabile Ufficio Stampa Arcidiocesi di Camerino – San Severino Marche:

Mario Staffolani: 335.536 7709;

Ufficio Stampa: 0737.630 400 int. 210; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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