PIEDINO Appenn a casa 2021
Cinque anni dal sisma dell’agosto 2016. Alle 3.36 del mattino una scossa di terremoto di magnitudo 6.0 devasta Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto provocando 299 vittime. E' l'inizio di quella che l'Ingv definirà la sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso.
Ingenti i danni a Castelsantangelo sul Nera, unico comune della Provincia di Macerata ad essere inserito all'epoca nel cratere sismico.


Il ricordo del sindaco Mauro Falcucci: “Il pensiero va a quelle persone che magari non ci sono più e sono purtroppo scomparse dopo. il terremoto.  Il primo pensiero va alla Casa di Riposo che fu il primo immobile ad essere dichiarato inagibile già alle 5 e 30 del mattino di quel famoso 24 agosto. Ricordiamo quella data con commozione ma anche con tanta paura- dichiara Falcucci-. Se noi non avessimo infatti effettuato quegli interventi di miglioramento sismico derivanti dal terremoto del 1997, avremmo non soltanto annoverato dei morti ma avremmo probabilmente avuto dei danni estremamente gravi, non dico alla pari di Arquata, ma sicuramente similari. Castelsantangelo è molto vicina ad Arquata del Tronto e per via del sisma stesso, in quel momento il Monte Vettore era quasi in amplificazione.
Il ricordo va dunque a quella mattina- prosegue il sindaco Falcucci-; riuscimmo a portare via la pelle ed eravamo tantissimi. A Castelsantangelo c’erano circa 4000 persone in quanto il paese conta circa 1250 abitazioni e, per la quasi totalità si tratta di seconde case. Tanti quelli tornati per la stagione estiva anche perché va ricordato che in quegli anni il momento era delicato anche sotto il profilo economico e, molti si riversavano appunto nelle seconde case accompagnati da amici e parenti. E quella mattina fu un fuggi fuggi; scapparono tutti e la Valnerina sembrava il raccordo anulare. Detto questo, ci attrezzammo e quello che dispiacque subito è che fummo dimenticati dal decreto fiscale. A dire il vero dobbiamo ancora capire se la colpa fu d
ella Regione o del Ministero- ricorda Falcucci-, fatto sta che noi fummo esclusi dal primo decreto fiscale che dava delle agevolazioni immediate. All’epoca fui chiamato ad iniziare i contatti con la cabina di regia ad Arquata del Tronto e con il Commissario d’allora, l’attuale Capo Dipartimento della Protezione Civile Curcio”.
Tenacia e tanti sacrifici hanno caratterizzato sin da quel momento la comunità e lo stesso operato del primo cittadino di Castelsantangelo, la cui forte determinazione in 5 anni non è mai venuta meno.
Vogliamo e pretendiamo attenzione per una garanzia di rinascita per questi territori e la pretendiamo sotto il profilo fiscale- rimarca Falcucci-. Ho visto il Rapporto del Commissario Straordinario Legnini che ha dato una significativa svolta a tutto il processo di ricostruzione, tuttavia, ad una lettura attenta dei dati, si vede sì che le pratiche sono partite ma questo è avvenuto soprattutto a margine del cratere, mentre quelle dentro il cratere stanno soffrendo perché è quella una ricostruzione difficile.
Per quel che ci riguarda – evidenzia Falcucci- noi siamo contentissimi di essere riusciti a portare a termine il nostro compito- Lo scorso 12 agosto abbiamo completato l’approvazione dei Piani Attuativi e abbiamo avute le ordinanze speciali per fare i sottoservizi di tutte le frazioni. Adesso dobbiamo soltanto accelerare; a brevissimo faremo una assemblea pubblica in cui cercheremo di stimolare i proprietari di immobili nella costituzione degli aggregati che nel nostro comune sono oltre 300 e, sollecitare i professionisti a progettare e ricostruire perché vogliamo vedere quanto prima e in tempi rapidissimi i cantieri che partono. Ormai le condizioni pianificatorie ci sono tutte e, non da meno, possiamo contare su uno strumento attuativo sistemato sotto il profilo idrogeologico. Aspetto non da poco che siamo riusciti a portare a casa e che farà parte della variante del Piano di assetto idro-geologico del bacino dell’Appennino Centrale. Nell’ottenimento di questo risultato siamo stati fortunati ad avere illustri nomi delle pianificazioni e delle competenze italiane, quali il prof. Braga considerato il numero uno della sismica, il prof. Prestininzi e, da ultimo, l’architetto Boeri che ci ha dato delle indicazioni di come ricostruire “autentico, ma non identico”.
Quindi- prosegue il sindaco gettando lo sguardo al futuro- le carte in regola ci sono tutte. Dobbiamo soltanto partire ma, nello stesso tempo, è indispensabile che, dalla montagna alla parte della provincia di Macerata più colpita tutti insieme si chiedano quelle attenzioni che sono necessarie per una ricostruzione. Non nego infatti di essere fortemente preoccupato sul rischio che possa venir meno quanto da tutti auspicato per queste realtà, attraverso le nuove generazioni. Temo infatti che il rischio sia soprattutto per le seconde generazioni. L’attaccamento a queste realtà non può prescindere dal praticare il territorio e credo che i segnali li dobbiamo dare a quella seconda generazione che, vuoi per motivi oggettivi o di lavoro,  si è dovuta allontanare. È per questo che dobbiamo accelerare i tempi e dare certezza di ricostruzione. Le risorse ci sono, dobbiamo soltanto attivarci tutti insieme e, chiedere quei benefici fiscali misurati sui danni, perché altrimenti da noi non ritorna più nessuno”.
c.c.
In attesa che prenda definitivamente il via il complesso processo della ricostruzione il comune di Castelsantangelo sul Nera sceglie la via della digitalizzazione. Già da alcuni mesi, infatti, è stato avviato un percorso virtuoso di digitalizzazione dei propri atti e procedimenti amministrativi, che nei prossimi mesi consentirà un reale ammodernamento del funzionamento degli uffici comunali ed un netto miglioramento nel modo di rapportarsi e comunicare all’esterno, offrendo così la possibilità ad utenti e cittadini di presentare le pratiche in modalità telematica, senza quindi la necessità di recarsi fisicamente presso gli uffici comunali.

In particolare tutti gli atti amministrativi, delibere di Giunta e di Consiglio Comunale, ordinanze, decreti e determinazioni dirigenziali, attualmente non vengono più redatti in formato cartaceo, ma in modalità digitale, con conseguenti risparmi di carta e di inchiostro, e soprattutto con un iter procedurale più snello, che prevede l’acquisizione di tutti i pareri endoprocedimentali in modalità digitale ed il passaggio dell’atto dalla scrivania elettronica di un ufficio a quella di un altro ufficio.

Con le stesse modalità entro la fine dell’anno saranno gestite anche le pratiche edilizie, con conseguente possibilità da parte dei professionisti privati di inoltrarle in via telematica.

Soddisfazione per il risultato raggiunto da parte del sindaco Mauro Falcucci, che ha voluto ringraziare “il dott. paolo Cristiano, segretario generale del comune, che ha trovato la piena adesione al progetto dei Responsabili d’Area e di tutti i dipendenti. A loro va tutta la mia gratitudine per l’impegno e la professionalità dimostrata”.

f.u.

Iniziati i lavori di ricostruzione e restauro dell’antica chiesa della Madonna della Còna, la piccola edicola, costruita nel XVI secolo, posta sull'antico confine tra Norcia e Visso oggi territorio di Castelsantangelo sul Nera, a 1.500 metri di altitudine. La chiesa prende il nome dall'immagine mariana al suo interno e la tradizione vuole che la sua costruzione sia riferita alla vittoria di Visso nella battaglia contro Norcia nel 1522. La prima domenica di luglio è possibile assistere all'arrivo delle processioni provenienti dalle città di Castelsantangelo sul Nera e Castelluccio di Norcia e alla successiva funzione religiosa.

Grazie alle Sezioni CAI di Macerata, San Severino Marche e Camerino nel corso di Macerata Opera Festival è stata promossa una raccolta fondi per la ricostruzione della Chiesa, praticamente distrutta dal sisma del 2016. Su proposta dell’allora Sindaco di Macerata Romano Carancini, l’Assemblea dei Comuni soci del Cosmarisrl decise di intervenire finanziando con 125 mila euro il progetto.

Più enti, aziende e tanti volontari per il recupero di un monumento simbolo dei Monti Sibillini che unisce un territorio a cavallo tra due regioni, Marche Umbria, da sempre punto di incontro per viandanti, pellegrini e amanti della montagna e punto di riferimento per le Comunità di Castelsantangelo sul Nera e di Castelluccio.

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Il progetto a cura dell’architetto Luca Maria Cristini, dell’ingegnere Romualdo Mattionie del geologo Fabio Facciaroni che hanno prestato gratuitamente la loro professionalità, prevede il restauro con parziale ricostruzione e risanamento conservativo della Chiesa- Rifugio della Madonna della Còna. 

Si sta lavorando con grande attenzione e impegno affinché si possa concludere l’intervento per il prossimo 4 luglio 2021, quando si celebra, come tutti gli anni, la Festa della Madonna della Còna.

 
"Mi associo al grido di allarme del collega di Camerino Sandro Sborgia sull’attuale situazione e sul futuro dell’Ospedale di Camerino".  Lo dice Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera, nell'affidare ad un comunicato stampa a sua firma, la condivisione dell'appello gridato a risolvere la situazione del Reparto Ortopedia  dove resta al lavoro un solo medico.
"Attendiamo, e di ciò ne sono certo- prosegue la nota- un’immediata risposta della Regione Marche volta ad assicurare e
a porre in essere tempestive misure tese a ripristinare l’immediata efficienza del reparto di Ortopedia,un’eccellenza da tutti riconosciuta, e dell’importantissimo ruolo che rivesta una storica e preziosa struttura sanitaria per l’entroterra maceratese.
Vogliamo una pari attenzione, giustamente riconosciute ad altre aree omologhe quali Amandola,Urbino e Fabriano, per tutte le popolazioni montane che da sempre vivono una serie di disagi sotto il profilo viario, sanitario, scolastico, sociale ed economico.
Senza queste necessarie e oggettive garanzie- sottolinea Falcucci- la stessa ricostruzione post sisma 2016, che tenta di partire quanto prima, verrebbe fortemente compromessa.
Garantire un minimo livello di qualità della vita, sotto gli aspetti sopra richiamati e con particolare riguardo a quelli sanitari e sociali, è essenziale e condizionate per un futuro antropico in questi territori.
Sono altresì certo che nella imminente rivisitazione del Piano Socio Sanitario della Regione, questi delicatissimi aspetti verranno affrontati e individuate le soluzioni più idonee per lenire le sofferenze che le popolazioni montane dell’intera regione vivono da troppo tempo"- conclude il sindaco Mauro Falcucci

c.c.
Prima dose del vaccino anti-covid !9 per gli anziani ospiti della casa di riposo do Castelsantangelo sul Nera. " Siamo stati avvertiti che l'Asur 3, come in precedenza pianificato, ha attivato un'attenzione alle Rsa- commenta il sindaco Mauro Falcucci- Così come avvenuto per gli anziani ospiti della struttura di Matelica ai quali il vaccino è stato già somministrato, siamo rientrati anche noi in questo passaggio di fondamentale prevenzione. Di questo ne prendiamo atto- aggiunge il sindaco- tuttavia, per quel che riguarda il tamponi rapidi che offre la Regione Marche in maniera gratuita e ai quali i cittadini possono liberamente decidere di sottoporsi, probabilmente sarebbe stata opportuna una dislocazione più vicina alle zone montane, come del resto avevamo richiesto all'assessore regionale alla sanità. In questo momento la circolazione sulle strade è peraltro anche un po' difficoltosa per la presenza di neve e ghiaccio gli stessi  anziani fanno fatica a spostarsi, per cui se questi test rapidi si fossero potuti svolgere nelle vicinanze di Visso o a Visso stesso, credo che avrebbe potuto produrre un risultato superiore a quello che immaginiamo non avvenga e ciò, non a motivo di indisponibilità bensì per le ragioni che ho dettoriferite alla logistica e alla viabilità.
Al riguardo- conclude il sindaco- noi continueremo comunque con cadenza periodica a fare comunque quello che è stato fatto finora e,  nell'ambulatorio di Castelsantangelo offriremo a breve un altro giro di accesso volontario ai controlli e all' anticovid"
c.c.
Non solo i problemi relativi alla ricostruzione, ma anche un'altra emergenza investe gli abitanti di Castelsantagelo sul Nera, ancora privi del medico di base. Un'altra situazione che mette a dura prova una popolazione, per lo più composta da anziani, costretta ad appoggiarsi a medici dei comuni vicini per ricevere la necessaria assistenza sanitaria.

"Ancora una volta ritoniamo al discorso iniziale - le parole del sindaco Mauro Falcucci - O alla montagna diamo risposte diverse oppure ci troveremo sempre in queste situazioni. Un giovane medico che arriva in montagna, sia pure animato da buona volontà, e che si trova ad avere al massimo 400 pazienti ovviamente non riesce a guadagnare quanto un suo collega che presta servizio in una città della costa. Tanto più che recarsi a visitare un proprio paziente in una zona montana non è la stessa cosa che farlo lungo la via principale di una città".

Ecco, allora, che secondo il sindaco Falcucci, che tra l'altro ha più volte scritto alle autorità sanitarie regionali per sollevare la questione, la soluzione sarebbe quella di differenziare le quote sanitarie tra i cittadini che abitano la montagna e quelli che vivono lungo la costa.

"Speriamo che il nuovo governo della regione si faccia carico di questo problema - conclude - Se vogliamo salvare la montagna bisogna garantire anche l'aspetto socio - economico. Se non diamo alle persone la garanzia di vita e di assistenza, allora è inutile che ricostruiamo".

f.u.
Un traguardo importante per il Comune di Castelsantangelo sul Nera. Proprio quest'anno ricorre infatti il centenario della costituzione e dell’autonomia dal Comune di Visso.
Rimase una frazione di Visso fino al 1913 quando, con una legge del 22 Giugno 1913, n. 660, attuata poi solo nel 1920, Castel’Sant’Angelo divenne comune autonomo indipendente da Visso e nel 1970 assunse, per delibera comunale, il nome di Castelsantangelo sul Nera.
Nonostante il territorio comunale abbia subito danni catastrofici a seguito del sisma del 2016 l’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Mauro Falcucci, ha voluto comunque ricordare l’importante ricorrenza con una serie di iniziative celebrative.
Giova ricordare che fu il primo Comune della provincia di Macerata ad essere significativamente colpito sin dal 24 agosto 2016 per poi registrare un livello di danni, con le successive scosse del 26 e 30 ottobre 2016, pari al 96,38% del consistente patrimonio abitativo.
La prima iniziativa è quella di un annullo filatelico con Poste Italiane che ricordi i cento anni dell’autonomia comunale. Annullo che si effettuerà domenica 23 agosto 2020, presso l’Area Commerciale SAE Capoluogo – Piazzale Piccinini, dalle ore 10:00 alle ore 17:00.

ANNULLO CASTELSANT

A tal proposito l’Amministrazione comunale ha stampato 8 cartoline con immagini che ripercorrono la lunga storia dell’antico Comune che annovera anche la nascita, nel lontano 460, di San Benedetto e Santa Scolastica avvenuta nella Frazione di Norcia da parte di Abbondanza Reguardati.
Con l’occasione si invitano tutti i collezionisti di filatelia a non perdere l’opportunità di avere gratuitamente la riproduzione di vecchie immagini con un annullo Postale dedicato all’evento rievocativo.
Alle ore 12:00, sempre di domenica 23 nelle immediate vicinanze, verrà inaugurata la prima Stazione per la Ricarica di Veicoli Elettrici in un Comune che vede il 100% del suo territorio inserito nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Un’ulteriore attenzione significativa per l’ambiente e per iniziare una vera rinascita post sisma anche attraverso la Green Economy.

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L’architetto Stefano Boeri, tra coloro che si occuperanno della Pianificazione Attuativa di ricostruzione del territorio di Castelsantangelo sul Nera.
Il comune è il primo dell’intero cratere ad affidare l’incarico di redazione del Piano Attuativo perl a ricostruzione. Si è infatti conclusa a procedura di Gara Europea, espletata dalla SUAM della Regione Marche per l'affidamento dei servizi tecnici di architettura e ingegneria e dei servizi afferenti, per l’attività di Pianificazione Attuativa connessa agli interventi di Ricostruzione nel centro storico e nei nuclei urbani maggiormente colpiti già dagli eventi sismici del 24 agosto 2016. Nove sono le perimetrazioni, otto nelle frazioni e una invece riferita al capoluogo . Ad occuparsi dunque della Pianificazione Attuativa di ricostruzione del territorio comunale sarà un importante raggruppamento di professionisti che vede come capofila la Società Cooperativa Mate e tra gli altri la partecipazione dell’architetto Stefano Boeri e dell’ingegnere Franco Braga. Oltre alla capogruppo Mate –mandataria, fanno parte del team le società Stefano Boeri Architetti ,Pro.ge. 77, Nhazca ,Coop. D.R.E. Am. Italia “L’attività di Pianificazione Attuativa connessa agli interventi di ricostruzione nel centro storico e nei nuclei urbani maggiormente colpiti dagli eventi sismici- afferma il sindaco Mauro Falcucci- nasce dalla necessità di governare in tempi brevissimi il processo di ricostruzione, non solo del territorio comunale ma di un comprensorio più ampio, al fine di comprenderne il ruolo all’interno della valle dell’Alto Nera, non escludendo l’individuazione vocazionale del territorio. Comprendere le priorità e le potenzialità del territorio e dell’area vasta- continua Falcucci- aiuta ad inquadrare meglio ciò che il sisma ha distrutto non solo fisicamente ma anche socialmente, culturalmente ed economicamente, ma soprattutto aiuta a valutare le criticità pregresse di una condizione di decadenza e trasformarle in potenzialità, al fine di generare un processo di rivitalizzazione/rigenerazione che non sia più passivo ma attivo e produttore di occasioni. La ricostruzione non deve essere vista esclusivamente come recupero e restauro delle singole costruzioni danneggiate, bensì –sottolinea Falcucci- nel più ampio significato di ripristinare e ripensare quel complesso di funzioni urbane, sociali, economiche che connotano un territorio. In tal senso la ricostruzione non è una mera replicazione delle strutture fisiche distrutte ma è anche una revisione necessaria della natura, della conformazione e dell’utilizzo del territorio. Un evento fortemente traumatico come un terremoto ha comportato delle modifiche permanenti al territorio, che non possono essere affrontate tramite una sola riproposizione pedissequa della situazione antecedente all’evento. In tal senso- la ricostruzione diventa anche una opportunità di ripensamento del territorio e di adeguamento dello stesso alle nuove esigenze. L’amministrazione Comunale –prosegue il sindaco di Castelsantangelo-, sta lavorando alla sottoscrizione di un “Protocollo d’Intesa” operativo sulla ricostruzione, che vede la partecipazione attiva fin dalla prima fase della pianificazione, di tutti i soggetti che a vario titolo saranno chiamati per rispettivi ruoli e competenze a esprimere un loro parere in sede di conferenza permanente. Il Protocollo d’intesa , a breve operativo - conclude Falcucci-intende avviare e rafforzare un percorso virtuoso di dialogo e collaborazione con i rispettivi enti sovraccomunali: “Struttura del Commissario alla Ricostruzione, Ufficio Speciale per la Ricostruzione Marche, Provincia di Macerata, Ente Parco dei Monti Sibillini, Soprintendenza”, al fine di accelerare e condividere fin da subito, nel rispetto della vigente normativa in materia, il processo di ricostruzione, andando a definire le Linee guida generali, da trasferire al gruppo multidisciplinare, al fine di dare loro un utili indicazioni per la pianificazione attuativa.La multidisciplinarità, per avviare un processo di ascolto, confronto e condivisione verso la riformulazione del disegno strategico da associare alla ricostruzione e alla rinascita di un territorio gravemente lacerato dal sisma 2016.
"A poche ore dall'approvazione del nuovo Decreto Terremoto da parte del Consiglio dei Ministri, la sensazione è che davvero nulla sia cambiato". Critico sulle "nuove misure" il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, uno dei comuni dell'entroterra piàù pesantemente colpiti. Popolazioni, comuni e regioni, visto l'ampio dibattito su tante questioni e i molteplici aspetti da sanare più e più volte ripetuti. auspicavano risposte diverse, risolutive e più puntuali. 
"Con l'emanazione del nuovo decreto- dice il sindaco Mauro Falcucci- il Presidente Conte ha  solo onorato l'impegno che si era assunto nei confronti  del Parlamento e dell'Italia.  Sotto il profilo formale sicuramente ha ottemperato, ma sotto il profilo sostanziale per quello che è il mio pensiero la delusione è totale. Di quello che noi abbiamo chiesto - continua Falcucci- non leggo nulla e peraltro, se non ho letto e ho ascoltato male,  credo che anche lo stesso Presidente abbia detto che la tematica dovrà essere approfondita, essendo stata appena toccata.  Io non credo che le misure che sono riportate nel decreto servano per la ricostruzione: al di là di un accogliere le istanze dei cittadini per la "busta pesante", di concreto non vedo nulla. Quanto all'autocertificazione, non voglio azzardare alcuna ipotesi e ce lo diranno i tecnici, ma credo che  il discorso sia molto da approfondire perchè secondo me  rischia ulteriormente di penalizzare la ricostruzione.  Per il resto, nulla è stato toccato, come  l'importantissimo aspetto del personale tecnico da assumere a tempo determinato nei comuni e negli uffici USR  e nulla si legge anche su molti altri argomenti che a noi interessano come la parte pubblica e la sburocratizzazione. Non è questione di vedere il bicchiere mezzo vuoto - prosegue Falcucci-  è che non c'è nulla veramente e che tutto quello che già conoscono ampiamente, dovrà essere affrontato con la trasformazione del decreto.
Siamo alla solita fase dei 60 giorni in cui tutti dovranno riscrivere quanto è noto a tutti, perché ci sono migliaia di righe e di fiumi di inchiostro che hanno fatto notare ampiamente quali sono i problemi.  Lo scorso 13 settembre a Castelsantangelo, il Presidente del Consiglio accennò che c'era una possibilità di vedere una zona franca e un'area di tutela fiscale, qui invece mi sembra che la misura sia stata estesa e calato il progetto di "Resto al Sud" che  è importante ma non è quello che salvaguarda  tutto quanto il territorio; la misura mi sembra che sia stata allargata comprendendo anche l'Aquila, quindi non è più misura per il Centro Italia ma è del sisma in generale, per cui, credo vi siano aspetti che vadano immediatamente corretti se vogliamo che ci sia una risposta; diversamente, mi sembra che proprio nulla sia cambiato, e. lo dico con amarezza perchè c'erano le nostre speranze: è stato soltanto ottemperato al decreto e, a questo punto, confidiamo che le forze politiche tutte intervengano perchè ormai c'è poco da scrivere: abbiamo già scritto tutto e tutti, tra l'altro mi sembra che anche il presidente della Regione non abbia manifestato una soddisfazione nonostante magari in questo momento il Governo sia vicino a qualche colore partitico. Sul terremoto ormai sono passati tutti i colori dei partiti e nulla si è visto anche per quel che riguarda una legge nazionale sull' emergenza, questione pur dibattuta ampiamente e peraltro condivisa dal Presidente Conte anche nel corso della riunione di Castelsantangelo. Quando si parla di ricostruzione  purtroppo questa Italia è costretta ad affrontare le stesse  emergenze, da qui la necessità  di un testo unico o comunque una legge nazionale  che tratti il sisma e quant'altro di calamità possano accadere con procedure speditive, con conoscenza dei tecnici e, più che altro, che tratti gli aspetti socio-economici perché se non tocchiamo l'aspetto socio-economico della montagna italiana  se non si dà una forma di occupazione e una certezza per il futuro, almeno per alcune aree e in particolare quelle dell' entroterra, ho la sensazione che il rischio concreto è che non venga più ricostruito. La sensazione è che la desertificazione sia partita e purtroppo già esiste. Questa è la verità che tutti condividono, eppure paradossalmente si continua ancora a praticare terapie per tutto l'ospedale. Ebbene- conclude il sindaco Falcucci- l'ospedale è fatto di più piani: al primo piano troviamo le malattie leggere e poi a salire tutte quelle più gravi e, converrete con me che, per alcuni dei malati c'è bisogno di un trapianto e non si può intervenire con  un'aspirina. Allora, evitando di parlare  ancora di distinzioni di cratere o di perimetro, o applichiamo  terapie e medicine idonee per tutti, perchè siamo malati in ospedale, oppure, per qualcuno è  già segnato il destino".
cc
Oltre centro studenti delle scuole secondarie provenienti da tutta la regione hanno riempito della loro vitalità  il borgo di Castelsantangelo sul Nera. Una bella carica di positività per uno dei centri dell’entroterra montano tra i più colpiti dal sisma eche ha accolto ieri la cerimonia di premiazione del concorso scolasticoSibillini alla riscossa” promosso dalla start up marchigiana Expirit. Nato con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani alla scoperta del patrimonio culturale, naturalistico e agroalimentare marchigiano e avvicinarli al mondo del lavoro, sviluppando competenze digitali, linguistiche e utilizzando in modo consapevole i social media, il progetto si è concretizzato attraverso vere e proprie esperienze in montagna che hanno fatto da base per la successiva realizzazione di materiale promozionale per le aziende colpite dal sisma.
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Ad aggiudicarsi il 1° Premio  Internazionalizzazione l’IIS Augusto Capriotti di San Benedetto i cui studenti sono stati ospitati presso la Macelleria Petrucci Carni di Arquata del Tronto; Premio Rinascita all’IIS Garibaldi di Macerata con esperienza presso l’Allevamento della pecora sopravissana di Michela Paris ad Ussita; Premio Creatività all’IIS Matteo Ricci di Macerata  con esperienza presso il Bar Sibilla di Visso; Premio Prodotto tipico all’IIS Alfredo Panzini di Senigallia i cui studenti sono stati ospitati all’Agricola Pietrara di Monte San Martino.
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" Siamo stati davvero lusingati e onorati di ospitare tanti ragazzi ha detto il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci- Vedere tante facce giovani che sono le future generazioni ci ha donato speranza; abbiamo detto loro di scendere in campo e gestire il loro posto nel futuro, avvicinandosi alla politica. Di fondamenntale importanza quello che hanno visto coi loro occhi, aldilà di apprezzare questo patrimonio naturalistico unico , hanno potuto anche constatare com'eravamo prima e come siamo ora. Una realtà che dunque fa capire come si debba acquisire consapevolezza nel costruire in maniera sicura, rispettando le regole e salvaguardando la montagna affinchè rimanga antropizzata. La presenza dell'uomo mai deve venir meno perchè dissesti e calamità iniziano dalla montagna, scendono dalla collina e arrivano fino al mare".
cc

La notizia verrà approfondita nel prossimo numero de "L'Appennino camerte"
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