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La differenza di avere i contagi in un piccolo paese o in una grande città sta soprattutto nel fatto che i cittadini dei piccoli centri si conoscono tutti e, per molti, poter sapere di chi si tratta, significa avere maggiore attenzione alla diffusione del virus.
Un tema che nell'ultimo periodo ha infuocato soprattutto il dibattito sui social network, ancora di più dopo i contagi emersi a Belforte del Chienti e Camporotondo di Fiastrone, paesi che non contano certo gli abitanti di una grande città e che sono molto legati a Caldarola, Serrapetrona e Cessapalombo, tanto da diventare insieme I Cinque Comuni.
Un unico territorio, dunque, dove il sospetto e la "caccia all'untore" si sono fatti più insistenti e che davvero pongono l'opinione pubblica davanti ad un quesito: "Perchè non uscire allo scoperto e proclamarsi contagiato?".
Un tema che tocca da vicino anche Visso, con il primo contagio, ed insieme Ussita e Castelsantangelo sul Nera, dove, anche se ancora non sono stati registrati i contagi, la preoccupazione è comunque molta.
A ribadirla è il sindaco Mauro Falcucci: "Siamo un'unica raltà - dice - , le poche attività commerciali che esistono sono integrate: per la farmacia o la frutta bisogna arrivare a Visso, così come per il pane. Ussita, Visso e Castelsantangelo sono da sempre un'unica realtà. Ognuno di noi, laddove vedesse oggi di avere una linea di febbre o un colpo di tosse, oltre ad avvertire chi di dovere, dovrebbe essere veloce nel dirlo a tutte le persone che recentemente ha incontrato. Fare una ricognizione. Solo così, stando attenti, proattivi e rispettosi l'uno dell'altro potremmo riuscire a contenere il virus.
Visto che siamo pochi e che siamo comunque già in difficoltà, potremmo aiutarci a non farlo arrivare da noi.
Bisogna che tutti comprendano che se si viene colpiti dal virus non è una colpa. Rendiamolo noto perchè poi a sua volta ognuno possa stare attento".

GS
Svegliarsi circondati dalla coltre bianca, in un periodo come questo, potrebbe far pensare "Cos'altro ancora ci dobbiamo aspettare?".
È vero però che la tranquillità che infondono i fiocchi durante il viaggio verso la terra è innegabile e non è detto che, nel momento in cui la maggior parte delle persono sono a casa, la quarantena ci possa far riscoprire anche la bellezza della neve.
Quello che per molti cittadini diventava un problema quando ci si doveva recare a lavoro, oggi potrebbe far riscoprire la propria magia. Una sensazione che però ricade nella tristezza quando si pensa che, ancora una volta, sotto quella coltre bianca, ci sono le terre ferite, le case distrutte e i terremotati che aspettano. Aspettano in quelle casette colorate dove nell'inverno del 2017 la neve che cadeva faceva ancora rumore: risuonava la notizia dei fiocchi che ricoprivano le SAE. Oggi sono silenziosi anche quelli, vicino ad un mostro che fa più chiasso e più paura, ma che si teme riesca a rendere silenziosa anche la ricostruzione.

Giulia Sancricca

Di seguito le foto scattate dai nostri lettori


Sotto Fiastra foto di Roberta Blanchi

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Sotto Ussita foto di Mirko Carota

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Sotto Muccia foto di Alessandro Loreti

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Sotto foto di Venanzina Capuzi di Visso innevata scattate dalla sua casa ristrutturata dopo il sisma

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Sotto le foto di Silvia Salustri di Sarnano - zona San Casciano

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La madonnina innevata..

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Foto sotto di Castelsantangelo sul Nera di Piero Blanchi 
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Nel periodo di piena emergenza sanitaria, con tutta la nazione zona protetta e con la decisione di convertire l’ospedale di Camerino in presidio dedicato alla cura di pazienti affetti da Coronavirus, la macchina sanitaria della regione e dell’Area Vasta 3 ha provveduto anche alla riorganizzazione dei servizi sull’intero territorio montano. Così è stata data anche una risposta al problema sollevato dagli amministratori di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, zone alle prese con le criticità del post terremoto, della mancanza del servizio medico per le rispettive comunità. “Per queste comunità che sono prive del medico di base – le parole del direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni – metteremo a disposizione un giorno alla settimana il servizio di guardia medica, così da garantire anche in queste piccole comunità un presidio sanitario”. Una comunicazione che il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci ha accolto con soddisfazione.

“Viene così garantito un diritto dei nostri cittadini venuto meno dopo che il nostro medico ha vinto la selezione in un altro comune – le parole del primo cittadino – In verità è stato fatto un bando in scadenza il prossimo 20 marzo per dare la copertura della presenza di un medico di base nel nostro comune e nel frattempo accogliamo con favore questa decisione. A tutela dei miei cittadini, però, formalizzerò una richiesta per capire se in caso di urgenze i tempi del soccorso vengono garantiti visto che, dopo la riconversione dell’ospedale di Camerino, le urgenze saranno dirottate a Macerata. Quale massima autorità sanitaria vorrei sapere se sono state poste in essere tutte le misure minime essenziali per garantire la vita delle persone anche nei casi di urgenza”.
Presidi e servizi sanitari anche per la comunità di Visso, come conferma il sindaco Gianluigi Spiganti Maurizi. "Al momento ci hanno garantito la presenza di un'automedica e il servizio prelievi e analisi del sangue una volta alla settimana - dichiara il sindaco - E già qualcosa di importe per la nostra comunità, dal momento che il servizio prelievi all'ospedale di Camerino è al momento sospeso. E' chiaro che in una situazione di emergenza è già qualcosa anche se spero che la situazione torni presto alla normalità anche per le popolazioni del nostro territorio".

F.U.
Senza case, senza giornali e ora senza medico. Continuano a perdere i tasselli della normalità gli abitanti dell'entroterra, in questo caso di Ussita e Castelsantangelo sul Nera.
Dal sisma del 2016 che li ha strappati alla vita che amavano è stato un continuo lottare con le unghie e con i denti per provare a custodire quel poco che gli era rimasto, ma ora, a quasi quattro anni da quel giorno, sembra sempre più difficile andare avanti.
Continuano a perdere pezzi e, soprattutto motivi per restare, gli abitanti della montagna che dalla scorsa settimana non hanno il medico di base.
La dottoressa che riceveva a Ussita e Castelsantangelo, infatti, si è trasferita ad Urbisaglia ed essendo un Comune fuori dal distretto camerte, i suoi mutuati le sono stati cancellati d'ufficio.
Da un giorno all'altro, quindi, i cittadini che con tanti sacrifici hanno deciso di restare nei loro paesi si sono visti togliere anche un altro servizio, quello sanitario.
E' in scadenza in questo mese un bando dell'Asur per l'assegnazione di un altro medico per i due paesi, ma il timore che possa andare deserto è davvero forte da parte dei cittadini che si rendono conto di non essere molti e quindi poco "appetibili" in termini di convenienza per la scelta del medico di base.
A questo punto i cittadini potrebbero valutare la scelta del medico di Visso o uno dei tre che operano a Pieve Torina, ma nell'Italia dei paradossi, quanti più cittadini si sistemano ora con altri medici, tanti meno mutuati risultano da assegnare al nuovo medico per il quale non varrebbe davvero la pena prendere l'incarico.
Non è detto poi che l'Asur stessa, qualora il bando andasse deserto, possa valutare di chiedere al medico di Visso di fare ambulatorio anche a Ussita e Castello, ma il medico potrebbe comunque declinare l'invito.
Motivo di preoccupazione che si aggiunge tra i cittadini riguada anche la farmacia: l'attività, infatti, è aperta a Ussita e Castelsantangelo nei giorni in cui il medico che si è trasferito faceva ambulatorio. I cittadini temono ora che, non avendo più il medico, possano perdere anche il servizio della farmacia e quindi essere costretti a recarsi a Visso per acquistare i medicinali.

"E' una bvergogna - dice il sindaco di Castelsantangelo, Mauro Falcucci - , una offesa al popolo della montagna. Noi siamo qui, il medico si fa i due anni previsti dai contratti e poi va via. Questo è un modo per distruggere la montagna. Insieme al commissario straordinario di Ussita ci siamo subito attivati quando ci è giunta voce che il precedente medico di base aveva vinto un altro concorso e se ne sarebbe andata. Il 20 marzo scade il bando dell'Asur per l'assegnazione del nuovo medico. Noi attendiamo ma è in dubbio che per far sì che un medico rimangia in montagna bisogna trovare altre soluzioni. E' necessario che ci sia una copertura e una assistenza adeguata perchè la sanità è importante per tutti e i pazienti devono essere uguali in ogni parte d'Italia".



GS



Un'azione unitaria ed efficace per risolvere il problema della mancata distribuzione dei giornali nei comuni terremotati dell'entroterra. E' quanto si prefiggono di raggiungere i comuni di Ussita, Visso, Castelsantangelo sul Nera nei cui territori il servizio di fornitura di giornali è di fatto sospeso dalla data del sisma 2016. 
 Il rischio paventato dall'agenzia di distribuzione "Adriatica Press", è che il servizio di distribuzione di quotidiani e riviste non possa essere più assicurato anche per rivendite di giornali di altri comuni, quali Belforte del Chienti, Caldarola, Fiastra, Muccia, Pieve Torina, Serrapetrona, Serravalle di Chienti e Valfornace. Allo scopo di valutare azioni congiunte per scongiurare tale pericolo, una riunione è stata organizzata nella sala consiliare di Visso  per martedì prossimo  alle ore 16.30.
" Considerato il rischio che anche altre realtà, attualmente non interessate, debbano dover sopportare- spiega la vicesindaco di Visso Patrizia Serfaustini- abbiamo ritenuto opportuno incontrare i rispettivi primi cittadini per decidere insieme il da farsi. Vedremo insieme come poter risolvere questo problema che limita ingiustamente il diritto ad essere informati dei nostri cittadini. Una questione che nei nostri borghi perdura da troppo tempo e che, nonostante più tentativi e più azioni,  non ha finora trovato soluzione. Di strade ne abbiamo percorse tante coinvolgendo tutte le istituzioni, dalla Regione al Governo centrale.- conclude Patrizia Serfaustini- . Nel corso di questo incontro congiunto, ci auguriamo di riuscire a trovare tutti insieme un'ulteriore,speriamo efficace, via d'uscita".
c.c. 


La sospensione della fornitura di giornali che, con grave disagio per l’informazione dei cittadini ormai da dopo il sisma interessa i comuni di Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera potrebbe riguardare anche ad altri punti vendita dei comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Fiastra, Muccia, Pieve Torina, Serrapetrona, Serravalle di Chienti e Valfornace. E’ quanto ha comunicato il Commissario Straordinario di Ussita Giuseppe Fraticelli che nel tentativo di risolvere il problema che perdura ormai da oltre tre anni ha contattato l’agenzia “Adriatica Press” che si occupa della distribuzione di quotidiani e riviste sul territorio marchigiano e abruzzese. Le  difficoltà legate alla logistica della distribuzione , come noto hanno finora impedito al titolare del bar di Ussita di riprendere il servizio di vendita di riviste e giornali. A seguito dei contatti intercorsi  tra il Commissario e l'agenzia distributrice,  la "Adriatica Press" ha inviato una lettera alla Regione Marche, e per conoscenza a vari Comuni dell’entroterra maceratese. Nella lettera la società rappresenta le gravose perdite che deve sostenere per offrire il servizio di distribuzione delle riviste in tutto il territorio servito, perdite che, non può più affrontare.  Eil rischio concreto ipotizzato dalla Adriatica Press è la sospensione delle forniture giornaliere presso tantissimi altri punti vendita di Comuni situati nell’entroterra e ben più grandi di Ussita, quali appunto Belforte, Caldarola, Fiastra, Muccia, Pieve Torina, Serrapetrona, Serravalle di Chienti e Valfornace. La lettera della Adriatica Press è stata indirizzata alla Regione Marche per richiedere un interessamento a tale problematica, atto almeno a conservare il livello di distribuzione attuale. Nella nota diffusa dal comune di Ussita, il Commissario straordinario auspica che la Regione Marche prenda in seria considerazione i problemi sollevati, ipotizzando soluzioni che, oltre a garantire il mantenimento del livello attuale di distribuzione, possano, magari, anche incrementarlo, con la consegna dei giornali agli esercizi commerciali costretti a chiudere a seguito degli eventi sismici del 2016, ma che ora hanno riavviato la loro attività.
c.c.
Buone notizie per la rinascita degli impianti sciistici di Frontignano di Ussita. È datato il 14 febbraio scorso, infatti, l'atto che stabilisce l'approvazione, da parte del commissario straordinario Giuseppe Fraticelli, del progetto esecutivo per il ripristino delle seggiovie "Lo Schiancio-Le Saliere", "Pian dell'Arco" e "Belvedere".
Approvati anche il progetto esecutivo di ripristino della cabina elettrica di trasformazione per l'alimentazione delle seggiovie e quello che riguarda un tratto di acquedotto di alimentazione del rifugio "Le Saliere", a servizio delle due seggiovie.
L'importo totale dell'intervento che riguarda i lavori di ripristino funzionale delle seggiovie ammonterebbe a 318.304,61 euro; mentre per la
realizzazione del tratto di acquedotto la somma è stimata 177.745,90 euro e per la cabina di trasformazione sono necessari 160.419,80 euro.
Uno spiraglio di luce che arriva da un tunnel imboccato nel 2016, quando gli impianti di Frontignano sono stati resi inagibili dal sisma. Impianti che, in un centro gravemente colpito come quello di Ussita, potrebbero rappresentare una boccata di ossigeno per la ripresa economica e sociale del paese.

GS

Mirko Carota lo incontro nella sua SAE ad Ussita, dove vive con la moglie Violetta, tre figlie e un cane. Lui lavora fuori, a valle. In paese dopo il sisma le opportunità legate al lavoro, soprattutto nel turismo, sono ferme, come ferma, almeno nella percezione della gente, è la ricostruzione. Fermi gli impianti di risalita, fermo il palazzetto del ghiaccio, fiori all'occhiello di questa realtà. È preoccupato Mirko della situazione, quando vede intorno a sé famiglie che decidono di andare via perché lì non trovano la certezza di un futuro. Anche per sua moglie Violetta è difficile la vita quando hai tre figli da crescere senza una prospettiva di un lavoro anche part-time da poter fare. Quando mancano i servizi mancano anche le speranze di restare in modo dignitoso nel paese che ti ha accolto e che ti ha regalato ricordi stupendi. Nel villaggio Sae la vita scorre con la novità di un'area sociale aperta da poche settimane. Lì una parte della comunità si può riunire per stare insieme, per trascorrere del tempo. In paese la prossima primavera ci saranno le elezioni comunali. Mirko spera che da qui si potrà vedere una nuova ripartenza ed un nuovo slancio per Ussita. Ricorda il tempo della vita nei camping sulla costa e della sua difficoltà a risalire in paese. Per lui era troppo dura vederlo in quelle condizioni, "scoperchiato" dal sisma. Sapeva che il ritorno non sarebbe stato facile e che i problemi non sarebbero finiti una volta tornati.Così è stato. Non è tanto aspettare la ricostruzione della casa, quanto tutto quello che c’è intorno. Mirko e sua moglie si interrogano se restare, mentre le figlie crescono ed hanno bisogno di quelle cose naturali per un adolescente. Nonostante tutto si sono dati tempo per sperare e ci vogliono credere che le cose cambieranno, che le cose si aggiusteranno.

Barbara Olmai

L’intervista a Mirko Carota, andrà in onda nella Rubrica radiofonica “Ricostruire la speranza. Un viaggio nel cuore del sisma”, mercoledì alle ore 10,10 e alle ore 22,10 sulle frequenze di Radio C1 in Blu.

*La rubrica è possibile grazie al contributo di IIE Impianti Elettrici di Urbisaglia e Ticani srl engineering and construction di Visso.



"Sono stata presa in giro, i miei cittadini sono stati presi in giro. Ho confidato nella politica, e l’amarezza più grande è stato scoprire questo tradimento di nascosto, alle 23:40 del 31 dicembre 2019. Siamo arrivati ad aiutarci tra sindaci perché oggi è capitato a San Severino, ma domani potrà succedere anche agli altri. Non ci fermeremo fino al ritiro della determina 742 e finché non sarà ridata dignità ad un territorio già provato dal sisma e dalle tante difficoltà che lo caratterizzano". Con queste parole del sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, si potrebbe sintetizzare quanto emerso ieri sera al consiglio comunale urgente che si è svolto al Cinema Teatro Italia. Presenti tantissimi primi cittadini della provincia ma non solo, della montagna ma anche della costa. E fra questi, qualcuno lo ha detto: "Finalmente". Finalmente i sindaci hanno capito che è l'unione a fare la forza, che da soli non si va da nessuna parte perché in politica sono i numeri che contano specie in questo delicato momento in cui si avvicinano le elezioni regionali. La sanità è materia regionale, anche se l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, a cui sono stati riservati fischi e parole di malumore, ha affermato che "ci sono norme nazionali che dobbiamo rispettare altrimenti ci tagliano le risorse e ci commissariano. Non si può dare colpa alla Regione". Però esistono degli emendamenti alle norme nazionali e delle peculiarità per le zone montane in cui i parametri nazionali e le leggi fanno delle eccezioni. Sta di fatto che tutti i primi cittadini presenti (ma moltissimi altri non hanno potuto partecipare alla serata pur aderendo alla 'protesta' democratica messa in atto dalla Piermattei) hanno fortemente e fermamente criticato non solo la determina 742 che colpisce l'ospedale di San Severino, ma anche il piano sanitario regionale che passerà in consiglio regionale il 4 febbraio, definito "vuoto, inconsistente" e soprattutto, come ha ricordato il vicesindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, "privo dell'approvazione della Conferenza dei Sindaci che sarebbe prevista per legge"
Anche il direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, è stato fortemente criticato, in special modo dall'ex sindaco Manlio Rossi (tanto che il presidente del consiglio Sandro Granata ha dovuto richiedere l'intervento degli agenti della polizia locale per placare gli animi). Ha elencato tutti gli investimenti fatti fin ora a San Severino e non solo, i servizi attivati e affermato che "nulla cambia se una unità è definita semplice dipartimentale o solo semplice. Il modello organizzativo non ha nulla a che fare con i servizi e le prestazioni. La qualità la fa il medico, non il “grado” e su San Severino abbiamo investito circa 3milioni e 517mila euro". Però si è detta del tutto insoddisfatta il sindaco Piermattei che, in conclusione, ha ribattutto: "Non siamo mica stupidi, conosciamo la differenza fra unità semplice dipartimentale e unità semplice. Ci dovete dire qual è il futuro del nostro ospedale senza prenderci in giro, siamo stati colpiti dal sisma quindi vogliamo i servizi per un territorio già martoriato e soprattutto non mi fermerò finché la 742 non sarà annullata". 
I Comuni che hanno aderito all'iniziativa del sindaco Piermattei sono: Apiro, Belforte, Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo, Castelraimondo, Castelsantangelo Sul Nera, Cessapalombo, Cingoli, Civitanova, Esanatoglia, Fiuminata, Fiastra, Gagliole, Matelica, Montecavallo, Muccia, Pieve Torina, Pioraco, Poggio San Vicino, Pollenza, Sefro, Sarnano, Serrapetrona, Serravalle del Chienti, Tolentino, Treia, Ussita, Valfornace, Visso, Fabriano, Arcevia, Genga, Frontone, Mergo, Sassoferrato, Serra San Quirico, Cupramontana, Pergola, Cagli.

(Sul prossimo numero di Appennino Camerte, in edicola giovedì, è previsto un servizio di approfondimento)

g.g. 


 




A tu per tu, intorno al camino, con Andrea Spaterna, il nuovo presidente del Parco nazionale dei Monti Sibillini.
E' questo l’invito dell’associazione Cosa accade se abitiamo (C.A.S.A.) per sabato prossimo alle 16.
L’appuntamento è nella sede dell’associazione a Frontignano di Ussita. "L’obiettivo - si legge in una nota dell'associazione - è quello di conoscere una delle figure chiave del territorio e avere la possibilità di poter condividere con il presidente le problematiche post sisma e le esigenze della popolazione, sviluppando in un dialogo informale sia le criticità che le opportunità di far parte di un territorio protetto. 
L’invito alla popolazione di Ussita è quello di portare le proprie domande e considerazioni sul territorio”.
Ancora una volta, il "porto di montagna" (così viene spesso definitita la C.A.S.A di Ussita), accende i riflettori su una realtà che rappresenta una spinta importante di rinascita e turismo per il territorio montano.

GS
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