A tu per tu, intorno al camino, con Andrea Spaterna, il nuovo presidente del Parco nazionale dei Monti Sibillini.
E' questo l’invito dell’associazione Cosa accade se abitiamo (C.A.S.A.) per sabato prossimo alle 16.
L’appuntamento è nella sede dell’associazione a Frontignano di Ussita. "L’obiettivo - si legge in una nota dell'associazione - è quello di conoscere una delle figure chiave del territorio e avere la possibilità di poter condividere con il presidente le problematiche post sisma e le esigenze della popolazione, sviluppando in un dialogo informale sia le criticità che le opportunità di far parte di un territorio protetto. L’invito alla popolazione di Ussita è quello di portare le proprie domande e considerazioni sul territorio”.
Ancora una volta, il "porto di montagna" (così viene spesso definitita la C.A.S.A di Ussita), accende i riflettori su una realtà che rappresenta una spinta importante di rinascita e turismo per il territorio montano.
GS
E' questo l’invito dell’associazione Cosa accade se abitiamo (C.A.S.A.) per sabato prossimo alle 16.
L’appuntamento è nella sede dell’associazione a Frontignano di Ussita. "L’obiettivo - si legge in una nota dell'associazione - è quello di conoscere una delle figure chiave del territorio e avere la possibilità di poter condividere con il presidente le problematiche post sisma e le esigenze della popolazione, sviluppando in un dialogo informale sia le criticità che le opportunità di far parte di un territorio protetto. L’invito alla popolazione di Ussita è quello di portare le proprie domande e considerazioni sul territorio”.
Ancora una volta, il "porto di montagna" (così viene spesso definitita la C.A.S.A di Ussita), accende i riflettori su una realtà che rappresenta una spinta importante di rinascita e turismo per il territorio montano.
GS
“Un quarto del Territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini non ha una rappresentanza nel Consiglio Direttivo dell’Ente – Meglio fuori dal Parco”. E' quanto denuncia Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera. Questione che ha tenuto ad evidenziare anche nel corso della recente seduta Consiliare, sottolineando che la mancanza di rappresentanza di un esponente dei comuni di Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso in seno al Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è dovuta a mere questioni politiche che hanno ingenerato l'ingiusta esclusione, nonostante gli stessi comuni detengano il 25% del territorio costituente il Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
"Dalla data di costituzione dell’Ente Parco, avvenuta con D.P.R. 6/8/1993- evidenzia la nota del primo cittadino -, la Comunità del Parco ha sempre di fatto e attuato il cd. “voto ponderato”, cioè ha riservato quell’oggettiva attenzione che devono avere i Sindaci di quelle popolazioni che si vedono completamente inserite nel perimetro del Parco. È importante rilevare che il 100% del territorio che compone Castelsantangelo sul Nera e Ussita ricade completamente nel Parco, oltretutto -prosegue Mauro Falcucci- gli stessi vantano la presenza del Centro Faunistico (introduzione del Cervo e del lupo Appenninico), dell’Ecomuseo, del CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici), del Centro del Camoscio Appenninico sul Monte Bove e, infine, la Sede dell’Ente si trova a Visso".
Nell’occasione dell'ultima seduta della Comunità del Parco tenutasi il 13.10.2019, il sindaco di Castelsantangelo fa osservare che si è proceduto a nominare il Presidente e Vice Presidente dell’organo, oltre che alle elezioni dei quattro componenti del Consiglio Direttivo, senza che si avesse nomina alcuna di rappresentanti dei 3 Comuni dell’Alto Nera e, nonostante Falcucci abbia proposto di candidare il rappresentante del Comune di Visso. all’interno del Consiglio Direttivo. La rappresentanza peraltro, risulta essere stata sempre garantita sin dall’istituzione del Parco (1993)e, quantomeno fino alle dimissioni del Sindaco di Ussita che ricopriva il ruolo di Vice Presidente del Parco.
"È innegabile affermare che il PNMS rivesta un ruolo preminente per la rinascita dei territori colpiti dal sisma e pertanto -continua Falcucci- la presenza, in seno al Consiglio dell’Ente di un rappresentante di questo particolare territorio e che conosca tali dinamiche, è di per se irrinunciabile, ai fini di proporre e promuovere le iniziative più funzionali alla rinascita/crescita del territorio e riservando quella particolare attenzione per i territori che tra l'altro sono completamente compresi in Area Protetta.
Di fronte all’incomprensibile prevaricazione che si è manifestata attraverso l’elezione quali Componenti del Consiglio Direttivo del Parco, dei Rappresentati di Comuni con percentuali di territorio nel Parco pari allo 0,29% Comune di Pieve Torina), al 2,91% (Comune di Cessapalombo) e al 7,33% (Comune di Montefortino), ad eccezione del 21,27% del Comune di Norcia (PG)- rileva la nota- il Consiglio Comunale di Castelsantangelo sul Nera nella seduta del 28/11/2019, sentita la relazione del Sindaco Falcucci e sulla scorta del conseguente dibattito, ha approvato una Delibera con la quale si dà ampio mandato al Sindaco, al fine di attivare tutte le iniziative che si renderanno necessarie per ristabilire quell’equilibrio di rappresentanza sempre esistito che viene ritenuto essenziale per rimanere nel Parco".
In data 19/12/2019, il Sindaco Falcucci ha scritto una lettera al Presidente della Comunità del Parco, allegando la relativa Delibera Consiliare, coinvolgendo della delicata questione anche il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Nella lettera, indirizzata anche al Presidente dell’Ente Parco Monti Sibillini, al Presidente della Giunta Regionale Marche, all’Assessore Regionale all’Ambiente Marche, al Commissario Straordinario di Ussita e al Sindaco di Visso, si chiede di volere nuovamente sottoporre all'attenzione della Comunità del Parco le questioni e ragioni appena dette, "affinché si possa ristabilire quell’equilibrio e quelle attenzioni che sono state da sempre riservate a quei territori che hanno necessità e “diritto” di vedere rappresentate le esigenze di una popolazione che ha dato molto e che deve,in “forma diretta”, poter esprimere il proprio contributo". Al Ministro Costa si è inoltre cortesemente richiesto di attendere un ulteriore pronunciamento della Comunità del Parco, prima di Decretare le nomine dei nuovi Componenti il Consiglio Direttivo del PNMS.
Nel dire che l'ammnistrazione comunale di Castelsantangelo non può più sottacere il disagio provato, l'auspicio di Mauro Falcucci è che venga ristabilita la giusta e corretta rappresentanza in seno al Consiglio Direttivo.
" In caso contrario- conclude il Sindaco- non potremo che attivare le iniziative deliberate dal Consiglio comunale, ivi inclusa la richiesta di uscire dal perimetro del Parco, considerato anche che l’eventuale enclave che si verrebbe a realizzare, libera da vincoli, non nuocerebbe assolutamente alle qualità ambientali e al rilevante valore della endemica biodiversità, e quindi al complessivo valore naturalistico dell’intera Area Protetta"
C.C.
**** servizio di approfondimento nel prossimo numero di Appennino Camerte.
"Dalla data di costituzione dell’Ente Parco, avvenuta con D.P.R. 6/8/1993- evidenzia la nota del primo cittadino -, la Comunità del Parco ha sempre di fatto e attuato il cd. “voto ponderato”, cioè ha riservato quell’oggettiva attenzione che devono avere i Sindaci di quelle popolazioni che si vedono completamente inserite nel perimetro del Parco. È importante rilevare che il 100% del territorio che compone Castelsantangelo sul Nera e Ussita ricade completamente nel Parco, oltretutto -prosegue Mauro Falcucci- gli stessi vantano la presenza del Centro Faunistico (introduzione del Cervo e del lupo Appenninico), dell’Ecomuseo, del CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici), del Centro del Camoscio Appenninico sul Monte Bove e, infine, la Sede dell’Ente si trova a Visso".
Nell’occasione dell'ultima seduta della Comunità del Parco tenutasi il 13.10.2019, il sindaco di Castelsantangelo fa osservare che si è proceduto a nominare il Presidente e Vice Presidente dell’organo, oltre che alle elezioni dei quattro componenti del Consiglio Direttivo, senza che si avesse nomina alcuna di rappresentanti dei 3 Comuni dell’Alto Nera e, nonostante Falcucci abbia proposto di candidare il rappresentante del Comune di Visso. all’interno del Consiglio Direttivo. La rappresentanza peraltro, risulta essere stata sempre garantita sin dall’istituzione del Parco (1993)e, quantomeno fino alle dimissioni del Sindaco di Ussita che ricopriva il ruolo di Vice Presidente del Parco.
"È innegabile affermare che il PNMS rivesta un ruolo preminente per la rinascita dei territori colpiti dal sisma e pertanto -continua Falcucci- la presenza, in seno al Consiglio dell’Ente di un rappresentante di questo particolare territorio e che conosca tali dinamiche, è di per se irrinunciabile, ai fini di proporre e promuovere le iniziative più funzionali alla rinascita/crescita del territorio e riservando quella particolare attenzione per i territori che tra l'altro sono completamente compresi in Area Protetta.
Di fronte all’incomprensibile prevaricazione che si è manifestata attraverso l’elezione quali Componenti del Consiglio Direttivo del Parco, dei Rappresentati di Comuni con percentuali di territorio nel Parco pari allo 0,29% Comune di Pieve Torina), al 2,91% (Comune di Cessapalombo) e al 7,33% (Comune di Montefortino), ad eccezione del 21,27% del Comune di Norcia (PG)- rileva la nota- il Consiglio Comunale di Castelsantangelo sul Nera nella seduta del 28/11/2019, sentita la relazione del Sindaco Falcucci e sulla scorta del conseguente dibattito, ha approvato una Delibera con la quale si dà ampio mandato al Sindaco, al fine di attivare tutte le iniziative che si renderanno necessarie per ristabilire quell’equilibrio di rappresentanza sempre esistito che viene ritenuto essenziale per rimanere nel Parco".
In data 19/12/2019, il Sindaco Falcucci ha scritto una lettera al Presidente della Comunità del Parco, allegando la relativa Delibera Consiliare, coinvolgendo della delicata questione anche il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Nella lettera, indirizzata anche al Presidente dell’Ente Parco Monti Sibillini, al Presidente della Giunta Regionale Marche, all’Assessore Regionale all’Ambiente Marche, al Commissario Straordinario di Ussita e al Sindaco di Visso, si chiede di volere nuovamente sottoporre all'attenzione della Comunità del Parco le questioni e ragioni appena dette, "affinché si possa ristabilire quell’equilibrio e quelle attenzioni che sono state da sempre riservate a quei territori che hanno necessità e “diritto” di vedere rappresentate le esigenze di una popolazione che ha dato molto e che deve,in “forma diretta”, poter esprimere il proprio contributo". Al Ministro Costa si è inoltre cortesemente richiesto di attendere un ulteriore pronunciamento della Comunità del Parco, prima di Decretare le nomine dei nuovi Componenti il Consiglio Direttivo del PNMS.
Nel dire che l'ammnistrazione comunale di Castelsantangelo non può più sottacere il disagio provato, l'auspicio di Mauro Falcucci è che venga ristabilita la giusta e corretta rappresentanza in seno al Consiglio Direttivo.
" In caso contrario- conclude il Sindaco- non potremo che attivare le iniziative deliberate dal Consiglio comunale, ivi inclusa la richiesta di uscire dal perimetro del Parco, considerato anche che l’eventuale enclave che si verrebbe a realizzare, libera da vincoli, non nuocerebbe assolutamente alle qualità ambientali e al rilevante valore della endemica biodiversità, e quindi al complessivo valore naturalistico dell’intera Area Protetta"
C.C.
**** servizio di approfondimento nel prossimo numero di Appennino Camerte.
Ha mantenuto la promessa fatta Peppe Lu Mattu, autore della trasformazione del gioco da tavola Monopoli in Maceropoli, con i chiari riferimenti al sisma e alla ricostruzione.
Il primo giorno del 2020, infatti, Ussita ospiterà la prima giornata di "gioco antisismico" come lui stesso lo ha definito.
Peppe Lu Mattu, nome di fantasia di un vero personaggio che dopo il sisma ha creato questo profilo Facebook con fatti ed aneddoti legati a Castello, Ussita e Visso, ci aveva confidato l'intenzione di fare un vero e proprio torneo con il gioco da tavola più amato a cui lui aveva cambiato luoghi, imprevisti e probabilità. Così è stato: un gioco che ha cambiato nome e che è nato per tenere accesi i riflettori sui territori del sisma, ora riscopre anche il suo valore sociale, quello di far stare insieme le persone che negli ultimi tre anni vivono nelle Sae e nei paesi del cratere.
Accanto a Maceropoli, Peppe Lu Mattu ha dato vita anche a Mercalli in fiera, sempre riferendosi ad un altro famoso gioco da tavola e cambiando, anche in questo caso, i nomi ai fatti e ai personaggi.
L'appuntamento, quindi, al quale Peppe Lu Mattu sta lavorando da settimane, ha trovato l'appoggio delle Pro Loco di Castello, Ussita e Visso e si svolgerà nella nuova struttura sociale di Ussita dalle ore 15 del primo gennaio.
Peppe Lu Mattu ha preannunciato "premi per grandi e bambini - come ha scritto sulla sua pagina Facebook, ma carbone per la Regione.
Uscite da ste SAE - l'invito del personaggio misterioso ma tanto amato - e venite a giocare. Sarà un bel momento di coesione".
GS
Il primo giorno del 2020, infatti, Ussita ospiterà la prima giornata di "gioco antisismico" come lui stesso lo ha definito.
Peppe Lu Mattu, nome di fantasia di un vero personaggio che dopo il sisma ha creato questo profilo Facebook con fatti ed aneddoti legati a Castello, Ussita e Visso, ci aveva confidato l'intenzione di fare un vero e proprio torneo con il gioco da tavola più amato a cui lui aveva cambiato luoghi, imprevisti e probabilità. Così è stato: un gioco che ha cambiato nome e che è nato per tenere accesi i riflettori sui territori del sisma, ora riscopre anche il suo valore sociale, quello di far stare insieme le persone che negli ultimi tre anni vivono nelle Sae e nei paesi del cratere.
Accanto a Maceropoli, Peppe Lu Mattu ha dato vita anche a Mercalli in fiera, sempre riferendosi ad un altro famoso gioco da tavola e cambiando, anche in questo caso, i nomi ai fatti e ai personaggi.
L'appuntamento, quindi, al quale Peppe Lu Mattu sta lavorando da settimane, ha trovato l'appoggio delle Pro Loco di Castello, Ussita e Visso e si svolgerà nella nuova struttura sociale di Ussita dalle ore 15 del primo gennaio.
Peppe Lu Mattu ha preannunciato "premi per grandi e bambini - come ha scritto sulla sua pagina Facebook, ma carbone per la Regione.
Uscite da ste SAE - l'invito del personaggio misterioso ma tanto amato - e venite a giocare. Sarà un bel momento di coesione".
GS
Preoccupazione riguardo ai tempi necessari per poter usufruire del comprensorio sciistico di Frontignano di Ussita è stata espressa dall'Associazione Pro Frontignano attraverso una lettera aperta diffusa tramite la stampa. In essa il direttivo dell'associazione mette in evidenza come a fronte di finanziamenti già concessi per i 15 interventi necessari al ripristino della piena efficenza dell'impianto soltanto uno di essi è in fase di progettazione esecutiva, 3 sono nella fase dello studio di fattibilità e per gli altri 11 non è stata avviata ancora alcuna procedura.
Di seguito il testo della lettera:
Dall’analisi dell’archivio documentale di pubblico accesso del Comune di Ussita si apprende che:
Con questa lettera aperta ci rivolgiamo principalmente al Comune di Ussita, in quanto soggetto attuatore degli interventi descritti, ma anche agli altri soggetti direttamente coinvolti nelle decisioni relative alla ricostruzione degli impianti a fune di Frontignano. Scriviamo a nome delle centinaia di nostri associati, oltre che di migliaia di utenti abituali, con i quali manteniamo contatti attraverso vari canali.
Di fronte agli inspiegabili ritardi descritti, nella comunità c’è fortissima preoccupazione in merito ai tempi che potrebbero essere necessari per poter tornare nuovamente a fruire del comprensorio sciistico nella sua interezza.
In particolare, dai comunicati del Comune di Ussita emerge che oggi si stia lavorando principalmente alla rifunzionalizzazione degli impianti del settore cosiddetto “delle Saliere”, mentre nessuna ipotesi è stata mai avanzata pubblicamente in merito alle sorti o tempistiche di riavvio degli impianti del settore “del Canalone”, quest’ultimo certamente importante grazie alla sua altitudine, e unanimemente riconosciuto come l’elemento che distingue Frontignano da tutte gli altri centri sciistici della regione.
Comprendiamo la complessità della progettazione della ricostruzione del settore “del Canalone”, dovuta a maggiore obsolescenza infrastrutturale, ci auguriamo perciò che un tavolo su questo tema sia stato già aperto.
Gli impianti e le infrastrutture del settore “del Canalone” sono tutti contemplati dallo stanziamento sopra menzionato, e sono stati oggetto di uno studio di fattibilità che dettaglia i singoli interventi e le relative stime economiche, dalle quali risulta una copertura pressoché totale.
Non comprendiamo perché, a distanza di oltre due anni dalla data nella quale i fondi furono messi a disposizione, non siano state avviate nemmeno le fasi preliminari alla partenza della progettazione esecutiva per la rifunzionalizzazione del settore “del Canalone”, che è parte di assoluto rilievo nella stazione turistica di Frontignano.
Invitiamo i responsabili della ricostruzione della stazione turistica di Frontignano, e gli altri soggetti coinvolti, a sedersi urgentemente ad un tavolo, con reale volontà di convergenza verso un obiettivo condiviso: porre le basi per l’avvio della progettazione esecutiva relativa alla rifunzionalizzazione del settore “del Canalone".
Ringraziando anticipatamente per l’attenzione che vorrete dedicare alla nostra richiesta, cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.
Di seguito il testo della lettera:
Dall’analisi dell’archivio documentale di pubblico accesso del Comune di Ussita si apprende che:
- la Regione Marche, già dal 2017, ha messo disposizione del Comune di Ussita uno stanziamento di oltre 8 milioni di Euro, finalizzato alla completa ricostruzione della stazione sciistica di Frontignano di Ussita;
- ad esso si aggiunge la disponibilità di un atro finanziamento pari a 490.000 Euro , che risale al 21 luglio 2016, per la realizzazione di tre piste di collegamento tra i due settori della stazione (Saliere e Canalone), opera di grande importanza ed attesa da decenni;
- tutti gli interventi sopra citati sono imputati all’anno 2019 nel piano pluriennale delle opere pubbliche del Comune di Ussita;
- ad oggi nessun cantiere riconducibile agli interventi sopra citati descritti risulta aperto;
- solamente uno di quindici interventi in programma è in fase avanzata di progettazione esecutiva (rifunzionalizzazione degli impianti del settore Saliere), altri tre interventi (accessori al primo) sono alla fase di studio di pre-fattibilità, mentre per i rimanenti undici interventi sembra non esser stata avviata alcuna procedura.
Con questa lettera aperta ci rivolgiamo principalmente al Comune di Ussita, in quanto soggetto attuatore degli interventi descritti, ma anche agli altri soggetti direttamente coinvolti nelle decisioni relative alla ricostruzione degli impianti a fune di Frontignano. Scriviamo a nome delle centinaia di nostri associati, oltre che di migliaia di utenti abituali, con i quali manteniamo contatti attraverso vari canali.
Di fronte agli inspiegabili ritardi descritti, nella comunità c’è fortissima preoccupazione in merito ai tempi che potrebbero essere necessari per poter tornare nuovamente a fruire del comprensorio sciistico nella sua interezza.
In particolare, dai comunicati del Comune di Ussita emerge che oggi si stia lavorando principalmente alla rifunzionalizzazione degli impianti del settore cosiddetto “delle Saliere”, mentre nessuna ipotesi è stata mai avanzata pubblicamente in merito alle sorti o tempistiche di riavvio degli impianti del settore “del Canalone”, quest’ultimo certamente importante grazie alla sua altitudine, e unanimemente riconosciuto come l’elemento che distingue Frontignano da tutte gli altri centri sciistici della regione.
Comprendiamo la complessità della progettazione della ricostruzione del settore “del Canalone”, dovuta a maggiore obsolescenza infrastrutturale, ci auguriamo perciò che un tavolo su questo tema sia stato già aperto.
Gli impianti e le infrastrutture del settore “del Canalone” sono tutti contemplati dallo stanziamento sopra menzionato, e sono stati oggetto di uno studio di fattibilità che dettaglia i singoli interventi e le relative stime economiche, dalle quali risulta una copertura pressoché totale.
Non comprendiamo perché, a distanza di oltre due anni dalla data nella quale i fondi furono messi a disposizione, non siano state avviate nemmeno le fasi preliminari alla partenza della progettazione esecutiva per la rifunzionalizzazione del settore “del Canalone”, che è parte di assoluto rilievo nella stazione turistica di Frontignano.
Invitiamo i responsabili della ricostruzione della stazione turistica di Frontignano, e gli altri soggetti coinvolti, a sedersi urgentemente ad un tavolo, con reale volontà di convergenza verso un obiettivo condiviso: porre le basi per l’avvio della progettazione esecutiva relativa alla rifunzionalizzazione del settore “del Canalone".
Ringraziando anticipatamente per l’attenzione che vorrete dedicare alla nostra richiesta, cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.
Arriva lontano il progetto CASA, acronimo di Cosa Accade Se Abitiamo, che è tra i finalisti del Premio Luisa Minazzi a Casale Monferrato.
Il progetto nato a Frontignano di Ussita, una frazione a 1.350 metri nel cuore del Parco dei Monti Sibillini prende vita in uno spazio che ospita residenze creative per affiancare alla ricostruzione materiale una immateriale, identitaria, culturale. Ad animare lo spazio è un’associazione fondata da alcuni ragazzi che proprio tre anni fa su questo territorio si sono incontrati e ritrovati (Chiara, Patrizia, Roberto, Christian, Marta, Federica e Mauro). L’obiettivo? Creare un punto di vicinanza, supporto e condivisione di quotidianità con la popolazione residente ma anche per coloro che vogliano contribuire alla ripresa di un Appennino ferito ma presente, tramite progetti di sviluppo, condivisione di conoscenze e produzioni artistiche. Un centro culturale, insomma, all’insegna anche del turismo responsabile e della sostenibilità ambientale, finanziato sia dagli organizzatori, sia grazie a libere donazioni di chi lo attraversa.
Il progetto nato a Frontignano di Ussita, una frazione a 1.350 metri nel cuore del Parco dei Monti Sibillini prende vita in uno spazio che ospita residenze creative per affiancare alla ricostruzione materiale una immateriale, identitaria, culturale. Ad animare lo spazio è un’associazione fondata da alcuni ragazzi che proprio tre anni fa su questo territorio si sono incontrati e ritrovati (Chiara, Patrizia, Roberto, Christian, Marta, Federica e Mauro). L’obiettivo? Creare un punto di vicinanza, supporto e condivisione di quotidianità con la popolazione residente ma anche per coloro che vogliano contribuire alla ripresa di un Appennino ferito ma presente, tramite progetti di sviluppo, condivisione di conoscenze e produzioni artistiche. Un centro culturale, insomma, all’insegna anche del turismo responsabile e della sostenibilità ambientale, finanziato sia dagli organizzatori, sia grazie a libere donazioni di chi lo attraversa.
Etica, rispetto e tutela dei diritti, solidarietà: sono soltanto alcuni dei valori su cui si fonda l'impegno civile e che da domenica 1 a venerdì 6 dicembre troveranno spazio a Casale Monferrato (AL) durante la terza edizione del Festival della Virtù Civica, che avrà il suo momento conclusivo nell’ormai tradizionale cerimonia di consegna del Premio “Luisa Minazzi - Ambientalista dell’anno”.
Il Festival nasce infatti nel 2017 per valorizzare la presenza a Casale Monferrato degli otto candidati al Premio, chiamandoli a condividere le loro storie ed esperienze unitamente a quelle di altri significativi esempi di impegno civile.
Gli otto finalisti che il Comitato organizzatore ha selezionato per l'edizione 2019, sulla base delle segnalazioni inviate dalla Giuria preliminare, raccontano l'Italia migliore, quella che non ha paura di cambiare e di impegnarsi, perché sa che la posta in palio è la più importante: il futuro.
I candidati 2019 al Premio – le cui votazioni si sono concluse nella giornata del 24 novembre – sono Margherita Eufemi, docente presso il Dipartimento di Scienze Biochimiche della Sapienza di Roma, che ha studiato con il suo gruppo di ricerca i rischi di neoplasie nella valle del Sacco, in Ciociaria, collegati al Lindano, un insetticida da anni bandito; lo spazio C.a.s.a., che a Frontignano di Ussita, zona terremotata nel cuore del Parco dei Monti Sibillini, ha dato vita ad una residenza creativa che punta a ricostruire le radici identitarie;
Agitu Ideo Gudeta, che dalla natia Etiopia, dove ha affrontato una battaglia contro il land grabbing rischiando l'arresto, è giunta in Trentino e ha fondato una azienda agricola dove alleva, nonostante le difficoltà, splendide capre Mochena altrimenti destinate all'estinzione; Gerlando Iorio, che come incaricato del Ministro dell’Interno sta operando per contrastare i roghi dei rifiuti in Campania; Stefano Liberti, giornalista d'inchiesta e documentarista che con i suoi lavori lotta per risvegliare la consapevolezza dei cittadini; Franco Lorenzoni,
pedagogista ed insegnante che con la Casa laboratorio di Cenci, da lui fondata, ha creato un modello educativo centrato sul dialogo fra le generazioni; i soci della Cartiera Pirinoli di Roccavione, nel Cuneese, che da lavoratori licenziati a seguito di un fallimento, si sono riuniti in una cooperativa orientandola verso l’economia circolare; Paola Francesca Rivaro, “la signora dei ghiacci”, che combatte in difesa del clima grazie anche alla ricerca compiuta in otto diverse spedizioni in Antartide, nel Mare di Ross.
GS
Il Festival nasce infatti nel 2017 per valorizzare la presenza a Casale Monferrato degli otto candidati al Premio, chiamandoli a condividere le loro storie ed esperienze unitamente a quelle di altri significativi esempi di impegno civile.
Gli otto finalisti che il Comitato organizzatore ha selezionato per l'edizione 2019, sulla base delle segnalazioni inviate dalla Giuria preliminare, raccontano l'Italia migliore, quella che non ha paura di cambiare e di impegnarsi, perché sa che la posta in palio è la più importante: il futuro.
I candidati 2019 al Premio – le cui votazioni si sono concluse nella giornata del 24 novembre – sono Margherita Eufemi, docente presso il Dipartimento di Scienze Biochimiche della Sapienza di Roma, che ha studiato con il suo gruppo di ricerca i rischi di neoplasie nella valle del Sacco, in Ciociaria, collegati al Lindano, un insetticida da anni bandito; lo spazio C.a.s.a., che a Frontignano di Ussita, zona terremotata nel cuore del Parco dei Monti Sibillini, ha dato vita ad una residenza creativa che punta a ricostruire le radici identitarie;
Agitu Ideo Gudeta, che dalla natia Etiopia, dove ha affrontato una battaglia contro il land grabbing rischiando l'arresto, è giunta in Trentino e ha fondato una azienda agricola dove alleva, nonostante le difficoltà, splendide capre Mochena altrimenti destinate all'estinzione; Gerlando Iorio, che come incaricato del Ministro dell’Interno sta operando per contrastare i roghi dei rifiuti in Campania; Stefano Liberti, giornalista d'inchiesta e documentarista che con i suoi lavori lotta per risvegliare la consapevolezza dei cittadini; Franco Lorenzoni,
pedagogista ed insegnante che con la Casa laboratorio di Cenci, da lui fondata, ha creato un modello educativo centrato sul dialogo fra le generazioni; i soci della Cartiera Pirinoli di Roccavione, nel Cuneese, che da lavoratori licenziati a seguito di un fallimento, si sono riuniti in una cooperativa orientandola verso l’economia circolare; Paola Francesca Rivaro, “la signora dei ghiacci”, che combatte in difesa del clima grazie anche alla ricerca compiuta in otto diverse spedizioni in Antartide, nel Mare di Ross.
GS
Il gioco da tavola più amato e conosciuto da grandi e piccini cambia nomi, luoghi, probabilità ed imprevisti. Il Monopoli diventaMaceropoli e lo fa con lo scopo di tenere accesi i riflettori sulle zone terremotate, ma dare anche una mano alla raccolta fondi per l’entroterra colpito dal sisma.
Un’idea, quella del Maceropoli, che arriva proprio da Ussita, Visso e Castello, in particolare da “Peppe lu Mattu”, quel personaggio nato per caso sul web di cui non si conosce la vera identità.
Uno pseudonimo nato per gioco che, creando un account Facebook, ha deciso di diventare una sorta di Pasquino maceratese che fa il dispettoso e rompe le uova nel paniere a tutti.
“L’obiettivo - ci confida - quello di tenere accesi i riflettori su un territorio devastato e abbandonato. Maceropoli è nato come un gioco - spiega Peppe lu Mattu nel dialetto che lo contraddistingue - ho iniziato a giocarci, poi pensandoci, avendo ripreso le stesse logiche del Monopoli, vorrei capire se è possibile stamparlo e commercializzarlo per recuperare fondi e fare donazioni per questi luoghi”.

Gli imprevisti, le probabilità, fanno riferimento a situazioni specifiche del luogo e della regione e se da un lato, di primo acchitto, possono far sorridere, dall’altro fanno riflettere su quanto lunghe e mai rispettate siano state le promesse degli ultimi tre anni.


Ma la gente di montagna, come Peppe lu Mattu, dimostra ancora una volta che basta rimboccarsi le maniche per andare avanti. Così, se durante l’anno lo si fa con il lavoro, in vista delle feste il personaggio misterioso delle zone di Ussita, Visso o Castello propone di farlo in maniera divertente, con un gioco che potrebbe dar vita ad Ussita ad un torneo di Maceropoli per la raccolta fondi.
Ora che lo abbiamo trovato, sicuramente continueremo a tenervi informati sull’iniziativa a scopo benefico di Peppe lu mattu.
Giulia Sancricca

Un’idea, quella del Maceropoli, che arriva proprio da Ussita, Visso e Castello, in particolare da “Peppe lu Mattu”, quel personaggio nato per caso sul web di cui non si conosce la vera identità.
Uno pseudonimo nato per gioco che, creando un account Facebook, ha deciso di diventare una sorta di Pasquino maceratese che fa il dispettoso e rompe le uova nel paniere a tutti.
“L’obiettivo - ci confida - quello di tenere accesi i riflettori su un territorio devastato e abbandonato. Maceropoli è nato come un gioco - spiega Peppe lu Mattu nel dialetto che lo contraddistingue - ho iniziato a giocarci, poi pensandoci, avendo ripreso le stesse logiche del Monopoli, vorrei capire se è possibile stamparlo e commercializzarlo per recuperare fondi e fare donazioni per questi luoghi”.

Gli imprevisti, le probabilità, fanno riferimento a situazioni specifiche del luogo e della regione e se da un lato, di primo acchitto, possono far sorridere, dall’altro fanno riflettere su quanto lunghe e mai rispettate siano state le promesse degli ultimi tre anni.


Ma la gente di montagna, come Peppe lu Mattu, dimostra ancora una volta che basta rimboccarsi le maniche per andare avanti. Così, se durante l’anno lo si fa con il lavoro, in vista delle feste il personaggio misterioso delle zone di Ussita, Visso o Castello propone di farlo in maniera divertente, con un gioco che potrebbe dar vita ad Ussita ad un torneo di Maceropoli per la raccolta fondi.
Ora che lo abbiamo trovato, sicuramente continueremo a tenervi informati sull’iniziativa a scopo benefico di Peppe lu mattu.
Giulia Sancricca

Ussita piange la testimone di una civiltà sparita. All’età di 94 anni se ne è andata “Mariannetta”, così tutti chiamavano Marianna Silvestri vedova Falconetti, un’istituzione della frazione di Vallestretta, agglomerato di case che si trova proprio nella parte terminale di una stretta e lunga valle, a circa 750 metri di altitudine. Un esempio per tutta la comunità ussitana quella donna minuta e piena di energia, testimone di un attaccamento viscerale alla sua terra. Da quella zona impervia sotto le pendici del monte Careschio, insieme al marito ha condotto una vita interamente dedicata al lavoro nei campi e all’allevamento dei bovini. Rimasta vedova una quindicina di anni fa, non si era mai spostata da quella casa circondata da boschi, continuando a portare avanti l’orto e l’allevamento degli animali, aiutata dal figlio Tonino Falconetti, dipendente comunale e responsabile degli impianti di Frontignano di Ussita. Solo il terremoto l’aveva costretta ad andarsene. Dotata di un carattere affabile e gioviale, ospite insieme al figlio delle strutture ricettive della costa, nonostante gli acciacchi della vecchiaia, con la sua capacità di sdrammatizzare e con il suo sorriso ha continuato a trasmettere forza e serenità a tutti. Lo stesso ha continuato a fare, finché le condizioni di salute glielo hanno permesso, anche una volta ritornata a vivere nell’area sae sotto il monte Bove, seguita dalle premurose cure del figlio.
A Casetta Ruggeri vicino all’area commerciale, oggi alle 12.00 l’ultimo saluto di Ussita ad una piccola grande donna, simbolo del coraggio e della tenacia della gente di montagna.
cc
A Casetta Ruggeri vicino all’area commerciale, oggi alle 12.00 l’ultimo saluto di Ussita ad una piccola grande donna, simbolo del coraggio e della tenacia della gente di montagna.
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Retorico dire che non dimenticheremo mai la scossa che esattamente tre anni fa ha cambiato la vita di tutto il Centro Italia. Diverso, invece, soffermarsi a pensare che spesso ricordiamo perfettamente cosa stavamo facendo quando abbiamo ricevuto una notizia importante. La stessa sensazione arriva quando si torna indietro con la memoria a quella mattina del 30 ottobre 2016. E’ forse quello infatti, per alcuni, l’ultimo ricordo di ciò che stavano vivendo nella casa che hanno dovuto abbandonare in fretta e furia per la paura che arrivasse un boato più forte. Molte di queste persone sono rientrate nella loro abitazione solo con i vigili del fuoco, per mettere in una borsa gli affetti personali e nel cuore i ricordi di una vita.
Tutto è cambiato da quel giorno di tre anni fa. Le piazze che al calar della sera si erano svuotate come ogni giorno, in attesa che l’indomani la vita avesse ripreso il proprio ritmo abituale, attendono ancora che qualcuno torni a passeggiare tra quelle mura. Non sanno che, forse, molti di loro non torneranno. Perché in questi tre anni di attesa, in una delle regioni più longeve d’Italia e dove la media dell’età degli abitanti è molto alta, c’è anche chi ha lasciato questa terra senza mai mollare la speranza di ritornare nella propria casa. E’ così che il Paese delle belle arti, delle chiese e dei castelli da tre anni è ferito al cuore.

Castelsantangelo Sul Nera
Attraversare lo stivale da Nord fino alla punta è come camminare in un salotto dorato dove in mezzo si inciampa su cristalli rotti e mai raccolti. Tre anni di niente, si potrebbe dire. Dove le uniche iniziative prese sono arrivate dal basso, anzi da dentro. Dal cuore di chi ha raccolto i propri cristalli e ha aperto la propria anima alla resilienza. Quella parola su cui, dopo averne tanto sentito parlare, forse per disperazione, ci si è cullati fino ad oggi e si continuerà a farlo. Tre anni di attese, dove c’è chi ha rimodulato la propria vita, dove c’è chi attende tra le pareti di un container, consapevole che ci vorrà del tempo per tornare a vivere come prima, o forse, anche quando sarà possibile farlo, non ci saranno più le forze. O addirittura, facendo qualche calcolo rispetto al sisma del 1997, quando e se tutto sarà ricostruito, si avrà la paura di sprofondare di nuovo.

Camerino
Ma il dubbio che in questi anni si è fatto sempre più prepotente tra la gente forte di queste terre è sapere se chi governa questo Paese, tra una sfilata e l’altra nelle crepe più profonde, ha mai capito veramente cosa significhi cambiare vita, adattarsi a qualcosa che non ci si aspettava, attendere senza avere certezze, veder crollare la propria casa non per colpa del sisma, ma del tempo che scorre, quel tempo in cui non si è riusciti a far partire nemmeno le demolizioni ed i ricordi di una vita aspettano sotto le intemperie e il passare delle stagioni.
Giulia Sancricca

Visso

Ussita
Tutto è cambiato da quel giorno di tre anni fa. Le piazze che al calar della sera si erano svuotate come ogni giorno, in attesa che l’indomani la vita avesse ripreso il proprio ritmo abituale, attendono ancora che qualcuno torni a passeggiare tra quelle mura. Non sanno che, forse, molti di loro non torneranno. Perché in questi tre anni di attesa, in una delle regioni più longeve d’Italia e dove la media dell’età degli abitanti è molto alta, c’è anche chi ha lasciato questa terra senza mai mollare la speranza di ritornare nella propria casa. E’ così che il Paese delle belle arti, delle chiese e dei castelli da tre anni è ferito al cuore.

Castelsantangelo Sul Nera
Attraversare lo stivale da Nord fino alla punta è come camminare in un salotto dorato dove in mezzo si inciampa su cristalli rotti e mai raccolti. Tre anni di niente, si potrebbe dire. Dove le uniche iniziative prese sono arrivate dal basso, anzi da dentro. Dal cuore di chi ha raccolto i propri cristalli e ha aperto la propria anima alla resilienza. Quella parola su cui, dopo averne tanto sentito parlare, forse per disperazione, ci si è cullati fino ad oggi e si continuerà a farlo. Tre anni di attese, dove c’è chi ha rimodulato la propria vita, dove c’è chi attende tra le pareti di un container, consapevole che ci vorrà del tempo per tornare a vivere come prima, o forse, anche quando sarà possibile farlo, non ci saranno più le forze. O addirittura, facendo qualche calcolo rispetto al sisma del 1997, quando e se tutto sarà ricostruito, si avrà la paura di sprofondare di nuovo.

Camerino
Ma il dubbio che in questi anni si è fatto sempre più prepotente tra la gente forte di queste terre è sapere se chi governa questo Paese, tra una sfilata e l’altra nelle crepe più profonde, ha mai capito veramente cosa significhi cambiare vita, adattarsi a qualcosa che non ci si aspettava, attendere senza avere certezze, veder crollare la propria casa non per colpa del sisma, ma del tempo che scorre, quel tempo in cui non si è riusciti a far partire nemmeno le demolizioni ed i ricordi di una vita aspettano sotto le intemperie e il passare delle stagioni.
Giulia Sancricca

Visso

Ussita
Una grande emozione questa mattina ad Ussita per la riapertura dell'ufficio postale dopo tre anni dal sisma che distrusse gran parte del borgo dell'entroterra.
In un centro dove il senso di comunità era stato danneggiato con le stesse crepe delle abitazioni, ritrovare un punto di incontro come quello delle poste è sicuramente un raggio di sole che squarcia le nubi.
Presenti, al taglio del nastro, la direttrice provinciale di Poste Italiane Beatrice Bacchiocchi, il direttore del centro recapito di Camerino Antonio Montani, il direttore dell'ufficio postale di Ussita Marco Dialuce, Elisabetta Gasparri in rappresentanza del Commissario prefettizio, il maresciallo Lorenzo Librandi e il comandante della stazione dei carabinieri forestali, Giulio Burattini.
La nuova struttura è stata benedetta da don Gilberto Spurio.
Sono stati tre anni lunghi quelli dopo il sisma del 2016, in cui anche gli operatori di Poste Italiane hanno dovuto adattarsi al cambiamento come spiega il direttore Marco Dialuce. "Inizalmente siamo stati 8 mesi in camper - racconta - , poi nel container, ma gli spazi purtroppo erano angusti, non tanto per noi ma per i clienti. Le persone vengono in ufficio anche per relazionarsi. E' bello perchè a Ussita è uno spazio dove poter condividere qualcosa".

il momento della benedizione di don Gilberto Spurio
Un segnale importante anche secondo Elisabetta Gasparri, vice commissario di Ussita: "Penso che sia un segno di ritorno alla normalità - dice - . Questa è una realtà che ha bisogno di questi messaggi e di recuperare la quotidianità. L'ufficio postale e quindi la comunicazione potrebbe essere il giusto punto da cui partire".
La direttrice provinciale di Poste Italiane ricorda perfettamente le difficoltà attraversate nel corso degli anni dopo l'emergenza ed oggi dimostra la sua soddisfazione: "Un segno importante che vogliamo dare - dice - . C'è un sentimento particolare dentro di noi che è quello di una grande soddisfazione e vicinanza alle persone.
Tre anni sono stati lunghi, abbiamo cercato di lavorare per ricostruire, abbiamo cominciato da Ussita e pian piano arriveremo anche agli altri uffici. I colleghi hanno lavorato con tanta energia e passione, senza dimenticare l'importanza di essere vicini alle persone".
GS


Katia Domizi, Beatrice Bacchiocchi, Marco Dialuce, Elisabetta Gasparri

Marco Dialuce, Katia Domizi
In un centro dove il senso di comunità era stato danneggiato con le stesse crepe delle abitazioni, ritrovare un punto di incontro come quello delle poste è sicuramente un raggio di sole che squarcia le nubi.
Presenti, al taglio del nastro, la direttrice provinciale di Poste Italiane Beatrice Bacchiocchi, il direttore del centro recapito di Camerino Antonio Montani, il direttore dell'ufficio postale di Ussita Marco Dialuce, Elisabetta Gasparri in rappresentanza del Commissario prefettizio, il maresciallo Lorenzo Librandi e il comandante della stazione dei carabinieri forestali, Giulio Burattini.
La nuova struttura è stata benedetta da don Gilberto Spurio.
Sono stati tre anni lunghi quelli dopo il sisma del 2016, in cui anche gli operatori di Poste Italiane hanno dovuto adattarsi al cambiamento come spiega il direttore Marco Dialuce. "Inizalmente siamo stati 8 mesi in camper - racconta - , poi nel container, ma gli spazi purtroppo erano angusti, non tanto per noi ma per i clienti. Le persone vengono in ufficio anche per relazionarsi. E' bello perchè a Ussita è uno spazio dove poter condividere qualcosa".

il momento della benedizione di don Gilberto Spurio
Un segnale importante anche secondo Elisabetta Gasparri, vice commissario di Ussita: "Penso che sia un segno di ritorno alla normalità - dice - . Questa è una realtà che ha bisogno di questi messaggi e di recuperare la quotidianità. L'ufficio postale e quindi la comunicazione potrebbe essere il giusto punto da cui partire".
La direttrice provinciale di Poste Italiane ricorda perfettamente le difficoltà attraversate nel corso degli anni dopo l'emergenza ed oggi dimostra la sua soddisfazione: "Un segno importante che vogliamo dare - dice - . C'è un sentimento particolare dentro di noi che è quello di una grande soddisfazione e vicinanza alle persone.
Tre anni sono stati lunghi, abbiamo cercato di lavorare per ricostruire, abbiamo cominciato da Ussita e pian piano arriveremo anche agli altri uffici. I colleghi hanno lavorato con tanta energia e passione, senza dimenticare l'importanza di essere vicini alle persone".
GS
Katia Domizi, Beatrice Bacchiocchi, Marco Dialuce, Elisabetta Gasparri
Marco Dialuce, Katia Domizi
Promessa mantenuta. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che nei giorni scorsi aveva annunciato una visita nei Comuni del cratere, ha appena reso noto il suo arrivo previsto per domani a Ussita e Castelsantangelo sul Nera.
La decisione che aveva fatto discutere i sindaci dei Comuni più colpiti che, oltre alle visite, chiedono i fatti, è ormai stata confermata. L’augurio di Mauro Falcucci, primo cittadino di Castelsantangelo sul Nera è che “oltre ad onorarci della sua presenza, il premier Conte ci comunichi i tempi entro i quali avremo le risposte alle annose questioni che non vanno e che sono sotto gli occhi di tutti. Al presidente del consiglio vorremmo far vedere due cose: come siamo ridotti e come sono le Sae, che manifestano la volontà della popolazione di rimanere in questi luoghi. Tutti sanno che l’impianto normativo del terremoto è sbagliato e dove intervenire per cambiarlo. Ci dicano subito quando sarà emanato il primo provvedimento”.
La decisione che aveva fatto discutere i sindaci dei Comuni più colpiti che, oltre alle visite, chiedono i fatti, è ormai stata confermata. L’augurio di Mauro Falcucci, primo cittadino di Castelsantangelo sul Nera è che “oltre ad onorarci della sua presenza, il premier Conte ci comunichi i tempi entro i quali avremo le risposte alle annose questioni che non vanno e che sono sotto gli occhi di tutti. Al presidente del consiglio vorremmo far vedere due cose: come siamo ridotti e come sono le Sae, che manifestano la volontà della popolazione di rimanere in questi luoghi. Tutti sanno che l’impianto normativo del terremoto è sbagliato e dove intervenire per cambiarlo. Ci dicano subito quando sarà emanato il primo provvedimento”.
