“Alla luce delle informazioni più recenti posso affermare che finalmente per l’Itis Divini si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel e possiamo guardare al prossimo futuro con ottimismo. L’avanzamento dei lavori presso il cantiere dell’Istituto di San Severino Marche è evidente, si tratta di una bella notizia che condivido con piacere. Entro la prossima settimana, verrà completata l’asfaltatura delle aree esterne dove sorgeranno il parcheggio e un campo da basket (sul quale verrà posta un’apposita resina). A seguire, verranno installati i pali dell’illuminazione e le recinzioni di delimitazione sia del campo da basket, sia dell’intera proprietà dell’Itis”.

Lo afferma in una nota il Commissario Straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli

“Inoltre, entro la fine del mese di gennaio, la ditta impegnata nei lavori dovrebbe cominciare il montaggio delle strutture prefabbricate. Le travi del solaio sono già posizionate presso il cantiere e, dunque, a breve potranno essere installate. Poi, progressivamente, mano a mano che giungeranno gli ulteriori componenti prefabbricati (già ordinati) verranno i realizzati piani superiori del plesso prevedendo che, contemporaneamente al montaggio di travi, pilastri, e solai, si proceda anche all’inserimento dei pannelli dell’involucro. Ciò significa che mentre salirà la struttura portante della scuola, altrettanto avverrà per il rivestimento esterno. Il cambio di passo impresso alla ricostruzione sta dando i suoi frutti anche rispetto alla vicenda dell’Itis Divini, grazie all’approvazione nell’ottobre scorso della variante che ha consentito di riorganizzare i lavori e i costi dell’attività. La ricostruzione di questo polo di eccellenza ha attraversato vicende burocratiche estremamente complesse e momenti difficili ma, grazie al lavoro certosino che ho compiuto, possiamo guardare al futuro con ottimismo. Ora non dobbiamo abbassare la guardia e proseguire nei lavori, per portare gli studenti nella nuova struttura al più presto”.
Il Commissario Straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Guido Castelli ha firmato un decreto che trasferisce all’Ufficio speciale ricostruzione delle Marche 4,06 milioni di euro per l’avanzamento di due opere nel cuore del cratere maceratese, in particolare a Gualdo e Pieve Torina. Il decreto arriva in risposta alla necessità di far fronte all’aumento generalizzato dei prezzi che, altrimenti, avrebbe potuto determinare un rallentamento della ricostruzione pubblica.

L'aumento dei costi nel settore delle costruzioni rappresenta da tempo una sfida significativa per la ricostruzione - spiega il Commissario Castelli -. Questi fondi, destinati a progetti a Gualdo e Pieve Torina, sono fondamentali per assicurare che i lavori di miglioramento sismico e restauro del patrimonio pubblico procedano e che le risorse vengano utilizzate in modo efficace. La ricostruzione è una creatura viva, in costante evoluzione e, per questo, occorre una costante capacità di adattamento e un lavoro sinergico con gli enti locali, con i quali il rapporto di collaborazione è costante. Le opere pubbliche rappresentano dei presidi fondamentali per le comunità, non solo per le funzioni che al loro interno vi vengono svolte, ma anche perché restituiscono plasticamente il senso della presenza dello Stato e di quel ritorno alla normalità verso la quale continuiamo a lavorare con costante impegno e dedizione”.

Nel Comune di Gualdo, il progetto di ricostruzione e adeguamento sismico del Palazzo del Municipio, partito con un budget di 1,8 milioni di euro, ha beneficiato di ulteriori finanziamenti per un importo totale di 3,3 milioni. Fino ad ora, sono stati trasferiti 2.4 milioni circa per l'attuazione, quasi tutti con l’ultimo decreto. L’affidamento dei lavori è in corso. L’intervento include il restauro della Torre Civica, il miglioramento sismico del palazzo e la ricostruzione dell'Ex Mattatoio.

Per il Museo Casa Riposo di Pieve Torina, il progetto di riparazione e ripristino dell'Ex Convento di S. Agostino è partito con un budget di 2,6 milioni di euro, incrementato fino a circa 3 milioni di euro grazie ai fondi speciali assegnati. Con 2,9 milioni già trasferiti, di cui 1,7 con l’ultimo decreto, i lavori sono attualmente in corso. Il progetto comprende il consolidamento delle strutture esistenti, il restauro delle facciate e degli affreschi, la revisione degli spazi interni e l'adeguamento agli standard antincendio
Creare un nuovo paradigma etico e culturale che promuova i temi della salute, della legalità e della sicurezza in edilizia, per concorrere a quel necessario rilancio economico e sociale di cui cittadini e territorio hanno estremo bisogno, una sfida che i numerosi soggetti coinvolti nella ricostruzione post- terremoto sono chiamati ad affrontare. Questi e altri temi saranno affrontati in un interessante confronto martedì 5 dicembre a partire dalle ore 14,30 al Teatro lauro Rossi di Macerata.

Ri-costruire la cultura della salute e della sicurezza. Edilizia. Dove legalità e prevenzione si incontrano”, è l’evento promosso e organizzato da una pluralità di soggetti che ogni giorno collaborano insieme:
 Ast Macerata, Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Macerata, Cpt, Comitato Paritetico Territoriale per La Sicurezza e la Formazione in Edilizia, Inail, Ispettorato Nazionale del lavoro, con il patrocinio della Città di Macerata. 

Nel più grande cantiere d’Europa la ricostruzione sta evolvendo verso quella innovazione che sta interessando il patrimonio edilizio e che necessariamente porta con sé anche problematiche diverse come l’
aumento degli infortuni e delle malattie professionali, la mancanza di forza lavoro e il conseguente rischio di rivolgersi a quella meno qualificata, il lavoro sommerso, quello straordinario che comporta anche un più alto rischio di sicurezza. La grave carenza dei posti letto nel territorio, costringe in alcuni casi a lunghe trasferte giornaliere i lavoratori o l’utilizzo di alloggi non idonei. Questi sono solo alcuni esempi dell’ampio panorama riferito al mondo della ricostruzione materiale, che non può essere scissa da quella sociale. Ecco perché diviene fondamentale che soggetti pubblici, privati e istituzionali, ognuno nei propri campi di azione, siano uniti verso la promozione della dignità del lavoro, accompagnando ad una crescita lo stesso lavoratore e, con esso, anche le comunità. 

All’evento sono state invitate tutte le principali autorità del territorio. Da sottolineare la presenza del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli che porterà il suo saluto istituzionaleIl pomeriggio sarà scandito da una parte scenica teatrale che vedrà protagonista Alessio Vassallo, attore di teatro, di film per la tv e per il cinema, da contributi tecnici e scientifici nelle relazioni che verranno poi approfonditi in una tavola rotonda a cui prenderà parte anche il Commissario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016, On. Guido Castelli.

E’ importante mettere insieme un complesso sistema unito nel promuovere un modello organizzativo polifunzionale, che vada oltre la doverosa vigilanza di cantiere, le inchieste sugli infortuni e sulle malattie professionali, pronto a siglare un'intesa simbolica ed operativa che guardi anche al rispetto dei lavoratori, della salute, della sicurezza e della sostenibilità ambientale. Lapartecipazioneall’eventoègratuitaeprevedel’iscrizioneobbligatoria(link)Ilpartecipantericeveràlaconfermadell’avvenutaiscrizione. Sono riconosciuti quattro crediti formativi professionali ai geometri. 


Convegno partecipato e interessante quello tenutosi stamattina al Forum Lanciano di Castelraimondo sul tema bonus edilizi in area cratere. Ad aprire i lavori il commissario straordinario per il sisma, Guido Castelli, che ha salutato l'iniziativa promossa dalla LuxmasterSpA e dalla rete di imprese Rebuild come un'ottima occasione di confronto tra esperienze diverse sul fronte della ricostruzione, con approfondimenti specifici sul piano tecnico, giuridico e finanziario.

“La sicurezza antisismica è un’assoluta priorità dello Stato” ha esordito Castelli.“Più di un terzo dei comuni italiani si trova nelle zone 1 e 2. Vale a dire, quelle zone nelle quali è possibile che si verifichi un evento sismico forte o molto forte. Da questo punto di vista il sistema degli incentivi, e segnatamente del superbonus 110%, per la parte sisma, non ha prodotto i risultati attesi. Le politiche pubbliche di sostegno al patrimonio edilizio dovrebbero assegnare una priorità all’adeguamento e al miglioramento sismico. Nel cratere del Centro Italia stiamo cercando di fare la nostra parte cercando di fare prevenzione attraverso la ricostruzione. Alla luce di questo assunto - ha proseguito il commissario - auspico che all’interno dell’azione di riordino dei bonus edilizi, venga mantenuta una priorità per le azioni di prevenzione sismica, da considerarsi preliminari ad ogni intervento sul costruito. Da questo punto di vista posso testimoniare che la combinazione tra il superbonus 110% e il contributo sisma per gli immobili danneggiati, se opportunamente gestita, consente di favorire una ricostruzione capace di cogliere in pieno i principi della prevenzione sismica. Ovvero, di procedere a un generale miglioramento del patrimonio edilizio, a partire dalla sicurezza, facendo leva sulla ricostruzione di quello che rimane il più grande cantiere d’Europa”.

Gli interventi successivi, moderati da Alfonso Ruffo, direttore editoriale Economy, hanno affrontato aspetti procedurali legati ai bonus edilizi e alle possibili soluzioni per la cessione dei crediti. Felice Catapano, presidente della LuxmasterSpA, ha chiuso il convegno ricordando come il gruppo da lui presieduto, specializzato in progetti di rigenerazione urbana e riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica, sia interessato ad attivare processi virtuosi di partenariato pubblico privato nell’area del cratere: “mi auguro che questo incontro” ha concluso “abbia favorito un confronto di esperienze e suggerito idee e opportunità per accelerare il processo di ricostruzione in un’area strategica per l’intero Paese. Noi, come LuxmasterSpA e la nostra rete di imprese, siamo pronti a dare il nostro contributo”.
Nuova sede per l’Arma dei Carabinieri, Comando Stazione dei Carabinieri e della Forestale di Pieve Torina. Il cantiere per l’avvio degli interventi di riqualificazione della caserma, fortemente danneggiata dal sisma del 2016, è stato inaugurato nel corso di una cerimonia a cui hanno partecipato il Commissario straordinario per la ricostruzione, Guido Castelli, il Sottosegretario di Stato Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, il Direttore della Struttura per la Progettazione dell’Agenzia del Demanio, Filippo Salucci, il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, il Sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, il Prefetto Provincia di Macerata, Flavio Ferdani, l’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, Francesco Massara, il Comandante  Legione Marche Carabinieri, Salvatore Cagnazzo.

L’intervento, per un valore complessivo di 4,3 milioni di euro, è stato finanziato interamente dal Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, che con un’ordinanza speciale, nel corso del 2021, ha assegnato all’Agenzia del Demanio il ruolo di soggetto attuatore. I lavori di riqualificazione della struttura, prevedono la demolizione dei manufatti esistenti e la ricostruzione di un unico fabbricato che si svilupperà su due piani, da destinare a spazi operativi e alloggi di servizio, e un ulteriore piano seminterrato da adibire ad autorimessa. Attraverso l’accorpamento logistico del Comando Stazione dei Carabinieri e della Forestale, la nuova caserma offrirà ai cittadini un servizio pubblico più accessibile e integrato.

“L’inaugurazione del cantiere odierno è un segnale che va nella duplice direzione di assicurare la presenza dello Stato, con i suoi presidi strategici, nelle zone colpite dal sisma e ricostruire secondo criteri innovativi, in linea con gli standard della sostenibilità ambientale – le parole del sottosegretario Lucia Albano - È l’esito del lavoro di una filiera istituzionale che collabora fattivamente ad ogni livello (Comune, Regione, Governo) per riparare il tessuto socioeconomico dei territori colpiti dal sisma e garantire un futuro alle giovani generazioni”

“La giornata di oggi dimostra che lo Stato c'è e che qui, nel cratere, vuole continuare ad esserci – così il commissario Castelli - La posa della prima pietra per la nuova sede dell’Arma dei Carabinieri e della Forestale a Pieve Torina potrà garantire a questa comunità un presidio fondamentale. Il valore di questo intervento, concepito secondo criteri di razionalizzazione degli spazi e capace di assicurare la massima performance energetica, è al contempo concreto e simbolico, dal momento che riguarda la sede di istituzioni espressamente dedicate al servizio e alla tutela dei cittadini”.

“Oggi è una giornata importante per la ricostruzione – la chiosa del presidente della regione Marche Francesco Acquaroli - Altre celebrazioni e inaugurazioni si sono succedute recentemente a significare che gli sforzi fatti per far ripartire questi territori iniziano a materializzarsi e a produrre segni tangibili. La pietra che poniamo acquista un valore particolare. La presenza della caserma, in cui operano i Carabinieri e la Forestale, ridà forza alle istituzioni e consolida la presenza dello Stato, garantendo la vicinanza ai cittadini e la sicurezza in questi territori”.
“Quello che si sta compiendo al Castello Pallotta di Caldarola rappresenta un lavoro di grande importanza nell’ambito della ricostruzione post sisma, per diverse ragioni. Si tratta infatti di un intervento rilevante non solo economicamente, ma soprattutto dal punto di vista sociale e culturale, in quanto questo luogo è il simbolo del centro abitato che domina. La sua rinascita dunque porta con sé un messaggio di grande valore e speranza per un territorio duramente colpita dal sisma”.
Lo ha detto il Commissario Straordinario per la Riparazione e la Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli dopo la visita compiuta ai cantieri dei lavori del Castello Pallotta presso il quale, dopo il primo decreto dall’USR del maggio 2022, sono iniziati i lavori di restauro a cura della ditta Alessandrini di Montefortino, storica impresa del luogo, specializzata nel restauro di edifici di pregio vincolati.

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“Nel corso della visita – ha aggiunto Castelli - mi è stato fatto un quadro della situazione davvero bene augurante: ad oggi, dopo circa un anno di lavori, sono già state restaurate e consolidate gran parte delle mura castellane e sono a buon punto i lavori di restauro degli interni”, avviati attraverso le operazioni di “stacco” dei dipinti e degli affreschi presenti all’interno del Castello, tra i quali si segnalano quelli realizzati nel ‘500 dal pittore Simone de Magistris, nativo proprio di Caldarola.
“La notizia migliore – aggiunge – è che la previsione iniziale di tre anni di lavori verrà con molta probabilità rivista, essendo il cronoprogramma già in anticipo almeno di alcune settimane. Questo è stato reso possibile anche grazie a un’impresa, a maestranze e a restauratori che stanno dimostrando un rispetto profondo e partecipato per l’opera in cui sono impegnati e alla coinvolgente passione verso questo luogo del proprietario del Castello, il conte Carlo Quochi Pallotta”.
Per il Commissario Castelli, infine, “il costante connubio fra architettura e ingegneria sta consentendo di realizzare un intervento che si caratterizza per lo stretto rapporto tra restauro architettonico e consolidamento, tra rispetto profondo dell’opera architettonica nel suo complesso e la sicurezza strutturale”.

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Si è riunita presso la sede della Conferenza Episcopale Italiana la Consulta per i beni culturali di interesse religioso (sisma 2016), alla presenza del Presidente della CEI, Card. Matteo Zuppi, del Segretario Generale, Mons. Giuseppe Baturi, del Commissario Straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione dei territori interessati dal sisma, Guido Castelli, e del Soprintendente Speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016 (Mic), Ing. Paolo Iannelli.

Composta dalla Conferenza Episcopale Italiana, dai Vescovi delle Diocesi colpite dal terremoto del 2016, dal Commissario Straordinario del Governo e dal Ministero della Cultura, la Consulta rappresenta uno strumento di confronto per affrontare e risolvere congiuntamente le questioni relative alla ricostruzione dei beni culturali di interesse religioso.

“Ringraziamo per la disponibilità ad ascoltare e dialogare su questioni centrali per la vita delle nostre comunità: dobbiamo lavorare insieme per rispondere alle esigenze dei territori, molti dei quali sono ‘aree interne’ che hanno già difficoltà a guardare al futuro. Sono la nostra storia e speriamo siano anche il nostro futuro. Per questo, è necessario far sì che la serietà e i dovuti controlli non intralcino l’attuazione dei progetti”, afferma il Presidente della CEI.

“È un’occasione importante di dialogo e di condivisione: la ricostruzione è fondamentale per restituire ai territori il senso di appartenenza e la prospettiva di futuro. Ritrovarci allo stesso tavolo, con il Governo e le Istituzioni politiche, è il segno di una collaborazione che continua oltre che il riconoscimento della capacità di tessere le fila del bene delle nostre comunità”, sottolinea il Segretario Generale della CEI.

“In un clima collaborativo e operativo si è svolto l’incontro di oggi che rappresenta una prima occasione di confronto utile per fare il punto sulla ricostruzione degli edifici di culto. È ora necessario ipotizzare tutte le forme di collaborazioni valide e possibili, prioritariamente finalizzate all’esigenza dell’attuazione accelerando la cantierizzazione degli edifici di culto delle quattro regioni colpite dal sisma del 2016”, dichiara il Commissario Straordinario.

Le chiese e gli edifici di culto, sia pubblici che privati, danneggiati dalla sequenza sismica del 2016-2017 sono stati 2.456. La programmazione commissariale prevede 1.260 interventi finanziati, per un valore di oltre 757 milioni di euro.
Dal 17 aprile sono riaperti, per 20 giorni, i termini per i cittadini che avevano diritto al Cas o alla Sae ma non erano riusciti a comunicare i requisiti alla data del 15 ottobre 2022. La riapertura, che avrà termine il giorno 8 di maggio, dà una risposta all’appello di tanti sindaci del cratere che mi avevano chiesto di riaprire i termini per quei cittadini, in particolare anziani e soggetti fragili, che avevano avuto problemi a registrarsi telematicamente alla piattaforma che aveva sostituito la pratica cartacea. Questa soluzione è di grande importanza, in considerazione del fatto che abbiamo ancora oltre 13mila famiglie assistite, che beneficiano del Cas o risiedono in Sae e abitazioni provvisorie. I nuclei familiari assistiti sono 2.376 in Abruzzo, 1.186 nel Lazio, 8.619 nelle Marche e 1.696 in Umbria”.

Lo dichiara il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli.


La decisione di riaprire i termini era stata anticipata dalla Cabina di coordinamento sisma 2016 dello scorso 22 marzo ed è diventata operativa dopo la pubblicazione dell’Ordinanza di Protezione civile n. 979/2023 in Gazzetta Ufficiale.

Contestualmente Invitalia ha riaperto la piattaforma online (consultabile a questo link: https://appsem.invitalia.it) dove sarà possibile presentare la dichiarazione. Il pagamento del Cas, che nel frattempo era stato sospeso, comprenderà anche gli arretrati non corrisposti dal 15 ottobre.
Sbloccato il piano per la ricostruzione delle 228 scuole che hanno aderito agli accordi quadro del Piano straordinario di ricostruzione degli edifici scolastici danneggiati dal terremoto del 2016.

 Ne dà notizia  la Struttura commissariale che fa capo al commissario Guido Castell,i al termine della videoconferenza con i 72 soggetti attuatori.

 Gli interventi su edifici soggetti a tutela sono 47, quelli non vincolati sono 181. In totale il valore degli interventi è pari a 899 milioni di euro, di cui 643 milioni per i lavori, così ripartiti a livello regionale: 201 milioni in Abruzzo per 48 scuole; 93 milioni nel Lazio per 31 scuole; 319 milioni nelle Marche per 91 scuole; 284 milioni in Umbria per 58 scuole.
    Imprese e professionisti che avevano risposto alla gara, gestita dalla centrale di committenza Invitalia, per la formazione degli elenchi ora potranno essere reclutati dai soggetti attuatori (Comuni e altri enti proprietari delle scuole) per le diverse fasi della ricostruzione: dalla progettazione al collaudo.

   «Le scuole e il grande servizio che garantiscono per le famiglie e le comunità locali svolgono una funzione fondamentale anche per contrastare il fenomeno dello spopolamento, che contraddistingue le aree interne e in particolare i territori dell'Appennino centrale", ha detto Castelli. "L'obiettivo di tutti noi è fare presto e bene e questo significa anche assistere al meglio i Comuni e gli enti proprietari delle scuole nel delicato passaggio dai progetti ai cantieri veri e propri - ha aggiunto - Grazie al supporto di Invitalia, anche in fase di attuazione, sarà possibile la migliore e più veloce realizzazione degli interventi».

 Per le scuole si rende possibile ora la partenza delle progettazioni mentre, per quelle che erano già dotate di progetto, potranno partire gli affidamenti dei lavori.
 Gli accordi quadro aggiudicati sono due, su 43 aree territoriali e articolati in 4 sub lotti prestazionali: servizi tecnici, verifica, lavori e collaudo.
Gli operatori economici che hanno partecipato alla gara sono stati 533, per un totale di 165 offerte economiche.
   
Nel corso dell’incontro sono state illustrate le procedure e i prossimi interventi, che consentiranno di passare dagli accordi quadro ai contratti specifici per ciascun edificio scolastico. I soggetti attuatori avranno a disposizione il supporto della Struttura commissariale in tutte le fasi della procedura.




Ricostruzione e riparazione si saldano, diventando le due direttrici principali di azione per gli interventi nell’area del Cratere del sisma 2016, con l’obiettivo di fare dei territori dell’Appennino centrale colpiti dal terremoto un nuovo modello di sviluppo.

L'avvio di questo nuovo percorso è stato reso possibile dall'approvazione in via definitiva il 7 marzo, da parte della Camera dei deputati, del Decreto ricostruzione. Un provvedimento indispensabile per le zone terremotate, che contiene norme a lungo attese da amministrazioni locali e operatori economici, la cui finalità è stata anche quella di formalizzare la doppia funzione del Commissario: oltre a essere il promotore della ricostruzione fisica, diventa anche il soggetto delegato alla riparazione (intesa come rigenerazione socio-economica) dei territori colpiti dal sisma del 2016.

Nel Decreto ricostruzione sono state varate misure particolarmente importanti, a lungo attese, come quella relativa alla stabilizzazione del personale a tempo determinato impiegato nella ricostruzione e altre azioni, volte alla semplificazione amministrativa. Inoltre, al fine di rafforzare l’aggregazione delle comunità locali, è stata introdotta la norma che deroga stabilmente al numero minimo degli alunni che sono richiesti per la formazione delle classi fino all'anno 2028-2029. Infine, il Decreto è intervenuto su alcuni meccanismi della ricostruzione delle attività economiche, come l’anticipazione dell’IVA per gli immobili destinati alle attività produttive.

"Si parte a spron battuto nell’opera di ricostruzione post sisma 2016 del Centro Italia. Al Commissario Guido Castelli spetterà anche l'opera di risanamento, in termini socioeconomici. Abbiamo concordato che entro un decennio - spiega il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci - possa esaurirsi l'opera di ricostruzione con fondi pubblici, anche perché una attività celere e concreta scongiura il pericolo della sfiducia degli abitanti dei centri colpiti e quindi dello spopolamento e dell'abbandono dei territori. Al tempo stesso stiamo lavorando per predisporre un disegno di legge più articolato sulla ricostruzione post calamità che prevederà, fra le altre cose, un termine ultimo di nove anni per il completamento dei lavori. Non è possibile - conclude il ministro - che in Italia le macerie debbano restare al loro posto anche per cinquant'anni."

Il Commissario Castelli ha sottolineato: “Con il Decreto ricostruzione il Governo, in sinergia con la Struttura commissariale e il Parlamento, è andato a risolvere problemi di cui da tempo i territori colpiti dal sisma del 2016 chiedevano la soluzione. Un provvedimento inequivocabilmente dalla parte dei cittadini colpiti dal terremoto e dell’Appennino centrale. Il doppio ruolo del Commissario, incaricato sia della ricostruzione che della riparazione, è una intuizione del Governo Meloni che ha guidato la stesura degli emendamenti e i vari interventi migliorativi, componendo un provvedimento organico. Il DL è stato un passaggio indispensabile per avviare un sistema di interventi tesi a garantire la ripresa dell’Appennino centrale. Lavorando insieme al ministro Musumeci - ha concluso Castelli - sono certo che riusciremo a realizzare quella fase attuativa della ricostruzione che ci consentirà di passare dalle norme ai cantieri”.

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