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Proseguono le celebrazioni del 78° anniversario dell’Eccidio di Montalto. Dopo lo stop dovuto all'emergenza pandemica, Tolentino è tornata a celebrare l'anniversario dei fatti accaduti nel 1944, quando i nazifascisti trucidarono oltre trenta ragazzi, la maggior parte giovani tolentinati, che si erano rifugiati nella frazione di Montalto di Cessapalombo.
Furono fucilati il 22 marzo. Per questo sacrificio della sua migliore gioventù e per il contributo dato alla Resistenza, la Città di Tolentino è insignita della medaglia d’Argento al valor Civile e della medaglia d’Argento al valor Militare. Il sacrificio delle  giovani vite viene ricordato tutti gli anni con solenni celebrazioni. Il comune di Tolentino e la locale sezione Anpi hanno predisposto un programma di incontri nelle scuole con i partigiani superstiti.
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Momento più alto della commemorazione quello avvenuto questa mattina con la tumulazione al Famedio di Enzo Angeli, cittadino onorario della Città di Tolentino, sopravvissuto all’Eccidio e deceduto a 92 anni in Svezia dove si era trasferito subito dopo la guerra. 
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Questa domenica 20 marzo alle ore 9.30 al famedio dei Martiri di Montalto la celebrazione della santa messa. Seguirà alle ore 10.30 in piazza della Libertà la deposizione di una  corona di alloro sulla lapide dedicata al sacrificio dei Martiri di Montalto. A seguire ci saranno gli  interventi del Sindaco Giuseppe Pezzanesi, del Presidente della sezione di Tolentino dell’Anpi Lanfranco Minnozzi, del Sindaco del Consiglio comunale dei Ragazzi Benedetta Cotognini, dei rappresentanti dei Comitati degli Studenti degli Istituti superiori. A concludere le celebrazioni in piazza, sarà l’intervento dell’oratore ufficiale.

Al termine della manifestazione,  trasferimento a Montalto di Cessapalombo con sosta a Caldarola per le onoranze al cippo della Medaglia d’Argento Aldo Buscalferri e ai Martiri di Montalto.

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Tolentino avrà un nuovo ospedale nel 2024. È quanto prevede il sindaco Giuseppe Pezzanesi che confida di poter assegnare i lavori di costruzione nella tarda primavera del 2022.
"Una previsione che è realistica e che potrà essere ottenuta - precisa il primo cittadino- solo se tutte le parti in causa faranno velocemente e bene il loro lavoro. Il progetto, è attualmente al vaglio dell'Ufficio speciale ricostruzione che sta valutando l'incremento dei costi per il ricalcolo di tutti gli interventi che saranno da fare per la realizzazione della nuova struttura. 
Purtroppo- continua Pezzanesi-, sia per la ricostruzione pubblica che privata, in questi giorni tutti stiamo facendo i conti con l'aumento dei prezzi delle materie prime e  del conseguente aumento a dismisura dei costi per ricostruire e, ciò vale anche per il nuovo ospedale. Le difficoltà che dunque  potranno riscontrarsi nella validazione e nella conferenza dei servizi per la realizzazione del nosocomio tolentinate, scaturiscono tutte da questa differenza di fondi necessari ad ottenere il risultato finale. Bisogna dunque accelerare questa fase - sottolinea il sindaco-. Ogni settimana, per capire a che punto sono, chiamo l'Ufficio sisma regionale e la dirigenza dell'Asur; dobbiamo assolutamente validare questo progetto per portarlo in appalto, cominciare con la demolizione della vecchia struttura, in maniera tale che per la tarda primavera si possa partire con i lavori assegnati di quella nuova. Diversamente - puntualizza Pezzanesi- non riusciremmo ad aver un nuovo ospedale per il 2024. Come avvenuto in altre realtà. la nostra comunità ha sofferto moltissimo anche per il depauperamento della struttura sanitaria che in passato ha perso la chirurgia e la natalità e, naturalmente, oggi la nuova struttura sarà molto più performante della precedente. Sono infatti previsti 50 posti letto di riabilitazione  e lungodegenza che potranno essere utilizzati anche per la cura delle fasi intermedie di Covid-19 che andrà ad aggiungersi al centro dialisi, alla cardiologia e alla radiologia, a tutta la diagnostica  importante compresi Tac e Punto di primo intervento, nonchè agli ambulatori.".
La speranza del primo cittadino è che nessuno si perda più nei meandri della piaga della burocrazia, soprattutto, che il Governo intervenga anche per il superamento delle differenze dovute all'incremento dei costii che si trovano a dover fronteggiare sia l'edilizia privata che quella pubblica.
c.c.
“Quarant’anni fa, in una cittadina di provincia, è accaduto qualcosa di unico”.

Ada Borgiani fa riferimento all’intuizione vincente di Saverio Marconi ed altri esponenti della vita culturale cittadina, che diedero vita, 40 primavere or sono, al Centro Teatrale Sangallo di Tolentino.

La scuola, che porta il nome del palazzo di piazza della Libertà, dove ha sede, oggi riesce, con una mostra, a fermare i ricordi di tutti coloro che sono passati per quelle aule.

Come si raccontano le emozioni? Chi è cresciuto sulle tavole impolverate di un palcoscenico e dietro la tenda rossa del sipario lo sa. Ed è per questo che dal 6 al 22 giugno prossimi, il teatro Vaccaj di Tolentino sarà il contenitore di 40 anni di ricordi e di vite che si sono intrecciate dietro un’unica passione.

“Quarant’anni – dice Ada Borgiani, direttrice e responsabile della scuola - sono la tappa importante di una esperienza teatrale che a Tolentino ed in tutto il territorio circostante ha avuto un importante valore socioculturale.

Viverla per tutto questo tempo, portarla avanti, promuoverla e constatare il radicamento he ha avuto in tutta la provincia, ci hanno convinto a non celebrare in silenzio questa tappa”.

Un momento per ricordare, ma anche e soprattutto per continuare ad immaginare il futuro: “È un anniversario – prosegue l’anima della scuola – che ci impone di lavorare all’evoluzione di una situazione che tanto ha preso delle nostre passioni, degli insegnamenti, di tutto quello che ha rappresentato a livello popolare. Questo momento particolare è stata una spinta ulteriore a fermare la ricorrenza, proprio perché non ci lasciamo qualcosa indietro, ma vogliamo guardare avanti. Il nostro – precisa Ada Borgiani – vuole essere un invito alle istituzioni, ai cittadini, al volontariato, a tutte le persone di buona volontà che vorranno portare avanti l’attività teatrale appresa e cominciata in questa scuola”.

Come il ricordo degli allievi della scuola va sempre alle locandine degli spettacoli che si sono susseguiti nel tempo e di cui hanno fatto parte, così anche la mostra partirà da quelle testimonianze: “Già da tempo – confida la direttrice – pensavamo che sarebbe arrivato il momento di fermare un anniversario importante come questo ed avevamo cominciato a custodire le locandine di 40 anni di spettacoli. Durante la ricerca avviata per la mostra ci siamo accorti di aver messo insieme oltre 150 locandine dei saggi delle diverse discipline. Oltre a queste, anche tanti video e foto come testimonianza viva del coinvolgimento delle migliaia di persone che ci sono state in questi anni”.

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Ada Borgiani

Ad alcune di loro è stato chiesto un ricordo, un pensiero, una emozione, come simbolo di ciò che la scuola è stata per loro e per tutti gli allievi: “L’esposizione partirà dalla piazzetta del teatro – aggiunge Ada Borgiani - . Un luogo che non è stato scelto a caso, ma perché conosciamo il valore che assume per la città e per la scuola. Ci saranno i nomi di tutte le persone che hanno collaborato o sono stati allievi. Per noi sono tutti importanti e abbiamo voluto metterli insieme in questa testimonianza”.

Nomi che appartengono a periodi diversi e che, apparentemente, potrebbero non avere nulla in comune, ma condividono invece la “fucina di passioni” che a molti di loro ha permesso di intraprendere una strada lavorativa, mentre ad altri ha reso più vicino e reale il mondo dello spettacolo.

La mostra sarà aperta visitabile gratuitamente tutti i giorni dal 6 al 22 giugno, offrendo l’occasione di conoscere meglio anche il teatro Vaccaj. Dal lunedì al venerdì si potrà visitare senza prenotazione dalle 10.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 20; mentre per il sabato e la domenica è necessaria la prenotazione tramite una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o con una telefonata o un messaggio Whatsapp al numero 334/2458927.

“A guidare i visitatori – precisa la direttrice – saranno giovani formati al Centro Teatrale Sangallo che conoscono la vita della scuola e le informazioni sul teatro”.

Giulia Sancricca

L’argomento sarà approfondito nella prossima edizione de L’Appennino Camerte
Operativo da stamattina e aperto anche nella giornata di domani il centro vaccinazioni alle Terme Santa Lucia di Tolentino. Passi avanti importanti nella campagna vaccinale: l’hub, voluto dalla città di Tolentino in ragione delle sue dimensioni e della sua popolazione, si inserisce in un percorso di collaborazione tra le istituzioni per accelerare al massimo il ritorno alla normalità.

Unica via per ottenerla, secondo il presidente dell’ASSM Stefano Gobbi, terminare la campagna vaccinale: “Grazie all’idea dell’Associazione Terme delle Marche e dell’assessorato alla sanità regionale, oltre che del sindaco Pezzanesi e del direttore di AV3 Daniela Corsi, da oggi siamo operativi. Procederemo in stretta collaborazione con l’Asur, che giorno dopo giorno ci comunicherà la lista dei soggetti da vaccinare. Solo portando avanti questa campagna il più velocemente possibile potremo riaprire e tornare alla normalità. Tutti noi dobbiamo fare la nostra parte: la nostra disponibilità nasce dal fatto che fosse necessario avere un centro vaccinale in città”.

Il presidente dell’Associazione Terme delle Marche, Fabrizio Scoccia, ha sottolineato l’importanza che rivestiranno nei prossimi mesi i centri termali “convertiti” ad hub vaccinali, come le Terme San Giacomo di Sarnano e, appunto, quelle di Santa Lucia: “Le strutture termali stanno dando il loro contributo nella lotta alla pandemia: questo fa parte della politica delle terme, ovvero essere partecipi sul territorio a supporto del sistema sanitario. È una politica che si sta portando avanti da tempo, anche da prima della pandemia, come nel caso dei percorsi riabilitativi offerti sia dalle strutture termali di Sarnano che di Tolentino. Le stazioni termali sono pronte a dare una mano al processo di riqualificazione della sanità del territorio.

Anche il sindaco Giuseppe Pezzanesi ha sottolineato la necessità assoluta di avere a disposizione per Tolentino un centro di vaccinazione dedicato: “Una citta come Tolentino, la terza in ordine di grandezza della provincia, non poteva non avere un centro vaccinazioni. L’hub alle Terme di Santa lucia è un segnale di crescita per la città ed era il sito più indicato, visto che dopo il sisma siamo ancora sprovvisti di un ospedale”.

Il centro, come spiegato da Pezzanesi, potrà inoculare in questo fine settimana un numero prossimo ai 130 vaccini quotidiani per poi, con il passare dei giorni, tentare aumentare il regime.

l.c.
Con apposita ordinanza il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi ha da ieri chiuso  parchi e giardini presenti nel territorio comunale. Come spiega la nota del Comune, il provvedimento è stato preso "a seguito dell’evoluzione dell’epidemia e considerati i nuovi provvedimenti che prorogano lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, considerato l'evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento dei casi sia sul territorio nazionale, sia su quello regionale" con l'obiettivo di "evitare il formarsi di assembramenti di persone e, più in generale, evitare ogni occasione di possibile contagio che non sia riconducibile a esigenze specifiche o ad uno stato di necessità". Il provvedimento è valido, fino a revoca della stessa ordinanza.
Sempre a Tolentino è intanto terminato il secondo screening gratuito Covid 19 effettuato da uno spin off dell'Università di Camerino e che ha interessato gli alunni dell'Istituto Comprensivo "Don Bosco" di Tolentino ( "Grandi",  "Plesso 815", "Don Bosco") e gli studenti dell'Istituto tecnico economico e coreutico dell'Istituto Superiore "Filelfo". Nella giornata conclusiva  sono stati effettuati meno di 100 tamponi e non è stata riscontrata alcuna positività al Covid. Lo screening gratuito, in modalità driver through, è stato organizzato nell'area appositamente allestita nei pressi della piscina comunale "Caporicci", in zona Sticchi.

c.c.

Una mostra per celebrare i 40 anni del Centro Teatrale Sangallo di Tolentino.
La scuola fondata da Saverio Marconi raggiunge un traguardo importante proprio nel periodo in cui il mondo dello spettacolo ha subito una battuta di arresto, ma l'amore per l'arte che la scuola stessa ha trasmesso ai giovani che negli anni l'hanno frequentata, esprime ancora una volta la volontà di continuare, nonostante le difficoltà.

“Happening per 40 primavere”. È questo il titolo del progetto che l’associazione Centro Teatrale Sangallo di Tolentino ha presentato al Comune della città, con l'obiettivo di poterlo realizzare in occasione dell'anniversario.
Una mostra fotografica, documentale e artistica sulla storia e i protagonisti della scuola che dovrebbe essere installata al Teatro Vaccaj di Tolentino dal 3 al 20 giugno prossimi.
Circa 150 locandine degli spettacoli prodotti, foto, gigantografie, immagini, filmati, letture, porteranno a teatro la vita e i ricordi di chi è passato per quella scuola storica.

Chi si è avvicinato al magico mondo del teatro, grazie alla scuola del fondatore della Compagnia della Rancia, può certamente dire di aver assaporato quello che di più bello si nasconde dietro ad un sipario.

Le emozioni, le amicizie, gli amori, i successi e le delusioni. Tutte sensazioni che hanno, come fattor comune, il cuore.

Per i bambini e i ragazzi cresciuti nelle aule all’ultimo piano di Palazzo Sangallo, in piazza della Libertà, il cuore custodirà sempre ricordi preziosi, legati a momenti indimenticabili grazie ai quali, con un pizzico di orgoglio e soddisfazione, potranno sentirsi ‘privilegiati’ per aver fatto parte della storia teatrale di una città definita “La piccola Broadway d’Italia”.

E su questo spirito le celebrazioni prevederanno performance di spettacolo improvvisate, con protagonisti cantanti, attori e ballerini formatisi al Centro teatrale. La mostra inizierà con un percorso sin dalla piazza antistante il Teatro Vaccaj, attraverserà il foyer e i palchi, la platea e il palcoscenico fino ai camerini. Saranno gli stessi ragazzi del Centro Teatrale a guidare i visitatori nella mostra e anche nello stesso teatro, osservandolo da punti di vista di solito preclusi ad un normale spettatore e raccontando la sua storia in tutti i suoi aspetti.

L'associazione ha richiesto il patrocinio al Comune di Tolentino e l'utilizzo del teatro per l'allestimento della mostra.
"La scuola - dice il sindaco Giuseppe Pezzanesi - è sempre stata frequentata da innumerevoli appassionati di tutte le età della città e del territorio, svolgendo un ruolo centrale nella nostra cultura e caratterizzando Tolentino come luogo di grande vivacità sul piano delle attività e dell’educazione al teatro in tutte le sue diverse declinazioni di spettacolo e cultura. Per questo motivo abbiamo deliberato di concedere il patrocinio".

GS
La presentazione dei lavori al Campus scolastico di Camerino ha riacceso a Tolentino il tema del villaggio dedicato alle scuole che dovrà sorgere in contrada Pace ma su cui resta, a distanza di quasi cinque anni dal sisma, un silenzio che preoccupa i cittadini.

Gli studenti che hanno cominciato il percorso di scuola superiore nel 2016 hanno visto i loro cinque anni segnati dal sisma prima e dal Covid poi, vissuti negli uffici della Quadrilatero adibiti a classi, nell'attesa di una scuola nuova.

Una scuola che non è arrivata nemmeno per la loro maturità, ma che si teme non possa essere pronta nemmeno per quelle a venire. Ed intanto l'istituto Filelfo stringe i denti ed accusa il colpo del calo degli iscritti.

È la rabbia per il tempo che passa: per il centro storico, per i giovani, per le scuole, per gli insegnanti, che spinge ai cittadini a chiedere risposte a questo silenzio.

"Ad oggi - commenta Barbara Salcocci, coordinatrice dell'associazione Città in Comune - la cittadinanza non conosce ancora la situazione del progetto del Campus. Ma questo non è l'unico punto poco chiaro: non solo vorremmo sapere quali sono i problemi che tengono ancora fermo l'avvio del cantiere, ma ci chiediamo cosa ne sarà delle strutture che prima ospitavano i licei. Come è possibile - si chiede - che l'amministrazione, in questi anni, non abbia informato la cittadinanza sull'indice di vulnerabilità sismica di quelle strutture e sulla gravità della situazione in cui versano. Poteva essere convocato un consiglio comunale aperto sulle scuole, aprendo un confronto con i cittadini per trovare la soluzione più facilmente percorribile".

I genitori degli studenti sono infatti i primi a rendersi conto di come la decisione di delocalizzare le scuole fuori dal centro storico possa essere una ulteriore mazzata nei confronti della zona della città che più ha risentito del sisma: "Da madre - commenta Barbara Salcocci - vedo che i giovani sono sempre più portati a trascorrere del tempo in periferia, nella zona del Retail Park, dove sorgerà il Campus. Una necessità che deriva dalla mancanza di rilancio per i luoghi di incontro nel centro: le scuole sono il fulcro della vita. Sono proprio i giovani che l'amministrazione avrebbe dovuto coinvolgere per comprendere i loro bisogni e capire quali luoghi creare in centro per permettere momenti di aggregazione. Ai giovani tolentinati che trascorrono i promeriggi fuori dal centro si aggiungono poi quelli dei paesi vicini che prima sceglievano Tolentino come città per i loro studi e ora preferiscono spostarsi. E se si spostano per studiare alle superiori - continua - chissà se poi decideranno di tornare nella loro città almeno per il tempo libero".

L'allarme dell'associazione Città in Comune nasce anche sul ricordo del ruolo che le scuole in centro hanno sempre avuto per ogni studente, di Tolentino e non, che ha studiato al Filelfo.

Per loro, il centro storico, prima del sisma, è sempre stato scrigno di momenti trascorsi tra la bellezza; su ogni piazza ed in ogni via sorgevano i punti di riferimento in cui i giovani trascorrevano il tempo libero.

"Questo - conclude Barbara Salcocci - è quello che dovrebbero continuare a vivere i ragazzi di oggi e di domani, per poter apprezzare davvero la bellezza della loro città".

Giulia Sancricca

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Il cartello con il rendering del nuovo Campus scolastico
La “Giornata della Memoria”, istituita nel 2000 per ricordare lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, con la data simbolo del 27 gennaio nel giorno in cui si celebra l’anniversario della liberazione dei prigionieri detenuti nel lager di Auschwitz, è stata celebrata con diverse iniziate anche nei comuni del territorio maceratese. Una celebrazione condizionata dall’emergenza Covid, ma che ha visto anche un’iniziativa particolarmente apprezzata dai sindaci, quella della consegna delle Medaglie d’Onore alla memoria delle vittime e dei deportati che il prefetto Flavio Ferdani ha voluto itinerante.

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Cerimonie che hanno avuto luogo a Tolentino, dove l’importante onorificenza è stata conferita a Bruno Baldassarri, Antonio Canzonetta, Ezio Scarpacci e Mario Zanetti, e a Belforte del Chienti dove il prefetto ha consegnato la medaglia alla memoria ai familiari di Vincenzo Meo. “Una giornata dalla doppia valenza e dalla duplice importanza – ha affermato il sindaco Alessio Vita - Da un lato l’obbligo di ricordare quanto accaduto nei lager nazisti e dall’altro la consegna di questa onorificenza ad uno dei nostri concittadini che, purtroppo, è stato vittima della barbarie nazifascista. Un ringraziamento particolare alla Prefettura per aver voluto consegnare in maniera itinerante queste medaglie perché, a mio avviso, è stata una bellissima cerimonia, molto intima ma carica di sentimento. Un’attenzione particolare manifestata dal prefetto che ha voluto tenere conto delle esigenze del territorio”.

Immagine Giornata della memoria tratta dal video Perchè nessuno fece nulla

Un video per non dimenticare, con l’obiettivo di informare e testimoniare al tempo stesso, l’impegno delle Istituzioni sui temi della memoria della Shoah. A Camerino l’Amministrazione comunale, in collaborazione con l’Anpi, Unicam ed Etra (Accademia delle Arti Sceniche e Visive) ha deciso di veicolare il Giorno della memoria attraverso la realizzazione di un video che sarà condiviso anche con le scuole. “L’obbligo di non dimenticare è un po’ il messaggio che vogliamo far passare – ha dichiarato l'assessore alla cultura Giovanna Sartori – Parlo di obbligo perché deve essere davvero un compito da tramandare anche alle nuove generazioni e che spetta a tutti noi. Quest’anno, non potendo proporre iniziative in presenza come quello scorso, abbiamo pensato a un video che dal titolo che pone di fronte a un’importante interrogativo: “Perché nessuno fece nulla?”. Sono domande che non devono perdersi e l’uso della memoria come racconto crediamo sia una delle forme più efficaci per stimolare la riflessione dei bambini e dei ragazzi sulla Shoah. Il video è anche l’occasione per riflettere criticamente sulla nostra identità e sul tempo nel quale ci troviamo a vivere, considerando l’irrinunciabile necessità di sensibilizzare ed educare al valore della memoria come strumento di formazione del senso civico e del rispetto delle diversità".

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Bandiere a mezz’asta sulla facciata del municipio di San Severino Marche e riflessioni nelle scuole è stata l’iniziata voluta dall’amministrazione comunale settempedana.

Per tutti il filo conduttore è stato, oltre quello di non dimenticare, la volontà di far conoscere e sensibilizzare le giovani generazioni su una delle pagine più buie della storia nella consapevolezza che “chi non ha memoria del proprio passato non può costruire il suo futuro”.

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L'ingresso del consigliere Filvio Riccio nell'assise comunale di Tolentino ha di fatto cambiato l'approccio dei dem con i cittadini e con la maggioranza.
Un cambiamento che si è visto soprattutto sui social, strumenti che Riccio utilizza per informare i tolentinati sulla politica cittadina, ma anche per condividere con la città eventuali proposte da portare all'attenzione degli amministratori.
Grande risposta alla sua proposta, pubblicata nel gruppo Facebook di Tolentino, di creare una applicazione che possa favorire il lavoro dei commercianti della città in questo periodo di difficoltà economiche.
"Sono rimasto molto meravigliato - ammette - che da un'idea embrioniale come quella che ho scritto ci sia stato un contributo, da parte della collettività, estremamente ampio. Centinaia di messaggi da parte di supporter che hanno gradito l'idea".

Per cavalcare l'onda del commercio online favorito dalle restrizioni, ma al tempo stesso evitare che l'economia locale subisca ulteriori danni oltre a quelli già causati dal sisma, Riccio  ha proposto al Comune di creare una app, scaricabile da smartphone, dove si possono acquistare prodotti degli esercenti locali di Tolentino, senza alcuna commissione per il servizio, né per chi compra, né per chi vende. 

Nel dibattito che il consigliere ha creato sui social è intervenuta il vice sindaco Silvia Luconi che ha chiesto a Riccio di coordinarsi con il presidente della Pro Loco, Edoardo Mattioli, già attivo in un progetto simile che sta nascendo insieme ad una azienda tolentinate: "Entro sabato dovremmo avere dalla Bbc una prima impostazione e un primo riferimento economico da sottoporre all'assessore Silvia Luconi e di seguito alla giunta - ha scritto Mattioli - . Ci farebbe piacere avere un confronto con chi ha altre idee, prima della costruzione definitiva".

Confermando la propria disponibilità il consigliere di minoranza ha ribadito: "Sono contento che ci sia già qualcosa in cantiere e non voglio la paternità di una iniziativa già avviata. Sono disponibile a collaborare - conclude - . Mi impegnerò affinchè questa app sia possa essere attiva a breve così che i commercianti siano facilitati nel periodo natalizio, in cui gli acquisti sono più corposi".

GS









I dati e le curiosità che riguardano gli elettori chiamati alle urne domenica e lunedì prossimi arrivano dal Comune di Tolentino che, per ogni tornata elettorale, stila il punto della situazione non solo sul numero dei tolentinati che hanno diritto al voto, ma anche quali sono i più giovani e i più anziani.

Una nota di colore quest'anno arriva proprio dai diciottenni: l'elettrice più giovane, infatti, è Giada Colizzi ed è nata proprio il 20 settembre 2002 quindi potrà esprimere il proprio voto nello stesso giorno del raggiungimento della maggiore età. L'elettore più giovane è, invece, Paolo Vagni nato il 12 settembre 2002.

L'elettore più anziano, con 101 primavere, è Ezio Paolucci nato l’8 febbraio 1919, mentre l'elettrice più anziana è Pierina Salvucci nata il 21 febbraio del 1914 e che con i suoi 106 anni è la “Nonnina” della città di Tolentino.

Secondo i dati diffusi dall'ufficio elettorale del Comune di Tolentino sono 14.525 gli aventi diritto al voto per il referendum sul taglio dei parlamentari, (6.944 maschi e 7.581 femmine) mentre 17.738 coloro che possono votare per le elezioni regionali (8.540 maschi e 9.198 femmine).

GS
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