Crescono i contagi a Visso. E' il sindaco a comunicare di altri due cittadini positivi al virus.
Cresce quindi a tre il numero di contagi. Anche se si tratta di un numero piccolo, per un Comune come visso, già stremato dal sisma e con gran parte della popolazione costituita da persone anziane, si teme sempre che i contagi possano portare ad una situazione più triste di quanto non lo sia già.
"E' un pericolo - dice il sindaco Spiganti - , ora dipende solo da noi. Se cerchiamo di fare attenzione, di restare in casa e non andare tutti i giorni a fare la spesa, forse riusciamo a fermarlo. Ora speriamo che i contagi non crescano.
Il timore è che la gente non ascolti, finora si sono comportati tutti abbastanza bene, purtroppo però può succedere che i casi aumentino e nella nostra zona non ci vorrebbe proprio una situazione cos'".

GS
L’Asur ha confermato quanto accaduto al Bartolomeo Eustachio dove due pazienti provenienti dal reparto Medicina di Civitanova sono arrivati già infetti dal Covid19. Hanno contagiato un altro paziente ricoverato nella stessa camera e altri 6 tra cui un operatore socio sanitario. Pare però, stando sempre all’Asur, che per fortuna non vi siano altre persone positive. A riferire quanto afferma l’azienda sanitaria regionale è stato il sindaco, Rosa Piermattei: “Al momento non ci sono casi di Covid-19 tra i ricoverati - si legge nella nota arrivata al primo cittadino -. A tale evento hanno fatto seguito le misure di verifica e contenimento. Sono stati effettuati tamponi sia ai pazienti che al personale e si è proceduto al trasferimento nella struttura dedicata ai pazienti positivi. La diffusione del virus Covid-19 determina anche il presentarsi di casi imprevedibili in ragione della possibilità di contagio da parte di soggetti asintomatici o in fase pre sintomatica”. La risposta del direttore dell’Asur Marche ha riguardato, infine, anche la sanificazione ambientale: “La sanificazione si basa sugli ordinari protocolli adottati in ambito ospedaliero. Ad ogni buon fine tutto il reparto e gli ascensori utilizzati dai pazienti sono stati sanificati. Il personale sanitario, sulla base delle indicazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nonché dal Gores, viene dotato di dispositivi di protezione individuale correlati al rischio biologico”.

g.g.
E' fermo e deciso l'attacco del primo cittadino di Caldarola sulla gestione dell'emergenza sanitaria.
Luca Maria Giuseppetti punta il dito contro la scelta di non avvertire i sindaci su un eventuale contagio nel proprio paese. “Il sindaco - dice - è la prima Autorità Sanitaria del suo territorio, ha il dovere di garantire l’integrità delle norme igieniche e tutelare la salute dei suoi concittadini, appare quindi assurdo che proprio il primo cittadino non venga messo a conoscenza dell’esistenza o meno, tra gli abitanti del suo Comune, di uno o più casi di Coronavirus. Non per avviare una caccia all’untore, assolutamente da escludere ed evitare - precisa - , ma per avere una situazione puntuale e attenta ed agire nel rispetto soprattutto dei tanti volontari che si stanno mettendo a disposizione dei più deboli per garantire beni di prima necessità”.

Giuseppetti, dopo aver sentito i suoi colleghi di altri Comuni toccati dal CoViD 19, ha potuto confermare quello che in un primo momento era solo un sospetto: "se c’è uno o più casi di Coronavirus in un Comune, i sindaci e gli uffici comunali non ne vengono informati, in barba al ruolo di autorità sanitaria".

Giuseppetti non ci sta e punta i piedi: “dobbiamo tutelare la salute di tutti - dice - , anche di chi va nelle case a portare farmaci e viveri, le precauzioni non sono mai abbastanza. In situazioni di contagio accertato il rispetto della privacy deve subire una deroga e il Sindaco deve sapere i nomi dei contagiati, ovviamente sarà suo dovere rispettare la segretezza dell’informazione”. E’ capitato invece, in altri Comuni del territorio, che la notizia del contagio sia arrivata per via traverse, ben poco ufficiale e non sempre attendibili, modus operandi che può creare ancora più confusione e psicosi.

Alcuni esponenti politici nazionali hanno anche presentato, su questo tema, un’interrogazione Parlamentare a dimostrazione di quanto la problematica sia sentita da molti sindaci.

GS
Sono arrivati a 200 i tamponi positivi nelle Marche secondo l'aggiornamento del Gores di questa mattina.
Erano 796 quelli effettuati dalla Sod Virologia dell'ospedale di Torrette. Dopo gli aggiornamento di ieri che vedevano 7 contagi positivi in provincia di Macerata è stato chiuso, in via precauzionale, il reparto di Dermatologia dell'ospedale della città a causa di un medico che sarebbe risultato positivo al tampone per il Coronavirus.
Si tratterebbe di un dottore che accusava già da giorni i sintomi dell'influenza e per questo non si era recato a lavoro da circa una settimana. Una volta effettuato il tampone ha scoperto di essere positivo al Coronavirus.
Ora si trovano in quarantena i pazienti del reparto di Dermatologia e i familiari del medico.
Stando all'aggiornamento dei dati, divisi per provincia, alle ore 10, la provincia di Macerata conta appunto 7 casi positivi; quella di Ancona 38; Fermo 3; Pesaro resta la provincia con il numero più alto: 152.
Due i decessi avvenuti nelle ultime ore: uno a Marche Nord, si tratta di un 78enne con patologie pregresse e uno all'ospedale di Torrette di 59 anni con diverse patologie.

GS
Dopo il rumore fatto dallo scontro tra Governo e Regione che si è protratto anche ieri, i riflettori tornano ad accendersi sul vero motivo per cui si è dibattuto se l'ordinanza fosse necessaria o superflua: il Coronavirus.
Sembra quasi, infatti, che il braccio di ferro politico abbia sovrastato l'emergenza sanitaria e sia riuscito, almeno nelle Marche, a distogliere l'attenzione sui contagi.
Ecco allora il punto della situazione.
Al primo contagio in provincia di Pesaro-Urbino, reso noto martedì scorso, infatti, secondo la nuova ordinanza regionale mercoledì si sono verificati altri due casi positivi da malattia infettiva COVID-19 sempre nella provincia di Pesaro-Urbino, in attesa di conferma dell’Istituto Superiore di Sanità; ieri si sono verificati ulteriori tre casi positivi nella stessa provincia, anche questi in attesa di conferma.
"Risultano positivi - si legge nell'ordinanza - un totale di sei pazienti di cui solo uno confermato dall'Istituto superiore di sanità e cinque in attesa di conferma. Dei sei positivi, due pazienti risultano ricoverati in Rianimazione".
Passiamo poi ai casi sospetti: "Sono state messe in isolamento domiciliare fiduciario ben 94 persone - si legge nell'ordinanza - di cui 34 sintomatici,così distribuiti: 41 nella provincia di Pesaro-Urbino, 20 nella provincia di Ancona, 17 nella provincia di Macerata, 5 nella provincia di Fermo ed 11 nella provincia di Ascoli Piceno".

GS

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