Una giornta dedicata alle aziende della diocesi di Fabriano - Matelica quella che l'arcivescovo Francesco Massara ha pensato per il prossimo 19 marzo, data in cui si celebra il 29esimo anniversario della visita di Papa Giovanni Paolo II nelle fabbriche della diocesi. Da quest'anno, infatti, ogni anno, il giorno di San Giuseppe, patrono dei lavoratori, sarà per la diocesi di Fabriano - Matelica una occasione di riflessione e preghiera per il mondo del lavoro imprenditoriale, operaio, artigianale, sociale ed educativo.
Un "viaggio", quello in programma per il prossimo 19 marzo, in cui l'arcivescovo visiterà le fabbriche della diocesi, partendo da Genga, passando per Sassoferrato, Fabriano, Cerreto D'Esi e, infine, Matelica, dove celebrerà la santa messa in una nota cantina locale.
"Ogni volta che attraverso il territorio della diocesi di Fabriano-Matelica - dice l'arcivescovo - , osservo con attenzione i campi coltivati, i vari stabilimenti industriali insediati nel territorio e la mente mi spinge sempre al testo delle Creazione offerto dal libro della Genesi che suscitano nel lettore uno stupore senza eguali e testimoniano che l’ingegno umano, il lavoro dei campi, l’abilità artigianale, la produttività industriale d’avanguardia appartengono al progetto di Dio sull’uomo. Occorre, però, che il lavoro sia secondo quella sorta di “piano regolatore” dell’Eden, continui cioè a rispettare la dignità dell’uomo e la custodia del dono del Creatore".
Poi la sua riflessione dopo la visita a Nazareth nella casa di Giuseppe: "Le guide - spiega - ci hanno offerto una bella meditazione su Gesù che, fattosi simile all’uomo, era riconosciuto come il “figlio del carpentiere” ovvero carpentiere anche lui. Gesù, assumendo la piena umanità, non si astiene dalla fatica del lavoro umano per sostenere la sua famiglia, anzi probabilmente s’ingegna per portare avanti la bottega paterna. Il lavoro - dice Massara - diventa la risposta ad una chiamata di Dio, risposta alla vocazione della vita, dell’uomo in quanto figlio di Dio e dunque figlio della società". 
Infine il messaggio di speranza per i giovani e i disoccupati ed anche per gli imprenditori: "È necessario nutrirsi di una spiritualità che aiuti i credenti a capire che il lavoro è, innanzitutto, cammino di santificazione - dice - , proprio come lo è stato per i grandi uomini e donne che hanno lavorato per la società, per Dio, per la Chiesa. Vorrei che questo messaggio giungesse a tutti i giovani che, con fatica, riescono a scorgere la possibilità di un lavoro secondo le loro aspirazioni; possa giungere a coloro che, colpiti dalla grave crisi lavorativa, fanno ancora difficoltà a trovare un lavoro dignitoso per il loro futuro e quello della loro famiglia; vorrei che giungesse anche, come ringraziamento, a tutti gli imprenditori, piccoli e grandi che, con estremi sacrifici e notevoli investimenti, offrono lavoro e speranza a questa nostra terra diocesana che, proprio a causa di questa dedizione imprenditoriale, può ancora essere germe di speranza". 

GS
Allarme questa mattina all'alba, a Matelica, i vigili del fuoco sono intervenuti alle 4 e mezza per l'incendio di un pastificio che ha coinvolto il locale officina dell'azienda. 

La squadra dei vigili del fuoco di Macerata, intervenuti sul posto con due autobotti, ha spento le fiamme e messo in sicurezza la zona coinvolta.

Non si segnalano persone coinvolte.

GS
Paura alla piscina comunale di Matelica. Questo pomeriggio, infatti, si sono svolti i corsi di nuoto per bambini come di consueto. Al termine delle lezioni, però, alcuni bambini avrebbero accusato dei malesseri e hanno avvisato i genitori. Subito sono partiti i primi controlli e sono stati chiamati i sanitari del 118 che sono giunti sul posto con diversi mezzi. Per le indagini anche i carabinieri di Camerino e i vigili del fuoco che stanno tuttora effettuando i controlli nella piscina dove, stando ai primi accertamenti, ci sarebbero state delle esalazioni di cloro che hanno causato il malessere dei bambini.

"Sono stata presa in giro, i miei cittadini sono stati presi in giro. Ho confidato nella politica, e l’amarezza più grande è stato scoprire questo tradimento di nascosto, alle 23:40 del 31 dicembre 2019. Siamo arrivati ad aiutarci tra sindaci perché oggi è capitato a San Severino, ma domani potrà succedere anche agli altri. Non ci fermeremo fino al ritiro della determina 742 e finché non sarà ridata dignità ad un territorio già provato dal sisma e dalle tante difficoltà che lo caratterizzano". Con queste parole del sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, si potrebbe sintetizzare quanto emerso ieri sera al consiglio comunale urgente che si è svolto al Cinema Teatro Italia. Presenti tantissimi primi cittadini della provincia ma non solo, della montagna ma anche della costa. E fra questi, qualcuno lo ha detto: "Finalmente". Finalmente i sindaci hanno capito che è l'unione a fare la forza, che da soli non si va da nessuna parte perché in politica sono i numeri che contano specie in questo delicato momento in cui si avvicinano le elezioni regionali. La sanità è materia regionale, anche se l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, a cui sono stati riservati fischi e parole di malumore, ha affermato che "ci sono norme nazionali che dobbiamo rispettare altrimenti ci tagliano le risorse e ci commissariano. Non si può dare colpa alla Regione". Però esistono degli emendamenti alle norme nazionali e delle peculiarità per le zone montane in cui i parametri nazionali e le leggi fanno delle eccezioni. Sta di fatto che tutti i primi cittadini presenti (ma moltissimi altri non hanno potuto partecipare alla serata pur aderendo alla 'protesta' democratica messa in atto dalla Piermattei) hanno fortemente e fermamente criticato non solo la determina 742 che colpisce l'ospedale di San Severino, ma anche il piano sanitario regionale che passerà in consiglio regionale il 4 febbraio, definito "vuoto, inconsistente" e soprattutto, come ha ricordato il vicesindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, "privo dell'approvazione della Conferenza dei Sindaci che sarebbe prevista per legge"
Anche il direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, è stato fortemente criticato, in special modo dall'ex sindaco Manlio Rossi (tanto che il presidente del consiglio Sandro Granata ha dovuto richiedere l'intervento degli agenti della polizia locale per placare gli animi). Ha elencato tutti gli investimenti fatti fin ora a San Severino e non solo, i servizi attivati e affermato che "nulla cambia se una unità è definita semplice dipartimentale o solo semplice. Il modello organizzativo non ha nulla a che fare con i servizi e le prestazioni. La qualità la fa il medico, non il “grado” e su San Severino abbiamo investito circa 3milioni e 517mila euro". Però si è detta del tutto insoddisfatta il sindaco Piermattei che, in conclusione, ha ribattutto: "Non siamo mica stupidi, conosciamo la differenza fra unità semplice dipartimentale e unità semplice. Ci dovete dire qual è il futuro del nostro ospedale senza prenderci in giro, siamo stati colpiti dal sisma quindi vogliamo i servizi per un territorio già martoriato e soprattutto non mi fermerò finché la 742 non sarà annullata". 
I Comuni che hanno aderito all'iniziativa del sindaco Piermattei sono: Apiro, Belforte, Bolognola, Caldarola, Camerino, Camporotondo, Castelraimondo, Castelsantangelo Sul Nera, Cessapalombo, Cingoli, Civitanova, Esanatoglia, Fiuminata, Fiastra, Gagliole, Matelica, Montecavallo, Muccia, Pieve Torina, Pioraco, Poggio San Vicino, Pollenza, Sefro, Sarnano, Serrapetrona, Serravalle del Chienti, Tolentino, Treia, Ussita, Valfornace, Visso, Fabriano, Arcevia, Genga, Frontone, Mergo, Sassoferrato, Serra San Quirico, Cupramontana, Pergola, Cagli.

(Sul prossimo numero di Appennino Camerte, in edicola giovedì, è previsto un servizio di approfondimento)

g.g. 


 




Tre condanne per reati a vario titolo, tra i quali figurano precedenti in materia di stupefacenti.
Sono questi i motivi per cui i carabinieri della Compagnia di Camerino, ieri pomeriggio, hanno arresto un giovane ventunenne, nato a San Severino e residente a Matelica. J.Z. le sue iniziali.
L'arresto è scattato a seguito di specifici servizi organizzati ad hoc dai militari dell'Arma per trovare il giovane, su cui pendeva l'ordine di esecuzione per la carcerazione, a seguito di più pene.
Al termine della formalità di rito, il giovane è stato portato nella casa circondariale di Fermo dove dovrà scontare il residuo di pena di 4 anni e 9 mesi.

GS
E' prevista domani 20 gennaio a Fabriano la prima riunione dei sindaci di Camerino, Fabriano, Fiuminata, Frontone, Genga, Matelica, Sassoferrato, Serra San Quirico, Serra Sant'Abbondio, in preparazione degli Stati generali dell'entroterra. Su convocazione del primo cittadino di Fabriano Gabriele Santarelli,l'appuntamento si propone di tornare ad approfondire numerosi dei temi trasversali ai territori del Pesarese, Anconetano e Maceratese, problematiche legate alla sanità alle infrastrutture, ai servizi, che travalicano i confini comunali, provinciali e di Area Vasta coinvolgendo alla stessa maniera tanti centri dell'entroterra con comuni esigenze di rilanciare lo sviluppo e contrastare lo spopolamento. Finalità della riunione, mettere insieme una serie di stimoli  propedeutici agli Stati Generali dell'entroterra con l'obiettivo di arrivare alla stesura di un documento programmatico unitario da sottoscrivere e da sottoporre ai prossimi candidati alle elezioni regionali del 2020.
Già dal primo incontro, i sindaci hanno trovato condivisione su tanti aspetti, pienamente convinti della necesità di unirsi per fare massa critica e far sentire con forza la voce di una parte di Regione che si sente inascoltata e che chiede attenzione. 
" A mio parere- osserva il primo cittadino di Camerino Sandro Sborgia- tutto questo è molto importante. Per la prima volta, i sindaci dell'entroterra cominciano a riunirsi, a parlare di questioni comuni e, oltre il post sisma che è sicuramente una delle problematiche di primissimo piano, iniziano a dialogare con visione unitaria su numerosie delle tematiche che  riguardano i cittadini. Io stesso- continua Sborgia- sono stato tra i promotori dei primi incontri ed è già stabilito che dopo Fabriano ci riuniremo anche a Camerino. E' un'occasione da non perdere, anzi, è un'occasione da curare in quanto, ogni qual volta da amministratori affrontiamo i problemi della gente, diamo motivazione al nostro mandato. E' importante che a questi incontri seguano i fatti: le questioni sono tante e interessano dallla ricostruzione al lavoro, dallo sviluppo alla sanità, dalle infrastrutture  al diritto alla salute. Temi grandi che non solo debbono essere approfonditi ma che vanno affrontati ora e subito: i cittadini non possono più aspettare e noi sindaci siamo investiti della responsabilità di far sì che le comunità dei nostri territori, continuino a sceglierli e a decidere di rimanerci". 
C.C.
Con il primo di una serie di eventi che si protrarranno per diversi mesi, celebrati i 50 anni dalla fondazione dell’Istituto Tecnico Commerciale “Antinori” di Matelica. 
Il felice traguardo è stato ricordato con un’intera mattinata di festa, voluta dalla dirigenza della scuola e dall’amministrazione comunale. Larga la partecipazione della cittadinanza nella sede di via Bellini, dove si sono riuniti per lì'occasione anche tanti ex allievi e docenti.
L'incontro si è aperto con i saluti istituzionali delle autorità che hanno visto susseguirsi gli interventi del dirigente scolastico Francesco Rosati, Massimo Baldini Sindaco di Matelica, Sandro Sborgia Sindaco di Camerino, Claudio Pettinari Rettore dell’Università degli Studi di Camerino. All'incontro ha partecipato il dott. Giancarlo Mariani della Segreteria del direttore dell'Ufficio Scolastico regionale.
All'orgoglio del primo cittadino di Matelica Baldini, per una istituzione scolastica che si è sempre contraddistinta per la qualità della sua formazione, si è aggiunto il compiacimento del sindaco di Camerino  Sborgia il quale ha espresso l'augurio che, come già avvenuto in passato,a partire dalla sede di Matelica i ragazzii possano continuare a trovare la loro strada per il futuro. 
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Dal Rettore di Unicam Pettinari l'auspicio che possa positivamente continuare  la filiera scuola- università- lavoro. "Bene che le università siano presenti nelle scuole e, bene il rapporto da mantenere con il territorio. Giovanni Antinori, cui l'istituto è dedicato, é stato un grande architetto e la nostra scuola di architettura potrebbe svolgere un ruolo importante per la ricostruzione". Poi una sottolineatura sui temi della sostenibilità e del rispetto dell'ambiente temi che necessitano di sempre maggiore studio e formazione. Altri aspetti quelli legati all' accesso ad una economia diversa, sempre più legata a formazione e informazione digitale e che possono essere oggetto di studio nella sinergia  tra scuola e università. "Lunga vita all'istituto e Unicam- ha concluso il rettore- ben felice di continuare a collaborare con voi'.
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E' quindi seguito l’intervento a cura dell’avvocato Giuseppe De Rosa che ha proposto un excursus tra il passato e l'oggi, tracciando  una breve storia della scuola a partire dalla sua fondazione avvenuta a Camerino nel 1863, per passare all’apertura della sede di Matelica nell’anno scolastico 1969/ 70. Fu allora che il Ministro della Pubblica Istruzione, viste le istanze del Comune e considerato il numero elevato di studenti di scuola media, sotto la presidenza del prof. Libero Polzonetti, autorizzò l’apertura della sezione staccata camerte di Ragioneria dell’ Antinori. 
Ma De Rosa ha sottolineato che, per tante ragioni, è stato molto difficile ricostruire la storia dell"Istituto.  I terremoti hanno sconvolto totalmente gli archivi, pertanto è accaduto che, seppure solo per lo spazio di tempo di mezzo secolo, notizie  frammentarie abbiano comportato difficoltà maggiore del ricucire argomenti di 400 anni fa. Già dopo il sisma del 1997, per repentine necessità di trasferimenti, tanto materiale non è stato ben organizzato materialmente e tanto altro è stato difficile reperire. Periodo caratterizzato da forti tensioni sociali quello del 1969; diverse le realtà di Camerino e Matelica, prettamente votata agli studi e alla cultura la prima e a vocazione più industriale la seconda. Ricordato anche che nel '69 si consentì l'accesso agli atenei anche agli istituti tecnici, per cui quella sezione di scuola superiore in una cittadina come Matelica permise a tanti giovani di potersi confrontare con una preparazione anche universitaria. La prima sede a Matelica fu in piazza Mattei nel palazzo del Governo e, prima di occupare il nuovissimo edificio, altra sede è stata quella del palazzo dei Conventati. All'epoca della sua fondazione, era sindaco il maestro Carlo Boccaccini e con l'assessore Pettinelli furono i più grandi sostenitori della richiesta presso il Ministero. L'allora preside Polzonetti, si impose accondiscendendo all'istanza che permise dunque l'apertura a Matelica della sede distaccata di Camerino. 'La promessa - ha concluso De Rosa- é che se si riuscirà a reperire ulteriore materiale, scriveremo senz'altro una storia più dettagliata dei vari anni dell'istituto".
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Il prof. Enzo Fusari ha quindi illustrato la figura dell’architetto camerte Giovanni Antinori a cui è dedicato l'istituto. Maggiore di dieci figli Giovanni Antinori ha lasciato molti segni della sua arte soprattutto a Roma con i tre obelischi presenti nella capitale ma poi anche nella sua terra con la mirabile sala degli specchi del Castello di Lanciano. Grande ingegnere stutturista più che architetto, ha evidenziato Fusari, nonchè grande paesaggista come testimonia lo spettacolare allestimento della corte esterna e dei giardini di Villa Pamphili, sempre nella Capitale.
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I lavori sono quindi proseguiti con gli interventi del dott. Carlo Cipriani, responsabile del servizio Formazione e Scuola di Confindustria Macerata e del prof. Gabriele Micozzi, docente presso l’Università Politecnica delle Marche, i quali hanno parlato del valore formativo degli indirizzi tecnico economici e dell’attualità di questa scelta per i giovani. La prima giornata di celebrazioni è proseguita con la consegna di una targa ricordo ai primi alunni della scuola, che nell’anno scolastico 1969/70 furono ben 25, oltre che ai Docenti, al personale ATA e ai Dirigenti che hanno fatto la storia del glorioso Istituto trai quali erano presenti i professori  Enzo Bonacucina preside per oltre 25 anni e, l'ultimo dirigente Giancarlo Marcelli che, proprio quest'anno, ha lasciato le redini al reggente Francesco Rosati che ha la titolarità dei Licei di Camerino.
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Altro momento importante, l’istituzione della borsa di studioHalley Informatica” per il miglior diplomato agli Esami di Stato dell’anno 2019/20, donata dal titolare dell’azienda Giovanni Ciccolini. A rappresentare "Halley informatica" era presente la dott.ssa Lucia Traballoni.
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 Infine, lo scoprimento di una targa in ricordo dei 50 anni e la benedizione a cura di Mons. Lorenzo Paglioni parroco della Concattedrale di S. Maria in Matelica. 
Nei prossimi mesi gli eventi celebrativi proseguiranno con una serie di manifestazioni che culmineranno in una pubblicazione, fatta di ricordi ed esperienze vissute tra i banchi di scuola. Per il mese di maggio è stato già preannunciato un seminario di studi riservato ai docenti degli Istituti Tecnici ad indirizzo economico della Regione Marche, per discutere delle peculiarità e caratteristiche di una scuola molto richiesta oggi dal mercato dal lavoro, come testimoniano la continua domanda proveniente dalle piccole e medie imprese, oggi più che mai alla ricerca di figure professionali specializzate.
c.c.
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In seguito alla presentazione di una manifestazione d’interesse per l’acquisizione degli stabilimenti di Matelica e Sassoferrato della Antonio Merloni da parte di Paolo Sparvoli, ex sindaco e direttore commerciale della AmCylindersGhergo Group, hanno iniziato a circolare voci di una possibile modifica di produzione del sito industriale successivamente all’acquisizione dell’azienda da parte dello stesso Sparvoli. Dato che la questione che sta tenendo maggiormente banco in queste settimane tra i Comuni del cratere, Matelica compresa, riguarda la localizzazione della discarica che andrà a sostituire quella di fosso Mabiglia a Cingoli, lo stesso Paolo Sparvoli, di concerto con l’attuale sindaco di Matelica Massimo Baldini ed il suo vice Denis Cingolani, ha convocato una conferenza stampa per sottolineare l’infondatezza della voce per la quale all’interno della Antonio Merloni si andrebbero a trattare i rifiuti. “Lo scorso 28 novembre abbiamo presentato come maggioranza una mozione per togliere ogni dubbio in merito alla volontà dell’amministrazione di non volere una discarica nel nostro Comune” – ha esordito il sindaco Baldini, cui ha dato manforte Denis Cingolani: “Tale eventualità rappresenterebbe un ulteriore smacco per il nostro territorio, sia per l’incompatibilità con la sua vocazione agroalimentare (basti pensare al Verdicchio) sia per il pesante colpo che esso ha già dovuto subire con il sisma del 2016: pertanto, proprio come abbiamo fatto nell’ultimo Consiglio comunale, continueremo a spergiurare in tutte le sedi opportune la possibilità di poter allocare una discarica a Matelica, augurandoci che i Comuni limitrofi facciano altrettanto”. In rappresentanza del Comune di Gagliole, il sindaco Sandro Botticelli ha voluto lanciare una rassicurazione in tal senso: “Anche il mio Comune è interessato da tale questione, tant’è che nel 2017 sono stati fatti dei sopralluoghi da parte delle autorità competenti, le quali hanno individuato tre potenziali siti tra cui località Tallano; tuttavia, nel prossimo Consiglio comunale di mercoledì 11 dicembre ho inserito la mozione presentata da Itidealia, per la quale proporrò un emendamento per rafforzare ulteriormente la contrarietà della maggioranza alla possibile allocazione di una discarica: non solo per la vocazione agroalimentare del nostro territorio, ma anche perché per rinascere il Comune di Gagliole ha assolutamente bisogno del turismo e dell’ambiente, e proprio per questo stiamo lavorando con l’Unione montana per l’instaurazione di sentieri turistici che possano portare sempre più gente. Vedersi portare una discarica sul nostro territorio sarebbe la fine”. La parola è infine passata allo stesso Paolo Sparvoli, che ha spiegato come mai, nell’oggetto sociale della Antonio Merloni pressure vessels srl, oltre alla tradizionale attività di realizzazione di serbatoi e bombole, lavorazione di metalli, carpenteria e quant’altro, compaia anche “trattamento, trasporto, smaltimento, stoccaggio di rifiuti solidi urbani, urbani pericolosi, speciali e tossiconocivi, provenienti dal settore industriale e artigianale, nonché da residui inutilizzabili”: “Si tratta dello stesso oggetto sociale figurante nell’azienda uscente Antonio Merloni CylindersGhergo Group: volendo operare in continuità, con gli stessi lavoratori e gli stessi prodotti, abbiamo voluto riprendere anche la stessa ragione sociale; bisogna però aver chiaro che la Antonio Merloni aveva incamerato l’Ecogest, la quale produceva contenitori per rifiuti: da lì la dicitura trattamento rifiuti nell’oggetto sociale, facente riferimento alla possibilità di produrre cassonetti interrati per rifiuti, non certo al trattamento vero e proprio dei rifiuti come lo si è voluto intendere, anche perché non si possono certo trattare i rifiuti all’interno del centro abitato. Forse queste dicerie sono circolate per le imminenti elezioni regionali – ha concluso Sparvoli – ma i matelicesi devono stare tranquilli: spiace che la politica, anziché occuparsi del bene comune, diffonda notizie preoccupanti per le famiglie”.

Alessio Botticelli
Sono concluse le indagini sul caso dell’ex sindaco di Matelica Alessandro Delpriori. A farlo sapere è il suo avvocato, Enrico Carmenati.

All’inizio dell’estate, nel mese di giugno, era stato indagato per peculato e gli erano stati sequestrati 45.621 euro su disposizione del Tribunale del Riesame che aveva accolto il ricorso dei magistrati dopo che la procura aveva avanzato la proposta e il gip l’aveva rigettata.

Va ricordato che, secondo le indagini condotte dai Carabinieri di Matelica e coordinate dalla procura maceratese, sarebbero stati prelevati soldi dal conto corrente di un inabile di cui Delpriori, quando era sindaco, era stato dichiaratole curatore dal giudice tutelare. I fatti risalirebbero al periodo tra il 2015 e il 2016.

Questo denaro, 15.500 euro, sarebbe stato girato ad una donna che, a sua volta, in due tranches avrebbe versato l’importo al consulente finanziario di Delpriori (entrambi indagati per concorso in peculato) trattenendo, pare, solo 500 euro per sé. La donna inizialmente avrebbe affermato di essere una conoscente dell’inabile, ma da indagini sarebbe emerso che si trattava di una conoscente del consulente finanziario.

La restante cifra, di oltre 30mila, sarebbe la somma uscita dal conto di questo soggetto inabile (deceduto nel 2016) per spese non giustificabili.

“Le indagini - fa sapere il legale di Delpriori, Carmenati - sono concluse. Siamo in attesa di sapere cosa decideranno procura e gip per il dibattimento. Al momento non ci sono state comunicate date in tal senso. Di sicuro Delpriori rigetta ogni ipotesi accusatoria”. È per questo che, a differenza del consulente finanziario coinvolto e della donna, non avrebbe alcuna intenzione di patteggiare.

gg

Sembra scongiurata, per il momento, la chiusura pomeridiana dell'ufficio postale di Matelica.
La decisione che nelle ultime settimane aveva allertato non solo la città ma l'intero bacino di utenza già privato di altri servizi a causa del sisma, sembra essere stata per il momento sospesa.
Non sarebbero quindi passate inosservate le proteste dei cittadini, le azioni dei sindacati e l'impegno del Comune e del sindaco Massimo Baldini che si è speso in prima persona affinchè Matelica non avesse perso questo servizio.
Una chiusura che è però solo stata sospesa. Per questo motivo le parti chiamate in causa continueranno a tenere alta la guardia per far sì che questa sospensione diventi invece una decisione definitiva.
L'ufficio postale di Matelica ricopre un vasto territorio con un bacino prevalentemente montano che, con la chiusura pomeridiana, vedrebbe la possibilità di usufruire di un ufficio postale di pomeriggio solo a Fabriano, a San Severino Marche o addirittura a Foligno.

GS
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