La città di Matelica si prepara al Natale tra installazioni e tante iniziative in programma. Sono partiti ormai da diverse settimane i preparativi per l’organizzazione del calendario natalizio e l’installazione degli addobbi e delle luminarie in tutto il territorio.
Per l’evento di accensione è già stata fissata la data di domenica 4 dicembre. Nel centro storico sarà poi creato un percorso con allestimenti specifici che condurrà alla casa di Babbo Natale, realizzata nei locali di vicolo Cuoio accanto al Museo Piersanti. L’attrazione sarà inaugurata giovedì 8 dicembre.

Tutte le domeniche di dicembre, inoltre, saranno arricchite da spettacoli e animazioni itineranti in tutto il centro storico. Torna anche l’appuntamento con il presepe vivente del 26 dicembre, che quest’anno avrà come sfondo la bellissima frazione di Braccano. Per l’occasione il piccolo borgo sarà collegato alla città di Matelica con un servizio di navette. Il 6 gennaio, infine, un altro gradito ritorno: quello della befana che scenderà dalla torre civica al centro di piazza Mattei.
Non mancheranno poi tanti altri eventi paralleli per un calendario che vedrà ogni settimana diverse iniziative in programma.

«Un modo per accendere la città da dicembre all’Epifania – spiega l’assessore al Commercio e al Turismo Maria Boccaccini – a giorni provvederemo alla distribuzione del calendario con tutti gli appuntamenti, sperando in un’ampia partecipazione in quanto ci sono diversi importanti eventi che riscalderanno l’atmosfera di Matelica. Un’offerta pensata per tutte le età con grandi ritorni e diverse novità. L’obiettivo è quello di avere una città sempre viva, che restituisca al visitatore un messaggio di speranza e di festa».
Educare al riuso e ad evitare l’abuso della plastica fin dalla tenera età. È l’idea dietro al regalo che l’amministrazione comunale di Matelica ha voluto fare ai bambini della prima elementare della scuola “Lodi”. Come da qualche anno a questa parte, quasi come un benvenuto, i piccoli alunni hanno ricevuto infatti una borraccia metallica, in modo da abbattere l’utilizzo delle bottigliette usa e getta. Un’iniziativa che fa il paio con quella della consegna di posate riutilizzabili per il pranzo alla mensa scolastica che, a Matelica, ha permesso di eliminare lo spreco di quasi 60mila posate usa e getta ogni anno.

«La sostenibilità e il rispetto dell’ambiente sono temi di stretta attualità e di grande importanza – spiega il vicesindaco e assessore alla nettezza urbana, Denis Cingolani –. Per questo crediamo che le buone abitudini vadano insegnate ai bambini sin da giovanissimi. Potrebbe sembrare una cosa di poco conto, ma il valore che passa attraverso queste iniziative è di grande portata. Lo scopo, in futuro, dovrà essere quello di avere degli istituti scolastici capaci di fare a meno della plastica usa e getta e soprattutto quello di formare una generazione di giovani capace di interessarsi e di agire positivamente nei confronti dell’ambiente».
Attimi di paura nella prima mattinata di oggi, quando la terra è tornata a tremare. Un terremoto di magnitudine 5,7 con epicentro in mare, al largo della provincia di Pesaro-Urbino ha svegliato le Marche alle 7.07, seguito da altre scosse di minore intensità. Avvertita distintamente anche nella provincia di Macerata, soprattutto sulla fascia costiera, la scossa ha fatto scattare immediatamente la macchina dei controlli. Diversi i comuni che hanno deciso per la chiusura delle scuole, nonostante molti degli studenti fossero ormai pronti a recarsi a lezione. Nel frattempo sono in corso i sopralluoghi per accertare la sicurezza degli edifici pubblici e delle infrastrutture.

In questo contesto Macerata è stato tra i primi comuni a decidere per la chiusura degli istituti. Nel capoluogo oggi nessuna lezione, neanche all'università che ha fatto sapere di aver sospeso lezioni, esami e sessioni di laurea. «Abbiamo predisposto quattro squadre di tecnici - spiega il sindaco Sandro Parcaroli - che si stanno occupando dei sopralluoghi nelle scuole. Oggi gli istituti rimangono chiusi, da noi come in molti altri comuni del maceratese, soprattutto nella zona costiera. Siamo in costante collegamento e seguiamo l'evolversi della situazione. Sembra comunque che non ci siano stati danni».

«Una misura precauzionale». L'ha definita così il sindaco di Matelica, Massimo Baldini. Anche nella sua città è scattata l'ordinanza che ha rispedito a casa gli studenti. «Non ci sono danni, l'ordinanza è preventiva, per evitare problemi alla sicurezza. Molti genitori erano preoccupati e quindi abbiamo deciso di prestare loro ascolto. Stiamo effettuando i sopralluoghi con i tecnici, la situazione è sotto controllo».

Altri comuni in cui ai è deciso per lo stop alle lezioni sono Recanati, Porto Recanati, Morrovalle, Monte San Giusto, Montecassiano e Appignano. In provincia di Ancona, tra gli altri, Fabriano.

Tutti in aula invece a San Severino Marche. Il sindaco Rosa Piermattei ha comunque fatto sapere come la macchina dei tecnici comunali sia già in azione per individuare eventuali criticità: «La situazione è sotto controllo e le strutture scolastiche sono al sicuro. Molti studenti erano già in auto o in pullman per venire a scuola e, visto che la loro sicurezza non è a rischio, abbiamo deciso di tenere gli istituti aperti».

Anche a Camerino nessuna interruzione nel servizio scolastico, anche qui in corso gli accertamenti del caso. A San Ginesio, il sindaco Giuliano Ciabocco ha fatto sapere di «aver effettuato le verifiche subito dopo le scosse - informa -. Questa volta c'è stato solo un forte spavento, ma siamo stati fortunati. Nessun problema alle strutture scolastiche, per questo le lezioni si tengono regolarmente».

l.c.
Via le mascherine nei teatri, nei cinema e nei palasport. Da domani non sarà più obbligatorio indossare i dispositivi di protezione personale in questi luoghi, tra i più colpiti dalle restrizioni negli ultimi due anni di pandemia. Un provvedimento molto atteso, ma che arriva in un momento di bassa stagione. I cinema sono in un momento di calma, come spesso accade d’estate, mentre i teatri hanno già avviato i calendari estivi, contraddistinti dalle rappresentazioni all’aperto. Resta comunque il sentimento di speranza in vista di una ripresa per la stagione autunnale.

«Quest’estate usciranno pochi film, e in generale la bella stagione è sempre quella meno partecipata – commenta Massimiliano Giometti, dei multisala omonimi a Tolentino e Matelica –. L’allentamento degli obblighi era comunque una decisione che attendevamo da parecchio. Il comparto cinema è stato indubbiamente tra i più colpiti dall’emergenza pandemica, così come tutto il settore legato allo spettacolo. Ad aggravare il problema per le sale sono stati i vertiginosi rincari in bolletta, con aumenti vicini al 250 percento, e la nostra scarsa capacità di competere con le piattaforme di streaming online. In questo momento abbiamo bisogno degli aiuti dello Stato, e soprattutto che la pandemia allenti definitivamente la morsa. I cinema rischiano di non sopravvivere ad un’altra stagione a mezzo servizio, anzi, qualcuno ha già dovuto chiudere la propria attività».

Non diverso il discorso per i teatri. Il Feronia di San Severino Marche, ad esempio, ha chiuso la sua stagione invernale e l’addio alle mascherine arriva quindi in un momento in cui gli spettacoli si sono già spostati all’aperto. «La notizia rimane comunque confortante – sottolinea il direttore di Teatri San Severino, Francesco Rapaccioni –. Bisogna comunque mettere l’accento su un fatto. I teatri, così come i cinema, hanno l’assoluto bisogno di tornare alla piena capienza, almeno per quello che riguarda le normative. Ne hanno bisogno per la qualità dell’esperienza e per questioni di bilancio. Lo scorso biennio è stato molto complicato sotto questo punto di vista, per questo siamo disposti anche ad accettare compromessi. Meglio una platea gremita con gli spettatori in mascherina che un teatro semi vuoto senza l’obbligo di indossarle».
S’intitola “Il paesaggio in astrazione” la personale dell’artista Francesco Nottolini che verrà inaugurata giovedì 2 giugno alle ore 17,30, nei locali di Vicolo cuoio numero 1 adiacenti al museo Piersanti di Matelica.
Pittore e incisore, originario di Camerino, Francesco Nottolini opera da 50 anni. In passato ha tenuto numerose mostre sul territorio; sue opere sono in allestimento fisso in diverse gallerie italiane.
Con questa sua ultima mostra, Francesco Nottolini propone una serie di opere espressione di grande intensità e passione, tra le più significative del proprio percorso artistico. Opere che, nello specifico, traggono origine dallo studio del paesaggio che ci circonda. «In realtà – afferma Nottolini- basta osservare le cose con sensibilità. Naturalmente la mia è sempre stata una pittura di ricerca, rivolta allo studio di determinati pittori inglesi, quali John Constable e William Turner, la cui arte è accomunata dallo studio del paesaggio nelle sue diverse forme ed estensioni.
A parte la zona delle highlands e delle alte montagne, l’Inghilterra è infatti caratterizzata anche da estese pianure – spiega Francesco Nottolini-. Possiamo dunque vedere il paesaggio nella sua estensione e, questa propensione pittorica, possiamo rapportarla anche alla pittura americana». Non a caso, nell’ambito della sua formazione all’Accademia di Belle arti, Nottolini ha dovuto per forza di cose confrontarsi con la scena americana.

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«Con una tesi su Jackson Pollock – racconta l’artista- ho dovuto rapportarmi con la difficoltà di parlare del suo romanticismo. Un’esperienza che mi è servita a comprendere come sfruttare il paesaggio nelle sue estensioni, naturalmente anche guardando pittori quali Willem De Kooning e Hans Hartung, o trovare riferimento su certe tematiche della stagione cubista di Picasso. In realtà – prosegue - al di là di questi discorsi, nell’allestimento di Matelica potranno essere visionati dei lavori che ho realizzato su una carta cotonata molto molto spessa e resistente, della grandezza di un metro per settanta. Le opere sono nella maggior parte dei casi verticali. Ho utilizzato dei colori acrilici molto forti per dei lavori che in un certo senso considero come dei bozzetti, perché in realtà dovrebbero essere realizzati su grosse tele.
Parlo di grandi superfici di 2 metri per 3 che in casa mi sarebbe impossibile realizzare. Tipologie di lavori che dunque dovrebbe essere un ente o un privato a richiedermi. Questo desiderio di tele di grandi dimensioni per esprimermi, viene anche dalla ricerca e dallo studio di un americano. Mi riferisco all’architetto Mark Rothko, il quale nel 1925 fu insignito di arredare le hall dei primi grattacieli.

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Un lavoro che gli fu commissionato da alcuni privati per i quali realizzò opere di 2 metri per 3. Ovvio che si tratti di un’operazione impossibile da eseguire in casa da qualsiasi pittore, se non commissionata da privati.
Ecco perché le opere che vedrete nella mia mostra personale di Matelica, in confronto alle opere di Mark Rothko, non sono che dei bozzetti. Detto questo spero che la mostra vi piaccia e ringrazio sin d’ora chi vorrà venire a visitarla». Dopo l'inaugurazione del 2 Giugno, la personale di Francesco Nottolini “Il paesaggio in astrazione”, rimarrà  aperta e visitabile fino al 12 giugno 2022, dalle ore 17 alle ore 19,30, 


Carla Campetella
Porte delle discoteche sbarrate per un anno a sei matelicesi, tutti tra i 23 e i 38 anni. Lo ha stabilito il questore di Macerata, Vincenzo Trombadore, su segnalazione dei carabinieri della Compagnia di Camerino e dopo le indagini dei militari della Stazione di Matelica.

Le ragioni del provvedimento, che impedisce ai sei giovani l’accesso e l’avvicinamento a tutti i locali da ballo della città per almeno un anno, risalgono a fine febbraio. I sei denunciati, insieme a un altro ragazzo ancora non rintracciato dalle forze dell’ordine, avevano scatenato una rissa fuori da un locale a Matelica. I carabinieri hanno ricostruito gli avvenimenti di quella notte, denunciando i responsabili all’Autorità Giudiziaria e chiedendo provvedimenti amministrativi a loro carico. I sei protagonisti della colluttazione, la maggior parte dei quali per altro gravati da precedenti per reati contro il patrimonio e contro la persona, sono stati quindi sanzionati dalla Questura. Per un anno non potranno accedere ai locali della città matelicese, né stazionare nelle loro vicinanze.
Dolore e sgomento ha suscitato a Camerino, sua città di origine, Castelraimondo e in tutto l'entroterra l'improvvisa scomparsa a soli 58 anni di Maurizio Cavallaro, attualmente dirigente scolastico dell'Istituto Strampelli di Castelraimondo.

Un malore improvviso lo ha colto nella notte tra lunedì e martedì, a seguito del quale era stato ricoverato all'ospedale regionale di Torrette dove i medici lo hanno sottoposto ad un delicato intervento chirurgico nel tentativo di salvargli la vita e dove, purtroppo, è deceduto.

Persona molto conosciuta e stimata non solo nel mondo della scuola, dove ha operato prima come insegnante e poi come preside, ma anche nel mondo degli scout e del volontariato cattolico, e grande appassionato di musica Maurizio Cavallaro lascia la moglie Maria Laura Moreni, i figli Alessandro, Maria e Michele, i fratelli Alberto, Mario, Marcello, Gabriella.

Come dirigente scolastico ha diretto gli istituti Lucatelli di Tolentino, Antinori a Camerino, il circolo didattico di Matelica, l'istituto Betti sempre a Camerino e attualmente l'Istituto comprensivo Strampelli di Castelraimondo, città nella quale si era trasferito dopo il terremoto.

Un tragico destino lo ha strappato all'affetto dei suoi cari e ad un territorio da lui amato e che ora ne piange la scomparsa.

I funerali si terrannio venerdì 15 aprile alle ore 11.30 nella basilica di San Venanzio. Questo giovedì pomeriggio, dalle ore 15.00, verrà allestita la camera ardente nella chiesa di comunità di Vallicelle.

La redazione de L'Appennino camerte - RadioC1 inblu, con la quale ha spesso collaborato, si stringe al dolore della sua famiglia.

il dirigente Maurizio Cavallaro

Maurizio Cavallaro con Francesco Rosati
Maurizio Cavallaro con Francesco Rosati






Carissimi sorelle e fratelli,

non vi nego che avevo sperato in una Pasqua migliore ma, per le tristi e purtroppo note vicende sociali, sanitarie, economiche e internazionali che continuano a ferire il mondo, sembra quasi impossibile viverla e celebrarla con autentica gioia nella quotidianità della nostra vita.

Vedo attorno a me i segni di una vita che si spegne e di un disagio sociale, personale e familiare che cresce a dismisura. Molte situazioni appaiono come “partite perse”, restiamo perplessi e increduli davanti all’eventualità di un futuro possibile, al punto che nulla sembra abbia più un senso.

La morte è entrata così prepotentemente nella nostra vita, da avvelenare il cuore e occuparne tutti gli spazi. Se ci sentiamo rifiutati e traditi, viviamo la morte delle relazioni, dei nostri affetti e dei nostri amori. Se perdiamo la speranza che le cose possano cambiare perché la crisi economica si fa sentire, perché la ricostruzione stenta a ripartire, perché i lavoratori rischiano di essere lasciati a casa, viviamo la morte della nostra dignità.

Se guardiamo inermi i nostri bambini, i ragazzi e i giovani che lentamente stanno perdendo tempo preziosissimo destinato a costruire le loro relazioni, viviamo la morte del futuro. Se guardiamo fuori dai nostri confini e restiamo attoniti ascoltando le terribili notizie della guerra, viviamo la morte della pace e della civiltà umana.

Certo, è veramente pesante questo tempo, non possiamo nascondercelo, ma in questo buio e ombra di morte, ancora una volta, si fa strada una luce, un annuncio, un’incredibile e inaudita speranza: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto.” (Lc 24,1-12).

È risorto, se già qui e ora anticipiamo qualcosa di ciò che vivremo in pienezza alla fine della storia. È risorto, se la gioia pasquale, nonostante i problemi, le fatiche e le sofferenze, diventa segno distintivo della nostra fede.

È risorto, se un uomo e una donna sono in grado di camminare nella fedeltà del dialogo e del perdono reciproco. È risorto, se siamo disposti a ridare speranza a chi l’ha perduta, fede a chi cerca risposte, amore a chi soffre.

È risorto, se abbiamo il coraggio di vivere pienamente la sfida ecclesiale della sinodalità per generare la vita nuova che viene dal Vangelo. È risorto, se siamo in grado di operare un servizio generoso e senza interessi di parte per il bene della comunità civile.

È risorto se siamo disponibili all’accoglienza solidale, alla generosità senza confini, a tessere cammini di pace iniziando dalle nostre case e dalle nostre comunità.

Cari fratelli e sorelle, il mistero della Pasqua ci ricorda che il Risorto è all’opera ogni volta che qualcuno di noi sceglie di alimentare la fiamma tremula di una vita in pericolo. È all’opera quando usciamo dai nostri spazi di tristezza e ci apriamo agli orizzonti della gioia e della speranza, a quella speranza che rimuove le pietre dai sepolcri e ci incoraggia ad annunciare la Buona Novella, capace di generare vita nuova in noi e negli altri.

Con questa scommessa, che si traduce in certa fiducia nella Vita nuova che Dio incessantemente ci dona, con rinnovata fede, auguro a voi tutti una Santa Pasqua da celebrare con amore e santità di vita.

Il vostro arcivescovo
+ Francesco
Un incendio in località Marciano di San Severino ha bloccato il traffico all’altezza dell’incrocio con Gaglianvecchio. Per cause in corso di accertamento, intorno alle 12 il fuoco è divampato lungo la carreggiata della statale che conduce a Cingoli. Con il ritorno delle prime giornate asciutte, tornano a verificarsi episodi di incendi di sterpaglie, che spesso hanno interessato l’entroterra nel corso della scorsa estate. Sul posto, per domare le fiamme prima che potessero mettere in pericolo gli automobilisti, sono intervenuti i Vigili del fuoco di Macerata, supportati dalla polizia locale di San Severino Marche.

Un altro incendio ha impegnato i pompieri in località Braccano di Matelica. Dopo la chiamata arrivata alle 12.30, il comando ha inviato sul posto due mezzi del 115. L’entità del rogo, le cui cause sono in corso di accertamento, ha richiesto un supporto aggiuntivo: sono infatti partiti verso Matelica altri due automezzi in appoggio a quelli già impegnati a combattere le fiamme. L'incendio è stato così domato e l'intera zona bonificata.

Un terzo incendio, sempre di sterpaglie e arbusti, ha interessato un'area lungo la strada Regina nel territorio di Potenza Picena, con le fiamme che hanno avvolto anche alcune roulotte posizionate nella zona. Anche in questo caso sono intervenute le squadre dei pompieri del comando provinciale di Macerata che hanno provveduto a spegnere il rogo e a bonificare la zona.


pompieri lavoro


Autobotte in fiamme in mattinata, illeso il conducente. Succede stamattina a Matelica, intorno alle 10 in via Merloni, dove un autobotte che trasportava farina è stata avvolta dalle fiamme. A scatenare l'incendio, stando alle ricostruzioni dei Vigili del fuoco, sarebbe stato l'eccessivo surriscaldamento dei freni. Illeso il conducente del veicolo. Le fiamme sono state sedate dai pompieri della caserma di Camerino, intervenuti insieme a quelli di Macerata con tre mezzi. La zona è stata messa in sicurezza, mentre si attende ora che il serbatoio si raffreddi per procedere con le operazioni di travaso del contenuto.

l.c.
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