Il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Santa Maria della Pietà” di Camerino sarà ampliato: il sindaco Sandro Sborgia ha incontrato il dottor Carlo Di Falco, direttore sanitario dell’Area Vasta 3, e l’ingegnere Lucia Mosciatti dell’ufficio tecnico Asur. Sul tavolo la bozza del progetto di ampliamento del Pronto Soccorso del nosocomio camerte. Parte dei fondi Covid stanziati per la Regione Marche dal Commissario straordinario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri, saranno destinati alla realizzazione di questo intervento. Il progetto definitivo sarà consegnato tra una quindicina di giorni mentre la tempistica dei lavori è stata calcolata in 4-5 mesi.

Il sindaco Sborgia ha commentato: “Abbiamo visionato la bozza del progetto e l’ampliamento consentirà di potenziare il Pronto Soccorso, nonché di gestire al meglio eventuali situazioni di emergenza, come la fase pandemica che stiamo affrontando, così da evitare contatti tra pazienti Covid e non, anche attraverso la creazione di due diversi ingressi. Abbiamo accolto con piacere il progetto dell’ampliamento, visto naturalmente anche in un’ottica di potenziamento del nostro ospedale, punto di riferimento di tutta l’area interna e quindi fondamentale per garantire il servizio sanitario nell’entroterra”.
red.
C’è preoccupazione per la situazione Coronavirus nell’ospedale di San Severino Marche ‘Bartolomeo Eustachio’ : le condizioni di stress della struttura stanno diventando sempre più insostenibili, visti i casi di positività del personale sanitario che opera nei servizi di Oncologia e Hospice”.

Lo ha denunciato Francesco Borioni, consigliere comunale di Centrosinistra per San Severino, in comunicato in cui si afferma: “La Regione, nella giornata di lunedì, ha deciso di intervenire pesantemente sul reparto di lungodegenza riducendo in maniera significativa i posti letto per consentire il trasferimento di infermieri ed OSS al Covid Center di Civitanova. Un ospedale come quello di San Severino Marche che, durante la prima fase dell’emergenza Covid era stato strategico per tutta l’area, viene ora smantellato e privato di servizi essenziali. La giunta regionale chiarisca subito quali sono le scelte che saranno adottate e quale ruolo sarà riservato al nostro ospedale. Manca, a nostro avviso, una visione strategica e di insieme. Non è accettabile che le decisioni prese vengano comunicate all’ultimo minuto creando forti disagi sia alle strutture che devono riorganizzarsi in tempi brevissimi, sia al personale che si vede costretto a trasferimenti forzati e a turni di lavoro massacranti e non più sostenibili”.

Borioni prosegue: “Occorre inoltre un immediato piano di assunzioni per reperire il personale necessario per far fronte all’emergenza. Al di là dei comunicati stampa, dello scaricabarile sul governo e delle sparate su discutibili cure alternative ci sembra che questa giunta regionale si stia muovendo con approssimazione, navigando a vista, senza un piano pandemico chiaro e ben definito”.

Il Consigliere conclude: “In questa drammatica situazione serve la più ampia collaborazione, condivisione e trasparenza nelle azioni che si intendono mettere in atto per fronteggiare l’emergenza, tutte cose che a questa giunta mancano”.

Red.
"Cosa sta succedendo al Punto di Primo Intervento di Tolentino?".
Se lo chiede Anna Menghi che ha corso per la Lega nell'ultima corsa in consiglio regionale.
"È una domanda da porsi molto seriamente - denuncia - , perchè la situazione non sembra affatto chiara e credo esista il serio rischio che Tolentino possa perdere anche quest'ultimo presidio sanitario del territorio.
Da fonti molto attendibili - dice la Menghi - , ho saputo che attualmente il PPI di Tolentino rimane operativo soltanto grazie al lavoro “straordinario” del personale sanitario. In pratica, nel momento in cui il personale medico e paramedico dovesse, per qualsiasi motivo, non essere più disponibile a svolgere gli “straordinari”, il Punto di Primo Intervento di Tolentino smetterebbe di funzionare".
Un appello che riguarda una struttura importante per la sanità dell'entroterra, sempre più penalizzata dalla riorganizzazione del sistema ospedaliero.
"È facile immaginare - dice in merito ad una possibile chiusura - che la responsabilità sarebbe fatta cadere sopra medici e paramedici la cui 'colpa' sarebbe solo ed esclusivamente quella di non svolgere ulteriore orario di lavoro oltre quello stabilito dalla legge.
Insomma, quelli che fino a ieri erano gli 'eroi' del Covid sarebbero fatti passare come i colpevoli della chiusura del Punto di Primo Intervento di Tolentino.
Si tratta di una palese ingiustizia - prosegue - e di una sorta di ricatto morale verso professionisti seri e preparati che quotidianamente si mettono a disposizione della collettività.
Ritengo che su questa paradossale situazione debba essere fatta, quanto prima, doverosa chiarezza, per non far trovare i cittadini ancora una volta, da un giorno all'altro, privati di un servizio essenziale come quello del PPI di Tolentino".

GS
Quando la passione per il proprio lavoro diventa la spinta ad andare avanti. Nonostante tutto.
In questi giorni che l'ospedale di Camerino è al centro del dibattito pubblico a causa della carenza di medici, non mancano comunque i gesti di solidarietà che hanno sorpreso nei mesi scorsi e che sorprendono ancor di più oggi che il nosocomio è tornato alla normalità.

Ancora una volta, al centro dell'impegno per l'ospedale camerte la dottoressa Gabriella Mazzoli, tesoriere dell'associazione A cuore aperto, che grazie alle donazioni arrivate fino ad oggi ha deciso di donare letti elettrici e materassi alla struttura sanitaria dell'entroterra. 
Sono arrivati proprio questa mattina i primi 20 letti elettrici, dieci materassi antidecubito ed una barella di ultima generazione per l'unità operativa di Ortopedia.

Domattina arriveranno altrettanti letti elettrici e relativi materassi antidecubito all'unità operativa di Chirurgia; mentre lunedì prossimo 24 letti elettrici, altri materassi antidecubito ed una barella all'unità di Medicina Interna.

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"È il più grande acquisto che l'associazione realizza per l' ospedale di Camerino - spiega Gabriella Mazzoli ai microfoni di Carla Campetella - grazie alle tante donazioni ricevute da marzo ad oggi. Prima si è provveduto ad acquistare tutto ciò che poteva servire a pazienti e sanitari nel periodo del Covid, ora si provvede a dare questa importante dote che la comunità dona all'ospedale del proprio grande territorio.
In totale - spiega - hanno donato 188.660,32 e per questo dobbiamo ringraziare tutti, dal bambino che ha dato qualcosa rinunciando ad un gioco, alle associazioni che si sono autotassate per aiutarci. Cito anche i centesimi affinchè tutto vada speso per l'ospedale di Camerino. In questo caso abbiamo acquistato 64 letti elettrici, altrettanti materassi antidecubito e due barelle di ultima generazione".

Grande commozione per la caposala di Ortopedia, Gisella Dibiase: "Non ci sono parole - dice - . L'ospedale deve riprendere al meglio, ci portiamo dietro sensazioni, stanchezze, e questi gesti danno uno stimolo e una speranza in più anche per quello che è l'ospedale di Camerino. E' un segnale positivo sia per i dipendenti che per la popolazione.

Carla Campetella
Giulia Sancricca

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Investimento questa mattina intorno alle 8 in viale Giacomo Brodolini, a Tolentino.
Per cause in corso di accertamento un'auto ha investito un pedone che stava attraversando la strada.
Si tratta di un settantenne, E.S. le sue iniziali.
Subito sono stati avvertiti i soccorsi e sul posto sono arrivati la polizia municipale  e i sanitari del 118.
Viste le condizioni del ferito è stato necessario l'intervento dell'eliambulanza che ha trasportato il pedone in codice rosso all'ospedale di Torrette ad Ancona.

GS

Era l'11 marzo scorso, nel pieno dell'emergenza sanitaria, quando davanti alla centrale operativa del 118 dell'ospedale di Macerata comparve uno striscione per ringraziare tutti gli operatori sanitari ed il lavoro che stavano facendo per i malati di Covid-19.
Oggi, a distanza di quasi tre mesi, quando sembra che il giro di vite del virus stia allentando, gli Ultras di Macerata non dimenticano quello che tutti gli operatori della sanità hanno fatto nei momenti più difficili e continuano a fare per svolgere al meglio il loro lavoro.
È per questo che stamattina, nello stesso posto dove venne appeso lo striscione dell'11 marzo, è comparso un altro messaggio di ringraziamento: "Avete lottato da veri ultrà per la nostra città. Grazie".
Sono state tante, nel periodo più duro dell'emergenza, le dimostrazioni di affetto giunte da ogni parte sociale per gli operatori degli ospedali di tutta la zona. 
Dimostrazioni che oggi, mentre l'allarme sembra calare, si fanno ancora più importanti perchè dimostrano che i cittadini non hanno dimenticato.
L'augurio è che questo impegno non venga vanificato né dimenticato da chi ha il potere per decidere cosa fare della sanità.

Giulia Sancricca
Tragedia questa mattina in un condominio di via Cesare Pavese a Civitanova, nel quartiere San Marone.
Non si conoscono ancora i motivi che avrebbero portato ad una lite tra tre persone straniere.
Quello che si sa, però, è che lo screzio cominciato in un appartamento, sia poi finito in strada e si sia trasformato in una vera e propria aggressione tanto che uno dei tre avrebbe tirato fuori un coltello.
Due i feriti: uno più grave è stato trasportato a Torrette in eliambulanza mentre il secondo è stato ricoverato all'ospedale di Civitanova per un intervento chirurgico. La terza persona pare sia fuggita.
Sul posto i sanitari del 118 e le forze dell'ordine per i rilievi.

GS
L'impegno di tanti anni di Sagra dell'Acquaticcio rimarrà tangibile per molto tempo all'ospedale di Camerino.
Un segno indelebile quello che l'ex direttivo della Sagra dell'Acquaticcio di Belforte del Chienti ha voluto lasciare per tutto il territorio, in questo periodo di emergenza.
Dopo aver contribuito alla retta della scuola di equitazione per una famiglia del paese con un ragazzo disabile e dopo aver acquistato le mascherine per tutte le famiglie di Belforte, gli ex componenti del direttivo belfortese hanno consegnato, questa mattina, al Covid Hospital di Camerino, due barelle che in questo momento serviranno per la terapia intensiva e la degenza breve, ma passata l'emergenza potranno essere utilizzate anche per il pronto soccorso. Su entrambe le barelle, una targhetta che ricorda gli autori della donazione.

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"L'obiettivo, infatti - come ricorda l'ex presidente della sagra, Simonetta Mancini - era quello di offrire un aiuto che restasse all'ospedale anche dopo l'emergenza. Con l'ex direttivo abbiamo organizzato per quarant'anni la festa belfortese, oggi siamo orgogliosi di aver azzerato il fondo cassa aiutando chi ne ha bisogno. Gli ultimi risparmi andranno alla Protezione civile di Belforte del Chienti".
Presenti alla consegna alcuni rappresentanti dell'ex comitato, il sindaco di Belforte del Chienti Alessio Vita e il sindaco di Camerino Sandro Sborgia e una delegazione di sanitari dell'ospedale camerte.
"Un grande gesto - ha detto il sindaco di Belforte del Chienti - che i miei concittadini hanno voluto fare a tutte quelle persone che, purtroppo, stanno attraversando un momento difficile. Credo che, come sindaco, non ci sia nulla di più bello che sottolineare questo gesto che si aggiunge a quello di aver donato le mascherine a tutti i belfortesi. Un bel segno di solidarietà e fratellanza".
Grato il sindaco della città ducale, Sandro Sborgia: "Stiamo vedendo tantissima solidarietà e molta attenzione per la nostra struttura sanitaria. La vicinanza e l'affetto che le comunità provano nei confronti di questo ospedale dimostrano come il nosocomio camerte sia il punto di riferimento dell'area montana. Sebbene il nostro entroterra non sia densamente popolato come le zone costiere, questo costituisce un presidio vitale per la salute di tutti i cittadini dell'entroterra. Camerino e le comunità vicine lo dimostrano con questi segni".

GS

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Salvaguardare la struttura ospedaliera di Fabriano dalla pandemia e, nel contempo, garantire la massima tempestività e vicinanza ai pazienti contagiati dal Covid-19.
Questo il duplice obiettivo che viene centrato dalla terza donazione che la Fondazione Carifac ha effettuato in favore del presidio ospedaliero cittadino Engles Profili.
Un dono che arriva al termine di una raccolta di solidarietà in sinergia con Ariston Thermo Group, il presidente della Fondazione Aristide Merloni, Francesco Merloni e in partnership con Radio Gold Fabriano, a cui hanno aderito tante persone.

Con i fondi raccolti è stato possibile donare al personale dell’Unità speciali per la continuità assistenziale (USCA) un ecografo portatile Sonosite con sonde per ecocardiografia ed ecografia toraco-addominale.

Un macchinario che va a migliorare le Unità speciali per la continuità assistenziale che, su chiamata dei medici di medicina generale o dei pediatri di libera scelta o dalla Guardia Medica, effettuano controlli a domicilio dei malati o sospetti contagiati di Covid-19 e, dove necessario, eseguono i tamponi per la verifica della positività al coronavirus.

«Potenziare le capacità diagnostiche delle USCA - evidenzia il presidente della Fondazione Carifac, Marco Ottaviani -significa non solo migliorare l’assistenza specifica al paziente, ma evitare soprattutto un promiscuo accesso alla struttura ospedaliera riducendo in tal modo i rischi di contagio quale ulteriore garanzia per un ospedale No-Covid come il nostro nosocomio». 

«Un doppio regalo da parte della nostra comunità. Una strumentazione strategica che potenzia la sanità del territorio nella fase di questa emergenza e una opportunità in più alla sua conclusione, per tutto l’ospedale Engles Profili, che semplificherà l’algoritmo diagnostico già al letto stesso del paziente e nelle condizioni di urgenza», le parole del dirigente dell’Unità operativa complessa di Medicina del presidio ospedaliero fabrianese, Maicol Onesta.

GS


Forze dell'ordine e operatori sanitari, gli uni di fronte agli altri, per cantare insieme l'Inno di Mameli e rafforzare l'intesa che in questo momento li unisce per susperare l'emergenza.
Nello stesso momento, negli ospedali di Macerata, Civitanova e Camerino, i carabinieri, la polizia, la polizia locale, la guardia di finanza e i vigili del fuoco hanno voluto dimostrare la loro vicinanza ed il loro ringraziamento a chi porta avanti il proprio lavoro come una missione in questo periodo di grande difficoltà.
È stato l'inno di Mameli ad unirli, ancora una volta, con la mano sul cuore e gli occhi rivolti verso un unico grande obiettivo: la fine della tempesta. Presente a Camerino il direttore di Area Vasta 3, Alessandro Maccioni.
"Un segnale di cui avevamo bisogno - ha detto - Lo si capisce soprattutto dopo esserci stato. L'importanza di ascoltare l'Inno davanti ai militari schierati sull'attenti. Una scelta sobria ma che ha fatto molto piacere. Ho saputo ieri sera di questa iniziativa procrastinata per il maltempo. Non potendo essere in tutti e tre gli ospedali contemporaneamente, ho scelto Camerino per il simbolo che rappresenta. Il primo ospedale Covid dell'Area Vasta. Oggi Camerino rappresenta un esempio del funzionamento per curare i pazienti affetti da Coronavirus. Voglio sottolineare l'importanza dello sforzo di tutto il personale. Abbiamo fatto le prime video chiamate con il tablet donato dai portalettere, ne sono arrivati altri grazie a Med Store anche per Macerata e Civitanova. Ricordo poi l'importanza del punto nascite di Civitanova che ha finora accolto due nascite da mamme Covid. un segnale di speranza per il futuro".

GS

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