Era uno dei luoghi più suggestivi dei Monti Sibillini, origini millenarie prima come castello, poi come luogo destinato ad ospitare i defunti. Il cimitero monumentale di Castel Murato nei pressi di Ussita è stato raso al suolo dal terremoto del 2016, lasciando una ferita aperta in tutta la comunità. “Una memoria storica, architettonica ma soprattutto umana che va preservata ad ogni costo.” Così ha commentato l’assessore alla Ricostruzione , Guido Castelli lo svolgimento di un importante incontro tecnico-operativo che ha sancito in maniera formale l’avvio delle attività di “Recupero e restauro del Cimitero monumentale di Castelmurato in Castelfantellino e consolidamento versante”, come disciplinato dall’ordinanza speciale numero 16 del luglio 2021.

Il tavolo tecnico si è tenuto nel Comune di Ussita su convocazione della Regione Marche, soggetto attuatore per la prima fase riguardante la messa in sicurezza e la gestione delle macerie provenienti dal sito. All’incontro hanno preso parte la dirigente dalla Regione Silvia Moroni , l’ingegnere Elisa Crispignoli in rappresentanza del sub commissario Gianluca Loffredo, l’architetto Rosella Bellesi (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche), l’architetto Roberta Caprodossi (Comune di Ussita), i geometri Luciano Pescolloni e Carlo Leggi del Cosmari.

«Abbiamo raggiunto un importante risultato - spiega l’assessore Castelli - In qualità di soggetto attuatore provvederemo sin da subito a richiedere formalmente al commissario straordinario per la ricostruzione Legnini l’anticipo sul finanziamento previsto in ordinanza, al fine di poter procedere speditamente con le fasi successive di nostra competenza».

Un summit quindi rivelatosi nodale per definire alcuni punti imprescindibili, tra cui quello riguardante l’identificazione degli elementi di valore architettonico e culturale, classificati come A e B. A tal proposito sono state redatte 10 schede macerie MiC, in cui sono state indicate le modalità operative di smontaggio, recupero, trasporto e stoccaggio in attesa della ricostruzione del nuovo cimitero, fase questa che vedrà quale soggetto attuatore lo stesso Comune di Ussita.
Avviata dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in collaborazione con il comune di Ussita, la realizzazione di un incubatoio per la riproduzione della trota mediterranea presso il Vecchio Mulino, ristrutturato di recente dall'amministrazione comunale e inserito all’interno di un sentiero turistico.

Il progetto prevede l’installazione di piccole vasche interne dove mantenere le uova fecondate artificialmente e, all’esterno, vasche che ospiteranno temporaneamente i riproduttori selvatici selezionati nel torrente Ussita.

una delle misure previste dal progetto LifeStreams per la tutela della trota mediterranea, l'emblema dei torrenti di questo territorio e alla quale dobbiamo assicurare un futuro. Realizzare un incubatoio - sottolinea il presidente del Parco, Andrea Spaterna - è un passaggio fondamentale per incrementare le possibilità di riuscita del progetto. A quello di Ussita ne seguirà un altro che, insieme alle diverse azioni previste, consentirà almeno di approntare tutte le condizioni possibili perché la trota nativa mediterranea possa resistere ai rischi di ibridazione. La valorizzazione della biodiversità dei Sibillini passa anche per i corsi d'acqua, habitat naturali particolarmente fragili e che, in una situazione di crisi idrica e vulnerabilità, debbono essere monitorati e salvaguardati".

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini è una delle sei aree pilota in cui il progetto LifeStreams è operativo e dove sono stati localizzati siti di campionamento e conservazione della trota mediterranea. A coordinare le azioni è il Parco Nazionale della Majella coadiuvato da diversi partner tra parchi nazionali, agenzie, associazioni, istituti di ricerca e Università.


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Un nuovo manto erboso per il campo da calcio di Ussita potrebbe rappresentare un altro piccolo passo verso la normalità per tanti giovani. E di questo ne sono consapevoli sia Bruno Galletti, ex giocatore di calcio, oggi in pensione e anima della società calcistica di Visso, che l’amministrazione di Ussita.

“La società sportiva Visso - racconta Galletti - purtroppo aveva un campo sportivo che, dopo il terremoto, è stato occupato dalle Sae e l’unico campo sportivo disponibile nelle vicinanze era quello di Ussita”. Quest’ultimo però non era in condizioni tali da poter accogliere una squadra che, per giocare ha dovuto fare davvero molti sacrifici, girando tra varie strutture della provincia.

Grazie alle donazioni di diversi benefattori, Galletti e la società sportiva sono riusciti, quest’anno, a rimettere a posto gli spogliatoi del campo di Ussita e la recinzione. Tuttavia, mancherebbe un passaggio fondamentale, cioè rendere utilizzabile il terreno: “Andrebbe rimesso a posto anche il fondo - spiega - ma non abbiamo sufficienti risorse per farlo. Per questo ci appelliamo a qualche benefattore che voglia aiutarci in modo che per il prossimo anno la squadra possa ripartire. Altrimenti non potremo disputare il campionato”. Secondo una stima di Galletti, servirebbero circa 10mila euro: bisognerebbe trattare il terreno con diserbante, estirpare le erbacce, rivallare e, infine, riseminare l’erba.

Da parte dell’amministrazione di Ussita c’è tutta la volontà, dice il sindaco Silvia Bernardini, di aiutare la squadra e di trovare una soluzione: “Stiamo lavorando - fa sapere - per far sì che questo passaggio che manca per rendere il campo utilizzabile venga risolta. Stiamo valutando di fare delle variazioni di bilancio per mettere a disposizione le risorse necessario. Daremo alla squadra tutto il nostro sostegno come, d’altronde, abbiamo sempre fatto fino ad ora. Questa iniziativa - conclude - è davvero meritevole e merita tutto il nostro appoggio. Per i giovani sarebbe importante poter aver un luogo in cui riunirsi, in cui praticare uno sport, sarebbe un altro passo verso la normalità”.

Gaia Gennaretti
La Giunta comunale di Ussita ha approvato uno schema di protocollo con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini per la realizzazione di un incubatoio per la riproduzione della Trota Mediterranea presso l’edificio del Vecchio Mulino, recentemente restaurato.

Il progetto prevede l’installazione all’interno dell’edificio di piccole vasche dove mantenere le uova fecondate artificialmente ed all’esterno vasche che ospiteranno temporaneamente i riproduttori selvatici selezionati, catturati nel torrente Ussita.

“Si tratta di un progetto importante – afferma il sindaco Silvia Bernardini – e questa opportunità che ci ha fornito il Parco è di assoluta rilevanza. La trota mediterranea, infatti, è una specie in via di estinzione e avere nel nostro comune uno dei rarissimi incubatoi ci riempie di soddisfazione. Vero che ad Ussita c’è tanto da ricostruire, ma è altrettanto vero che occorre pensare al futuro dei nostri territori anche sotto questo profilo”.

Un'iniziativa che acquista ulteriore prestigio per il fatto che Ussita è già luogo di habitat di una altra specie particolarmente protetta quale il Camoscio Appenninico.

“Questa è un’altra tipicità – conclude il primo cittadino – Noi saremo uno di quei pochi luoghi dove poter ammirare ben due specie rare e questo ci rende particolarmente lusingati, perché una piccola comunità come la nostra può porsi al centro dell’attenzione anche per queste possibilità offerte dalla natura. Un progetto che sicuramente apporterà una significativa promozione del territorio”.

trota mediterranea

f.u.
Ad Ussita il progetto Cittadinanza Attiva, con l'approvazione da parte dell'amministrazione comunale del regolamento specificatamente dedicato alla Gestione dei beni comuni, ha trovato una forte e pronta da risposta da parte della cittadinanza.

Grande, dunque la soddisfazione del sindaco Silvia Bernardini. "E' stata davvero una piacevole sorpresa, anche se confidavamo che ci cittadini comprendessero l'importanza di questo provvedimento - il commento del primo cittadino - Nello specifico il regolmento approvato consiste nel permettere agli abitanti del comune di curare quelli che sono i beni comuni, come ad esempio sentieri e giardini, di cui normalmente si occupa il comune. Abbiamo costatato, quindi, la volontà dei cittadini di riappopriarsi di questo ruolo ed è davvero bello vedere le richieste che ci arrivano per far sì che questi beni tornino ad essere fruibili e tenuti in condizioni ottimali, con gli abitanti che sostengono in questo l'operato del comune".

f.u.
“L'Amministrazione Bernardini non rispetta le norme e considera i non residenti e proprietari delle seconde case cittadini di serie “ C “ buoni solo per pagare le tasse”, tuona la minoranza.

“I non residenti hanno fatto grande Ussita come i residenti e tutti sono sempre nei nostri pensieri. Sembra strano che un consigliere, sia pure di minoranza, voglia a tutti i costi tassare in maniera piuttosto esorbitante quei 180/200 cittadini che hanno deciso nonostante tutto e tutti di rimanere nelle loro case ad Ussita”, le parole del primo cittadino.

Un botta e risposta che segue la decisione del consiglio comunale di bocciare le mozioni presentate dalla minoranza per la riduzione della TARI ai non residenti, dell'IMU ai proprietari delle seconde case e dell'IRPEF ai residenti

guido rossi


“Il Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, il Parlamento Europeo e sentenze del Consiglio di Stato hanno evidenziato l'osservanza nell’applicazione della tassa sui Rifiuti Solidi Urbani del principio “ Chi inquina paga” e questa ha trovato immediata applicazione nell'ordinamento nazionale e dalla quasi totalità delle città e paesi italiani, tranne che ad Ussita – il commento del capogruppo di opposizione Guido Rossi dopo la bocciature delle mozioni presentate – Naturalmente stesso trattamento ha avuto la mozione per abbassare l'IMU per le seconde case e dell'IRPEF. Non solo bisogna ricostruire un paese terremotato, ma bisogna “costruire” anche una mentalità amministrativa e far capire che i non residenti e i proprietari delle seconde case meritano rispetto anche attraverso l'applicazione delle norme. Vorrei ricordare che i soldi per pagare le spesa corrente provengono quasi tutti dai versamenti dei proprietari delle seconde case (IMU) a fronte di ben pochi servizi. Gli amministratori, nel caso della spesa corrente, si dovrebbero dedicare ad individuare gli sprechi e limitare le spese superficiali per diminuire le tasse che in un così momento particolare sarebbero sicuramente di aiuto a tante persone e famiglie”.

silvia bernardini

“Non abbiamo bocciato queste mozioni perché vogliamo vessare i non residenti, anzi vorremo fare tutt’altro – la risposta del sindaco Silvia Bernardini – La questione è che abbassare l’importo della TARI ai non residenti significherebbe caricare dello sconto fatto i pochi residenti. Per quanto riguarda IMU e IRPEF tengo a precisare che in questo momento i non residenti non stanno pagando nulla, visto che il comune riceve soldi dallo Stato per il periodo in cui i cittadini potranno usufruire di queste esenzioni. La questione sarà sicuramente ripresa in mano nel momento in cui verrà ripristinato il pagamento delle due imposte sulle prime e sulle seconde case. Quindi non esiste alcuna differenziazione”.

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