Montalto, un anno della mostra "Terra Viva". Ora nasce una associazione

Giovedì, 16 Luglio 2020 09:42 | Letto 390 volte   Clicca per ascolare il testo Montalto, un anno della mostra "Terra Viva". Ora nasce una associazione È trascorso un anno dallinaugurazione, a Villa di Montalto, della mostra permamente Terra Viva: Montalto tra storia, natura e tradizioni.Lesposizione che lo scorso anno era rientrata allinterno dellAppennino Foto Festival, ora fermato dalla pandemia, continua ad animare le vie della frazione di Cessapalombo e nel primo dei cinque anni di permamenza delle foto ha riscontrato la curiosità di visitatori provenienti da ogni parte della regione Marche e non solo.Lidea di Matteo Vergari e Stefano Ciocchetti era nata con lintento di valorizzare la frazione di Montalto grazie al percorso lungo la via principale della frazione e lobiettivo è stato certamente raggiunto.Matteo Vergari e Stefano Ciocchetti  *Foto di Barbara OlmaiÈ stato bello - racconta il giovane Vergari - vedere i protagonisti di alcune foto che non vivono più a Villa e che sono tornati per rivedersi, magari da bambini, nella mostra. Lesposizione ha avuto un grande successo anche durante le manifestazioni organizzate nella frazione: ricordo con emozione una visitatrice di Ancona presente alla festa Antichi Sapori e ricchezze del bosco. La donna aveva partecipato alla manifestazione diversi anni prima e aveva conosciuto di persona il carbonaio che ora è raffigurato nella prima foto della mostra e, nel rivederlo, si è commossa. Credo di poter dire che lobiettivo che io e Stefano ci eravamo prefissati sia stato raggiunto a pieno.Ma la vivacità di questa terra, come presuppone anche il nome della mostra, viene riconfermata anche oggi: Ciocchetti e Vergari stanno infatti pensando di costituire una associazione con lo stesso nome Terra Viva e di avviare una raccolta fondi che permetta di realizzare un murales allinizio del percorso della mostra.Una energia, quella dei due giovani, che dimostra quanto i valori dei piccoli centri dellentroterra siano forti, così come lamore per i luoghi in cui gli abitanti sono nati e cresciuti. Un messaggio in perfetta controtendenza con chi invece crede che i piccoli cuori pulsanti montani siano morti da tempo.Giulia Sancricca
È trascorso un anno dall'inaugurazione, a Villa di Montalto, della mostra permamente "Terra Viva: Montalto tra storia, natura e tradizioni".
L'esposizione che lo scorso anno era rientrata all'interno dell'Appennino Foto Festival, ora fermato dalla pandemia, continua ad animare le vie della frazione di Cessapalombo e nel primo dei cinque anni di permamenza delle foto ha riscontrato la curiosità di visitatori provenienti da ogni parte della regione Marche e non solo.
L'idea di Matteo Vergari e Stefano Ciocchetti era nata con l'intento di valorizzare la frazione di Montalto grazie al percorso lungo la via principale della frazione e l'obiettivo è stato certamente raggiunto.

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Matteo Vergari e Stefano Ciocchetti  *Foto di Barbara Olmai

"È stato bello - racconta il giovane Vergari - vedere i protagonisti di alcune foto che non vivono più a Villa e che sono tornati per rivedersi, magari da bambini, nella mostra. L'esposizione ha avuto un grande successo anche durante le manifestazioni organizzate nella frazione: ricordo con emozione una visitatrice di Ancona presente alla festa "Antichi Sapori e ricchezze del bosco". La donna aveva partecipato alla manifestazione diversi anni prima e aveva conosciuto di persona il carbonaio che ora è raffigurato nella prima foto della mostra e, nel rivederlo, si è commossa. Credo di poter dire che l'obiettivo che io e Stefano ci eravamo prefissati sia stato raggiunto a pieno".

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Ma la vivacità di questa terra, come presuppone anche il nome della mostra, viene riconfermata anche oggi: Ciocchetti e Vergari stanno infatti pensando di costituire una associazione con lo stesso nome "Terra Viva" e di avviare una raccolta fondi che permetta di realizzare un murales all'inizio del percorso della mostra.

Una energia, quella dei due giovani, che dimostra quanto i valori dei piccoli centri dell'entroterra siano forti, così come l'amore per i luoghi in cui gli abitanti sono nati e cresciuti. Un messaggio in perfetta controtendenza con chi invece crede che i piccoli cuori pulsanti montani siano 'morti' da tempo.

Giulia Sancricca



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