“Memorie di Loro Piceno”. Da due foto degli anni ’30, una mostra-studio

Lunedì, 17 Agosto 2020 16:40 | Letto 1008 volte   Clicca per ascolare il testo “Memorie di Loro Piceno”. Da due foto degli anni ’30, una mostra-studio Inaugura a Loro Piceno il 23 agosto alle ore 17 nel chiostro di San Francesco, la mostra fotografica “Memorie di Loro Piceno. Due foto degli anni 30 nella ricorrenza del 4 novembre.Dalle due foto inedite e di autore non identificato, il pretesto per ricostruire la memoria storica di un borgo, all’epoca molto più popolato e, in occasioni speciali, raggiunto da tante presenze. Ai fini di una migliore visibilità, oltre che integralmente, le due foto saranno esposte anche in sezioni per un totale di 15 pannelli. L’incertezza della loro paternità, la pubblicazione a corredo delle didascalie di collegamenti fotografici e documentali provenienti da collezioni private, la mancata identificazione di diverse persone, rende la mostra ancora più interessante e piena di aspettative. L’allestimento sarà corredato da un catalogo in cui vengono descritte le persone riconosciute. Mostra e catalogo sono a cura di Mario Mastrocola, medico di famiglia a Loro Piceno dal1976 al 2015. Una spinta decisiva al progetto è stata impressa dalle preziose collaborazioni di Gabriele Piatti e della designer Sue Walkerdine. A fornire le immagini fotografiche è stato proprio Gabriele Piatti, artigiano falegname di 90 anni, cultore di musica classica, operistica e religiosa, nonché direttore per decenni del corpo bandistico di Loro Piceno.  Insieme alla musica, Piatti ha sempre unito alla sua arte di restauratore e fine intarsiatore la passione di raccogliere antichi oggetti e fotografie. “Più che una vera e propria “mostra fotografica” - spiega il dott. Mario Mastrocola-si tratta di un progetto di ricerca su due foto di gruppo, scattate dall’alto sulla piazzetta di Loro nella ricorrenza della giornata della liberazione del 4 novembre con la partecipazione della banda cittadina. La ricerca ha appunto lo scopo di individuare i soggetti che vi sono ritratti. L’idea di fondo è quella di mantenere viva la memoria di tante persone; il nostro paese in quel periodo contava 4000 abitanti, ad oggi il numero si è ridotto a 2000 e se non si fosse data una sistemazione e un riconoscimento a quel materiale -continua Mastrocola- irrimediabilmente il ricordo di quei personaggi sarebbe andato perso. Fondamentale è stato l’apporto dato dal novantenne Gabriele Piatti, memoria storica di Loro Piceno; grazie alla sua esperienza si è potuto dare un nome a molti dei personaggi fotografati, persino quelli che nella foto sono più sfumati e più piccoli. In fondo alla foto è immortalata infatti la banda musicale dell’epoca e, attraverso le  sezioni che abbiamo fatto della fotografia che li ha resi più visibili, Piatti è riuscito a riconoscere i componenti dellepoca. A curare la divisione in sezioni e pannelli nonchè l’ingrandimento delle due foto iniziali, è stata poi la creativa e designer Sue Walkerdine che ha cittadinanza italiana e che dal 2008 risiede a Loro Piceno. Lei ha compiuto un lavoro molto importante per far sì che le foto fossero leggibili e godibili. Sono 162 i personaggi riconosciuti, dei quali vengono riportati nome cognome e generalità; personalmente, ho curato le varie didascalie, alcune delle quali scarne, altre più ricche, a seconda se il personaggiosi prestava”. La mostra, patrocinata dal comune di Loro Piceno, rimarrà aperta fino al 27 settembre, tutti i giorni escluso il lunedì  dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, previo appuntamento telefonico al numero 339 6869124.“Tutto questo materiale, sarà dunque visionabile nellallestimento del chiostro di San Francesco e secondo un passaggio unidirezionale; per rendere la mostra più gradevole, abbiamo pensato anche di arredare gli ambienti in stile anni 30 con accompagnamento di musica e oggetti depoca. Ci aspettiamo che in tanti vengano a vedere le foto e magari aiutarci a riconoscere ulteriori personaggi: è per questo motivo che si è cercato di rendere la mostra il più fruibile possibile. In base al riscontro che avremo -conclude il dott. Mastrocola- saremo pronti a proseguire in uno studio che non sarà solo fine a se stesso, ma potrà rappresentare l’inizio di un lavoro più ampio”. c.c.
Inaugura a Loro Piceno il 23 agosto alle ore 17 nel chiostro di San Francesco, la mostra fotografica “Memorie di Loro Piceno". Due foto degli anni '30 nella ricorrenza del 4 novembre.
Dalle due foto inedite e di autore non identificato, il pretesto per ricostruire la memoria storica di un borgo, all’epoca molto più popolato e, in occasioni speciali, raggiunto da tante presenze.
Ai fini di una migliore visibilità, oltre che integralmente, le due foto saranno esposte anche in sezioni per un totale di 15 pannelli. L’incertezza della loro paternità, la pubblicazione a corredo delle didascalie di collegamenti fotografici e documentali provenienti da collezioni private, la mancata identificazione di diverse persone, rende la mostra ancora più interessante e piena di aspettative. L’allestimento sarà corredato da un catalogo in cui vengono descritte le persone riconosciute. Mostra e catalogo sono a cura di Mario Mastrocola, medico di famiglia a Loro Piceno dal1976 al 2015. Una spinta decisiva al progetto è stata impressa dalle preziose collaborazioni di Gabriele Piatti e della designer Sue Walkerdine. A fornire le immagini fotografiche è stato proprio Gabriele Piatti, artigiano falegname di 90 anni, cultore di musica classica, operistica e religiosa, nonché direttore per decenni del corpo bandistico di Loro Piceno.  Insieme alla musica, Piatti ha sempre unito alla sua arte di restauratore e fine intarsiatore la passione di raccogliere antichi oggetti e fotografie.
“Più che una vera e propria “mostra fotografica” - spiega il dott. Mario Mastrocola-si tratta di un progetto di ricerca su due foto di gruppo, scattate dall’alto sulla piazzetta di Loro nella ricorrenza della giornata della liberazione del 4 novembre con la partecipazione della banda cittadina. La ricerca ha appunto lo scopo di individuare i soggetti che vi sono ritratti. L’idea di fondo è quella di mantenere viva la memoria di tante persone; il nostro paese in quel periodo contava 4000 abitanti, ad oggi il numero si è ridotto a 2000 e se non si fosse data una sistemazione e un riconoscimento a quel materiale -continua Mastrocola- irrimediabilmente il ricordo di quei personaggi sarebbe andato perso. Fondamentale è stato l’apporto dato dal novantenne Gabriele Piatti, memoria storica di Loro Piceno; grazie alla sua esperienza si è potuto dare un nome a molti dei personaggi fotografati, persino quelli che nella foto sono più sfumati e più piccoli. In fondo alla foto è immortalata infatti la banda musicale dell’epoca e, attraverso le  sezioni che abbiamo fatto della fotografia che li ha resi più visibili, Piatti è riuscito a riconoscere i componenti dell'epoca. A curare la divisione in sezioni e pannelli nonchè l’ingrandimento delle due foto iniziali, è stata poi la creativa e designer Sue Walkerdine che ha cittadinanza italiana e che dal 2008 risiede a Loro Piceno. Lei ha compiuto un lavoro molto importante per far sì che le foto fossero leggibili e godibili. Sono 162 i personaggi riconosciuti, dei quali vengono riportati nome cognome e generalità; personalmente, ho curato le varie didascalie, alcune delle quali scarne, altre più ricche, a seconda se il personaggiosi prestava”. La mostra, patrocinata dal comune di Loro Piceno, rimarrà aperta fino al 27 settembre, tutti i giorni escluso il lunedì  dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, previo appuntamento telefonico al numero 339 6869124.
“Tutto questo materiale, sarà dunque visionabile nell'allestimento del chiostro di San Francesco e secondo un passaggio unidirezionale; per rendere la mostra più gradevole, abbiamo pensato anche di arredare gli ambienti in stile anni '30 con accompagnamento di musica e oggetti d'epoca. Ci aspettiamo che in tanti vengano a vedere le foto e magari aiutarci a riconoscere ulteriori personaggi: è per questo motivo che si è cercato di rendere la mostra il più fruibile possibile. In base al riscontro che avremo -conclude il dott. Mastrocola- saremo pronti a proseguire in uno studio che non sarà solo fine a se stesso, ma potrà rappresentare l’inizio di un lavoro più ampio”.

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