Che il centro storico di un paese sia da sempre il cuore pulsante di una comunità vale per qualsiasi cittadina, grande o piccola che sia.
Per i centri storici che dopo il sisma del 2016 sono diventati per lungo tempo zona rossa si nutre però un legame viscerale ed una nostalgia che solo chi ha vissuto quel paese può descrivere.
È così per il cuore di Caldarola e per le bellezze di un paese che custodiva i suoi tesori proprio in centro storico e proprio nella zona più colpita dal terremoto.
Per questo motivo, in uno dei momenti in cui la comunità ha dovuto affrontare un’altra distanza: quella delle persone stesse, la Pro Loco di Caldarola ha deciso che il collante, per i caldarolesi e per i turisti che hanno sempre apprezzato la terra dei Cardinali Pallotta, dovevano essere proprio le bellezze del paese. Le bellezze ferite, danneggiate, colpite nell’anima. Le bellezze per le quali tutti nutrono un grande amore e che tutti vorrebbero tornare a vedere. Da questo desiderio nasce “Caldarola a porte aperte”.

In attesa che gli occhi possano tornare a vedere dal vivo i luoghi più belli e più amati, la Pro Loco apre le porte ai ricordi di un borgo che, nonostante sia stato messo a dura prova e con evidenti 'ferite' ancora vive, trova le forze per continuare a raccontarsi parlando la propria lingua fatta di arte, storia e cultura.

Sarà inaugurata sabato 4 luglio alle 18, in piazza Vittorio Emanuele II, la mostra fotografica temporanea, allestita per le vie del centro di Caldarola, che porterà agli occhi dei visitatori le bellezze nascoste dal sisma.

Una esposizione che sarà visitabile fino al 30 settembre e che vanta il patrocinio del Comune di Caldarola e la collaborazione con i fotografici che hanno saputo immortalare quello che di bello offre il paese.
La mostra, che nasce per alzare il volume della storia e per non far smettere di ascoltarla, darà poi il via ad un’estate nuova che Caldarola si prepara a vivere. Quando molte delle manifestazioni estive sono state sospese a causa del Covid, infatti, la Pro Loco ha deciso di scendere in campo con un format tutto nuovo che animerà il paese dal 4 luglio al 30 agosto.

“Restart Festival” il titolo d un calendario che vede al suo interno diversi appuntamenti culturali nel segno della resilienza e della ripartenza, senza mai tralasciare l’arte e la bellezza.
Di fronte ad un altro momento difficile che Caldarola si trova ad affrontare non mancano quindi la voglia di fare, di accogliere e di credere che le bellezze di questo paese vadano valorizzate per permettere che siano proprio esse stesse a dar vita alla rinascita.
Il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Giovanni Legnini, ha inviato oggi una lettera a tutti i Sindaci del cratere. L’emergenza coronavirus costringe a limitare per il momento le visite dei Comuni e gli incontri sul territorio, ma le attività non si fermano e per garantire la costante e diretta comunicazione con i primi cittadini, sono stati attivati ulteriori canali, nel rispetto delle norme a tutela della salute.
Nella missiva inviata ai Sindaci, il Commissario ricorda che fin dall'avvio del mandato commissariale si è riproposto di promuovere un dialogo e un confronto continuo con tutti i sindaci e la  visita dei territori colpiti dal sisma per porsi in rapidissima sintonia con i problemi e le aspettative delle comunità locali.
"L'acuirsi dell'emergenza Coronavirus - scrive ai sindaci Legnini- ha reso necessario far prevalere l'esigenza inderogabile del rispetto delle regole restrittive adottate dal Governo e dalle Regioni, doverosamente privilegiando le ragioni di tutela della salute individuale e collettiva. Dopo le mie visite a Teramo, Norcia e Macerata, si è reso purtroppo necessario rinviare gli incontri già programmati a Camerino, Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, così come l'incontro con tutti i Sindaci, che intendevo promuovere con l'ANCI per condividere da subito le prime decisioni necessarie a dare impulso alla ricostruzione privata e pubblica.

L'emergenza sanitaria che stiamo vivendo, che si somma a quella post sisma ed a quella economica che va già profilandosi- continua il Commissario - ci impone comunque di produrre insieme ogni sforzo per attenuarne gli effetti gravemente dannosi e farci trovare preparati nel momento in cui questa terminerà.

Con questo spirito, gli uffici, seppur a ranghi ridottissimi, garantiranno in questo periodo i servizi essenziali e le attività necessarie per adottare le prime importanti decisioni.

Stiamo innanzitutto provvedendo alla riorganizzazione e al rafforzamento della struttura commissariale- prosegue la lettera-  assolutamente necessaria per accrescere significativamente la capacità di fornire risposte e dare impulso alle attività ad essa demandate. A breve vi comunicheremo le scelte che saranno compiute.
Inoltre, sto già provvedendo ad una nuova adozione, con integrazioni e modifiche, di tre delle cinque Ordinanze del mio predecessore che, a seguito delle censure della Corte dei Conti, ho provveduto a ritirare. I nuovi testi, che saranno definitivamente approvati in questi giorni, riguardano: l'anticipo ai professionisti per i progetti di ricostruzione (ex Ordinanza n. 88); l'assunzione di 200 nuove unità di personale negli Uffici Speciali per la Ricostruzione e nei Comuni (ex Ordinanza n. 89); la modifica, richiesta dagli USR, di alcune disposizioni di precedenti Ordinanze (ex Ordinanza n. 93).
Stiamo, inoltre, lavorando alla riscrittura dell'Ordinanza sulla semplificazione delle procedure di ricostruzione, con l'intento di renderla molto più incisiva ed efficace, utilizzando appieno tutte le potenzialità contenute nelle disposizioni dell'articolo 12bis del Decreto leggel 89/2019 e nelle ordinarie e vigenti norme, sia procedimentali che urbanistiche.

L'obiettivo prioritario che ci proponiamo è di consentire di dare in tempi molto stretti un forte impulso alla ricostruzione privata, in particolare degli edifici con danni lievi, senza trascurare gli altri interventi.

Analoghe misure di accelerazione si impongono per la ricostruzione pubblica; tuttavia per conseguire risultati apprezzabili occorre far leva su uno specifico intervento legislativo, che dovrà al più presto essere sottoposto all'attenzione del Governo e del Parlamento.

Non potendo organizzare in tempi brevissimi un incontro collegiale con tutti Voi, come era mia intenzione fare, chiedo a quanti lo riterranno di inviarmi ogni proposta e suggerimento utile sia sui punti che ho richiamato che su ogni altro problema afferente la ricostruzione privata e pubblica e le misure di sostegno all'economia locale di competenza commissariale.

Per inviare note e documenti potete utilizzare l'indirizzo email dedicato allo scambio di comunicazioni con Voi Sindaci"

Infine, allo scopo di agevolare una comunicazione più rapida con gli amministratori, Legnini comunica che intende aprire a breve una chat su Whatsapp. 

Nel chiudere la lettera, prima di salutare i sindaci del cratere,  il Commissario formula i suoi migliori auspici "per il lavoro che ci attende, sia per affrontare l'emergenza sanitaria in atto che per tutte le attività legate alla ricostruzione". 
C.C.




"Impegnativa ed emotivamente carica. Era quello che volevamo trasmettere con le testimonianze dirette di tutte le persone che vivono questo problema". Così Antonietta Rossi al termine dell'assemblea "Il nostro mutuo terremotato" organizzata dal Comitato Mutui sulle macerie del quale è presidente. Dal 2017, il Comitato si batte per cercare una soluzione alle difficoltà di un impegno economico nei confronti degli istituti di Credito, per tanti sospeso e, che grava come una spada di Damocle su tanti privati e commercianti delle 4 regioni colpite dal sisma. Mutui al momento prorogati, ma sui quali il Comitato reclama una risoluzione; a seguito infatti delle audizioni alla Commissione Ambiente della Camera e successivamente in aula, il Parlamento ne ha in sostanza bocciato le proposte. All'assemblea camerte alla quale erano stati invitati i sindaci del cratere e gli esponenti politici nazionali e regionali hanno risposto in pochi. Presenti tra i parlamentari l'on. Francesco Acquaroli, il senatore Giuliano Pazzaglini e unica rappresentante regionale  Elena Leonardi del gruppo consiliare di Fratelli d'Italia. A fare gli onori di casa il sindaco di Camerino Sandro Sborgia presente al tavolo insieme ai rappresentanti dell'associazione di categoria degli Istituti di Credito ABI delle Marche, Sauro Angeloni vicepresidente e Franco Capomagi Segretario della Commissione regionale. Diverse le testimonianze di chi si trova a vivere direttamente il problema: dai giovani che prima del sisma avevano scommesso su un'attività propria accendendo un mutuo per far fronte alle spese e che oggi fanno i conti con locali distrutti e ingenti somme da pagare, o chi ha fatto ricorso all'aiuto delle Banche per mettere su casa e ha solo delle macerie da demolire, mentre le rate del mutuo riprenderanno inesorabilmente a scorrere, senza sapere i proprietari quando potranno riappropriarsi del loro bene. A portare una voce nella discussione sono state persone arrivate anche da Arquata e Pescara del Tronto. Il Comitato raduna aderenti provenienti da tutte e quattro le regioni terremotate. La proposta, ricordata dalla presidente nel corso dell'incontro, è quella di ripartire nell'ordine di un terzo tra i soggetti che lo hanno stipulato, le Banche e lo Stato, la quota parte del mutuo restante da pagare.
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L'auspicio finale espresso dalla presidente Antonietta Rossi, quello della costituzione  di un tavolo condiviso con la presenza di Abi e le istituzioni, per tornare a sostenere richieste finora rimaste lettera morta. Ai politici un appello a lasciare aperta la possiibilità di esternare di problematiche, in molti casi drammatiche e delle quali, d'ora in poi, si cercherà di chiedere a gran voce una definitiva risoluzione.
" Chi ha un mutuo sospeso- ha detto Antonietta Rossi- oggi non ha una vita in programmazione.  La sua vita è paragonabile al mutuo, sospesa anch'essa. Mutui congelati e vite congelate le nostre, senza contare che non c'è un'uniformità di comportamento tra gli stessi Istituti di Credito, ognuno dei quali adotta le sue specifiche normative. Spero di essere riuscita a far capire, insieme alle tante testimonianze, che è  necessario si cominci a ragionare sul serio, che questo tavolo tanto auspicato nel corso di questi lunghi anni  possa partire davvero, che si cominci a lavorare e a rendersi conto che il problema c'è. Fondamentale è che ci sia unione tra tutti. Finchè avrò voce continuerò a parlare di mutui, anzi da domani urlerò di più su questo problema".
Messaggio accolto da ABI, i cui rappresentanti si sono detti nuovamente toccati dall'ascolto delle testimonianze, segno delle gravi difficoltà che vivono i territori colpiti dai sismi del 2016
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"L'attenzione e la sensibilità dell'ABI c'è sempre stata fin dall'inizio, e, continuerà- ha detto Sauro Angeloni-. Ce ne andiamo da qui prendendo atto del messaggio per riportarlo nelle sedi opportune. Un tavolo si può aprire solo se c'è la volontà di tutte le controparti. ABI c'è ma naturalmente da sola non può risolvere il problema. La soluzione potrà venire solo da un contesto più ampio, regolamentare e normativo". La stima dei mutui sospesi nelle Marche viaggia nell'ordine delle 4500 unità per un ammontare di  circa 400 milioni di euro.  
c.c. 


Lavoratori e pensionati delle aree del cratere sismico che nel corso del 2017 hanno usufruito dell'opportunità della sospensione dell'irpef, la cosiddetta busta paga pesante, a far data da ieri 15 gennaio, debbono tassativamente  iniziare a restituirla. Una restituzione che prospetta giornate di duro lavoro per i CAF ma anche una serie di preoccupazioni per i cittadini che solo da due giorni ne hanno avuto notizia. In due anni i tempi della restituzione dell’irpef sono cambiati ben cinque volte e ben sei volte sono state modificate le date per iniziare a farlo, senza contare che le proroghe sono arrivate in alcuni casi anche dopo la scadenza. Il che ha fatto sì che alcuni cominciassero già a restituire e, in certi casi, anche prima che il governo decidesse per lo sconto del 60 per cento sugli importi dovuti.

“Speriamo possa dissolversi l’incubo che è durato tre anni – dice il Segretario generale  CISL Marche Marco Ferracuti -. Le varie deroghe che ci sono state, i cambiamenti e un bel po’ di confusione, hanno creato infatti molta instabilità, insicurezza e anche rabbia tra gli abitanti del cratere. 
Almeno da ieri dunque, ed è la scadenza ultima, - spiega Ferracuti-, tutti coloro che hanno usufruito della sospensione dell'irpef, cioè della busta paga pesante, debbono necessariamente iniziare la restituzione. Ricordo che si può fare in due modi: in primo luogo tramite il sostituto d'imposta e il datore di lavoro. A tal proposito, apro un inciso: se si è pensionati o dipendenti pubblici, qualora la restituzione venga chiesta al datore di lavoro, questi è obbligato a farlo; se invece si è dipendente privato, l'azienda può decidere di farlo o meno per conto del lavoratore. In ogni caso, il lavoratore pensionato può procedere autonomamente tramite l'F24. Si va quindi in un CAF che fa il conteggio e poi si restituisce scegliendo tra banca, poste o tramite internet banking e la restituzione può essere costituita da unica rata o da più rate fino ad un massimo di 120”.
Quanto a chi,avvalendosi dei Caf o autonomamente, ha già iniziato a restituire l’Irpef anche prima che il governo decidesse per lo sconto del 60% sul dovuto- continua Ferracuti-  qualora avessero già pagato qualche rata, debbono comunicare il sostituto d'imposta e accertarsi che l’importo venga ricalcolato tenendo conto della riduzione del 60% che va tolta dal totale delle rate pagate. Bisogna tener presente che non è un calcolo semplice e, nel caso di sostituto d'imposta occorre verificare dal cedolino busta paga o delle pensioni che il ricalcolo sia avvenuto; coloro che invece si sono recati nei CAF per farsi fare l'F24, debbono tornarci perché da soli è impossibile farlo. E’ necessario rifare il famoso F24 e poi, se questo è stato fatto, ridare mandato all'istituto di credito per fare l’addebito. Quanto al problema che riguarda chi ha goduto della sospensione ma magari a giugno o a ottobre ha restituito tutto in un'unica soluzione, sebbene queste persone debbano legittimamente poter recuperare il 60%, non essendoci stato tuttavia uno specifico richiamo nel decreto, l 'Agenzia delle Entrate non ha ancora dichiarato quali siano le modalità per cui, in questo momento il recupero è impossibile”.
Altro dei nodi da sciogliere,  quello che riguarda l'ISEE; fino all'anno scorso non era necessario dichiarare gli immobili inagibili ma, forse per una dimenticanza, la norma non è stata prorogata.
“ E’ una questione che bisogna risolvere velocemente - afferma Fearracuti-. Spero che si sia trattato di 'svista' ma effettivamente nella finanziaria non c'è la copertura degli immobili inagibili e questo significa che, se tutto dovesse rimanere così, chi ha un immobile inagibile e deve fare l’ISEE, dovrà inserire l’immobile inagibile tra i propri redditi. Una palese ingiustizia per la quale ci auguriamo che il governo provveda a correggere la norma. Ricordo che anche lo scorso anno c'era stata la stessa disattenzione, poi successivamente recuperata. Certo è che risulta davvero incomprensibile questa modalità che speriamo venga al più presto corretta e, proprio per questo, a meno che non vi sia una scadenza domani, stiamo dicendo di aspettare a fare l'ISEE altrimenti si avrebbe un reddito falsato.
Da parte nostra- conclude il Segretario generale Cisl Marche Ferracuti-  abbiamo pertanto sensibilizzato il governo e i nostri parlamentari affinché risolvano queste due incresciose situazioni, sia quella riguardante chi ha restituito in un'unica soluzione e deve recuperare il 60% , sia il tema degli immobili inagibili che non possono fare reddito. Questioni che vanno dunque corrette, inserendo la necessaria dicitura nel decreto 189”.
C.C.
Il gioco da tavola più amato e conosciuto da grandi e piccini cambia nomi, luoghi, probabilità ed imprevisti. Il Monopoli diventaMaceropoli e lo fa con lo scopo di tenere accesi i riflettori sulle zone terremotate, ma dare anche una mano alla raccolta fondi per l’entroterra colpito dal sisma.
Un’idea, quella del Maceropoli, che arriva proprio da Ussita, Visso e Castello, in particolare da “Peppe lu Mattu”, quel personaggio nato per caso sul web di cui non si conosce la vera identità.
Uno pseudonimo nato per gioco che, creando un account Facebook, ha deciso di diventare una sorta di Pasquino maceratese che fa il dispettoso e rompe le uova nel paniere a tutti.

“L’obiettivo - ci confida - quello di tenere accesi i riflettori su un territorio devastato e abbandonato. Maceropoli è nato come un gioco - spiega Peppe lu Mattu nel dialetto che lo contraddistingue - ho iniziato a giocarci, poi pensandoci, avendo ripreso le stesse logiche del Monopoli, vorrei capire se è possibile stamparlo e commercializzarlo per recuperare fondi e fare donazioni per questi luoghi”.

Imprevisti

Gli imprevisti, le probabilità, fanno riferimento a situazioni specifiche del luogo e della regione e se da un lato, di primo acchitto, possono far sorridere, dall’altro fanno riflettere su quanto lunghe e mai rispettate siano state le promesse degli ultimi tre anni.

probabilità


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Ma la gente di montagna, come Peppe lu Mattu, dimostra ancora una volta che basta rimboccarsi le maniche per andare avanti. Così, se durante l’anno lo si fa con il lavoro, in vista delle feste il personaggio misterioso delle zone di Ussita, Visso o Castello propone di farlo in maniera divertente, con un gioco che potrebbe dar vita ad Ussita ad un torneo di Maceropoli per la raccolta fondi. 
Ora che lo abbiamo trovato, sicuramente continueremo a tenervi informati sull’iniziativa a scopo benefico di Peppe lu mattu.


Giulia Sancricca

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Torna agibile il palazzo in via Piancatelli di Castelraimondo: 40 persone sono tornate a casa dopo il terremoto. Non è il primo lavoro ultimato nel territorio comunale ma quello del palazzo di via Piancatelli (via Gran Sasso – via Salvo D’Acquisto) è sicuramente molto significativo. Con l’ultimazione dei lavori di sistemazione della struttura e la firma dell’ordinanza di revoca dell’inagibilità da parte del sindaco, Renzo Marinelli, infatti, sono tornati a casa dopo il terremoto 40 cittadini che avevano dovuto lasciare i propri appartamenti dopo le scosse dell’ottobre 2016. “Un rientro a casa molto numeroso quello del palazzo di Via Piancatelli – ha commentato il primo cittadino – che segue altre opere già ultimate che hanno permesso a tante persone di tornare a casa. Sono scesi infatti a 491 gli sfollati del nostro Comune, tra la consegna degli alloggi e l’ultimazione dei lavori di ricostruzione, rispetto alle iniziali 691 persone che avevano dovuto lasciare la propria abitazione. Un rientro, questo di via Piancatelli, che di nuovo ci fa sperare che questa ricostruzione possa avere un’accelerazione significativa a quasi tre anni dalle scosse e permettere progressivamente alla cittadinanza di potersi riappropriare delle proprie case”.
L’appello del presidente della Regione, Luca Ceriscioli, al Governo è chiaro e preciso e, a pochi giorni dall’inizio di RisorgiMarche, ne ha davvero per tutte le forze politiche. 
“Noi – dice parlando del terremoto e della ricostruzione - facciamo tutto quello che è in nostro potere per rilanciare questo territorio. Neri Marcorè, che ha confermato per il terzo anno di fila questa manifestazione, e sappiamo la fatica che c’è dietro questo impegno, ha dimostrato un grande atto di passione e militanza per il territorio”.

Ma le richieste del governatore delle Marche sono altre e vanno dritte al Governo centrale: “Dobbiamo continuare a richiamare il Governo – dice - che perde molto tempo dietro 50 migranti che cercano di sbarcare. Se avesse dedicato la metà di questo tempo alle aree terremotate, oggi saremmo in un’altra fase”.

Poi una analisi sulle decisioni dei Governi che si sono succeduti dall’ottobre del 2016: “Abbiamo vissuto la prima impostazione del Centro Sinistra – critica - che certamente ha messo tantissime risorse ma regole troppo pesanti; poi c’è stato un anno dove non sono cambiate né le risorse e né le regole. E’ bene che questo Governo batta un colpo e si dedichi un po’ di più alle Marche e ad oltre 30mila marchigiani che chiedono la metà dell’attenzione che è stata data a 50 migranti che vogliono sbarcare”.

GS
Oltre 230mila presenze in 29 concerti. Sono i numeri delle prime due edizioni di RisorgiMarche, un evento che, oltre a testimoniare la concreta vicinanza alle popolazioni colpite dal terremoto, è stato vetrina per la promozione turistica del territorio, attraverso spettacoli in luoghi incantevoli e, talora, poco conosciuti. Ora il Festival, ideato da Neri Marcorè, si prepara a vivere la sua 3° edizione, con la data inaugurale di giovedì 11 luglio quando sarà Nek ad aprire a Poggio San Romualdo RisorgiMarche 2019. Un evento che tornerà, così, a regalare giornate all’insegna del fare comunità e della solidarietà in luoghi particolarmente suggestivi delle Marche.
Di seguito le date dei concerti annunciati:

- 11 luglio - NEK - Poggio San Romualdo (Apiro, Fabriano)
- 15 luglio - concerto a sorpresa - Dosso Vallonica (Gagliole, San Severino Marche)
- 18 luglio - Tosca - Piani di Monte Torroncello (Camerino, Sefro, Serravalle di Chienti)
- 21 luglio - Pacifico (Gino De Crescenzo) + Neri Marcorè - Monte Fraitunno (Montemonaco, Montefortino)
- 28 luglio - Edoardo Bennato - Piani di Monte Gemmo (Castelraimondo, Esanatoglia, Fiuminata, Pioraco)
- 30 luglio - Marco Mengoni - Località Fontanelle (Amandola, Sarnano, Bolognola)

- 2 agosto concerto a sorpresa, una donna - Spelonga (Arquata del Tronto)
- 7 agosto Vinicio Capossela - Macereto

Poi ci saranno altri eventi e concerti che si aggiungeranno in corso d'opera. Collaborazioni anche con lo Sferisterio di Macerata e quindi con altri mondi quali l'opera. Alcuni concerti poi saranno a numero limitato di posti, poiché saranno più vicini ai borghi, una vicinanza per sostenere le aziende dei luoghi interessati.

i 70000 allultimo concerto del 2018 con Jovanotti

i 70000 all'ultimo concerto del 2018 con Jovanotti

Tofoni e Marcore durante la conferenza stampa

Tofoni e Marcore' durante la conferenza stampa

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SOTTO IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA

Riapertura delle indagini per il crollo del campanile di Santa Maria in via. La procura di Macerata aveva chiesto l’archiviazione del caso nel luglio del 2018, non ravvisando l’ipotesi di negligenze o errori che ne avrebbero determinato il terribile cedimento. Tramite i loro legali, nell’agosto dello stesso anno, Cinzia Braghetti e la famiglia Luzi, proprietari dell’immobile su cui la sera del 26 ottobre 2016 è avvenuto il crollo della torre campanaria (che solo per miracolo non ha provocato vittime), avevano presentato opposizione. Va detto che già all’indomani del sisma del 24 agosto, più volte la diocesi e, in particolare il parroco don Mariano Blanchi, avevano tanto invocato la tutela del bene ecclesiastico, lamentandone la grave pericolosità, senza tuttavia essere mai ascoltati e soprattutto senza che nessuno con un semplice accesso alla torre, avesse provveduto ad appurare lo stato dei luoghi nella criticità che veniva evidenziata. Si fosse agito in qualche modo per una messa in sicurezza, probabilmente le cose sarebbero andate diversamente. E comunque, della triste vicenda si apre adesso un ulteriore capitolo. A seguito dell’udienza tenutasi infatti la scorsa settimana presso il tribunale di Macerata, proprio questa mattina il Giudice per le indagini preliminari Manzoni, ha emesso il provvedimento di riapertura delle indagini. A motivare la decisione del magistrato una fotografia scattata da un cittadino camerte subito dopo il sisma del 24 agosto e prima delle scosse dell’ottobre 2016, dalla quale si evince con evidenza la sussistenza di un pericolo di crollo del campanile. Sulla base di questi elementi, il giudice ha dunque rafforzato il suo convincimento e dichiarato il caso riaperto. A seguire l’opposizione, su incarico dei proprietari, gli avvocati camerti Luca Belardinelli e Sabrina Carnevali.

Carla Campetella

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