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Dare voce a un "Codice Rosso Silenzioso" Convegno di CRI

Lunedì, 10 Febbraio 2020 15:59 | Letto 671 volte   Clicca per ascolare il testo Dare voce a un "Codice Rosso Silenzioso" Convegno di CRI Dare voce a chi voce non riesce ad avere e a un Codice Rosso Silenzioso di cui non si parla abbastanza. E il segnale che ha voluto dare il convegno di sensibilizzazione promosso da Croce Rossa Italiana Comitato di Camerino, in collaborazione con Comune di Camerino, Unicam, Commissione Pari Opportunità della Regione Marche, Ordine dei Giornalisti e Ordine degli Psicologi Marche OPM. Un incontro che ha suscitato tante profonde riflessioni intorno alla tutela dei vari aspetti della violenza contro le donne, anche alla luce della legge entrata in vigore nel luglio dello scorso anno, quale strumento per aiutare le donne, sempre più spesso vittime di minacce, persecuzioni, azioni di stalker, o sottoposte a violenze fisiche o psicologiche. da parte di mariti, ex compagni o magari semplici conoscenti. Un Codice Rosso che è silenzioso perchè la vera grande emergenza è il fatto che spesso le donne hanno  tendenza a nascondere o a provare vergogna per il momento di sofferenza o per realtà anche estremamente gravi che stanno vivendo.   Una legge che ha stretto le maglie del codice penale con procedimenti più veloci per cercare di combattere la violenza di genere, non solo attraverso linasprimento delle pene ma agendo dunque sul fattore tempo come elemento determinante. Nellaula A del Polo di Scienze della Terra di Unicam, alla platea composta da cittadini ma anche da numerosi studenti delle scuole superiori, hanno portato il loro saluto il rettore Claudio Pettinari, la delegata del rettore per le Pari Opportunità Barbara Re, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia, il coordinatore dellATS 16 Valerio Valeriani, la presidente dellOrdine Psicologi Marche, Katia Marilungo. Il convegno ha poi sviluppato il tema centrale sotto diverse angolazioni, attraverso più interessantissime relazioni. Lapertura è stata di Valeria Ugolinelli della Commissione Pari Opportunità RegioneMarche che ha trattato del fenomeno della violenza di genere nelle Marche e degli strumenti per contrastarlo. Gli aspetti operativi e pratici del Codice Rosso sonpo stati quindi approfonditi dalla dott.ssa Rosanna Buccini, Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Macerata. Dei provvedimenti di Polizia giudiziaria e delle modalità pratiche dintervento, ha parlato la Dirigente della Squadra Mobile della Questura di Macerata Maria Raffaella Abbate, sottolineando limportanza di una comunicazione rapida al magistrato delle dichiarazioni che possano essere rilasciate dalla donna rimasta vittima  di violenza fisica già in un Pronto soccorso, in maniera tale da accelerare il più possibile ladozione di eventuali provvedimenti durgenza. Il Codice Rosso è uno strumento legislativo efficacissimo- ha detto- ma molta parte si può fare preventivamente, con unazione di sensibilizzazione soprattutto nei confronti delle giovani generazioni e contribuendo a che la società acquisti consapevolezza che quello che viene fatoo passare per amore in realtà con il sentimento ha poco a che fare. La sensibilizzazione è diretta agli operatori della sanità che magari primi fra tutti si trovano a contatto con la persona offesa ed è importante che riescano a capire cosa realmente è accaduto. Gli aspetti della tutela difensiva della vittima e la figura dellavvocato antiviolenza sono stati al centro della relazione della Referente del Comitato Regionale C.R.I Marche Cristina Perozzi. Nel suo intervento ha posto in evidenza come la violenza nella comunicazione sia il primo passo verso la violenza pervasiva della società. La comunicazione è essenziale per combattere il fenomeno della violenza. In Italia, ogni due giorni e mezzo, una donna vien uccisa e il fenomeno parte proprio dallAbc della violenza. Il femmnicidio- ha detto- non è lomicidio di una donna; una donna viene uccisa proprio perchè è donna. Analizzando il contesto del femminicidio ha quindi riferito che i fenomeni più eclatanti  avvengono soprattutto nelle piccole realtà, nei piccoli paesi caratterizzati da una socializzazione di tipo più conviviale, dove è raro che i vicini denuncino o segnalino. Accade poi che le vittime non vengano credute per un problema di natura culturale e, accade che nei confronti di una donna che è vittima di violenza, si inneschi una serie di scuse al punto tale che la comunicazione che si crea non fa che rivittimizzare la vittima di violenza.  Sotto il profilo della tutela e della protezione e del nuovo contenitore di legge  del Codice Rosso che vale a disciplinare il reato, sottolineando limportanza di una rapida comunicazione con il Procuratore, Cristina Perozzi ha evidenziato il ruolo determinante della rete che deve accompagnare stare vicino alle vittime della violenza. Il Pubblico Ministero è preziosa arma legale, fondamentali sono Polizia e Carabinieri e lavvocato antiviolenza che raccoglie le immediate confidenze della vittima, Necessaria è dunque una nuova cultura nelle forme di tutela e protezione affinchè il contenitore delle norme possa essere riempito della rete formata tra magistratura, forze di polizia, avvocato antiviolenza, operatori sanitari e psicologi. Altro vuoto da colmare quello dei finanziamenti che permettono al Codice Rosso di funzionare appieno ed essere riempito Quale punto di partenza per  la formazione degli operatori di Croce Rossa e per contrastare il fenomeno, la referente Antiviolenza del Comitato regionale CRI Marche, ha poi lanciato il progetto del Corso già finanziato Cuore oltre lostacolo che magari potrebbe prender vita anche dallUniversità di Camerino. Degli aspetti della violenza psicologica che il più delle volte emargina la vittima nellisolamento fino alla distruzione dellimmagine di se stessa, ha parlato infine lo psicologo SEP Cri Marche  Aquilino Calce, tracciando i profili della vittima e dellaggressore carnefice e dei falsi legami damore. Non esiste alcuna scusa per la violenza: per gli abusi, per i silenzi e per il disinteresse - ha detto lo psicologo ricordando il fermo No, di Croce Rossa Italiana alla violenza sulle donne che non è amore e invitando ogni persona violata a chiedere aiuto. Emblematica la frase di Einstein con la quale ha chiuso il suo intervento: Il mondo è pericoloso non a causa di chi fa del male, ma a causa di chi guarda e lascia fare. Carla Campetella
Dare voce a chi voce non riesce ad avere e a un Codice Rosso Silenzioso di cui non si parla abbastanza. E' il segnale che ha voluto dare il convegno di sensibilizzazione promosso da Croce Rossa Italiana Comitato di Camerino, in collaborazione con Comune di Camerino, Unicam, Commissione Pari Opportunità della Regione Marche, Ordine dei Giornalisti e Ordine degli Psicologi Marche OPM. Un incontro che ha suscitato tante profonde riflessioni intorno alla tutela dei vari aspetti della violenza contro le donne, anche alla luce della legge entrata in vigore nel luglio dello scorso anno, quale strumento per aiutare le donne, sempre più spesso vittime di minacce, persecuzioni, azioni di stalker, o sottoposte a violenze fisiche o psicologiche. da parte di mariti, ex compagni o magari semplici conoscenti. Un Codice Rosso che è silenzioso perchè la vera grande emergenza è il fatto che spesso le donne hanno  tendenza a nascondere o a provare vergogna per il momento di sofferenza o per realtà anche estremamente gravi che stanno vivendo.  
Una legge che ha stretto le maglie del codice penale con procedimenti più veloci per cercare di combattere la violenza di genere, non solo attraverso l'inasprimento delle pene ma agendo dunque sul fattore tempo come elemento determinante. Nell'aula A del Polo di Scienze della Terra di Unicam, alla platea composta da cittadini ma anche da numerosi studenti delle scuole superiori, hanno portato il loro saluto il rettore Claudio Pettinari, la delegata del rettore per le Pari Opportunità Barbara Re, il sindaco di Camerino Sandro Sborgia, il coordinatore dell'ATS 16 Valerio Valeriani, la presidente dell'Ordine Psicologi Marche, Katia Marilungo.
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Il convegno ha poi sviluppato il tema centrale sotto diverse angolazioni, attraverso più interessantissime relazioni. L'apertura è stata di Valeria Ugolinelli della Commissione Pari Opportunità RegioneMarche che ha trattato del fenomeno della violenza di genere nelle Marche e degli strumenti per contrastarlo.
Gli aspetti operativi e pratici del Codice Rosso sonpo stati quindi approfonditi dalla dott.ssa Rosanna Buccini, Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Macerata. Dei provvedimenti di Polizia giudiziaria e delle modalità pratiche d'intervento, ha parlato la Dirigente della Squadra Mobile della Questura di Macerata Maria Raffaella Abbate, sottolineando l'importanza di una comunicazione rapida al magistrato delle dichiarazioni che possano essere rilasciate dalla donna rimasta vittima  di violenza fisica già in un Pronto soccorso, in maniera tale da accelerare il più possibile l'adozione di eventuali provvedimenti d'urgenza.
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" Il Codice Rosso è uno strumento legislativo efficacissimo- ha detto- ma molta parte si può fare preventivamente, con un'azione di sensibilizzazione soprattutto nei confronti delle giovani generazioni e contribuendo a che la società acquisti consapevolezza che quello che viene fatoo passare per amore in realtà con il sentimento ha poco a che fare. La sensibilizzazione è diretta agli operatori della sanità che magari primi fra tutti si trovano a contatto con la persona offesa ed è importante che riescano a capire cosa realmente è accaduto.
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Gli aspetti della tutela difensiva della vittima e la figura dell'avvocato antiviolenza sono stati al centro della relazione della Referente del Comitato Regionale C.R.I Marche Cristina Perozzi. Nel suo intervento ha posto in evidenza come la violenza nella comunicazione sia il primo passo verso la violenza pervasiva della società. " La comunicazione è essenziale per combattere il fenomeno della violenza. In Italia, ogni due giorni e mezzo, una donna vien uccisa e il fenomeno parte proprio dall'Abc della violenza. Il femmnicidio- ha detto- non è l'omicidio di una donna; una donna viene uccisa proprio perchè è donna". Analizzando il contesto del femminicidio ha quindi riferito che i fenomeni più eclatanti  avvengono soprattutto nelle piccole realtà, nei piccoli paesi caratterizzati da una socializzazione di tipo più conviviale, dove è raro che i vicini denuncino o segnalino.
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Accade poi che le vittime non vengano credute per un problema di natura culturale e, accade che nei confronti di una donna che è vittima di violenza, si inneschi una serie di scuse al punto tale che la comunicazione che si crea non fa che rivittimizzare la vittima di violenza.  Sotto il profilo della tutela e della protezione e del nuovo contenitore di legge  del Codice Rosso che vale a disciplinare il reato, sottolineando l'importanza di una rapida comunicazione con il Procuratore, Cristina Perozzi ha evidenziato il ruolo determinante della rete che deve accompagnare stare vicino alle vittime della violenza. Il Pubblico Ministero è preziosa arma legale, fondamentali sono Polizia e Carabinieri e l'avvocato antiviolenza che raccoglie le immediate confidenze della vittima, Necessaria è dunque una nuova cultura nelle forme di tutela e protezione affinchè il contenitore delle norme possa essere riempito della rete formata tra magistratura, forze di polizia, avvocato antiviolenza, operatori sanitari e psicologi. Altro vuoto da colmare quello dei finanziamenti che permettono al Codice Rosso di funzionare appieno ed essere riempito Quale punto di partenza per  la formazione degli operatori di Croce Rossa e per contrastare il fenomeno, la referente Antiviolenza del Comitato regionale CRI Marche, ha poi lanciato il progetto del Corso già finanziato " Cuore oltre l'ostacolo" che magari potrebbe prender vita anche dall'Università di Camerino.
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Degli aspetti della violenza psicologica che il più delle volte emargina la vittima nell'isolamento fino alla distruzione dell'immagine di se stessa, ha parlato infine lo psicologo SEP Cri Marche  Aquilino Calce, tracciando i profili della vittima e dell'aggressore carnefice e dei falsi "legami" d'amore. " Non esiste alcuna scusa per la violenza: per gli abusi, per i silenzi e per il disinteresse - ha detto lo psicologo ricordando il fermo No, di Croce Rossa Italiana alla violenza sulle donne che non è amore e invitando ogni persona violata a chiedere aiuto. Emblematica la frase di Einstein con la quale ha chiuso il suo intervento: " Il mondo è pericoloso non a causa di chi fa del male, ma a causa di chi guarda e lascia fare". 
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