Bilancio: parla l'assessore Jajani. "Abbiamo agito per la salute delle casse comunali"

Mercoledì, 22 Luglio 2020 10:32 | Letto 521 volte   Clicca per ascolare il testo Bilancio: parla l'assessore Jajani. "Abbiamo agito per la salute delle casse comunali" Lapprovazione del bilancio consuntivo nellultima seduta del consiglio comunale di Camerino ha scatenato critiche da parte del capogruppo di Radici al futuro Gianluca Pasqui soprattutto con riferimento allo stralcio dei residui attivi e alla loro gestione. Al riguardo interviene con la seguente nota, che pubblichiamo integralmente, il vice sindaco Lucia Jajani, che evidenzia subito i principali dati del bilancio. In sintesi questi i principali dati di bilancio da evidenziare: Totale disavanzo da ripianare anno 2019: euro - 2.462.473,60 Totale residui debiti finanziari al 31.12.19: euro 15.770.914,91 Debito medio per abitante: euro 2.360, 56 Totale debiti commerciali al 31.12.19: euro 6.045.145,26 Totale residui attivi al 31.12.19: euro 24.157.603,06 La percezione immediata è quella di un bilancio difficile, con un elevato valore di indebitamento ed una difficoltà cronica di cassa aggravata dalla gestione sisma in quanto l’ente anticipa somme che poi verranno rimborsate dalla Regione Marche solo dopo che si è provveduto a rendicontarle e nella sola ipotesi per cui tale rendicontazione venga ammessa. Poco prima delle elezioni comunali è stato liquidato al comune un indennizzo assicurativo di 3 milioni di euro per danni relativi al sisma. La nuova amministrazione si è trovata a dover decidere sulla destinazione di tale ingente somma, decisione da prendere, come scadenza contabile, entro l’esercizio 2019, senza conoscere quelle che sarebbero state le relative risultanze. La scelta, quindi, costretta da tempi brevi, ha riguardato una lista di investimenti ritenuti in quel momento prioritari per la comunità, con la consapevolezza di una successiva, potenziale, revisione, alla luce dei risultati del rendiconto 2019 dalla natura dei quali non si poteva prescindere. Il lavoro di rendicontazione svolto, che ha comportato un lungo e minuzioso lavoro da parte degli uffici, si è concluso con la definizione di un importante deficit di gestione che è andato a peggiorare la già gravosa situazione di disavanzo tecnico. Di fronte alla necessità di ripianare tale risultato negativo, l’amministrazione si è trovata costretta a rivedere gli impegni inizialmente presi sull’investimento dei 3 milioni, decidendo di destinare solo una parte per opere pubbliche e la restante a copertura del disavanzo registrato. Contrariamente a quanto sostenuto dalla minoranza, il citato deficit gestionale non è frutto di un’invenzione contabile volta a “(...) cercare buchi di bilancio quando buchi non ce ne sono(..)”, con il solo progetto politico di screditare la precedente gestione (non è questo l’interesse dell’attuale amministrazione), ma è il risultato di un lungo ed impegnativo lavoro di analisi e relativa rendicontazione che ci ha imposto, in ossequio al principio della prudenza ed a tutela delle finanze pubbliche, la linea contabile adottata. Ci è stato contestato “di aver stralciato male residui attivi non prescritti ed ancora esigibili” con il solo scopo di peggiorare il risultato di bilancio a discredito di chi ci ha preceduto. A chiarimento dei meno esperti in materia, i residui attivi sono crediti che il Comune vanta nei confronti di terzi a fronte di entrate accertate, ma non ancora riscosse. Ogni anno, in sede di rendiconto, ne viene fatta una ricognizione per valutarne la cosiddetta affidabilità, ovvero l’effettiva possibilità di riscossione. Questo perchè, nonostante la sussistenza del titolo giuridico che ne legittima la riscossione e giustifica la presenza in bilancio, potrebbero, per altri motivi che possono emergere solo da un’attenta ricognizione degli stessi, essere valutati come di dubbia esazione. Il bilancio del comune di Camerino presentava crediti di anni molto vecchi (2011 e seguenti), che fino ad oggi, quindi, non sono stati mai riscossi. Questo stato di fatto evidenzia un’ oggettiva difficoltà nel loro recupero, anche se tutti accompagnati dal relativo titolo giuridico. Il lavoro di stralcio effettuato è servito a prendere atto di tale criticità, accantonando risorse volte all’eventuale ripiano nel caso in cui si verifichi il definitivo mancato incasso. Nel momento in cui si otterrà relativa riscossione (per talune partite sarà improbabile), le somme incassate torneranno a beneficio del saldo di cassa, con un risultato a questo punto oggettivamente accertato e non presunto. Un comportamento, quindi, di dovuta prudenza a beneficio e non danno della salute delle finanze comunali. Ci è stato anche contestato di aver preso “un mutuo per pagare le bollette”. Tradotto in termini tecnici, a fronte di debiti commerciali al 31.12.19 per totali euro 6.045.145, ancora da pagare, il comune ha richiesto l’anticipazione di liquidità prevista per legge proprio per onorare immediatamente parte di tali debiti, a sostegno delle imprese creditrici degli enti locali già fortemente penalizzate dalle drammatiche conseguenze dell’epidemia Covid-19. Non si è trattato quindi di nuovo indebitamento, bensì di trasformazione dello stesso da commerciale a finanziario, con il vantaggio di poterlo rateizzare in 30 anni piuttosto che sostenerne il carico in un’unica soluzione (impossibile anche perchè se ce ne fossero state le possibilità sarebbero stati pagati) e di liquidare immediatamente quante più imprese creditrici possibili, attualmente in grande difficoltà. Ci è stato anche contestato di non avere le idee chiare, “(...) perchè se è vero che ci sono tutte queste difficoltà economiche non si avrebbe dovuto spendere un solo centesimo del rimborso assicurativo (..)”. Sarebbe stato facile non spendere niente o spendere tutto, facile perchè avrebbe prescisso da qualsiasi analisi e considerazione che, se correttamente fatta e valutata, necessariamente avrebbe imposto, come correttamente affermato da qualcun’altro, “un colpo al cerchio ed uno alla botte”. E’ questo l’obiettivo che abbiamo cercato di perseguire: non privare la comunità di alcune importanti opere (piscina, rifacimento della strada Mergnano/Mecciano e Ponti/Canepina, terza via di fuga giardini della Rocca, manutenzione straordinaria struttura ricettiva in loc.Morro) che solo approfittando dell’indennizzo assicurativo possiamo permetterci di sostenere e nello stesso tempo cercare di porre parziali rimedio alle criticità di bilancio evidenziate. E’ vero anche che è stata una scelta sofferta, analizzata in tutti i possibili scenari percorribili, cercando di prevedere tutte le potenziali conseguenze che ne fossero derivate e per questo siamo stati “accusati” di non averci dormito la notte. Ebbene sì, abbiamo sentito tutto il peso e la responsabilità di questa decisione cercando di scegliere la via migliore per il bene della comunità con il minor livello di approssimazione possibile, ma questo non penso che possa essere considerata una colpa.


L'approvazione del bilancio consuntivo nell'ultima seduta del consiglio comunale di Camerino ha scatenato critiche da parte del capogruppo di "Radici al futuro" Gianluca Pasqui soprattutto con riferimento allo stralcio dei residui attivi e alla loro gestione. Al riguardo interviene con la seguente nota, che pubblichiamo integralmente, il vice sindaco Lucia Jajani, che evidenzia subito i principali dati del bilancio.



In sintesi questi i principali dati di bilancio da evidenziare:

Totale disavanzo da ripianare anno 2019: euro - 2.462.473,60

Totale residui debiti finanziari al 31.12.19: euro 15.770.914,91

Debito medio per abitante: euro 2.360, 56

Totale debiti commerciali al 31.12.19: euro 6.045.145,26

Totale residui attivi al 31.12.19: euro 24.157.603,06



La percezione immediata è quella di un bilancio difficile, con un elevato valore di indebitamento ed una difficoltà cronica di cassa aggravata dalla gestione sisma in quanto l’ente anticipa somme che poi verranno rimborsate dalla Regione Marche solo dopo che si è provveduto a rendicontarle e nella sola ipotesi per cui tale rendicontazione venga ammessa.



Poco prima delle elezioni comunali è stato liquidato al comune un indennizzo assicurativo di 3 milioni di euro per danni relativi al sisma. La nuova amministrazione si è trovata a dover decidere sulla destinazione di tale ingente somma, decisione da prendere, come scadenza contabile, entro l’esercizio 2019, senza conoscere quelle che sarebbero state le relative risultanze. La scelta, quindi, costretta da tempi brevi, ha riguardato una lista di investimenti ritenuti in quel momento prioritari per la comunità, con la consapevolezza di una successiva, potenziale, revisione, alla luce dei risultati del rendiconto 2019 dalla natura dei quali non si poteva prescindere.

Il lavoro di rendicontazione svolto, che ha comportato un lungo e minuzioso lavoro da parte degli uffici, si è concluso con la definizione di un importante deficit di gestione che è andato a peggiorare la già gravosa situazione di disavanzo tecnico.

Di fronte alla necessità di ripianare tale risultato negativo, l’amministrazione si è trovata costretta a rivedere gli impegni inizialmente presi sull’investimento dei 3 milioni, decidendo di destinare solo una parte per opere pubbliche e la restante a copertura del disavanzo registrato.

Contrariamente a quanto sostenuto dalla minoranza, il citato deficit gestionale non è frutto di un’invenzione contabile volta a “(...) cercare buchi di bilancio quando buchi non ce ne sono(..)”, con il solo progetto politico di screditare la precedente gestione (non è questo l’interesse dell’attuale amministrazione), ma è il risultato di un lungo ed impegnativo lavoro di analisi e relativa rendicontazione che ci ha imposto, in ossequio al principio della prudenza ed a tutela delle finanze pubbliche, la linea contabile adottata.

Ci è stato contestato “di aver stralciato male residui attivi non prescritti ed ancora esigibili” con il solo scopo di peggiorare il risultato di bilancio a discredito di chi ci ha preceduto.

A chiarimento dei meno esperti in materia, i residui attivi sono crediti che il Comune vanta nei confronti di terzi a fronte di entrate accertate, ma non ancora riscosse. Ogni anno, in sede di rendiconto, ne viene fatta una ricognizione per valutarne la cosiddetta affidabilità, ovvero l’effettiva possibilità di riscossione. Questo perchè, nonostante la sussistenza del titolo giuridico che ne legittima la riscossione e giustifica la presenza in bilancio, potrebbero, per altri motivi che possono emergere solo da un’attenta ricognizione degli stessi, essere valutati come di dubbia esazione.

Il bilancio del comune di Camerino presentava crediti di anni molto vecchi (2011 e seguenti), che fino ad oggi, quindi, non sono stati mai riscossi. Questo stato di fatto evidenzia un’ oggettiva difficoltà nel loro recupero, anche se tutti accompagnati dal relativo titolo giuridico. Il lavoro di stralcio effettuato è servito a prendere atto di tale criticità, accantonando risorse volte all’eventuale ripiano nel caso in cui si verifichi il definitivo mancato incasso. Nel momento in cui si otterrà relativa riscossione (per talune partite sarà improbabile), le somme incassate torneranno a beneficio del saldo di cassa, con un risultato a questo punto oggettivamente accertato e non presunto.

Un comportamento, quindi, di dovuta prudenza a beneficio e non danno della salute delle finanze comunali.

Ci è stato anche contestato di aver preso “un mutuo per pagare le bollette”. Tradotto in termini tecnici, a fronte di debiti commerciali al 31.12.19 per totali euro 6.045.145, ancora da pagare, il comune ha richiesto l’anticipazione di liquidità prevista per legge proprio per onorare immediatamente parte di tali debiti, a sostegno delle imprese creditrici degli enti locali già fortemente penalizzate dalle drammatiche conseguenze dell’epidemia Covid-19. Non si è trattato quindi di nuovo indebitamento, bensì di trasformazione dello stesso da commerciale a finanziario, con il vantaggio di poterlo rateizzare in 30 anni piuttosto che sostenerne il carico in un’unica soluzione (impossibile anche perchè se ce ne fossero state le possibilità sarebbero stati pagati) e di liquidare immediatamente quante più imprese creditrici possibili, attualmente in grande difficoltà.

Ci è stato anche contestato di non avere le idee chiare, “(...) perchè se è vero che ci sono tutte queste difficoltà economiche non si avrebbe dovuto spendere un solo centesimo del rimborso assicurativo (..)”. Sarebbe stato facile non spendere niente o spendere tutto, facile perchè avrebbe prescisso da qualsiasi analisi e considerazione che, se correttamente fatta e valutata, necessariamente avrebbe imposto, come correttamente affermato da qualcun’altro, “un colpo al cerchio ed uno alla botte”. E’ questo l’obiettivo che abbiamo cercato di perseguire: non privare la comunità di alcune importanti opere (piscina, rifacimento della strada Mergnano/Mecciano e Ponti/Canepina, terza via di fuga giardini della Rocca, manutenzione straordinaria struttura ricettiva in loc.Morro) che solo approfittando dell’indennizzo assicurativo possiamo permetterci di sostenere e nello stesso tempo cercare di porre parziali rimedio alle criticità di bilancio evidenziate.

E’ vero anche che è stata una scelta sofferta, analizzata in tutti i possibili scenari percorribili, cercando di prevedere tutte le potenziali conseguenze che ne fossero derivate e per questo siamo stati “accusati” di non averci dormito la notte. Ebbene sì, abbiamo sentito tutto il peso e la responsabilità di questa decisione cercando di scegliere la via migliore per il bene della comunità con il minor livello di approssimazione possibile, ma questo non penso che possa essere considerata una colpa.

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