Partiti a Camerino i lavori al teatro Filippo Marchetti. Iniziata la messa in sicurezza del tetto e di alcune delle pareti di uno dei più importanti edifici storici di Camerino, seriamente lesionato dal sisma del 2016 in alcune porzioni. In particolare, ad avere la peggio erano stati il tetto e alcuni muri portanti; un crollo parziale aveva interessato una porzione della parte antistante il palcoscenico.
Tra i primi interventi programmati lo scorso luglio, proprio quello del teatro Filippo Marchetti, ritenuto una priorità anche a causa del peggioramento della situazione.
“Abbiamo considerato fosse necessario intervenire subito – spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli - dal momento che  il danno si era ulteriormente aggravato nel corso degli anni. Un primo intervento da 60mila euro fatto in precedenza, infatti, purtroppo non era stato sufficiente. Si sono verificati altri crolli, che abbiamo riscontrato in occasione di uno dei primi sopralluoghi. Così nei mesi successivi è stato effettuato un controllo della Sovrintendenza che ha confermato la necessità di ulteriori interventi. È seguito un sopralluogo dell’ufficio Beni culturali della Regione Marche dal quale abbiamo ottenuto il nullaosta per integrare il finanziamento per un ulteriore intervento da 300mila euro.
Nel giro di pochi giorni – prosegue Fanelli – nonostante l’emergenza Covid19, siamo riusciti a far partire i lavori”.

Nella foto sotto una delle pareti del Teatro
Una delle pareti del teatro Filippo Marchetti
A seguire l’intero cantiere è l’ingegnere Maurizio Paulini, anche presidente dell’ordine degli ingegneri Macerata, che spiega:
“Ci sono stati diversi crolli anche a causa della pesantezza della copertura. Stiamo alleggerendo il tutto, sostituendo l’attuale copertura in coppi, con un’altra in lamiera così da evitare ulteriori infiltrazioni. Le pareti portanti esterne in alcuni casi hanno subìto dei crolli a loro volta quindi vanno riconsolidate e messe in sicurezza al fine di garantire la salvaguardia del bene. È un lavoro fatto praticamente a mano che comporta più tempo proprio per questo. Consideriamo comunque di riuscire a consegnare i lavori di messa in sicurezza per dopo l’estate”.
C.C.


Partito l'iter per la ricostruzione dei cimiteri di Camerino. Gli interventi per una spesa totale di quasi 3 milioni di euro interesseranno il cimitero del capoluogo, nonchè quelli delle frazioni di Sentino e Palentuccio.
Ne dà notizia il Comune di Camerino:"Con una determina firmata nei giorni scorsi la Giunta comunale ha approvato l'inizio dei lavori che danno il via alla ricostruzione per i camposanti che sono stati danneggiati dal sisma del 2016. In particolare- prosegue la nota-,  il 19 maggio è stata pubblicata la gara per la progettazione del cimitero del capoluogo, che terminerà in 30 giorni, per un importo di 2milioni e 400mila euro. Già affidato il progetto di ricostruzione riguardante il cimitero di Sentino per il quale sono previsti lavori per 265mila euro. Avviata l'indagine di mercato per il camposanto di Palentuccio per un importo di 338mila euro.

"Si tratta di tre interventi per i quali sono stati già autorizzati gli importi richiesti – spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli - In questa fase l'essenziale è far partire il cantiere della ricostruzione. Dopo aver riorganizzato gli uffici e aver smaltito quasi la totalità delle istruttorie riguardanti la ricostruzione privata, stiamo cercando anche di impegnarci al massimo per far partire i cantieri della ricostruzione pubblica, nonostante i cavilli e l’enorme macchina burocratica. La partenza dei cantieri non riguarda solo un impulso per le aziende che operano nel settore edilizio, ma rappresenta un volano per tutte le attività economiche del territorio”.

C.C.


Voglia di ricominciare a Camerino, tra le bancarelle della tradizionale Fiera di San Venanzio, primo mercato fieristico delle Marche. Ripartito dalla città ducale il lavoro degli ambulanti, tornati ad esporre i più disparati generi di merce dopo il lockdown dell’emergenza sanitaria Covid-19. Sin dalle prime ore del mattino, i commercianti hanno cominciato a posizionare i loro banchi di vendita lungo gli spazi assegnati di viale Giacomo Leopardi e fino a piazza San Venanzio.
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Indossati guanti e mascherine, in tanti hanno approfittato della dolce temperatura per farsi una piacevole passeggiata e dedicarsi a qualche acquisto. Finalmente un’aria di normalità e di ritrovata fiducia; la si è respirata tra mamme e bambini, tra signori anziani felici di rivedersi e scambiare quattro parole, pur mantenendo le debite distanze. Stimolanti e positivi i commenti degli stessi commercianti che, attrezzate le bancarelle osservando tutte le misure di sicurezza dal gel alle catenelle distanziatrici, hanno accolto con il sorriso la ritrovata clientela.
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Circa una trentina gli ambulanti presenti dalle ore 8 del mattino alle 20 per un appuntamento di tradizione che, seppure di dimensioni limitate rispetto al “fierone” di una volta, ha incassato una buona risposta di avventori giunti da tutto il territorio, anche solo per regalarsi un momento di svago. L’amministrazione comunale ha voluto che la tradizione fosse rispettata, proprio per dare un segnale di un graduale ritorno alla normalità.
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Tra le bancarelle anche il sindaco Sandro Sborgia. “Una bella occasione il fatto che la festa del patrono sia coincisa con la riapertura al pubblico dei luoghi di culto e anche con la possibilità di riavviare quel minimo di attività imprenditoriale del settore ambulante- commenta-  Una sensazione di gioia che si respira negli stessi venditori che con la loro presenza testimoniano la voglia di resistere. Un segnale decisamente positivo per Camerino questa ripresa della vitalità dopo due mesi di chiusura totale. La cosa bella è stata proprio constatare l’ entusiasmo degli stessi commercianti che hanno riallestito i loro banchi dall’abbigliamento alle calzature, dai mobiletti al settore dolciario- aggiunge il sindaco-. Ci ha quasi commosso sentire i loro ringraziamenti per aver consentito questo primo mercato dopo il lungo fermo. Si percepisce a pelle la loro voglia di ricominciare e il fatto che questo avvenga dalla nostra città stimola ancora di più la nostra determinazione. E’ davvero una bellissima sensazione della quale tutti dobbiamo essere contenti. Ripartire da Camerino che era già una delle zone più colpite dal disastro del 2016 e su cui si è abbattuto anche questo secondo terremoto, è un bellissimo segnale di speranza”.
C.C.

A Camerino, avviate sulla strada provinciale 256 muccese, le indagini geologiche propedeutiche alla realizzazione dell’attraversamento pedonale. L’area è quella di congiungimento tra il Campus Unicam e lo spazio dell’ex City Park dove sorgerà il nuovo Terminal  Contram S.P.A 
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Nelle immediate vicinanze degli abitati di MontagnanoSan Paolo e Madonna delle Carceri, subito dopo il sisma, la zona in cui sorgono il Polo Scolastico provinciale e il Sottocorte village, è in breve diventata baricentrica della città con un accresciuto volume di traffico veicolare.
Sulla stessa viabilità, a lato della carreggiata, da alcuni mesi è stato completato un marciapiedi ma per renderne più sicuro l’attraversamento, è in previsione la realizzazione dii un sottopassaggio. Con l’autorizzazione di Anas, una volta completate le verifiche preventive dei sondaggi, passo successivo sarà dunque il via al progetto esecutivo dell’opera

"Tra le tante attività che l'amministrazione ha ripreso dopo il periodo del lockdown- afferma il sindaco Sandro Sborgia- ci sono anche le indagini geologiche che riguardano quel tratto stradale e richieste come necessarie prima di poter provvedere alla realizzazione vera e propria dell'attraversamento tramite sottopassaggio. E' il primo step che ci introduce quindi nella realizzazione dell'opera che in quella zona molto trafficata, renderà più sicuro il passaggio a piedi degli studenti che scelgono Camerino come luogo della loro formazione. Significativo - sottolinea il sindaco Sborgia- l'avvio in una fase difficile di ripresa delle attività economiche; nonostante le tante problematiche che questo periodo porta con sè, è segno che il lavoro va avanti e  che nel silenzio, si cerca di testimoniare il più possibile e con i fatti ,l'impegno dell'ammnistrazione". 
C.C.
A Camerino, operai al lavoro da qualche giorno per la cura e la manutenzione del verde pubblico. E’ iniziata, infatti, l’attività di taglio erba e su tutta la città sono in azione gli operai per la manutenzione e la cura dei parchi, degli spazi verdi, aiuole nonché giardini, aree gioco, spartitraffico e altre piccole aree.
Occorre tener presente che le condizioni climatiche potrebbero influenzare il decorso dei lavori, cambiando il quadro delle priorità e delle urgenze, dal momento che la pioggia impedisce di procedere con le attività.
“Vista l’emergenza che stiamo affrontando – spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli – si erano fermati anche una serie di lavori programmati di manutenzione della città. Fino a qualche giorno fa, d’altronde, eravamo tutti chiusi in casa, nel rispetto di una normativa, a causa di un’emergenza sanitaria mondiale che ha costretto tante attività a uno stop. Seppure da casa abbiamo continuato sempre a lavorare, le attività di manutenzione e di cura del verde, tolte quelle relative alla sicurezza stradale, sono state per tutto il tempo del lockdown giustamente sospese. Anche perché abbiamo ritenuto che l’incolumità e la salute degli operai comunali valesse quanto quella del resto del personale comunale, che per lo più ha lavorato in smartworking, o altri lavoratori. Chi ha continuato a lavorare in questo periodo, rischiando anche la propria salute lo ha fatto perché era indispensabile per andare avanti. Le aziende e gli enti pubblici – continua Fanelli - quindi anche i Comuni, stanno riprendendo le attività, dopo le aperture previste con la Fase2, con enorme sforzo cercando di aggiornare le procedure di sicurezza, adeguandole alle norme sul Covid 19. Con tanto di polizze assicurative da sistemare. L'erba, piano piano sarà tagliata in tutte le zone della città, per cui rivedremo i viali ordinati come altri luoghi. Ammetto che in questo periodo il mio pensiero è andato anche a questi aspetti riguardanti la città, ma c’erano indubbiamente altre priorità. Amo la mia città e ci tengo che sia tenuta con cura; alcune situazioni come quella che stiamo vivendo, inducono però a riflessioni diverse e in questi casi anche il pensiero dell’erba alta, è andato giustamente in secondo piano”. Dal 23 aprile gli operatori comunali hanno provveduto allo sfalcio dell’erba: in Via A D'accorso, Via Le Mosse, V.le Giacomo Leopardi, Viale Seneca, V.le Emilio Betti, Via Dante Alighieri, Vallicelle- SP Varanese, Parco di Montagnano, aree verdi di Montagnano, Giardini Rocca Borgesca, parco area giochi Vallicelle, Scarpata V.le G.Leopardi monumento dei caduti. Dal 4 maggio la cooperativa si è occupata dell’area del centro commerciale Sottocorte village e dell’area Sae Cortine est.
c.c.


A Camerino, lunga coda di auto a seguito della riapertura del Centro di Raccolta comunale di rifuti in località Scalette. Con tuttta probabilità i cittadini hanno approfittato della lunga quarantena per mettere mano alle cosiddette 'pulizie grosse' e sbarazzarsi di tanti oggetti in disuso, magari accantonati chissà da quanto nei garage o nelle cantine. Nelle settimane di permanenza forzata nelle abitazioni, le famiglie hanno colto l'occasione per riordinare e dare una sistemata agli angoli di casa che attendevano da anni che i proprietari avessero tempo per dedicarvi qualche attenzione. Un atteggiamento certamente virtuoso ma che, messo in pratica in massa da parecchie famiglie, ha provocato un bell'assembramento di auto. Stupore e sorpresa negli automobilisti di passaggio lunga la Strada provinciale Varanese di fronte a questo fatto inusuale, in realtà determinato dall'attesa composta del proprio turno prima di poter accedere in sicurezza e conferire i propri rifiuti. Avvenuta in concomitanza con l'allentamento delle misure di contenimento della fase due dell'emergenza Covid-19, la riapertura al pubblico negli orari consueti del Centro di Raccolta comunale è condizionata al rigoroso rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, e all'obbligo dell'utilizzo delle mascherine.
C.C.


Iniziati a Camerino, nell'area di Protezione civile n.2 di Vallicelle, i lavori propedeutici alla costruzione della nuova sede comunale provvisoria. Da questa mattina mezzi meccanici  ed operai delle ditte sono in azione nella zona dove  già da tempo erano stati smantellati i container che avevano ospitato dapprima le famiglie di Camerino sfollate dalle loro case e, successivamente gli studenti universitari. 
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" Riprendono tutte le operazioni e le attività che la pandemia ci ha costretti ad interrompere - afferma il sindaco Sandro Sborgia-. Ripartiti da oggi  i lavori nel mattatotio comunale nonchè  le messe in sicurezza e, in contemporanea anche i lavori relativi alla costruzione della nuova sede provvisoria del comune a Vallicelle. In quest'ultimo caso- continua Sborgia-  le ditte hanno avviato le prove di sondaggio che sono state richieste dalla Soprintendenza per la valutazione della fattibilità dell'opera.  Abbiamo dunque cominciato a muovere di nuovo i primi passi verso quel cammino che avevamo già iniziato e che purtroppo qualche mese fa, per forza di cose, abbiamo dovuto interrompere. Con tutte le misure di sicurezza e con la massima responsabilità- conclude il sindaco- dobbiamo necessariamente andare avanti e recuperare il tempo che si è perso e che non è solo quello dei due mesi dovuti al Covid ma che ci riporta a quella terribile data del 2016, lontana, ma i cui segni ancora portiamo evidenti". 
C.C.
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L'emergenza coronavirus costringe a ripensare anche " Cortili in fiore", diventato da parecchi anni evento di punta della città ducale. Per l'occasione, gli spazi suggestivi della città di Camerino, avrebbero dovuto essere ingentiliti da tanti fiori  proprio in questi giorni. Ma una manifestazione che non si è mai arresa di fronte ad ostacolo alcuno, non poteva che rifiorire di nuovo e con identico spirito, anche se in una veste completamente diversa.  E' così che è nato il contest "Bacheche in fiore" (#bachecheinfiore) rivisitazione forzata di "Cortili in fiore" che, come altre maniifestazioni  all'aperto e aperte al pubblico costrette al rinvio,non potrà svolgersi nella data tradizionale.  "Perché non godere lo stesso dei colori di questa stagione? "Bacheche in fiore è pensato per cercare di condividere, una stagione bella come la primavera, ricca di fiori e colori che purtroppo non possiamo vivere appieno - spiega l'assessore alla cultura Giovanna Sartori - Certo, non si può compensare il rinvio di un evento, ma perché rinunciarvi completamente? Viviamo un territorio stupendo, che in questo periodo fiorisce letteralmente. C'è naturalmente, il dispiacere di non poter organizzare Cortili in fiore, che speriamo di poter rimandare a ottobre, ma c'è anche il pensiero di non perderci d'animo e cercare di coinvolgere lo stesso la comunità, seppure in maniera diversa. Così-confida l'assessore Sartori- ci siamo confrontate con Roberta Grifantini e Fiorella Paino, ideatrici di Cortili in fiore, e loro sono state subito entusiaste di questa idea. Anzi, le ringrazio per averla subito condivisa. La disponibilità nel collaborare, condividere i progetti e le proposte per la città, dà la forza di riorganizzarsi e reinventarsi sempre". Il contest consisterà nel pubblicare fino all'1 maggio sulla propria bacheca Facebook foto di fiori del nostro giardino, di un vaso, che abbiamo in terrazzo, negli orti, oppure foto delle passate edizioni della manifestazione o fiori disegnati da bimbi e ragazzi, accompagnate dall'hashtag #bachecheinfiore. E così, sarà di nuovo Cortili in fiore".
C.C.
BACHECHE IN FIORE
Segnali subito positivi per l’iniziativa della colletta alimentare, attiva da lunedì scorso a Camerino col duplice obiettivo di mettere in circolo solidarietà e contribuire ad aiutare famiglie e cittadini in difficoltà economiche a causa dell'emergenza sanitaria del Covid-19. Proposto all’amministrazione comunale da Claudio Cingolani Presidente dell'Associazione IoNonCrollo, questo semplice gesto di straordinaria vicinanza si sta già facendo sentire nel suo obiettivo d’incontro con i bisogni della gente.
“Un’operazione che sta già andando molto bene e che l’amministrazione comunale ha inteso accogliere visti i risvolti sociali dell’emergenza sanitaria che si fanno sentire e che continueranno a farsi sentire anche in futuro- afferma Claudio Cingolani- Ad oggi infatti ci sono tante persone che purtroppo non riescono a lavorare da casa e di conseguenza non hanno reddito. Ecco perché è nata l’idea di questa colletta alimentare che prevede la consegna dei prodotti al mattino, mentre nel pomeriggio è possibile ritirarli. Già in queste due prime giornate abbiamo ricevuto parecchio materiale e iniziato a distribuirlo il che evidenzia che c’è necessità e nel contempo,  forte interesse a contribuire e la risposta positiva della città. Oltre all’associazione IoNon Crollo che ha promosso l'iniziativa, molto del lavoro viene svolto dai ragazzi del "Movimento giovanile Panta Rei" che tanto stanno facendo in questo periodo ma un aiuto nel servizio ci viene anche dai volontari di Protezione civile. Abbiamo inoltre coinvolto anche la Caritas diocesana per collaborare con loro su quelli che potrebbero essere degli scambi, sia nei materiali sia nei contatti con le persone in stato di bisogno e ci siamo rapportati anche con le suore in maniera tale che il servizio possa essere il più ampio e il più efficace possibile. IoNonCRollo a tale scopo ha messo a disposizione la propria sede di via Ridolfini n.29 a pochi passi da piazza San Domenico che è molto semplice da raggiungere. Si arriva con l’auto in piazza, c’è un tavolino all’esterno della sede dove è possibile consegnare il materiale che in caso di pioggia può essere lasciato anche nello spazio coperto dell’ingresso . All’interno dei locali i volontari provvedono poi a classificare e catalogare i prodotti per tipologia e, chi avesse necessità di aiuti alimentari potrà invece venire a ritirarli sempre dall’esterno nel pomeriggio, in modo tale da non aver contatto tra chi consegna la merce o la viene a prendere e gli stessi volontari che in un numero molto ridotto di presenti organizza ogni azione all’interno della sede per garantire questo servizio”.
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Il servizio di consegna è attivo dal lunedì al sabato dalle ore 11.00 alle 13.00 mentre per prelevare prodotti l’orario è pomeridiano sempre dal lunedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30.
“ Si è preferito dividere la consegna dalla distribuzione- spiega il presidente di IoNonCrollo-  proprio per consentire la preparazione e divisione dei prodotti. Chiediamo a tutti di collaborare perché riteniamo importante la vicinanza ai nostri cittadini più in difficoltà . Per coloro che personalmente fossero impossibilitati alla consegna- aggiunge Cingolani- vorrei ricordare che si può utilizzare il canale della spesa a domicilio ordinando al negozio o supermercato e chiedendo di provvedere al mattino alla consegna dei prodotti nella sede di IoNonCrollo. Stessa cosa per coloro che necessitano di ritirare la merce ma non hanno possibilità di muoversi: possono chiamare il numero telefonico 320 4316893 chiedendo ciò di cui hanno bisogno; dopo aver preparato il tutto, i volontari nel pomeriggio provvederanno alla consegna direttamente a loro domicilio. Quanto ai prodotti che è possibile consegnare si fa riferimento a tutti gli alimenti non deperibili: pasta, riso, cibo in scatola, conserve di pomodoro, latte, farine, olio e in genere tutti i prodotti a lunga conservazione, nonché saponi, prodotti per l’igiene personale, per la pulizia della casa e per l’igiene dei bambini. “Chiediamo ai cittadini di seguirci oltre che sulla pagina facebook IoNonCrollo, anche dai profili delle altre associazioni che collaborano, perché le aggiorniamo costantemente anche con gli avvisi di particolari prodotti che ci vengano richiesti.
Carla Campetella
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"Chiusi per inagibilità, aperti per vocazione". A causa delle misure restrittive determinate dalla pandemia, lo slogan creato dai musei di Camerino dopo che il sisma aveva compromesso la fruibilità delle sue strutture, oggi potrebbe purtroppo accomunare tutti i musei italiani.  In questo periodo, molte delle realtà più o meno vicine hanno fatto riferimento proprio alla città ducale  per capire come si può “essere aperti pur stando chiusi", prendendo ad esempio proprio l'esperienza maturata dai Musei di Camerino.   
“Un'esperienza che porta a una visione territoriale – spiega l’assessore alla cultura, Giovanna Sartori - e in cui è importante fare rete. Se c'è una cosa di cui sono ancora più convinta, anche dopo la grande emergenza che stiamo vivendo, è che la cultura e il turismo possano e debbano essere un punto di ripartenza fondamentale”.
Lassessore alla cultura Giovanna Sartori e Barbara Mastrocola

E ad evidenziare l'importanza delle iniziative e idee progettuali portate avanti in questi anni è la stessa  dottoressa Barbara Mastrocola, curatrice delle collezioni civiche e direttrice del museo arcidiocesano: "Tantti progetti  che hanno permesso di dimostrare quanto sia possibile “non fermarsi”, poiché il museo non è solo un susseguirsi di sale espositive, un posto in cui conservare e mettere in bella mostra tele e sculture. È possibile, perché non è solo un contenitore di opere d’arte, ma è esso stesso un contenuto d’arte e soprattutto di storie. È un luogo vero, dotato di una propria identità- continua Barbara Mastrocola- Perché i musei non solo custodiscono capolavori, ma ci raccontano esperienze e, spesso, sempre più spesso, sono essi stessi parte della storia”.

La storia che i musei di Camerino raccontano anche quest’anno, dopo il progetto “Dalla polvere alla luce”, è stata premiata dalla Regione Marche, che ha approvato e finanziato ben tre progetti. Il primo, la bellezza ritrovata, in occasione del ritorno del ritratto di Giulia da Varano, l'altro di carattere espositivo, con una mostra che si svolgerà in autunno (Coronavirus permettendo) e che, senza svelare troppo, muoverà proprio dal prezioso ritorno del ritratto di Giulia da Varano, e il terzo progetto  di natura gestionale e organizzativa.
Si tratta, infatti, di un progetto di aggregazione tra le strutture museali cittadine, Pinacoteca e Museo Civici, Museo Arcidiocesano “G. Boccanera” e Sistema Museale d’Ateneo che, nello specifico, è finalizzato a incrementare e migliorare la soglia di efficienza finanziario-gestionale delle strutture e l’ottimizzazione nell’erogazione dei servizi della rete dei musei, attraverso una serie di iniziative mirate che vanno dal marketing alla didattica, passando, ovviamente, per l’individuazione di orari e aperture che garantiscano una sempre migliore fruibilità.
 “I musei cittadini – prosegue l’assessore Giovanna Sartori - sono riusciti a stare in piedi, ma, ora, cominciano a camminare in maniera più spedita grazie anche a una gestione in sinergia tra Comune, Arcidiocesi e Ateneo".
Proprio da questa sinergia, inoltre, si sviluppa l’ambizioso, ma già avviato, progetto di procedere  alla ricostruzione contemporanea del Rettorato, del Duomo e del Palazzo Arcivescovile.
“Quest’ultimo –ribadisce  l’arcivescovo di Camerino, Francesco Massara - è già in fase progettuale e, quindi, da deposito delle opere dei due musei cittadini civico e diocesano, potrà essere futura sede museale. È chiaro, infatti, che nessuno dei tesori di Camerino o che hanno trovato custodia a Camerino dopo il sisma, almeno per quanto riguarda quelli arcidiocesani, sarà mai trasferito in luogo diverso. L’arte è identità e l’identità non prescinde dalle radici. Radici che, però, possono essere messe ulteriormente in rete. E’ opportuno lavorare, quindi, verso quello che è a tutti gli effetti un mio sogno e una opportunità per l’intera area del cratere, ossia mettere a sistema una rete museale che comprenda tutte le strutture espositive di Camerino, San Severino Marche, Castelraimondo con il Castello di Lanciano e Matelica con il Museo Piersanti, in modo da far ammirare ad un pubblico sempre più vasto i tesori che custodiamo da secoli su queste terre”.
Una precisazione, questa, che mette definitivamente fine ai timori infondati di chi, nell'accogliere la bella e importante notizia della realizzazione del nuovo Museo di San Severino Marche (dove saranno custodite le opere di San Severino e delle strutture arcidiocesane del territorio settempedano) abbia potuto pensare ad una minaccia per le opere d’arte di Camerino e del suo territorio.

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