Non è entrato nella squadra di governo l'ex sindaco di Castelraimondo Renzo Marinelli ma offrirà il suo impegno sotto un'altra veste all'interno del consiglio regionale: "Dovrei prendere la presidenza della Commissione Bilancio e Cultura - dice ai microfoni di Fabio Ubaldi per Radio C1...inBlu - quindi avrò modo di potermi impegnare e di far valere quelle che sono le prerogative dei nostri territori e le nostre necessità".

Il consigliere eletto con la Lega e che aveva preso gran parte dei voti della zona dell'entroterra rassicura così i suoi elettori e tutti gli abitanti dell'entroterra che, non appena vista la giunta, hanno storto il naso nel constatare la mancanza di un 'rappresentante della montagna' in giunta: "Il fatto che io non abbia ricevuto la nomina di assessore - prosegue marinelli - non significa che mi tirerò indietro o che non porterò avanti le iniziative e le esigenze del nostro territorio. Vorrei rassicurare tutti coloro che mi hanno dato fiducia: sono tantissimi, li ringrazio e sarò a loro disposizione per recepire le esigenze. Mi auguro di portare avanti con Giancluca Pasqui e Mirella Battistoni le richieste  del nostro terrirotio".

GS

Nonostante il grande consenso ottenuto in termini di voti, Renzo Marinelli e Gianluca Pasqui, rappresentanti della zona montana della provincia di Macerata, restano fuori nell'elenco degli assessori.
Faranno parte dalla Giunta regionale con altri incarichi. 


Anticipati da una nota del leader nazionale della Lega Matteo Salvini, ripresa anche dall'agenzia Ansa, i nomi dei componenti il nuovo governo della regione, con il Governatore Francesco Acquaroli che tiene per sè le deleghe alle politiche europee, con l'importante questione relativa al Recovery fund, e al turismo.

Della Giunta fanno parte Mirco Carloni (Lega), vice presidente con delega alle Attività produttive e all'Agricoltura, Francesco Baldelli (Fdi), che si occuperà di Infrastrutture e Lavori Pubblici, mentre Stefano Aguzzi, eletto in quota Forza Italia, sarà assessore esterno ad Ambiente, Lavoro e Formazione. Filippo Saltamartini, ex sindaco di Cingoli, sarà il nuovo assessore alla Sanità, mentre di Cultura e Sport si occuperà la deputata leghista Giorgia Latini, che lascerà Montecitorio. Infine l'ex sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli (Fdi) avrà le deleghe al Bilancio e alla ricostruzione post sisma.

Ad occupare la poltrona di presidente del Consiglio regionale sarà l'esponente Udc Dino Latini.
   


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È in programma per questo pomeriggio alle 16.30 la conferenza stampa di presentazione della nuova giunta regionale.
Intanto, dopo le polemiche sollevate dal gruppo Dipende da Noi in merito alla parità di genere, un commento sulle ipotesi dei nuovi assessori arriva anche dal segretario regionale del Partito democratico, Giovanni Gostoli.
"Pare - commenta - che i partiti della destra hanno raggiunto l’accordo nei palazzi romani.
È uno schiaffo alle donne marchigiane la nuova Giunta regionale - denuncia - : solo una su sette. Le Marche tornano indietro, anziché andare avanti - dice Gostoli - Proprio quando la parità di genere che è motore di sviluppo può diventare un obiettivo del Recovery Fund. Una visione coraggiosa e innovativa sarà quella di aumentare la presenza delle donne nel mondo del lavoro, investendo nelle infrastrutture sociali e nei servizi per l’infanzia, sostenendo l’imprenditoria femminile, promovendo la parità salariale e contrastando ogni forma di discriminazione. Anche per questa ragione è importante favorire la partecipazione delle donne nella vita democratica delle istituzioni. Oggi è una brutta giornata per le Marche”, conclude il segretario regionale Pd".

GS
Il Comitato 30 Ottobre di Tolentino scrive al Presidente della Regione Francesco Acquaroli, puntando l'attenzione sulla gestione del sisma in città.

"L'obiettivo - si legge nella nota del Comitato - è di invitarlo a porre l’attenzione sulla condizione della gestione dell’emergenza e degli interventi a favore degli sfollati di Tolentino.
Dopo aver evidenziato l’assenza degli strumenti a favore delle oltre 100 famiglie che ancor oggi, a 4 anni dal sisma, non hanno ancora né le SAE né i tanto enfatizzati appartamenti, il Comitato ha cercato di focalizzare le storture registrate sino ad oggi: dall’acquisto del capannone “La Rancia”, acquistato con i soldi della Regione Marche ad oltre il doppio del costo di mercato, in barba anche alla presenza di uno stabile all’epoca di proprietà regionale come l’Hotel Marche, agli oltre 20 milioni di euro stanziati dalla Protezione Civile Nazionale per la realizzazione di due palazzine da destinare agli sfollati".

Ma l’accento è stato posto sulla situazione ai container "A tutt’oggi - scrivono - permangono oltre 250 persone, di tutte le età e di tutte le etnie, con bagni e mensa in comune: ed allo stato attuale, rappresenta un rischio ancor più evidente con l’ondata di ritorno del Covid.
Tra l’altro nei mesi scorsi, il Comitato ha sollecitato la Prefettura ha sollecitato proprio su questo tema, cui purtroppo l’Amministrazione non ha dato una risposta: nulla di nuovo purtroppo, visto il modus operandi dell’amministrazione comunale di Tolentino, che evita di affrontare i problemi indicando sempre altrove responsabilità o priorità.
Il Comitato ha pertanto sollecitato il Presidente, che pure ha dimostrato di avere a cuore la condizione delle aree terremotate con la lettera inviata al Presidente Mattarella, affinché intervenga, per quanto di competenza regionale, a sanare una ferita che a Tolentino rischia di essere mortale".

GS
Nella sede della Regione Marche, il Presidente Francesco Acquaroli si è collegato in videoconferenza con il Commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini.

Uno scambio cordiale di saluti e da subito è stata espressa da entrambi una reciproca stima e volontà di collaborare per “la soluzione più rapida del problema più grande di questa regione – ha rimarcato Acquaroli – la più colpita dalla tragedia del 2016. Siamo in una fase importante che va al di là del cambio di fronte politico nel governo regionale, un momento fondamentale in cui le istituzioni tutte sono chiamate a dare una risposta concreta a questa grave situazione. Da parte nostra la ricostruzione sta al primo posto delle priorità e ringrazio il Commissario per il lavoro già fatto, riconosciuto da tutti, e per quanto farà nell’ottica di una condivisione di obiettivi e di risultati”.

“Il mio unico interesse – ha affermato Legnini – è far partire la ricostruzione ed avrà la mia più piena e leale collaborazione.”

Su un primo punto, su richiesta del presidente Acquaroli, è stato già concordato di convocare nei prossimi giorni un incontro con gli ordini professionali e le professioni tecniche, la Regione Marche e il Commissario Legnini per fare insieme il punto della situazione ed affrontare le questioni più urgenti. “È importante che tutti gli attori della ricostruzione abbiano in essere un dialogo proficuo – ha detto il Presidente – affinché vi sia la massima concertazione e, in questo caso, la massima chiarezza e accelerazione sulla progettazione della ricostruzione privata". 

 Altro tema toccato nel corso della videoconferenza, è stato quello della ricostruzione pubblica e le modifiche apportate con le ultime ordinanze commissariali. “La ricostruzione ha bisogno di una visione d'insieme e per questo è mia intenzione che sia condivisa con i sindaci e gli enti locali”, ha precisato Acquaroli. 

 Quindi il presidente Acquaroli ha chiesto al Commissario Legnini se nel Recovery Fund si possa prevedere una parte di fondi dedicata specificatamente ai territori da ricostruire nell’ottica di una ricostruzione materiale e immateriale. A questo proposito Legnini ha informato di aver già parlato con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, proprio su questo tema e di aver avuto conferma che sono già allo studio alcune misure specifiche. E tale tema sarà oggetto della prossima riunione della cabina di regia per valutare anche le proposte delle Regioni, come richiesto dal presidente Acquaroli. 

Continuerà a fare il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, nonostante sia appena uscito dall'ultima tornata elettorale con 2057 preferenze ottenute nella lista Civitas Civici a sostegno del neo governatore Francesco Acquaroli.
La legge elettorale prevede infatti che l'unico seggio assegnato alla sua lista vada al pesarese Giacomo Rossi, nonostante il primo cittadino tolentinate sia stato il più votato di quel gruppo.
Esclusione a parte, Pezzanesi vuole però sottolineare il risultato raggiunto con una lista civica, confermando la teoria che da tempo ribadiva: "sono le persone a fare i partiti e non viceversa".

"Ancora una volta abbiamo vinto la nostra partita - dice il sindaco ai microfoni di Radio C1...inBlu - . Abbiamo chiuso la tornata elettorale come primo movimento, partendo da zero e con un simbolo sconosciuto. Se avessimo avuto il supporto di Tolentino nel cuore (Lista con cui è stato eletto due mandati consecutivi a guida della città ndr) sarebbe stato più facile. Abbiamo cominciato da zero, ma è stata premiata l'esperienza, quella che a Tolentino ha dato risultati straordinari e che sta convincendo anche fuori dalla mia città grazie ad una politica diversa, fatta di persone che sanno fare e che si mettono insieme sotto il profilo umano e professionale, non dietro la capanna rassicurante di un partito. I partiti, infatti, molte volte purtroppo, lanciano nell'orbita politica gente che ha entusiasmo ma che nell'inesperienza fà pagare dazio alla collettività. Il nostro risultato è la conseguenza di questa convinzione - afferma - . Il fatto che io continui a guidare Tolentino piuttosto che sedere in consiglio regionale - confida -  credo sia stato accolto con gioia dai miei collaboratori e dalle realtà con cui mi confronto ogni giorno. Che da qui io possa collaborare e dare il mio contributo alla ricostruzione e a tanti temi caldi di questa nostra realtà di vita è scontato".

Poi una riflessione su Francesco Acquaroli e sulla squadra che lavorerà al suo fianco: "Sono sicuro che il nuovo governatore possa avere attenzione e sensibilità necessarie per comprendere, fuori da chi è stato eletto in consiglio, chi possa accompagnarlo realmente e dargli un grande supporto in questa avventura. Un percorso, quello intrapreso dal nuovo consiglio, che ha bisogno di risposte, concretezza e mantenimento della parola perchè diversamente saremmo peggiori di chi ci ha preceduto. Sulle sue spalle c'è una grande responsabilità: il mantenimento delle promesse che abbiamo fatto e lui sa benissimo che per raggiungerle avrà bisogno di uomini e donne molto preparati al fianco".

GS
Un risultato storico quello ottenuto da Sandro Parcaroli, da oggi nuovo sindaco di Macerata.
"L'imprenditore prestato alla politica", come lui stesso si è più volte definito, è stato infatti eletto primo cittadino della città capoluogo di provincia al primo turno, superando nettamente il suo principale avversario Narciso Ricotta, che aveva governato per un decennio nella giunta Carancini.

La vittoria di Parcaroli segue di poche ore quella del nuovo Governatore delle Marche Francesco Acquaroli, con il centro destra che torna dopo moltissimi anni a guidare il comune di Macerata. Un fiume in piena il nuovo sindaco pochi minuti dopo aver avuto la certezza della sua elezione.

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Sandro Parcaroli con la moglie Emanuela 

"Provo una grandissima gioia - le sue parole - perchè aver vinto al primo turno in una città che da oltre 20 anni è guidata dal centro sinistra è qualcosa di straordinario. Ho compiuto un vero miracolo insieme ad una coalizione di centro destra finalmente unita. La città voleva fortemente il cambiamento e questo c'è stato".

Guarda non solo a Macerata, ma ad un intero territorio la visione del sindaco Parcaroli. 

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Parcaroli al centro con il presidente della provincia Pettinari e il nuovo presidente della regione Acquaroli

"Sarò il sindaco di Macerata e insieme il sindaco della provincia - conferma quanto detto fin dall'inizio - Riunirò i sindaci del territorio sui temi dell'ospedale, del turismo e insieme al Governatore Acquaroli faremo un grande progetto per le nostre Marche. Dall'Europa arriveranno molti soldi per la regione e dobbiamo avere la capacità di catturarli attraverso importanti progetti. Per 40 anni sono stato imprenditore e questa esperienza mi aiuterà anche come sindaco".

f.u.

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Il nuovo sindaco festeggia in centro a Macerata

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"Abbiamo dimostrato che le roccaforti si possono combattere. Sono sicura che Francesco farà un buon lavoro e tra cinque anni sarà rieletto".
Ha commentato così la vittoria di Francesco Acquaroli la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, dopo i dati che hanno decretato il nuovo governatore della Regione.

"È una straordinaria vittoria che strappa un'altra roccaforte alla sinistra - ha detto Giorgia Meloni al fianco del nuovo presidente - . Una vittoria che consente al centrodestra di offrire a questa Regione una stagione di sviluppo diversa. Sono fiera di come Acquaroli e tutti noi abbiamo condotto questa campagna elettorale".

Emozionato, stanco e soddisfatto il neo governatore Acquaroli: "Sono convinto che già da domattina sapremo fare subito squadra - ha detto - per dare le risposte che i marchigiani attendono. Rispetto a cinque anni fa è cresciuto molto il voto in termini di partecipazione e questo significa che abbiamo risvegliato anche la voglia di partecipare. Hanno votato per il centrodestra molte persone che non lo avevano mai fatto, questo è un dato che ci responsabilizza e cercheremo di mettercela tutta per non deluderli e tradurre la loro fiducia nelle risposte di cui hanno bisogno.
Nelle istituzioni troveremo il dialogo - ha detto riferendosi all'avversario Mangialardi - perchè per superare i problemi della nostra Regione abbiamo bisogno di dialogo".

Dall'altra parte il candidato della coalizione di centrosinistra ha commentato: "Sapevamo che non sarebbe stato facile. La nostra regione è stata ferita troppe volte in un tempo brevissimo: la crisi economica globale, che ha colpito in particolar modo le piccole e medie imprese di cui è fatto il nostro tessuto, il terremoto e poi la pandemia. Il centrosinistra ha fatto un grandissimo sforzo, unendosi compatto in una coalizione ampia, costruendo una proposta di governo seria, credibile, realizzabile, in asse col governo nazionale e l’Europa.
Ora tutta l’attenzione e l’energia che abbiamo messo in questa campagna elettorale la riverseremo in consiglio regionale, dove svolgeremo con grandissima attenzione il nostro ruolo, nell’interesse di tutti i marchigiani e di chi vive e lavora nella nostra splendida regione. Vigileremo perché non venga dispersa per imperizia la straordinaria possibilità di rilancio nelle infrastrutture e nella sanità che ci offre oggi l’Europa attraverso il Recovery Fund e il MES".

GS

In attesa di conoscere quale presidente avranno scelto i marchigiani a guida della Regione per i prossimi 5 anni, e quali saranno i nomi dei 30 candidati che andranno a comporre il consiglio comunale, la diretta di RadioC1...inBlu è stata l'occasione per conoscere le possibilità di composizione del consiglio.

È stato Francesco Massi Gentiloni Silveri, ex consigliere regionale e segretario comunale, quindi preparato in Diritto amministrativo, a spiegare le diverse ipotesi: "Il presidente che vincerà sarà automaticamente eletto - spiega - . In merito ai 30 componenti del consiglio regionale, la divisione tra maggioranza e minoranza può variare rispetto alla percentuale ottenuta dal candidato eletto.
Se, infatti, il presidente vince con una percentuale maggiore del 43 per cento, la maggioranza avrà 19 seggi e la minoranza 11; se viene eletto con il 41 per cento i consiglieri di maggioranza saranno invece 18 contro i 12 della minoranza. 
Nei prossimi giorni - aggiunge - il presidente dovrà presentare la giunta composta da 6 assessori che, per l'obbligatorietà della parità di genere, dovrà essere composta da 3 uomini e 3 donne. Chiaro poi, come è sempre accaduto e come rientra nel gioco della politica, che i partiti che prendono più voti rivendicheranno più posti in giunta".

Ipotesi che, restringendo il campo alla sola provincia di Macerata, vedrebbero così composti i seggi: "Per la nostra provincia - prosegue Massi - i consiglieri saranno in totale 6, tra maggioranza e minoranza, ma sono frutto di un calcolo piuttosto complesso.
La coalizione che vince, in linea di massima, porta a casa 4 seggi su 6, anche se nel 2015 la coalizione che ha vinto ne ha portati con sè 3 e altrettanti 3 sono andati all’opposizione. Il risultato di questo calcolo potrebbe comunque portare partiti più piccoli ad avere il seggio e partiti più grandi a restare senza. È chiaro che, qualora fosse confermata la vittoria di Acquaroli, i 2 seggi riservati alla minoranza potrebbero essere ripartiti tra centro sinistra e Movimento 5 Stelle".

GS


Ha risposto all’appello mosso da SLC CGIL, per i lavoratori dello spettacolo dal vivo, la candidata in consiglio regionale nella lista Civitas Civici, Paola Giorgi che essendo attrice e produttrice teatrale, dice di sentirsi parte attiva di questo settore.

Nei giorni scorsi, infatti, il Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione Regionale Marche aveva inviato una missiva ai candidati governatori per chiedere attenzione e soluzioni rivolte ad un settore in cui il precariato è ormai una situazione ‘abituale’.

“Conosco le esigenze della categoria - esordisce Paola Giorgi in risposta all’appello - e ritengo che debbano essere portate sul tavolo del nuovo governo regionale.  Una categoria, quella dei lavoratori dello spettacolo, di cui probabilmente non si è mai avuta coscienza fino in fondo dell’ampio impatto numerico e delle condizioni di instabilità occupazionale in cui opera. Sicuramente il COVID, con le conseguenti ristrettezze in ambito di socializzazione e condivisione, ha dato un brutto colpo al sistema dello spettacolo da vivo - spiega - , che si è trovato bloccato tra obblighi di sicurezza e normative a volte avulse dalla sua natura. Però, per la prima volta, una luce si è accesa sul comparto e si è creata occasione di avanzare proposte e progetti per rendere consapevoli del ruolo centrale che lo spettacolo dal vivo ricopre nello sviluppo di una comunità.”

Ed entra nel vivo della questione regionale in cui ha operato da circa 30 anni: “Siamo la Regione dei Teatri, abbiamo un patrimonio unico che, ad oggi, ancora non è valorizzato come strumento di crescita e sviluppo regionale. I teatri debbono vivere - torna a ribadire con fermezza - e credo che lo strumento principe per raggiungere questo obiettivo sia mettere a sistema l’esercizio teatrale con la produzione. Sono convinta che le Marche, grazie alla Rete dei Teatri Storici, possa aspirare a divenire un hub di produzione nazionale ed internazionale, valorizzando la produzione locale e gli artisti locali, contaminando linguaggi con esperienze artistiche di differente natura e lavorando sulla formazione del pubblico. Abbiamo un Circuito forte che da solo non può però rispondere alle esigenze di vitalità dei nostri teatri: sono convinta che occorra formare anche figure professionali, come i direttori organizzativi teatrali, indispensabili per accrescere la cultura teatrale e dare centralità al teatro nei processi di sviluppo delle comunità”.

Una risposta dalla candidata arriva anche per la lirica, la danza ed i circhi: “Nell’ambito della lirica e della musica mi sento di esprimere un parere positivo in merito alla creazione della Rete Lirica Marchigiana, strutturatasi in forma di Fondazione, che ha permesso agli attori che ai vari livelli operano nel settore nella nostra Regione, tra cui il Macerata Opera Festival, di unirsi e rafforzare un sistema. Auspico che anche la Fondazione Muse, che inspiegabilmente non ha aderito al progetto, ne diventi parte attiva.

La danza e i circhi - aggiunge - restano un po’ le Cenerentola del sistema dello spettacolo dal vivo, che andrebbero valutate e sostenute con progetti nuovi, principalmente dedicati alla formazione e alla performazione. Va sicuramente centrato, nell’ambito del sistema dello spettacolo dal vivo regionale, anche il ruolo del Consorzio Marche Spettacolo che può rappresentare il luogo della discussione programmatica e politica in cui inserire anche la rappresentanza sindacale. Lo strumento per normare le necessarie proposte di riforma - conclude - è la revisione della LR 11/09 non è più idonea a rispondere alle esigenze di un  settore in movimento”.
“L’occasione per aver una nuova conferma di quanto le aree interne siano il polmone di questa regione e ci sia bisogno di una visione per ripartire da qui”.

Così la candidata della lista Civitas Civici, Paola Giorgi, a sostegno del candidato governatore Francesco Acquaroli, che durante un aperitivo al bar Da Savè a Caldarola ha incontrato gli amministratori e i cittadini del territorio.

Un momento di ascolto di quelle che sono le criticità dei Comuni più piccoli dell’entroterra.

È stato il sindaco Luca Maria Giuseppetti a sottolineare le difficoltà del suo paese, come quello dei centri vicini: “Bisogna dare ai sindaci più margine d’azione - ha detto - ed essere consapevoli che se mantenuto in questo modo l’entroterra è una indecenza. I figli e i nipoti di queste terre saranno solo costretti ad andarsene. Mancano servizi ed infrastrutture, se c’è davvero la volontà di dar forza a questo territorio: l’economia gira sulle strade e senza le strade le aree interne sono morte”.

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Gli ha fatto eco il sindaco di Belforte del Chienti, Alessio Vita, incalzando sulla sanità: “Anche nel corso dell’inaugurazione dell’elisuperficie nel mio paese ho cercato di ricordare che, accanto all’importanza di essere trasportati d’urgenza ad Ancona con Icaro, ci sono tanti pazienti a cui basterebbe avere un ospedale vicino a cui rivolgersi senza tempi d’attesa inaccettabili. Per questo motivo è necessario riflettere sulla decisione dell’ospedale unico alla Pieve perché si porterà dietro il ridimensionamento degli altri nosocomi, come Camerino e San Severino che, invece, per le nostre zone, sono importanti; così come quello di Tolentino che poteva rappresentare un punto di riferimento vitale”.

Infrastrutture, agricoltura, allevamento ed anziani sono poi alcuni dei temi che il presidente dell’Unione Montana Giampiero Feliciotti ha portato all’attenzione della candidata che ha espresso le sue idee sui punti sollecitati dagli amministratori e che lei stessa aveva già messo sul tavolo della campagna elettorale.

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“L’esperienza in Regione con l’ex presidente Spacca - ha detto - mi ha dato la visione: la politica si fa guardando all’obiettivo che, a volte, può essere anche lontano, ma se c’è quello allora le azioni hanno un senso.

Credo che la ricostruzione avrà un senso solo se sapremo cosa fare delle aree interne che rappresentano il cuore della Regione. I bisogni da voi espressi hanno bisogno di risposte prioritarie, tra questi aggiungo un tema a me molto caro che è quello del welfare culturale: accanto ai servizi che devono arrivare in maniera primaria - ha spiegato - è necessario investire sulla cultura come fonte di benessere non solo dell’anima ma anche del corpo ed i piccoli centri dell’entroterra possono rappresentare il punto di partenza per questo modo di ragionare.

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Per avere una visione completa della nostra provincia - ha detto - ci dobbiamo porre sui punti più alti e questi Comuni sono i luoghi giusti”.

Infine le motivazioni della sua candidatura in una lista civica: “Questo non è il civismo di chi si avvicina alla politica ma non la fa - ha chiarito - . A me la politica piace e questa lista rappresenta un gruppo di persone che hanno già amministrato il territorio, che hanno esperienza nell’amministrazione, io nello specifico in Regione.

Quando oggi torno nei territori dove ho lavorato come assessore regionale - ha concluso - sento ancora la riconoscenza: questo per me è il valore più importante che oggi riporto a voi”.




GS
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