È arrivata l'ufficialità del passaggio della Regione Marche in zona arancione. Ad annunciarlo con un post su Facebook il presiente Francesco Acquaroli.
"Mi dispiace dovervi comunicare - scrive - che da domenica saremo in zona arancione e lo resteremo per almeno due settimane. Temo che anche la terza sia da mettere in preventivo ma attendiamo l’evolversi delle cose. La situazione è praticamente simile alla scorsa settimana, anzi i rilevamenti della settimana in corso sono in miglioramento, ma così è stabilito nel nuovo Dpcm".

Non manca però la nota di amarezza per un provvedimento che il governatore reputa eccessivo: "Va bene essere prudenti - dice - , per questo anche noi avevamo deciso di rinviare l’apertura delle scuole superiori in presenza, infatti già la zona gialla prevede diverse restrizioni. Tornare in zona arancione, con un RT ormai stabilmente sotto a 1 da un mese e mezzo, mi sembra un provvedimento eccessivo più che una scelta precauzionale. Sono amareggiato e dispiaciuto e continuerò a fare di tutto affinché il Governo comprenda le nostre richieste e modifichi il Dpcm, ma le norme vanno sempre rispettate anche quando non condivise e questo è l’invito che rivolgo a tutti voi".

GS
“Ripristinare l’ambulatorio di pediatria a Camerino”: È quanto chiede il vice presidente del Consiglio Regionale delle Marche, Gianluca Pasqui, al governatore Francesco Acquaroli, all'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, alla presidente della IV Commissione Sanità regionale Elena Leonardi e alla direttrice generale dell'Asur Marche Nadia Storti.

“Con la presente – scrive nella missiva -, sono nuovamente a portare alla vostra attenzione la questione relativa al fatto che la città di Camerino, ormai da diverse settimane, ha momentaneamente dovuto fare a meno del proprio ambulatorio di riferimento per la Pediatria.

Si tratta di una situazione che sta creando innumerevoli disagi alle famiglie con bambini piccoli, costrette a spostarsi in un altro Comune per poter sottoporre i propri figli a una visita pediatrica. Il tutto, reso ancora più complicato dalle nevicate di questi giorni.
Tutto ciò è inaccettabile – denuncia - , anche perchè stiamo parlando della città di riferimento del territorio in cui insiste il numero maggiore di bambini in età pediatrica.
Prima di Natale, avevo ricevuto ampie rassicurazioni da parte della dottoressa Storti sul fatto che i primi di gennaio sarebbe stato ripristinato l'ambulatorio almeno una volta alla settimana e dal 9 febbraio la situazione sarebbe tornata alla normalità preesistente.
Di ciò, mi ero fatto latore agli organi di stampa, allo scopo di tranquillizzare i genitori che giustamente lamentavano i tanti disagi.
Ad oggi – conclude - , credo che "i primi di gennaio siano stati ampiamente superati e ancora nulla è stato fatto in concreto per riportare l'ambulatorio a Camerino”.




GS
Dopo un lungo periodo di restrizioni arriva una buona notizia, quella che le Marche da lunedì tornano ad essere zona gialla. A darne comunicazione il governatore Francesco Acquaroli, che esprime soddisfazione per il risultato raggiunto "frutto del rispetto delle misure restrittive fino ad oggi in vigore", anche se lo stesso presidente della regione invita a non abbassare la guardia visto che il virus continua a circolare.

Dopo il fine settimana "arancione", come disposto dal governo, da lunedì dunque la nostra regione può respirare una boccata d'ossigeno con la possibilità di circolare liberamente in tutto il territorio regionale e anche di spostamenti in altre regioni sempre classificate in zona gialla. Bar e ristoranti aperti fino alle 18, con possibilità di asporto fino alle 22 (orario in cui scatta il coprifuoco ancora valido su tutto il territorio nazionale), mentre non sono previste limitazioni, ad eccezione di quelle imposte dal coprifuoco, per la consegna a domicilio. Resta, invece, in vigore l'ordinanza che prevede la didattica a distanza nelle scuole superiori fino al prossimo 31 gennaio.

f.u.
Con un post Facebook, il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha comunicato come siano state effettuate quasi 1500 vaccinazioni nella giornata del 5 gennaio, raddoppiando il numero dei vaccinati giornalieri rispetto ai primi giorni. “Il sistema sta andando a regime” ha affermato il Presidente.

Come procede la campagna di vaccinazioni e quella di screening di massa? Ne ha parlato l'Assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini: “ Tutto sta andando positivamente: abbiamo organizzato la struttura per riuscire a vaccinare 2000 persone al giorno ed entro domenica esauriremo. Il Trend è buono perché riusciamo a somministrare i vaccini che ci vengono consegnati settimanalmente”.

La Regione ha fatto un appello durante la Conferenza Stato-Regioni: sarebbe opportuno, secondo i vertici regionali, richiamare il personale sanitario in quiescenza. L’Assessore ha confermato: “Dobbiamo vaccinare un milione di marchigiani su un milione e mezzo di popolazione per raggiungere l’immunità di gregge: abbiamo assoluto bisogno di riorganizzare la macchina e di avere più personale. Per questo abbiamo chiesto al Governo di autorizzarci ad assumere il personale medico e gli infermieri che sono stati collocati in quiescenza con la quota 100, ai quali l'ordinamento in questo momento preclude ogni attività lavorativa. Oltre a questo abbiamo chiesto al Governo di aumentare le dosi per le Marche, in modo tale che si possa giungere immediatamente alla somministrazione ai cittadini, a cominciare dalle persone che hanno più di 80 anni per poi passare a quelle che sono impegnate nei servizi pubblici essenziali, come la scuola o il trasporto pubblico”.

red.
Anche la legge sulla montagna tra i quattro emendamenti presentati dal Partito Democratico alla maggioranza regionale e che per il momento restano nel cassetto.

È quanto spiega il consigliere dem Romano Carancini, tra i promotori dell’iniziativa: “Il nuovo governo regionale – dice - ha deciso di sospendere gli emendamenti che erano stati presentati nell’approvazione del Bilancio lo scorso 30 dicembre. Avevamo deciso, come opposizione, di avere un atteggiamento non ostruzionistico ma collaborativo e per questo avevamo presentato pochissimi emendamenti che tendevano a migliorare la previsione del governo, senza creare problemi ad un passaggio di Bilancio molto delicato. L’atteggiamento della maggioranza – denuncia - è stato in netta contraddizione alla richiesta di collaborazione fatta dal presidente Acquaroli nel giorno del suo insediamento. Noi siamo stati collaborativi, ma a questa disponibilità è stata chiusa una porta in faccia”.

Poi entra nello specifico della necessità di una legge sulla montagna che rientrava anche nel programma elettorale presentato da Carancini: “Sul Documento di Economia e Finanza della Regione Marche – dice - c’era una sezione dedicata alle priorità e noi tra queste abbiamo inteso di proporre una legge per la montagna.

Una legge che sarebbe molto importante, innanzitutto perché avrebbe dedicato risorse specifiche, esclusive alla montagna, ma soprattutto avrebbe potuto fornire una prospettiva trasversale, partendo dalla questione lavoro, per passare a quella dei servizi, al sistema della cultura, del dissesto idrogeologico. Continuo a ritenere fondamentale realizzare e costruire una legge che, per l’intero arco Appenninico, possa almeno impostare la programmazione di ricostituzione di un ecosistema montano. Non si può pensare ad una legge per la montagna senza avere servizi, scuole, connessioni, sanità, trasporti. Avere quello strumento, con al fianco una serie di risorse molto importante che potrebbero essere attinte dal recovery plan, avrebbe un grande vantaggio. Aggiungo – conclude - che non realizzarla potrebbe far disperdere queste risorse rispetto a clientele o ingressi di parte. Ecco perché continuo a chiedere una legge che dedichi alla montagna uno specifico strumento legislativo”.

GS
Prosegue la sinergia tra Marche e Umbria. Le due regioni confinanti, la cui collaborazione è rafforzata dai collegamenti come la superstrada Valdichienti, guardano al futuro con determinazione.
Ieri mattina, a Palazzo Raffaello, si sono incontrati il governatore Francesco Acquaroli e la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei. I due presidenti hanno condiviso una comune visione sullo sviluppo delle due regioni che sono assimilate da innumerevoli fattori non solo di natura geografica ma anche turistica, culturale ed economica. 


La decisione è stata quella di rafforzare subito la sinergia tra le due amministrazioni, programmando una riunione congiunta delle rispettive giunte regionali per il mese di gennaio.
Numerosi i temi principali e i progetti concreti che potrebbero essere oggetto di collaborazione e sinergia tra le due Regioni, a partire da quello infrastrutturale, dal completamento della Quadrilatero con la direttissima SS76 Ancona-Perugia, "un’arteria strategica - si legge nella nota della Regione - per rafforzare il collegamento fra i capoluoghi e tra i due territori regionali, così come il complemento della galleria della Guinza. Importante anche dar vita a collaborazioni economiche per lo sviluppo di filiere fra Piccole e Medie Imprese, progetti per l’internazionalizzazione e la programmazione comune dei fondi europei. Snodo cruciale - prosegue - lo sviluppo turistico con particolare attenzione alla valorizzazione delle sinergie fra Assisi e Loreto". Tema a cuore dei governatori anche quello della valorizzazione dell’Appennino e delle aree interne, a partire dalla ricostruzione delle aree colpite dal sisma e dal lavoro per avviare una Zes, zona economica speciale.

GS
Screening di massa nelle Marche, la campagna di controlli a tappeto su tutto il territorio regionale è in partenza: fino al 23 dicembre, con eventuale ripresa dal 27 al 30, si procederà con i tamponi antigenici nei capoluoghi di provincia e nella città di Urbino per poi procedere a cascata verso gli altri comuni con più di ventimila abitanti e in chiusura con i centri più piccoli. L’assessore alla sanità, Filippo Saltamartini, durante la presentazione ha affermato: “Siamo pronti: schieriamo un esercito di infermieri e medici che potranno testare migliaia di cittadini”.

"Operazione Marche Sicure", questo il nome dato alla campagna, è gratuita e su base volontaria per tutti i cittadini maggiori di sei anni. Una macchina per la prevenzione che mobilita più di mille persone tra volontari e personale Asur, che secondo l’assessore sarà in grado di creare un percorso sicuro e rapido per attestare l’eventuale positività di un grande numero di cittadini e che permetterà di controllare il 70% dei marchigiani, capendo come il Coronavirus è distribuito sul territorio e soprattutto responsabilizzando i cittadini: “Siamo ottimisti – ha proseguito Saltamartini –. Abbiamo messo in piedi un’organizzazione complessa che in seguito potrà essere utilizzata anche per la somministrazione dei vaccini. Lo sforzo è stato enorme: circa mille persone in tutte le Marche, tra volontari e personale sanitario. Saremo in grado di somministrare questi test rapidi che garantiscono un’affidabilità superiore al 90 percento”.

L’assessore ha poi spiegato il percorso “fisico” da intraprendere per sottoporsi al test: “I cittadini, una volta sul posto predisposto dalle Aree Vaste, rilasceranno un’autocertificazione e saranno testati da un primo infermiere. Successivamente un secondo, con la supervisione di un medico, processerà i tamponi. L’esito arriva dopo circa un quarto d’ora: se positivo si passerebbe immediatamente al test molecolare”.

Ad Ancona, Macerata e Ascoli Piceno sarà necessaria la prenotazione, a Fermo l’accesso sarà per ordine alfabetico mentre nell’Area vasta 1 per quartieri. Il sito individuato dal ccomune di Macerata è il Centro Fiere di Villa Potenza, aperto con orario continuato dalle 8 alle 20.

Red.

In una nota diffusa dal suo ufficio stampa, il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha preso le distanze da quanto riportato nelle ultime ore dagli organi di informazione a proposito di una sua richiesta di “zona rossa” per il periodo delle festività natalizie. Una riunione della Conferenza Stato Regioni, quella a cui è intervenuto, indetta per parlare di vaccinazioni, ma che in coda ha registrato anche il tema delle eventuali ulteriori restrizioni per evitare assembramenti. Queste riferite però ai contesti privati e non agli esercenti, con Acquaroli preoccupato soltanto della tutela delle attività, che non ritiene responsabili, e dei piccoli centri, penalizzati rispetto alle città.

Si legge: “Apprendo dalla stampa e dai telegiornali che questa mattina avrei chiesto la “zona rossa” per le festività natalizie nella Conferenza Stato Regioni tenuta in modalità web. Mi vedrò costretto a chiedere la registrazione del mio intervento perché, a meno di sdoppiamento della personalità, le mie affermazioni sono state di altro tipo. La premessa doverosa è che la riunione era stata convocata per parlare di vaccini ma in coda è stato inserito il tema delle ulteriori eventuali altre misure da prendere per le festività natalizie, onde evitare un impatto devastante nel mese di gennaio sulle strutture ospedaliere ancora in sofferenza. Per questo ci è stato chiesto il nostro parere”.

Il Presidente ha proseguito: “Il mio intervento, tra gli ultimi di quelli in scaletta, ha evidenziato la disponibilità a discutere di una stretta per evitare assembramenti e ammucchiate soprattutto nelle case private. Ho affermato che se si dovesse ipotizzare una ulteriore chiusura non si può pensare che a pagarla siano ristoranti, bar, esercizi commerciali, piscine e palestre e che a fronte di essa ci sarebbe bisogno di ristori totali e immediati. Ho detto inoltre che non è comunque giusto paragonare i territori periferici, che già hanno pagato con l’isolamento le precedenti restrizioni, alle grande dimensioni. Ho parlato dell’inopportunità di lasciare sole persone anziane in questo periodo. Ho chiesto di dare certezze, seppure in un quadro complicato. Ho parlato di necessità di concertazione e di messaggi univoci. Ieri si diceva di aprire le scuole e oggi si pensa di chiudere tutto. È incomprensibile a me, figuriamoci ai cittadini! Quanto detto non mi sembra la richiesta di una zona rossa ma a qualcuno evidentemente fa comodo così”.

In chiusura la stoccata alla stampa: “Ora mi aspetto che tutti coloro, soprattutto chi opera nel servizio pubblico che, senza interpellarmi, mi hanno attribuito la richiesta della zona rossa, riportino il senso di quanto ho veramente detto in quel contesto. Perché l'informazione, soprattutto quella pubblica pagata con i soldi dei cittadini, non deve mai diventare disinformazione”.

Red.
Ufficiale: le Marche tornano zona gialla. Lo ha comunicato poco fa il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, con un post sul suo profilo Facebook.

Si legge: "Finalmente è arrivata la conferma che tutti aspettavamo: da Domenica torniamo in "zona gialla". Questa notizia ci fa piacere ma non deve essere considerata come una esenzione da ogni responsabilità. Il virus continua a circolare e ogni giorno registriamo un numero di soggetti positivi ancora cospicuo. Se non è necessario, dunque, dobbiamo cercare evitare luoghi di potenziale affollamento, dobbiamo tutti impegnarci al massimo per far sì che la nostra regione resti stabilmente in fascia gialla. Mi raccomando, il colore della nostra regione è nelle vostre mani. Vi prego di aiutarci!"

Il Governatore invita dunque al buonsenso e al rispetto delle regole, visto che come previsto dalla ripartizione in fasce stabilita dal Governo, da domenica sarà nuovamente possibile spostarsi tra comuni e la ristorazione potrà ricominciare a lavorare "in presenza", seppur soltanto fino alle 18.

Resta in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5.

red.
Quella appena trascorsa deve essere stata una settimana agrodolce per il Presidente della Regione Marche. Acquaroli ha vissuto il contagio della moglie, con conseguente isolamento anche per lui, e ha quindi atteso l’esito del suo tampone risultato poi negativo. Sono stati però giorni importanti sul fronte Covid non soltanto a livello individuale per il Presidente: la telefonata con il Ministro della Salute Roberto Speranza fa ben sperare tutte le Marche.

Considerato che l’indice Rt, uno degli indicatori utilizzati come discriminante per l’inserimento nelle tre fasce che dividono il Paese, sta tornando a livelli di sicurezza, sotto l’1,25, sembrerebbero più che fondate le indiscrezioni che vorrebbero le Marche nuovamente “gialle”. Sarebbe un ritorno nella fascia con le restrizioni meno pressanti: una boccata d’ossigeno, dopo i 15 giorni vissuti in zona arancione. Come cambierà la vita e cosa tornerà a essere permesso?

Anzitutto il coprifuoco resterà in vigore: niente liberi tutti, soprattutto in vista del Natale, anzi. Sembra che il Governo stia pensando di far chiudere locali, bar e ristoranti per il 24 e 25 dicembre, con forti indizi che il provvedimento possa riguardare anche il Capodanno.

Gli esercizi commerciali potranno riaprire e i ristoranti potranno tornare a servire i propri clienti non soltanto a domicilio, ma anche al tavolo. Sempre però con limitazioni: di orario, dalle 5 alle 18, e logistiche, con il rispetto del distanziamento.

Gli spostamenti durante la fascia oraria soggetta a coprifuoco dovranno essere motivati da comprovate esigenze emergenziali o lavorative, mentre sarà possibile, dalle 5 alle 22, spostarsi senza bisogno di certificare le motivazioni.

Resteranno invece chiuse palestre e piscine, cinema e teatri, musei, sale giochi e slot, queste ultime anche nei bar e nelle tabaccherie.

red.
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