Cultura, tradizioni, natura e attrazione di investimenti: Il futuro del “modello Appennino”

Venerdì, 29 Settembre 2023 16:40 | Letto 1060 volte   Clicca per ascolare il testo Cultura, tradizioni, natura e attrazione di investimenti: Il futuro del “modello Appennino” Valorizzare la cultura, la bellezza e la qualità della vita che offrono i borghi dell’Appennino centrale anche attraverso una visione innovativa di turismo e imprenditorialità. Non solo dunque curare i mali del passato, a partire dalla ricostruzione post sisma del 2016, ma incentivare le prospettive per il futuro di questo vasto territorio creando le condizioni per il suo rilancio, rendendolo attrattivo nei confronti di persone e capitali. Questo il focus del convegno “Meraviglie dell’Appennino centrale. Rigenerazione urbana, economica e sociale dei luoghi e dei borghi”, organizzato dalla Struttura del Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 e Anci Marche che si è tenuto a Camerino, presso la sala dellAccademia della Musica “Franco Corelli” della Andrea Bocelli Foundation. Presenti per l’occasione Francesco Acquaroli, Presidente Regione Marche; Guido Castelli, Commissario Straordinario Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016; Paolo Calcinaro Presidente ANCI Marche e Sindaco di Fermo; Roberto Lucarelli, Sindaco di Camerino; Chiara Biondi, Assessore Cultura Regione Marche; Gianluca Pasqui, Vicepresidente Assemblea Legislativa Regione Marche; Gino Sabatini, Presidente Camera di Commercio Marche; Claudio Pettinari Rettore Università di Camerino. Un’occasione importante di incontro e confronto tra istituzioni, mondo accademico e sistema imprenditoriale delle Marche, che prende il via anche da esperienze di successo realizzate in altri territori dell’Italia centrale. Tra i relatori infatti Daniele Kihlgren, l’architetto dell’albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio, in Provincia de L’Aquila, esempio di come l’iniziativa privata possa confrontarsi in modo positivo con le esigenze di sviluppo locale. Roberto Rappuoli, già sindaco di San Quirico d’Orcia, ha invece spiegato come si sia venuto a creare il “caso Val d’Orcia”: il territorio toscano compreso tra Pienza, Montepulciano e Montalcino diventato una rinomata capitale internazionale del turismo slow. Inoltre, durante il suo intervento, il Commissario Castelli ha reso noto che ai Comuni del cratere marchigiano sarà inviato in giornata un form on line nel quale potranno indicare quei borghi, frazioni o immobili compresi nel loro territorio che meriterebbero di essere valorizzati attraverso unattività congiunta di promozione. Dichiarazione Presidente Regione Marche, Francesco Acquaroli: “In questi tre anni abbiamo puntato sulla strategia dello sviluppo delle aree interne e dei borghi, perché riteniamo che in questi territori si giochi la possibilità reale delle Marche di recuperare punti di Pil e soprattutto un’attrattività che la porti a essere finalmente una regione a 360 gradi, competitiva, accogliente e, appunto, attrattiva. Lo abbiamo fatto puntando anche sulle infrastrutture e ricordo il completamento del tratto della Pedemontana che era stata progettata dalla Quadrilatero, ma anche la prosecuzione verso sud e verso nord di questa direttrice che sarà la spina dorsale di questi territori e che ci consentirà di attraversarli in maniera molto più veloce, senza necessità di scendere sulla costa e risalire da altre valli. Alla rigenerazione e al rilancio dei borghi è destinata una somma importante della programmazione europea, con politiche attive per l’accoglienza, la promozione socioeconomica, che incentivano anche imprese culturali, manifatturiere, artigianali e l’enogastronomia. Abbiamo un potenziale enorme ma serve una maggiore consapevolezza delle ricchezze che possediamo”. “Il compito assegnatomi dal Governo, che ha scelto di affiancare alla ricostruzione anche la riparazione sociale ed economica, richiede a tutti noi uno sforzo ulteriore per trovare soluzioni efficaci al rilancio dell’Appennino Centrale - ha detto il Commissario Castelli - Se è vero che con le risorse del Piano nazionale complementare sisma stiamo fornendo una importante spinta al tessuto imprenditoriale locale, con 1.357 progetti finanziati per oltre 396 milioni di euro e 767 milioni di investimenti generati, è altresì vero che qualsiasi operazione di rilancio che voglia andare oltre la logica dell’assistenzialismo deve necessariamente passare dalla collaborazione tra enti, territori e tra pubblico e privato. E su questo stiamo puntando. La ricostruzione post-sisma è una missione prioritaria e dovuta ma, al contempo, da sola rappresenterebbe una risposta parziale rispetto ai problemi strutturali di cui soffrono questi territori e che oggi stiamo affrontando. Ricostruire e rigenerare questi territori è il presupposto necessario per renderli nuovamente “abitabili” dalle loro comunità tradizionali e attrattivi da un punto di vista turistico e imprenditoriale, non solo come luoghi in cui trascorrere un periodo di vacanza, ma anche nei quali vivere stabilmente. Abbiamo l’occasione - ha concluso Castelli - di promuovere il “modello Appennino” in Italia e all’estero, facendo leva sulla grande ricchezza di cui questo territorio è portatore: cultura, spiritualità, natura, senso di comunità”.
Valorizzare la cultura, la bellezza e la qualità della vita che offrono i borghi dell’Appennino centrale anche attraverso una visione innovativa di turismo e imprenditorialità. Non solo dunque curare i mali del passato, a partire dalla ricostruzione post sisma del 2016, ma incentivare le prospettive per il futuro di questo vasto territorio creando le condizioni per il suo rilancio, rendendolo attrattivo nei confronti di persone e capitali.

Questo il focus del convegno “Meraviglie dell’Appennino centrale. Rigenerazione urbana, economica e sociale dei luoghi e dei borghi”, organizzato dalla Struttura del Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 e Anci Marche che si è tenuto a Camerino, presso la sala dell'Accademia della Musica “Franco Corelli” della Andrea Bocelli Foundation. Presenti per l’occasione Francesco Acquaroli, Presidente Regione Marche; Guido Castelli, Commissario Straordinario Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016; Paolo Calcinaro Presidente ANCI Marche e Sindaco di Fermo; Roberto Lucarelli, Sindaco di Camerino; Chiara Biondi, Assessore Cultura Regione Marche; Gianluca Pasqui, Vicepresidente Assemblea Legislativa Regione Marche; Gino Sabatini, Presidente Camera di Commercio Marche; Claudio Pettinari Rettore Università di Camerino. Un’occasione importante di incontro e confronto tra istituzioni, mondo accademico e sistema imprenditoriale delle Marche, che prende il via anche da esperienze di successo realizzate in altri territori dell’Italia centrale. Tra i relatori infatti Daniele Kihlgren, l’architetto dell’albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio, in Provincia de L’Aquila, esempio di come l’iniziativa privata possa confrontarsi in modo positivo con le esigenze di sviluppo locale. Roberto Rappuoli, già sindaco di San Quirico d’Orcia, ha invece spiegato come si sia venuto a creare il “caso Val d’Orcia”: il territorio toscano compreso tra Pienza, Montepulciano e Montalcino diventato una rinomata capitale internazionale del turismo "slow". Inoltre, durante il suo intervento, il Commissario Castelli ha reso noto che ai Comuni del cratere marchigiano sarà inviato in giornata un form on line nel quale potranno indicare quei borghi, frazioni o immobili compresi nel loro territorio che meriterebbero di essere valorizzati attraverso un'attività congiunta di promozione.

Guido Castelli 3

Dichiarazione Presidente Regione Marche, Francesco Acquaroli: “In questi tre anni abbiamo puntato sulla strategia dello sviluppo delle aree interne e dei borghi, perché riteniamo che in questi territori si giochi la possibilità reale delle Marche di recuperare punti di Pil e soprattutto un’attrattività che la porti a essere finalmente una regione a 360 gradi, competitiva, accogliente e, appunto, attrattiva. Lo abbiamo fatto puntando anche sulle infrastrutture e ricordo il completamento del tratto della Pedemontana che era stata progettata dalla Quadrilatero, ma anche la prosecuzione verso sud e verso nord di questa direttrice che sarà la spina dorsale di questi territori e che ci consentirà di attraversarli in maniera molto più veloce, senza necessità di scendere sulla costa e risalire da altre valli. Alla rigenerazione e al rilancio dei borghi è destinata una somma importante della programmazione europea, con politiche attive per l’accoglienza, la promozione socioeconomica, che incentivano anche imprese culturali, manifatturiere, artigianali e l’enogastronomia. Abbiamo un potenziale enorme ma serve una maggiore consapevolezza delle ricchezze che possediamo”.

“Il compito assegnatomi dal Governo, che ha scelto di affiancare alla ricostruzione anche la riparazione sociale ed economica, richiede a tutti noi uno sforzo ulteriore per trovare soluzioni efficaci al rilancio dell’Appennino Centrale - ha detto il Commissario Castelli - Se è vero che con le risorse del Piano nazionale complementare sisma stiamo fornendo una importante spinta al tessuto imprenditoriale locale, con 1.357 progetti finanziati per oltre 396 milioni di euro e 767 milioni di investimenti generati, è altresì vero che qualsiasi operazione di rilancio che voglia andare oltre la logica dell’assistenzialismo deve necessariamente passare dalla collaborazione tra enti, territori e tra pubblico e privato. E su questo stiamo puntando. La ricostruzione post-sisma è una missione prioritaria e dovuta ma, al contempo, da sola rappresenterebbe una risposta parziale rispetto ai problemi strutturali di cui soffrono questi territori e che oggi stiamo affrontando. Ricostruire e rigenerare questi territori è il presupposto necessario per renderli nuovamente “abitabili” dalle loro comunità tradizionali e attrattivi da un punto di vista turistico e imprenditoriale, non solo come luoghi in cui trascorrere un periodo di vacanza, ma anche nei quali vivere stabilmente. Abbiamo l’occasione - ha concluso Castelli - di promuovere il “modello Appennino” in Italia e all’estero, facendo leva sulla grande ricchezza di cui questo territorio è portatore: cultura, spiritualità, natura, senso di comunità”.

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