Non usa mezzi termini il Consigliere regionale Sandro Bisonni, nonché candidato alle prossime elezioni regionali con la lista Rinasci Marche, per esprimere la sua contrarietà nei confronti del progetto dell'Amministrazione di Tolentino di realizzare un forno crematorio in città: ”le norme tecniche per la realizzazione di questi impianti non sono mai state emanate dallo Stato - scrive in una nota - , in assenza di regole e di garanzie chiare si è così sviluppata una corsa all'installazione di nuovi crematori da parte di promotori di finanza di progetto per occupare più rapidamente possibile territori privi di pianificazione territoriale, come nel nostro caso; un sistema che favorisce l'installazione indiscriminata con la promessa ai Comuni di sostanziose royalties.”

Inoltre secondo Bisonni non vi è alcuna necessità di un nuovo crematorio: “si aggiunga che come regione non abbiamo affatto necessità di ulteriori impianti come confermato dall'Assessore regionale competente ad una mia precisa interrogazione di qualche mese fa. I tre impianti ad oggi funzionanti sono cioè in grado di assorbire l'intera domanda regionale; un nuovo crematorio quindi non serve a meno che non si voglia favorire la cremazione di bare e cadaveri provenienti da fuori regione”.

Recentemente a Tolentino si è svolto un incontro pubblico su questo tema a cui, oltre al consigliere Bisonni, ha partecipato Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa, che ha evidenziato gli impatti e i pericoli per la salute che generalmente sono collegati a questo genere d'impianti.

Questi impianti – prosegue Bisonni - oltre a causare pressioni ambientali importanti preoccupano molto non solo per i potenziali rischi collegati alla salute ma anche per quelli di carattere economico in relazione alle valutazioni immobiliari.”

Infine Bisonni ammonisce il primo cittadino: "la scelta del sindaco di procedere in questa direzione senza la benché minima partecipazione democratica, in carenza di informazione e soprattutto senza valide motivazioni, in assenza di pianificazione territoriale e di norme tecniche che stabiliscano standard qualitativi degli impianti e delle bare, è veramente assurda; io, come sempre, mi schiererò a difesa degli interessi collettivi e sarò ancora una volta dalla parte della popolazione per contrastare con tutte le mie energie questa follia".

GS
La futura discarica della provincia di Macerata al centro di un intervento del candidato in Consiglio regionale con RinasciMarche, Sandro Bisonni.

"Per racimolare qualche voto - scrive in una nota - , numerosi politici si promuovono come difensori del territorio dell'ultima ora e cercano soluzioni alternative vecchie di 50 anni. 
Mi riferisco a chi pensa di sostituire la discarica con un inceneritore o termo-valorizzatore, come in genere viene chiamato per indolcire la pillola, tralasciando però alcuni particolari. Innanzitutto, poiché la massa si conserva e non si può distruggere, il termo-valorizzatore non elimina la discarica ma al contrario ne crea tre: una in aria (che ci respiriamo), una in terra (equivalente se non peggiore di quella che si vorrebbe evitare), una in acqua (con le acque reflue); per avere evidenza di questo basterebbe che questi politici leggessero quanto riportato nero su bianco nel Piano d'Ambito provinciale per la gestione dei rifiuti.

Ricordo poi che le tre discariche generate dai termo-valorizzatori generano pressioni ambientali enormi che persistono per decine e decine di anni con rischi per la salute di notevolissima preoccupazione.

Il termo-valorizzatore, senza incentivi pagati con le nostre tasse, non si sostiene economicamente e che quindi come sistema Paese non ci fa arricchire ma al contrario ci impoverisce.

Infine - aggiune - il termo-valorizzatore è in antitesi al percorso virtuoso delle 3R (riduzione, riuso, riciclo) in quanto perennemente affamato di rifiuti e che quindi se fosse realizzato presto o tardi vanificherebbe tutti gli sforzi fino ad ora compiuti in quella direzione.

Il giusto stupore dei cittadini che si sono svegliati con la notizia della discarica provinciale sotto casa è colpa - accusa Bisonni - di una insufficiente partecipazione democratica che l'ATA e la Provincia avrebbero dovuto mettere in piedi prima di individuare i 70 possibili siti idonei; qui a mio avviso l'errore più grave.

Personalmente rifuggo dalla demagogia elettorale - conclude - sicuro che l'unica via possibile da percorrere sia quella dell'economia circolare verso la quale dobbiamo accelerare e non retrocedere puntando verso un futuro sostenibile e non verso la preistoria come qualche politico, poco informato e per nulla competente, vorrebbe farci regredire".

GS
Aumentare le risorse destinate alla misura “Resto al Sud” e all’incentivo “Smart & Start” per dare maggiore sostegno economico alle aree interne del territorio regionale. E’ l’oggetto di una mozione, approvata dal Consiglio Regionale, presentata dal capogruppo dei Verdi Sandro Bisonni che impegna Presidente e Giunta a procedere in tal senso.

“Si tratta – precisa Bisonni – di misure di sostegno che provengono dallo Stato e che già erano state assegnate ad alcune zone terremotate. Considerato che il nostro territorio, purtroppo, ha affrontato ben 3 terremoti, cui si è aggiunta l’emergenza Covid, e che l’entroterra si trovi in grande sofferenza anche per mancanze strutturali ho chiesto nella mozione l’aumento di queste risorse, estendendole a tutto l’entroterra. Ritengo sia un atto dovuto per questi territori che soffrono di un grave disagio”.

Sandro Bisonni ha poi parlato anche delle priorità che a suo avviso debbono essere affrontate dal prossimo consiglio regionale, precisando i temi che caratterizzano la sua campagna elettorale per le prossime elezioni.

“A mio avviso – dichiara – 3 sono le priorità assolute. In primo luogo una sanità diversa e che sia più rispettosa del territorio, garantendo gli stessi servizi a tutti i cittadini. In secondo luogo incentivare la ripresa economica creando ponti con lo Stato e l’Europa per reperire il maggior numero di risorse per la nostra economia. Infine la questione ambientale perché le bellezze naturali del nostro territorio costituiscono il tesoro che ci consentirà di sviluppare un’economia sostenibile, attraverso anche il turismo enogastronomico”.


f.u.
A rispondere al consigliere regionale dei Verdi, Sandro Bisonni, intervenuto sul tema dell'inceneritore a Tolentino per il quale la Provincia si è definitivamente espressa in maniera negativa è il sindaco della città, Giuseppe Pezzanesi che smentisce Bisonni in merito alla comunicazione della vicinanza delle scuole nella zona dove doveva sorgere l'inceneritore: "Nella conferenza dei servizi - spiega il sindaco - né il rappresentante del Comitato stesso, né tanto meno il Consigliere Bisonni hanno portato ulteriori contributi alla causa.
Risulta invece evidente la somma di tutte le argomentazioni portate con operoso impegno dall'amministrazione e dagli uffici competenti del Comune, che hanno determinato insieme alla grande attenzione della Provincia di Macerata e dell’ASUR, il risultato finale che salutiamo con grande soddisfazione".
Ma il vero scontro ora è sul forno crematorio che dovrebbe sorgere vicino al cimitero cittadino e per il quale Bisonni ha già espresso contrarietà: "Si tratta - ribadisce Pezzanesi - di una realtà tecnicamente e empaticamente totalmente diversa da qualsiasi altro impianto di settore e che stiamo valutando la possibilità di realizzarlo, consapevoli della volontà di coloro che ne fanno sempre di più richiesta e che oggi devo recarsi a Perugia, Fano o San Benedetto.


Ribadiamo che questa Amministrazione solo nella piena consapevolezza della buona tecnologia e delle buone pratiche dell’impianto in discussione, provvederà alla sua realizzazione, in più crediamo fermamente che, come già accaduto in paesi più progrediti del nord Europa, il futuro della maggior parte delle tumulazioni si indirizzerà in tale direzione, anche perché è assolutamente necessario e doveroso, di fronte a una società che tende ad invecchiare come età media, continuare a pensare all’ampliamento continuo delle strutture laterizie dei cimiteri esistenti che, tra qualche decennio, potrebbero assumere dimensioni più grandi delle stesse città, se non opportunamente gestiti, con danno marcato ed evidente dei nostri paesaggi e dell’ambiente".

GS
Dopo il parere negativo della Provincia di Macerata che si è pronunciata definitivamente sulla compatibilità ambientale del progetto dell'inceneritore in contrada Cisterna del Comune di Tolentino, la battaglia del consigliere regionale dei Verdi, Sandro Bisonni, prosegue la sua battaglia contro il forno crematorio al cimitero di Tolentino.

"Un’altra battaglia vinta - spiega Bisonni facendo riferimento all'inceneritore - .Sono molti ora quelli che tenteranno di salire sul carro del vincitore, ma non dimentichiamoci che in un primo momento il Comune di Tolentino non aveva nemmeno segnalato la presenza di un istituto scolastico nelle immediate vicinanze del sito chiamato ad ospitare l’inceneritore. Cosa che, a nome del Comitato, ho subito evidenziato a chi di competenza con l’intento di scongiurare la messa in essere di un opera che avrebbe determinato pesanti pressioni ambientali e pericoli per la salute della popolazione”.

Bisonni ritiene che questa vittoria sia frutto di una solida collaborazione costruita con l’apporto di tanti cittadini che hanno inteso opporsi ad una scelta che fin dall’inizio è apparsa penalizzante per la città di Tolentino e, forte di questa posizione dei cittadini prosegue la sua battaglia contro il forno crematorio annunciato dall'amministrazione: “L’amministrazione Pezzanesi – conclude – è davvero convinta di percorrere questa strada? Ora che abbiamo bloccato l’inceneritore, farebbe bene a prendere atto della volontà della popolazione e tornare sui propri passi, garantendo ai cittadini un ambiente sano e vivibile, evitando pressioni e ricadute importanti sul territorio. La città ha altre importanti esigenze che attendono da tempo una risposta e merita ben altro che un forno crematorio.”

GS
Un sostegno economico per le aree interne del territorio regionale. A chiederlo è il capogruppo dei Verdi Sandro Bisonni con una mozione che impegna il Presidente e la Giunta regionale ad aumentare le risorse economiche destinate alla misura “Resto al Sud” e all’incentivo “Smart & Start”, estendendo la prima ai Comuni delle aree interne e montane ed i benefici del secondo, previsti nel Mezzogiorno, a tutti quelli delle Marche. “Il territorio regionale – evidenzia Bisonni – oltre ad essere stato interessato dai terremoti del 2016 e del 2017, sta attraversando una pesante crisi determinata dall’emergenza sanitaria del Covid – 19, con inevitabili conseguenze economiche e sociali. Da considerare, inoltre, che le aree interne sono state già fortemente compromesse dai problemi endemici legati allo spopolamento e alla flessione di alcuni settori produttivi, strategici nell’ambito di questo contesto geografico. Occorrono interventi mirati che ridiano respiro all’economia e affrontino i problemi nella loro specificità”.

Entrando nel merito di quanto proposto nella mozione, va ricordato che “Resto al Sud” è l’incentivo che supporta la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali o libero professionali nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree del Centro Italia colpite dal terremoto, fornendo agevolazioni fino a 200.000 euro per l’avvio di nuovi progetti da parte di giovani professionisti.

“Smart & Start”, invece, sostiene le startup innovative ad alto contenuto tecnologico in tutte le regioni italiane, che però al Sud percepiscono maggiori agevolazioni.

“In questo caso – fa presente Bisonni – l’obiettivo è stimolare una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale, valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica, incoraggiare il rientro delle nostre eccellenze dall’estero”.
Il quesito lo pone alla giunta regionale il consigliere capogruppo dei Verdi, Sandro Bisonni, per mettere fine alla polemica che si è scatenata fra il Movimento 5 Stelle di San Severino e Tolentino, e il consigliere regionale Luigi Zura-Puntaroni con l’ingegnere Michele Cruciani. L’intervalliva è il tema sul ‘banco degli imputati’ e soprattutto il finanziamento ottenuto dal Cipe per 98 milioni. Secondo Cruciani, il finanziamento sarebbe vincolato allo studio di fattibilità realizzato da lui su impulso di Zura. Secondo i 5 Stelle invece, sarebbe stato finanziato l’asse viario tra San Severino e Tolentino e non uno specifico progetto. Secondo questo principio, sarebbe lecito e non comporterebbe alcun rischio per la realizzazione dell’opera, un progetto alternativo. Quello che hanno presentato i grillini.

Per fare chiarezza, il capogruppo Bisonni ha presentato una interrogazione per avere conferma da parte della Regione “che un tracciato diverso è finanziabile senza problemi. Dopo un'analisi piuttosto dettagliata dei fatti - si legge in una nota di Bisonni - chiedo alla Giunta se le somme assegnate per la realizzazione dell'opera possano o meno essere destinate ad un tracciato alternativo a quello attualmente approvato. In questo modo avremo o meno certezza del fatto che un tracciato alternativo non solo è possibile ma anche finanziabile senza rischio alcuno e senza perdite di tempo”.

Bisonni, nell'interrogazione pone altre domande per sapere quali siano le valutazioni della Regione sulla questione.

Come ho denunciato per primo - prosegue – dobbiamo scongiurare che l'opera subisca ritardi o che peggio diventi la solita incompiuta. Per evitare questo, occorre partire con il piede giusto, evitando l'attuale tracciato che, come ho già avuto modo di dire in più occasioni, rischia di fermarsi al primo metro di tunnel. Esistono varie soluzioni tutte meno impattanti e problematiche, più funzionali ed economiche e che ci darebbero la tranquillità di una più rapida esecuzione”.

Infine Bisonni chiede alla Giunta quali opere potrebbero essere finanziate con le eventuali economie realizzate grazie ad un tracciato meno costoso.

Chi amministra soldi pubblici – conclude – deve sempre fare scelte con la massima oculatezza. Sono convinto che i 10 milioni con i quali la Regione Marche finanzia l'opera possano essere risparmiati e impiegati per altre infrastrutture parimenti importanti. Oltre al ponte dell'addolorata a Tolentino, già previsto, si potrebbe ad esempio realizzare il ponte dell'intagliata a San Severino e finanziare almeno un edificio pubblico danneggiato dal terremoto, oppure spostare queste somme investendole in sanità. Chi non vuole questo per realizzare un'opera a rischio incompiuta, impattante e costosissima, lo dovrebbe quanto meno giustificare dettagliatamente”.

Gaia Gennaretti
Pronta la risposta deil sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, sul forno crematorio che potrebbe essere realizzato in città e per il quale è stato accusato dal capogruppo regionale dei Verdi, Sandro Bisonni.
"Scontata l’utilità etica e sociale - dice il sindaco - nonché per i facilmente deducibili motivi pratico-organizzativi, stiamo valutando alcune ipotesi che garantiscano, in primis, oltre al servizio, l’assoluta salvaguardia della salute pubblica. Noi siamo, come sempre, pronti ad assumerci le nostre responsabilità, perché i problemi vanno affrontati, risolti e non rinviati o strumentalizzati. Noi non facciamo e non abbiamo mai fatto “cavalcate” opportunistiche o populistiche in generale e in particolare, su temi che riguardano molto da vicino la sfera di vita  degli individui, né tantomeno su altre questioni amministrative di larga scala, come ad esempio sanità o ambiente o indispensabili infrastrutture, senza fomentare proteste o creando allarmismo.
Un esempio su tutti - precisa Pezzanesi sugli attacchi di Sandro Bisonni - , abbiamo dovuto, dopo trenta anni di lotte, ai fini dell’ottenimento del collegamento viario tra Tolentino e San Severino Marche e quindi del suo relativo finanziamento, annoverare la ferma contrarietà di questo valente politico che pur straziandosi,come lui stesso dice per le sorti dei nostri territori, ha dichiarato essere soldi sprecati quelli destinati alla realizzazione di questa fondamentale infrastruttura che collegherà in maniera straordinariamente importante e sicura le vallate del Chienti e del Potenza. Certamente - conclude - questo dà la misura esatta dell’effettiva efficacia e dimensione del personaggio politico".

GS 
Dopo l'esito della conferenza dei servizi alla Provincia di Macerata, dove è stato deciso di non realizzare l'inceneritore a Tolentino, arriva la soddisfazione del capogruppo regionale dei Verdi, Sandro Bisonni.
“Una scelta importante – sottolinea – che abbiamo auspicato fin dall’inizio per la tutela del territorio. La nostra battaglia ha trovato un sostegno determinante anche con l’approvazione della mia proposta di legge che fissa criteri molto stringenti per l’ubicazione degli impianti d’incenerimento dei rifiuti e del Css. L’auspicio è quello che le Marche non debbano mai ospitare strutture di questo tipo”.


Ma se da una parte viene salutata con esultanza la decisione di non realizzare l’inceneritore dei fanghi, dall’altra Bisonni si dice “sgomento” per la notizia relativa al fatto che l’amministrazione tolentinate, guidata dal sindaco Pezzanesi, voglia realizzare un forno crematorio al cimitero cittadino.  “In tutte le Marche – evidenzia Bisonni – ci sono tre impianti, quello di Ascoli Piceno fu chiuso nel 2013 per motivi precauzionali, è stato riaperto solo recentemente. In Italia numerosi impianti sono continuamente chiusi per l’emissione di diossine ed altre sostanze nocive. E così mentre in tutto il Paese contro questi impianti si innalzano muri da parte di Amministrazioni competenti e da comitati cittadini che ne intuiscono la potenziale pericolosità, a Tolentino la Giunta Pezzanesi delibera l’avvio di procedure per una struttura che di certo produrrà preoccupanti pressioni ambientali con ricadute importanti sul territorio.”

Il capogruppo dei Verdi non manca di chiamare in causa anche la Lega che a livello regionale si è già schierata contro il forno crematorio a Loreto e che a Tolentino al contrario lo approverebbe. “Forse una città vale più dell’altra? O forse la Lega tolentinate – si chiede Bisonni – non ha sufficiente consistenza politica per opporsi? E che dire di Pezzanesi che pubblicamente si dice contrario all’inceneritore dei fanghi, ma contemporaneamente approva l’atto per realizzare un inceneritore di cadaveri e bare? Una scelta schizofrenica e incoerente con le sue stesse esternazioni pubbliche. C’è da chiedersi come si possa avere ancora fiducia nei confronti di questo sindaco e della sua Giunta. Pezzanesi chieda scusa alla città ed ai cittadini e torni sulle sue decisioni, ritirando la delibera che vorrebbe “regalare” alla Comunità un inceneritore di questo tipo”.

GS


Danni agli allevatori, provocati da lupi e cani randagi. Il consigliere regionale dei Verdi Sandro Bisonni ha presentato un'interrogazione  con l'obiettivo di conoscere la reale entità delle risorse dedicate al risarcimento dei danni e la loro capacità di soddisfare le esigenze del settore. Nell’atto si fa riferimento alla legge regionale del 1995, dove si prevede che la Regione conceda un indennizzo per i danni causati agli allevamenti bovini, ovini, caprini ed equidi per aggressioni da parte di lupi e cani randagi o ferali. “Durante il 2018 – precisa Bisonni – sono state registrate 90 richieste d’indennizzo per attacchi da parte di lupi. Il Dpr del 1997, in attuazione della specifica direttiva CEE, riconosce proprio il lupo come specie di importanza comunitaria, di interesse prioritario e ne richiede una protezione rigorosa. Viene vietata la cattura, l’uccisione e il disturbo allo stato selvatico, non è permesso il possesso, il trasporto, lo scambio nonché la commercializzazione
Come le altre regioni d'Italia –spiega il consigliere dei Verdi- la Regione Marche prende dei fondi specifici dall'Europa per le aree Rete Natura” 2000; questi soldi debono servire a conciliare la presenza di predatori (quali ad esempio potrebbe essere il lupo con la presenza dell'uomo e degli allevamenti) e quindi questi fondi servono a risarcire gli allevatori che subiscono danni dai predatori naturali. Questo è di fondamentale importanza e questi soldi debbono essere impiegati sia per i risarcimenti sia anche per stimolare dei sistemi di protezione, quali potrebbero essere recinzioni elettrificate o l'acquisto di un cane da guardia. Con la mia interrogazione  dunque chiedo se questi soldi siano effettivamente impiegati e in quale quantità e se i fondi siano sufficienti o non richiedano invece di essere aumentati.  Non mancherò in aula anche di stimolare il discorso della tempistica- conclude Bisonni-; oltre alla necessità che il quantitativo di Fondi sia infatti sufficiente a ricoprire le esigenze del territorio è  anche importante che le tempistiche siano celeri.  Non possiamo pretendere che chi subisce un danno venga rimborsato a distanza di mesi o addirittura di anni, quindi l'interrogazione va nel senso appunto di stimolare questo discorso e far sì che la Regione abbia una particolare attenzione verso gli allevatori".
cc
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